Le(s) Fleur(s) du Mal: L’Ombra Nera della Democrazia
28 marzo, 2008 di cruman
Archiviato in Cronache Italiane, Storia e Memoria
Roberto Fiore è candidato per il ruolo di premier alle prossime elezioni. Fiore è il leader di Forza Nuova, movimento della destra radicale, da lui fondato insieme a Massimo Morsello (morto nel 2001). Forza Nuova ha tra i suoi obiettivi, oltre al commissariamento armato del Sud, l’abrogazione delle leggi antifasciste e la nostra democratica costituzione gli consente di sostenere i suoi progetti politici, sebbene sia nata nell’antifascismo.

Roberto Fiore scappa in Inghilterra all’inizio degli anni ottanta per evitare un’accusa di associazione sovversiva e banda armata. Rimane latitante per 20 anni coperto dalle istituzioni britanniche. La rivista Searchlight (autorevole mensile inglese di antifascismo) scrive dei rapporti tra Fiore e l’MI6 e di informazioni rese in cambio di protezione (in particolare riguardo le attività della Falange in Libano). Racconta dei rapporti con Insabato (accusato della bomba al Il Manifesto), con Fioravanti (condannato anche per la strage di Bologna), che accusò Fiore di essere “scappato con la cassa”, con noti e generosi industriali italiani, con la mafia e addirittura di relazioni con movimenti nazionalcomunisti in paesi dell’ex Patto di Varsavia. Il tutto è riportato in una relazione del deputato Enzo Fragalà (AN) della commissione Stragi prima e Servizi poi. Fatto sta che nella sua permanenza in Albione, Fiore diventa miliardario. Mette in piedi una rete europea di strutture di educazione e ospitalità e diversi enti benefici. A godere di questi benefici sono anche personaggi quali Franco Freda, condannato a 15 anni per associazione sovversiva e autore del manifesto del gruppo AR, in cui si legge: “Noi siamo contro i partiti politici [..] Noi siamo antidemocratici [..] Noi siamo antiborghesi [..] Noi siamo per una aristocrazia che è radicale rifiuto del modello egualitario. Noi assumiamo una prospettiva gerarchica e organica [..] Noi siamo per la civiltà d’Europa e d’Occidente”.

Roberto Fiore ha dieci figli, il che indica due cose: che ha molto tempo libero e che è antiabortista. Come egli stesso ha dichiarato in una recente intervista alla Rai, l’idea di rispetto assoluto della vita sin dal concepimento è la struttura portante di una politica sociale fondata sulla famiglia in senso classico o stretto… insomma niente froci, per capirci. Di questo alto sentimento di rispetto per la vita, vorrei discuterne con qualche membro dei NAR che Fiore ben conosce o con l’uomo la cui memoria è stata incorniciata da un discorso argentino (nel senso metallico) del buon Fiore: Francisco Paulino Hermenegildo Teódulo Franco y Bahamonde Salgado Pardo de Andrade, per gli amici Generalissimo Franco. E sapete che quando uno ostenta qualcosa di lungo ha dei contrappassi da bilanciare. Ma probabilmente questo rispetto per la vita, lo si intende sì dal concepimento, ma scade al momento dei quattro schiaffi dell’ostetrica.
Forza Nuova ha un programma politico ed è probabilmente l’unico partito ad autofinanziarsi, senza ricevere sovvenzioni statali. Il che mi rincuora da un lato e mi inquieta da un altro. È un partito molto più fascista di quanto traspaia, nella misura in cui le persone, in genere, sono molto più radicali di quanto facciano vedere, un po’ per comodo un po’ per indolenza. Io non sono mai stato per la storia scritta dai vincitori, ho sostenuto una forma di revisionismo intelligente e svincolato da ideologie e ferite aperte, ma la democrazia non è un libro di testo. É il confine più remoto della nostra libertà.
