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Lo Scalone (Visto da Me)

10 ottobre, 2007 - 18:00 di  
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani




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operaio1.jpgDa quel che ho notato leggendo i vari articoli presenti nel Blog, mi pare che il 99% dei lettori e degli articolisti di MenteCritica siano favorevoli allo scalone pensionistico.
Non metto in dubbio la buona fede, ma vorrei che il problema fosse analizzato meglio perché ne sono direttamente coinvolto. Vorrei anche capire se, dopo averci riflettuto, tutti sarebbero ancora convinti che la “cosa”sia stata fatta per il bene dei Nostri figli (o dei “Loro”)o se semplicemente non si tratti di un palliativo per fare quadrare i conti sulla carta.



Sono del 1951. Il mio libretto di lavoro porta la data del 9 maggio 1967. Il primo datore di lavoro si tenne il libretto per più di un anno , senza mai assicurarmi e senza mai versare i contributi.

Quando me ne sono accorto ho cambiato lavoro. I datori di lavoro successivi hanno cominciato a timbrarmi il Libretto di lavoro, ma, caso strano, all’ INPS di Roma non risultano contributi fino al 1974.

Per fortuna ho ritrovato le buste paga dei periodi mancanti ,timbrate dall’Inps provinciale,spero che il patronato riesca a farmele tornare utili.
Dal 1974 al 2007 mi sono spariti circa 4 anni ,dovuti a vari furbi che non assicuravano o assicuravano dopo vari mesi ( ma lo Stato,l’Inps, l’ Ispettorato del Lavoro dove erano?). Qualcosa ho recuperato tramite denunce in tribunale, ma erano solo bruscolini.

Il 31 luglio 2007 , facendo buoni gli anni effettivi di versamento effettuati (non di lavoro) avrei completato i 35 anni di contribuzione ( il contratto che a quel tempo vigeva tra me lavoratore e lo Stato Italiano). Il lavoro che ho svolto è stato effettuato in prevalenza in fonderia di Pressofusione, anche come artigiano (per 18 anni). Fino agli anni ’90 non erano le fonderie di pressofusione di alluminio come quelle di adesso, automatizzate, con forni sicuri e coperti, ma era un lavoro al caldo, senza aspiratori fumi, non c’erano protezioni, non c’erano automatismi, tutto a mano. Un lavoro che era veramente usurante. 800/1000 stampate di alluminio a turno, caricare il forno con quintali di alluminio, versare l’alluminio nella macchina: tutto manuale.
Un lavoro da “bestie”, remunerato anche bene non metto in dubbio, ma che ha lasciato anche dei forti segni di stanchezza.

scalone.jpg

Io mi ritrovo a 56 anni con 3 ernie del disco, sono stato operato di ernia inguinale, giunture delle spalle e dei gomiti che ogni tanto si “inceppano”, botte prese 20/30 anni fa che ogni tanto si fanno sentire. Sono stanco. E nelle mie condizioni ne ho sentiti tanti! Dopo i 52/53 anni escono tutte le magagne.

Mi sono inventato un mio modo personale per andare in pensione e con questo poter mettere in dubbio i conti dei nostri Ragionieri Politici.

Premetto che in tutta la mia vita lavorativa avrò fatto si e no 20 giorni di mutua e altrettanti di infortuni.

Io , se vado sugli infortuni o in mutua, prendo il 100% dello stipendio e tengo occupato un posto di lavoro, senza produrre niente ; invece dandomi la pensione che mi spetta (o in Part-Time di 4 ore -perché il sindacato non punta su una soluzione del genere?-) lascerei libero un posto di lavoro che darebbe reddito, tasse, contributi INPS ad un’altra persona mentre io prenderei la mia quota di pensione soltanto. Se qualcuno mi può dimostrare il contrario mi informi.

Si dice anche che l’abolizione dello scalone costerebbe 10 miliardi di EURO in 10 annni: 1 miliardo all’anno , dove andare a prenderlo? Senza fare demagogia ne’ dell’antipolitica di suggerimenti ce ne sarebbero tanti: Ad esempio leggere una lettera e la risposta pubblicata su “SOLDI E DIRITTI” (rivista sorella di ALTROCONSUMO) di settembre 2007.

Il nostro socio D.I. Ci scrive dalla Provincia di Brescia per raccontarci la sua vicenda.

“A causa del peggioramento delle condizioni di salute dei miei genitori, all’inizio del 2006 ho iniziato a cercare una badante che potesse assisterli a domicilio. Attraverso il passaparola sono riuscito a trovare una signora ucraina, che però non aveva il permesso di soggiorno. Dato il sistema di flussi migratori annuale stabilito rigidamente, per il 2006 ero ormai in ritardo per avviare le pratiche di regolarizzazione. Con il proposito di regolarizzarla appena fossero uscite le quote del 2007, la signora ucraina ha cominciato ad assistere i miei genitori. Nella primavera di quest’anno le loro condizioni di salute sono precipitate. A quel punto anche la presenza di una badante è diventata insufficiente, quindi ho dovuto rinunciarvi.
Tirando le somme di questa vicenda mi viene da fare una domanda:a chi giova questo stato di cose? Io avrei potuto avere spiacevoli conseguenze giudiziarie in caso si fosse scoperto che pagavo in nero la badante clandestina e la stessa signora, dato che era irregolare , non poteva rivendicare alcun diritto. Ma non finisce qui: ho calcolato che nell’anno che è rimasta a casa dei miei genitori, l’impossibilità di regolarizzare il contratto ha fatto perdere all’INPS oltre 2 mila euro per i contributi e circa mille al fisco, dato che la badante non ha versato l’IRPEF.
Cosa ne pensate?

