Liberi di Vivere, Liberi di Morire
17 ottobre, 2007 di dellefragilicose
Archiviato in Caffè Amaro, Democrazia e Diritti
Il rapporto con la vita e con la morte è un delicato processo che ciascuno di noi, coscientemente o meno, conduce faticosamente nel corso di tutta la sua esistenza. Il timore di salire sul treno della notte verso il grande nulla e l’incertezza su cosa si ci sarà all’arrivo condiziona prepotentemente le nostre scelte, anche se vogliamo far finta che non sia così.
E’ proprio per questa caratteristica di intima individualità che, in un paese moderno e civile, dovrebbe essere consentito a ciascuno di noi di fare serenamente le proprie scelte su come e, se possibile, quando partire. Compito dell’aggregazione sociale degli uomini è alleviare reciprocamente le sofferenze, sostenersi e, all’occorrenza, allestire tutti gli strumenti che consentano di operare scelte difficili con serenità e consapevolezza.
Scegliere cosa si vuole sia fatto in un frangente drammatico come quello della propria morte cerebrale o del coma irreversibile non dovrebbe essere argomento da aule di tribunale e tanto meno soggetto all’approvazione di personaggi che professano una religione estranea e si rifanno a riti e convinzioni nelle quali non ci si riconosce. E’ una responsabilità che consapevolmente ciascuno di noi dovrebbe assumersi rispettando i diritti ed anche i doveri che la dignità umana impongono.

Qualche anno fa, ministro della salute Rosy Bindi, veniva approvata una legge, la 91/1999. Con questa legge si disciplinavano i criteri con i quali era possibile prelevare gli organi da un corpo e quali fossero i prerequisiti per poterlo fare. Molti contestano questa legge, forse preferirebbero altre regole o che, magari, non se ne parlasse.
Fra le modalità attuative della legge c’era anche la distribuzione di una tessera nella quale andava indicata esplicitamente la propria volontà relativamente alla donazione.
Credo che tutti abbiamo ricevuto questa tessera. Alcuni l’avranno guardata, si saranno grattati le balle e l’avranno messa da qualche parte dimenticandola per sempre. Questa cosa deve essere talmente vera che sono nati dei siti dove è possibile ristampare la tesserina on line.
Nessuna informazione, nessuna sensibilizzazione successiva all’emanazione della legge. Questo, secondo me, è l’ennesimo segno del fatto che, per la mentalità di questo paese, di certi argomenti non si parla perché sono tabù o perché portano sfiga. Qualcuno di voi ha presente, per esempio, cosa sia necessario fare per essere cremati dopo la morte?
La cremazione per molti è un pensiero consolante. Quando si fa un minimo di ricerca, si scopre che per essere cremati la legge prevede l’intervento di un notaio e che l’unica maniera per essere certi che la propria volontà sia rispettata è iscriversi ad un’associazione per la cremazione.
Allora viene da chiedersi se non sarebbe più semplice esprimere serenamente le proprie volontà in una dichiarazione associata al proprio codice fiscale e consultabile in rete da tutti gli enti legalmente autorizzati.
Con una serie di alternative semplici ed esplicite si potrebbe disporre del proprio destino in condizioni chiare ed incontrovertibili, cosa fare dei propri organi ed esprimere una preferenza per la cremazione o per la sepoltura. In assenza di disposizioni esplicite, si adotterebbero le disposizioni standard previste dalla legge. Una versione semplice e moderna del testamento biologico.
In questo modo la responsabilità della scelta non ricadrebbe su nessun parente o giudice e le opinioni di vescovi e cardinali rimarrebbero valide solo per chi ne riconosce l’autorità morale.
E’ una cosa estremamente semplice e civile. Il fatto che non venga allestita una struttura legislativa per implementarla è, secondo la mia opinione, la dimostrazione che la Chiesa Cattolica esercita un’autorità politica in Italia oltre il tanto decantato magistero morale.

E’ per questo che considero la decisione della Cassazione sul caso della cara Eluana Englaro una sconfitta. Non è la Cassazione ne’ Benedetto XVI a decidere quando staccare la spina.
