L’Immigrazione è una Botta di Culo


Repubblica, ogni giorno, vuole convincerci che l’immigrazione è una botta di culo. Ho già scritto che l’immigrazione regolare è un fenomeno che ha molti aspetti virtuosi, regolati automaticamente da questioni anagrafiche e dall’evoluzione del mercato del lavoro. Chi lavora e paga le tasse, vive pacificamente senza delinquere è sempre e comunque una persona per bene e bene accetta, a prescindere dalla sua origine e dalla sua religione.

Ciò premesso, non è questa immigrazione che desta preoccupazione, è il flusso di persone senza qualifiche professionali, senza istruzione, senza conoscenza della lingua e dal casellario giudiziario incerto che vengono scaricate (si scaricate, come immondizia) nelle pubbliche vie dallo stato e lasciate in attesa perenne di un destino senza prospettive reali di costruirsi un futuro stabile. Questa non è immigrazione. Questa è una presa per il culo.

Veniamo alla quotidiana omelia di Repubblica sull’immigrazione.
Ieri il sussidiario che discriminava gli immigrati. Basta conoscere l’italiano di terza media per leggere il passo incriminato e concludere che il titolone di Repubblica è una cazzata, come la definiamo noi che abbiamo più titoli accademici.

Oggi l’osservazione che i residenti di origine straniera versano 3,2 miliardi di tasse, ma ricevono solo lo 0,3% delle pensioni. Bene, cari amici di Repubblica, voi scrivete queste cose partendo dal presupposto, giusto purtroppo, che qui, mediamente, nessuno capisce un cazzo di analisi matematica e fisica. Mi corre però l’onere di sottolineare alcuni punti:

Punto 1: si paragonano grandezze omogenee se no si mischiano mele e pere. L’IRPEF è un capitolo diverso dai contributi pensionistici. Per rappresentare un fatto in maniera accettabile va raffrontata la percentuale dei contributi versati rispetto alla percentuale delle pensioni erogate.

Punto 2: Una percentuale ha senso solo quando si confronta con un’altra percentuale ed è noto l’ammontare totale a cui vengono riferite le rispettive percentuali. Altrimenti vanno confrontati, in maniera omogenea, i valori totali. Confrontare una percentuale con un numero intero non ha senso.

Campanella

Finita l’ora di matematica, inizia quella di fisica. Oggi parliamo del tempo.

Punto 3: L’immigrazione massiva è un fenomeno recente. Per come funzionano le pensioni in Italia e ovunque al mondo, per averne diritto occorre maturare un cospicuo numero di anni di contribuzione. Bene, se il redattore intendeva far passare il concetto che lo 0,3% di pensioni erogate ad immigrati è una cifra irrisoria (rispetto a che? Non conosciamo l’ammontare dei contributi ma solo quelle delle tasse), questo non è frutto di una botta di culo o della fessaggine degli immigrati, ma è giustificato banalmente dal fatto che queste persone hanno iniziato ora a versare i contributi e che la gran massa delle pensioni verrà erogata in futuro quando se ne maturerà il diritto.

Campanella

Punto 4: Buongiorno, breve lezione di disinformazione: paragonare 0,3% con 3,2 miliardi è un assurdo matematico. Per esempio, 0,3% di diecimila miliardi è pari a 30 miliardi che è più di 3,2 miliardi. Però, dal punto di vista dell’impatto cognitivo, la cifra 3,2 miliardi sembra enorme rispetto allo 0,3 della percentuale.

Campanella