L’Ipocrisia di Lucia Annunziata sul Cadavere di Lucio Dalla 54


In Italia per discutere di qualcosa che non sia la farfallina di Belen o del goal rubato da Buffon sembra che sia sempre necessaria una tragedia. Quando ci scappa il morto tutti diventano filosofi, sofisti, pelonelluovisti.

Il cadavere sul quale si discute oggi è quello di Lucio Dalla, l’argomento: l’omosessualità. Secondo alcuni commentatori, tra i quali la signora Lucia Annunziata, Dalla avrebbe scelto un modo ipocrita di vivere la sua omosessualità. Sempre secondo la signora Annunziata, Dalla avrebbe scelto il compromesso per vivere la sua vita senza fastidi godendo dell’abitudine tutta italiana di sfuggire alla lotta ideale per badare ai cazzacci propri.


In linea di principio sono anche d’accordo.  Quello che mi chiedo è:  ma perché la signora Annunziata questa domanda a Dalla non gliela ha fatta quando il signor Lucio dalla era ancora vivo? Ha scoperto solo oggi che Lucio Dalla era un omosessuale? Eppure la notizia gira da almeno trent’anni.  Notizia vecchissima, possibile che la signora Annunziata non ne fosse a conoscenza?

Se invece si tratta di una distrazione, perché ora la signora Annunziata non chiede al signor Renato Zero se è omosessuale e perché non si impegna per la causa di tanti omosessuali che con il loro coming out si complicherebbero solo la vita?

Ecco, se Dalla è stato ipocrita cercando il compromesso per non avere problemi, ho l’impressione che la signora Annunziata si stia comportando esattamente nello stesso modo con l’aggravante di cavalcare un cadavere per cercare visibilità.

E se la signora Annunziata non ha il coraggio di chiedere a un vivo se gli piacciono i piselli o le patatine  possiamo immaginare quale livello di incisività raggiungeranno le sue domande ai potenti che si succedono alla sua presenza.

In una cosa ha ragione la signora Annunziata. Gli italiani pensano troppo spesso ai cazzi loro. Anche lei.


54 commenti su “L’Ipocrisia di Lucia Annunziata sul Cadavere di Lucio Dalla

  • Tiziana Mazzamuredda

    veramente l'annunziata non ha assolutamente parlato di ipocrisia di dalla, ma di ipocrisia della chiesa. impara a leggere prima di sparare cazzate.

    • MgManca Architetto

      @ Alessio Giandomenico Mameli
      Sono sostanzialmente d'accordo con te. Dalla avrebbe potuto fare di più, ma ognuno è fatto come è fatto. C'è chi vive la propria condizione conscio di quello che è e combatte la società ipocrità, c'è chi NON sente affatto il bisogno di farlo.
      Si è detto che Dalla avesse faticato anche a far accettare la propria condizione alla madre, che a quanto pare era una persona fin troppo cattolica.
      Da lesbica dichiarata, devo esser sincera, fatico a trovare le attenuanti di tutti quelli che si nascondono dietro ad una vita che non è la loro, ma Dalla almeno non si nascondeva, come hai detto tu.
      Forse semplicemente era una persona riservata e le sue canzoni se fossero state "impegnate" non sarebbero state le sue perché magari lui non era una persona che lottava cantando per cambiare la società come qualche altro cantautore bolognese.
      Renato Zero non si commenta, è semplicemente piccolo, almeno per quanto mi riguarda.

  • Edmond Pergega

    Non sono un esperto della materia, perche non sono né gay né credente, ma penso che quello è il trattamento che viene riservato dalla chiesa ai gay dichiarati.

  • Tiziana Mazzamuredda

    ''I funerali di Lucio Dalla sono uno degli esempi piu' forti di quello che significa essere gay in Italia: vai in chiesa, ti concedono i funerali e ti seppelliscono con rito cattolico, basta che non dici di essere gay''. questo ha detto l'annunziata. ergo, spari cazzate, la mia non è un'opinione, e se ti preferisci vedermi aggressiva perchè non riesci a capire una frase e senti l'esigenza di farci addirittura un'articolo, il problema è tuo, non mio.

