Libri all’Indice

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mariamaddalena.jpgPiù volte ho scritto che il concetto di divinità esiste in quanto una “massa inferiore” alla divinità stessa, sottomessa e schiava fedele, la ritiene tale (divinità). Nel momento in cui ci si accorge che il “re è nudo”, la divinità crolla. Se vi offendete per la “massa inferiore”, ricordate che chi si parifica alla divinità compie peccato contro lo Spirito Santo. Allora non potendo parificarsi alla divinità che cosa è se non inferiore? Ogni tanto ricordiamoci anche di Geremia 13 e della Cintura Marcita su come operi la divinità per mantenere il potere sulle masse! Il Papa e le alte gerarchie ecclesiastiche, in particolare la fondamentalista CEI, non fanno altro che parlare in continuazione utilizzando le parole: relativismo, secolarizzazione, Cristo post-moderno, ateismo, razionalismo tutti termini intesi a rappresentare l’espressione del “male assoluto”, il diavolo che con il suo “dia ballo” impera e domina il mondo, ed è la causa di tutti i mali.Tale disdicevole condotta, oltre ad essere una palese discriminazione di chi cattolico non è, in barba all’art. 21 della Costituzione Italiana (libertà di parola e pensiero), nel nome di una “verità assoluta” (imposta), oltre che del papa Re, rappresenta un modo di comodo per fare “mimesi” affibbiando tutto ad un capro espiatorio di cui non è neppure comprovata l’esistenza.
Dato che vi è un proliferare di best sellers che tendono a presentare la figura di Gesù Cristo più come “essere umano” che divino, la Chiesa, conscia del pericolo di tale “diabolico andazzo”, interviene a difesa delle sue “posizioni”. Questa volta, però, è stata piuttosto diplomatica. Il caso riguarda in particolare il famigerato Codice da Vinci di Dan Brown, e Inchiesta su Gesù di Augias. Certo che nei tempi bui sia Dan Brown che Augias sarebbero finiti pubblicamente al rogo assieme ai loro libri (nel caso di Dan Brown e del suo libro è un gran peccato che i tempi bui siano finiti. Nota di MC) , ora la Chiesa, anche per non perdere punti di gradimento, cerca di comportarsi con maggiore diplomazia, limitandosi a semplici insulti verbali nei confronti di atei, agnostici, razionalisti, relativisti, ecc., che di fatto sono discriminati in modo maggiore degli omosessuali.

Fonte: Best seller religiosi, condanna vaticana (Repubblica)

Nessun rogo per quei libri “scomodi” che trattano Gesù come un “semplice” uomo, privo di quell’alone di sacralità tramandataci da oltre due mila anni dalla tradizione cristiana. Nessun rogo, ma solo “confronto, approfondimento, difesa delle fonti storiche evangeliche che parlano di Cristo come di vero Dio e vero uomo”. Questa, in estrema sintesi, la diplomatica “sentenza” emessa ieri sera dal simbolico tribunale ecclesiastico, nell’aula della Conciliazione del Palazzo del Laterano, alla conferenza su “Ritratti originali di Gesù, il Cristo” organizzata nell’ambito del Progetto Culturale promosso dal cardinale vicario Camillo Ruini. Un incontro di studio sulle “autentiche radici di Cristo e del cristianesimo”, presentato da un comunicato ufficiale del Vicariato come una sostanziale risposta alle “storture” cristologiche contenute in due best seller, Il Codice da Vinci di Dan Brown e Inchiesta su Gesù scritto a quattro mani dal giornalista Corrado Augias – presente ieri sera nell’aula della Conciliazione – e dallo storico Mauro Pesce. […]

Orazio La Rocca espone la posizione della Chiesa: “Non vogliamo polemizzare, ma solo riflettere, interrogarci e approfondire la nostra conoscenza delle radici cristiane, partendo anche dal dibattito suscitato dalle approssimazioni emerse da alcune opere recenti”, ha esordito monsignor Sergio Lanza, docente alla Pontificia università Lateranense. “Se poi queste opere contrastano con le nostre convinzioni è ancora meglio, perché – secondo il monsignore – ci costringono a ragionare ancora di più. Ma parliamo di opere serie, e non di libri come Il Codice da Vinci che opera seria non è”. Più pacato il giudizio su Inchiesta su Gesù. Sia Lanza che il relatore, lo storico del Cristianesimo Antico monsignor Romano Penna, hanno dato atto ai due autori di aver fatto “comunque” un “indubbio sforzo di ricerca e di approfondimento col quale è giusto confrontarsi”.
Per quanto mi riguarda ciò che penso del Codice da Vinci l’ho già scritto, che poi Mons.Lanza definisca un’opera di finction quale “opera seria non è”, mi pare che inconsciamente attribuisca al romanzo di Dan Brown un valore “storico”, che non ha. Il che mi fa pensare malignamente che forse Dan Brown qualcosina ci ha azzeccato! Il trattamento riservato ad Augias invece è stato leggermente migliore in quanto viene dato atto dell’indubbio sforzo di ricerca e di approfondimento col quale è giusto confrontarsi.
Noto una certa insicurezza nella Chiesa, contro il Codice da Vinci, pura opera di finction, ma che ha venduto oltre 50 milioni di copie, soprattutto tra i cattolici (87,5% della popolazione italiana), vi è stata una grossa campagna mediatica ecclesiastica che continua con l’indicazione che opera seria non è. Se tutti hanno più o meno capito che la storia narrata nel romanzo è quella che è, perchè la Chiesa interviene in modo così massiccio? Oppure vogliono controllare ciò che le masse credono? Oppure non è sufficiente ed il Grande Fratello in sottana nera del Vaticano vuole possedere anche l’anima ed il pensiero dei suoi sudditi! Boh!
Se togliamo il sacro alle scritture resta soltanto il codice civile, penale e sanitario dell’epoca con una serie di racconti più o meno veritieri, e alla Chiesa non gli va giù, perchè capisce che è probabile che si inizi a vedere il “re nudo”, non siamo più nel medioevo. Per quanto mi riguarda nel crocefisso ci vedo solo un uomo pur maestro di saggezza, o di giustizia (carica già presente presso gli esseni), condannato a morte per motivi “politici”. Se qualcuno ci vede una divinità o parte di una divinità, libero di farlo (a me che me ne frega, contento lui). Ma se la sua fede è così salda, perchè deve preoccuparsi se qualcuno la pensa diversamente? Io mica mi preoccupo se qualcuno nel crocifisso ci vede qualcosa di diverso da ciò che penso io. Cavoli suoi!

 

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