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L’Italia è un Teatrino. E’ Giusto che il Presidente del Consiglio sia un Impresario

27 giugno, 2008 - 9:32 di  
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Come scrissi un po’ di tempo fa, ci si aspetterebbe che un personaggio come Berlusconi, uno coi miliardi (di euro), con giornali, televisioni, flotte di aerei privati, grattacieli, case e palazzi in tutto il mondo, schiere di servitori, potenti amicizie internazionali e ogni altra cosa che una persona ordinaria come me non riesce nemmeno lontanamente a immaginare, sia al di sopra di certe cose e che abbia decine e decine di galoppini pronti a svolgere le faccende meno importanti e i lavori sporchi al posto suo.

Invece no. Silvio è e rimane quello che è sempre stato. Un piccolo impresario di rivista d’avanspettacolo. Certo, ha fatto la grana, anzi i dané. Certo, ha fatto successo, ma in fondo non è mai cambiato veramente. E’ il quadro desolante e squallido che emerge dalla seconda tranche delle intercettazioni dei colloqui di Silvione con Agostino Saccà che l’Espresso, senza alcuna pietà per la nostra dignità nazionale, ci propone oggi.




Da buoni comunisti, quelli dell’Espresso parlano di trame. Ma che “trame“. Sceneggiatori televisivi, canzonette, attricette che ricattano,  spartizioni di compensi, raccomandazioni. Questo è il tipico intrallazzo degli impresari di spettacolini da quattro soldi, quelli dove si mostra la tetta e la coscia per fare il pienone di militari arrapati, quelli dove la soubrette se la intende col capocomico e gli fa i servizietti nel camerino, quelli che la sera, dopo lo spettacolo, si finisce tutti al ristorante, si magna, si beve e poi si scappa perché non ci sono i soldi per pagare il conto. Questi non sono intrallazzi, non è il piano di rinascita democratica, questo è “Polvere di Stelle“.

Immagine anteprima YouTube

Non c’è niente da fare. L’uomo è quello che è ed è prigioniero di una meschinità intellettuale e culturale che lo schiacciano ad un livello dal quale nemmeno enormi quantità di danaro e l’immensa disponibilità di potere riescono a sollevarlo.

La cosa non ci dovrebbe divertire, anche se non abbiamo votato Berlusconi e solo a vederlo ci si accappona la pelle. Non è bello ridere delle disgrazie della gente. Non è bello prendere in giro una persona che andrebbe compresa, compatita ed aiutata. Un sostegno psicologico professionale, l’inserimento in un centro di recupero, l’avviamento assistito ad un percorso di accettazione dei propri limiti. Ecco cosa dovremmo offrire, non risate.
Magari alla fine ci ritroveremmo un uomo di potere vero, come quello che vediamo nei film:

Interno, giorno. In una stanza enorme, illuminata da ampie finestre che danno su un parco verde e silenzioso, siede il Presidente. La scrivania è grande, ma spoglia ed elegante. Gli altoparlanti, accuratamente nascosti nelle pareti nude della stanza, diffondono, a basso volume, l’Autunno di Vivaldi.
La porta, posta al fondo della stanza, si apre. Un esile dignitario, dopo essersi inchinato, percorre lentamente il lungo tragitto che lo pone al cospetto del Presidente. Il dignitario si ferma e abbassa gli occhi.

Il Presidente, dopo una lunga pausa, depone la lente d’ingrandimento con la quale sta studiando l’ultimo manoscritto leonardesco comprato in un’asta segretissima alle isole Cayman. Senza guardare il dignitario, con voce flebile e controllata, pronuncia le seguenti parole:
“L’appoggio del senatore X è necessario ai miei disegni. Si faccia ciò che è necessario acciocché egli sia convinto a collaborare.”
Detto questo, il presidente riprende la lente e ricomincia a studiare il manoscritto leonardesco. E’ completamente preso dal grande privilegio di possedere e di poter studiare un documento di tanta importanza e quindi non si accorge del dignitario che arretra lentamente senza volgergli le spalle e chiude, silenziosamente, la porta. Dissolvenza

