L’Intromissione
28 maggio, 2007 di Laura Costantini
Archiviato in Democrazia e Diritti, Oltre il Confine
La doverosa premessa è che, dopo varie vicende e una lunga riflessione, sono giunta alla condizione di un totale ateismo, inteso nell’accezione vera del termine greco cioè a=senza e teos=dio. Questo non significa negare a me stessa la spiritualità, anzi. La religione, intesa come insieme di norme codificate, ha pochissimo a che vedere con la spiritualità, a mio parere. E un Papa che si abbiglia esattamente come Giulio II, con tanto di camauro in testa e mantellina di velluto porpora bordato di ermellino, rimanda ad una concezione della Chiesa come centro di potere, come stato belligerante, come ambizione di comando.
Questa lunga e noiosa premessa per dire che non ne posso più dell’assurda, ingiustificata e inaccettabile intromissione dei vertici di uno Stato altro rispetto alla Repubblica Italiana nelle faccende interne, nella gestione della politica, nella manipolazione dell’informazione. Esiste al mondo, secondo voi, un altro paese dove uno dei principali notiziari televisivi, sulla rete ammiraglia della televisione di stato, nell’orario di massima fruizione, quando le famiglie si riuniscono per cenare davanti all’altare del 29 pollici, sia monopolizzato dalle dichiarazioni/raccomandazioni/ordini di un signore tedesco vestito come il più belligerante dei Papi dell’antichità? Se Bush o la Merkele o Zapatero si permettessero di apparire sui nostri schermi e di dire ai nostri politici, per scarsi che possano essere, come devono prendere le loro decisioni, noi accetteremmo passivamente questa ingerenza? E non mi si venga a dire che il nostro stato ha una matrice cattolica. Se esiste al mondo uno stato a matrice religiosa, quello è Israele, eppure neanche lì, nella patria del sedicente popolo eletto, esiste un rabbino capo che tutti i santi giorni della settimana si appalesa sulla principale rete nazionale e conciona sul come, quanto, perché e con chi si deve fare sesso; su quando e come si ha diritto di morire; su quando e come si ha il dovere di nascere; su chi si deve votare e perché; su quali leggi si devono approvare e quali si devono respingere al mittente.
Qualcuno ha detto che un restringimento dei freni, un ritorno alla dottrina cattolica più retriva, addirittura alla Messa in latino, sia la strada per combattere l’influenza islamica che preme alle porte, insieme alle ondate migratorie. Ci si deve opporre al più assurdo dei fanatismi diventando dei fanatici a nostra volta? Una pacifica e fruttuosa convivenza con gli altri può passare attraverso il cilicio, le processioni di flagellanti, l’osservazione del digiuno del Venerdì, l’affluenza in massa alla funzione domenicale? La spiritualità è dunque solo questo: una serie infinita di regole senza logica, senza spiegazione, senza altra utilità che farci credere forti nella fede da popoli che nella visione distorta della parola tramandata come dettata da un dio hanno trovato una ragione di vita? Io non ci sto e non ne posso più dell’intromissione assurda, ingiustificata e inaccettabile di Joseph Ratzinger non nelle nostre vite (siamo liberi di non ascoltarlo o alme no io lo sono) ma nel potere legislativo di uno stato sovrano!
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Laura Costantini
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2008






Anch’io, nonostante non sia ateo, trovo insopportabile che i telegiornali dedichino tanto spazio alle dichiarazioni dei vertici ecclesiastici o ai viaggi apostolici del Papa.
Ma non vorrei che si confondesse il dito con la Luna: io la colpa non la do al Papa, la do a chi gli dà tanto spazio. Così come la possibilità della Chiesa di influenzare la politica italiana non mi sembra sia da addebitare principalmente alla Chiesa, bensì ai politici che non sanno esserne indipendenti per timore di perdere una parte del consenso.
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concordo pienamnete con fully53.
Il problema non è tanto che il Papa o Bagnasco parlino e si interroghino su determinate questioni (ognuno è libero di farlo e parlare con chi vuole).
Il problema sono appunto i media che danno sempre risalto e risonanza ad ogni intervento e ogni affermazione (ogni giorno al tg: il Papa ha parlato della famiglia etc. etc., vabbè basta…abbiamo capito).
La classe politica poi è la grande vergogna italiana, con la prima repubblica era morta la DC e ora ne abbiamo addirittura 2: una di destra e una di sinistra.
C’è chi dice che ogni partito ha paura di perdere parte del proprio elettorato se fa affermazioni “contro” la Chiesa. Io credo che questa paura forse è vera ma quand’è che ci libereremo dal fardello ecclesiastico? Quand’è che si deciderà pienamente per la laicità?
Follini (vado a memoria) ha affermato che il Partito Democratico (follia di Fassino) è come una democrazia cristiana che tende a sinistra…
Che la seconda repubblica stia riuscendo ad essere peggiore della prima?
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Io proporrei un canale televiso ad hoc, per le informazioni della Chiesa, i loro precetti, le preghiere e quant’altro… lasciando libere le reti nazionali.
:-)))
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Concordo con Fully e temple!
In quanto a Bush che si “affaccia” e dice ad un nostro politico cosa fare…
mmm….
