L’Indignazione di Gregge 14


Su questa pagina non ho tette da mostrare e non posto la foto del caffè con la schiuma a cuoricino ogni mattina. Non parlo di calcio, di ricette, di gossip, non metto foto di modelli con mutande strettissime e sessi ipertrofici, non condivido foto di cani abbandonati e non faccio il mercatino dell’usato.
Su questa pagina non pretendo di essere obiettivo, sono chiaramente di parte: la parte che rappresento è la mia perché sono una carogna e quando inizio a convincermi che un partito politico stia facendo bene, cerco tutti i motivi per dirne male. E questo perché se tutti la pensiamo allo stesso modo, ci restano solo le tette, i cani abbandonati, i modelli col pescione e il caffè con la schiumetta a forma di cuore.

Ho combattuto il partito democratico dalla sua nascita, nel 2007, quando Di Maio faceva ancora la collezione delle figurine e Salvini partecipava ai giochi in tv. La lotta è continuata feroce, segretario dopo segretario, evidenziando l’orribile macchina di corruzione e degenerazione intellettuale che è diventato questo partito nel quale sono rimaste impigliate e frodate milioni di persone per bene.
Ho esplicitamente fatto campagna elettorale per il M5S quando si è presentato per la prima volta alle politiche. Dopo il successo sono stato molto critico e l’ho detto pubblicamente. Alle ultime elezioni non ho votato. Avevo altro per la testa, ma se avessi votato avrei votato M5S.

Ora, veniamo al dunque. Se siete qui, vista la premessa, non è per i modelli in mutande o per il caffè, ma per leggere qualcosa di diverso. E io ve lo scrivo.

Non è concepibile gestire una concessione nel modo in cui si sta facendo adesso con Autostrade per l’Italia. Se un esecutivo ritiene che ci siano state delle irregolarità nella concessione o nel suo rinnovo, istruisce un’indagine rapida, trova le prove, punisce i colpevoli e revoca la concessione.

Se si intende revocare una concessione perché il concessionario non ha fatto il suo dovere, questo non può stabilirlo unilateralmente una delle parti in causa. Questa decisione è in capo a un tribunale una volta che siano stati acclarati i fatti. Se il governo ritiene che la giustizia sia lenta e non ha tempo di attendere, allora io sono autorizzato a mettere mano alla pistola appena riterrò unilateralmente di aver subito un torto.

Non si prendono decisioni sull’onda della furia popolare. Di Maio non è Robespierre e Benetton non somiglia nemmeno lontanamente a Maria Antonietta.
E non è una questione morale, che della morale e dell’etica me ne fotto. È una questione meramente razionale.
Un paese che si fa la fama di stabilire patti economici e finanziari revocabili senza la decisione di una corte terza sull’onda dell’indignazione di gregge, è un paese dove io non investirei nemmeno mille delle vecchie lire.
Voi aprireste un’azienda in un paese che non vi garantisce un giudizio prima di togliervela? Io no.

È paradossale, ma fare la cosa giusta è più difficile quando si è forti. Se si abusa del sostegno dell'”indignazione di gregge” non si può costruire nulla. Solo distruggere. Questo perché la gente si indigna per cinque minuti, poi dimentica e nel frattempo questa nazione si secca come una pianta che non viene più annaffiata.


14 commenti su “L’Indignazione di Gregge

  • Emilio

    Sono d’accordo, infatti alle parole di Conte, Salvini e di Maio, pur essendo un sostenitore morale di questo governo, mi si sono raggricciate le palle. Ma per un ulteriore motivo cioè che oggi come oggi i grandi agglomerati economici possono dare talmente tanto filo da torcere agli stati che il popolo manco se lo sogna e nessuno lo avverte, il popolo.

    • fma

      Ma le palle ti si sono raggricciate perché il popolo ignora che i grandi agglomerati possono dare del filo da torcere agli stati (in punta di diritto), o perché gli stati sovrani non hanno il potere di disporre degli agglomerati come gli pare ?
      Perché se è la prima basterà informare il popolo, mentre se è la seconda bisognerà fare una legge che dice: si rende noto a tutti gli agglomerati economici che qui non abbiamo tempo da perdere, qui decide lo stato non la giustizia penale! Omissis!

      • emilio

        Mi si sono raggricciate per l’incauto parlare, prima di valutare il possibile, il probabile e l’impossibile. Comunque anche se faccio la figura del mona, non sono il solo nè in Italia nè in Europa che tema la firma di certi trattati capestro tra stati e potentati economici

          • fma

            E’ sufficiente non fare più alcun contratto, di nessun tipo, e procurarsi il sostentamento ciascuno con le proprie mani.
            Una cosetta da niente.

