Le scale dei valori e gli ascensori ideologici 56


Due fatti hanno scaldato la Rete in questi giorni: il caso Alfano-Shalabayeva e la sparata razzista di Calderoli. Ne hanno già parlato in tanti, anche qui su MenteCritica, e non intendo entrare nel merito delle faccende, salvo dire che sono entrambi due scandali (così non c’è un equivoco di partenza fra noi). Voglio invece discutere sulla posizione politica del M5S, che mi ha indotto a interrogarmi su un tema più generale. Quindi, amici sostenitori del Movimento, non partite in quarta. Sono notoriamente distante da voi, ma uso qui la vostra posizione in senso paradigmatico, per fare un discorso a valenza generale.

Un riassunto striminzito delle posizioni 5 Stelle. Caso Shalabayeva: richiesta in aula di dimissioni di Alfano (assieme a SEL); nessun post sul blog-megafono-organo ufficiale di Grillo; nessuna manifestazione, mobilitazione, interrogazione dei cittadini on line. Caso Calderoli: tardivo post di Grillo che, in sostanza, minimizza sull’onda di “perché indignarsi ora quando ha fatto tante porcate prima?”; potrei aggiungere la penosa battuta di Fuksia ma vi risparmio. Nient’altro. Se ho dimenticato qualcosa mi perdonerete, ma si tratta di bazzecole e pinzillacchere. Di fronte alla macchina da guerra di Grillo, quando vuole, questi sono brodini riscaldati. Perché?

La chiave me l’ha data un blogger di area 5 Stelle che ha scritto un Tweet di questo tenore: “Non me ne frega niente di Kyenge e Shalabayeva: si deve parlare di come ridurre disoccupazione e poter di nuovo vedere un futuro”.

Manna

Questo Tweet è composto di due semplici frasi. La seconda è drammatica, attuale, reale, e si incide nelle nostre coscienze: lo sappiamo tutti che siamo alla canna del gas. Pensionati costretti a rubare al supermercato, giovani sbandati senza prospettive, imprenditori disperati che si impiccano, cinquantenni licenziati che non sanno come sfamare i figli. Chi è tanto cane da non sentire questi come i primi, urgenti, esiziali problemi? Dovendo scegliere fra dare occupazione e, per esempio, andare a manifestare in solidarietà a Kyenge, chi non indicherebbe senza indugio la prima? Primum vivere, deinde philosophari.

Che ci crediate o no ci ho rimuginato a lungo. E il post di Grillo, dal titolo scontatissimo “Indigniamoci!”, con la sua retorica del “Calderoli ne aveva fatte peggio prima… sono più indignato con Letta e il finanziamento pubblico ai partiti… con Berlusconi condannato…”, mi ha dato la chiave per capire cosa non mi tornava. Quello che non mi torna è la strategia del benaltrismo. Sì, è vero, Calderoli è un razzista (una riga e mezza del blog di Grillo) ma abbiamo molto altro di cui indignarci (successive 25 righe e mezza). Come il Tweet citato prima: chi se ne importa di Calderoli e Shalabayeva? Abbiamo dell’altro di più urgente.

twt

Il benaltrismo ti frega perché ha sempre ragione. Chi se ne frega del problema piccolo quando ci sono problemi più grossi? È chiaramente vero che ci sono problemi più grossi e tutti sommato, anche se con differenze non irrilevanti, la scala dei valori mia, tua che mi leggi, di Grillo, Letta, Vendola e forse forse perfino Alfano è incredibilmente simile: al vertice di tutto c’è la Felicità. Subito sotto la Salute e l’Amore. Appena un filo più giù mettiamo Lavoro e Reddito, e giù giù scendendo la scala fino a valori più modesti e casalinghi. Anzi, ho sbagliato: alla sommità di tutto devo mettere il Contenimento dell’Entropia, perché a che servirebbe essere felici se poi tutto l’Universo è destinato a spegnersi?

