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L’inizio dell’Universo e La Morte Termica

18 luglio, 2008 di Comandante Nebbia  
Archiviato in Accademia DFC



occhsi.jpgChe e’ un titolone che porterà su queste pagine vagonate di internauti, tanto che il provider di MenteCritica soccomberà sotto decine di miliardi di click e mi manderà i carabinieri a casa, che non sarebbe la prima volta, e loro mi tireranno giù dal letto alle cinque di mattina per portarmi in caserma a fare il pieno di acqua e sale e mi metteranno in guardina con un gruppo di carcerati con sei anni di astinenza.

Quando finalmente uscirò, dopo aver pagato quattro milioni di dollari di multa per il casino combinato, non potrò tornare a casa in bicicletta se prima non mi monteranno un seggiolino tipo neonato.

Ma gli impegni contratti con il mio pubblico vanno mantenuti. Eccoci, quindi, ad un’altra delle mie profonde lezioni di fisica (e voglio proprio vedere google come indicizza questo post)

genesi1.jpg

Nella Genesi, diciamoci la verità, l’argomento della Creazione, e’ un po’ arronzato. E’ chiaro che si punta sullo spettacolo con Dio che crea Terra, Luce, Acqua e Firmamento in uno scoppiettio di effetti speciali per poi passare rapidamente alla creazione di uomo e donna che un po’ di sesso ci vuole sempre, anche nei filmoni di azione.

Ma per chi non ama questo tipo di cinema le domande sono tante:

  • Quando è nato l’universo?
  • Come è nato l’universo?
  • Qualcuno ha creato l’universo?
  • Quando scade l’universo? (una cosa del tipo da consumarsi preferibilmente entro il: data illeggibile)

Coloro che amano questo genere di interrogativi saranno serviti di qui a poco. Chi non li ama può sempre mettersi in cerca del calendario di Melita Toniolo.

La prima cosa sulla quale indagare e’ se ci sia stato effettivamente un inizio. La cosa non e’ banale. La gran parte delle culture antiche aveva una visione circolare del tempo, che non prevedeva un inizio ed una fine, ma un’eterna successione di cicli. Anche i Greci, quelli antichi, non quelli che hanno vinto gli Europei che non c’entrano nulla, avevano una visione ciclica della storia ma, in pieno trip autoreferenziale, ritenevano la propria civiltà il culmine del ciclo.

Le cose cambiano con l’avvento della culture Giudaico-Cristiana che hanno la necessità di stabilire un concetto di Creazione per fissare nel tempo eventi quali l’Avvento, il Patto, l’Apocalisse. Dopo aver affermato il concetto di Creazione “ex nihilo la cosa non era così comoda da maneggiare. Cosa faceva Dio prima di creare l’Universo? E perché a un certo punto si è deciso a crearlo? E, soprattutto, interviene nelle importanti questioni quotidiane quali la il problema dei lavavetri ai semafori? Ma rimandiamo la discussione su Deismo e Teismo per passare all’elegante risposta che ci viene da S. Agostino che affermò che “Dio ha creato l’Universo con il tempo e non nel tempo“. In pratica che cosa facesse Dio prima della Creazione non e’ oggetto del contendere in quanto il tempo non esisteva e quindi non c’era un prima o un durante. L’eleganza della risposta e’ tale che mi verrebbe comodo un S. Agostino anche la domenica pomeriggio, quando piove e in televisione da una parte c’è buona domenica e dall’altra domenica in e tu sai che domani dovrai tornare in quel cacchio di ufficio e nel frattempo è già notte e vorresti che tutto, tempo compreso, scomparisse in un lampo di fiamma ed è subito sera.

escher-scale.jpg

Ma per andare oltre, perché noi nel tempo ci siamo, passiamo all’aspetto scientifico della cosa. Per la scienza, obbligata a dare una spiegazione coerente e verificabile delle fenomenologia, non era possibile rifugiarsi in un elegante escamotage alla S. Agostino e l’inizio delle cose e la formazione dell’universo rappresentano un momento di imbarazzo perché ammettere che ci sia stato un inizio vuol dire pensare che ci sia stato un primo motore ad attivare il fenomeno e non era possibile ricorrere ad un’entità misteriosa per tracciare una teoria scientifica se non si vuole incorrere in una implicita contraddizione.

