L’Importanza di Chiamarsi Gianalessio 38


Se ne fanno di schifezze in nome dell'”arte”. Lo pensavo ieri, passeggiando per le strade di questa graziosa cittadina austriaca nella cui università sono stato invitato per un progetto di ricerca finalizzato a bruciare un po’ di milioni della comunità europea. Graz è piccola, silenziosa, artificiale come tutte le cittadine austriache. Il suo museo dell’arte, invece, è il frutto degenerato di un architetto in overdose da acido lisergico. Pazienza. Tutto quel vetro e quell’acciaio sono destinati a durare poco. Per fortuna.

Certo che se ne fa di strada in cinque anni. Si passa dalla prua di una barca da regata in un golfo salso bruciato dalla luce e dal vento ai sentieri silenziosi di un bosco delle Dolomiti o al piazzale deserto di una piccola università dell’Est europeo.
Se ne fa di strada, specialmente se qualcuno con un punteruolo ti pizzica il culo per farti camminare con buona pace del professor Monti e del suo posto fisso.

Cinque anni, il dieci per cento della mia intera vita, un sesto di quella senziente (che fa un rispettabilissimo 16,666666666666666666666666666667% per la precisione). Cinque anni di scazzamenti, sgomitamenti, delusioni, immense felicità (uso il plurale per motivi stilistici, in realtà una), paure, preoccupazioni, mattinate piovose e confezioni di medicina per il cuore, la pressione e altre cose più oscure.

En passant, anche cinque anni di Mentecritica. Mentecritica curata sulla tastiera di improbabili cellulari (ci voleva ancora un po’ per gli smartphone), seduto sul cesso via wireless, sul treno, in ufficio, di notte, a letto (con il tanto vituperato Iphone di laboratorio), in quelli che vorrei chiamare i ritagli di tempo, ma che in realtà hanno assorbito ogni attimo non dedicato al dovere, compreso quello che in passato destinavo allo studio e alla lettura.

A proposito di Mentecritica, in cinque anni mi hanno accusato di tutto: di imbrogliare per scalare classifiche, di essere disposto a dare il sedere per un link, di applicare trucchi basati sulla fisica quantistica per entrare nella classifica di blogbabel, di aver tradito la fiducia degli “amici”, di essere fascista, di essere comunista, di essere un sostenitore della politica colonialista israeliana, di essere un terrorista palestinese, di essere un analfabeta (questa ci sta), di essere un mentecatto (questa pure), di volermi arricchire con la pubblicità (5 euro al mese circa, tutti in aliquota marginale).
Va bene, se uno si mette per strada deve aspettarsi di pestare merda e io ne ho pestata un bel po’, ma fa parte del gioco.

Comunque, come capita spesso, nessuno ha capito un granché perché non si è più abituati agli idealisti, a quei coglioni tutti di un pezzo che non strillano quando quello che scrivono lo scopiazzano comici rivoluzionari, giornalisti dell’espresso, del foglio, della televisione, che non si fanno la pipì addosso se il direttore del corriere della sera si offende per un loro articolo e che non si mettono il bottoncino del lutto per Steve Jobs. Vorrei dire che nessuno ha capito un granché, ma noblesse oblige perché la regola ineluttabile è sempre “non rispondere”, in qualsiasi caso.

Cinque anni di Mentecritica, il mio “progetto politico” che ha sicuramente raggiunto più gente dei giornali di Mastella e di Rutelli, ma senza beccarne i finanziamenti, il mio sito che è costretto a elemosinare i “mi piace” di facebook promettendo regalini come le merendine del mulino bianco, il posto dove, dopo tanto lavoro l’articolo più letto è “Il Pene di Rasputin” con tanto di foto della signorina che guarda ammirata quell’immenso cazzone galleggiare nella boccia della formalina.

Vabbé, è la stampa bellezza diceva Humprey Bogart nella scena di un vecchio film. Col cazzo, dico io, ma lasciamo perdere.
Un saluto ai compagni andati: il grandissimo Luca che mi manca maledettamente, il geniale Cristiano, il saggio Fulvio, il timido Vito, il misterioso Tusaichi, lo sfuggente Blicero. Un abbraccio a quelli che ci sono ancora: il mio commilitone Serpe, il mio fratellone Marco, il mio guardaspalle Salvatore, il mio poeta Emanuele, il mio compagno di cenette Davide, il mio amico segreto Silvio. Un grazie a chi si è unito per strada. Molta riconoscenza a chi mi permette di ripubblicare i suoi contenuti. Grazie a chi ha scritto per questo sito. Un abbraccio a chi ci legge silenziosamente o partecipa ai commenti.

Per onestà, io che ho mille nomi, vi devo confessare che io non mi chiamo dellefragilicose, kurt o comandante nebbia, ma nemmeno Gianalessio. E’ solo che so che voi volete vedere dietro queste righe una persona, è una cosa comprensibile, importante, ma io non sono disposto a darvela.

Contentiamoci tutti di quello che abbiamo, finché lo abbiamo.


38 commenti su “L’Importanza di Chiamarsi Gianalessio

  • Mariarosaria Tartaglia

    Mi hai fatto venire la voglia di darti un abbraccio… Posso?