    • Tiziana Mazzamuredda

      Gianalessio Ridolfi Pacifici e allora parlati da solo che giusto con te stesso ti puoi trovare d'accordo..ma ti rendi conto che ti stanno tutti dicendo che hai torto marcio? ti ho anche postato LE PAROLE ESATTE E CONTINUI a dire che non è così…ma sei de coccio proprio…

    • Gianalessio Ridolfi Pacifici

      Signora Tiziana Mazzamuredda, lei insiste nel rivolgersi a me come se avessimo consolidata frequentazione. Non avendo avuto il piacere di conoscerla, non vedo perché debba pagare il prezzo di una confidenza che mi appare eccessiva. Lei continua a far riferimento allo spezzone che ho allegato al pezzo, mentre io ho seguito l'intera trasmissione e le stoccate al cadavere eccellente sono state diverse.
      Non pretendo che si fidi della mia parola, ma se scorre i commenti a questo post troverà testimonianze terze che avvalorano la mia asserzione.
      Ciò detto, se per lei è essenziale avere comunque ragione quando discute, gliela concedo senza indugio: ha ragione. Se viceversa vuole approfondire la questione perché la ritiene realmente importante, si informi meglio. Nel qual caso, la dispenso dal farmi le sue scuse che può ritenere già accettate.

  • Edmond Pergega

    Lei comunque si riferisce al comportamento e all'ipocrisia della chiesa non tanto di Dalla. E poi ai gay "normali" penso che non li farebbero mai la cerimonia nella cattedrale se si sapesse, se no perché l'avrebbe detto la Annunziata?

    • Gianalessio Ridolfi Pacifici

      Nelle parole di Annunziata c'è un'esplicita condanna all'italia che fa finta di non vedere certe cose e a quelli che fanno in modo che questo accada tacendo. Se lei preferisce pensare che si riferisca solo alla chiesa è liberissimo.

  • Adriana

    Nel video, il discorso della Annunziata si svolge in due momenti, di cui il primo non totalmente chiaro, almeno per me; ed è questo momento che non commento.

    Nel secondo momento, la Annunziata è, invece, chiarissima, credo non solo per me, quando dice: “Ma Lucio Dalla è uno che per tutta la vita, pur essendo stato gay, non l’ha mai detto”.(punteggiatura mia). E qui è proprio chiaro che critica assai.

    La mia domanda è: ma perché uno dovrebbe dire i c…i propri? E, nella fattispecie, un gay? E’ un obbligo? Per lottare? E perché bisogna lottare nella maniera gradita alla Annunziata? E sappiano se LD volesse lottare e come, o no?
    Farsi i c…i altrui cogliendo la palla al balzo, come fa la A nel secondo momento,mi par proprio un brutto modo di “non” farsi i propri.

    Se, poi, si ammette la possibilità di un fraintendimento di chi ascolta, bisogna convenire che l’eloquio della A, da lustri parlante in pubblico e al pubblico, nell’insieme non è stato chiaro. Come dire che, anche nel negativo farsi i c…i altrui, si può fare di meglio, con o senza metafore.

    • Comandante Nebbia

      Sono d’accordo. Nessuno può essere obbligato a mettere la sua vita a disposizione della causa.
      Sul resto non saprei. Rimane il fatto che se non crepa qualcuno in questo paese non si dibatte.

  • MgManca Architetto

    Signor Pacifici, mi scusi, ma credo che lei si sbagli.
    Lucia Annunziata denunciava un fatto che è sotto gli occhi di tutti: se sei un gay dichiarato ma hai la "sfortuna" di essere un credente cattolico è risaputo ai più che non è concesso il funerale in chiesa; viceversa se sei gay ma fai finta di non esserlo hai tutte le onorificenze del caso.
    Quindi mi perdoni, ma non capisco il perché di questo suo articolo.

    • MgManca Architetto

      Ma Dalla non nascondeva di essere quello che era, basta ascoltare le sue canzoni:
      E si farà l'amore ognuno come gli va,
      anche i preti potranno sposarsi
      ma soltanto a una certa età…
      Certo, non era un attivista dei diritti gay, perché era un tipo riservato. Credo che l'Annunziata si rivolgesse solo al Vescovo, che lo ha accolto, forse perché non poteva farne a meno visto che Dalla era cattolico ed era così amato da tutti, anche come persona.