Così gli scienziati hanno ripescato la visione circolare del tempo di cui sopra ed hanno iniziato a ragionare in termini di cicli.

A questo punto della discussione anche io mi sono un po’ rotto le balle, ma siamo quasi alla fine e chi arriverà fino in fondo potrebbe non avere a pentirsene.

Prima di tutto si deve capire se l’Universo è eterno. Se lo fosse si creerebbero un paio di paradossi interessanti. Prima di tutto (paradosso di Olbers). La notte non ci sarebbe più buio. Supponendo che l’universo esista da sempre,e che sia invariante ed isotropo, la luce di tutte le stelle dovrebbe aver ormai raggiunto la terra e, durante la notte, il cielo dovrebbe essere illuminato e non scuro. Poi, l’eternità e l’immutabilità dell’universo, mettono in crisi anche la legge di Newton, perché, alla lunga, la gravita’ dovrebbe far collassare tutti i corpi in un’unica grande massa.

Il problema e’ che non tutte le leggi fisiche sono simmetriche. Nel senso che non tutte sono applicabili in qualsiasi direzione del tempo. La seconda legge della termodinamica, per esempio, dice che non c’è trasferimento spontaneo di calore dai corpi freddi a quelli caldi, mentre da quelli caldi a quelli freddi sì.

La prima cosa su cui riflettere e’ che per dire una stronzata così banale sia stato addirittura necessario scrivere LA SECONDA LEGGE DELLA TERMODINAMICA. La seconda, invece, e’ che, siccome la legge non e’ reversibile, il tempo ha una direzione e non torna indietro. Avevate pensato a tutto questo quando la fortunata di turno vi piazzava i suoi piedini da fatina, freddi come ghiaccioli, tra i vostri? Secondo me no. Eppure questo ci fa capire che se l’universo e’ limitato nel passato, lo e’ anche nel futuro, nel senso che va verso quella che, pur non avendo niente a che fare con l’assideramento, si definisce una “morte termica“. Quindi coloro che stanno uccidendo, stuprando e imbrogliando per guadagnare come porci, sappiano che non serve a niente perché tra poco, grazie al costante aumento dell’entropia, tutto finirà, ed era pure ora.

2nd-big-bang.jpg

A questo va aggiunta la constatazione, confermata dall’osservazione, che l’universo va espandendosi. La teoria che quelli che hanno studiato astrofisica alla scuola Radio Elettra chiamano del “Big Bang“. Per farla veramente breve si suppone che, all’inizio del ciclo, l’universo fosse ammassato in un unico punto di singolarità dove le leggi della fisica non avevano alcun valore. Quello che e’ interessante di questa teoria e’ che non bisogna immaginare questo punto come una specie di pisello molto duro e compatto (le signore sono pregate di non fraintendere) immerso nel nulla. Il pisello, in realtà contiene tutto, perché, materia ed energia, spazio e tempo, sono la stessa cosa vista da diversi punti di vista. Se non esiste lo spazio, non esiste il tempo e viceversa. Quindi, più che a un pisello nella minestra, dobbiamo pensare ad una specie di bocciolo di fiore, che, chiuso su se stesso, contiene il tutto e lentamente si apre.

Quindi non sono le stelle ad allontanarsi nell’universo, ma lo spazio stesso ad espandersi. E’ come se, man mano le cose si ingrandiscano, comprese le distanze. Friedmann completo’ la teoria applicando le equazioni di Einstein alla teoria del punto di singolarità, e concludendo che alla fase di espansione ne segue una di contrazione, fino a quando tutto l’universo non collassa di nuovo in un altro punto di singolarità (Big Crunch, per completare la formazione alla Radio Elettra).

In questo modo si mette d’accordo un po’ tutti. S. Agostino è felice perché in questo modo affermiamo che il tempo nasce con l’universo, i popoli antichi con il loro concetto di universo ciclico e gli scienziati con una teoria che non ha bisogno di Dio per funzionare. Rimangono fuori i Greci ed la loro convinzione di essere l’apice del ciclo ma, credo, che se ne possano anche andare riccamente a fanculo.

