Legge o Educazione?
23 ottobre, 2009 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, latest
Leggo oggi una nota pubblicata dal Corriere della Sera on Line che, per la sua brevità, è utile riportare per esteso:
Franceschini: «No a donne -oggetto. Una legge per tutelarne la dignità»
PALERMO – «L’uso delle donne è diventato insopportabile. La tv presenta corpi femminili come oggetto di consumo, questo è il modello patinato dell’Italia patinata».
UNA LEGGE – Lo ha detto Dario Franceschini, candidato alla segreteria nazionale del Pd, oggi a Palermo. «Faccia il Parlamento una legge che punisca i comportamenti – ha aggiunto – contro la dignità delle donne». «Mi chiedo se può essere la bellezza – ha osservato Franceschini – il requisito per l’accesso alle istituzioni». «Se chi ha offeso le donne non sente il bisogno – ha detto – di chiedere scusa lo faccio io a nome di tutti gli uomini».
Volendo sorvolare pietosamente sul patetico populismo della chiosa finale, non è tuttavia possibile fare a meno di notare l’enorme errore concettuale del candidato alla segreteria del (per ora) maggiore partito di opposizione italiano.
L’errore è lo stesso che ha caratterizzato il sostanziale fallimento della legge contro l’omofobia respinta dal parlamento un paio di settimane fa.
Come in quella occasione, Franceschini continua a sostenere il principio che certi comportamenti vanno affrontati con le conseguenze penali di una legge repressiva e non, come sarebbe lecito attendersi, con un’opera di educazione e di accettazione sociale.
Fare leggi ad hoc per donne ed omosessuali significa, implicitamente, stabilire una sorta di peculiarità legale per delle persone che non ne hanno affatto perché sono e restano dei semplici cittadini italiani.
Un comportamento scorretto nei confronti di una donna o di un omosessuale va perseguito con severità, ma deve essere perseguito in maniera analoga per qualsiasi altra persona oggetto dell’azione malevola e che non sia donna o omosessuale.
Se così non fosse, si accetterebbe il principio che la legge e le pene che essa minaccia si sostituiscono all’educazione, al senso civico, all’etica, alla morale.
Avrebbe senso che donne e omosessuali ottenessero rispetto solo grazie ad una legge repressiva? Secondo me no. Sarebbe assurdo.

Alla repressione, manovra inutile, populista e umiliante, va sostituita un’azione costruttiva di educazione alla diversità, rispetto per le persone a prescindere dal sesso e accettazione sociale della diversità sessuale.
Piuttosto che pensare alle veline il cui stato di denudazione è frutto di libera scelta, Franceschini dovrebbe preoccuparsi della discriminazione sessuale sul luogo di lavoro dove il costo sociale della maternità è ancora un concetto oscuro. Invece di invocare una legge contro l’omofobia, dovrebbe attivarsi per l’inizio di un cammino di riconoscimento dell’amore e della convivenza a prescindere dal sesso dei componenti della coppia.
Se la legge non crede nelle donne o non crede nell’amore fra persone di sesso diverso, come fa a essere essa stessa credibile quando persegue chi contro queste persone si comporta in maniera violenta e discriminatoria? Che tipo di paese è quello dove il rispetto per gli altri lo si ottiene solo attraverso la minaccia di una punizione?
Io credo che Franceschini sappia bene queste cose e quando fa questi annunci è solo un populista. Oppure non le sa, allora è pure peggio. In entrambi i casi si qualifica per quello che è: il sopravvissuto di una classe politica estinta che cerca di rimanere attaccata ai propri privilegi e non ha più alcuna utilità pubblica. Per quel che mi riguarda, gente da cancellare dalla vita del paese.
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Condivido i principi espressi nell’articolo tuttavia credo che sperare di risolvere i problemi con l’insegnamento e l’educazione civica sia piuttosto utopico nella società odierna. La nostra Costituzione ha esplicitamente detto ciò che oggi può sembrare naturale, ma forse prima non lo era:
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
all’epoca è stato necessario sancire quest’uguaglianza, ancora oggi lo è. Allo stesso modo se esistono leggi contro la discriminazione razziale non ci si può essere scandalo se vengono proposte leggi contro la discriminazione sessuale, che purtroppo esiste ed è un problema piuttosto serio. Sarebbe bello affidarsi semplicemente all’educazione civica, ma purtroppo a volte certi principi devono essere ribaditi per legge.
Scusa, ma io non parlo solo di educazione, ma anche di leggi. Non repressive ovviamente.
L’accettazione legale dell’unione civile di persone omosessuali, le dimissioni da presentare su carta legale in data accertata per le donne che intendono avere bambini e che vengono costrette a firmare dimissioni retrodatate o all’atto dell’assunzione, senza data, per esempio.
Poi, ovviamente, se quando si fa educazione sessuale a scuola si accettasse di parlare anche di omosessualità e amore, aiuterebbe.
Questo temo sia un problema che riguarda anche gli uomini. Purtroppo la verità è che fatta una legge è facile trovare anche l’inganno. Servirebbe anche una legge per la regolarizzazione del lavoro nero: servirebbero più ispettori ad esempio; inoltre bisognerebbe eliminare la furbata che concede al datore di lavoro ben 5 giorni prima di regolarizzare un’assunzione. Che dire poi dell’uso improprio che si fa dei contratti a progetto? Purtroppo non credo che al momento esista nessun politico disposto a cambiare queste leggi.
Educazione alla diversità, condivido.
Il problema di fondo, come scuotere le menti, le coscienze addormentate, per un maggior lavoro di miglioramento su se stessi?
Altrimenti,si continuerà a sprecare tempo, energie e risorse.
http://www.giovannivolpe.it
Una legge che, per tutelarne la dignità, bandisse l’uso delle donne oggetto dalla pratica quotidiana difficilmente potrebbe funzionare. Come tutti i proibizionismi. Ove le dirette interessate non fossero d’accordo.
Ma perché dovrebbero?
Le donne che non si fanno usare la loro dignità già la tutelano da sè, dunque della legge non saprebbero che farsene.
Le altre, quelle che si fanno usare, evidentemente lo fanno perché lo ritengono conveniente, dunque la legge sarebbe loro d’impiccio.
Di che stiamo parlando?
Ormai, visti gli esiti delle primarie, più di nulla, credo.
Ma sai che è un bel dilemma….
Non trovo assolutamente giusto che il rispetto verso una categoria di persone, che siano donne uomini, che siano abili o diversamente abili, che siano etero o omosessuali ecc. ecc.
Ma alcune volte, l’educazione stessa che magari pretendiamo che non ci venga data da una legge, ma dal rispetto e buon senso, è comunque dovuta da un’isieme di leggi che hanno fatto la storia del nostro paese così come altre leggi hanno fatto la storia e l’educazione di altri paesi….
L’educazione è nel rispetto delle leggi, le leggi, formano l’educazione… Da dove si parte prima??
Dal rispetto che si deve a se stessi che, per quel che ne so, è nato prima degli stati e delle leggi.
Come al solito quando parlo anche con mio figlio mentre scrivo… salto i pezzi….. dopo ecc. ecc. volevo dire… Venga solo da una o più leggi.