L’Italia è Ricca
5 maggio, 2009 di albyok
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Affido la sua presentazione ad una lettera che ha inviato al questore di Milano per informarlo di un fermo abusivo di polizia avvenuto nel 2005:
“Due parole su di me ora. Sono un cittadino incensurato (e incensurabile). Non ho mai compiuto un gesto di violenza. Ho sempre rispettato le leggi. Da anni sono impegnato politicamente, in modo trasparente e nonviolento, in mezzo ai movimenti della società civile, per difendere la mia idea di Democrazia Costituzionale. Ho il vizio di interpellare i potenti richiamandoli alle proprie responsabilità, e il vanto di risponderne sempre in prima persona. Ogni mia iniziativa civile muove dall’esigenza di esprimere a pieno la mia libertà di pensiero ed è in definitiva ispirata al concetto fondante del primato della legge e al valore della testimonianza della verità. Ciò detto, le domando: perché vengo trattato come un sovversivo?”
Piero Ricca
Piero Ricca è prima di tutto un cittadino. Un cittadino che io reputo onesto ed attivo. C’è sempre una corrente di persone che non riesce ad accettare che qualcuno possa far qualcosa per difendere un ideale, per voglia di giustizia o per qualche causa che non sia direttamente legata ai soldi (i più estremi si spingono anche al sesso) e che quindi vuol per forza vederci qualcosa dietro. Chiaramente qualcosa di losco, che macchi le sue battaglie e che ne screditi la sua figura spedendolo senza passare dal via, nello scatolone dei “son tutti uguali – è un magnamagna”.

Ho già parzialmente affrontato il tema della fiducia sul mio blog, ma in questo caso è utile fare qualche puntualizzazione: possiamo sempre dubitare di tutto e tutti, ma secondo la mia opinione, dovremmo mettere dei paletti che ci permettano di fare qualcosa di costruttivo, perché stare con i nostri culi sulle sedie a sparlar male di tutto e tutti è limitante e controproducente. Quindi non posso far altro che porre Ricca sul podio delle persone oneste e da seguire.
La sua attività è quella di contestare i cattivi, ricordando loro e alla gente le loro malefatte. Lo fa con una modalità che personalmente apprezzo molto, ma non condivisa da tutti. Piero infatti affronta in prima persona il nemico, fa domande che nessun giornalista ha il coraggio di fare e urla ciò che la gente non sa o non vuol sentire. E’ proprio il gridare che gli è fonte di molte critiche. Io invece trovo sia questo suo modo di esprimersi che rappresenta l’emblema della distanza che si è creata tra noi e loro: ormai l’unico modo di risvegliare la gente è scuoterla profondamente sperando che ci sia ancora un barlume di speranza e di buonsenso anche nelle coscienze più sopite.
Sul suo canale di YouTube potete trovare tutti i suoi interventi e prima di esprimere la vostra opinione su di lui, vi pregherei di guardarne almeno qualcuno e di capire in che mani siamo. Le situazioni sono delle più disparate, ma il leit-motiv delle sue battaglie filmate ha dei punti cardine che si ripetono con disarmante continuità. Quasi sempre le persone che si trovano nei paraggi delle sue esternazioni assumono un viscido e vergognoso comportamento di difesa del contestato di turno, mostrando come non ci si renda più conto del degenero che si è creato. Difendiamo chi ci frega e attacchiamo chi ci sveglia.
Un altro preoccupante segnale è quello proveniente dalle forze dell’ordine, che dovrebbero teoricamente essere la personificazione della Difesa e al servizio del cittadino, ma che con metodi assolutamente abusivi, infangano la propria divisa ostacolandolo in ogni modo. Vi ribadisco comunque l’invito a guardare i suoi video per rendervi conto della situazione in cui versiamo e vi rinnovo la richiesta di essere minimamente attivi, almeno mentalmente e di non pensare che queste battaglie siano inutili ed utopistiche.
Finché noi dormiremo, loro balleranno.
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