Limone e bicarbonato di sodio curano il cancro? Nessuno tocchi Otto Warburg. 93


Se dovessi definire con poche parole il rapporto attuale tra gli italiani e la scienza (sebbene il fenomeno in minor misura si verifichi in tutti gli stati) semplicemente direi che ci troviamo dinanzi ad un moderno medioevo. La ” gente di scienza” è diffusamente screditata in favore di teorie bislacche e ciarlataneria nobilitate dalla promessa di guarigioni miracolose.
Fino a quando sedicenti professori del nulla teorizzano improbabili rimedi omeopatici, si è ancora nella posizione di scegliere consapevolmente qualcosa di non scientifico a proprio rischio. Il  vero problema sopraggiunge quando si cerca di spacciare per scienza  affermazioni sconclusionate facendo riferimento a scoperte scientifiche del passato soggette a cattive interpretazioni e sovente travisate.
Uno degli esempi più eclatanti è rappresentato dalla teoria imperversante sul web che propone limone e bicarbonato di sodio quale cura per tutte le forme di cancro.
A primo acchito chiunque vi identificherebbe un rimedio per il mal di stomaco (che non sono sicura funzioni, soprattutto con una gastrite), ma sedicenti pseudo scienziati e fautori della medicina homemade difendono la loro idea usando a sostegno le scoperte del premio Nobel Otto Warburg ed ignorando che questi mai e poi mai li inviterebbe ad imbottirsi di bicarbonato.
Per giustificare il mio disappunto, devo per lo meno spiegare cosa ha scoperto Otto Warburg, cosa farebbe il  bicarbonato secondo gli pseudo luminari e cosa e in grado di combinare in realtà. Otto Warburg è stato un fisiologo e medico tedesco che, tra gli anni venti e gli anni trenta, concentrò il proprio lavoro sui tumori e sul metabolismo basandosi sull’intuizione che cellule maggiormente proliferanti, che quindi si riproducono ad una velocità maggiore del normale, hanno un metabolismo diverso da quello delle cellule sane. Dai suoi studi siamo riusciti a sapere per la prima volta che cellule cancerogene consumano più glucosio rispetto alle cellule sane e, conseguentemente, producono più acido lattico originando il fenomeno noto come Effetto Warburg. In poche parole nelle cellule tumorali i livelli della glicolisi, uno dei processi presenti in tutte le cellule per la produzione di energia e che prevede la scissione del glucosio e la produzione di lattato, è fino a duecento volte più elevato rispetto alle cellule sane. Questo processo è normalmente più presente in condizioni di assenza di ossigeno, o anaerobiosi, ma nelle cellule tumorali è nettamente predominante rispetto alla respirazione cellulare anche in presenza di elevate concentrazioni di ossigeno. Le cellule cancerogene, quindi, tendono a prediligere la via glicolitica ed aumentare la produzione di acido lattico. Questo causa un’acidificazione dell’ambiente tumorale che è conseguenza dell’attività del tumore e non causa.
Nel 1966 Otto Warburg scrisse un libro intitolato La prima causa e la prevenzione del cancro nel quale spiegò la propria teoria sull’origine dei tumori. Partendo dall’osservazione che le cellule tumorali hanno un metabolismo tipico della condizione anaerobica, ipotizzò che, a causa di una cattiva ossigenazione dei tessuti, alcune cellule potessero passare dalla respirazione alla fermentazione e originare così il cancro. Per meglio dire, l’assenza di ossigeno avrebbe esercitato una pressione selettiva su quelle cellule il cui metabolismo fosse cambiato in risposta allo stimolo.
Questa teoria è stata sperimentalmente smentita successivamente da Alfred George Knudson il quale, partendo dallo studio del retinoblastoma, ha ipotizzò che l’insorgenza del cancro fosse dovuta ad un accumulo di mutazioni geniche.
A conferma che anche l’Effetto Warburg può avere base genetica, esistono studi che dimostrano come la presenza di un particolare tipo di enzima a livello dei mitocondri (gli enzimi sono proteine e conseguentemente sono prodotte su base genetica) è in grado di aumentare la velocità della glicolisi senza che vi sia consumo di ossigeno.

