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Lettera Aperta ai Gay

18 febbraio, 2008 di cruman  
Archiviato in Democrazia e Diritti, Meccanica delle Cose

Allora ditelo che vi piace cacciarvi nei guai.
Alcune premesse: io non ho niente in favore dei gay (scusate ma mi stanno antipatici quelli che dicono “io non ho niente contro gli omosessuali, anzi ho tantissimi amici gay”, che già il fatto che uno abbia tantissimi amici è sospetto), in generale non capisco perché bisogna avere qualcosa a favore o contro. Non so nemmeno che cosa pensino loro di me.

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Va bene da un punto di vista evolutivo bisogna ammettere che gli omosessuali fanno un po’ di fatica a procreare, ma la faccio anche io ve lo assicuro. L’unica cosa che davvero non sopporto sono i gay che dopo 5 minuti che mi conoscono scuotono la testa con compassione avvertendomi del fatto che per tutta la vita mi sono ingannato non capendo niente di me stesso. Questo gli uomini, le donne mi sputano direttamente in faccia. Per il resto capisco tutto. L’altro giorno ho sentito parlare un tizio che si è operato, è diventato donna e ora è lesbica. Siamo onesti, ha realizzato il sogno segreto di tutti noi maschietti e del tizio che diceva “se fossi donna starei sempre a toccarmi le tette”. Fatte queste premesse, ho bisogno di capire una cosa.

Gli omosessuali, dalla fine del mondo antico, hanno subito le peggiori persecuzioni sociali, psicologiche e fisiche che la storia ricordi. Hanno dovuto lottare di nascosto contro le religioni, la politica, l’emarginazione, hanno dovuto persino liberarsi dell’accusa di untori dell’aids. Senza contare le lotte intestine, per esempio, tra chi non si sente rappresentato dall’orgoglio gay strombazzato in piazza con abiti bizzarri e chi invece vuole una rivoluzione sessuale senza limiti. Insomma una vitaccia. Tutta la mia comprensione. Ma ragazzi….ma come accidenti vi è venuto in mente adesso di volervi sposare??? Allora siete masochisti. Lo fate apposta.

Eravate gli unici immuni da questa piaga sociale di dimensioni catastrofiche. Intendiamoci, ci sono matrimoni che funzionano e che non creano alcun tipo di problematica, come, del resto, ci sono parti plurigemellari….succede. Adesso io non voglio parlare di implicazioni socio economiche. Ci sono sicuramente molte questioni legate a eredità, comunione di beni, salute eccetera eccetera. Ma allora lottiamo per queste cose. Lasciate perdere il matrimonio. Certo qualcuno potrebbe dire che desidera almeno la possibilità di scegliere, di decidere se sposarsi o meno. E’ questo l’errore. Il matrimonio è lì che vi svolazza sulla testa come un avvoltoio affamato: al primo momento di debolezza vi piomba addosso senza pietà e quel momento di debolezza lo rimpiangerete tutta la vita. Ora gli omosessuali hanno un vantaggio enorme. In quel drammatico momento possono solo dire “mi piacerebbe poterti sposare” e via….tutto finito. Ma sapete quanta gente eterosessuale ora pagherebbe per aver avuto allora qualcuno che gli impedisse di fare questo passo?? Miliardi, miliardi di gente.

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Pensateci bene. Ancora oggi la gente si sposa per i motivi più stupidi: per uscire di casa, per non stare solo, a volte solo per fare la cerimonia o perché “le mie amiche sono tutte sposate”. Voi non li avete questi problemi. Tanto il giorno che avete deciso di parlare alla vostra famiglia di come siete davvero, a farvi uscire di casa ci avranno pensato loro. Come diceva un mio amico di colore “meglio essere negri che gay, se sei negro non devi dirlo a tua madre”. Non avete nemmeno il problema di aver messo incinta qualcuno per sbaglio e dover riparare se no il padre vi gambizza. E poi sapete sempre dove andare. Ci sono posti organizzati. E’ vero può sembrare una forma di ghettizzazione, ma la gente ghettizza per molto meno. Perché sei grasso, brutto o disabile. E a volte vi invidio: di gay bar è pieno il mondo, ma di disadattat bar non ne ho ancora visti.

Gli omosessuali hanno sempre lottato per poter essere semplicemente quello che sono, per esprimersi con la loro vera personalità, senza dover sottostare ai dettami della moralità costituita e, accidenti, hanno faticato come una balena stanca. E ora? Vogliono anche loro il contratto sociale più normalizzante, spersonalizzante e limitante che sia mai stato progettato? Così mi fate crollare un mito, non avete mai accettato le regole imposte da altri esattamente come cerco sempre di fare io e ora volete entrare in un mondo in cui tutto è già codificato. Come si certifica l’amore e come finirà. Dite la verità, avete un accordo con le lobby degli avvocati divorzisti, ditelo su, io vi capirò, ma non potete crollare anche voi, non mi lasciate solo vi prego.

