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L’Intromissione

28 maggio, 2007 di Laura Costantini  
Archiviato in Democrazia e Diritti, Oltre il Confine



juliusii.jpgLa doverosa premessa è che, dopo varie vicende e una lunga riflessione, sono giunta alla condizione di un totale ateismo, inteso nell’accezione vera del termine greco cioè a=senza e teos=dio. Questo non significa negare a me stessa la spiritualità, anzi. La religione, intesa come insieme di norme codificate, ha pochissimo a che vedere con la spiritualità, a mio parere. E un Papa che si abbiglia esattamente come Giulio II, con tanto di camauro in testa e mantellina di velluto porpora bordato di ermellino, rimanda ad una concezione della Chiesa come centro di potere, come stato belligerante, come ambizione di comando.

Questa lunga e noiosa premessa per dire che non ne posso più dell’assurda, ingiustificata e inaccettabile intromissione dei vertici di uno Stato altro rispetto alla Repubblica Italiana nelle faccende interne, nella gestione della politica, nella manipolazione dell’informazione. Esiste al mondo, secondo voi, un altro paese dove uno dei principali notiziari televisivi, sulla rete ammiraglia della televisione di stato, nell’orario di massima fruizione, quando le famiglie si riuniscono per cenare davanti all’altare del 29 pollici, sia monopolizzato dalle dichiarazioni/raccomandazioni/ordini di un signore tedesco vestito come il più belligerante dei Papi dell’antichità? Se Bush o la Merkele o Zapatero si permettessero di apparire sui nostri schermi e di dire ai nostri politici, per scarsi che possano essere, come devono prendere le loro decisioni, noi accetteremmo passivamente questa ingerenza? E non mi si venga a dire che il nostro stato ha una matrice cattolica. Se esiste al mondo uno stato a matrice religiosa, quello è Israele, eppure neanche lì, nella patria del sedicente popolo eletto, esiste un rabbino capo che tutti i santi giorni della settimana si appalesa sulla principale rete nazionale e conciona sul come, quanto, perché e con chi si deve fare sesso; su quando e come si ha diritto di morire; su quando e come si ha il dovere di nascere; su chi si deve votare e perché; su quali leggi si devono approvare e quali si devono respingere al mittente.

libri_ratzinger.jpgQualcuno ha detto che un restringimento dei freni, un ritorno alla dottrina cattolica più retriva, addirittura alla Messa in latino, sia la strada per combattere l’influenza islamica che preme alle porte, insieme alle ondate migratorie. Ci si deve opporre al più assurdo dei fanatismi diventando dei fanatici a nostra volta? Una pacifica e fruttuosa convivenza con gli altri può passare attraverso il cilicio, le processioni di flagellanti, l’osservazione del digiuno del Venerdì, l’affluenza in massa alla funzione domenicale? La spiritualità è dunque solo questo: una serie infinita di regole senza logica, senza spiegazione, senza altra utilità che farci credere forti nella fede da popoli che nella visione distorta della parola tramandata come dettata da un dio hanno trovato una ragione di vita? Io non ci sto e non ne posso più dell’intromissione assurda, ingiustificata e inaccettabile di Joseph Ratzinger non nelle nostre vite (siamo liberi di non ascoltarlo o alme no io lo sono) ma nel potere legislativo di uno stato sovrano!

di Laura Costantini

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Laura Costantini
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Comments

44 Risposte a “L’Intromissione”
  1. fully53 scrive:

    Anch’io, nonostante non sia ateo, trovo insopportabile che i telegiornali dedichino tanto spazio alle dichiarazioni dei vertici ecclesiastici o ai viaggi apostolici del Papa.
    Ma non vorrei che si confondesse il dito con la Luna: io la colpa non la do al Papa, la do a chi gli dà tanto spazio. Così come la possibilità della Chiesa di influenzare la politica italiana non mi sembra sia da addebitare principalmente alla Chiesa, bensì ai politici che non sanno esserne indipendenti per timore di perdere una parte del consenso.