E non dovrebbe divertirci anche per un altro motivo, forse ancora più grave perché la comprensione umana è una virtù, l’egoismo, invece, dovrebbe essere un istinto.
Quest’uomo, anzi quest’impresario, è il Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, il capo del partito politico di maggioranza relativa di questo paese, il leader della coalizione che ha la maggioranza assoluta di questa nazione. Il suo approccio alla vita, i suoi metodi, le sue amicizie ed il modo con cui si comporta sono graditi ed ammirati dalla maggior parte degli elettori italiani. Magari non dalla maggioranza assoluta, ma sicuramente da un bel po’ di noi.

Ciò vuol dire, inequivocabilmente e non cerchiamo scuse, che l’Italia è un misero teatro di provincia, gli italiani sono dei guitti e Silvione il loro impresario, con buona pace di sicurezza, lavoro, giustizia, Alitalia, ICI, centrali nucleari e compagnia bella. Amen.

Certo, non ho detto niente di nuovo, ma ricordate che leggere MenteCritica è gratis.
Contentatevi.

Nota: Grande Albertone, avevi capito tutto. Sei l’Omero, il Dante dell’Italia post anni 50. Grazie.

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Comments

34 Risposte a “L’Italia è un Teatrino. E’ Giusto che il Presidente del Consiglio sia un Impresario”
  1. ilBuonPeppe scrive:

    Hai assolutamente ragione FoggyCom.
    Certo, non ho detto niente di nuovo, ma su MenteCritica anche i commenti sono gratis.
    Contentatevi.

  2. missblue scrive:

    “L’Italia è un misero teatro di provincia” ..e va bene. Ma il fatto è che, in un teatro, è spesso anche la scarsa qualità delle comparse a portare il pubblico verso un esaltazione maggiore del primo attore.

    • perché ci sono delle comparse?

      a me sembravano tutti servi di scena.

      • missblue scrive:

        Io vedo il mio Paese fatto di molta gente ormai disperata, oppressa dai “piccoli” probelmi quotidiani come il lavoro precario, il basso salario, ecc.. . Poi arriva l’immagine di B, l’imprenditore, l’uomo che ha saputo costruirsi un impero, che offre lavoro a tanta gente con le sue aziende, un uomo carismatico. Una speranza, quindi. Soprattutto di fronte all’Alternativa. Già, ma qual’è l’Alternativa?!!. Davvero vorrei arrivarcene a capo.. Helppp!

        • L’alternativa è il libero arbitrio.
          Non si può dipendere da paparino fino alla pensione.

          B. non sta per befana, ma per Berlusconi e lui, nelle fiabe, farebbe la parte dell’orco (sempre se avesse una trentina di centimetri in più).

          • missblue scrive:

            Io la penso come te (tra l’altro, vivo fuori casa da 10 anni). Ma molte persone vedono nella B..efana l’unica persona capace di risolvere i loro problemi, adesso. Io, per alternativa, intendevo un altro Leader..

            • Sai missblue, più che un altro leader io credo che a noi serva una maggiore capacità critica per capire quale è quello giusto.
              E’ evidente che in questo campo abbiamo un ampio margine di miglioramento.
              Quando avremo imparato cosa cercare in una persona, sceglierla sarà questione di poco.