Il benaltrismo è cugino dell’emergenzialismo, potente fattore distraente; c’è sempre un’emergenza di cui preoccuparsi: il femminicidio, il buco nell’ozono, il terrorismo islamico, l’aviaria, le rapine in villa, le imminenti dichiarazioni di Berlusconi o il crollo della Galassia centrale. Di fronte a questi problemi ci sale la pressione, mettiamo le inferriate alle finestre, disdiciamo l’abbonamento al quotidiano e ci mettiamo a dieta stretta. É una trappola! Il benltrismo emergenzialista è il modo in cui vi si fa evitare di pensare. É evidente che anelo alla felicità. Intanto che cerco di capire dove abiti mi industrio di fare una carezza a mio figlio e di fare una partitina a scacchi con Osvaldo. É evidente che dobbiamo rappezzare questa Italia allo sfascio (col lavoro, con una politica industriale…) ma intanto possiamo mandare a cagare Calderoli e Alfano?

Il benaltrismo non fa vedere al di là del corto naso posseduto dagli benaltristi (l’hanno corto perché notoriamente non dicono mai bugie): il caso Alfano-Shalabayeva, per esempio, ha gettato ancor più discredito – non che necessitasse – all’Italia e alla sua politica estera: ci si rende conto che questo discredito si traduce in minor fiducia, minor desiderio di investire in Italia o anche solo venirla a visitare, minor peso concesso nelle trattative internazionali (tanto si sa che siamo mendaci e traditori)? E il razzismo leghista: si capisce o non si capisce che soffiare sul fuoco dell’intolleranza non è questione di “stupidità” o di “cattivo gusto” ma, nudo e crudo, di eversione (non posso dilungarmi qui, se volete leggete questo post)? Tutto è connesso. E se anche in cima alla scala dei valori c’è il lavoro, o quel che altro vi pare, questi più bassi pioli della medesima scala sono parte del medesimo disegno, della medesima capacità di interpretare il mondo.

Chi non trova sufficiente pietà per lo scellerato caso Shalabayeva, chi non trova disgustosamente e pericolosamente eversive le parole di Calderoli (e Salvini, e Borghezio…) non mi sembra onestamente pronto per occuparsi dei “più grandi” problemi posti in agenda. La scala dei valori va salita tutta, piolo dopo piolo. Prendere l’ascensore per arrivare subito (e ideologicamente) ai piani alti esclude una base morale indispensabile per essere credibili.

Preferisco sbagliare con la mia testa che far bene con quella altrui.


bezzicante ha risposto all’appello di MC che cerca nuovi autori

56 commenti su “Le scale dei valori e gli ascensori ideologici

  • AdrianoVin

    ciao Claudio, cerco di risponderti, ma non so se il mio commento apparirà;, per qualche motivo, forse il mio proxy, non arrivano le mie repliche

    non posso scrivere direttamente quello che penso per evitare flames e polemiche, comunque:

    1) c’è il benaltrismo e il “guardareilditismo”, si guarda il dito anzichè il pericolo che indica
    2) sono da sempre convinto di quanto scritto qui http://www.mentecritica.net/faketitle/meccanica-delle-cose/dellefragilicose/8453/
    3) le armi di distrazione di massa, il rumore di fondo e le interferenze quantistiche fanno passare in secondo piano la vigliaccheria e la pochezza del governo Alfano-Letta e, tra l’altro, il caso F35
    4) io ho fatto la mia dichiarazione di voto, e ho anche scritto che voterei di nuovo nella stessa maniera
    5) per caso tu hai votato PD? quello che quando si chiamava ds o pds ora non mi ricordo, tanto era sempre PD-L, cercava le intese con la peggiore Lega degli esordi? quella che si alleò con Bossi per far cadere il primo governo Berlusconi

    concludo con un commento che ho già postato su twitter, vado a memoria

    le scuse di Calderoli erano false, come pretestuosa in alcuni casi, oppure inconsapevolmente (e qui si apre un altro capitolo) falsa era l’indignazione di chi non vuole assolutamente accettare le ragioni dell’altro, definendo i leghisti, sic et simpliciter dei “disturbati mentali” da chiudere in “riserve indiane”