      • emilio

        Tu mi insegni, la risposta si chiama mediazione. Però, posso dire che sconcerta vedere che in Italia sembra sempre di essere in un episodio di Topolino: cambiano ruolo, addirittura epoca ma i personaggi sono sempre gli stessi. Nessuna delle personalità nominate in questi giorni a proposito di autostrade, Stato, politica e contatti è un nome nuovo. Topolino e Gambadilegno alle piramidi… Topolino e Gambadilegno e i tre moschettieri… ma sempre Topolino e Gambadilegno. Se non è casta o agglomerato di potere politico-economico cos’è? Libero Mercato? Mah…

        • fma

          Io invece ho l’impressione che ci siano parecchie persone che parlano all’unico scopo di solleticare il “popolo” nelle sue parti basse. Senza prendersi neppure la briga di verificare se accuse, promesse, minacce, sono sostenibili, in quali tempi, con quali mezzi.
          E tra queste persone, a rappresentare le Istituzioni, mi pare che ci siano moltissime facce nuove.

          • emilio

            Buongiorno, ho passato la domenica con un cruccio. Vedi, per abitudine leggo i pro e i contro e negli anni mi sono convinto che i contro il mainstream e l’establishment la raccontassero più giusta. Però, leggendo i tuoi scritti e quelli del Comandante a volte i dubbi mi vengono. Qui, tra me e te, è finita a ping pong se non sono irriverente: un loop di opinioni e contro opinioni, le mie più deboli. Allora ti chiedo: quindi la narrazione sul “Britannia”, sul piano deliberato (plausibile) di strategie di grande respiro di messa in difficoltà di economie al fine di favorire la svendita dei gioielli di famiglia, nomi e cognomi di liquidatori pubblici poi divenuti manager privati, magari anche operazioni del tutto regolari in punta di diritto ma dalle quali è legittimo difendersi (sempre in punta di diritto), l’avvento di giovani politici ancora animati da tensione ideale e dal parlare roboante ma tuttora nel sentiero della democrazia… tutto sbagliato? E una analisi di come mai gli stati nel dopoguerra e con le pezze al culo hanno costruito enormi patrimoni di beni pubblici e oggi, nel pieno della ricchezza avanzata e con il contributo delle nuove tecnologie, non riescono più a gestire e manutenere la “Ferrari” acquisita prima col duro lavoro? Puoi spiegare questo processo? I figli sono cresciuti e le spese di famiglia sono aumentate? ” Io invece ho l’impressione che ci siano parecchie persone che parlano all’unico scopo di solleticare il “popolo” nelle sue parti basse.” cit., beh, allora, nonostante tutti i soldi che avete speso per farci studiare adesso “dovrete” sbianchettare pagine e pagine di storia in cui il fulgido esempio della sollecitazione delle parti basse è stato tramandato come essenziale al progresso della democrazia.

          • fma

            “…l’avvento di giovani politici ancora animati da tensione ideale e dal parlare roboante ma tuttora nel sentiero della democrazia… tutto sbagliato? ”
            Pure i testimoni di Geova abbondano di tensione ideale e di parlare ispirato e tuttavia non sono credibili, se non per altri testimoni di Geova.
            Spesso la tensione ideale è un paludamento che ricopre il niente.

  • ansgarius

    E’ cosa moralmente triste, affermare ( dopo 40 anni di lavoro, per la maggior parte in enti pubblici), che in tali luoghi ogni reale capacità professionale viene annichilita. Direttori e dirigenti sono assunti “unicamente” per motivi clientelari e si circondano di sottoposti compiacenti. Le possibilità, che un “paracadutato” sia in grado di svolgere tecnicamente il ruolo che ricopre, sono matematicamente scarsissime.
    Ciò premesso, non vedo come questo nuovo governo potrebbe comportarsi in tali drammatici frangenti, essendo ad esso fieramente contrarie tutte le parti, che rischiano un nocumento e non potendo fidarsi di nessuno all’interno dello stesso apparato pubblico clientelare e incompetente. Mi ripeto. A tal punto è triste, ma necessario, rivolgersi alle competenze esterne, per poter continuare l’ordinaria amministrazione. Mi auguro, tuttavia, che questo possa essere solo un periodo di transizione.
    In passato, a fronte di eventi molto più gravi, venne istituita l’Arma dei Carabinieri, che sostituiva le guardie svizzere (talvolta passate al miglior offerente…).
    Ma si, via, la butto lì. Io vorrei un corpo di “Carabinieri Strutturalisti”, cui consegnare disegni e calcoli delle strutture.
    Un corpo di controllori “reali”, perché da tempo nessuno si sogna di controllare gli elaborati, che gli sono consegnati; anche perché in tali uffici “nessuno” in materia ci capisce alcunché.
    Un ultimo pensiero all’ing. Morandi. Non l’ho mai conosciuto, ma, da miserrimo strutturalista qual sono, lo abbraccio con compassione e spero che, di lassù, non possa percepire cosa è successo in questo mondo. Perché tutte le nostre opere sono, parimenti, nostri figli…

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