  3. Non so più che scrivere. E’ notizia recente quella del Lodo Alfano (Immunità per le quattro più alte cariche dello Stato fra cui il Cavaliere) .Presto non avremo più intercettazioni da commentare e la Levi-Prodi forse darà grane burocratiche anche ai blog e ai siti come il vostro (o ormai posso dire “nostro”?) come la possibile iscrizione obbligatoria al Registro Operatori Comunicazione. In effetti tutto ruota sul fatto di considerare o no un sito internet come “prodotto editoriale”.
    Per come la penso considerare un sito internet come un prodotto editoriale è un’estensione a qualcosa come un sito che nei risultati sarà simile ad un giornale, ma nei meccanismi suoi propri non lo è molto. Un po’ come dire che della musica in discoteca è simile ad un’esibizione dal vivo perchè in entrambi i casi c’è un pubblico che ascolta una canzone…

    • Se ci danno qualche finanziamento pure a noi vuol dire che ci attrezziamo.
      facciamo più lettori noi in un giorno che “Il Campanile” dell’UDEUR in un anno.
      Se ci dobbiamo iscrivere al ROC vogliamo anche i finanziamenti.
      Così la finiamo di fare le cose aggratis che quando non ti fai pagare la gente non ti apprezza. Purtroppo.

      • simona_rm scrive:

        come sarebbe “la gente non ti apprezza” ???

        Ah, qui c’è qualcuno in cerca di complimenti.
        Ma guarda te! Grande e grosso….

        e vabbe’…….FORZA RAGAZZI TUTTI INSIEME!

        CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP

        • ahahaha esagerata :mrgreen:

          L’età dei complessi l’ho passata da un bel po’. Ora i problemi sono altri, tipo il mal di schiena.

          Grazie comunque.

          • simona_rm scrive:

            Comandante,
            permetti una domanda? (che non c’entra con l’articolo)

            Il criterio selettivo per la MenteCriticaSettimanale è solo la quantità di interventi?
            Perchè io di scemate ne dico parecchie, queste fanno numero, ma mica fanno necessariamente “critica”, rischiate di ritrovarvi tra i piedi dei fanfaroni (ovviamente parlo SOLO pur moi).

            ….azz! 18! Mi taccio.

            • Ciao Simona
              non ti preoccupare.
              Per una risposta più completa leggi questo mio commento.

              • Oris scrive:

                alla fine mi sentirò fanfarone! :)

                Comunque CN, è da sottolineare: se lo fai gratis l’unica cosa che ti devi aspettare in cambio è l’ingratitudine.

                Un mio amico che non c’è più diceva sempre:”se dai cento lire ogni giorno a un mendicante, il giorno che non gliele dai te le chiederà, pretendendole”

                • Perché R., pensavi che ci guadagnassi qualcosa?
                  E come?

                  E’ solo passione. Quando finirà, finirà anche mc.

                  • Oris scrive:

                    Nono, a modo mio sono come te, anche io mi sbatto per l’assurdo piacere di fare qualcosa per gli altri… lo sai, anche se i miei fini sono meno nobili…

                    Ma a dire il vero io ho cercato di fare in modo che quando io sarò stufo e il bilancio positivo tra piacere e irritazione si sbilancerà a favore della irritazione/deluzione allora io sparirò, ma quello che ho messo su probabilmente no :)

                    Lo trovo più… conforme al mio modo di essere coglione :)

                    • Diciamo che anche io sto cercando di fare lo stesso in MC. Ma sai, è un lavoro duro. E’ un po’ come il ciabattino o il pizzaiolo. Mi sa che mi tocca trovare un bel comandante nebbia senegalese.

  4. Angelika scrive:

    Quanto hai ragione, Comandante! Sapessi le litigate che mi faccio cercando di spiegare la posizione e la sostanza del “figuro” che in molti, troppi hanno votato. Ma è come sbattere contro un muro. E poi mi dico, “possibile, possibile che non vedano, non capiscano?”
    Pare che sia possibile, sì.
    Che sconforto.

    • Diciamo che tutti vediamo le stesse cose, ma diverse sono le sensibilità.
      E’ per questo che un giorno sì e un altro pure parliamo di certi argomenti.
      Non abbiamo bisogno di convincere noi stessi, ma quelli che certe cose non le vogliono nemmeno vedere.
      In realtà non è una questione contro Berlusconi. Il fine è rendere più critici gli italiani e, quindi, migliore l’Italia.

