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L’Italia non e’ in Europa

Negli ultimi giorni abbiamo visto come i due maggiori partiti italiani, quello di Berlusconi e quello di Veltroni, siano sostanzialmente delle eccezioni in Europa. Gli ideatori del Partito Democratico hanno voluto fa’ l’americani, prendendo come punto di riferimento ideologico più i Democratici come Kennedy, Clinton e Obama che non le gloriose tradizioni politiche europee, liberali o socialiste. Ma alla stesso tempo i leader del fu PCI-PDS-DS hanno cercato di tranquillizzare il proprio elettorato sul fatto che il PD sia ancora un partito di sinistra, ancorato al Partito Socialista Europeo (PSE).

In realtà i Democratici di Sinistra (DS) erano si membri del PSE, ma nel 2007 sono confluiti nel Partito Democratico, il quale non aderisce per il momento a nessun schieramento europeo. Dunque oggi l’unico partito italiano membro del PSE è il Partito Socialista (PS) di Enrico Boselli. A riprova di ciò, pochi giorni fa l’Internazionale Socialista — l’unione mondiale dei partiti d’ispirazione socialdemocratica e laburista, costituita nella presente forma nel 1951 e considerata l’erede della Seconda Internazionale formata nel 1889 a Parigi e sciolta all’inizio della prima guerra mondiale –- per voce del suo Presidente George Papandreu , ha espressamente invitato a votare in favore del piccolo Partito Socialista e perciò contro il Pd, dicendo senza mezzi termini: “Gli italiani votino per Enrico Boselli”.

Logo del Partito Socialista Europeo

Il PS, orgoglioso di portare avanti la tradizione socialista in Italia, è l’unico partito a presentare il simbolo rosso con al suo interno, in bianco, la rosa del socialismo europeo. Il PS però, a differenza dei partiti socialisti di tutta europa, non vanta percentuali elettorali né del 40 né del 30%, essendo dato dai sondaggi a un misero 1 o 2%. Inoltre alle elezioni di Aprile i socialisti si presenteranno coraggiosamente da soli, potendo dunque sperare di ottenere seggi al Parlamento in soli tre modi:

  • alla Camera: superando lo sbarramento nazionale del 4%;
  • al Senato: superando lo sbarramento dell’8% su base regionale;
  • conquistando un seggio nelle circoscrizioni estere (ce ne sono in palio 12 per la Camera e 6 per il Senato.

Per quanto riguarda la Destra italiana, sempre pochi giorni fa il Partito Popolare Europeo, nella persona del Primo Ministro del Lussemburgo e Presidente dell’Eurogruppo Popolare Jean-Claude Juncker, ha espresso la sua distanza dalla decisione di Berlusconi di candidare il nostalgico del Ventennio Ciarrapico affermando con forza che “nel PPE non c’è spazio per i fascisti”.

Logo del Partito Popolare Europeo

Dello stesso avviso è il Presidente del PPE Martens: “Ho sempre detto che respingiamo, sul piano europeo, tutti gli estremismi, di destra e di sinistra”. Il capo delegazione di Forza Italia al Parlamento europeo Tajani ha cercato di stemperare la polemica: “nel Ppe sono tutti convinti che Berlusconi vincerà le prossime elezioni in Italia e che non c’è nessuna deriva a destra”, mentre Alessandra Mussolini (l’ex attricetta e coniglietta di playboy meglio conosciuta per essere la nipote del dittatore fascista Benito Mussolini e per uscite come “meglio fascista che frocio” ), ora tornata con Berlusconi e perciò doppiamente interessata a difendere il suo leader ed il fascista Ciarrapico, ha attaccato con la solita volgarità che la contraddistingue: “Come si chiama questo qui? Ah, Juncker: pensi un po’ i problemi di pronuncia che ha con questo cognome che sembra uno yogurt. E ancora: “Uno che dice cose di questo tipo è fuori dalla storia, non siamo nel 1943-45. Sono parole assurde, si preoccupasse dei comunisti che ci sono in Europa”. Quanto alla possibilità che corra alle prossime Europee con il Pdl e aderisca poi al Ppe, la Mussolini taglia corto: “Per ora pensiamo a vincere le Politiche”.

Bandiera italiana

Dunque, come quello che era il maggior partito della sinistra italiana (i DS) si è allontanato dalle sue radici socialcomuniste per approdare verso un ancora non ben definito centro o centrosinistra all’americana (spesso definito col rermine esoterico “Riformismo”), così; il polo di centrodestra, con Forza Italia e i suoi alleati, abbandonati dal centro di Casini stanno scivolando sempre più a destra. Oltre a candidare fascisti e a considerare giustamente fondamentale l’alleanza con gli estremisti in camicia verde di Bossi, Borghezio e Gentilini, Berlusconi non ha mai veramente negato nemmeno la possibilità di un accordo post-elettorale con i fascisti duri e puri di La Destra di Storace e dell’MSI di Romagnoli. Considerando anche che a destra nemmeno la Lega Nord ha una precisa collocazione nello scacchiere dei gruppi europei e che un giorno si e uno no si scaglia contro l’Unione Europea “covo di massoni, froci e nazi-comunisti”, non si puà che concludere che l’Italia si caratterizza sempre per la sua particolarità, o provincialità.

In definitiva, sembra che l’Italia non sia ancora in Europa, purtroppo.

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Comments

5 Risposte a “L’Italia non e’ in Europa”
  1. Sara scrive:

    L’Italia è in Europa e nel G8 solo per la sua collocazione geografica, in realtà ahimè siamo più simili a uno stato sudamericano…Per quanto riguarda la volgarità dei nostri politici ormai c’ho quasi fatto l’abitudine, mi fanno più male dichiarazioni come quella di Amato sul G8 o proposte Berlusconiane per Alitalia.
    Invece per quanto riguarda Ciarrapico, penso che tutti insistano sul fatto che è fascista per non parlare del vero nocciolo della questione, che poi è quello che ha dichiarato Berlusconi: il motivo per cui è stato candidato è che ha un giornale che può fare altra propaganda…Anche questo è un colpo al cuore, sia per la propaganda che per il fatto che nessuno ne parli…

    [Rispondi a questo commento]

  2. Doxaliber scrive:

    Io concordo al 100% con quanto scritto dall’autore.

    [Rispondi a questo commento]

  3. Adetrax scrive:

    L’Italia non e` in Europa …

    Grazie per la spiritosa conferma.

    [Rispondi a questo commento]

  4. Alessio in Asia scrive:

    Sara, Ciarrapico e’ stato candidato da Berlusconi nella regione Lazio proabilmente anche per un altro motivo, anch’esso importante:
    il Lazio e’ una di quelle regioni in bilico, e come noto per via della bizzarra “porcata Calderoli” che al Senato assegna un PREMIO DI MAGGIORANZA SU BASE REGIONALE - per favore qualcuno mi spieghi che senso ha - pochi voti di differenza potrebbero decidere il risultato nazionale. Il fascista Ciarrapico e’ chiaramente uno che puo’ catturare i voti di molti potenziali elettori di “La Destra” e farli confluire nelle tasche di Berlusconi.
    Viva la politica.

    [Rispondi a questo commento]

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