Scusate, mi sono lasciato un attimo trasportare dalle emozioni. Vi sembrerà strano, ma io non voglio demonizzare il matrimonio, voglio innalzare l’uomo. Passiamo un buon 80% del nostro tempo a fare cose che, dipendesse da noi, non faremmo. Cose che ci dicono altri di fare e come fare. In quel piccolo spazio che ci rimane, lo spazio del nostro tempo, del nostro intimo, dei sentimenti, non possiamo anche lì farci condizionare da regole scritte da altri, non possiamo farci dire anche lì come si fa e come non si fa. Se no è finita. Decidiamo noi come viverci e come smettere di viverci e non pensiamo di non avere le risorse per farlo. E anche se fosse così, non servirebbe utilizzare i modi preimpacchettati da altri. Può essere che il sistema matrimoniale così com’è strutturato oggi, calzi a pennello per qualcuno, può essere anche (molto più raro) che calzi perfettamente per due persone che casualmente si sono anche innamorate. Ma non può andare bene per tutti. Evoluzione, dobbiamo evolverci. Non può essere che ancora oggi una donna non sposata dopo i 30 anni venga considerata come un cavallo zoppo e un uomo un puttaniere o un disadattato.

Fate attenzione quindi. Quando anche gli omosessuali cominceranno a desiderare di sposarsi perché i genitori di lei preferiscono così….sarà la fine, avranno raggiunto la considerazione sociale che volevano, ma saranno tristissimi.

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Comments

48 Risposte a “Lettera Aperta ai Gay”
  1. Francesco Orsenigo scrive:

    LOL!!!

    “Quando anche gli omosessuali cominceranno a desiderare di sposarsi perché i genitori di lei preferiscono così…”
    *LEI*!?!?
    Quale delle due!?!! =)

    RILOL!!!

    [Rispondi a questo commento]

  2. cruman scrive:

    intendevo gli omosessuali in senso panteistico (e pensa che lo intendevo senza sapere che cosa significhi panteistico). Di solito sono i genitori di lei che tendono pericolosamente all’accasamento coatto! di qualsiasi sesso sia la lei in questione ;)

    [Rispondi a questo commento]

  3. Silent Enigma scrive:

    Ma sapete quanta gente eterosessuale ora pagherebbe per aver avuto allora qualcuno che gli impedisse di fare questo passo?? Miliardi, miliardi di gente.

    Presente, se fossi sposato sarei certamente uno dei miliardi!

    Grande cruman :mrgreen:

    [Rispondi a questo commento]

  4. cruman scrive:

    ne parlavo giusto ieri con Paul McCartney, 87 milioni di euri per 4 anni con una modella. Valeva la pena fare il visagista delle dive invece di cantare con i beatles.

    [Rispondi a questo commento]

  5. Emanuele scrive:

    Ancora oggi la gente si sposa per i motivi più stupidi: per uscire di casa, per non stare solo, a volte solo per fare la cerimonia o perché “le mie amiche sono tutte sposate”

    ahahah!! LOOOOOL!!! troppo vero!!

    [Rispondi a questo commento]

  6. daniela tuscano scrive:

    Si afferma che nemmeno Giuliano Ferrara possa aver figli, invece noto che ne ha molti, o almeno ci prova - o ci provano loro stessi. A far gli scapigliati, i futuristi-conservatori, delle piccole Fallaci al maschile con un po’ d’ironia (o circa) in più. Solo un po’, l’aculea signora non ne aveva affatto, si prendeva anzi molto sul serio.

    Verrebbe da liquidare questo pamphlet con un “parla come mangi”. Zì inzomma: l’abbiamo capito, gli o. (non uso la parola completa perché pare ci sia uno spammer omofobo), ti stanno un po’ sulle scatole. E non lo puoi più dire apertamente, perché ti darebbero subito del reazionario, dell’intollerante, ecc. Allora la butti sull’ironico. Bella pizza, il matrimonio, sai che menata, questioni di eredità, e poi i rabbuffi, la barba lunga, le calze smagliate, i figli che frignano… Massìììììì, beati i g., che possono sempre divertirsi, che conducono una vita scintillante come un’interminabile festa, e che poi hanno i loro lussuosi locali, dove poter esprimere al massimo la loro edonistica vitalità. Tutta immanenza, attimo fuggente, provocazione e scintillii di lacca.

    Mi verrebbe da obiettare che la tua visione del matrimonio è quantomeno squallida, che non tutti i g. sono stilisti fascinosi e dolcigabbani, che molti di loro credono in Dio, non affogano l’esistenza tra un party e l’altro, e che forse quei locali così dorati altro non sono che la versione ingentilita degli antichi ghetti, in cui proprio i “normali” li hanno rinchiusi. Che poi qualcuno di loro ci lucri pure sopra, o che si sia abituato all’emarginazione di lusso, può darsi. Il guaio è che fra loro esistono anche persone che guadagnano 1200 euro al mese, che fanno gli operai, e che vorrebbero sposarsi non per un contratto, ma perché amano il loro partner.

    Altri sollevano riserve su questo loro diritto, che non tutti considerano tale. Se ne può discutere, naturalmente. Non mi sembra però che il fine dell’articolista fosse questo.

    P.S.: Riformulo a MC anche da questa sede la domanda già rivolta nella mail: è iniziato lo speciale sull’o.? Speravo di saperlo in anticipo, comunque avevo già inviato degli scritti. Un saluto.