I movimenti come Forza Nuova, Movimento Occidentale e correlati hanno diritto di esporre e sostenere le proprie idee? In democrazia sì. E se queste idee sono antidemocratiche? Verrebbe da rispondere no, ma come si fa a fermare le idee in nome della democrazia senza uccidere la democrazia?
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cruman
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2008







Che botta…
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Beh, d’altronde in Olanda c’è il partito dei pedofili. Ognuno è libero di dire quel che vuole, la speranza è che idee nocive non abbiano successo tra gli elettori.
Comunque un punto del programma mi piace: “sia lo Stato a battere moneta negli interessi del popolo, sottraendo alla banca questo potere”. Tra l’altro, mi suona piuttosto fuori luogo nel programma di FN. E’ una cosa che mi sarei aspettato di sentire da qualcuno di estrema sinistra.
Accidenti quanti nomi. Io che ne ho uno solo mi sento così povero.
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eh sì giulio, il problema è che nello “stato” ci sono quelli che possiedono le banche.
in italia la locuzione “togliere potere” non è codificata.
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Fine anni ‘80, Londra. Due amici cercano un’occasione di studio e lavoro e si imbattono in Easy London, casa e un lavoro part-time come cameriere da colazione in un albergo.
Casa bellissima, a tre piani, da condividere con altri ragazzi.
Tra quei ragazzi, però, ce ne sono due, nell’attico, che cantano oscene canzoni di destra e nell’armadio custodiscono un’intera iconografia fascista. Terrorizzano i poveri ragazzi in cerca di lavoro, li provocano fin quasi venire alla mani. Fanno riferimento ad un tipo che gira su una decappotabile, che comunica con un cellulare (potete immaginare le tariffe dei cellulari in quegli anni) e racconta di non poter tornare in Italia.
Io credo che fosse proprio lui, e l’associazione esistesse per portare denaro alle loro casse.
A vedersi, uno schifo. A pensarci, anche di più.
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credo che credi bravo.
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“la democrazia non è un libro di testo. É il confine più remoto della nostra libertà”..
..bellissima sintesi! Ritengo sia davvero importante che tutti coltivino una propria idea politico-sociale, ma per me è anche vero che la sostenibiltà di una certa idea debba essere comunque regolata dalle reali potenzialità, che quest’idea ha in sè, di poter portare miglioramenti alla società.
..E non credo che una cultura discriminatoria, eccessivamente intollerante e per di più “gerarchica”, come quella espressa da ForzaNuova (e in Italia non solo loro!), possa favorire la coesione sociale e la piena affermazione delle libertà di tutti!
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Questa è la democrazia… se dovessimo sindacare sull’opportunità di tutte le proposte dei partiti…
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infatti io non sindaco e nemmeno assessore. ho solo posto (quindi postino) una questione che forse è più un paradosso linguistico che politico: la democrazia può lasciar spazio a idee antidemocratiche e continuare a chiamarsi democrazia?
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La democrazia DEVE lasciare spazio a TUTTE le idee di esprimersi liberamente. Fino ad un limite preciso: quello in cui diventano istigazione a delinquere, oppure si traducono in pratica e diventano esse stesse un reato.
A parte questo, in un paese civile, evoluto e moderno, non c’è alcun bisogno di impedire a soggetti del genere alcunchè, nè di parlarne male. Vanno seppelliti sotto una spessa coltre di indifferenza e, quando serve, una grassa risata.
Il punto è: l’Italia è un paese civile, evoluto e moderno?
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Marcuse parlava di “tolleranza repressiva”. Quando cioè, in nome di una tolleranza astratta si arriva a concedere spazio e legittimità anche a ciò che è totalmente antitollerante, cioè che ha come obiettivo quello di togliere ogni spazio di libertà.