  5. Conversazione segreta veltroni-berlusconi scrive:

    Segretaria: “Dott. Veltroni, le passo il Presidente”
    Walter: “Grazie grazie…”
    (…sbuffo)
    Silvio: “Pronto caro Walter!”
    Walter: “Pronto Silvio, ma ché te sei messo l’inno di Mameli sul telefonino! T’ho chiamato l’altroieri sera e t’ho lasciato un messaggio, mo potevi anche richiamare!”
    Silvio: “Eh sì, caro Walter, mi sto preparando, vedi sto cercando di entrare nella parte…”
    Walter: “Senti Silvio, t’ho già detto che… fino a che er Presidente, cioé Napolitano… insomma potrai fare il Presidente della Repubblica solo alla scadenza naturale del mandato… magari lui tira le stroppie prima!”
    Silvio: “No, no, guarda che me l’hai promesso, in cambio di tutte le ultime ca**ate che sto sparando in questi ultimi giorni di campagna elettorale… Carina eh quella di Dell’utri che vuole riscrivere i libri di storia? Sai, è stata un’idea mia!”
    Walter: “Silvio, per te è normale sparare ca**ate”
    Silvio: “Eh, è vero! Però mi danno un sacco di visibilità! Ci tengo sai, dopo tutto quello che mi è costato il lifting!”
    Walter: “Però non farti sfuggire questo nostro accordo segreto sulla presidenza della Repubblica… non devi parlarne in nessun modo… di qualcos’altro, non so, che vuoi che ti facciano papa…, che vuoi avere un figlio dalla Brambilla… non so, vedi tu! L’importante è che alle elezioni ci arriviamo quasi pari… altrimenti, come mo’ facciamo a fare l’inciucione! E poi, ricordati che a te e ai tuoi abbiamo lasciato stare i risultati truccati delle scorse elezioni, certo, c’ha fatto comodo anche a noi, sennò Romano Prodi come ce lo toglievamo dalle palle – a proposito, ti saluta caramente!”
    Silvio: “Ma, caro Walter, sai senza questo premio di consolazione… vedi, farei fatica a lasciarti vincere le elezioni, la Presidenza del Consiglio… a me… che sono l’unto dal signore… è che, insomma, lo sai che io non perdo volentieri… E poi a te almeno ti paragonano ad Obama… Certo, a me non so se piacerebbe essere paragonato ad un negro…”
    Walter: “Sì ma che c’entra? Devi guardare al sodo… agli altri processi a tuo carico che si prescriveranno, ai milioni di rimborsi elettorali che ti pioveranno addosso, alle donne… insomma, quello che vuoi tu! Comunque Napolitano lo convinceremo a mollare l’osso prima o poi, sai anche tu che lui è un pavido, uno yes man… solo che non lo sa ancora di doversene andare!”
    Silvio: “D’altronde anche Ciampi, lo avete messo al Quirinale…! Lui che a confronto a me era un omuncolo, uno che ha lavorato solo per il bene delle banche, quando io sono riuscito invece ad impadronirmi della stampa e dei media, ad asservirli, a rincogl***ire per bene il popolo italiano,… guarda che se non ci fossi stato…”
    Walter: “Sì, sì, riconosco i tuoi meriti, ma è che Napolitano ora si è montato un po’ la testa… vedi che ca**o di discorsi fa! Mi raccomando comunque, posto che la pensione al Quirinale per te è assicurata, non metterti anche tu a parlare di Nuovo Ordine Mondiale come ha fatto er presidente Napolitano! I suoi discorsi non se li fuma nessuno, tanto, ma se ne parlassi tu… sai che polverone!”
    Silvio: “Ma quale pensione! Io è da poco che ho iniziato una seconda giovinezza! Non mi sono mai sentito così in forma!”
    Walter: “Sì vabbe’, Silvio, allora mi raccomando, hai ormai pochissime ore per sparare qualche altra cosa grossa che giochi nettamente a tuo sfavore, intanto io ti saluto, ho da fare!”
    Silvio: “Ti saluto anch’io, ma ricordati la promessa che mi hai fatto!”
    Walter: “Sicuro che non me la dimentico. Ciao Silvio! Ci sentiamo dopo le elezioni”
    Silvio: “Non ti dico vinca il migliore, perché lo sappiamo già chi di noi è il migliore tra noi due…”
    Walter: “Sììì, sì, ciao!”
    Walter riappende la cornetta: “Ammazza, ’sto qua anche con tutti i soldi che gli abbiamo lasciato incamerare.. non si accontenta mai!”