    • Gianalessio Ridolfi Pacifici

      MgManca Architetto beh, più garbo di darle ragione. Non sono attrezzato per autoflagellarmi. Ripeto, se lei la vede in questo modo, può darsi che sia così. La sua è un'opinione come un'altra.

  • MgManca Architetto

    "si stia comportando esattamente nello stesso modo con l’aggravante di cavalcare un cadavere per cercare visibilità"
    Non capisco come faccia ad esprimere un giudizio così, mi scusi. Ma perché non si deve parlare della affettività di una persona deceduta?
    Perché se muore un uomo-etero allora tutti possono parlare della sua convivente ed esprimere ricordi di quanto i due fossero legati, mentre se muore un gay allora non si può parlare del convivente, in questo caso Marco Alemanno il quale ha fatto un omelia straziante così come era straziato dal dolore per la perdita del suo amato compagno Lucio Dalla?
    Che è forse un “mistero della fede”?
    🙂

    • Gianalessio Ridolfi Pacifici

      guardi, mi sembra che il suo commento non sia pertinente. Qui non si parla del discutere o meno dell'affettività di persone decedute, ma dell'uso strumentale fatto dalla signora Annunziata si una questione che andava affrontata prima della morte di Dalla e non dopo.

    • MgManca Architetto

      Non è che lei invece che fraintende apposta per strumentalizzare la vicenda ed attirare le persone sul suo blog scrivendo cose assurde?
      A questo punto, mi scusi, mi sorge il dubbio…

      • ROBERTO

        Io entro in punta di piedi, come avrebbe fatto LUCIO, e dico che a prescindere da tutte le personali considerazioni che ognuno, legittimamente fa, la cosa che manca ancora qui in Italia, nel mondo, per via delle proprie egoistiche aspettative, è il RISPETTO.
        Un uomo come Lui ha dato amore ma con l’A maiuscola, conforto perché è stato il riferimento di tanti momenti della nostra vita, ha dato bontà perché non intravedeva la malizia nel prossimo, ha dato cultura perché i suoi testi e le sue laboriose musiche rilevano una ricercata cultura musicale ampia, ed è stato generoso nei confronti di chi soffriva o stava male senza che nessuno ne sapesse nulla.
        Ecco per questo motivo io credo anche per tanti altri, ad EGLI si debba rispetto e speculare per visibilità o per far valere la propria tesi è del tutto vano e fuori luogo. Perché le regole in questa terra sì, è vero, li fanno gli uomini ma sono gli stessi uomini una scelta di DIO affinché somigliassero il più possibile a Lui . Amore, bontà, fratellanza, perdono. Vi ricordano qualcosa questi aggettivi o qualcuno? A noi non spetta il compito di giudicare, non abbiamo alcuna informazione sull’introspezione della coscienza di taluni piuttosto che di altri ma abbiamo di certo il solo compito di ossequiare il rispetto per chi non c’è più e che non ha offeso mai nessuno di voi, …di noi.

    • Donatella Brocco

      A me è morto un compagno- uomo-etero, Pietro Antonio Colazzo, a Kabul, in un attentato 2 anni fa, e io ero "solo" la sua compagna da una decina d'anni, e le mie bambine erano "solo" la famiglia che si era scelto, eppure ci è stata riservata dallo Stato ancor più che dalla Chiesa lo stesso trattamento…Giulia, la mia figlia più grande, ha letto nella Chiesa di Galatina, le righe che lei e le sue sorelle avevano scritto in macchina per il loro Piero e sul Tg è stata definita una giovane "amica"… Piero le ha cresciute insieme a me e al mio ex marito queste figlie, le ha amate oltre ogni regolamento formale ma i "benpensanti" etichettano tutto anche i sentimenti che non gli appartengono forse proprio perchè NON gli appartengono e quindi hanno una PAURA fottuta!

