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L’Essenza dell’Essere Cornuti

19 novembre, 2007 - 14:00 di  
Archiviato in Cronache Italiane




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mano_cornuto1.pngLa nostra classe politica e dirigente è cornuta. L’essenza dell’essere cornuti non è tanto nel tradimento quanto nel fatto che il “cornuto” di turno è da sempre ” l‘ultimo che viene a sapere che è in atto una situazione abnorme”. In genere chi si trova la fronte così adornata scopre la situazione in atto o perché realmente non sa o non vuole vedere.



Credo che la seconda ipotesi sia sempre quella reale perché il “cornuto” non vuole vedere e soprattutto capire cosa sta succedendo e, quindi agire di conseguenza.

Io non mi interesso di sport e, soprattutto di calcio. Confesso di non provare alcun interesse per le attività sportive, non frequento gli stadi quindi. In compenso, forse per una nemesi oscura e fatale, ho abitato vicino a degli stadi. Quando abitavo a La Spezia ogni volta che la squadra cittadina incontrava la Massese o altre, ci si doveva trincerare in casa, nascondere le automobili perché i “tifosi” si comportavano da autentici teppisti. A Pisa quando c’era il derby con la Lucchese o con il Livorno vigeva la stessa regola. Osservando la calata di questi nuovi barbari era evidente dai loro slogan e gesti di saluto che erano politicizzati. Ho conosciuto sedicenti ultras che univano fede calcistica e politica in un unico credo.

hooligans_small.JPG

Nel ’77 ho dovuto soccorrere un nutrito gruppo di poliziotti e carabinieri feriti, meglio “pestati” da questi signori. Negli anni successivi, spesso lavorando la domenica pomeriggio, ho fatto molta pratica nel soccorso di persone contuse e ferite per essere andate allo stadio. Un mio conoscente ha perso buona parte dell’udito per una bomba carta che un tifoso ha tirato in campo diretta a lui che lavorava a bordo campo essendo un operatore del 118. Notizie come queste non sono certo isolate. Adesso purtroppo per i fatti recenti di domenica 11 novembre i dirigenti del calcio gli uomini delle istituzioni ed i politici si accorgono finalmente che il calcio è inquinato da interessi e passioni che niente hanno a che vedere con lo sport. Un magistrato a cui andrebbe conferita una medaglia accusa i fermati anche di terrorismo. Ecco, finalmente si è scoperto ciò che da decenni è palese. Ci voleva una morte assurda, usata come il famoso accendino che ha incendiato qualcosa che era in combustione da tanti, troppi anni.

Restando nella metafora delle corna, va detto che il cornificante di turno ha comunque ripetuto sempre la frase di rito “Non è come sembra”. Chi di noi non l’ha sentita snocciolare questa tiritera? Per molti vedere sfasciare stadi -che sono un bene comune- aggredire persone, picchiare, insultare offendere, minacciare non sembra un problema di allarme sociale, ne’ che debba far sospettare oscure trame politiche eversive… no, ad essere “cattivi” al massimo è segno di un disagio sociale. Al solito si sottovaluta e si mistifica per non vedere e voler capire. Se tutto quanto di oscuro è capitato servisse realmente a capire che la violenza non va mai tollerata ne’ giustificata forse sarebbe un passo avanti nella crescita sociale dell’ex-BelPaese. Forse… ho i miei dubbi e spero di essere smentita nei miei tristi presentimenti.

pestaggio01.jpg

Una ragione per cui non sono ottimista… un episodio molto concreto da raccontare. Ora abito sempre in Toscana in una città ricca di cultura ed arte. Purtroppo, sempre per crudeli ed ignobili scherzi del Fato ho certi vicini di abitazione. Sono persone molto perbene… buoni cattolici, lavoratori… con un piccolo difetto sono estremisti di destra. Ciò che gli impedisce di dare fuoco alla mia abitazione è che non sono comunista, ne’ ebrea, ne’ di colore. Comunque, mi hanno ammazzato due gatti, sfregiato la macchina… reati per cui sono stati denunciati. Bene non più tardi di alcuni giorni fa’, la figlia, il prodotto di tale famigliola, ha avuto il gusto di farmi sentire una conversazione tra lei ed un suo amico. Lei si è vantata a voce alta di aver pestato dei tifosi di parte avversa rei e colpevoli di essere dell’altra squadra, di essere comunisti e dalle facce era palese che erano dei “… ebrei”. L’amico le faceva i complimenti e poi preoccupato le chiedeva se aveva avuto problemi con le forze dell’ordine. Lei con orgoglio rispondeva che sì, certo, l’avevano identificata e denunciata a piede libero per poi concludere con una serafica risata “Tanto non mi fanno niente, ho già diverse denunce”. Bene, molto bene. La conversazione continuava con il racconto della visita a cui è stata inviata tempo fa’ per accertarne le condizioni psichiche. A parere dello psicologo della USL lei è soltanto vittima dello stress. Quindi, per un professionista della salute mentale, una persona che non sa controllare gli impulsi ed ha un comportamento violento durante manifestazioni politiche e sportive è una vittima dello stress.