    [Rispondi a questo commento]

  7. SL scrive:

    @Cruman
    Da un “appello all’intelligenza” degli omosessuali sei finito a parlar male del matrimonio. Mi sembra un’idiozia gratuita, espressa con tante ovvietà corrive, soprattutto perché “il contratto sociale più normalizzante, spersonalizzante e limitante che sia mai stato progettato” è - invece - quello di lavoro: qualsiasi lavoro, che stabilisce la compravendita del tuo tempo (braccia, gambe, mani, testa, quel che vuoi…) in cambio di denaro.
    Ma, a parte questa mia persino ovvia constatazione, trovo sciocco e irritante esprimersi così, con tanta malagrazia qualunquista, sulla scommessa più difficile e romantica sulla quale una coppia (qualsiasi coppia) può voler giocare il proprio destino. Che sia difficile, talvolta moelsto, che sia un cimento troppo ardito per lo spirito mentecatto dell’oggi, non mi stupisce affatto. Ma occorre provarci, almeno…
    SL

    [Rispondi a questo commento]

  8. Alex scrive:

    beh, prima prova a sapere cosa significa non poter avere un diritto che tutti hanno, poi se ne riparla. La crisi matrimoniale è un aspetto che prescinde dall’orientamento sessuale ma che caratterizza la società. Così come la “leggerezza” con cui alcuni giungono a compiere un passo quale il matrimonio, anche quello è una questione sociale ma asessuata. Sicuramente è un problema della “modernità” ma non trovo un gran nesso con i gay. Ossia, se tutto l’articolo voleva essere un senso ironico ok…ma se realmente pensi che sia “una fortuna” per un gay non potersi sposare, beh, quello lascialo decidere a lui e non altri per lui.

    [Rispondi a questo commento]

  9. daniela tuscano scrive:

    Post scriptum. Quando si ricorre a citazioni, si ha il dovere della correttezza. Il “Preferirei essere negro piuttosto che gay” non è il parto della fervida mente del nostro Cruman, ma del compianto Copi (attore gay). Faccio presente, sulla scia di Marco il Buono, che due mesi fa in Iran hanno impiccato un ragazzo ventenne perché “colpevole di sodomia”, che due anni fa è toccato a due minorenni e altri attendono la stessa sorte da un momento all’altro. Pegah, la lesbica iraniana riparata in Inghilterra, rischia di essere rimpatriata, e ciò significherebbe per lei lapidazione sicura. Ma senza dubbio qualcuno rimpiange i bei vecchi tempi, quando anche da noi funzionavano i roghi.

    [Rispondi a questo commento]

  10. Oris scrive:

    Non vedo assolutamente come qualcuno possa sposarsi senza “leggerezza”.

    Chiunque si soffermi a riflettere, infatti, cambia idea.

    [Rispondi a questo commento]

  11. cruman scrive:

    alex
    dunque… a parte il fatto che mi sembra di averlo detto, mi cito addosso: “Certo qualcuno potrebbe dire che desidera almeno la possibilità di scegliere, di decidere se sposarsi o meno.” Ho anche aggiunto che bisognerebbe affrontare il problema dei diversi diritti civili legali eccetera. Io stavo considerando solo il concetto di matrimonio, non le implicazioni di tipo sociale/economico che comporta.
    Anche il nesso con i gay mi pare di averlo detto. I gay per me hanno sempre rappresentato la ribellione agli schemi, alle strutture preimpostate alla mentalità antica e bigotta. Per me il matrimonio come viene vissuto in questa società è l’emblema di tutto questo e mi incuriosiva capire come il simbolo dell’espressione personale, di ciò che si è realmente possa “sposarsi” con uno schema così “inquadrante”. Se però non posso chiedermelo allora ok!
    Poi possiamo generalizzare il discorso. Negli ultimi tempi è stata fatta un’analisi in emilia romagna e risulta che i matrimoni che resistono più di 15 anni sono circa il 5%. Non male vero? Se qualcuno ci chiedesse di investire tutte le nostre risorse in un progetto senza scadenza che ha il 5% di probabilità di riuscita, accetteremmo? Secondo me non accetteremmo nemmeno se fosse il 50. Quindi entrano in gioco dei meccanismi che sfuggono al nostro controllo.

    Mi sono quindi posto la questione nei confronti di chi non può contrarre matrimonio (è anche contagioso). E siccome mi sono sempre detto che ci deve essere un sistema di interrelazione “privata” molto più furbo (o se vogliamo moderno) del matrimonio, ho pensato che le persone adatte a trovarlo erano proprio quelle a cui è impedito sposarsi.

    Il tutto è ovviamente una provocazione ironica, sia nei confronti dell’apporccio sociale al matrimonio che a una realtà che avverto come contraddittoria, tra la forza umana del mondo omosessuale e l’ormai indebolente istituzione del matrimonio. Ovviamente senza voler offendere nessuno, ma evidentemente non ci sono riuscito. Chiedo venia.