Otto Warburg

Riassumendo: Warburg è stato un grande scienziato che ha gettato le basi per la comprensione del metabolismo nei tumori. Partendo dall’osservazione che le cellule tumorali hanno maggiori livelli di glicolisi rispetto a cellule sane, ha ipotizzato che l’assenza di ossigeno possa essere la causa dei tumori. Studi successivi hanno dimostrato che la causa trainante dell’insorgenza del cancro non è l’assenza di ossigeno, ma l’accumulo di mutazioni.
Bene. Ora possiamo arrivare al dunque: perché il bicarbonato, secondo taluni, dovrebbe curare e prevenire il cancro? In base ad una evidente scorretta interpretazione degli scritti di Warburg, alcuni sostengono che l’assenza di ossigeno causi l’acidificazione dei tessuti e che questo porti all’insorgenza del cancro. Poco sopra, però, abbiamo visto come ci sia realmente un aumento della produzione di acido lattico in assenza di ossigeno, ma anche come sia questo fenomeno ad essere dovuto al cambio del metabolismo delle cellule e non il contrario. Partendo dunque da un’osservazione scorretta, l’uso del bicarbonato dovrebbe avere lo scopo di alcalinizzare l’ambiente tissutale e curare o impedire l’insorgenza del tumore.
L’ipotesi di usare il bicarbonato come aiuto nella cura del cancro è stata, tra l’altro, valutata a vari livelli dalla comunità scientifica. Gli studi hanno dimostrato che, in alcuni casi, la somministrazione del composto è in grado di aumentare in maniera lieve l’efficacia della chemioterapia, ma in molti altri casi è causa addirittura un aumento della crescita tumorale. Questo perché, come lo stesso Warburg scrive in uno dei suoi articoli, il bicarbonato è in grado di accrescere ulteriormente la velocità della glicolisi che, come abbiamo detto, nei tumori è già alterata. Oltre ai sostenitori di questa scorretta interpretazione, altri hanno pensato di usare il bicarbonato nella cura del cancro, ma con diversa motivazione. Si parla dell’ex medico , radiato e condannato, Tullio Simoncini che identificava in un fungo, Candida albicans, l’origine del cancro. A suo parere, ogni tumore si sarebbe formato partendo da una ciste creata dalle ife fungine. Il bicarbonato avrebbe dovuto curare il tumore semplicemente uccidendo il fungo. Peccato che Simoncini stesso abbia dichiarato di non aver mai cercato la Candida nei tumori e di non aver pubblicato nulla a riguardo. La scienza, tuttavia,  l’ha fatto: da analisi istologica dei tessuti è stata rilevata la presenza di candida nel 2% dei tumori solidi, ma non come causa primaria bensì come infezione opportunistica. La Candida albicans, infatti, è normalmente presente nel nostro corpo e come molti altri microrganismi approfitta delle condizioni di debolezza. I tumori in cui è stata trovata, per altro, appartengono a tessuti normalmente soggetti ad infezioni da candida come pelle e tratto uro-genitale.
L’errore più grave della teoria di Simoncini è soprattutto quello di attribuire ad un fungo l’origine di tutti i tumori. Un po’ come assumere che l’Elicobacter pilori sia responsabile di tutte le neoplasie o le ulcerazioni. Esistono casi di tossine o microrganismi alla base di particolari tipi di tumori, ma non si tratta mai di fenomeni generali.
Cosa invece è sicuramente in grado di fare il bicarbonato di sodio se assunto in quantità massicce? Causare una alcalosi metabolica.
Il nostro corpo è costruito in modo da autoregolarsi il meglio possibile, soprattutto per quel che riguarda il suo pH. Esistono enormi sistemi tampone che tendono a riportare il pH dei nostri tessuti a livelli ottimali. Sottoporre un paziente, già indebolito dal tumore, ad un’iniezione di bicarbonato può portare a gravi scompensi di questo equilibrio che si riflettono nel bilancio dei liquidi e degli ioni nei tessuti. Gli effetti si ripercuotono a cascata su tutto l’organismo portando, nei casi più gravi, alla morte.
Gli studi condotti fino ad ora dimostrano che un’iniezione di bicarbonato ha come unico effetto positivo il coadiuvare l’effetto dei chemioterapici e solo in alcuni casi. Tale effetto non risulta talmente incisivo nella cura dei tumori da rendere giustificabile il correre il rischio ben più presente di una alcalosi metabolica o della crescita tumorale. Paradossalmente anche il cianuro curerebbe il cancro, ma ho i miei dubbi che qualcuno di voi sarebbe disposto a correre il rischio.
Nella medicina ci sono molte cose di cui tener conto, una di queste è il rapporto tra rischi e benefici: la possibilità di un miglioramento deve essere di molto superiore a quella di un peggioramento altrimenti ci troviamo di fronte ad un tentato omicidio e non ad una cura. Ancor più grave è l’interpretare i dati scientifici in modo fraudolento per trovare un supporto a teorie complottistiche e pseudoscientifiche che rischiano di causare un peggioramento nella condizione dei pazienti e della società in genere, sempre più lontana dalla razionalità.
Nessuno di noi crede che le case farmaceutiche siano giganti bianchi animati dal senso civico, ma abbiamo la ferma convinzione che ciascuno di noi sia dotato di un cervello e che possa usarlo al meglio per distinguere tra scienza e pseudoscienza, tra cura e plagio.
(Sull’argomento potete trovare un’interessante approfondimento qui, arricchito di quei riferimenti che non sono riuscita a trovare)

