L’ingiustizia maschilista nei fumetti 13


Questo testo potrebbe avere contenuti indesiderati per il pubblico maschile.

Ciao a tutti e a tutte! Questo testo parlerà dei fumetti. Per essere più precisi, l’ingiustizia nei fumetti. Cosa intendo per ingiustizia? Semplice, i fumetti sono troppo maschilisti!

Ad esempio…
⁃ Le donne indossano sempre le gonne. SEMPRE. Ma dai! Nella realtà le donne indossano più i pantaloni che le gonne! Io ODIO le gonne. Sinceramente non capisco perché le donne dovrebbero indossare la gonna. Forse per essere più carine? Non credo, perché i pantaloni sono molto più comodi e belli, a parere mio!
⁃ Non so se qualcuno conosce il “Club Dei Miliardari” di Paperon de Paperoni. Beh, il fatto è che lì sono tutti maschi. TUTTI. Insomma, esisteranno anche le miliardarie?! E non solo nel Club Dei Miliardari: anche per strada sono tutti maschi. I personaggi dei fumetti in generale sono maschi. Minni e Paperina sono più dei personaggi secondari, che non hanno molta importanza, appaiono raramente nelle storie. Cosa ha Paperino in più di Paperina?? E Cosa ha Topolino in più di Minni??
⁃ Infine… La cosa peggiore di tutte. Un giorno Pippo si alza la mattina e dice: “Minni, preparami la colazione, che ho fame”. Ma preparatela tu la colazione! Le donne non sono certo le servette degli uomini! Forse vuoi dirmi che non sai cucinare, caro il mio Pippo? Affari tuoi, vai a mangiare al bar, ma non dovrà mai essere Minni a prepararti la colazione. Oppure sei ancora un bambino piccolo? Davvero in tutti gli anni della tua vita non hai mai imparato a cucinare?
Io credo di aver concluso. Ma di sicuro ci sono ancora un sacco di cose maschiliste che si nascondono nei fumetti di tutto il mondo. Se avete dei fumetti con storie del genere, allora fatemelo sapere. Magari un giorno riusciremo a debellare questa ingiustizia!


Informazioni su Sofia Ombra

Vorrei scrivere qualcosa sul grande vuoto che sento dentro di me, ma non so cosa scrivere perché è una cosa troppo grande. Forse ho bisogno di un po' di tempo.

13 commenti su “L’ingiustizia maschilista nei fumetti

  • Stefano Moser

    Ma brava! Un pensiero critico che ti fa onore, Sofia una posizione scomoda in un mondo strutturalmente maschilista e patriarcale. Si deve lavorare ancora molto e tanto lo dovrete fare voi quando nel ruolo di madri e compagne dovrete educare noi maschietti al rispetto di genere. Un sincero abbraccio

  • Giuliano Pellizzari

    D’accordo su tutto! È pure vero che esistono anche fumetti che hanno combattuto questi luoghi comuni, per dirne uno penso alla Stefi di Grazia Nidasio che leggevo e adoravo da bambino, pur essendo io maschio… Lo conosci?

  • Gina

    Ciao S. ma che brava che sei a scrivere e profonda!
    Hai proprio ragione, dici bene.
    Ricordo che in 5a elementare feci un’osservazione come la tua, parlo di molti anni fa, e la maestra ne fu sorpresa e compiaciuta…
    Non sapeva che vivevo sulla mia pelle la diversità nei doveri e nei permessi tra me e i miei fratelli, che lotte!
    Però, una volta sposata, ho preparato moltissime volte la colazione, e nn solo, per chi amavo e, devo confessarti, è ed è stato sempre un piacere, perchè fatto con Amore, gratuitamente.
    Ciao S., buona vita e a presto! Un abbraccio!

  • Rosaria

    Carissima…questa è la situazione…fumetti,fiabe,vita vera.Spetta a noi donne capire che la gonna è un indumento come i pantaloni.

  • cyranaforever

    cara Sofia, il mondo attuale E’ ANCORA maschilista. Quei fumetti sono americani, popolo solo apparentemente meno maschilista del nostro, ma almeno loro hanno donne con gli attributi che spesso li “mettono sotto” (adesso anche noi :-), ma quando si tratta di business, le strade sono tutte in salita ed alcune ancora precluse. Da noi è anche peggio, te lo dice una che ha fondato e portato avanti una società per decenni e quante volte, pur offrendo un alto profilo qualitativo e prezzi giusti, oltre ad esperienza specifica in quel settore, mi è stato preferito un concorrente con profilo qualitativo molto più basso, zero esperienza nel settore da trattare, solo perché maschio. L’unica soddisfazione è che il cretino che aveva operato la scelta ottusa si beccava un bel flop. Avevo pensato di pubblicare sul blog che condivido con la mia mamma dei post del mio primo blog che potrebbero servirti, ma penso che oltre a quelle pubblicherò quelli del blog CIAOMASCHIO, collettivo e scritto solo da donne: sceglierò i più divertenti per te.

  • Emilio

    Cara Sofia Ombra, quando avevo la tua età, più o meno, iniziando le scuole medie mi venne assegnato il libro, amatissimo, di Applicazioni Tecniche. Era la fine degli anni ’60 del secolo scorso, nell’Italia democratica e protetta dalla Costituzione. Ti faccio questo discorso seriosetto ma sento in te tanta maturità. Ebbene nella pagina di prefazione c’era scritto: “Questo volume è dedicato agli alunni maschi per dare loro i rudimenti delle arti manuali mentre le alunne sono per loro natura più portate alle attività domestiche…”. Allora le classi erano divise tra maschi e femmine e non so cosa fosse scritto sul “loro” libro… Quel libro l’ho ancora e lo custodisco con affetto per le cose eccitanti che insegnava a fare. Divenuto padre, appena possibile ho insegnato alla mia figlioletta (e al mio figlioletto) come usare un trapano & altrecose… Molto è cambiato, molto potrà cambiare…dipende da voi e da noi…

  • AntMem

    La giovane figlia del Comandante a cui è toccato portare uno zainetto pesante, in proporzione, almeno quanto quello del padre.
    E lo porta con coraggio, orgoglio ed intelligenza.
    Il sangue ed il DNA non si smentiscono mai.

  • Antonello Puggioni

    Cara Soffia, ho solo suggerimenti di lettura: Persepolis, un bellissimo romanzo a fumetti dell’iraniana Marjane Satrapi
    Poi, quando sarai un pochino più grande, Mafalda di Quino. Un’autentica castigatrice di ingiustizie!

  • Rossano

    – Mi spiace che odi le gonne. Io odio le cravatte e non capisco perché debba indossare un oggetto inutile. Forse per essere più carino? O forse perché è qui che usi e costumi ci hanno condotto.

    – Pippo non dice: “Minni, preparami la colazione, che ho fame”, dice invece: “Minni! Prepari la colazione? Che ho fame” .
    Pippo non ordina la colazione per sé, la chiede, è diverso; per altro motivando (educatamente, secondo me) la sua necessità come conseguenza dell’esercizio fisico.

    Va detto inoltre che lo sceneggiatore ha solo due scelte: far indirizzare la richiesta ad un maschio o ad una femmina. Se volessimo attaccare ogni cosa che assume le sembianze di maschilismo, in maniera ostinata, le femmine non potrebbero più fare nulla di tutto ciò che viene chiesto loro da un maschio. Non so, vedo nel condividere il cibo un atto d’amore, più che un pretesto per litigare.

    Forse c’era ironia, spero mi perdonerai se non l’ho colta.

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