Ciao Luna
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E’ vero, la classe politica non riesce a rendersi indipendente dalla Chiesa per paura di perdere i consensi. Ma in un mondo che si nutre di sondaggi, non potrebbero farsi un giretto, anche solo in Rete, per capire che molta gente ne ha piene le tasche di sentirsi dire da un papa come deve comportarsi nella vita? Io credo sia ora di prendere atto che la maggioranza (o comunque una sostanziosa minoranza) della popolazione italiana si è distaccata dalla religione e continua a dirsi cattolica solo per il gusto della prima comunione, del matrimonio faraonico, dei pranzi con i parenti. Mi metto nel gruppo, perché quando mi sono sposata ho voluto farlo in chiesa, sebbene avessi ben chiaro che di ciò che diceva il sacerdote non condividevo praticamente niente. A mia discolpa il fatto che ero giovane e non mi ero ancora ben chiarita con me stessa. Oggi l’ho fatto, mi sono separata ed ho chiuso i rapporti con la religione istituzionalizzata. La mia spiritualità me la vivo nel privato, secondo la mia personalissima coscienza. Sono in molti a farlo e quei molti non votano seguendo le direttive di Bagnasco.
Laura
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Ideali politici? Io non ne vedo, in maggioranza la politica pensa solo alla sedia, e per restarci seduta sopra con relativi benefici attinge dal serbatoio di voti cattolico, dato che le statistiche lo danno come minimo al 87,5%.
Bertinotti? Ateo pentito:ora che è vecchio corre a piagnucolare dal Papa e implora il perdono della divinità, e per farsi perdonare meglio, e prima, vuole pure la stanza di meditazione e contemplazione in parlamento (tra l’altro da farsi anche con i miei soldi).
Più che altro dovremmo liberarci dei preti mancati e delle loro relative facce da (censored) [prete mancato ] che attualmente rivestono cariche pubbliche: se vogliono fare i preti (anche se mancati), se ne vadano in seminario, o vadano a far politica in Vaticano dal Sovrano almeno se li paga lui (il Sovrano), e non spaccano le palle qua. Di mortadelle ed altri affettati vari baciapile ne ho le scatole piene, come del resto di tanti altri pubblici concubini (per la loro CCAR), che aprono la bocca solo per dar aria alle tonsille!
Proposta: la Chiesa estenda la procedura del cartellino “segna assenze messa”, di cui ho avuto segnalazione per una località italiana. Dopo 4 assenze (si può concordare il numero) cartellino rosso, fedele cacciato con menzione ed annotazione nel registro dei battesimi…. così almeno si bonificano le statistiche, senza spendere neppure i soldi della raccomandata! Poi se alla fine risulta soltanto un 5% di aderenti all’associazione religiosa denominata CCAR anche la politca ne terrà conto, e forse con si gennufletterà più tanto. Ma cui prodest? Meglio lasciare tutto così?
Per non essere accusati di diffondere notizie tendenziose l’osservazione del digiuno del Venerdì, è l’astensione dalle carni il digiuno va rispettato solo due volte all’anno, di cui uno variabile a seconda che venga applicato il rito Ambrosiano (Milano) o Romano, ed uno fisso (Venerdì Santo). Ha, inoltre, una precisa regolamentazione dei soggetti a cui si applica, con l’indicazione dell’età minima e massima.
Saluti
Mstatus
Nota: “genuflessione della politica” … è un concetto del Prof. Leopoldo Elia (costituzionalista e cattolico di chiara fama), io l’ho soltanto strumentalizzata! Non occorre che me la contestiate come al solito…
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senza entrare nel merito dell’intromissione delle gerarchie ecclesiastiche nei nostri bei media (che questa fuffa è diventata pappa buona per ogni stagione) chiedo solo com’è possibile, se è possibile, credere nello spirito, essere “spirituali” senza credere in Dio…
possibile che che è veramente difficilissimo incontrare un vero ateo?
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@Rokkok: è una domanda che mi sto ponendo anche io da qualche tempo… se è possibile incontrare un vero ateo! Ho incontrato tanti atei che sono poco atei (e poi magari chiedono perdono chinando il capo come vuole Galli sull’Avvenire), e credenti che sono poco credenti che vorrebbero essere quasi atei. Mah! Il sono solo un misero miscredente.
E’ stata sufficiente la reazione alla mancanza delle esequie religiose per Welby…. Cattolici (CCAR) che gridavano allo scandalo, ed atei che non gli andava bene!
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rokkok: “possibile che che è veramente difficilissimo incontrare un vero ateo?”
La spiritualità è una condizione normale di ogni uomo che tende a trascendere i limiti.
La spiritualità, oggi, è una specie di “noia” e avolte un “vezzo”. Ad un certo punto ci riscopriamo tutti quanti un po’ spirituali per cercare di affermare un nostro possesso al di là di ogni alienazione.
La spiritualità come un tesoro come qualcosa da tenere nascosto ma da affermare in ogni momento.
L’ateo vero è quello che “uccidendo” Dio, uccide anche l’Uomo inteso come questo possesso originario. Non dimentichiamo che il Dio della religione cristiana è un dio-persona. Che sceglie, che ama, che ha volontà, non il dio-intelletto della religione greca. E’ una piacevole trasposizione del possesso dell’uomo che non riuscendo a trovare in sè pienamente queste istanze le ha “alienate” in Dio. Poi Dio “finalmente” è stato ucciso ma non è stata compiuta ancora l’assassinio dell’anima che, senza Dio, non ha senso. Lo Spirito invece è la commistione di umano e divino (doppia istanza fallace).
Il vero ateo è quello senza Dio e senza anima (senza quell’istanza contraddittoria che chiamaimo uomo).
Ma chi si assume la responsabilità nella vita senza credere in nulla?
La spiritualità come narcotico, forse ma almeno in tal maniera si possiede una serenità che un vero ateo non avrà mai.