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93 commenti su “Limone e bicarbonato di sodio curano il cancro? Nessuno tocchi Otto Warburg.

  • GirFalk

    E’ interessante, ma credo (e forse sbaglio, tu lo sai sicuramente meglio di me) che Otto Warburg forse non avrebbe nemmeno invitato ad imbottirsi di chemioterapia… a me sinceramente fa un po’ impressione, e pur avendo conosciuto persone che si sono riprese col tempo dalla chemio, non sono sicura che io sarei pronta ad iniettarmi veleno che uccida me insieme al tumore; col rischio, in più, di una ricomparsa.

    • Mumon89

      In farmacologia è tutto un rapporto tra rischi e benefici. La chemioterapia è tossica, ha effetti collaterali, è un veleno. Ma non è un veleno che, come fanno credere, colpisce tutto indiscriminatamente. Ha una certa specificità e anche gli effetti collaterali sono frutto di quella specificità. Andando avanti col tempo non solo è stata aumentata la specificità, ma sono stati ottimizzati i sistemi di protezione dei tessuti maggiormente senzibili, le vie di somministrazione, le tecniche diagnostiche che consentono di operare una terapia sempre più mirata e meno invasiva.
      Ho parlato dell’opinione di Otto Warburg riguardo alla cura col bicarbonato perchè questa è una teoria che uccide ancora ogni anno e che è giustificata dai complottisti con le pubblicazioni di Otto Warburg mal interpretate.
      Al momento si sta studiando in modo da potenziare il sistema immunitario per ridurre la necessità della chemio. Io tra scegliere se morire per collasso sistemico e provare a sopravvivere con la chemio sceglierei la seconda. Anche perchè sono circondata solo da guarigioni con la Chemio.

      • GirFalk

        “Anche perchè sono circondata solo da guarigioni con la Chemio”
        Forse anche perchè la chemio è l’unica opzione tentata… o sbaglio?
        Ad ogni modo, mi piacerebbe che si scoprisse un’opzione più valida e meno rischiosa: confido nella scienza e nell’inventiva dell’uomo 🙂

        • Mumon89

          Comunque la chemio non è l’unica opzione tentata 😀 dipende dal tumore, dipende dal paziente. Conosco gente che si è lasciata morire per usare “altri metodi”.
          Piacerebbe a tutti! Così non fosse…gente come me che ci sta a fare 12 ore in laboratorio?

