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L’Italia s’è Desta?



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Anch’io credevo che l’operazione di Berlusconi fosse nient’altro che un restyling di Forza Italia. Che non si trattasse solo di questo l’ho capito dopo aver visto le facce di Bondi e Cicchitto. Chi sono? Ma sì, sono i due “vice” di Forza Italia, il primo “convertito” a FI dopo una lunga militanza a sinistra, il secondo ex democristiano di lungo corso.
Credo che più di Fini, più di Casini, più di tutto il resto del panorama politico rimasto scosso dalla sortita del Cavaliere, i più “tramortiti” siano stati proprio quei due. Il perché è chiaro: abituati ai partiti tradizionali, si aspettavano, prima o poi, di salire al gradino più alto, una carriera coi fiocchi.
E invece no. Oggi il più accreditato successore del leader del centrodestra è una giovane donna, dall’eloquio sciolto, rossa di capelli e dalle gambe affusolate (non per niente ritratte sui manifesti della Omsa).

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Sembra una bizzarria, ma se ci si pensa a fondo non lo è. Mi spiego.
Guardate i principali partiti italiani. La leadership viene da lontano, anni di gavetta. Casini per anni portaborse di Forlani, Fini cresciuto da Almirante come un pupillo. D’Alema, Fassino, Veltroni provenienti dalla rigorosa scuola di partito del PCI, la Bindi, Franceschini, Letta ex giovani della DC, Bertinotti politicamente “cresciuto” da Cossutta, eccetera eccetera.
Fino ad oggi chi entrava in politica (ma anche nel sindacato) se aveva un po’ di pazienza e sapeva sfruttare qualche buona occasione, prima o poi emergeva – sgomitando di qua, pugnalando di là – e si ritrovava leader. Se qualcun altro lo fregava (vedi Casini con Mastella, vedi Bertinotti con Diliberto, vedi Veltroni con Mussi ed Angius e da ultimo Fini con Storace) ecco lì la soluzione pronta: creava un altro partitino e se ne autoproclamava condottiero.

L’operazione di Berlusconi rompe questi schemi.
Rifonda il partito in pochi mesi, lo apre alla partecipazione popolare con i “circoli della Libertà” e ne affida la guida non ad un “parruccone”, ma ad una giovane donna. In un momento in cui la “casta” viene vista come sappiamo, è una mossa azzeccata anche al di là degli effettivi meriti della signora in questione.
Già nel 1994 Berlusconi vinse sfruttando l’effetto-novità, sapientemente assecondato dall’uso dei media. Quella volta “sdoganò” la destra, intercettò il malumore del Nord alleandosi anche coi leghisti e si pose come alternativa secca alla “gioiosa macchina da guerra” di Occhetto, sventolando la bandiera del paladino contro i rischi per la democrazia indotti da ex comunisti al potere.

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Questa volta la sorpresa è di segno inverso: butta politicamente a mare i suoi alleati ed apre al dialogo col maggior partito dello schieramento opposto. E’ evidente lo sconquasso che questa mossa provoca: dal suo lato costringe Fini e Casini ad una rincorsa cui non erano pronti, dal lato opposto induce preoccupazione in coloro che – in vista di un eventuale accordo dei maggiori partiti dei due schieramenti – vedono con terrore avvicinarsi una riforma elettorale che tagli fuori dal gioco i partitini minori ma finora fortissimi nel loro potere d’interdizione.
C’è di nuovo anche che Veltroni sembra davvero intenzionato a portare avanti il d-i-a-l-o-g-o con Berlusconi (ex odiato nemico) sulle riforme.
Improvvisamente, da qualche giorno si respira aria nuova e tutto quello che c’era prima ha assunto un sapore di vecchio e stantio.
Insomma, forse l’Italia sè desta.
Speriamo.

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Comments

19 Risposte a “L’Italia s’è Desta?”
  1. MenteCritica scrive:

    Per rispondere alla domanda che dà il titolo al pezzo, la mia risposta è no.

    La lettura di Fully mi appare come quella di un uomo di buona volontà che vuole vedere un aspetto positivo ad ogni costo in una vicenda che, personalmente, considero torbida.

    Provo a dare la mia interpretazione:
    Berlusconi è, da mesi, il propugnatore della spallata. Si spinge fino al punto di vaticinare la data della caduta del governo facendo, mi si perdoni l’ardire, per l’ennesima volta la figura del fesso.
    Una volta risvegliatosi alla triste realtà di una coalizione avversaria che, pur di non tornare alle urne sarebbe disposta a votare compatta il divieto del secondo Avvento, cambia improvvisamente atteggiamento. Molla gli alleati, accetta un dialogo che aveva rifiutato fino a poche ore prima e crea un partito fantasma che affida ad una persona di cui si sente sempre lodare le cosce, ma delle idee poco si sa e quel poco che si sa fa anche un po’ impressione.

    Per l’ennesima volta Silvio Berlusconi si dimostra un uomo senza lealtà alcuna, il cui esclusivo interesse è quello proprio e la cui abilità più grande è quella di confezionare scatole di carta con grandi fiocchi colorati che, all’apertura, si rivelano inesorabilmente vuote. (Il famoso Contratto firmato da Vespa, ve lo ricordate?)

    Comunque, per dare un giudizio sufficientemente scientifico della sua capacità politica, basti pensare ai cinque anni di potere assoluto che ha gestito in questo paese ed ai miseri risultati ottenuti. E’ quello che si paga per aver dato tanto potere ad un piazzista che, secondo me, solo per caso non si è avviato per le strade percorse da Giorgio Mendella.

