Litografie in Bianco e Nero
28 maggio, 2007 di Vincenzo Poma
Archiviato in Storia e Memoria

L’altro giorno mi trovavo in un piccolo locale allorché la mia curiosità venne attirata da un’immagine che riproduceva una piccola cittadina così come venne fotografata ritengo almeno un secolo prima; rimasi sbalordito alla vista delle strade sterrate e quasi deserte, dei due o tre esseri umani che sembravano manichini provenienti da un altro pianeta; le case avevano muri sbreccati e balconi cadenti; in alto svettava la parte posteriore di una Chiesa anch’essa martoriata dal tempo.
Non c’era dubbio che il bianco e nero accentuava questo paesaggio di nera solitudine e di sicuro sfacelo della realtà; era come se vedessi riprodotta nell’immagine l’estrema vacuità e caducità umana, l’estrema distruzione dell’uomo ad opera di un destino atroce e di una natura matrigna che ci fanno venire alla vita per pochissimi istanti; debbo dire che ne rimasi alquanto costernato e subito fui portato a pensare a come gli uomini si credono erroneamente e vigliaccamente tronf i e privi di cervello, fidando quasi nell’immortalità ed in pratica sconoscendo del tutto che la nostra vita, da un punto di vista della sua misurazione cronologica, è quanto di più infinitesimale si possa immaginare, specie al cospetto dell’eternità spazio-temporale che ci stritola prima della nascita e dopo la morte.
Dovremmo far tesoro di tali litografie in bianco e nero e convincerci una buona volta che in questa vita siamo di passaggio e che dovremmo amarci e aiutarci l’un l’altro, qualsiasi siano le nostre credenze, i nostri comportamenti, la nostra moralità ecc., poiché è evidente che di fronte al massacro umano operato su di noi dal tempo, quel che conta è che ci rispettiamo a vicenda in maniera che la solidarietà e la reciproca accettazione regnino sovrane.
di: Vincenzo Poma
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Bello il tuo articolo. “Signorile”, direi.
Sai quali immagini ha associato il mio cervello al consiglio del tuo articolo?
La “cagnara” di ieri sera tra i rappresenatnti di lista al seggio, dove ero il presidente, per le elezioni amministrative.
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belle parole, si percepisce il sentimento che ci hai messo
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