Io non sono un frigorifero e nemmeno una stufetta a cui qualcuno decide di staccare la spina. Così come ogni giorno, faticosamente, cerco di vivere consapevolmente e liberamente, vorrei, anzi voglio decidere quali sono le condizioni nelle quali morire.
Se qualcuno non se la sente di assumere questa responsabilità per se stesso e preferisce che a decidere per lui sia il vescovo o un giudice di Cassazione, liberissimo.
Per tutti gli altri la negazione di questa possibilità è un’azione criminale ed oscurantista della peggior specie.
Ricordatevelo quando qualcuno vi racconterà che vivete in un paese libero e laico.
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Una proposta impeccabile.
Siamo tutti un barcode, basterebbe una strisciata per conoscere tutto di noi. Anche le nostre ultime volontà, in caso si renda necessario.
E pensare anche quale ENORME sgravio morale sarebbe, per i congiunti, sapere che tutto verrà eseguito per legge così come richiesto dall’amato. Quante scartoffie in meno da firmare stando attenti a non bagnarle di lacrime. Quante inutili torture risparmiate a chi parte e a chi resta.
Tutto così semplice. Forse davvero troppo.
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Lascia perdere Serpe, sappiamo tutti e due cosa c’è sotto.
Vorrei che lo capissero anche quelli che si ostinano a negare l’azione politica che viene da oltre Tevere.
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“Se qualcuno non se la sente di assumere questa responsabilità per se stesso e preferisce che a decidere per lui sia il vescovo o un giudice di Cassazione, liberissimo.
Per tutti gli altri la negazione di questa possibilità è un’azione criminale ed oscurantista della peggior specie.
Ricordatevelo quando qualcuno vi racconterà che vivete in un paese libero e laico.”
“Se qualcuno non se la sente di assumere questa responsabilità per se stesso e preferisce che a decidere per lui sia il vescovo o un giudice di Cassazione, liberissimo.
Per tutti gli altri la negazione di questa possibilità è un’azione criminale ed oscurantista della peggior specie.
Ricordatevelo quando qualcuno vi racconterà che vivete in un paese libero e laico.”
“Se qualcuno non se la sente di assumere questa responsabilità per se stesso e preferisce che a decidere per lui sia il vescovo o un giudice di Cassazione, liberissimo.
Per tutti gli altri la negazione di questa possibilità è un’azione criminale ed oscurantista della peggior specie.
Ricordatevelo quando qualcuno vi racconterà che vivete in un paese libero e laico.”
IN LOOP.
PER SEMPRE.
Bravo.
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Cavolo… DFC mi stai quasi quasi facendo cambiare idea sull’eutanasia…
Questo sito mi fa male… (faccettacheridemanonlamettoperchèsiparladimorte)
C’è solo una cosa che non mi convince… Queste parole che un uomo ha detto e non si tratta né di Dio né di Gesù Cristo:
“È la forza della vita che ti insegna a non mollare mai anche quando sei sul punto di dire basta. Ci sono cose che si scelgono e altre che si subiscono. Nell’oceano ero io a scegliere, e la solitudine diventava una compagnia. In questo letto sono costretto a subire, ma ho imparato a gestire le emozioni e non mi faccio più schiacciare dai ricordi. Non mi arrendo, non voglio perdere”.
http://biografie.leonardo.it/biografia.htm?BioID=975&biografia=Ambrogio+Fogar
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Seguo la vicenda attentamente.
Dfc, in linea generale le tue proposte le condivido. In fondo è vero anche che questa decisione della Cassazione è una sconfitta. Per noi tutti e in particolare per noi che desideriamo vivere in uno Stato laico.
Per il Sig. Eglaro, però, potrebbe finalmente aprirsi una via d’uscita da questa situazione paradossale.
A meno che non arrivi l’ennesima sentenza a cambiare ancora una volta tutto…
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A me invece sembra una sentenza equa e ricca di spunti positivi proprio per autorizzare la fine del trattamento terapeutico.