  • qminchiaèstuled

    Auguri per i 5 anni di mc e che si possa fare altrettanto per i 10.
    Che tu sia Gianalessio o Kurt, piuttosto che Rigoberto o Fjalaar,cosa cambia? Si legge nel tempo libero condividendo(mica sempre)i pareri negli articoli dei vari partecipanti,va bene così,almeno per ora,almeno per me.

  • nikema

    Tanti auguri a MC ed a te Comandante, ne è valsa la pena. MC sarà forse una piccola sfumatura del pensiero, ma è la sfumatura in cui sento più di riconoscermi, pochi o tanti conta esserci.

  • Tnepd

    Ciao a DFC e auguri a MC, qui TNEPD.

    Replico pure io al pene di Rasputin.

    La stringa di ricerca Google che, negli ultimi due anni, ha portato più utenti su TNEPD è: Manuela Arcuri (anche nelle varianti: culo Arcuri, Manuela Arcuri nuda, lesbo Arcuri, etc.)

    Sul palato fino degli internauti ho scritto qualcosa in passato:

    http://www.tnepd.com/2011/welcome-to-internet-new-world-order-vs-tette

    http://www.tnepd.com/2011/e-ora

    E’ sempre un piacere leggere gli articoli di Mente Critica ed un onore, per me, esservi stato pubblicato e letto da un pubblico così attento.

    TNEPD

    • Comandante Nebbia

      Io devo confessare che non amo gli argomenti di cui tratti essendo, per formazione culturale, diffidente nei confronti di ipotesi che riguardano un controllo centralizzato delle cose.

      Ciò nonostante, il tuo approccio denota intelligenza, umorismo, probabilmente una complessità di pensiero inusuale per chi tende a semplificare la visione del mondo immaginando una sorta di cupola che lo governa.

      Diciamo che sei il primo su MC a parlare di queste cose, ma non certamente il primo a proporle.
      Grazie

  • settantasette

    Beh, dopo tanto tempo, un saluto (affettuoso e sincero) qui lo lascio volentieri.
    L.

    PS mentecritica con i pop-up collegati a facebook e twitter? Dio mio, sono davvero invecchiato velocemente, e l’eremitaggio digitale non aiuta…;)

    • Comandante Nebbia

      Dire che sono felice è poco.

      In quanto ai pop up, sto cercando di non fare la fine dell’Unione Sovietica.

      Il romitaggio non paga 🙂

      Manchi a tutti Luca. Cuori e teste come le hai tu non se ne fabbricano più. Un abbraccio
      l.

    • Emanuele

      Ciao seventy 😉
      finalmente Wannabe Sex Doll passa in seconda posizione.
      Era ora

      • Comandante Nebbia

        Se riprende a scrivere mi pagate il caffè tutti e ottantamila lettori mensili di MC. Mi voglio far venire il delirium tremens.

        Non diciamo niente per scaramanzia.

    • Doxaliber

      Seventy, un giorno io e Diabo torneremo ad essere i “benevoli dittatori” del layout di Mentecritica e tutto questo avrà fine. Incluso il tema mobile che va ad minchiam quando vuole lui :mrgreen:

    • Charlie

      porca puttana, 77, vuoi farci commuovere? un abbraccio sincero e nostalgico, compagno!

      • paolo

        Tu Dici ? ..io mio figlio lo volevo chiamare Willer – come Tex Willer.
        Successivamente , vista la reazione scomposta dei familiari tutti , in alternativa avevo proposto un più parco Erode.
        ..l’ostracismo nei miei confronti perdura a tre anni dall’evento…

  • Doxaliber

    Se avessi un nome bello come il mio non avresti problemi a renderlo pubblico 🙂
    Comunque non ho capito se sono una spalla comica, una spalla su cui piangere oppure una spalla “tavolino”, una di quelle in cui ci si poggia per firmare lettere di licenziamento quando non si ha un tavolo a disposizione e il tempo e poco. :mrgreen:

  • Gilda

    Solo due domande:

    “non si è più abituati agli idealisti, a quei coglioni tutti di un pezzo che non strillano quando quello che scrivono lo scopiazzano comici rivoluzionari”

    Ma intendi quello a cui sto pensando? Ricordo di aver lasciato un commento a proposito di ciò, su un qualche pezzo dedicato al signor presidente della repubblica.

    “ma io non sono disposto a darvela.”
    Una vera e propria dichiarazione… ma non e’ che sei donna? 🙂

  • serpiko

    Il tempo speso per questo luogo virtuale non è mai stato tempo perso.

    Auguri MC, auguri all’uomo che gli sta dietro.

  • silvio

    Non sono passato da queste parti nel giorno dell’anniversario, ma desidero ugualmente lasciare i miei auguri e i miei apprezzamenti al Comandante (anche perché, se mi è concesso un pizzico di immodestia, ero già suo lettore quando nacque MC) nonché al gruppo che lo ha supportato e sopportato in questi cinque anni.
    Il resto glielo dirò in privato 😉
    Grazie, Comandante.

I commenti sono chiusi.