L’Egoismo e la Difficoltà di Essere Genitori: Il Sorriso dei Bambini
29 marzo, 2008 di Daniela Tuscano
Archiviato in Il Futuro è nei Giovani
Il Dio biblico, presentato da certa pubblicistica come un giudice severo, mostra invece spesso una sollecitudine squisitamente materna – e pazienza se all’attuale Papa dà fastidio – verso le debolezze umane e gli individui che, al tempo degli antichi Ebrei, non godevano di alcun diritto: gli orfani e le vedove, dei quali egli si professa “difensore”. Gesù amplia il concetto, giungendo ad affermare che solo chi avrà il cuore puro come quello di un bambino potrà entrare nel Regno del Padre suo.

Sono trascorsi millenni e non sembra che tali messaggi, così semplici e al tempo stesso dirompenti, siano stati accolti. Fino a poco tempo fa, nei documenti delle Nazioni Unite, il bambino era definito “speranza d’uomo” : espressione che, di là da ogni enfasi, significava semplicemente che, in attesa di diventare uomo, nel frattempo il bimbo non era nulla. Da poco si è giunti a redigere la Carta dei Diritti del Bambino, riconoscendo a quest’ultimo la dignità di persona completa. Eppure nel mondo attuale le esigenze del fanciullo, talora la sua stessa esistenza, vengono ignorate quando non considerate inutili e fastidiose.

Le prime vittime di fame, guerre, mutilazioni, violenze e discriminazioni sessuali che insanguinano il Sud del pianeta sono i bambini; e quando parliamo di violenze non pensiamo semplicemente alle turpitudini dei pedofili, per quanto gravissime, ma anche a quegli adulti, altrettanto criminali, che educano i fanciulli al gusto del sangue: mandandoli a combattere, costringendoli ad assistere al martirio dei genitori (è il caso d’un tamburino afghano, ucciso sotto gli occhi del figlio dodicenne perché eseguiva musica “impura”), oppure ad eseguire essi stessi sentenze di morte. In un video in circolazione lo scorso anno, un ragazzino sgozzava una “spia” nel tripudio infernale che sfregia in eterno la sua innocenza perduta.

Nell’opulento Nord, in una società che sbandiera giovinastri a ogni costo ed espone nei manifesti pubblicitari pupi obesi e sazi, si procrea sempre meno; si costruiscono fungaie di condomìni senza un minimo di ritaglio di verde per far giocare i bimbi fra loro; genitori sempre più stanchi e annoiati preferiscono affidare la prole alle dubbie cure di una matrigna tanto simile a una scatola colorata, che diffonde immagini crude e volgari. Le società dell’avere (e del non-avere), che ricercano un benessere meramente istintuale, immediato, deificato e paiono puntare sulla concretezza, vivono al contrario nell’irrealtà , poiché hanno cancellato i momenti supremi che danno un senso all’esistenza umana: la nascita e la morte (e, con esse, i soggetti che maggiormente le incarnano, i bambini appunto, e gli anziani). Al Sud la vita nascente è abortita, troncata, affamata; al Nord è temuta.

Il futuro spaventa: meglio rinchiudersi nelle proprie false certezze. È più prudente non accettare la sfida del domani, il sacrificio della crescita; è più comodo e meno rischioso restare tranquilli nel bozzolo delle nostre tiepide, e sempre meno accoglienti case.
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Ué! Non ricordavo di avervi spedito anche questo… comunque mi fa molto piacere “ritrovarmi” qui…
Una società che si rispetti dovrebbe essere “a misura di bambino”, e quindi anche “a misura di genitore”. Espressioni banali ma che racchiudono tutte una serie di esigenze concrete che, invece, vengono quasi totalmente ignorate dalle istituzioni.
Essere genitori è forse la cosa più bella è più difficile che c’è, ma il supporto fornito dallo stato è veramente ridicolo.
Quando sento qualcuno che dice “come fai a mettere al mondo dei figli se non hai un lavoro stabile?” oppure “più di un figlio non mi posso permettere”, mi viene voglia di dirgli che i figli non possono essere trattati come un capitolo di spesa, che vanno scelti (per chi li vuole ovviamente) a prescindere dai fattori economici. Ma capisco (io ho due figli e ho assato più di un momento critico) che non è così semplice.
Questi bamboccioni !
@daniela
oggi hai fatto il pieno. Se vuoi mandarci degli articoli o altre comunicazioni è meglio se usi Scrivi per MC. Se mandi una mail a MC noi altri amministratori non la possiamo (ovviamente) leggere!
@peppe
concordo.
Guarda che io non ho mandato proprio niente, né oggi né ieri. Leggi il primo messaggio: sono rimasta io stessa stupita di trovarmi in homepage, perché quand’anche l’avessi fatto, si tratta di un testo che ho inviato diverso tempo fa. Mi scuso comunque per il disturbo.
Post scriptum. Non ho più usato Scrivi per MC perché formattava male. Le mail le ho sempre inviate e mi avete sempre risposto… Adesso come dovrei fare, per comunicare con voi? Aspetto illuminazioni. Buona domenica.
@daniela
questo articolo ce lo hai mandato qualche tempo fa, siamo d’accordo. Mi riferivo, in effetti, ad un tuo messaggio lasciato in un commento all’altro articolo. Anche se Scrivi per MC formatta male ci pensiamo noi a risistemarlo, resta il fatto che se lo invii in quel modo arriva a tutti gli amministratori. Se mandi una mail legge solo MC (persona).
Nessun disturbo, era solo per chiarezza.
ps scrivi per mc è stato migliorato di recente…
Daniela hai scritto un bell’articolo complimenti, ma.. da padre stanchissimo di due bambine piccole (4 anni e 16 mesi) ti dico che vivo nel nord opulento, guadagno discretamente, ma faccio una fatica immensa a arrivare a fine serata e fine mese…
I motivi sono vari.
So solo che io non tornerò mai piu’ come prima… egoista e single… anche se spesso ne ho la tentazione
Di passi se ne sono fatti… ma il momento che tutte queste carte scritte e firmate vengano rispettate è molto lontano!