Forse ho studiato su dei libri di storia sbagliati ma credo che fascismo e democrazia siano “leggermente” in antitesi… Non so, voi che dite? credo che proprio in nome della democrazia, che non è semplicemente libertà d’espressione ( quella esisteva anche nelle monarchie costituzionali) ma significa molto di più, non si possano tollerare determinate idee e progetti politici. Almeno sul piano teorico. Se non altro per rispetto di tutte le vittime del nazi-fascismo.
Il buonPeppe parla di idee e di reati. Ma se non sbaglio per la costituzione italiana il fascismo dovrebbe essere illegittimo. E poi è curioso come in questo paese esistano due pesi e due misure. Perchè comunque in Italia, grazie al codice Rocco, esistono i reati d’opinione. Non si tratta di essere moderni, o evoluti, che significa ben poco in un ragionamento politico che non sia figlio del positivismo ottocentesco. Si tratta di capire se siamo democratici o no. Così c’è chi per dei volantini viene arrestato e c’è chi organizza squadracce di picchiatori. A Bari, ad esempio, personale della questura forniva alla sede locale di Forza nuova e simili l’elenco di persone di sinistra che si erano messe troppo in vista.
Cruman cita Fioravanti, una delle figure più importanti dei Nar. Chi di voi li conosce o li ha mai sentiti nominare? Beh erano un’organizzazione terrorista di matrice neofascista. secondo alcune fonti a loro andrebbe imputato il record di sangue degli anni di piombo, ossia quelli che hanno ammazzato più persone. Ma ripeto: chi di voi ne ha mai sentito parlare?
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e soprattutto chi sa che dopo aver preso condanne per 13 ergastoli grazie a un curriculum di 97 omicidi (novantasette), fioravanti e consorte sono tranquillamente a spasso.
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Quoto il buon Peppe.
E cito (ancora e sempre!) il Mitico:
“Non sono d’accordo con quello che dici ma mi batterò con tutte le mie forze perché tu possa continuare a dirlo”.
Se vale, deve valere per tutti.
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Anche per quelli che continuano ad inneggiare a delle ideologie che resero possibile stermini e atrocità inaudite?
Anche per quelli che emulano coloro che, in nome delle loro idee, consentirono ai tedeschi di ammazzare nei campi di concentramento gli ebrei italiani?
Anche per quelli che sono nostalgici di un epoca in cui avere idee diverse dalle loro significava la morte o il confino?
La società ha il dovere di difendersi dai virus maligni.
Se domani a casa mia entrasse un ladro che minacciasse l’incolumità dei miei figli devo lasciare che faccia ciò che vuole o posso tentare di difenderli?
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@giusi
No, la libertà a cui mi riferivo è solo quella di avere delle idee e di esprimerle a parole.
Quando queste si traducono in reati (anche fosse solo l’istigazione) allora vanno severamente punite.
Se qualcuno minaccia i miei figli io prima gli taglio la gola (avendone la possibilità) poi gli chiedo cosa vuole…
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Il tuo post è stupendo, cruman.
Un solo appunto: L’Orenzo ha ragione. Anche perchè non è vero che la democrazia sia solo un metodo, fatto di sole garanzie formali. La nostra Costituzione (come tutti gli atti di rottura col passato) non è stata reperita in una Logica iperuranica già compiuta, in attesa solo di qualcuno che arrivasse a concepirla. La Costituzione della nostra democrazia è stata frutto di un’azione storica contingente, un atto di volontà ben preciso che non poteva non contenere anche elementi sostanziali, anche solo per il fatto che occorreva individuare CON QUALE PASSATO si stava rompendo.
A questo proposito, occorre ricordare (ma lo sai, lo so
)che la nostra Costituzione poggia su due elementi di sostanza: repubblica e antifascismo.