Mah, forse non ci ho capito un cazzo, però ancorché abbiano fissato dei paletti, hanno dato un monito piuttosto esplicito al legislatore, affiché si adoperi per provvedere a riscrivere le norme poste a tutela dei malati terminali (e delle loro volontà).
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Dfc, condivido il tuo post però ti devo correggere su un’informazione non corretta che hai dato. Visto che sono l’esperta del settore, contribuisco volentieri.
Per la cremazione non è più necessario essere iscritti alle famose associazioni che esistevano una volta. E’ sufficiente informare i propri parenti della volontà ed eventualmente lasciare due righe scritte.
Per procedere alla cremazione, al momento delle pratiche per il funerale, un coniuge, o genitore, figlio o comunque parente, deve firmare una domanda di autorizzazione alla cremazione al Comune di residenza. Le cose si complicano per i conviventi, come al solito. A chi fosse interessato posso spiegare la normativa relativa.
Le ceneri possono anche essere date in affidamento ad un parente prossimo che ne faccia richiesta al Comune per portarle a casa propria o disperse.
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A casa a casa, voglio restare a casa. Grazie Lame
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Splendido pezzo. Da incorniciare.
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“Se qualcuno non se la sente di assumere questa responsabilità per se stesso e preferisce che a decidere per lui sia il vescovo o un giudice di Cassazione, liberissimo.
Per tutti gli altri la negazione di questa possibilità è un’azione criminale ed oscurantista della peggior specie.
Ricordatevelo quando qualcuno vi racconterà che vivete in un paese libero e laico.”
“Se qualcuno non se la sente di assumere questa responsabilità per se stesso e preferisce che a decidere per lui sia il vescovo o un giudice di Cassazione, liberissimo.
Per tutti gli altri la negazione di questa possibilità è un’azione criminale ed oscurantista della peggior specie.
Ricordatevelo quando qualcuno vi racconterà che vivete in un paese libero e laico.”
“Se qualcuno non se la sente di assumere questa responsabilità per se stesso e preferisce che a decidere per lui sia il vescovo o un giudice di Cassazione, liberissimo.
Per tutti gli altri la negazione di questa possibilità è un’azione criminale ed oscurantista della peggior specie.
Ricordatevelo quando qualcuno vi racconterà che vivete in un paese libero e laico.”
IN LOOP.
PER SEMPRE.
Bravo.
e bravo anche a Juan per l’idea del loop.
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Grazie a tutti.
@Maubra
le reazioni di ciascuno alla morte sono diverse: Fogar ha fatto certe scelte, altri ne hanno fatto di diverse. Tutte parimenti valide, secondo me.
@Lame
grazie, anche se l’informazione su questa cosa mi sembra lacunosa e frammentaria. Inoltre mi risulta che le strutture per la cremazione siano poche e mal distribuite sul territorio, ma forse mi sbaglio anche su questo.
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@ MC
Esistono una quarantina di crematori in Italia. Le domande di cremazione sono in continua crescita anche perchè, in fin dei conti e soprattutto con l’affidamento famigliare o la dispersione, è il metodo più economico per morire: niente tombino, niente lapide, niente spese cimiteriali a parte la cremazione.
L’informazione, sono d’accordo, è tutt’ora poco chiara ma basta rivolgersi alla propria agenzia funebre di fiducia.
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A questo punto è d’uopo sceglierne una.
Chissà se trovo una bella spilungona che somiglia non vagamente a Scully che, affrontando questo cacchio di tabù una volta e per sempre, ci scrive un breve how to sulle estreme onoranze per scegliere le persone giuste ed aiutarci ad affrontare il problema con serenità e non sotto la pressione emotiva del momento.
Magari non farà ridere (anche se non ne sono sicuro), magari non finisce in home su OK, ma qui esce di sicuro.
Vediamo un po’ se la trovo
(smack)
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La nostra agenzia funebre di fiducia è comunque riuscita a spennarci per bene però, in effetti, ci ha informato sulla possibilità della cremazione che è stata fatta senza problemi. Un feroce bestemmiatore come mio padre male avrebbe tollerato un funerale cattolico a nostre spese, bare con crocifissi etc. Anche se, essendo ateo ma comunque scaramantico, la questione non la formalizzò mai bastò il parere nostro e di mia madre per avviare la procedura. Tutto questo è avvenuto qualche anno fa. Al tempo le ceneri non potevano essere prese dai familiari ma dovevano essere comunque tumulate in un cimitero.
