LiquidaMente
28 febbraio, 2010 - 9:00 di redazione
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A partire da questa settimana, MenteCritica è inserito nel . Dal punto di vista dei contenuti non cambierà nulla. Graficamente, la testata del sito presenterà un riferimento al network (ed un eventuale messaggio pubblicitario), mentre la sidebar destra della pagina esporrà un banner 300×250 con un messaggio pubblicitario.
Questa “affiliazione”, come poeticamente si chiama in gergo, insieme a quanto ricavato attraverso Google Adsense, consentirà, plausibilmente, di coprire i costi vivi di gestione di MC (senza contare il lavoro impiegato a gestire il sito e a scrivere i pezzi, ovviamente).

L’adesione a Liquida segna uno spartiacque per MC. Archiviato definitivamente il poco riuscito tentativo di organizzare una redazione dove ciascuno dava secondo le sue possibilità ed ad ognuno veniva dato secondo i suoi bisogni, ora l’obiettivo è quello di crescere in termini di visite e letture per ritornare ai numeri eccezionali che portarono MC ad essere uno dei primi siti italiani.
Questo per ottenere la capacità economica sufficiente a pagare un servizio di hosting adeguato ai contenuti che presenta il sito o, perché no, un Virtual Private Server: un sistema di presentazione del sito molto più efficiente di quello attuale.
Se si riuscisse a raggiungere questo obiettivo, il piano è quello di mettere a disposizione, su invito, una piattaforma di blogging individuale e consulenza tecnica completamente gratuita a coloro che vogliono, con la loro scrittura, contribuire al processo di rivoluzione culturale che è necessario iniziare nel nostro paese.
Oltre alla volontà, che nonostante la disillusione non è ancora venuta completamente meno, per realizzare il progetto ci vuole tempo e denaro. Sul tempo si può fare qualcosa sacrificandosi personalmente, il denaro per il progetto deve venire forzatamente dal progetto stesso.
Un VPS adeguato al progetto può costare intorno ai 1600 dollari all’anno (sempre escluso il tempo necessario a configurazione e manutenzione che va sotto la voce: volontariato ), cifra lontanissima dagli introiti pubblicitari attuali di MC. Il cammino è lungo e non è detto che la volontà si manterrà consistente per tutto il tragitto. Gli anni passano e la disillusione cresce.
Ora, servirebbe un po’ di sostegno. I modi per sostenere MC ed il progetto li trovate a questa pagina. Ognuno faccia ciò che ritiene opportuno, se vuole.
Grazie.
LiquidaMente è di redazione

Spero che la curva (calante?) della volontà e quella crescente della disillusione si incontrino il più tardi possibile, o magari lo facciano per t → +∞.
In bocca al lupo.
Ho sempre diffidato del concetto di limite. Mi suona come una promessa perennemente rimandata.
Grazie Silvio.
Un abbraccio.
Non la vedere come una critica, ma non so se le strategie di affiliazione funzionino davvero. Credo che chiunque sia passato di qui, più o meno, faccia in qualche modo da ripetitore. Condividendo le notizie, ad esempio. O twittando il link a un articolo…
Personalmente, poi, sono davvero contro gli annunci di Google e le inserzioni pubblicitarie. Diffido sempre di siti web che ne hanno troppi. Le chicche di Cala, tanto per fare un esempio. Già Mashable, che spesso decora i propri feeds ed i propri articoli con autoriferimenti, è più accettabile.
Ne comprendo le dinamiche, ripeto, non la prendere come una lamentela, ne’ una critica. E’ che, anche se so come stanno le cose, mi rifiuto di pensare al click o ai log dei visitatori come alle “monete del web”, come se misurassero un qualche indice di qualità.
Posto quindi che non è in discussione la qualità di MC, il mio augurio è che resti un blog sempre un po’ di nicchia, sempre incentrato sulle coscienze piuttosto che sul prodotto da vetrina.
Non ti preoccupare Alfonso, una critica civile non è mai un problema.
Hai ragione, in termini di diffusione dei contenuti l’affiliazione ha valore pressoché nullo, almeno per ora. Il contributo economico è realmente esiguo. Se le cose rimangono così non abbiamo preclusioni a riconsiderarla.
In quanto agli annunci google essi sono diretti alle migliaia di visitatori che passano una sola volta su MC venendo dai motori di ricerca a caccia di qualche informazione specifica che prendono e vanno via senza fornire alcun contributo alla discussione o all’informazione stessa.
MC diffonde in rete una quantità enorme di informazione economica, politica, pratica. E’ una risorsa importante per il web italiano che non riceve alcuna forma di finanziamento. I costi ci sono e vanno, in qualche modo coperti.
I lettori fissi non vedono più nemmeno la pubblicità e se la vedono consiglio firefox con . Funziona alla perfezione e non solo su MC, ma su tutti i siti.
Proprio stamattina ho letto sul regolamento di un forum il divieto, per gli iscritti, di suggerire modi per escludere la visualizzazione della pubblicità in quanto essa è l’unica fonte di sostentamento del sito ospitante. Quindi chiedo ingenuamente: non sarebbe più utile se gli affezionati lettori di MC, che ne conoscono l’integrità, ogni tanto facessero clic su qualche annuncio?
Grazie Silvio,
ma assolutamente no.
Le politiche di adsense di google sono severissime e questo porterebbe all’immediata esclusione dal programma.
Google ha i suoi sistemi per riconoscere i click “spontanei” da quelli che non lo sono.
Se uno vede un annuncio che gli interessa, fa quello che vuole, ma mai e dico mai cliccare se non c’è interesse effettivo per l’annuncio anche per non essere scortesi con gli inserzionisti.
Grazie comunque per l’attenzione e l’evidente voglia di “fare qualcosa” che apprezzo sinceramente.
Anche se non conosco i meccanismi (tecnici e non) che regolano la pubblicità su internet, so che i gestori dispongono di algoritmi per individuare le cliccate a casaccio e/o fittizie. In effetti mi sono espresso troppo succintamente per farmi capire bene, ma io mi riferivo a cliccate che abbiano – come hai precisato tu – un minimo di interesse effettivo. Mi scuso per aver suscitato una reazione così allarmata
niente scuse.
l’allarmismo è dettato dal desiderio di non compromettere l’unica vera risorsa di MC: la serietà.
noblesse oblige