    uno non può contemporaneamente definirsi democratico per poi esprimersi in questo modo; inutile venire a parlare di dialogo e ragionevolezza se si vuole la guerra a parole, ma non si è capaci di farla

    o si accetta il voto democratico o si suggerisce un’alternativa, dittatura dell’intellighenzia, del popolo, dei soviet, quello che vuoi, tertium non datur

    ps: educazione e cultura non c’entrano nulla col razzismo, cerchiamo di capire noi stessi, prima

    grazie

    • bezzicante

      Grazie del tuo lungo commento.
      Poiché il mio pensiero ti è già ampiamente noto, anche per altri post che abbiamo commentato assieme, non ti faccio grandi repliche. La pensiamo diversamente su alcune cose, forse marginali o forse fondamentali, non so… Ce ne faremo una ragione. Ti rispondo solo sugli ultimi 2 punti. Tu voti chi ti pare e non sarò certo io a criticarti. E viceversa. Tu hai fatta una dichiarazione di voto e io no, e direi che ognuno fa come gli pare. Su cosa abbia votato io puoi fare le illazioni che vuoi, non te lo dirò. Ho votato una tal quantità di partiti differenti, più o meno da quelli moderati a quelli di estrema sinistra, che è assolutamente irrilevante per chi io abbia votato l’ultima volta, e la comprensione di QUESTO elemento è quello che, mi pare, ci divide un po’. Io voto cercando una ragione. Ma per me non è una chiesa. Sono disponibilissimo a cambiare le mie idee. Pensa che ho perfino votato M5S alle provinciali (ma difficilmente capiterà ancora…). Poiché – come tu sai – ambisco a essere un vulcaniano, ogni frecciata ai DS, o a SEL, o a chi ti pare non mi interessa e probabilmente sarò d’accordo con te.
      Il punto Adriano – almeno per me – è ragionare con la propria testa, assumendosi il rischio di sbagliare, ovviamente. Quel che faccio è tutto qui.
      Continuiamo a essere amici e costruiamo idee assieme.
      Ciao e grazie

      • Adriano

        allora, grazie della replica

        se ricordi, fino a ieri, e da circa 15 giorni, uno di noi due (a caso) non fa altro che ribadire all’altro di essere del Movimento 5 Stelle; per quello ho scritto quanto sopra

        1) non sono un eletto del Movimento
        2) non sono un’attivista

        ho semplicemente dichiarato di aver votato per il 5S , e non nella fase di massimo successo, ma semplicemente dopo ed esclusivamente per una questione di responsabilità e di chiarezza

        non ho scritto da nessuna parte che penso con la testa di altri, anche se faccio delle scelte; e cercavo di farle anche prima quando il sistema ci obbligava a definirci “o di quà o di là” nella pessima accezione che assunse da noi il bipartitismo

        quando il nemico è alle porte, non c’è molto tempo per ragionare di fioretto, ed io ho fatto una scelta; contingente.

        e come me, molti altri faranno una scelta; chi la farà con l’emisfero destro, chi col sinistro, chi ci ragionerà con la testa e chi con il coccige (diciamo una cosa nuova, ogni tanto); sembra che gli italiani si stiano orientando di nuovo per il vecchio Cavaliere e per Marina, l’erede designata

        che è il partito che ha sdoganato prima l’MSI e poi ha liberato le energie “primitive” (non è un giudizio di valore, ma un’osservazione sul campo) della Lega;

        parte dell’elettorato voterà in quel modo nonostante tante belle parole di tante persone illustri prima e dopo di noi

        capisco il tuo tentativo di spostare su piani più elevati il discorso, ma qui non stiamo discutendo seduti al desco del Valhalla