    [Rispondi a questo commento]

  12. Luca scrive:

    ricado in pieno nella categoria a rischio: 31 anni, etero e non ancora sposato. Evidentemente o sono uno scapolo d’oro o un disadattato, 50% di probabilità! E ancora non ho chiesto l’aiuto del pubblico…
    Scherzi a parte, concordo con te e penso a quanto sia triste che il matrimonio sia tra quelle scelte che si fanno anche solo per ravvivare la vita di coppia o per diffusa abitudine . C’è addirittura chi mette al mondo un figlio per noia…
    COmunque concordo e sottoscrivo in pieno, parole sante

    [Rispondi a questo commento]

  13. Silent Enigma scrive:

    cruman, certo che ci sei riuscito.

    so’ ragazzi ;-)

    [Rispondi a questo commento]

  14. lastrega scrive:

    lol hai ragione
    quando il gay vuol fare l’etero diventa un paradosso comico quasi un colmo
    un po’ come il trans che decide di cambiare sesso e diventare etero :D
    liberi di farlo ma poi è un po’ come sputare in cielo
    ti ricade addosso :D

    [Rispondi a questo commento]

  15. GdA scrive:

    A me piace la tua premessa.
    Non avere nulla a favore o contro le persone omosessuali vuol dire accettare quello che per me è un dato di fatto: Gli omosessuali sono persone normalissime, nascono, vivono, si relazionano, si innamorano, gioiscono, soffrono e muoiono come tutti..

    Il diritto al matrimonio è un modo , secondo me, per ribadire una normalità che ancora sfugge a molti..
    Ai molti “anormali”che discriminano e che spero, prima o poi, si estinguano..:)

    Luna

    [Rispondi a questo commento]

  16. Silent Enigma scrive:

    Luna, mi viene in mente la devastante quanto semplice verità che ho scoperto grazie ad una donna cieca.
    Loro quando incontrano una persona non hanno pregiudizi se non quelli sensoriali dati dal timbro della voce.
    Non poter dire “si veste da gay, è gay” oppure “guarda quel ciccione” o ancora “che zoccola quella” è la loro arma vincente, umanamente parlando. Dovremmo imparare un po’ tutti da loro. In particolare le “specie protette” in via d’estinzione

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  17. geoandgeo scrive:

    Ce ne fossero di persone che si fanno domande! Il problema è proprio perchè la gente non se le fa. E’ vero ciò che dici sulla crisi del matrimonio, ma da gay (e certo io rappreseno me stesso) ti dico però che non mi calza la tua idea del “gay fuori dagli schemi”. E’ vero, all’apparenza un gay sembra così, ma è pur vero che il gay per “farsi notare” (nell’accezione cioè di dire “esisto anche io”) spesso ricorre a segnali anticonformisti. Di fatto poi un gay nel senso comune della società è visto come fuori dai “canoni” già nella sua accezione di esser gay e quindi si trascina dietro l’idea anche di anticonformista. E’ anche vero che una aliquota di anticonformismo forse il gay lo ha ma nel senso che un gay che non è contemplato nella società si trova più facilmente a scontrarsi con essa e a metterne in discussione alcuni dei suoi elementi. Ma di fatto fu anche quando la donna rivendicò la sua identità. Credo sia un po’ una tipicità delle rivendicazioni quello dell’idea di anticonformismo: vedi i no-global, i figli dei fiori, i 68ttini. Ma dietro all’immagine di quegli esponenti che lottano in prima linea per una causa (femminismo, pari diritti etc, etc) c’è la gente comune, quella che non si vede ma che poi è la maggioranza! Come dire: se uno avesse preso come modello la donna femminista che gridava pari diritti, beh, forse non sarebbe stato così rappresentativo della donna in senso lato. Per me il non potermi sposare alla fin fine è una mancanza, è un qualcosa che vorrei ma che non posso avere. Di fatto il matrimonio o comunque un legame ufficializzato ha una valenza di reciproca tutela per gli innamorati. Se il matrimonio fosse solo un mero mezzo per far una festa, beh concorderei nel dire che è inutile. Ma il matrimonio è anche un vincolo, un reciproco impegno a tutelarsi. Ti faccio un esempio banale ma che banale non è: due persone hanno una casa, decidono di convivere, scelgono una delle due abitazioni come dimora. L’altra abitazione potrebbe essere tranquillamente affittata così che con il ricavato tutti e due starebbero meglio. Ma chi ha affittato la propria casa di fatto poi è la parte debole. Lui è ospite ai fini della legge, se il compagno volesse può dirti: quella è la porta, ciao. Così magari finisce che nessuno affitta e tutti stanno peggio. O magari il compagno può aversene a male della non fiducia, del tentennamento nell’affittare la propria casa. Se invece sei sposato almeno per un periodo sotto i ponti il coniuge non ti ci può mandare! Aggiungici il diritto all’assistenza del compagno, diritti ereditari e quant’altro e capirai che il matrimonio se ben affrontato offre alla coppia strumenti per renderla reciprocamente tutelata.

    [Rispondi a questo commento]

  18. cruman scrive:

    daniela fai una cosa, vai nel mio blog, è questo http://www.celodicehillman.it e guarda sulla colonna di destra, poco prima della chat. C’è un area in cui metto le foto di cose e persone che mi piacciono. Butta un occhio.

    mi chiedo se è possibile amarsi senza matrimonio, mah.
    ah io non ho detto che quella frase è mia, ho detto che l’ha detta un mio amico di colore. E’ da lui che l’ho sentita, mi spiace non aver saputo la vera origine. Espierò.