L’ateismo come professione di libertà, forse. O come una dura costrizione al di là della legge, della norma, del bene e del male.
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@Temple: ho letto ora, infatti il termine più corretto sarebbe miscredente, altirmenti per ateo si intende quello che hai detto tu: ma io ne vedo molto pochi di atei.
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la “miscredenza” (non so se esiste la parola, ma credo di sì) è il primo passo che viene dal rigetto e dal “ragionevole dubbio” come lo chiamavi nell’articolo.
Poi c’è bisogno della presa di coscienza dell’assoluta mancanza di dio, anima ma anche storia intesa come un processo che tende a… (non bisogna sostiuire a dio la pretesa di un progresso tendente all’infinito del sapere umano).
Analisi critica della contemporaneità senza ideologia di nessun tipo (il lavoro che fa Report su Rai3 potrebbe essere definito in tal senso a-ideologico, se non a-teo)
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@temple
“La spiritualità come narcotico, forse ma almeno in tal maniera si possiede una serenità che un vero ateo non avrà mai.”
Bah non sono daccordissimo, io non mi reputo ateo, direi agnostico.
Penso comunque di essere sereno, accetto il fatto che un giorno dovrò morire e se non esiste aldilà, pazienza non portò comunque rendermene conto. Se esiste un aldilà e un Dio sono tranquillo, credo (per ora) di essere nella categoria “buoni” e pertanto non ho nulla da temere. Anche se non vado a messa la domenica, non prego e non discrimino gli omosessuali. Qualcun altro avrebbe piu da temere credo e non so, essendo credente, dove trovi la serenità.
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a Juan.
Un piccolo equivoco: io sono decisamente ateo e non agnostico.
Un ateo che si trova a riflettere e ad analizzare.
Un ateo che non afferma “Dio è morto. Ora tutto è permesso”. Cosa sarebbe permesso che non è lo già stato in nome di Dio?
L’angoscia della responsabilità e lo spessore della comunicazione, il non accettare nulla per scontato e il mettersi in gioco, da solo di fronte agli altri individui.
“buoni” e “cattivi” sono categorie di valore morale che non hanno molto senso se non vi è un Valore di riferimento a cui attenersi.
E allora chi è buono?
Chi rispetta la legge?
Chi cede alla norma?
Chi fa il volontario?
Chi si uccide nella folla con il passaporto per l’aldilà?
Io non lo so. E bisogna comportarsi di conseguenza a questa dotta ignoranza.
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Piccola precisazione per mstatus: il digiuno e l’astensione dalle carni sono due cose diverse. Il digiuno è prescritto nei giorni che dici tu, mentre l’astensione dalle carni vale per tutti i venerdì di Quaresima.
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@Tommaso: ho dato per scontato che fosse sottointeso, visto che nell’articolo di parla di digiuno il venerdì che è inesatto..
Infatti: astensione dalle carni tutti i venerdì dell’anno (escluso uno in cui si fa digiuno), e due digiuni.
Dal diritto canonico:
Invece per l’età:
Per i due digiuni va visto se c’è il rito ambrosiano o romano (per il giorno iniziale della Quaresima).
Forse siamo andati un po’ OT, ma non importa non tutti lo ricordano …
Un caro saluto
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@temple
Buono per me è chi non fa soffrire gli altri (non volontariamente). Cattivo è il resto.
Io cerco di comportarmi da buono, a volte posso essere cattivo, ma me ne pento sempre.
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La Chiesa fa il suo mestiere di evangelizzazione e quindi cerca in tutti i modi di fare giungere al maggior numero di persone il suo verbo.Questo per chiarire le motivazioni della Chiesa.Ma il male inizia con le TV statali e private che fanno a gara (specie il sabato e la domenica mattina) a diffondere il verbo.Voglio dire che sbaglia chi va dietro alla Chiesa perdendo la sua autonomia e la libertà di pensiero (TV pubblica).Non dimentichiamo che lo stato del Vaticano ha una sua TV e molte radio sparse dappertutto.Allora perchè dobbiamo anche noi farci paladini nel diffondere la voce della chiesa?Quando vedo in TV trasmissioni pro Vaticano mi vengono in mente i 50 caduti della breccia di porta Pia, morti invano. Loro ci hanno creduto e sono morti convinti di liberare l’Italia.
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Il papa cerca di risollevare la fede delle persone che si è molto affievolita in Europa e soprattutto in Italia. E vero che le nostre tradizioni vengono dal cattolicesimo. Non si può negare. Se il papa sta molto in tv è perchè è un papa forte che parla tutti i giorni ai fedeli. Vuol dire che non è un papa disinteressato, vuol dire che gli sta a cuore la fede delle persone. Non pensiate che cerchi solo di accapparrarsi l’8 per mille per mangiare (non nego che ci siano preti e vescovi che lo fanno però e dovrebbero dare l’esempio opposto). Questo papa vuole dare uno scossone forte ai cattolici italiani. A me non dispiace che parli così tanto. Se non ci tenesse parlerebbe solo la Domenica. In quanto ai politici io non ho più fiducia in loro perchè sono troppo voltagabbana e hanno davvero questa paura che però non capisco. Non si dovrebbe andare contro i propri principi e le proprie idee, giuste o no che siano.