    • Alessio Giandomenico Mameli

      Lucia Annunziata ha parlato sia dell'ipocrisia della Chiesa sia di quella di Lucio Dalla, ma soprattutto della prima. Per Lucio Dalla, più che di ipocrisia è corretto parlare di reticenza. Se Lucio Dalla fosse stato davvero ipocrita (com'è stato Renato Zero, che disse qualche anno fa, di non essere omosessuale ma di essere "di ben altra pasta" e che "gli omosessuali sono come i Down") si sarebbe magari sposato con una donna, per poi vivere una doppia vita.

      Tuttavia è vero che Lucio Dalla, dall'alto della sua posizione, avrebbe potuto fare di più per le persone omosessuali, come lui.

      Certamente si è comportato meglio di tanti omosessuali repressi che vivono una doppia vita, non sposandosi con una donna, non facendo una famiglia tanto per fingere di essere eterosessuale, ma come mai non ha avuto il coraggio di prendere posizione contro l'ipocrisia della società italiana e la ancora eccessiva influenza della Chiesa cattolica in essa? perché non ha mai detto niente contro l'omofobia?

      Essere cattolici non vuol dire necessariamente essere clericali: si può anche credere in Gesù Cristo, senza baciare l'anello o la pantofola. Lucio Dalla mi è parso come gli omosessuali altolocali delle dittature comuniste, specie quella cubana, che perseguitava tutti i dissidenti e i gay in particolare, tranne il caso in cui questi diventassero alla stregua di paggi di corte e cantori del regime.

      Le canzoni di Dalla sono belle, ma quanto sono impegnate e in sostanza, a che cosa servono? a chi si rivolgono? Comunque è vero che a Dalla queste cose gliele si sarebbe dovute rinfacciare quando era ancora vivo e farlo post mortem ha senso fino a un certo punto. 🙁

  • Massimo

    annunziata la sgraziata ha fatto un’uscita sia demente che fuori luogo. Demente perchè ha cercato di colpevolizzare qualuno, in questo caso Lucio Dalla, che mai ha nascosto la sua omosessualità, ma che mai ha voluto esporla ai quattro mari. Atteggiamento assolutamente lecito e legittimo per chiunque abbua cellule celebrai funzionanti.
    Fuori luogo e perchè ha utilizzato la morte da poco consumata di una persona per esporre la propria tesi distorta senza un minimo di sensibilità.
    Insomma Lucì: sgraziata nell’imagine sgraziata nel contenuto.

  • Karl M.

    Da gay penso che l’Annunziata sia stata davvero brava, le faccio i miei complimenti e la ringrazio per quello che ha fatto, per tutti noi. Io sono stato ferito da come il giornalismo italiano abbia “velato” la parola “compagno – marito – uomo di Dalla” usando eufemismi, quasi si trattasse di una malattia. XXI secolo… Europa… mamma mia siamo indietro. Lottiamo ragazzi, lottiamo, e non facciamoci intimidire da articoli come questo, aggressifi e reazionari.

    • siberiantiger

      Non ero perfettamente a conoscenza della differenza tra outing e coming out e, devo ammettere, sono ancora dubbioso se sia possibile fare outing senza fare coming out.

      A parte questo, le due scelte di comportamento utilizzano metodi differenti per conseguire il medesimo scopo. Fare coming out significa esporsi al mondo, perchè non c’è niente di male ad essere gay. Non farlo, invece, significa non dovere spiegazioni perchè essere gay è una cosa normale, senza bisogno di sottolineare niente (gli eterosessuali, infatti, non fanno coming out dicendo che sono eterosessuali).

      Condivido entrambe le scelte, a patto che vengano prese con il rispettivo significato. Preferisco la seconda perchè mi sembra molto più sottile ed elegante. Ma in questo caso è corretto che chi dovesse riportare il fatto per cronaca rispetti la scelta e, quindi, nomini Alemanno come Lucio lo nominava in pubblico. Se lo chiamava amico, amico, se compagno, compagno, se aiutante, aiutante, eccetera. Senza aggiungere altro. Anche questo è rispetto. Non per forza ipocrisia.

  • serpiko

    GRP, o dfc, o cn, hanno fatto alcune decine di articoli di spessore. Alcuni, ben argomentati e seri, trattavano di situazioni puntate a canna di fucile direttamente contro il proctoperimetro di tutti i potenziali lettori.

