Le Parti Vergognose
30 marzo, 2007 di mstatus
Archiviato in Oltre le Righe
La religione cattolica dimostra una certa sessuofobia (istintiva ostilità nei confronti del sesso e delle sue manifestazioni), e nel catechismo la materia viene disciplinata dal nr. 2332 al nr. 2400 (sintesi), più tutti i correlati. Tra le offese alla “castità” ne cito 3 che reputo le più “condivise”, e precisamente: lussuria, masturbazione, e fornicazione (poi ve ne sono anche altre più pesanti, ed alcune sono comunque reati per la legge).
In particolare il catechismo della chiesa cattolica precisa:
2351 La lussuria è un desiderio disordinato o una fruizione sregolata del piacere venereo. Il piacere sessuale è moralmente disordinato quando è ricercato per se stesso, al di fuori delle finalità di procreazione e di unione.
Fare sesso per puro piacere, non va bene. Un eminente filofoso contemporaneo Blackburn Simon, ritiene la lussuria come una raffinata forma di vitalità umana.
2352 Per masturbazione si deve intendere l’eccitazione volontaria degli organi genitali, al fine di trarne un piacere venereo. « Sia il Magistero della Chiesa – nella linea di una tradizione costante – sia il senso morale dei fedeli hanno affermato senza esitazione che la masturbazione è un atto intrinsecamente e gravemente disordinato ». « Qualunque ne sia il motivo, l’uso deliberato della facoltà sessuale al di fuori dei rapporti coniugali normali contraddice essenzialmente la sua finalità ». Il godimento sessuale vi è ricercato al di fuori della « relazione sessuale richiesta dall’ordine morale, quella che realizza, in un contesto di vero amore, l’integro senso della mutua donazione e della procreazione umana ». (236) Al fine di formulare un equo giudizio sulla responsabilità morale dei soggetti e per orientare l’azione pastorale, si terrà conto dell’immaturità affettiva, della forza delle abitudini contratte, dello stato d’angoscia o degli altri fattori psichici o sociali che possono attenuare, se non addirittura ridurre al minimo, la colpevolezza morale.
La masturbazione non va bene, le leggende dicono che può portare pure alla cecità e nel caso di individui di sesso maschile anche ad una possibile prematura caduta del pene. A questo punto come maschio sono preso dal terror panico (e se per caso hanno ragione e mi casca?).
Considerazioni dal punto di vista della psicologia
La masturbazione è genericamente considerata, soprattutto nella fase della pubertà, un mezzo per prendere confidenza con i cambiamenti del proprio corpo e acquisire familiarità e coscienza di sé, oltre che , ovviamente, un modo per ricavare puro piacere. In quest’ottica, di taglio psicologico-educativo, la conoscenza di sé derivante dalla masturbazione può costituire una buona base di partenza per ottenere un maggiore soddisfacimento anche nei rapporti con i partner.
Boh! Che casino, inizio a confordermi e ci capisco poco (tra poco mi arrivano le visioni ed inizio a sentire pure le voci).
2353 La fornicazione è l’unione carnale tra un uomo e una donna liberi, al di fuori del matrimonio. Essa è gravemente contraria alla dignità delle persone e della sessualità umana naturalmente ordinata sia al bene degli sposi, sia alla generazione e all’educazione dei figli. Inoltre è un grave scandalo quando vi sia corruzione dei giovani.
Una piccola considerazione personale ipotizziamo che tra adulti e vaccinati: io sia libero, che trovi una che me la dia (figurarsi se mi capita), libera pure lei, vogliamo stare in pace per almeno 5 secondi (farci i cazzi nostri senza spaccare a nessuno), alla facciaccia di tutti i problemi che ci sono ogni giorno ed in particolare a quella del prete di turno (che magari prova invidia perchè a me la dà e a lui no): no, non si può. Dato che sono pure sposato, leggo:
« Avete inteso che fu detto: “Non commettere adulterio”; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore » (Mt 5,27-28).