        🙂

  • Manrico Tropea @magistro42

    Sulla strada che si inerpica per il Santuario sale ansimando uno in bicicletta, che, senza smettere di pedalare, invoca un contadino nel campo:”Vado bene per la Madonna?” “Per Dio, sembri Bartali!”
    E’ vecchia ma mi serviva per dirti che mi sembri perfino Coppi!
    Alla fine, se non seguiranno la tua di invocazione ci ritroveremo magari con un ritorno ad una normalità accettabile delle problematiche concrete del lavoro, della salute, del presente e del futuro dei giovani, ma, se avremo “glissato” sui Calderoli e sul resto catalogandolo come marginale o di serie B, ci ritroveremo in un Paese dal quale saranno emigrati non solo i cervelli, ma anche civiltà, cultura e dignità. Felicemente immersi in un lago di m…. invocando di “non fare l’onda”

  • RoSimonetta

    Osservazioni utili e, a mio avviso, corrette. A prescindere dal riferimento centrale e dalla critica (non in accezione meramente negativa) a Grillo e al modo in cui ha trattato/non-trattato i temi della nostra “ridente” attualità, definisco “utili” le tue osservazioni perché ritengo fondamentale e d’obbligo da parte nostra il tentativo di inquadrare correttamente le notizie/vicende che ci scorrono quotidianamente sotto gli occhi (e la mente) come i prodotti sul nastro delle casse al supermercato quando facciamo la spesa: considerare gli eventi e le condotte dei protagonisti nella loro pienezza, spingendosi a ricomprendere nell’analisi i risvolti che le stesse portano con sé. Perché ricorrere a “scale di valori” collocando sui pioli più alti le questioni ritenute più gravi (gravità determinata dal parametro valutativo –ciascuno il suo- che si sceglie di applicare nell’analisi) rischia di porre in ombra altre questioni che, valutate isolatamente, meno gravi non sono.
    In tal senso abbiamo la “fortuna” di aver a che fare con eventi che non sono mai oggettivamente leggeri. Fortuna che ci leva dall’imbarazzo di scegliere a quale “nodo” dare maggior rilievo. La nostra “indignazione” (per usare il termine scelto da Grillo) può essere di manica larga e il “benaltrismo” può essere tranquillamente riposto.
    Concordo, pertanto, pienamente con le tue conclusioni.

  • AdrianoVin

    ovvio che alcune mie considerazione derivano anche dal fatto che hai pubblicato su Mentecritica e mi attendo ragionamenti critici, molto critici sui fatti umani e politici

    se volessimo scrivere le solite cose, potremmo farlo in una poco raccomandabile sezione del pd o sulla più rispettabile rivista Famiglia Cristiana

    e qui ti parlerei dei valori dell’uomo, dei suoi diritti, del rispetto ecc ecc, farei una figura migliore, non litigherei con nessuno e tutti andremmo a pranzare in pace con noi stessi, dio e il mondo

  • AdrianoVin

    invio nuovamente causa filtri, spero che non appaia due volte

    ho scritto quanto sopra, ovviamente perchè siamo ospiti del sito Mentecritica
    e mi attendo di leggere commenti critici, molto critici sulle umane cose e i fatti politici

    mi sarei espresso diversamente se fossimo stati in qualche, poco raccomandabile, sezione del PD o sulla più rispettabile rivista Famiglia Cristiana

    e lì avrei amato ribadire l’importanza della cultura e dell’insegnamento dei valori umani, ricordando che siamo tutti fratelli e ci dobbiamo volere bene

    avrei fatto una migliore figura, non avrei litigato con nessuno, e tutti quanti ce ne andremmo, al nostro “fiero” pasto, sazi della nostra virtute e canoscenza