  6. F.Maria Arouet scrive:

    Se non arriviamo a capire perché un simile personaggio ha avuto il successo che ha avuto non ce ne libereremo (stanti le scarsissime probabilità che abbia a frequentare un qualche corso di recupero), se non alla scadenza naturale dei termini, cioè quando a Dio piacerà.
    E non è neppure detto che, comprendendolo, ce ne libereremo.
    La sua forza sta tutta in alcune elementari certezze, cui molti si ostinano a negare qualsiasi valore di verità. Qualche esempio:
    - Tutto ciò che vale ha un prezzo ed é acquistabile. Chi dice di non essere in vendita lo dice perché al momento non ha ricevuto l’offerta giusta. Funziona per tutti, dalla gnocca al giudice, dal monsignore al senatore.
    - Gli uomini si riempiono facilmente la bocca di principi, ma sono pronti a dimenticarsene con altrettanta facilità se appena gli tocchi la scarsella. Dunque viva la solidarietà e abbasso le tasse.
    - Dispensa favori ad amici ed alleati, lasciandogli credere che avranno molto di più, se tutto andrà come deve andare, cioè come loro stessi potranno concorrere a realizzare lavorando per te. Lavoreranno in proporzione non a ciò che gli hai dato, ma a quello che gli hai lasciato intravedere.
    - Gli uomini amano essere ingannati e dunque ingannarli non é un peccato.
    Dice Machiavelli: “E se gli uomini fussino tutti buoni questo precetto non sarebbe buono, ma, perché sono tristi e non l’osserverebbeno a te, tu etiam, non hai ad osservare a loro. […] Ma é necessario questa natura saperla ben colorire, ed essere gran simulatore e dissimulatore: e sono tanto semplici gli uomini, e tanto obbediscono alle necessità presenti, che colui che inganna troverà sempre chi si lascerà ingannare”

    Non è che gli italiani di oggi siano dei guitti, è che sono proprio gli italiani ad essere così.

  7. Oris scrive:

    Quoto: meno principii, meno autoincensamenti, meno offese agli altri cattivoni che l’hanno votato e un pochino più di autocritica.

    Forse piano piano ne usciamo … :)

    Per ora io non ci sono riuscito, voi?

  8. C’è dell’altro sull’Espresso di questa settimana che ha grosse attinenze con problematiche ben vive in questo periodo…monnezza e nucleare!!
    C’è infatti un bellissimo articolo su come un certo individuo senza scrupoli si sia fatto in quattro per smaltire illegalmente scorie nucleari per conto di svariati paesi europei letteralmente sparandole nei fondali di mezzo mondo, con evidenti rischi per l’intera comunità mondiale.
    Verrebbe da dire: meditate gente, meditate!!
    Per chi non lo avesse letto, suggerisco caldamente di farlo e riflettere su cosa potremmo doverci aspettare nell’immediato futuro.

  9. Giusi scrive:

    allora io non sono italiana, e uno di questi giorni mi dovrò decidere a restituire il passaporto!

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  1. Fragmenta scrive:

    Quella squallida storia tra immunità ed impunità…

    "Errare è umano, perseverare è diabolico" diceva Dante Alighieri. Come? Non è stata pronunciata dal Sommo Vate? Seneca? Che importa, faccio un disegno di legge e la frase la attribuisco a chi mi pare. Mi ricordo di una no…



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