  2. temple scrive:

    concordo pienamnete con fully53.
    Il problema non è tanto che il Papa o Bagnasco parlino e si interroghino su determinate questioni (ognuno è libero di farlo e parlare con chi vuole).
    Il problema sono appunto i media che danno sempre risalto e risonanza ad ogni intervento e ogni affermazione (ogni giorno al tg: il Papa ha parlato della famiglia etc. etc., vabbè basta…abbiamo capito).

    La classe politica poi è la grande vergogna italiana, con la prima repubblica era morta la DC e ora ne abbiamo addirittura 2: una di destra e una di sinistra.
    C’è chi dice che ogni partito ha paura di perdere parte del proprio elettorato se fa affermazioni “contro” la Chiesa. Io credo che questa paura forse è vera ma quand’è che ci libereremo dal fardello ecclesiastico? Quand’è che si deciderà pienamente per la laicità?
    Follini (vado a memoria) ha affermato che il Partito Democratico (follia di Fassino) è come una democrazia cristiana che tende a sinistra…

    Che la seconda repubblica stia riuscendo ad essere peggiore della prima?

  3. Loreanne scrive:

    Io proporrei un canale televiso ad hoc, per le informazioni della Chiesa, i loro precetti, le preghiere e quant’altro… lasciando libere le reti nazionali.
    :-) ))

  4. gda scrive:

    Concordo con Fully e temple!

    In quanto a Bush che si “affaccia” e dice ad un nostro politico cosa fare…
    mmm….

    Ciao Luna

  5. E’ vero, la classe politica non riesce a rendersi indipendente dalla Chiesa per paura di perdere i consensi. Ma in un mondo che si nutre di sondaggi, non potrebbero farsi un giretto, anche solo in Rete, per capire che molta gente ne ha piene le tasche di sentirsi dire da un papa come deve comportarsi nella vita? Io credo sia ora di prendere atto che la maggioranza (o comunque una sostanziosa minoranza) della popolazione italiana si è distaccata dalla religione e continua a dirsi cattolica solo per il gusto della prima comunione, del matrimonio faraonico, dei pranzi con i parenti. Mi metto nel gruppo, perché quando mi sono sposata ho voluto farlo in chiesa, sebbene avessi ben chiaro che di ciò che diceva il sacerdote non condividevo praticamente niente. A mia discolpa il fatto che ero giovane e non mi ero ancora ben chiarita con me stessa. Oggi l’ho fatto, mi sono separata ed ho chiuso i rapporti con la religione istituzionalizzata. La mia spiritualità me la vivo nel privato, secondo la mia personalissima coscienza. Sono in molti a farlo e quei molti non votano seguendo le direttive di Bagnasco.
    Laura

  6. mstatus scrive:

    Ideali politici? Io non ne vedo, in maggioranza la politica pensa solo alla sedia, e per restarci seduta sopra con relativi benefici attinge dal serbatoio di voti cattolico, dato che le statistiche lo danno come minimo al 87,5%.

    Bertinotti? Ateo pentito:ora che è vecchio corre a piagnucolare dal Papa e implora il perdono della divinità, e per farsi perdonare meglio, e prima, vuole pure la stanza di meditazione e contemplazione in parlamento (tra l’altro da farsi anche con i miei soldi).

    Più che altro dovremmo liberarci dei preti mancati e delle loro relative facce da (censored) [prete mancato ] che attualmente rivestono cariche pubbliche: se vogliono fare i preti (anche se mancati), se ne vadano in seminario, o vadano a far politica in Vaticano dal Sovrano almeno se li paga lui (il Sovrano), e non spaccano le palle qua. Di mortadelle ed altri affettati vari baciapile ne ho le scatole piene, come del resto di tanti altri pubblici concubini (per la loro CCAR), che aprono la bocca solo per dar aria alle tonsille!