    SL i tuoi insulti sul mio punto di vista dimostrano una certa intolleranza per chi non è come te. Mi pare di riconoscere qualcosa in questo atteggiamento.

    comunque mi scuso di nuovo se ho offeso qualcuno, non era mia intenzione. Come ho detto era un’ironica provocazione evidentemente, caro silent, è andata male…o bene?

    [Rispondi a questo commento]

  19. cruman scrive:

    caro geo,
    io sono d’accordo con te e l’ho anche scritto. alcune tutele devono essere rivendicate. questioni tecniche, economiche, legali, sanitarie eccetera eccetera.
    Quando ho detto fuori dagli schemi non intendevo bizzarro o con le piume di struzzo (come qualcuno nei commenti mi ha messo in bocca). Intendo fuori da schemi stantii che, nella mia visione hanno un’accezione negativa. Gli schemi del piattume sociale e della finta morale. Insomma un fuori dagli schemi sano e genuino.
    Io lo so che il matrimonio è una romantica scommessa, ma la realtà dei fatti è che questa scommessa, ogni giorno di più, è una scommessa persa (e lo dicono i numeri non io). Non vedo che cosa ci sia di così idiota nel pensare un’evoluzione delle instituzioni sociali così come l’uomo e tutto ciò che ha intorno si evolve.
    Questo non esclude il fatto che io sia un idiota ovviamente. Le cose possono coesistere.

    [Rispondi a questo commento]

  20. cruman scrive:

    ah, sl, perchè “occorre provarci”?
    perchè non si possono provare altre soluzioni se una si dimostra fallimentare? scusa se insisto ad essere sciocco irritante e idiota (gratuito), ma sono le cose che mi riescono con meno malagrazia.

    [Rispondi a questo commento]

  21. cruman scrive:

    ho scritto instituzioni, eh però. sto diventando vecchio, non bastava gay nero e in affitto nel bronx, ora anche vecchio! ccidenti.

    [Rispondi a questo commento]

  22. geoandgeo scrive:

    Cruman ma allora è un po’ un piccolo blef il tuo! parli di lettera ai gay e poi è una discussione sul matrimonio il tuo vero intento…. vabbè… saluta il tuo amico nero … su certe cose ha ragione

    [Rispondi a questo commento]

  23. cruman scrive:

    io sono un po’ un bluff già di mio, caro terraeterra, però forse questo è un finto bluff. Buio. ;)

    [Rispondi a questo commento]

  24. Silent Enigma scrive:

    Per me il non potermi sposare alla fin fine è una mancanza, è un qualcosa che vorrei ma che non posso avere.

    E tanto basta come spiegazione ai benpensanti. Sugli standard minimi siamo d’accordissimo.

    Cruman, mi spiace che la tua ironia non si sia capita molto. Era un modo splendido di iniziare la settimana, peccato che alcuni si siano lasciati scappare l’occasione di capire.
    Succede solo nei migliori blog :-D

    [Rispondi a questo commento]

  25. cruman scrive:

    silent, non ti crucciare, se fossi sposato mi insolentirei anche io :)

    [Rispondi a questo commento]

  26. Marco il buono scrive:

    A me non sembrava offensivo l’articolo di Cruman, è molto ironico e comunque esprime il suo punto di vista.
    Secondo me voleva solo dire che ci vorrebbe una nuova risposta alla richiesta di diritti dei gay, che secondo lui non è il matrimonio.
    Vedendo le statistiche dei matrimoni sarei quasi daccordo.
    Forse potrebbe sembrare un po strano se, questa nuova forma di tutela e diritti, fosse riservata solo ai gay, allora si che ci sarebbe da ridire, ma da quel che ho letto non è così.

    [Rispondi a questo commento]

  27. Oris scrive:

    Io sono sposato, ma non mi sono insolentito, forse perchè ho pensato, erroneamente, che su mc non esistessero questioni di principio.

    (rima voluta, “reppate voi” ;) )

    [Rispondi a questo commento]

  28. ilBuonPeppe scrive:

    Offensivo?
    Andiamo ragazzi, l’ho capito perfino io che l’articolo era ironico…
    Chi non l’ha capito evidentemente è in mala fede oppure ha i neuroni chiusi in uno schema un po’ troppo asfittico. Oppure semplicemente (come capita spesso anche a me) non aveva ancora preso il caffè.