RISP: Il nostro socio ha ragione. L’attuale sistema dei flussi migratori di fatto non aiuta l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Con conseguenze negative per tutte le parti in causa. Moltiplicando i dati forniti dal nostro socio per il numero stimato di badanti non in regola (circa 600.000) si può calcolare quanto denaro sfugge alle casse pubbliche:c’è un mancato introito annuo di 600 milioni di euro per quanto riguarda l’IRPEF e di un MILIARDO e 300 milioni di euro per l’INPS. Cifre che parlano da sole.
(pag. 14 di Soldi e Diritti settembre 2007)

Ma è proprio così difficile far quadrare i conti?
Va beh che qualcuno aveva detto che non è difficile governare gli italiani, è inutile.
Tanti saluti a tutti

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Comments

6 Risposte a “Lo Scalone (Visto da Me)”
  1. spes74 scrive:

    Sono riflessioni più che condivisibili. Ci sono molte persone che vivono la tua stessa condizione e pensare che noi giovani alla tua età probabilmente non potremo neanche sperare nella pensione non è da meno…

    Anche a mio padre hanno "rubato" anni di contributi alcuni datori di lavoro poco seri e si è ritrovato con pochi contributi e malato tanto da non poter più lavorare. Non parlo di come è andata a finire perchè è una ferita ancora aperta dopo quasi 6 anni…

  2. Emanuele scrive:

    Io ho 24 anni.
    Pensione? cos’è? si mangia?a me piace la polenta eh!

  3. diabolicoMarco scrive:

    Proposte molto interessanti e convincenti.

    Sinceramente non capisco da dove derivi l'impressione che il 99% degli articolisti e lettori di MC sia a favore dello scalone. Ma forse perché io faccio parte del restante 1%. Non sono né a favore né contrario essendo assolutamente impreparato sulla materia che mi è sempre risultata ostica. Per quanto mi riguarda direttamente (da trentenne che ha avuto 4 diversi contratti in 7 anni per svolgere sempre lo stesso lavoro) la pensione è utopia.

    Mi rendo perfettamente conto che se le persone come te che vogliono (e devono) andare in pensione sono costrette a restare "rubano" il posto a noi "i ggiovani". Politica, università, sanità, ricerca… l'elenco è infinito. In quasi ogni campo ci sono persone che non ne vogliono sapere di farsi da parte. Forse perché, come mi dici tu, non possono fare diversamente.

    Cinicamente dico:"la natura farà il suo corso".

    Ma stando in questo modo le cose a quel punto anche noi saremo "vecchi". Con la differenza, rispetto a te, che non avremo prodotto (a livello di contributi) quasi nulla.

  4. tusaichi scrive:

    io non ho capito.

    prima di far domande sciocche mi informo.

    ma temo di non aver capito la soluzione proposta da lo-spillo.

  5. Alessio scrive:

    Non solo è giusto l'articolo, ma bisogna anche aggiungere che il fondo previdenziale non è in passivo. Lo è quello assistenziale. Purtroppo l'inps funge da calderone e alla fine ci rimettono le pensioni. Ovviamente solo le pensioni dei poveri che quelle dei ricchi rimangono sempre alte…

  6. leo scrive:

    Caro lo_spillo, di situazioni come la tua, in Italia, ce ne sono tante, ma è anche vero che ce ne sono tantissime che presentano aspetti molto diversi.

    Vivo in un piccolo centro di appena un migliaio di anime. Ci conosciamo tutti. Posso dirti che qui ci sono decine di persone della tua età che sono già in pensione da un pezzo. Magari sono ex ferrovieri con pensioni che superano i duemila euro al mese. Qualcuno è andato in pensione sui quaranta (le famose pensioni baby). La maggior parte, però, non fanno i pensionati; c'è chi fa l'idraulico, chi il contadino, chi l'allevatore, chi l'elettricista. Naturalmente si tratta di lavori a nero; non sia mai che possano andare ad intaccare la pensione.

    Io vivo qui e me li vedo passare davanti la finestra, li incontro al bar, e non posso fare a meno di pensare che la mia vecchiaia sarà terribile.

    Ho 44 anni e da quando nel 2001 ho chiuso la mia attività commerciale non faccio altro che passare da un lavoro all'altro. Ho fatto il commerciale, il fiscalista, il venditore porta a porta, il programmatore, il sistemista. Ma vado avanti a collaborazioni occasionali (nemmeno piu' i cocopro si trovano!) e naturalmente niente contributi (né assicurazioni).

    L'esperienza piu' avvilente? Ho lavorato per quattro anni, o meglio, per quattro stagioni, per un caaf sindacale. Mi sono fatto un c.. così, migliaia di dichiarazioni, dieci ore la giorno. Cinquecento euro al mese, piu' o meno. Quegli stessi sindacati che in questi giorni hanno deciso di non decidere sul precariato!

    Quest'anno sono stato fatto praticamente fuori. Non mi hanno richiamato; costavo troppo ! Hanno preferito delle giovani donzelle a corto di crediti formativi.

    Ma meglio così: ora sto facendo il sito web di un consorzio pubblico per la ragguardevole cifra di ….. 500 €……….

    E poi parlano di antipolitica…………..

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