Ecco alcuni validi motivi per non aderire o recedere dalla Chiesa Cattolica.
A completamento del quadro generale in Deuteronomio 25(11:12) trovo: 11 Se alcuni verranno a contesa fra di loro e la moglie dell’uno si avvicinerà per liberare il marito dalle mani di chi lo percuote e stenderà la mano per afferrare costui nelle parti vergognose, 12 tu le taglierai la mano e l’occhio tuo non dovrà averne compassione. Ovvero se mia moglie, durante una rissa mi difende ed afferra strattonandolo l’ammenicolo di chi mi sta percuotendo, le verrà tagliata la mano senza pietà.
La chiesa cattolica ha un tantino il dente avvelenato col sesso. Ma che cavolo ci stanno a fare le parti “vergognose”, se ci sono tutti quei casini? Meglio eliminarle (quasi quasi me lo taglio da solo).
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mstatus
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2008







ahahahahah fantastico articolo!!!
mi hanno terrorizzato. Non commetterò più atti impuri. Ecco
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La parola fornicazione mi ha sempre incuriosito fin da piccola, quando non capivo che cippa voleva dire. Pensavo a qualcosa di brutto, tipo i forni crematori, oppure alle formiche.
ciao
Bell’articolo,
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Come ti dissi anche a suo tempo a me invece della mano, conoscendomi, taglierebbero un piede ma poco male: almeno ho fatto danno e resta il ricordino pure all’uomo!!!
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Bell’articolo mstatus. Proprio per i motivi da te espressi non mi sentirei di consigliare a nessuno di mandare i figli nelle scuole rette da religiosi. A meno che non mettano in preventivo la decurtazione di parte del TFR per contribuire al pagamento delle sedute di psicoterapia dei ragazzi quando raggiungono l’adolescenza…
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mstatus docet
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C’era una volta, tanto tempo fa, un ragazzo cresciuto in ambiente “di chiesa”, che si tormentava per cercare una ragione ai messaggi discordanti che riceveva dal Catechismo (che pure insegnava ma che non sapeva sempre spiegare ai discenti, soprattutto quanto si parlava di “quelle cose lì”), e quelli invece inviati dalla sua coscienza, che pure si dice essere la voce di Dio in ogni persona.
Un giorno questo ragazzo parla con un prete, uno “di strada”, un ragazzo come lui, poco più grande, al quale chiede se è poi così sbagliato fare “certe cose” con la propria ragazza.
[Questo prete "di strada" aveva metà della sua parrocchia contro perché si era permesso di distribuire preservativi alle tante prostitute-schiave che vi circolavano. Metà dei suoi parrocchiani lo consideravano un prete indegno, di cui chiedere la rimozione, ma era fortemente osteggiata dall'altra metà, che vedeva invece, finalmente, qualcuno disposto a rischiare in prima persona per gli altri, il famoso "prossimo".
I perbenisti della prima metà preferivano vedere le prostitute, di cui pure fu detto che "vi precederanno nel Regno dei Cieli", morire di AIDS o vittime di malattie veneree, oltre che di schiavitù, pur di "salvare la faccia".]
Ne riceve una risposta che finalmente fa pari con quelle ottenute innumerevoli volte dalla propria coscienza, ma profondamente in contrasto rispetto a quelle del “libro” (il CCC, il Catechismo della Chiesa Cattolica): “se l’ami con tutto il cuore e la rispetti, e anche lei ama e rispetta te, non c’è nulla di male. Il limite è dato dall’amore e dal rispetto: se finisce uno dei due, qualunque cosa tu faccia, anche una semplice parola, può essere fatta male.”
Allora diviene finalmente chiaro il messaggio apparentemente sessuofobico, e sul quale - tra gli altri - è stata costruita tutta la sessuofobia cattolica, in particolar modo quella basata sul controllo preventivo, alla Minority Report:
Dov’è dunque il “peccato”?
Nel desiderio in sé?
O nella mancanza di rispetto per la persona desiderata?