    PS: mi sa tanto che scriverò un articolo sul matrimonio…

    [Rispondi a questo commento]

  29. cruman scrive:

    Per forza Oris, dopo aver detto questo “Non vedo assolutamente come qualcuno possa sposarsi senza “leggerezza”.
    Chiunque si soffermi a riflettere, infatti, cambia idea.”

    hai perso il diritto di insolentirti ;)

    comunque provo a riformulare, perchè non volevo certo offendere chi si è promesso amore eterno davanti a qualcuno. Uno nasce (mettiamo un uomo) e cresce ovviamente in un ambiente culturale che lo condiziona e lo spinge verso schemi già predisposti per lui da altri. Devi intanto essere sano se no sono “uccelli dolci per diabetici” (Lino Banfi, questa la so) e tutto quello che puoi ottenere dalla vita è un parcheggio riservato (che sarà occupato da uno col cayenne). Poi devi essere in gamba, furbo, un po’ cattivello (”ammazzalo!!!” genitore durante partita di calcio) e riuscire in quello in cui tuo padre ha fallito. Indi hai da diventare uno sciupafemmine così che il tuo vecchio possa bullarsi con gli amici e prendere in giro quel suo collega il cui figlio è un maledetto finocchio. A un certo punto dovrai smettere di fare lo sprimacciafemmine e mettere la testa a posto (ma solo sulla carta). Trovare un’unità carbonio di sesso opposto che sappia fare due uova alla garibaldina e si faccia coprire per fini procreativi e divenire nel giro di qualche anno, un culo che spunta dal frigorifero. Se no niente famiglia e niente rispetto.

    Ora, il gay a un certo punto della sua vita ha una folgorazione. Capisce che le persone non sono fatte con lo stampino e che forzarle tutte all’interno dello stesso schema peraltro impostato senza chiedere il loro parere, non solo non è giusto, ma può anche risultare dannoso. Quindi con grande fatica pensa “io posso essere una persona di valore, meritevole di rispetto e compagnia bella anche se non rientro in questi schemi. posso amare, lavorare, avere una fede e fare sesso seguendo la mia essenza, i miei valori, le mie inclinazioni e non devo sentirmi diverso perchè tutte queste cose sono distanti da quella cultura in cui sono cresciuto”.
    Facile no? Facile un cazzo, dice la società, che comincia a percuotere questo poveraccio con l’elenco telefonico di città del messico sin dalle elementari. Ma lui lotta, non si da per vinto, anche perchè non ha alternativa. Lui è qualcos’altro rispetto a quel modello di normalità e non può non essere quel qualcos’altro. Sarebbe non vita per lui. Quindi lotta ad ogni piè sospinto, in ogni ambiente. A scuola lo prendono in giro perchè fa giochi diversi dagli altri o perchè magari è solo più sensibile. Se ha la sfortuna di nascere in qualche paese screanzato lo perseguono legalmente, se nasce in italia rischia di finire in un programma di la7. Può credere in dio ma praticamente tutte le religioni lo considerano un malato. Quindi se ne fa una sua. Anche quella non preimpacchettata da qualcun altro. Anche il concetto di famiglia deve per forza essere rivisto rispetto a quello considerato normale e anche lì ci prova o si arrende.
    Ecco in tutto questo, la mia domanda era: perchè proprio il matrimonio lo si vorrebbe esattamente come è stato assemblato in questa rigida cultura che l’ha visto lottare tutta la vita? Perchè anche lì, non creare qualcosa di più evoluto che magari finirà per essere un’ottima soluzione anche per gli eterosessuali? Ma la mia è davvero una domanda, non una critica.
    Perchè in una società in cui la forza, il coraggio, l’imporsi, sono valori a cui purtroppo si dà importanza, rendendo disabili i deboli, queste battaglie sono battaglie vere. Di cuore, non di prepotenza. E il matrimonio, nella mia limitata visione del mondo, mi sembra la conquista meno importante in una vita di conquiste quotidiane davvero fondamentali.

    pfff ho scritto un altro post. sono davvero noioso.

    [Rispondi a questo commento]

  30. geoandgeo scrive:

    Ti rispondo cruman: perchè un gay vuole il matrimonio? per è avere ciò a cui hai diritto tu eterosessuale. Intanto datemi anche a me gay la stessa dignità di tutti, se poi non crederò nel matrimonio o vorrò un’altra forma di unione…se ne riparlerà tutti insieme, gay e eterosessuali, ossia persone. Se il matrimonio funziona o no, se è desueto o meno, se è la morte di un rapporto o il sostegno, quello è soggettivo, nel senso che a certe persone calza il matrimonio ad altre calzerebbe forse meglio un altro genere di unione. Ma esistono persone a cui il matrimonio così come è fatto adesso calza a pennello ed è proprio quello che vogliono, senza nè aggiunte nè sottrazioni. E tra queste persone esistono anche dei gay. Se poi non comprendi il perchè un gay voglia il matrimonio, la risposta è la più ovvia, il matrimonio è il simbolo dell’unione. Ma non è neppure solo un simbolo …vedi quello che ho scritto nell’altro post, ossia il matrimonio tutela anche la coppia. Io non sto parlando di matrimonio religioso, essendo quello un’ulteriore aspetto, parlo del matrimonio civile. Dei diritti e del riconoscimento di una persona in quanto individuale ma anche appartenente ad una famiglia. Che differenza c’è tra una coppia eterosessuale senza prole ed una coppia gay? Perchè la coppia senza prole può sposarsi e la coppia gay no?