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Non condivido né chi vorrebbe ridurre la religione a un fatto meramente privato (quindi, in ultima analisi, inutile e irrilevante) né chi sostiene che “il Papa fa il suo mestiere ecc.”. Quanto al camauro, ma veramente lo portava anche il santo pontefice Giovanni XXIII: gli serviva “per scaldargli le orecchie”. Giovanni amava, poi, i santi controriformisti; ma ciò non gli ha impedito, anzi gli ha dato la forza, per essere una delle figure più alte e amate non solo in ambito cristiano. Giovanni XXIII era un uomo di fede e di amore. Non di potere. Camauro a parte, che è solo un oggetto.
Nel caso in questione, la faccenda mi sembra abbastanza semplice. La presenza di Papi, cardinali, vescovi & monsignori in radio e tv è inversamente proporzionale al peso che la religione, o forse la religiosità, ha nella vita sociale. Cioè, zero. Il martellamento è un chiaro sintomo di debolezza. Anche perché si dimentica un particolare non da poco: quella che vediamo in tv non è “la Chiesa”, ma “una parte” della Chiesa, segnatamente la gerarchia vaticana o i preti rigidamente ligi ad essa. Nella realtà, le cose vanno un poco diversamente. Lo dico con cognizione di causa, perché lavoro per un mensile cattolico che si propone di mantenere vivo lo spirito del Vaticano II. Non ha pertanto nulla di eterodosso, ma tale è considerato dalla gerarchia, perché, di fatto, il Concilio voluto da papa Giovanni è stato esautorato. Il reazionario card. Ottaviani, all’epoca, lo aveva profetizzato: “Ci vorranno quarant’anni per rimediare ai GUASTI di questo Concilio”. I quarant’anni sono trascorsi, l’ondata conciliare frenata e disseccata, e rieccoci ai mai troppo rimpianti (da certuni) tempi di Pio XII.
La pseudo-informazione genuflessa, oltre che irritante, è menzognera, perché fornisce un’immagine di cattolicesimo “monoblocco” non differente, in fondo, da quella che molti cristiani, o magari ex-cristiani, hanno dell’Islam. In verità io me la piglierei anche con quei rivoluzionari da salotto che, smessi i panni dei barricaderi e trovatisi improvvisamente senza alcuna certezza, non hanno trovato di meglio che ripararsi sotto le ali protettrici di un’istituzione millenaria dove però, di fatto, il cristianesimo non conta nulla. Fateci caso: sui grandi media si continua a farfugliare di ritorno al sacro, di rinascita delle religioni, di rinnovata fede e via vaneggiando. Ma quale fede, ma quale sacro, ma quali religioni?
Il fondamentalismo è l’esatto contrario della religiosità. Il fondamentalista non crede in niente, men che meno in ciò che professa, visto che ne è talmente poco sicuro da invocare a sua protezione l’intervento dello Stato. Voi parlate di invadenza delle “religioni”. Ma è sbagliato. Questa è, semmai, l’invadenza dei preti. Si è sempre sostenuto che i cattolici, attraverso il Papa, vogliano arrivare a Dio; ma oggi tutti, sedicenti cattolici e atei devoti, di Dio se ne impipano; al più, Dio è un mezzo per arrivare al Papa.
La papolatria, come tutte le idolatrie e tutti i fondamentalismi, è la caricatura del cattolicesimo.
Cristianesimo, nel nostro caso nella forma della confessione cattolica, e Islam sono religioni rivelate e missionarie. E’ del tutto normale che chi le segue le proponga (attenzione: proponga, non imponga: è la Scrittura e la Tradizione a vietarlo espressamente) e viva secondo esse. Si tratta di umanesimi.
Le varie forme di clericalismo - e con tale termine penso anche ai vecchi “ateismi scientifici” dell’Est e, in genere, a qualsivoglia forma di assolutismo -, invece, sono sempre e totalmente errate, e producono delle vere catastrofi all’umanità.
La verità è che l’essere umano ha perso la fiducia innanzi tutto in sé stesso: si concepisce per ciò che non è, o da un punto di vista strettamente auto-referenziale e, quindi, contraddicente in radice la nostra natura, che è parziale ed evolutiva, o da un punto di vista di totale dipendenza. Dev’essere sempre guidato, ha bisogno degli “uomini della Provvidenza”. Cioè, di altri uomini limitati e piccoli come lui.
L’uomo tecnologico è l’esatto corrispettivo dell’uomo ratzingeriano: sia l’uno sia l’altro diffidano di sé e, conseguenzialmente, dell’umanità degli altri.
Vi sarete accorti che, in tutto questo discorso, non ho mai tirato in ballo né Cristo, né Allah, né il Dio biblico. Apposta. Infatti, qui, Dio non c’entra per nulla.
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Studio le religioni per passione da 10 anni. Concordo che la politica strumentalizza la religione Cattolica per i suoi giochi di potere e consensi. La Chiesa ne ricava vantaggi ovviamente… ma dal punto di vista prettamente Cattolico trovo giusto, anzi doveroso che insistano sui principi morali e sui comportamenti che ogni Cattolico dovrebbe tenere. Non si rivolgono mai ai politici non Cattolici, ma solo a coloro che lo sono o a chi si dichiara pubblicamente tale. La Chiesa fa bene il suo mestiere, ma probabilmente ha perso tantissimi fedeli ed è contestata anche su come il Papa si veste… quante sciocchezze tipiche dei nostri tempi, fatti di libertà finte basate sul fare quello che si vuole sempre, come un valore fondamentale che porta al’autodistruzione dell’uomo!
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Non capisco chi fa lunghi sproloqui per contraddirsi.Infatti prima dice che non è vero che il papa fa il suo mestiere poi, alla fine dell’interminabile soliloquio affema che Dio non c’entra per nulla .Non c’entra perchè oramai si deve parlare di mestiere e non di religione altrimenti Dio (qualunque sia) ci deve entrare per forza.