Inutile osservare che in Italia la psicologia clinica è esercitata da persone non qualificate che come direbbe un mio amico sboccato, non sanno distinguere un pene da un preservativo. E’ un episodio microscopico, ma dice tanto. Ci annuncia che quando i fumi dell’ultima ventata emotiva per la morte di un innocente e l’ondata di stupita indignazione per il comportamento aberrante di una massa di nuovi barbari politicamente indottrinati, quando tutto sarà assorbito, opportunamente digerito, allora si tornerà ad essere nella situazione del “cornuto” con cui ho iniziato questa riflessione.

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Comments

2 Risposte a “L’Essenza dell’Essere Cornuti”
  1. Lisa Vitolo scrive:

    Se la tua vicina di casa si sente così sicura della sua impunità, è perchè gliel'hanno dimostrata diverse volte con denunce che non hanno portato a nulla. E questo di certo non la scoraggia.

    Come hai fatto presente, la violenza, specialmente negli stadi o per motivi politici, è motivo di vanto. In quanto allo scalpore della morte del tifoso, non mi allarmerei più di tanto: fra un pò di tempo tutti avranno dimenticato la faccenda, e della questione "sicurezza negli stadi" non si parlerà più, e tutto rimarrà come prima.

    Per il resto ho poco da dire…stiamo davvero messi male.

  2. Adetrax scrive:

    Mah, in genere si usano le corna (puntute) per tenere lontano un problema con cui non si vuole minimamente avere a che fare e in questo campo i nostri politici sono maestri, Berlusconi "docet".

    Per il resto, a mio parere, la voglia da rissa da stadio e` molto simile a quello che provano i partecipanti dello "street fighting" (persone che scendono in strada e picchiano il primo che trovano e che sembra degno di attenzione) oppure a quello che desiderano quelli che si riuniscono nei boschi in squadre per tendersi agguati, spararsi (a salve) e alle volte anche picchiarsi (combattimenti corpo a corpo con arti marziali, ecc.).

    Oltre a questa componente violenta c'e` anche la voglia di agire all'interno di un gruppo, di marcare il territorio d'azione del gruppo, di compiere azioni nuove, fuori dagli schemi, ecc. ovvero di tutto quello che e` utile per amplificare il proprio senso di potenza e appagamento.

    Evidentemente tutti questi segnali indicano che ci sono troppe energie inutilizzate (x neurone) di cui non si sa proprio cosa fare e quindi, visto che i lavori manuali infrasettimanali e il vero sport sembrano essere aborriti da tali individui, sarebbe utile trovare delle soluzioni per incanalare positivamente le loro energie.

    Ad esempio, come implicitamente prospettato in altri post, si potrebbero organizzare delle regolari tenzoni post-partita, nelle quali chi vuole partecipare:

    1) si veste con adeguate protezioni (es. un caschetto, proteggi collo e spalle, ecc.);

    2) si arma di una clava di gomma flessibile;

    3) entra in una specie di arena mobile, attrezzata per recuperare il calore e il movimento prodotto dagli stessi partecipanti in modo da trasformarlo in energia elettrica o altro;

    4) si avvia un gioco di squadre in lotta fra loro con assalti stile "braveheart", tiro alla fune, percorsi a ostacoli, calcolo di punteggi, mini-torneo e termine per sfinimento dei partecipanti.

    Chi vince ottiene sconti sui costi di trasferta (a carico delle societa') e il diritto di urlare / ululare a squarciagola per un tempo predefinito i cori piu` beceri della squadra del cuore.

    Alla fine, tutti a casa felici e contenti, birretta, doccia e a dormire presto con il piacevole intontimento delle botte ricevute.

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