L’ICI la Pago se la Paga Anche Lui

Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "L’ICI la Pago se la Paga Anche Lui" è stato scritto da Gianalessio Ridolfi Pacifici

A ore sono attese le misure impressionanti (come le ha definite la Merkel) tramite le quali il governo Monti intende affrontare la crisi economica internazionale.
Nell’anticipare i provvedimenti che si presumono molto duri, Monti ha spesso invocato l’equità, facendo intendere che se c’è da soffrire è più facile se il sacrificio viene diviso tra tutti.

Una delle misure anticipate è la reintroduzione dell’ICI sulla prima casa. E’ da tenere presente che lo stato già tassa il denaro guadagnato per comprare una casa, tassa l’acquisto di una casa, ne tariffa attraverso i comuni l’impatto ambientale, esige un’ulteriore tassa ad ogni passaggio di proprietà.

L’ICI è di per sé un’imposta ingiusta. Questa percezione è così diffusa che Berlusconi l’ha sfruttata per capovolgere il risultato di un’elezione. L’ICI è stata formalmente abolita, anche se nei fatti sostituita da un aumento delle imposte locali. Ora, senza diminuire le imposte locali, si dice necessario reintrodurla così che rispetto alla situazione pre abolizione, nei fatti si pagherà il doppio delle tasse.

L’aspetto più sgradevole di questa situazione è il regime di esenzione di cui gode il Vaticano per il suo parco immobiliare formalmente adibito a “scopo di culto”. Tutto bene per chiese, cappelle e monasteri, ma che dire di quelle strutture turistiche “non esclusivamente commerciali” gestite da religiosi che diventano luogo di culto solo perché ospitano una cappelletta di preghiera?
Questa si configura come una vera e propria “evasione” perpetrata con la graziosa complicità dello stato e nell’ipocrisia dei cardinali che criticano gli avidi uomini d’affari mentre l’organizzazione di cui fanno parte si comporta esattamente nello stesso modo. Il solo comune di Torino lamenta un mancato introito di due milioni all’anno per l’ICI evasa legalmente attraverso questo meccanismo. Due milioni che i cittadini torinesi dovranno rifondere dalle loro tasche senza contare la concorrenza sleale di chi può esercire un’attività commerciale a prezzi più bassi perché risparmia sulle imposte. Questa, infatti, non è una questione di fede, perché ognuno crede a quello che vuole, ma di quattrini. Che nessuno venga qui a fare il Sant’Agostino solo perché vuole risparmiare l’ICI.

Vi chiedo di unirvi a me in questa protesta civile nei confronti del neo incaricato Presidente Monti perché questa anomalia, sanzionata dalla stessa comunità europea, sia rimossa da subito.

La azioni da fare per aiutarmi/aiutarci sono le seguenti (in ordine di difficoltà, farne una o più se si intende supportare attivamente l’istanza)

  1. aderire alla pagina di facebook che ho appena creato
  2. invitare i vostri amici ad aderire alla pagina
  3. segnalare al pagina sui mezzi di informazione
  4. adottare come avatar di facebook il badge della campagna allegato a questo articolo
  5. impegnarvi pubblicamente a non versare il vostro otto per mille alla chiesa cattolica, ma ad altra organizzazione religiosa (io suggerisco i valdesi) e farlo, soprattutto
  6. recarvi in chiesa e lasciare nell’offertorio un bigliettino con su scritto: ” la mia offerta scalala dall’ICI che evadi”
  7. scrivere una lettera al presidente della repubblica nella quale si chiede il suo intervento per eliminare questa ingiustizia. Le lettere al presidente della repubblica non si affrancano e vanno consegnate in posta dove è necessario esibire un documento di identità
  8. impegnarvi pubblicamente a non pagare l’ICI se Monti non includerà anche gli immobili del vaticano tra quelli soggetti alla tassa.

Ci si chiede spesso cosa fare per cambiare le cose. Qui ce ne sono otto di cose da fare. Fatene una o più e iniziamo a lavorare. Aggiungete consigli e testimonianze nei commenti o sulla pagina facebook.

Grazie.

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