    [Rispondi a questo commento]

  31. cruman scrive:

    geo, su questo ho già detto che sono d’accordo, cioè sulla parità dei diritti e compagnia cantando. E so bene che tutti dovrebbero avere la stessa possibilità di scegliere. Ma io, con la mia che è comunque un’ironica provocazione, sto cercando di fare un passo più in là, ma forse ho un’esposizione claudicante. Mettiamola così: diamo per scontato che il matrimonia sia una pratica a cui chiunque possa accedere, quindi superiamo il problema parità dei diritti, quello che mi rimane da capire è come una mentalità che rompe gli schemi sia attratta da un sistema così schematico. Ora sì che sono stato chiaro ah sì sì!
    E poi perchè l’unione, l’amore, chiamiamolo come vuoi, anche giovanni, deve avere un simbolo? non sono già le due persone il simbolo di giovanni? due o anche tre quattro, non è che ci siano regole per tutto. perchè, al di là delle implicazioni legali su cui abbiamo già stabilito di essere d’accordo, questa bella cosa (giovanni) “necessita” di una ratificazione? ripeto e sottolineo che sto ponendo questioni puramente filosofiche (e un po’ anche matematiche) e non “politiche”.

    ma soprattutto…eterosessuale ci sarai tu!! ;)

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  32. geoandgeo scrive:

    Sia inteso cruman, ho capito che forse hai messo in causa i gay per un altro scopo, ossia per poi parlare del matrimonio. Ma il problema forse è questo: a te pare che il matrimonio così come appare oggi ( e sinceramente vedo che tante coppie eterosessuali ti condividono ) non sta bane il matrimonio, non lo senti parte di te. Quindi è giusto considerare anche questa nuova necessità. Ma non demonizzerei il matrimonio. Come dire, così come esistono più tipi di società…srl, snc, per azioni….beh, perchè non dovrebbe accadere anche per le unioni? Non sta a me dire cosa è giusto o no per una persona. Sta alla persona dirlo a sè stesso … e al convivente ovvio. Ma ripeto: tu hai chiesto

    “perchè proprio il matrimonio lo si vorrebbe esattamente come è stato assemblato in questa rigida cultura che l’ha visto lottare tutta la vita? Perchè anche lì, non creare qualcosa di più evoluto che magari finirà per essere un’ottima soluzione anche per gli eterosessuali? ”

    la risposta è avere gli stessi diritti, non avere un qualcosa che mi differenzia nuovamente. Non voglio una “legislatura gay”, ossia del ghetto. Io non sono di meno a nesuno, io lavoro e con le mie tasse va a scuola anche il figlio del mio panaio sotto casa….voglio gli stessi diritti di tutti. Anche i diritti più sbagliati, ma li voglio tutti, perchè io sono come tutti, sento come tutti, soffro e gioisco come tutti, amo come tutti, vivo come tutti. Se niente c’è…io allo Stato non chiederò mai per ovvi motivi i soldi per crescere a scuola la mia prole….quindi su di me ci guadagna ancor di più. Con questo non sono un santo, non chiedo sgravi fiscali per esser gay, ma gli stessi diritti di tutti si.

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  33. cruman scrive:

    sì ma io parlo di ribellione alla cultura omofoba, da quella ti devi sentire diverso per forza. e il matrimonio almeno per come è concepito ora è omofomo già nel termine. In fondo inserire una legge per i matrimoni gay purtroppo è fare una legislatura gay, anche per il discorso figli e annessi e connessi, che è per forza diverso dal concetto di famiglia che viene ora tutelato dalla legge.
    Comunque ripeto, sono d’accordo sul fatto che tutti debbano avere lo stesso diritto di scelta.
    E’ vero che me la sono presa un po’ col matrimonio e l’ho fatto perchè a mio parere si basa (il matrimonio in sè non il rapporto tra le due persone) su una serie di ipocrisie e su promesse che nessuno sa se può mantenere.
    A me piacerebbe una cosa più vera, più nostra, più umana, basata semplicemente su rispetto e fiducia, in ogni situazione anche nella fine del rapporto. Non basato sul “Ok per stare tranquilli ora diciamoci che ci ameremo fino alla morte davanti a testimoni”. Lo so detto così è un po’ brutale, ci vorrebbe un altro fiume di parole per spiegare la soluzione che ho in mente, ma visto che nessuno me l’ha chiesta, evito. gnè gnè!

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  34. geoandgeo scrive:

    cruman, perchè i gay sono attratti da un sistema così schematico?
    1. perchè al momento è l’unico sistema che esista;
    2. per la solita questione di parità di diritti, nel bene e anche nel male;
    3. perchè è un qualcosa di noto, di storicizzato, che hai visto nei tuoi genitori, nei tuoi nonni, e anche il gay può desiderare di dire: il mio amore è esattamente come il loro. Il matrimonio può rappresentare una sorta di calda cuccia, una tradizione che rappresenta dei valori, un cammino che ha segnato la vita di tanti esseri. Siamo esseri umani con le debolezze di esseri umani. Prima ho parlato di matrimonio come simbolo e come diritti. Ma il matrimonio, quello vero per me, è la promessa che due persone si fanno. E che siano due uomini, due donne o un uomo e una donna…se l’intento e il sentimento reciproco è il solito, perchè dovrei chiamare la loro unione diversamente da “matrimonio”? Ribadisco, parlo di matrimonio civile, non religioso (onde evitare che un cattolico che mi legga si offenda o inizi a farmi la storia a partire da Adamo ed Eva);

    PS. ti ho dato dell’eterosessuale perchè è più frequente e probabile statisticamente parlando.