Successivamente le cose sono cambiate nella direzione indicate da Lameduck.
Oppure era già possibile ma siamo stati truffati dai becchini? Non so dirlo.
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@ MC
Va bene per il 2 novembre, riti scaramantici compresi?
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Benissimo,
se ce la fai ti lascio la giornata.
Peccato che siamo lontani, altrimenti saprei cosa fare.
Scommetto che riuscirei a divertirmi lo stesso
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Una precisazione:
A decidere non è un vescovo ma dei medici che si rifiutano di “staccare la spina” perchè lo stato “vegetativo persistente” della ragazza è causato dalla “morte corticale” ciò significa che Eluana continua a respirare spontaneamente, apre gli occhi ed ha un ritmo sonno-veglia..
Dallo stato vegetativo persistente ci si può riprendere per questo i medici non “staccano la spina”, e continuano ad “idratare e nutrire” E.
I vescovi in questione si sono espressi circa la idratazione e nutrizione affermando che devono essere “garantite” come terapie mediche ordinarie, dichiarandosi contrari all’ “accanimento terapeutico”.
Una discussione interessante sulla questione se la nutrizione e l’idratazione siano da considerare “terapie mediche” o “cure ordinarie” si è svolta di recente sulla rivista Ethics & Medics, cioè sulla rivista della Conferenza episcopale dei vescovi cattolici americani.8 Da un lato il domenicano K. O’Rourke si è espresso a favore della sospensione della nutrizione e dell’idratazione artificiale, dall’altro le sue tesi sono state vivacemente criticate dal bioeticista W.E. May e dall’editor della rivista, E. Diamond. L’argomento principale di O’Rourke si basa sulla classica distinzione teologica fra “mezzi ordinari” (sempre doverosi) e “straordinari” (non obbligatori) avanzata della scuola di Salamanca.
Tale distinzione, così come il teologo la interpreta, afferma che sono “straordinari” (e dunque non obbligatori) i mezzi che impongono carichi gravosi al malato stesso o agli altri e risultano inefficaci rispetto al raggiungimento del suo scopo di vita (scopo che, nella sua prospettiva, è essenzialmente di ordine spirituale, cioè la conoscenza e l’amore di Dio). La nutrizione e l’idratazione artificiale certamente ottengono lo scopo di prolungare la vita del malato, ma non quello di aiutarlo a perseguire il suo scopo fondamentale di vita in quanto il soggetto in stato vegetativo è privo di capacità cognitive e affettive e pertanto incapace di vita spirituale.
Al contrario May sostiene che la nutrizione e l’idratazione artificiale sono mezzi ordinari (e dunque moralmente doverosi) in quanto non sono di aggravio al paziente stesso (proprio in quanto privo di consapevolezza). Circa la loro inefficacia rispetto al raggiungimento del fine spirituale della vita, essa non è – a suo parere – rilevante ai fini della distinzione.
Non sono poi così male sti vescovi!! :):)
Luna
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I vescovi in questione si sono espressi circa la idratazione e nutrizione affermando che devono essere “garantite” come “mezzi ordinari”…
(sorry)
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E che diamine quanti vescovi ci saranno al mondo? E’ naturale che ce ne siano (anche) di validi!
Resta il fatto che questi vescovi rischiano di infilarsi in un vicolo cieco. Se sei favorevole alla sospensione della nutrizione forzata come ti poni davanti ad una persona che è “costretta” a morire di fame?
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Di fronte alle persone “costrette” a morire di fame proporrei, per tutti,
un bell’esame di coscienza e..
“accanimento companatico”…
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Io non sono d’accordo! E più studio e più si allargano i miei confini dell’ignoranza e la “scienza medica” che pretende di curare il corpo senza porsi il problema dell’essenza vitale che esso custodisce non può sottrarsi alle sue responsabilità.