    Quasi nessuno di essi ha attirato l’interesse, l’ardore, il coinvolgimento che vedo su queste pagine quando si disquisisce di sesso degli angeli.

    Passa ogni voglia d’essere seri, si farebbe meglio ad allinearsi alla schiera dei self-made cocks. Alla fine hanno ragione loro.
    Se un culo è a 90, inutile agire di coscienza. Il “giusto” fallo punitivo arriva sempre. Tanto vale infilarci il proprio

    • Comandante Nebbia

      Hai ragione Frà. Però alla fine continuiamo a cascarci. Pure tu.
      Diciamo che quando scriviamo di altre cose probabilmente ci rivolgiamo ad un pubblico diverso che non ha voglia di polemizzare.

      Fra countdown del default, articoli tuoi, di lame, di Fma, di Eduardo e di Peppe abbiamo fatto quasi duecentomila letture. Ci sono giornali che non vendono tante copie in un anno. A seminare si è seminato.

      • Alfonso

        Posso chiedere cosa si ottiene con un numero alto di letture?
        Se la risposta è “visibilità”, posso chiedere cosa si ottiene con una visibilità così ottenuta?
        Domande genuine, sarcasmo zero
        🙂 Davvero, pura curiosità.

        • Comandante Nebbia

          Per chi fa un’informazione alternativa in termini di fatti e di opinioni un numero alto di letture significa che i fatti e le opinioni che racconti entrano nel circolo di formazione delle idee e contribuiscono a cambiare le cose.

          Sono io che non capisco la domanda. Dovrebbe essere ovvio. Non lo è?
          Domanda genuina, sarcasmo zero
          🙂 Davvero, pura curiosità.

          • Alfonso

            Ehm… 😀 confesso non lo era…

            O meglio, il concetto mi era chiaro ma forse ho inteso male, e cioè che il numero delle letture era subordinato alla “tematica”, per come se ne parlava in questo ramo dei commenti.

            Cioè se il numero di visite aumenta causa “reboanza” del titolo o di parti del contenuto, mi si conferma un pattern di idee tipico di chi va sui siti di gossip piuttosto che su quelli di informazione alternativa, no?
            In tal modo, penso, il numero ha peso, si, ma poco significato.

            Però magari questo è causa “ritorni” su MC, il che è sempre buono…

    • Doxaliber

      Serpiko, ciò di cui tu parli è un problema storico di Mentecritica e del web in generale. 🙂 I pezzi più commentati degli ultimi mesi sono quelli sull’iPhone e su nonciclopedia, fai tu. 😀

      • paolo

        si ! credo vi passi veramente la voglia di scrivere !
        E tra l’altro vi siete dimenticati di quello della farfallina sanremese, quindi gli articoli piu letti sono (forse non in questo ordine) : iPhone consigli per il disuso, farfallina della patacchina, in morte del cantantautore e successivi commenti sulla deontologia dei pedali.

  • Doxaliber

    Facciamo così. Se per i gay deve essere un obbligo morale dichiarare che gli piace fare sesso con gli uomini allora è un obbligo morale che un eterosessuale dica al mondo la sua posizione preferita, se gli piace il sadomaso o la crocerossina e se magari si divertee a farsi inserire oggettini negli orifizi anali.

    • Adriana

      @Doxaliber,

      il punto è che gli etero possono fare e disfare, dire e disdire e va sempre tutto bene; invece gli altri devono, a seconda dei fantasmi dei “normali” e del loro umore del momento, dichiararsi, non sbandierare, non nascondersi, avere buon gusto (?), discutere, non discutere, schierarsi, lasciar perdere, andare in chiesa, non andare in chiesa, votare pip, votare pup, convivere, non convivere, essere sereni, essere tormentati, non sposarsi, sposarsi, avere diritti, avere rovesci.

      La confusione che molti “normali” hanno in testa, dal colore delle pantofole ai massimi sistemi, nonché in sfere più intime, viene proiettata sugli altri sotto forma di obblighi, richieste e probizioni contradditori di volta in volta o, magia della dialettica, tutti insieme nell’insieme.