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@Luigi: E infatti non hai capito. A parte che ho citato una frase scritta da altri. In secondo luogo, se tu confondi il Papa con Dio, è un problema che non mi riguarda. Forse ti converrebbe leggere con maggior calma i “soliloqui” altrui. Grazie.
N.B.: mentre scrivevo mi è arrivato questo messaggio, che ritengo molto utile (nonché un ottimo corollario a quanto ho appena affermato):
Care Amiche e Amici,
ringrazio tutti coloro che mi hanno scritto a margine della mia lettera al presidente della Cei. Mi conforta sapere di non essere la sola voce perduta nel deserto. Grazie.
Vi incollo il comunicato per l’incontro tanto atteso con il Prof. Zagrebelsky a GENOVA.
CHI VUOLE E PUO’ DIVULGARLO, CI FAREBBE UN FAVORE.
Grazie a tutte e a tutti con simpatia
Paolo Farinella prete
Comunicato
Giovedì 31 maggio alle ore 17,00 a GENOVA
nella sala conferenze del Museo di Sant’Agostino (P.za Sarzano 35/R),
colloquio con il Prof. Gustavo Zagrebelsky,
Presidente emerito della Corte costituzionale.
Saranno presenti anche il Prof. Luca Borzani, Assessore alla Cultura del Comune di Genova e Paolo Farinella, prete, autore del libro sul rapporto tra Cristianesimo e civiltà occidentale, «Crocifisso tra potere e grazia. Dio e la civiltà occidentale», edito da Il Segno dei Gabrielli di Verona.
Prendendo lo spunto dalle tesi del libro l’incontro sarà l’occasione per colloquiare in pubblico e col pubblico su «Laicità e Vangelo, alla luce dell’attualità» che annuncia il tentativo di un ritorno al vetero cesaropapismo che si credeva sepolto dopo il Concilio ecumenico Vaticano II.
In un tempo che pullula di spiriti deboli sia nella Chiesa che nel mondo, si vuole ancora e con più forza ragionare di laicità senza aggettivi come l’unico contesto possibile per vivere senza guerre di religione. Il professore Zagrebelsky, attento osservatore del «fattore spirituale», lo legge rigorosamente all’interno delle categorie della laicità e per questo in modo straordinariamente mistico e attuale.
Sarà presente anche l’autore che darà un saggio di esegesi di due testi del Nuovo Testamento da cui emerge come il Vangelo non abbia bisogno di altre garanzie e tutele al di fuori della libertà di espressione e di aggregazione.
Vangelo e laicità si oppongono al rigurgito clericale e il suo dirimpettaio, l’anticlericalismo emotivo e di maniera che arrivano a coniare terribili neologismi come «teo-con», «teo-dem», «atei devoti» che sono negazione della spiritualità e affermazione di interessi immediati politici ed economici.
Frotte di atei si accalcano sui sagrati delle chiese per usare la religione a fini di potere e non pochi ecclesiastici si affannano a cercare convergenze con politicanti scadenti per usare le istituzioni a fini impropri, quasi un nuovo ritorno al medievale «potere spirituale e braccio secolare».
Affermare che Dio non è occidentale e tanto meno un Dio nazionale è un atto rivoluzionario che solo i profeti credenti e non credenti sono capaci di profetizzare in un tempo di opportunismo e di viltà.
Il priore di Bose, Enzo Bianchi, scrive sulla Stampa (6 maggio 2007): «René Remond, il grande pensatore dell’Académie française recentemente scomparso, cattolico convinto che negli ultimi tempi aveva denunciato il sorgere di un nuovo anticristianesimo, aveva anche profetizzato l’avvento di un uso politico della religione da parte di forze politiche ad essa estranee; anzi, aveva individuato la difesa della religione e dei suoi valori come opportunità feconda per guadagnare consensi in una stagione segnata da frammentarietà culturale ed etica e da tentazioni identitarie. Non possiamo che prendere atto che così è realmente avvenuto: ormai, e di questo soprattutto i cristiani dovrebbe esserne convinti, ogni fatto e ogni parola che appartengono alla religione e alla vita ecclesiale sono soggetti a un uso politico, fino a poco tempo fa da parte di chi in realtà non è segnato dalla fede, ma ultimamente anche da parte dei cristiani stessi».
(Paolo Farinella, prete)
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Sei tu che o ti confondi nel leggere post brevi e succinti o forse non capisci la mia prosa.Quando mai ho confuso Dio col papa.Capisco che ti è dispiaciuto che ho rilevato l’evidente contraddizione in ciò che hai scritto.Poi se riporti lo scritto di un altro senza rilievi vuol dire che lo approvi.Cerca di scrivere di meno ma con più contenuto e con maggiore criterio.
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@Luigi:
No, amico. Io non credo di essere perfetta e quando qualcuno mi fa notare un errore lo ringrazio.
Di conseguenza, sorry per te, ma non esiste alcuna contraddizione in quanto ho scritto. Ricapitolando:
1) Ognuno ha diritto a manifestare ciò che pensa e che crede, nell’ovvio rispetto delle idee altrui, quindi anche il Papa e i cristiani, i musulmani, i buddhisti ecc. Non condivido chi afferma che la religione deve rimanere un fatto privato, che non “rompa”;
2) Ma quando il Papa, o chi per lui, coi suoi interventi condiziona pesantemente la politica, non sta facendo “il suo mestiere”, bensì un’ingerenza ed è giusto, anzi doveroso, pure per il suo bene, e opporvisi;
3) Ripeto e sottoscrivo: quando un capo religioso chiede l’intervento dello Stato per far rispettare il suo credo o per piegare le coscienze, Dio non c’entra per nulla! E’ una questione politica, non religiosa. Né tantomeno una questione di evangelizzazione.