ELUANA ENGLARO PROCESSATA IN CONTUMACIA
Ieri, 14 febbraio a RAI 2, nel “tribunale” di RICOMINCIO DA QUI si è celebrato l’ennesimo processo in contumacia su Eluana Englaro, colpevole di continuare a vivere contro tutto e tutti.
Se innocente è chi lotta per la vita e colpevole è chi vuole toglierla, in questo processo sono intervenuti tutti favore del pubblico ministero per la pena di morte e nessuno a difesa per il diritto alla vita.
PRESIDENTE in video conferenza: prof. Stefano Rodotà
PUBBLICO MINISTERO: Alda D’Eusanio
TESTI A CARICO interrogati : Beppino Englaro, Avv. Vittorio Angiolini, e la psicologa Luana De Vita
TESTI A CARICO in video conferenza: Dott. Riccardo Massei, Dott. Mario Riccio, Prof. Stefano Rodotà
PROVE A CARICO: Lettera in video di Piergiorgio Welbi, diagnosi poetica in video del corpo di Eluana del Dott. Carlo Alberto Del Fante, poesia della figlia morta alla madre la scrittrice Isabella Aliente,
TESTI A CARICO citati: Avv. Maria Cristina Morelli, Prof. Veronesi, ed altri
COLLEGIO DELLA DIFESA – Nessuno
DIFENSORE D’UFFICIO – Nessuno
GIURIA – Nessuno
PUBBLICO - Tutto di parte
Alda D’Eusanio si è prodigata da vera attrice in domande di morbosità inaudite, dal tenore drammatico teatrale ottenendo risposte della stessa tonalità. Ha persino chiarito tra l’altro il concetto di vita e non vita: il primo quando si beve dal bicchiere e si mangia dal piatto e il secondo quando si beve per fiala e si nutre per sonda.
Si è persino parlato di “patto di sangue a tre” la dove la serenità di due dipenderebbe dalla morte del terzo.
ALLA DOMANDA FINALE DI RITO: Da dove ricominci? La Risposta è stata immediata: dalla sentenza della Corte d’Appello che equivale, a dopo l’esecuzione.
Il Prof. Raffaele Morelli, eminente psichiatra e psicoterapeuta, direttore dal 1979 della rivista RIZA PSICOSOMATICA, il 15 dicembre da Costano a SKYSTELLA ad una mia domanda sul libero arbitrio rispondeva testualmente: “Se noi vogliamo indagare all’interno, ci vogliono le chiavi giuste per la serratura giusta e quindi quando noi parliamo di libero arbitrio, se stiamo ben attenti veramente di libero non c’è quasi niente. Il nostro cervello è il 94/95% e anche di più condizionato.
Condizionato da quello che ci hanno trasmesso i nostri genitori, da quello che ci ha dato la cultura in cui siamo stati inseriti. Noi vediamo il mondo non per quello che è ma per come siamo stati in qualche modo abituati a guardare. Certo su quei grandi temi l’eutanasie ecc. io penso, che anche lì noi commettiamo degli abusi tremendi …..”
PER TORNARE AL PROCESSO: LA PAROLA ALLA DIFESA CHE NON C’ERA,
Rimando i lettori ad alcuni scritti nel mio blog : CENTRO STUDI ESOTERICI SIRACUSA RAPPORTO K
Eluana Englaro il mio funerale;
un granello di sabbia per Piergiorgio;
una bara bianca;
ho pianto per Piergiorgio;
Welby: Mina e il Cardinale …..
Per un approccio, invece, alla problematica di un pensiero etico- filosofico, né fideista né ateo, ma che giustifica le mie riflessioni sulla ricerca del vero libero arbitrio attraverso la scoperta delle infinite e immense virtualità della Mente Profonda, “domus magna” dell’essenza vitale la cui matrice non può non essere divina, due miei saggi-conferenze, l’una propedeutica dell’altra: “Il Divino ragionato ed “il travaglio dello Spirito nel periodo pre e post-mortem” , anch’essi nel blog.
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