          • GirFalk

            non è l’unica opzione nemmeno nel campo scientifico? (ovviamente, ove si può, esportazione a parte)
            Quali altre opzioni scientifiche ci sono? (così, facendo le corna, mi dovesse servire so tra cosa posso scegliere)

          • Mumon89

            Allora…Sul momento la via più promettente è quella delle così dette terapie mirate. Esse differiscono dalla chemioterapia tradizionale per una ragione fondamentale: sono disegnate su misura di paziente e tumore. Al momento sono disponibili solo per un numero limitato di patologie e si basano sull’idea che alcuni tumori hanno caratteristiche talmente peculiari da poter essere sfruttate per l’invio di un cavallo di troia.
            Gli effetti collaterali devastanti della chemioterapia tradizionale, infatti, sono dovuti al fatto che essa aggredisce tutte quelle cellule con un elevato tasso di replicazione come quelle tumorali. Quelle sane con questo comportamento in un individuo adulto sono poche, ma ci sono e subiscono il colpo. Con le terapie alternative si usano molecole simili a quelle biologiche che vanno a spegnere o attivare particolari vie di segnale nelle cellule tumorali portandole al collasso.
            Ci sono sempre effetti collaterali, ma di gran lunga minori.
            Altri campi che stanno dando risultati promettenti sono l’immunoterapia e l’impiego di nanoparticelle. Per farti un esempio un recente articolo pubblicato sulla rivista PNAS apre alla possibilità di usare nanoparticelle d’oro per “affamare” un particolare tipo di linfoma. La crescita del linfoma dipende infatti dall’incorporazione del colesterolo, l’idea è quella di coniugare particelle d’oro ad una porzione del colesterolo e sfruttare l’avidità del tumore per farglielo incorporare. Nanoparticelle d’oro sono potenzialmente inerti, ma sensibilizzano un sistema già fallato come quello del tumore alla radioterapia. Non solo, competendo con il colesterolo impediscono alle cellule tumorali di incorporare quello di cui hanno bisogno mandandole incontro a morte.
            Per alcuni tipo di tumore inoltre si predilige la radioterapia alla chemioterapia. Tuttavia normalmente non si approccia mai un tumore con una sola terapia e questo perchè cellule impazzite come quelle neoplastiche sono in grado di sviluppare resistenza ai trattamenti molto rapidamente.

          • GirFalk

            Che cose complicate… ti ringrazio per la pazienza, anche se forse è stata male impiegata (nel senso che queste informazioni non rimarranno a lungo nella mia memoria) 🙂 d’altronde, mi sarei offesa se non mi avessi risposto! 😛

            Buon lavoro con la ricerca! 😀

          • Mumon89

            Non è mai male impiegata la pazienza! E poi, anche se non le ricorderai, saprai sempre dove andarle a cercare 😉 Grazie per l’augurio!

        • Vittorio Mori

          Mi sono spesso trovato a pensare al problema, perché nelle discussioni con gli amici è argomento abbastanza “classico”. Espongo brevissimamente la mia personale conclusione (shock) sul tema:

          – per combattere il cancro alla radice l’unica cosa senZata sarebbe fare come con le piante da orto: una spietata selezione genetica per trovare le migliori fisicamente, le più longeve, quelle col miglior sistema immunitario e senza difetti genetici di partenza.

          In sostanza l’eugenetica. Eticamente inaccettabile, ma praticamente l’unica via che darebbe risultati certi, e statisticamente prevedibili. In sostanza un revamping del buon vecchio monte Taigeto di spartana memoria, in chiave supertecnologica. Per buoi, cavalli e cani ha funzionato alla grande, per non parlare delle piante.

          Visto che è roba totalmente utopica, non ci rimane che potenziare le opzioni disponibili: chemio (che ha doppia valenza sia eziologica che palliativa) radiochirurgia (sicuramente un campo che darà ottimi risultati grazie al progredire tecnologico) e chirurgia “classica”, possibilmente robotizzata.

          Ci sarà da capire anche chi potrà avere accesso a tali meraviglie tecnologiche e chi invece dovrà accontentarsi del bicarbonato e dell’agopuntura, e in base a quale criterio (solo il censo? Boh…).

          • Mumon89

            Ti dirò: il cancro ha base genetica, ma non sempre. Ne consegue che neppure l’eugenetica sarebbe una certezza. Esistono infatti le mutazioni spontanee. Conosci il film “GATTACA”? Se non lo hai ancora visto, penso ti piacerebbe.