    Proposta: la Chiesa estenda la procedura del cartellino “segna assenze messa”, di cui ho avuto segnalazione per una località italiana. Dopo 4 assenze (si può concordare il numero) cartellino rosso, fedele cacciato con menzione ed annotazione nel registro dei battesimi…. così almeno si bonificano le statistiche, senza spendere neppure i soldi della raccomandata! Poi se alla fine risulta soltanto un 5% di aderenti all’associazione religiosa denominata CCAR anche la politca ne terrà conto, e forse con si gennufletterà più tanto. Ma cui prodest? Meglio lasciare tutto così?

    Per non essere accusati di diffondere notizie tendenziose l’osservazione del digiuno del Venerdì, è l’astensione dalle carni il digiuno va rispettato solo due volte all’anno, di cui uno variabile a seconda che venga applicato il rito Ambrosiano (Milano) o Romano, ed uno fisso (Venerdì Santo). Ha, inoltre, una precisa regolamentazione dei soggetti a cui si applica, con l’indicazione dell’età minima e massima.

    Saluti
    Mstatus

    Nota: “genuflessione della politica” … è un concetto del Prof. Leopoldo Elia (costituzionalista e cattolico di chiara fama), io l’ho soltanto strumentalizzata! Non occorre che me la contestiate come al solito…

  7. rokkok scrive:

    senza entrare nel merito dell’intromissione delle gerarchie ecclesiastiche nei nostri bei media (che questa fuffa è diventata pappa buona per ogni stagione) chiedo solo com’è possibile, se è possibile, credere nello spirito, essere “spirituali” senza credere in Dio…
    possibile che che è veramente difficilissimo incontrare un vero ateo?

  8. mstatus scrive:

    @Rokkok: è una domanda che mi sto ponendo anche io da qualche tempo… se è possibile incontrare un vero ateo! Ho incontrato tanti atei che sono poco atei (e poi magari chiedono perdono chinando il capo come vuole Galli sull’Avvenire), e credenti che sono poco credenti che vorrebbero essere quasi atei. Mah! Il sono solo un misero miscredente.

    E’ stata sufficiente la reazione alla mancanza delle esequie religiose per Welby…. Cattolici (CCAR) che gridavano allo scandalo, ed atei che non gli andava bene!

  9. temple scrive:

    rokkok: “possibile che che è veramente difficilissimo incontrare un vero ateo?”
    La spiritualità è una condizione normale di ogni uomo che tende a trascendere i limiti.
    La spiritualità, oggi, è una specie di “noia” e avolte un “vezzo”. Ad un certo punto ci riscopriamo tutti quanti un po’ spirituali per cercare di affermare un nostro possesso al di là di ogni alienazione.
    La spiritualità come un tesoro come qualcosa da tenere nascosto ma da affermare in ogni momento.
    L’ateo vero è quello che “uccidendo” Dio, uccide anche l’Uomo inteso come questo possesso originario. Non dimentichiamo che il Dio della religione cristiana è un dio-persona. Che sceglie, che ama, che ha volontà, non il dio-intelletto della religione greca. E’ una piacevole trasposizione del possesso dell’uomo che non riuscendo a trovare in sè pienamente queste istanze le ha “alienate” in Dio. Poi Dio “finalmente” è stato ucciso ma non è stata compiuta ancora l’assassinio dell’anima che, senza Dio, non ha senso. Lo Spirito invece è la commistione di umano e divino (doppia istanza fallace).
    Il vero ateo è quello senza Dio e senza anima (senza quell’istanza contraddittoria che chiamaimo uomo).
    Ma chi si assume la responsabilità nella vita senza credere in nulla?

    La spiritualità come narcotico, forse ma almeno in tal maniera si possiede una serenità che un vero ateo non avrà mai.

    L’ateismo come professione di libertà, forse. O come una dura costrizione al di là della legge, della norma, del bene e del male.

  10. mstatus scrive:

    @Temple: ho letto ora, infatti il termine più corretto sarebbe miscredente, altirmenti per ateo si intende quello che hai detto tu: ma io ne vedo molto pochi di atei.

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