L’Equità Secondo Monti 5


L’equità. Nei primi giorni del suo pontificato sua Santità Mario Monti, il cui pontificato promette molto più del suo predecessore Montini se non altro per questione di diminutivi, ha largamente predicato di equità, parola opportunamente estratta dal congelatore, scaldata al microonde e spacciata come fresca nello stile delle più bieche trattorie di merda.

Oggi, quando apprendiamo che sua santità Mario Monti si rimangia l’ennesimo provvedimento che urta i potenti per spingere ancora di più nel canale anale dei deboli l’uccello di fiamma, doloroso strumento normalmente utilizza per comminare rettoscopie invasive non richieste, non servono ulteriori conferme. Ci sarà l’equità, ma operando un’opportuna media tra chi il cazzo in culo lo becca e chi, invece, lo dà.

Quindi, dopo aver minacciato la liberalizzazione dei taxi e aver fatto marcia indietro, dopo aver fatto intuire che ci sarebbero state otto milioni di farmacie pronte a fronteggiare la perfida Albione salvo poi ritirarsi con la stessa velocità dell’Armir, dopo aver provocato il panico tra i notai che per riprendersi sono stati costretti a cambiare il panfilo e passare a un cinquanta metri, dopo aver promesso di ridurre i costi della politica concretizzando la manovra nel riciclo di due auto di servizio, dopo aver minacciato di esigere l’IMU dai vescovi ed essersi rifugiato in un fumoso non sequitur, oggi viene meno anche il conto corrente gratis ai pensionati perché “danneggia gli interessi delle banche”.

Le banche? Non stiamo mica parlando di quelle che erano finite con il culo per terra e sono state soccorse proprio utilizzando, fra l’altro, i quattrini messi da parte tagliando le pensioni? No, non può essere. Non sarebbe equo. Anzi, no, in media è equo. I pensionati lo beccano nel culo e le banche lo infilano. Eh no. E’ giusto.

E quei merdosi di italiani? Troppo impegnati a mangiare gli spaghetti della Fornero, ad annoiarsi nel loro posto fisso, a studiare per laurearsi dopo i 29 anni e a guadagnare i loro cinquecento euro al mese da sfigati per accorgersi di questa miracolosa aplicazione dell’aritmetica alla giustizia sociale.

Sì, sì, Monti, tu mi piaci. Vieni a casa mia che ti faccio scopare mia sorella. Vedere qui per il seguito.  Non portare la Fornero. Risate registrate.


5 commenti su “L’Equità Secondo Monti

  • paolo

    ma infatti anche a me piace, l’esempio viene dall’alto e fa bene chi ruba chi sfrutta e chi, sin dal primo vagito di un qualsiasi confronto, si preoccpua di più di metterlo in culo all’altro che di capirne le ragioni.
    quindi per ladri parassiti e lestofanti di ogni specie questo è il paese ed il momento giusto.
    per gli altri che non si riconoscono in questa descrizione rimane solo una emigrazione verso altri lidi

    con simpatia

  • Doxaliber

    ad annoiarsi nel loro posto fisso

    Non per molto ancora. Ho l’impressione che, a differenza delle altre “riforme”, quella sull’articolo 18 e sulla flessibilità (a 90 gradi) andrà in porto.

  • ilBuonPeppe

    Certo non sarebbe equo che i tassisti la facessero franca e le banche no. Non credi?
    E poi c’è un problema di stabilità. L’italiano medio è abituato da decenni a prenderlo in culo, mentre alcune categorie fanno i loro porci comodi. Se modifichi questo equilibrio salta l’intera società.

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