            Riguardo al resto, più fondi si stanziano per la ricerca pubblica, più interesse ci sarà a produrre tecnologie a basso costo accessibili a tutti. Se si continuano a tagliare i fondi agli enti pubblici di ricerca non ci si può lamentare che molti progetti siano finanziati da case farmaceutiche che non hanno alcun interesse a curare a basso costo.

          • Vittorio Mori

            Se si parla di “eradicazione” e di risultati misurabili, non vedo altra via nel praticamente fattibile (ovviamente di lugo periodo). Le mutazioni spontanee, se positive verrebbero mantenute, se negative eliminate dagli strand. Gattaca l’ho visto eccome. Il discorso era ovviamente generale ed utopico. Ci sarebbero ovviamente tutti i fattori relativi agli elementi cancerogeni (idrocarburi, amianto, radiazioni, inquinamento ecc ecc ecc) che andrebbero ridotti, minimizzati e gestiti (io penso che tutte le attività relative al maneggiare questi elementi siano da relegare ai robots: è cretino, per esempio, che esistano le pompe di benzina “a mano”, ci dovrebbe essere da anni un meccanismo automatico di carico carburanti, ma tant’è). Considerato che non si riesce nemmeno a far smettere alla gente di bruciare ed inalare fumi di foglie di piante seccate fermentate, aromatizzate e trinciate (arrotolate nella carta, filtrate tramite diacetato di cellulosa), comunissima pratica che-più-cancerogena-non-si-può stiamo parlando ovviamente del Grande Nulla. Che spreco di sinapsi. Forse dovremmo utilizzarle per stimolare i nostri centri del piacere e basta.

          • OfeyWatson

            Che poi è quello che fanno le sigarette. Questo è un discorso lungo, però… Mi limito ad accennarvi.
            Supponiamo di voler ridurre al minimo tutto ciò che è rischioso per la nostra salute. Le prime cose da fare sarebbero: non uscire più di casa per non esporsi alla luce diretta del sole e, probabilmente, non respirare. Il problema è che tutto ciò che fai “invecchia” il tuo corpo (nel senso fisico di “deperire” e “danneggiare”). Tutto. Supponiamo di voler fare tutto il necessario per campare 150 anni. Mangiamo solo verdura e roba sana (mangiare è dannoso, ma è peggio non mangiare, quindi stiamo minimizzando MA non annullando il deperimento), rimaniamo chiusi a casa. Non lavoriamo, non ci affatichiamo, non studiamo. Rimaniamo immobili se non strettamente necessario. Dopodichè magari (genetica e cataclismi permettendo) forse arriviamo a 150 anni e moriamo. Soddisfatti? 😀
            Io no. Allora, sinceramente, non mi sento di stranirmi osservando un fumatore (soprattutto un fumatore che non è dipendente dalle sigarette): fumare lo sta rilassando e, probabilmente, a discapito di qualche anno di vita sta guadagnando migliore qualità e miglior successo. Quello che mi viene da dire è che, senza la sua buona birra danese Niels Bohr avrebbe potuto essere, magari, meno propenso a pensare per ore ai problemi della fisica. Einstein, donnaiolo e fumatore, idem. Probabilmente se nessuno si dannasse un po’ e oscillasse tra piacere e lavoro, il sottile equilibrio mentale necessario a tanti successi non ci sarebbe.
            Io sinceramente preferisco vivere meno, meglio e fare ciò per cui sono fatto: non vivere come bruto, ma seguir virtute e conoscenza.

          • OfeyWatson

            Semmai, aggiungo, ce l’ho con chi aggiunge robaccia a ciò che si fuma, pur di vendere e far fumare TROPPO (più di quanto, in assenza di dipendenza, vorrebbero) la gente.
            Stimolare i centri del piacere è l’unica cosa sensata per un essere vivente, che è costruito per quello.

      • OfeyWatson

        Concordo. Anche dal mio “lato” della scienza l’utilizzo di radiazioni è stato innumerevolmente migliorato.

  • elkais

    Complimenti per l’articolo devvero esauriente, partendo da un caso particolare evidenzi un problema a mio parere molto grave e pericoloso.