Dal che se ne deduce che NON E’ VERO CHE IL FASCISTA PUO’ DIRE E FARE CIO’ CHE VUOLE: la Costituzione non è solo un insieme di regole del gioco, ma è anche e soprattutto una scelta storica sostanziale per il futuro. Fiore e i suoi amici sono incostituzionali e penalmente perseguibili, e io francamente non capisco come mai nessuno si sia ancora organizzato per una mega querela collettiva a danno di tutti i partitini neofascisti d’Italia…
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Hai ragione ma la cosa che mi spaventa e che mi disorienta, perchè mi rendo conto che rispetto ad alcune cose divento molto ma molto poco democratica, è che certuni di quelli di cui sopra, sarebbero pronti, per ottenere ciò che vogliono ad usare la violenza, e lo hanno ben dimostrato, quelli invece che si limitano alle parole, nulla fanno per A) dire che agire con la violenza è sempre sbagliata, B) condannare chi tra loro ha usato la violenza, anzi mi pare che a volte ne siano compiaciuti.
Non mi fido e nel dubbio mi convinco sempre più che sarebbe meglio che la libertà delle loro di espressioni fosse quantomeno sanzionata.
Questo lo affermo con dolore perchè è una sconfitta per la democrazia, per le mie idee e per la libertà, anche quella mia e dei miei figli.
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Il problema che ha posto cruman a conclusione dell’articolo è decisivo per la comprensione delle democrazie.
La “democrazia” moderna è un ordinamento contraddittorio (come il liberalismo sul quale si fonda) e questa rappresenta una delle contraddizioni.
Senza soluzione!
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forse saint ha ragione. nasce anche un’altra questione (sempre filosofica ovviamente). La costituzione è sacrosanta ma non può (nemmeno lei) ritenersi al di sopra di tutto e del volere del popolo ora e sempre, altrimenti diverrebbe il testo sacro di una religione e non la costituzione di un paese democratico. Succede però che il popolo sia bue. Cioè che uno magari fonda un partito di destra con delle idee (opinabili) e non votato alla violenza o all’incostituzionalità. Poi un branco di repressi dimensionali, di crea uno spazio in queste idee, praticando la violenza in vece dell’onanismo e lo scambio voti spazio funziona.
La gente in generale ha sempre rappresentato il fallimento delle idee.
Questo ovviamente al di là del caso specifico che è spaventoso più per ciò che rappresenta (cioè l’impunità e l’antidemocrazia) che per ciò che potrà realmente accadere alle prossime elezioni.
In questo momento è anche vero che le leggi antifasciste ci sono e vanno rispettate.
La democrazia e la libertà vivono in uno stato perenne di contraddizione alimentata dalla superficialità di chi ne usufruisce.
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“La democrazia e la libertà vivono in uno stato perenne di contraddizione alimentata dalla superficialità di chi ne usufruisce”
e sono d’accordo! anche se ho l’impressione che vi sia anche una contraddizione “funzionale”, che riguarda gli stessi meccanismi della democrazia e della libertà.
La questione di tutta la modernità consiste nel ritrovare i “limiti” di una determinata dimensione.
Allora più che chiedersi se la democrazia risponda o meno a determinati principi a priori (che non possono esistervi essendo naturalmente a posteriori ed empirica: sovranità popolare), bisogna chiedersi se “funziona” bene secondo i limti che si è prefissata a posteriori attraverso la “costituzione”. Lo stesso dicasi per la libertà: più libertà c’è più è necessaria la “sicurezza” (rovescio e definizione del “limite”: non c’è mai stato tanto bisogno di sicurezza quanto nelle moderne società democratiche e liberali).
Il lavoro sulla definizione dei “limiti” e l’unico lavoro “utile” per quanto riguarda la democrazia e il suo “governo”…
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Tra le tante cose notavo ora che Fiore non ha una sua voce nella Wikipedia in italiano. Che un leader politico conti meno di un Super Santos (citazione da Comandante Nebbia)? Forse è meglio non spargere troppe notizie in giro? Boh.