    Confermo la simpatia umana per il personaggio, ma non gli affiderei nemmeno i soldi per farmi comprare un pacchetto di sigarette. Ed il fatto che ho smesso di fumare non c’entra nulla.

    Comunque, come quando mia nipote mi dice che il prossimo Natale sarà bellissimo, anche se non ci credo non posso fare a meno di sperare che abbia ragione.

  2. Fully scrive:

    Grazie, zietto! :-)

    Scherzi a parte, c’è del vero in quel che dici.
    In ciò che ho scritto volevo soprattutto sottolineare la novità del metodo: dopo 13 anni a fronteggiarsi muro contro muro, ora sembra alle viste qualche apertura ad un dialogo, premessa alla legittimazione reciproca, premessa alla ricostruzione del senso dello stato. Corro troppo? Forse.
    Questo per il “metodo”; nel “merito” possiamo solo aspettare e vedere che succede.

  3. MenteCritica scrive:

    E sperare, ovviamente, che tu abbia ragione e io torto. Perché quello che conta è il nostro paese e non le nostre ragioni.

  4. Iniquo scrive:

    Da tempo la leadership di Berlusconi nello schieramento di centro-destra era sempre in più aperta discussione e quindi ha deciso di giocarsi il tutto per tutto, sbagliando a mio avviso.
    Alcuni fedelissimi di FI hanno già salutato, gli alleati hanno pronunciato dichiarazioni durissime e lui non trova niente di meglio da fare che stringere accordi con Storace e definire il suo “nuovo” soggetto politico come partito di centro.
    Si dimena cercando di rubare voti agli alleati e forse con Fini ci riuscirà, ma alla fine dubito che questo nuovo progetto di marketing possa riscuotere il successo che ebbe Forza Italia.
    L’Italiano medio è stupido e tendenzialmente ignorante, ma non così tanto… forse.

    • luminal scrive:

      L’Italiano medio è stupido e tendenzialmente ignorante, ma non così tanto… forse.

      Credo proprio che sei troppo ottimista…

  5. settantasette scrive:

    Una cosa continuo a chiedermi: perchè lo fa? Perchè si intestardisce ancora? Insomma, non si rende conto che ha già vinto?
    Nel ‘94 era obbligato, sennò finiva dentro. Durante gli ultimi 5 anni di governo ha disinnescato ogni residuo rischio di grane giudiziarie serie.
    E molla, Silvio, no?
    Hai settant’anni e rotti, in galera non ci vai più, hai già avuto un paio di collassi. Cazzo, ma vai in sardegna a goderti i miliardi e i nipotini, divertiti col Milan, rilassati.
    Perchè continua a sbattersi?

  6. Doxaliber scrive:

    Per l’ennesima volta Silvio Berlusconi si dimostra un uomo senza lealtà alcuna.

    …. e forse questo gli costerà caro. Ormai gli alleati non lo sopportano più e, francamente, credo che una buona parte dell’elettorato di destra ne abbia le scatole piene di sentir dire: “il governo cadrà” ogni santissimo giorno. Se non avesse tutti quei i soldi ed un potere mediatico praticamente infinito sarebbe già scomparso dalla scena politica. Poi a me dà l’idea di uno che si dimena e si agita perché non sa più che pesci prendere, più il governo Prodi durerà più la sua credibilità politica scemerà.

  7. MenteCritica scrive:

    @77

    Perchè continua a sbattersi?

    Alcuni uomini, nonostante le grandi fortune che gli sono destinate, sono schiavi della loro ambizione che li rende perennemente insoddisfatti di ciò che posseggono.

    Una delle dimostrazioni che nel nostro universo esiste una sorta di giustizia intrinseca, nel senso che la fenomenologia ha dei fattori interni di limitazione ed adattamento degli eventi.
    Considerazione che, paradossalmente, è utile sia a confortare la presenza di Dio che a negarla.

  8. diabolicomarco scrive:

    C’è di nuovo anche che Veltroni sembra davvero intenzionato a portare avanti il d-i-a-l-o-g-o con Berlusconi (ex odiato nemico) sulle riforme.

    Non mi sembra una grande novità. Walter l’Ecumenico è pronto a parlare e discutere con tutti da sempre.
    Già ha smentito ogni ipotesi si grossa coalizione alla tedesca (avrebbe potuto fare diversamente?)
    Ad entrambi fa comodo avere un po ‘ di tempo per assestarsi.
    Gli altri o si danno una mossa o verranno fatti fuori.

  9. Peppe Dantini scrive:

    @fully e MC
    Sinceramente non capisco dove trovate tutta questa speranza. Il quadro (che cambierà ancora) è comunque chiaro nelle sue linee guida e soprattutto nei suoi obiettivi.

    http://www.pleonastico.it/modules/news/article.php?storyid=111

    Il vero fondamentale obiettivo, del berlusca come di don Walter e di tutti gli altri, è la propria conservazione. E basta.
    E in questo non c’è proprio niente di nuovo, nè di positivo. Come non è positivo il dialogo tra i due lider maximi, perchè serve (se va in porto) a congelare lo status quo e garantire a lor signori decenni di tranquillità. Non si chiama “dialogo”, si chiama “consociativismo”, cosa che conosciamo bene.
    Quanto agli italiani… non lo so se dimostreranno di essere così svegli. Anche su questo ho poche speranze.

  10. MenteCritica scrive:

    Attenzione,
    l’ottimista è Fully. :-)

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