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  35. SL scrive:

    @cruman
    Se sei stato costretto, come è avvenuto, a ritornare così tante volte su quanto hai scritto per spiegare, chiarire, perfezionare, aggiustare, correggere, puntualizzare, circoscrivere, semplificare… forse le tue idee non sono tanto chiare e - ho ragione - le opinioni che esprimi sono davvero confuse ovvietà corrive, per di più aderenti allo spirito dei tempi, che tutto nasconde dietro la cortina della semplificazione.
    Tuttavia, se scambi per “insulti” le idee e le parole di chi si sente offeso da tanta malagrazia, allora hai proprio ragione tu: riconosci che dietro a questo atteggiamento c’è un essere umano che legge, decodifica e - se è il caso - s’arrabbia.
    SL

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  36. cruman scrive:

    sì sl, sono decisamente confuso, mi hanno insegnato che idiota e sciocco sono insulti e ora tu mi stai insegnando che trattasi di comunicazione.
    Comunque non ho scampo, come hai affermato con estrema modestia (qualità che io non ho dimostrato non affermandolo), hai ragione.

    posso dirti una cosa? adoro “ovvietà corrive” è bello quasi quanto “apocatastasi”!!

    geo, tu che ne sai, dire “adoro” è molto gay?

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  37. SL scrive:

    Scelgo a caso:
    1) “il matrimonio almeno per come è concepito ora è omofomo già nel termine”
    è corrivo (=”portato a esprimersi con troppa faciloneria”) perché fa confusione tra un istituto e un’opinione;
    2) “perchè l’unione, l’amore, chiamiamolo come vuoi (…) deve avere un simbolo? non sono già le due persone il simbolo (…)?”
    è sciocco (=”poco accorto”) perché confonde “segno” (=”ciò che trasmette un’informazione”) e “simbolo” (=”oggetto o persona che allude o richiama una realtà più vasta”);
    …devo continuare fino all’apocatastasi (sempre che avvenga) o mi fermo qui?

    SL

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  38. geoandgeo scrive:

    beh…io credo che non faccia neppure merito dare del “corrivo”, “sciocco” od altro. Mente critica per me è dialogare. Parlare con chi la pensa come me serve a poco. No?

    quanto a te cruman…col termine “adoro”…beh, per me è un termine italiano. Per me il maschio vero non è quello col rutto libero…

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  39. cruman scrive:

    sl, non riconosci un sarcasmo quando lo senti? ;)

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  40. cruman scrive:

    idolo geo è la risposta che volevo! :)

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  41. geoandgeo scrive:

    idolo? ma per la risposta dell’adoro? basta poco allora per esser idoli

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  42. cruman scrive:

    con me sì! per esempio sl per me è un idolo solo per apocatastasi! lui pensa che io lo irrida ma sono assolutamente serio. poi ora c’è anche “ovvietà corrive” che mi inebria come solo un bicchiere di assenzio e sebastian chabal!!

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  43. SL scrive:

    Bicchieri d’assenzio, “Per me il maschio vero non è quello col rutto libero”, …
    State gareggiando in luoghi comuni, ragazzi! E il bello è che non ve ne accorgete! Per me è ora di smetterla: sono stanco di leggere quanto siete bravi a guardarvi reciprocamente l’ombelico.

    …e buone chiacchiere corrive!

    SL

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  44. cruman scrive:

    hai visto che bel pirsing??

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  45. geoandgeo scrive:

    “più conosco gli uomini, più amo le bestie”. Sentirsi offesi sinceramente mi sembra eccessivo. La politica sarebbe un’offesa costante altrimenti, no? Credo che sia offensivo chi sostiene una tesi ma non è disposto a discutere con chi la pensa diversamente. Crescere è conoscere, anche chi la pensa diversamente. Alla fin fine i gay perchè han difficoltà? per lo stesso motivo. Andate banalmente su un qualunque blog non di mente critica … vi consiglio ad esempio il blog su un bacio omosex pubblicato ieri su Libero, leggete i commenti! “I gay son malati”, “i gay dovrebbero essere messi su un’isolotto a incularsi”, “i gay sono gay per la crisi della società”… Di sicuro chi ha fantasia ha da divertirsi nel tentare di dare un motivo all’esser gay, ma è anche altrettanto sicuro che non hanno mai parlato con un gay. L’unico gay che han visto è giusto Maggiolio su Rai 1 (senza offesa, ma se esser gay è esser come Maggiolio allora coniate un altro termine per me). Confrontarsi, voler capire, quello serve

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  46. geoandgeo scrive:

    Ah, scusa SL per i termini, ma se una volta tanto faccio una battuta non credo di offendere.

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  47. geoandgeo scrive:

    Posso fare una domanda poi? Ma SL ha anche altri nick? perchè se SL è solo SL ….beh, è comparso, ha dato una sua opinione non su l’argomento del blog ma sui bloggisti e poi se ne è andato. Gli avessi poi detto nulla io!

    [Rispondi a questo commento]

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