  • @novembre69

    È triste constatare che molta, troppa gente specula sul dolore.Ben vengano articoli come questo perché al di la delle conoscenza di ognuno tutti siamo vulnerabili quando la vita ci pone con le spalle al muro.
    Per quanto mi riguarda ricerca e prevenzione sono l’unica strada percorribile.
    Se poi avessimo la fortuna di non aspettare anche 2 mesi per una TAC beh questo aiuterebbe.Brava!

  • OfeyWatson

    Per l’occasione Mumon si fa prestare l’asso di bastoni da DFC: glie le canta e glie le suona, con scientifica precisione, a chi non ha ben capito l’antifona.

  • Django

    Prescindendo dalla grandezza espositiva di Mumon, che come al solito riesce ad equilibrare le iperboli della cultura “alternativa” con pacate e documentate argomentazioni scientifiche ( anche se Pantellini usava il Bicarbonato di Potassio…), resta il fatto che cinquanta anni fa ammalava di cancro una persona su trenta ed oggi una su tre. Problema di malastatistica? Non credo, noi umani siamo imbattibili nel creare problemi a cui raffazzonare soluzioni. Personalmente credo che il cancro ce lo meritiamo, ognuno con i suoi comportamenti distruttivi o omissivi nei confronti di un ambiente che ci si ritorce contro. Una soddisfazione blasfema, e col massimo rispetto per chi ha dovuto ricorrerci : in caso di cancro, col cazzo che gli faccio guadagnare 150 mila euro sulla mia pelle (già stravenduta prima della caccia) credo che accetterò il fato.

    • OfeyWatson

      Quando si esaminano le cause di un fenomeno (quindi, innanzi tutto, la correlazione tra possibile causa e possibile effetto) il solo procedimento ideale è: tenere costanti tutte le variabili tranne la potenziale causa, variare solo quest’ultima e verificare se, così facendo, si ha l’effetto ipotizzato. Ora. Tra la popolazione di X anni fa e quella attuale ci sono duemila variabili che non sono rimaste costanti e che, singolarmente o in concomitanza, possono aver aumentato l’incidenza di cancro. Le prime coerenti alternative che posso addurti ad esempio sono: innalzamento dell’età media (più morti precoci = meno possibilità di incidenza per il cancro), strumentazione inadeguata alla diagnosi corretta, cattiva conoscenza della patologia in sé (azioni, luoghi, sintomi) e molti altri. Non sappiamo quale di queste possa influire o, nel probabile caso che tutto ciò concorra al fenomeno, in che percentuale influisca ciascuna variabile.

      • Django

        Ognuno si consola come può. Ricordo che siamo in una epoca di finezza diagnostica almeno da 25 anni. Non a mia detta ma a detta del professor Veronesi, in questo lasso di tempo l’incidenza dei tumori è andata crescendo. Finezza diagnostica? Anche presso i siti inquinati? Quello che dico è che la consolazione per il progresso delle tecniche di diagnosi e cura viene corroso costantemente dal degrado ambientale e dall’ aumento costante dei fattori di rischio. Non ultimo l’inquinamento elettromagnetico su cui adesso si comincia a fare qualche ammissione. Ma se mi titillo le terminazioni del piacere col telefonino, che vuoi che sia… 😉

    • Mumon89

      Quel che dice Ofey è vero. Soprattutto sono cambiate le tecniche diagnostiche e adesso il cancro viene diagnosticato molto più frequentemente rispetto al passato. Ti faccio un esempio: mio nonno, che non ho mai conosciuto, è morto a causa di un carcinoma allo stomaco che nessuno è stato in grado di diagnosticare come tale prima dello stadio terminale. Sostanzialmente per anni lo hanno curato come una gastrite.
      Aggiungo che molti tipi di cancro sono asintomatici per un lungo periodo della vita e i familiari di molte persone che muoiono per cause apparentemente naturali non autorizzano l’autopsia. Ne consegue che non si saprà mai la vera causa della morte. La cultura della prevenzione che si è affermata negli ultimi anni è la ragione principale della determinazione di un maggior numero di casi di patologia.

    • fma

      “Personalmente credo che il cancro ce lo meritiamo, ognuno con i suoi comportamenti distruttivi o omissivi nei confronti di un ambiente che ci si ritorce contro. ”
      Non solo il cancro, quando moriremo andremo anche all’inferno.