      E mai, sembra, un “vivi e lascia vivere” rispettoso degli umani nonché consapevole di quei quattro giorni che viviamo.

      @Comandante.
      Sì. Senza contare che vivere se stessi senza enfasi e senza sentirsi tenuti a manifestare alcunché può essere uno dei modi concreti per affermare, senza parole, che si va bene così. E senza giustificarsi. Una delle forme di testimonianza, battaglia civile ecc ecc.

      E’ che la dimensione affettiva e sessuale tocca tante corde a tutti e per tutti è comunque fonte di tensioni o, per i più fortunati e felici, anche solo di riflessioni. E’ per questo, credo, che gli interventi sono tanti.

  • esse come sono

    Gentile G. Ridolfi,
    condivido nella totalità il senso ed il contenuto della sua riflessione.

    Sulla Sig.ra Annunziata non esprimo alcun giudizio perché credo che la stessa, spesso si avventuri in affermazioni quanto mai discutibili, come anche di recente è accaduto, per avere visibilità o forse perché con l’età e con i problemi dell’età che avanza( ma non così è per tutti) si diventa particolarmente irascibili e irrequieti e persino intolleranti.

    Personalmente trovo inaccettabile ed insopportabile che ci si possa permettere di sindacare e di entrare in merito alla decisione libera e deliberata di qualsiasi privato cittadino di manifestare o no la propria sessualità con le relative tendenze.
    Trovo altresì inaccettabile che si sottoponga a…”giudizio” severo e persino inutile un uomo che non può più intervenire e che non può rispondere a certe provocazioni.
    La Sig.ra Annunziata, esprimendo valutazioni sulla scelta del cantante Dalla di vivere la sua vita come lo stesso ha ritenuto di dover fare ( ed era un suo diritto)ha violato una legge codificata e universalmente nota che è quella di rispettare la libertà dell’individuo nelle sue manifestazioni personali e nel suo diritto di tutelare la propria privatezza e la propria vita.

    Quanto alla Chiesa che la Sig.ra Annunziata voleva solo marginalmente colpire a mio modestissimo avviso, mentre voleva al contrario “moralizzare” sulle scelte di Dalla ( per dare soddisfazione al suo protagonismo), va ricordato – e la Sig.ra Annunziata non poteva sottovalutare questo aspetto- che, in altre circostanze, le gerarchie ecclesiali, non solo hanno discriminato tra gay illustri e gay ordinari, tra separati illustri e conviventi sinceri e rispettosi del vincolo matrimoniale pur non benedetto dalla Santa Madre Chiesa e hanno celebrato messe per defunti pluriseparati e non nella Cattedrale di San Petronio ma nel maestoso gotico di Milano, alla presenza di alti prelati e di autorità governanti, consentendo anche a qualche politico di dubbia quanto discutibile etica comportamentale, di accostarsi ai Sacramenti.
    Che la Sig.ra Annunziata abbia dimenticato tutto così in fretta?

    Cordialmente
    Esse come sono

    • Comandante Nebbia

      Finalmente qualcosa per la quale vale la pena di spendere cinque minuti per leggere ed un po’ di più per riflettere.
      Opinioni espresse in maniera così circostanziata e civile sono sempre un valore aggiunto agli articoli che pubblichiamo su MC.

      Grazie

  • Sergio Marsala Fanara

    DALLA RIMARRA’ NEI NOSTRI PENSIERI, ANNUNZIATA NON RIMARRA’ ….

    E’ SOLAMENTE UN’IPOCRTITA, PRIMA DI RISPETTO E DI PIETAS.

  • Bernardo

    Ma non c’era qualche norma di legge che impediva di divulgare dati sensibili (veri o falsi che siano) tra i quali quelli attinenti alla sfera sessuale?

  • Birillo

    Prima di dire castronerie, la Annunziata si informi e si vada a leggere le dichiarazioni di zacchiroli in proposito! Poi si vergogni! Lucio non avrebbe mai approvato il suo intervento. Le esquie non dipendono dal coming out e se Lucio avesse voluto farlo, l’avrebbe fatto. ;Ma non l’ha fatto! Gliel’ha imposto l’Annunziata con il suo giornalismo opportunista, strumentale e, alla fin fine, falso.

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