Le ricette di Mifuma 7


“La letteratura softporno ha contribuito a riavvicinare le donne alle librerie” dicono le riviste specializzate. Molte giovani donne, inoltre, si sono avvicinate alla penna scoprendosi scrittrici, e per questo si sono ritrovate al Festival della letteratura di … con la speranza di trovare un editore. Un altro libro che sembra risvegliare l’interesse delle donne è quello sulla cucina, anch’essa passione mai sopita nel loro cuore …
Che ho fatto? Allora è vero: “Sono proprio un’imbecille!” Ho scritto la storia di Emma, una donna semplice, figlia di un mondo che non vogliamo guardare negli occhi, che abusa violento, e violento uccide. Allora è vero: “Sono fuori tempo, stonata ululo mentre tutto intorno è un canto.”
Ora basta, mi riciclo con quel minimo di furbizia che è degna dell’intelligenza. Quel tanto che basta a rendersi idonei alla vita. Scriverò un altro libro – quasi un instant book : “Le porno ricette di Rita Pani”. Rita Pani non è un nome esotico, però. Quali scenari morbosi o suadenti potrebbe mai svelare? Meglio uno pseudonimo. “Le porno ricette di Mifuma Lafiga”. Vedo già la copertina, nera. Il nome sopra scritto in rosa shocking MIFUMA LAFIGA … LE PORNO RICETTE. Le gambe di una donna in bianco e nero un po’ divaricate, le scarpe rosse tacco 30; davanti alla cosa, una padella fumante retta dalle mani della donna misteriosa, di cui non si deve vedere altro, perché nel softporno molto deve essere lasciato all’immaginazione.

 

Il resto, come per ogni libro, verrà da sé; l’importante è cominciare. “Timballo sexy piselli e patate” per esempio, o cose così, di alta cucina e bassa puttaneria. Forse il “Pollo inculato al limone” sarebbe troppo volgare, sebbene sia un piatto che preparo spesso: Prendi un busto di pollo, lo lavi e gli ficchi dentro un limone intero, un rametto di rosmarino e poi lo fai arrostire, avendo la pazienza di rigirarlo ogni mezz’ora. Allora è vero, non ho ancora capito bene. Non è così che si scrive una porno ricetta, ci vuole grazia, dolcezza e … Eppure la prima regola per un bravo scrittore è scrivere di cose che sa. Non dovrò far altro che raccontare il mio modo di cucinare, e il gioco sarà fatto.

Timballo sexy piselli e patate per due persone (ma anche tre, dipende dai gusti)
Ingredienti: un perizoma rosso, calze autoreggenti, grembiulino da cameriera francese anni cinquanta con pettorina, scarpe rosse di vernice – senza plateau – tacco a spillo minimo 25 cm.
Prima di tutto sabotate la televisione, gettate nella spazzatura tutti i giornali sportivi che trovate in casa, nascondete i cavi del computer e disseminate i divani di piccoli spilli da cucito. Vestitevi come delle zoccole da film softporno anni 70, passate davanti al pezzo di manzo (che dovrà essere consono al piatto che vorrete cucinare) da concupire e quando sarete certe che sul suo viso si sarà disegnato quello sguardo tipico che ha l’uomo quando ha appetito, andate in cucina, muovendovi con destrezza ed eleganza, ancheggiando. Arrivate davanti allo stipetto delle pentole, dopo esservi assicurate che il manzo vi abbia seguito, chinatevi a 90 gradi e divaricate un poco le gambe. Prendete un cucchiaio di legno e ritmicamente colpite il vostro manzo sulle chiappe, senza mai distogliere lo sguardo, prendetelo per i capelli (se il manzo è calvo so’ cazzi vostri) e sbattetelo per terra. Frustatelo. Poggiate uno dei vostri tacchi sopra il manzo, e nel frattempo prendete un padellino anti aderente. Frustatelo ancora. Versate un poco d’olio sul fondo del padellino e accendete il fornello; mentre continuate a schiacciare il manzo con i tacchi, prendete due uova, rompetele e versatele sul padellino. Non smettete di frustare il manzo, fino a quando la parte molle dell’uovo si sarà solidificata e il giallo centrale sarà diventato sodo. Salate, pepate, frustate ancora per sicurezza, e buon appetito.


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