      • Mumon89

        O in purgatorio. Mi raccomando fai il conto della serva per gli anni “prendi i peccati mortali e li moltiplichi per 50. Poi i veniali e li moltiplichi per 20” cit.

      • Django

        Opinioni, caro fma, opinioni e limiti personali dei quali non mi vergogno. O dovrei? Bello questo nuovo gravatar… è un Cristo o un test di Rorschach per le allodole?

          • Django

            Molto bello, svela il tuo amore per l’Arte (e suggestiona i criptocattolici).

          • Django

            Beh, certo! Io ci ho visto una icona di Cristo immediatamente, anche se mi credo e professo totalmente ateo ed anticlericale. Unito al tuo commento sulla visone punitiva ultaterrena che sembri cogliere nei miei discorsi… beh, mi hai messo dei dubbi su una mia criptocattolicità! 😉

  • Django

    Cara Mumon, rileggendo i commenti credo di essere andato un po’ fuori tema e vorrei chiarire. Il tuo lavoro, al solito, è stato molto esaustivo e, personalmente, non trovo lunghi i tuoi scritti ma capisco che scrivi affinché ti legga il maggior numero di persone interessate. Per persone come me, e ce ne sono molte, che NON credono nell’omeopatia, nei fiori di Bach, nelle medicine alternative, negli integratori o nelle diete salvifiche di equilibrio tra acido e basico, si apre una sola alternativa alla medicina mainstream: ascoltare esclusivamente discorsi provenienti da studiosi accreditati anche se con idee poco convenzionali. In questo senso il tuo discorso è stato esaustivo e ciò che hai spiegato a dimostrazione dell’errore speculativo commesso ( o dalla ancora non approfondita ricerca, vedi il caso del dott. Warburg) nelle conclusioni di alcuni ricercatori, è stato affiancato dai riscontri scientifici da te illustrati. Resta, per chi è scettico persino degli scettici, la sola prevenzione di base, ovvero evitare errori grossolani come il fumo, l’eccesso di alcool, la tutela da inquinanti ambientali, laddove possibile, sui luoghi di lavoro attraverso la informazione sui rischi e l’uso dei mezzi di protezione anche hard (tute, mascherine, facciali filtranti, protocolli di esecuzione… ). Resta inquietante l’enorme quantità di denaro che muove dietro “la salute” che a taluni più che rassicurare spaventa, poiché capace di creare indirizzi di interesse meramente lucrativo. Ma anche su questo hai risposto e mi sembra di capire che ne vedi la soluzione nella ricerca pubblica ed il sostegno ad essa.Quindi, come vedi, non sono neanche “alternativo”, probabilmente solo rompiballe! Grazie del tuo impegno. 😀

    • OfeyWatson

      E’ sacrosanto quel che dici, Django, e a questo proposito non sarà mai uno spreco consigliarti “Sta scherzando Mr. Feynman – Vita e avventure di uno scienziato curioso”, autobiografia del buon premio Nobel che, con pregi e soprattutto difetti, è fonte di ispirazione per me.
      In quel libro troverai più di un caso in cui il protagonista, nonostante ricerche scientifiche e gente più preparata di lui, predilige la via della PROPRIA conoscenza (non ricordo se vi sia anche lo studio pre-Nobel, ma anche in quel caso il suo più grande successo accademico è stato provocato dalla sua peculiare forma mentis).

      Detto ciò, parlando meno complicato, tu commetti un grosso errore di fondo che ti rende diverso da quella forma mentis. Se c’era qualcuno in cura da un medico, lo scienziato si informava sui sintomi, leggeva manuali e ricerche e formulava la sua teoria. In caso di medico idiota può risultare molto utile, in aperta opposizione alla “presunta autorità” di un laureato in medicina. Ma, appunto, lui era uno scienziato: poteva comprendere manuali, ricerche specialistiche, formularsi un’idea SENZA cadere in quei tipici errori degli inesperti, conoscere i propri limiti (sapere di non sapere). Così non è dannoso, così è semplicemente pensiero critico. Ma devi avere una peparazione. Se non vuoi fidarti della teoria mainstream e delle idee scientifiche convenzionali, l’unica alternativa è la conoscenza personale. Convincerti della teoria principale, o formulare una teoria valida alternativa. Non puoi fare altro!