Poi nel link che c’è nell’articolo viene riportato un sunto degli interventi di Fiore in una puntata di porta a porta. Quella puntata la vidi e due degni avversari politici come Turigliatto e Marco Ferrando (partito comunista dei lavoratori) non seppero fare di meglio che: il primo andarsene via perchè non sopportava la presenza di un fascista, il secondo assumere un’aria schifata per tutta la durata della trasmissione. Leggendo il pezzo, ci sarebbe stato molto da dire in quella sede, solo che nessuno l’ha fatto. La prossima volta ci mandiamo Cruman a porta a porta?
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a vendere enciclopedie (virtuali)?
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Con le cose che hai scritto a riguardo un’enciclopedia ci esce. Magari non di quelle grosse ma ci esce.
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Un detto popolare recita: fatta la legge, trovato l’inganno.
Io credo ci sia una profonda differenza fra legalità e giustizia, innanzitutto.
Non tutto ciò che è legale è giusto, e viceversa.
Ognuno di voi potrebbe citare tanti di quegli esempi, storici e contingenti, che non ne faccio nemmeno uno…
Volevo solo ricordare che se è vero che la repubblica italiana è fondata su antifascismo, lavoro e casa (una triada da film horror oggi più di ieri) è altresì vero che la storia repubblicana è intrisa di fascismo. Sembra quasi che da ieri a oggi abbiamo scoperto lacqua calda (Rosa dei venti, Solo, Borghese, Gelli, Portella delle Ginestre, Genova-Reggio Emilia, Tambroni, Kossiga, Piazza Fontana e brescia e bologna e reggio calabria…)
Credo che Cruman sappia di cosa sto parlando. Spero che molti di voi che state leggendo pure, e io nella mia fretta abbia trasceso un pò i vari commenti.
Credo però pericoloso ridurre, come mi sembra fare giusi la questione a democrazia da un lato e violenza dall’altra. la rivoluzione francese trova il suo simbolo nella bastiglia che brucia (una prigione). Senza voler fare retorica, e rimanendo sulla nostra storia, i partigiani erano violenti? Erano antidemocratici? non è tanto l’atto in sè ma il fine che bisogna valutare, relativamente parlando. Violenza è un concetto astratto.
Oggi è più violento chi danneggia un oggetto di chi ferisce una persona. Genova docet, oggi come ieri. Però parliamo di modernità… E non abbiamo nemmeno una legge che preveda la tortura. Ciò vuol dire che la tortura non è illegale ergo non è violenza!
Il potere del popolo, la democrazia come la pratichiamo noi non può che essere violenza, in quanto è la dittatura del numero.
Cmq su un altro punto sono d’accordo con giusi: la società deve difendersi dai virus. Ma i virus non li addomestichi o non li rendi innocui: li elimini.
La tolleranza e la libertà sono pratiche che hanno senso se praticate fra chi le condivide come valori, anche se in disaccordo su altre questioni. Chi crede nel pugno, nel gesto eclatante, nella razza e nel sangue, nella gerarchia e nella bella morte… non ha diritto a nessuno spazio. In fondo io credo che il fascismo in sè non sia nemmeno tutta sta gran cosa. é una teoria politica spuria figlia di ibridi e sopratutto di interessi economici. Fa leva su paure e pulsioni elementari, primordiali e allo stesso tempo propugna un sistema politico centralizzato, gerarchico e corrotto. “Credere, obbedire, combattere”… Vuoi mettere con “Pensa con la tua testa?”, in fondo, e qui Cruman (che sei l’idolo di tutti noi), potresti approffondire un pò il rapporto fra Forza nuova e Cattolicesimo. Che è molto profondo sopratutto nel veneto. Da una parte c’è il Capo, dall’altra dio. Un’autorità suprema, indiscutibile a cui bisogna solo obbedire… Questa x buttarla sul semplice. Che ne pensate?
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Tolleranza, ma fin dove?