Come vedi, poco gentile amico, so benissimo sintetizzare il mio pensiero. Se prima non l’ho fatto è perché ritenevo necessario spiegarmi più diffusamente. Libero tu di approvarmi o no, padronissimo di non amare la mia prosa, ma risparmiati quel tono supponente e, quanto al contenuto e al criterio, se permetti non sei tu a stabilirne la validità. Io non ho giudicato te (pur se certe tue frasi sono quantomeno contorte, ma non importa), tu non giudicare me. E’ pur vero che, dilungandosi, si rischia di perdersi, ma è altrettanto vero che il confine tra la concisione e la semplificazione è sottilissimo e mi pare tu l’abbia oltrepassato. Fra l’altro, se fossi entrato meno a gamba tesa, ti saresti accorto che, in alcuni punti, ero d’accordo col tuo primo commento.
Detto ciò, scrivo quanto e come mi pare, e per me è chiusa qui. Saluti.
[Rispondi a questo commento]
@Laura:
Il margine è stato già superato, anche se è ineccepibile questa domanda, ed ha una sola risposta.
@Daniela:
Lo penso anch’io, non vorrei fosse solo il mio desiderio, perché temo che il martellamento finirà col funzionare, cioè col creare i fondamentalisti di cui scrive Laura.
Esatto. Si vuole ridurre il popolo della chiesa a caricatura di sé stesso. Insisto con l’affermare il mio stupore di fronte al mancato sollevamento dei cattolici, nonostante sia diffuso il sentimento secondo il quale le gerarchie ecclesiastiche siano quanto di più lontano ci possa essere dal cristianesimo. Boh.
@luigi: credo che daniela non intendesse affermare che il papa non fa il suo mestiere, ma che lo fa pure troppo bene. Almeno, così ho capito io.
Poi, sul fatto che quando si parla di religione c’entri dio “per forza”, sono io che non capisco. Almeno, non “per forza”.
In ultima istanza, daniela e luigi, cercate di non deviare la discussione sul personale. Grazie.
[Rispondi a questo commento]
Sono completamente d’accordo con il contenuto dell’articolo. Lo condivido in pieno e vorrei solo aggiungere che è tale la mia indignazione contro il servilismo di certi politici che dovremmo,a mio parere esercitare una pressione presso i partiti,o gli schieramenti , nei quali ci identifichiamo per dirgli a chiare lettere che la misura è colma. Loro sono stati eletti a rappresentare il Popolo Italiano e non lo stato vaticano!.
[Rispondi a questo commento]
@ Daniela
mi ricordi, con le tue uscite contraddittorie, il bue che da del cornuto all’asino.
@ Davide
Non so chi sei per intrometterti nel dialogo, sia pure un pò vivace per non annoiare troppo il blog tra me e Daniela, e censurare i miei commenti .Evito di commentare ancora il tuo scritto anche perchè non hai capito che il senso della frase che Dio ci deve entrare per forza è sostenuto dall’avverbio “altrimenti”.Per cui se lo salti non si capisce più il mio pensiero.Forse è quello che hai voluto fare per dare una mano a Daniela.
MC: Calma. Non ci arrabbiamo. Qui si discute tranquillamente, non è liberoblog.
[Rispondi a questo commento]
@Davide:
Esatto. Si vuole ridurre il popolo della chiesa a caricatura di sé stesso. Insisto con l’affermare il mio stupore di fronte al mancato sollevamento dei cattolici, nonostante sia diffuso il sentimento secondo il quale le gerarchie ecclesiastiche siano quanto di più lontano ci possa essere dal cristianesimo. Boh.
I cattolici non si sollevano abbastanza? Sì, hai ragione. Anche se non del tutto. Mi spiego. Senza dubbio si potrebbe (si dovrebbe) esser più visibili. Molti ne sentono la necessità. D’altra parte, credimi, si fa moltissimo, però non pare, e sai perché? Perché non c’è l’appoggio dei media. Tanto per farti un esempio banale, due giorni prima del Family Day, a Milano, il gruppo Noi Siamo Chiesa, cui io pure appartengo, ha organizzato un incontro sulle famiglie (al plurale) gremitissimo, alla Sala Lazzati (posto quindi prestigioso), cui hanno preso parte svariati esponenti della società civile, cattolicesimo sociale, gay credenti e anche singoli che volessero dire la loro. Un successo. Ma ne ha parlato solo Raitre - nell’edizione regionale -.
La deriva integralistica avviene, è avvenuta, non soltanto nella Chiesa e non soltanto perché, a partire dal pontificato wojtyliano, si è proceduto a una sistematica epurazione di qualsivoglia voce non irregimentata (restava il nostro card. Martini, scrivo così essendo io milanese, ma se n’è andato… e il pur intelligente Tettamanzi non è alla sua altezza, soprattutto non vuol esserlo); ma perché, in generale, mancano certezze, punti di riferimento e, anche, cultura. La Chiesa è fatta di uomini; nel suo caso, poi, di uomini di sesso esclusivamente maschile: il che non l’aiuta di certo. E, in quanto tale, essa riflette il disorientamento di tutto un mondo di fronte a un inquieto periodo di transizione, come quello che stiamo vivendo.