    in pace con noi stessi, dio e il mondo

  • ilBuonPeppe

    Sono d’accordo. La frase “c’è ben altro” di solito nasconde la volontà di evitare certe questioni, non l’impossibilità di farlo. Ci sono questioni più urgenti, ma occuparsi di queste non impedisce a nessuno di mangiare e dormire, quindi neppure di affrontare altri problemi.
    Detto questo, entrambe le questioni vanno inquadrate un po’ più da lontano, perché altrimenti sembrano solo due episodi infelici. Entrambi invece si collocano, ognuna nel suo specifico, in filoni ben definiti su cui dovremmo intervenire a tutti i livelli in maniera estremamente radicale.
    Forse che definire gli italiani “bamboccioni”, “sfigati” o “choosy” da parte di rappresentanti del governo è meno grave che paragonare un ministro ad un orango? Un parlamentare che mostra il dito medio ai cittadini è meno grave?
    Calderoli, suo malgrado, è solo un pezzo di un problema molto più grande di lui.
    La stessa cosa vale per il caso kazako: il problema è la sudditanza che la politica ha, da un lato nei confronti degli interessi economici, dall’altro verso determinati rapporti internazionali (vedi il caso Abu Omar o i disastri che l’ENI combina in Nigeria).
    Soprattutto chi fa politica DEVE occuparsi di queste cose, perché spesso il singolo caso è lo specchio di un problema più grande. Se non lo fa non merita il posto che ha.

    • Adriano

      ciao Peppe

      la cultura negli anni passati ha tentato di procedere in vario modo all’automiglioramento morale del popolo

      ma poi è successo quello che abbiamo avanti agli occhi tutto, e sui cui motivi mi piacerebbe discutere

      non siamo nati ieri, e di fronte a certe affermazioni, è palese che c’è una motivazione di carattere strettamente politico, amorale direi, finalizzato ad uno scopo

      io penso che l’obiettivo da raggiungere sia importante più degli strumenti; ma solo come possibile esperimento alternativo a quanti hanno proposto di raggiungere fini nobili con strumenti nobili, senza riuscirci

      è un’ipotesi, non sono sicuro che vada a compimento, ma i fallimenti precedenti qualcosa dovranno pur significare

  • fma

    Chi non trova sufficiente pietà per lo scellerato caso Shalabayeva, chi non trova disgustosamente e pericolosamente eversive le parole di Calderoli (e Salvini, e Borghezio…) non mi sembra onestamente pronto per occuparsi dei “più grandi” problemi posti in agenda.

    Vorrà dire che i grandi problemi continueranno a restare irrisolti.
    Se quella è la condizione, non ci sono italiani adatti alla bisogna.
    Era il 12 novembre 1998 quando Abdullah Öcalan giunse a Roma, accompagnato da Ramon Mantovani deputato di rifondazione comunista, sperando di trovarvi asilo politico. La minaccia di boicottaggio alle aziende italiane spinse il governo D’Alema a imbarcare Öcalan per Nairobi, dove fu prelevato dagli agenti dei Servizi turchi e riportato in patria. Dal 2002 è l’unico detenuto dell’isola-prigione di İmralı.
    Era il 13 ottobre 1999 quando il sindaco di Treviso, Giancarlo Gentilini, pronunciò la celebre frase «dovremo dare dei costumini da leprotto agli extracomunitari, così le doppiette dei cacciatori potrebbero esercitarsi: tin-tin-tin…».
    Sono passati 15 anni da quei casi e gli italiani continuano a dormire il sonno del giusto. Salvo svegliarsi, ogni tanto, sui blog. 😉

  • Antonio

    A me invece il tweet del grillino fa pensare ad una variazione sul tema di un sentimento che temo sia diffuso tra gli italiani. Parliamoci chiaro, da tempo ormai andiamo a nozze con dittatori e parassiti, purché ci assicurino petrolio e gas. Per queste cose non basta lavarsi la coscienza parlando degli affari privati di quell’ammasso di cellule neoplastiche che ci ha governato fino all’altro ieri, qui siamo coinvolti tutti, come cittadini consezienti direttamente o indirettamente. Non ce ne frega un bel niente di Kienge e Shalabayeva purchè ci sia un pieno a buon mercato nell’auto…il tweet del grillino non è che la versione pseudecologista e pseudocivile di questa bestemmia.

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