Sono stanco e quindi vi risparmio Tolman e la sua teoria sull’universo oscillante che vi prego di andarvi a studiare su wikipedia anche se lì sono molto più seriosi di me.

Rimane da chiedersi perché accada tutto questo. Se è Dio ad aver avviato il meccanismo e cosa lo regoli, visto che le leggi della fisica, insieme alla fisica, allo spazio, al tempo ed i soldi che avete razzolato con tanta ansia, scompaiono quando tutto collassa nel punto di singolarità. Come c’entra Dio in tutto questo, lo vedremo prossimamente, giusto per incoraggiarvi a tornare. Per il momento vi invito a fare un piccolo esperimento.

hand_shadow.jpgProvate a mettere la vostra mano di taglio sotto una luce che viene dall’alto. Se sotto la mano c’è la superficie di un tavolo, che non l’ho detto che ci voleva prima, lo so ma non fate i puntigliosi, vedrete proiettarsi sul tavolo un’ombra di forma sottile ed allungata. Ora, se ruotate lentamente la mano, l’ombra si espande fino a diventare larga come il palmo. Se avete le braccia di tiramolla e continuate a ruotare la mano, osserverete che l’ombra larga ridiventa oblunga e cosi’ via.
Per i poveretti che vivono sul tavolo il fenomeno e’ difficile da comprendere perché vivono schiacciati in un mondo a due dimensioni. Per voi che, invece, state li a girare la mano come i cazzoni, le cose sono molto più chiare perché vedete il fenomeno in un universo a tre dimensioni. L’ombra e’ solo la proiezione in due dimensioni di un fenomeno che, in realtà, si sta svolgendo in tre dimensioni. Chiaro no?

Bene se e’ chiaro sono contento, se non lo e’ andate a farvi un giro qui.

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Comandante Nebbia
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Comments

69 Risposte a “L’inizio dell’Universo e La Morte Termica”
  1. Emanuele scrive:

    ahhh..che nostalgia l’accademia..me li leggo sempre con piacere e un po di malinconia

  2. Miguel Pena scrive:

    8O Ho accesso la lampada di scrittorio e mi sono messo a fare lo sperimento, dopo un po mi sono sentito Dio ;)

  3. Juan scrive:

    “Anche i Greci, quelli antichi, non quelli che hanno vinto gli Europei che non c’entrano nulla”

    Questa mi sembra di averla già letta, deja vu (lu)? Universo a cicli? Plagio?

    Per il resto: clap clap clap.

  4. roberto scrive:

    A parte statica e dinamica dei fluidi, di fisica capisco poco e nulla.
    ricordo che all’esame (ripetuto più volte) la prima domanda che veniva fatta a ciascun studente e che sarebbe valsa la promozione immediata con 30 e lode recitava “cos’è l’energia”.
    Domanda a cui nessuno del mio corso è riuscito a dare risposta soddisfacente benchè ci fosse gente che arrivava all’esame preparato (o meglio supponeva di esserlo) su questo specifico quesito.
    Leggenda narra che uno studente sia riuscito pochi anni fa a rispondere e che ciò abbia indotto il professore ad andare in pensione.
    Che io sia una capra ignorante è fuori discussione, ma tanti miei compagni sono persone preparatissime come è possibile che non riuscissero a rispondere ad una domanda così, apparentemente, banale?

  5. MenteCritica scrive:

    Perché l’energia può essere definita in molti modi. Forse il trucco, come sempre, era trovare quello che piaceva al professore.

  6. nino scrive:

    clap clap clap.. ottimo post :-)

  7. roberto scrive:

    ma è possibile che nessuno sia riuscito a trovare quella gradita al professore?
    le definizioni “da libro” non venivano neanche prese in considerazione dal candidato di turno.

  8. MenteCritica scrive:

    forse gli sarebbe piaciuta questa: “è materia molto, ma molto veloce:-)
    Imprecisa, ma d’effetto.

  9. roberto scrive:

    Decisamente d’effetto, sull’imprecisione mi fido.
    Tuttavia avrebbe sottoposto lo sventurato studente a subire una dimostrazione pratica sulla velocità della luce.

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