Proprio oggi mi è giunta l’infuocata lettera di un pio cattolico, cui avevo inviato una lettera aperta del succitato don Farinella (http://www.cdbitalia.it/notizie_mondo.htm#r_01 ), che mi scongiurava di “smetterla” di diffondere materiale che “gettava fango” sulla Chiesa.
Francamente c’è da trasecolare. Se leggi il testo, ti renderai conto che, di diffamatorio verso la Chiesa, non c’è proprio nulla. La lettera di don Farinella, peraltro uno dei migliori biblisti contemporanei, va presa per quello che è: una richiesta di chiarimenti. A meno di non considerare “infangante”
per la Chiesa la denuncia dell’incoerenza berlusconiana, uno degli uomini più anticristiani che la storia ricordi. E bada bene che il mittente non era uno sprovveduto, ma un professionista di lunga esperienza.
In seguito ci siamo chiariti, o meglio, davanti alle mie rimostranze si è chiarito lui, ma l’episodio rimane emblematico di come, pur fra personaggi di solida istruzione, serpeggi l’ansietà, l’incertezza, la paura.
Paura del confronto, di perdere le proprie radici, la propria identità. Diffidenza verso l’”altro”, sia egli extracomunitario, tossico, donna, omosessuale, malato terminale. Io la definisco “tentazione della serra”.
Ne comprendo le motivazioni, e credimi, moltissime volte anch’io mi domando se quel che faccio è giusto, e le parole del Papa le leggiamo, dalla prima all’ultima, al contrario di tanti “atei devoti” che, nel migliore dei casi, leggono solo ciò che più gli conviene - ma quasi sempre non leggono un bel niente -.
Ma questo è il mondo in cui ci è dato vivere, queste le sfide che dobbiamo raccogliere. Un credente, a mio parere, non può essere pessimista. Il che, peraltro, non comporta lasciarsi andare a un facile irenismo.
La vera debolezza del mondo occidentale, oggi, è questa: non il relativismo, non la rilassatezza sessuale, ma il senso di vuoto che tutti noi abbiamo dentro. Il non saper distinguere, come è accaduto al mio corrispondente, una critica costruttiva dalla polemica gratuita. L’identificare la fedeltà alla Chiesa con la cieca acquiescenza ai suoi pastori, chiunque essi siano.
E’ contro questa paura irrazionale, contro questo senso di vuoto, che noi tutti, laici e credenti di buona volontà, dobbiamo lottare. Uniti.
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Io più che altro non capisco con che faccia da … certi politici si permettano di chiedere la censura di un servizio giornalistico per evitare che sia trasmesso “…da una rete pubblica sostenuta dal canone di tutti gli italiani…”. E allora che dire di tutti i soldi continuamente buttati (dal mio - e di altri - punto di vista) per offrire copertura global-televisiva ogni volta che Ratzinga si scaccola?
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@MC (Macerata?)
non so chi sei .Chi si vergogna di qualificarsi evidentemente si vergogna delle sue idee o non ci crede.Potrei dire parafrasando il sommo scrittore: chi sei tu che nel bel mezzo di un dialogo inciampi nei miei pensieri.Non so dove vedi la mia rabbia.Cerca di capire ciò che scrivo.Sono certo del contrarioi.Abbi almenio la compiacenza e la correttezza di dire quali sono le mie parole che esprimono rabbia, forse le confondi con quelle della tua amica Daniela(rileggirti la sua chiusa nell’ultimo post).Forse potrai capire cos’ è l’arroganza, la supponenza e la presunta superiorità femminile.
Ecco, appunto. Addio. MC
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Bellissimo articolo.
Mai come ora c’è stato bisogni di un stato fortemente laico. I turchi ci insegnino come si fa a chiederlo!
Assurdo confondere la religione con la spiritualità. L’una è una debole risposta all’esigenza della seconda.
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Sono l’autrice dell’articolo. Sono atea, sono serena e in pace con me stessa. Per chi fosse interessato a conoscere come la penso nello specifico, linko questa mia risposta ad un cattolico che non era d’accordo con me: http://lauraetlory.splinder.com/post/12388674#comment-33516808. Un saluto a tutti e una comunicazione a Luigi: MC è MenteCritica, il padrone di casa.
Laura Costantini
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Quoto in pieno Vortex.
Complimenti a Daniela, non c’è molto altro da aggiungere…
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Ops, pardon… Ho fatto confusione: i complimenti sono per Laura Costantini! Mi cospargo il capo di cenere mentre vado a prendere il cilicio…
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Cilicio?… Non so per chi mi hai presa, comunque diamo a Laura quel che è di Laura, naturalmente, ma, nel limite dei commenti, non credo di aver scritto delle boiate nemmeno io…
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Oh, che cazzo, i troll si sono specializzati in linguaggi forbiti? Ma andassero a cagare
@daniela, in ultima analisi, sono d’accordo con te. Bisogna lottare, ma lottare, per la miseria, nel quotidiano
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@Daniela
Tutta colpa mia, ho “soltanto” confuso due autrici (te e Laura) ma giustamente diamo a Laura quel che è di Laura!
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Cara Laura,
il tuo articolo è accattivante, solleva un problema secolare, ma forse c’è un piccolo errore che, secondo me, non tieni presente.