      Da ciò, in conclusione, deriva che se c’è una teoria A accettata dalla maggioranza degli scienziati, e una B preferita dalla minoranza, siccome la matematica (e la scienza che si basa sempre su essa) non è un’opinione, prima o poi di due teorie mutuamente esclusive ne rimarrà una (non è detto che sia quella giusta, ma sicuramente quella decaduta sarà stata trovata sbagliata). Il VERO scienziato, a quel punto, aderisce alla teoria A anche se parteggiava per la B. Altrimenti NON è un vero scienziato. Perciò ciò che pensa la MAGGIORANZA dei veri scienziati è significativo.

      • Django

        Grazie per il libro suggerito, qualche giorno fa ho scaricato un suo famoso articolo sul culto del cargo…

        • OfeyWatson

          Buon divertimento, allora. E ricorda che in certi campi di studio… Gli aerei non atterrano!

    • Mumon89

      Che la ricerca di Warburg sia stata tralasciata in favore delle teorie successive è una cosa scritta solo su Wikipedia 😉 non facciamoci ingannare. Gli effetti dell’ipossia sulle cellule si studiano e come in continuazione!
      Beh si, vedo nell’incentivo alla ricerca pubblica un modo per ridurre la speculazione e come. Ti spiego. Allo stato attuale per ottenere i finanziamenti ogni gruppo di ricerca presenta dei progetti che vengono valutati dai comitati scientifici degli enti preposti all’assegnazione dei fondi. Questi enti sono pubblici, privati, pharma così come fondazioni onlus e via dicendo. Va da sé che un’associazione di pazienti finanzierà qualcosa di più favorevoli al paziente e una farmaceutica finanzierà qualcosa di più favorevole al proprio guadagno. Il pubblico finanzierà qualcosa di più utile a ridurre le spese del sistema sanitario nazionale.
      Allo stato attuale, tuttavia, le pharma sono quelle che dispongono di più denaro e che di più ne stanziano. Trai da solo le conclusioni ;).

      • Django

        A proposito di ipossia cellulare, ti ringrazio per usare con me termini specifici la qual cosa è di stimolo, io ho sempre trovato assurda la lotta (esagerata) al suo opposto, ovvero quella ai radicali liberi. Ho sempre ritenuto, da operaio, che la Natura non fa niente a caso ed il meccanismo della ossidazione per me non va contrastato. A naso. Che ne pensi?

        • Mumon89

          Rispondo a tutto insieme 🙂 Prendere sul serio gli altri è la prima cosa da fare se si vuole essere presi sul serio 😀 e poi usare termini specifici non così complicati è utile 😉 si impara insieme a capirli e a capire meglio anche gli scritti meno divulgativi.
          Riguardo ai radicali liberi dell’ossigeno (o ROS), è noto e pubblicato in biologia che i ROS sono delle molecole usate come “messaggeri” all’interno della cellula in grado di operare delle modificazioni sulle molecole che sono tuttavia reversibili fino ad un certo punto. Fino a che i radicali hanno una concentrazione adeguata a svolgere questo loro compito, va tutto benissimo. Quando aumentano in modo indiscriminato (a causa di una serie di malfunzionamenti nei sistemi atti a regolarli e via dicendo) le modificazioni che prima erano reversibili diventano non più reversibili e questo causa danno. Per esempio alcune forme ereditarie della SLA (sclerosi laterale amiotrofica) sono accomunate da mutazioni in un enzima che ha il compito di regolare il quantitativo di ROS nella cellula.

          • Django

            Grazie Mumon. Mi pare di capire che i radicali liberi sono pericolosi quando ci sono dei deficit congeniti. Certo assumere o entrare in contatto con sostanze che innescano esageratamente lo stress ossidativo è da evitarsi ma il meccanismo base è naturale, no?

          • Mumon89

            Deficit congeniti e non solo. Pare che il sistema di controllo dei radicali liberi inizi a far cilecca con l’età! Per questo si dice che gli antiossidanti naturali sono ottimi per combattere l’invecchiamento. Comunque si, di base le cellule producono un certo numero di specie reattive ed in quantità fisiologiche.

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