Mettiamo che uno non è violento ma è convinto che io, in quanto di pelle più scuretta debba essere destinata a servirlo e riverirlo, mettiamo che sono più di uno, mettiamo tantissimi, tipo gli americani degli anni ‘40 e ‘50, non gli appartenenti al ku klux klan, ma le massaie col marito venditore d’auto usate, che però votavano ed approvavano un sistema che condannava i neri ad un regime di aparthaid, con scuole separate e carriere sbarrate, niente tolleranza in questo caso?
democrazia ma non per tutti, libertà ma con qualcuno meno libero?
La la libertà sono pratiche che hanno senso se praticate fra chi le condivide come valori, anche se in disaccordo su altre questioni
mettiamo che a parole l’imam di una qualche moschea preveda libertà e tolleranza nei suoi sermoni, sono incluse anche le donne?
credo purtroppo che l’affermazione di l’orenzo sia da rettificare in parte ovvero :tolleranza e libertà sono pratiche che hanno senso se praticate fra chi le condivide come valori all’interno di sistemi di valori che sebbene non uguali, siano perlomeno da considerarsi apparentati da una certa affinità culturale
Oddio che ho detto, mi par di non riconoscere più in me la ragazza di vent’anni fa!!
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qui lo dico e poi lo negherò:
la democrazia poggia completamente su un assunto (a tempo indeterminato) che è insostenibile o, se vogliamo, che si suppone vero ben sapendo che non lo è: gli uomini sono tutti uguali. è ovvio che ciò deve accadere di fronte alla legge, di fronte alle istituzioni e anche di fronte a casa mia. Il problema è che capita che la stessa “misura” può andar bene per un tipo di persone ed essere profondamente sbagliata per altre.
Oppure, per fare un esempio fesso, chi non ha mai pensato “il voto di quello lì vale quanto il mio”?
Non si è ancora trovata una forma di democrazia che funzioni in quest’ottica. Qualcuno ha parlato di meritocrazia, ma considerati i valori dominanti sarebbe un disastro disumano. Ne deriva che la libertà e la democrazia necessitano di un “livello minimo” inerenti valori fondamentali come il rispetto e, fatemelo passare, il buon senso. Livello da cui siamo onestamente lontani.
In una società così allargata come è quella di gran parte del mondo, la democrazia risulta quindi un “male necessario” in attesa che siano gli uomini ad evolversi e non le forme di governo.
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oppure, piacevole barbuto, potremmo ribellarci, novelli Antigone, alla legge positiva emanata dall’ ‘entità reggente’.. ma alla giovane tebana tale scelta valse la morte e ho l’impressione che 2450 anni di esperienza abbiano in più parti inasprito l’antica crepa tra gli ingranaggi della macina (non macchina) governante e la coscienza individuale, anziché facilitarne la composizione.. ah comesisentirebbeasuoagio - sofocle - in questo blog……
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io eschilo, qui si sofocle
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comte? ci lasci così? ..kant say anything nice to let you stay..
stammi bene, piacevole cruman! alla prossima
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nice?? fridrich nice?
mmm vediamo, qualcosa di carino…
hai parlato di antigone, che è morta causando la conseguente morte del promesso sposo, della promessa suocera e del promesso suocero. il tutto per seppellire un cadavere.
poi ti presenti nell’anonimato e ciò non è mai simpatico.
per soprammercato usi uno pseudonimo, che sebbene trovi la sua radice nelle opere di un’artista (peraltro piuttosto naif), significa qualcosa di decisamente poco simpatico….anche se piccolo.
andare o restare?
resto…in pace.
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oh oh.. mi dispiace! sono paola. vengo - e vado - in pace……………
anch’io…
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bene paola, devi però essere messa (non in senso religioso) a conoscenza del fatto che non sono più barbuto (non in modo profetico quantomeno).
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niente più invidia tricotica allora, niente invocazioni a creonte muto, tepido calumet della pace ed entropia in piacevole ascesa. buon pomeriggio e attento ai vizi, probabilmente perso il pelo torneranno.. ciao! p
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