La spiegazione te la dai tu all’inizio del tuo articolo: la religione, in quanto “insieme di norme codificate” - e quindi intesa come Chiesa -, non ha nulla a che vedere con la religione intesa come spiritualità. Prima di dire di essere “ateo”, cioè di non provare fede per nessun tipo di divinità, io desidererei conoscere profondamente una religione. E questo non lo posso fare attraverso l’esegesi che ogni prete fa la domenica mattina del Vangelo o della Bibbia, il quale ritengo che sia uno dei più grandi trattati di filosofia, ma dovrei mettermi lì e fare la mia lettura critica della parola di Dio, o anche di quella di Allah nel Corano. Soltanto così metterei alla prova la mia fede. Il Papa lo ritengo solo come il Capo della Chiesa cattolica e del Vaticano, e in quanto tale non può dire a me cosa devo fare e come devo comportarmi. Per questo c’è una Costituzione. Se poi il politico si pone come paladino della religione basterebbe non ascoltarlo, perchè sappiamo che da millenni i politici si contendono i voti della Chiesa. Fa parte di uno sporco gioco che esiste da una vita e mezza. Già il sommo Poeta Dante provò a trovare una soluzione al problema, con la sua teoria dei due soli, secondo la quale, in parole povere, il Papa avrebbe dovuto occuparsi solo degli affari ecclesiastici, l’imperatore solo di quelli politici, senza intromissioni dell’uno nel campo dell’altro. Per quanto riguarda la laicità dello Stato è vero, l’Italia è Stato laico. Ma dalla nascita, a partire dal Battesimo, ci vengono inculcati insegnamenti tipici non della religione, ma della Chiesa cattolica: vai al catechismo, fai la Comunione, confessati ogni sabato, fai la Cresima. E’ a questo punto che arriviamo a confondere la Chiesa con valori prettamente religiosi, come la generosità, la voglia di aiutare gli altri, la fiducia nel prossimo. E allora ci ribelliamo. Perchè qualcosa che ti senti costretto a fare alla fine ti conduce alla ribellione. Questione di mentalità. Nella storia, esistono permanenze e cambiamenti. La religione - chiesa è sempre stata una permanenza. La mentalità a cambiare ci mette secoli. Nei secoli. Amen.
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senza entrare nella diatriba di moda oggi tra “papisti” e “antipapisti” desidero rilanciare la domanda fatta più sopra: può un ateo credere nello spirito?
Ora, secondo me, in qualunque accezione prendiamo la parola, sia che la intendiamo come principio immateriale attivo o sinonimo di anima o manifestazione della divinità o essenza autonoma separata dal corpo o finanche nel significato di fantasma, non è certamente possibile per un ateo, che logicamente trova solo nelle leggi deterministiche della natura la sua realtà (tanto di cappello), essere spirituale… l’ateo ha necessariamente solo un mondo, quello materiale… e definisce le idee di anima e di libertà un insieme vuoto e tutto ciò che trascende la natura pura illusione…
è per sfuggire a questo riduzionismo, a questo schiacciamento verso la materia, a questo automatismo organico che io credo in Dio, oltre naturalmente al fatto di ritenermi libero e passionato dalla soperchievole attività dell’Amore…
sennò diventa vera quella battuta che dice che molte persone oggi credono in Dio, e la restante parte crede invece a qualcosa di più grande
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Caro Rokkok, che c’è di male nella “materia”?
La trascendenza che, a tuo avviso, è necessaria contro ogni appiattimento provoca una distensione verticale per cui non sei più libero di pensare e pensarti in ogni momento diverso e distante.
L’Anima è una finzione molto sgradevole che ormai puzza di fiori di plastica e naftalina…
La Libertà è contraddittoria in sè e va analizzata non in senso assoluto che non esiste, ma in ogni caso specifico secondo strutture di ogni genere (economiche, sociali, politiche, culturali). L’Ateo non appiattisce ma “complica”
L’Amore ognuno lo vive e lo fa con chi cazzo gli pare senza il bisogno di una benedizione dall’alto…
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@temple
perché è proprio la materia che ci salva…
lo so, è dura essere atei… ammettere che, una volta escluso definitivamente il soprannaturale, siamo totalmente soggetti alle leggi della materia, nella quale non trovo niente di male, anzi me l’abbraccerei…
la libertà è un’idea quindi non si può toccare… vediamo meccanismi in ogni cosa, la natura regola e controlla tutto, ma noi umani ascoltiamo il comando che ci impone di svincolarci dalle sue leggi in vista di una legge che la “trascende”… e questo non è tutto, perché accanto ad essa compare e s’impone l’Amore, sopratutto nell’aspetto della conservazione della specie ch’è la sua caratteristica “quantitativa” …
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rokkok: la libertà è un’idea quindi non si può toccare…
Perdonami ma non ho capito…perchè le idde non si potrebbero toccare? forse perchè le oidee (in questo senso) non esistono?
comunque spero che almeno la “trascendenza” ti dia un po’ di serenità…perchè quella agli atei veri manca…
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in un certo senso sì, essendo un’idea… come gli universali, come i concetti astratti, come il concetto di “chimera”… solo che la libeertà non è regolata come in questo caso dall’intelletto, ma dalla ragione… non possiamo dimostrare l’esistenza rapportandolo ad un caso specifico, non è attingibile appieno dal nostro intelletto, tuttavia sappiamo che essa esiste perché a volte capita di determinarci prescindendo da ogni legge di natura e allora sotto questa prescissione si obbedisce al solo comando che impone la moralità: essere liberi!
la serenità è lo scioglimento delle forze interne in tensione, la riduzione delle loro componenti a zero… essere sempre sereni però può anche significare dabbenaggine…
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A proposito di intromissioni:
può darsi che il Papa regni, di sicuro la UE (Unione Europea) e la BCE (Banca
Centrale Europea) governano.
Del primo posso anche “fregarmene”, delle altre due no.
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