O piuttosto nella mancanza di rispetto verso la persona nei confronti della quale si è preso un impegno solenne (la compagna della persona che “desidera” oppure il compagno della persona “desiderata”)? Ecco!
Alla fine tutto quadra: il Vangelo è semplice e per i semplici, è certa esegesi che è troppo complicata, perché deve far “quadrare” quelle Parole con i dettami costruiti successivamente.
Più di tante prediche e remissioni, più di tante letture alla ricerca della verità, queste parole avevano aperto la mente del ragazzo.
Da allora in poi tutto, ma proprio tutto, è andato al vaglio della coscienza e dell’intelligenza.
Nessuno degli insegnamenti ricevuti è andato a vuoto, ma molti sono stati riveduti alla luce di una nuova consapevolezza.
Molti ne sono usciti rafforzati e valorizzati, altri (guarda caso, buona parte proprio nella sfera sessuale, di cui il CCC-libro contiene vere e proprie perle di oscurantismo) sono stati completamente demoliti o hanno finalmente trovato chiarezza.
Per non dire del miglioramento della relazione con la sua ragazza, una relazione finalmente libera dal “terzo incomodo” che tanti condizionamenti aveva portato negli anni.
Per non dire, poi, di come, svaniti i sensi di colpa, svanirono di conseguenza anche le piccole “ossessioni” nei confronti del sesso (il motivo per cui spesso falliscono le diete è la proibizione, che porta ad esagerare alla prima occasione, vanificando tutto il lavoro fatto).
Per non dire, infine, di come abbia riconquistato la “purezza degli occhi e del cuore”, che temeva di avere perduto per sempre, ma che invece gli era stata sottratta a causa di insegnamenti deviati.
Morale della favola: Uno è venuto a liberarci dalle catene del peccato, altri dopo di lui hanno usato le Sue stesse parole per incatenarci di nuovo. Ma basta leggere senza pregiudizi, e la verità sale a galla.
@mstatus:
Il problema non è se “te la dia” o no, o se “è peccato” in sé.
Il problema è che se tu e lei siete liberi e consenzienti, nessuno può dirvi alcunché. Ma se l’uno o l’altra ha già un impegno con un’altra persona, la questione non è sessuale, è di correttezza: si tradisce la fiducia di qualcuno.
Questo è il senso di quelle parole.
Tutto il buio delle innumerevoli leggi scritte prima del Vangelo, è stato scardinato da Gesù, che ha rivelato poche e chiare indicazioni.
Molto di ciò che è stato scritto dopo si è rifatto alle leggi scritte prima o ha completamente travisato gli insegnamenti di Gesù.
Il Catechismo di Gesù Cristo prevede 2 comandamenti e tanti, tanti esempi concreti.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica prevede circa 3000 punti e tanta, tanta teoria.
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Che Cristo abbia portato un messaggio di rinnovamento è innegabile! Non sto fare la tiritera della Favola di Cristo di Cascioli, delle favole in genere, o dei vari miti + o - 16 mi par di ricordare, che parlano di un uomo nato da una vergine, e di tutte le altre cose. Cristo c’è stato e ha portato il suo messaggio, che poi fosse maestro di saggezza e/o maestro di giustizia (esseni), ecc. è indifferente. Il messaggio è arrivato ed ancora oggi è presente tra le masse.
Ma tu Demetrio, che cosa ci vedi in Cristo? Una divinità o parte di divinità, o un semplice uomo di grande carisma? In base a che cosa parametriamo il nostro concetto di morale? Sulla base di quanto indicato da un uomo ritenuto il figlio della divinità o la divinità stessa incarnatasi, oppure sulla base di quanto detto da un maestro di saggezza e/o giustizia semplice uomo seppur maestro? Il nostro concetto di morale deve essere legato ad un ipotetico concetto di divinità che parla di vita oltre la morte con relativi premi, di peccato (anche se lo hai mitigato un po’), ecc. ecc., oppure basato su principi di “etica umana” condivisi? Questo al di là di quello che tu hai indicato sul catechismo della CCAR, che oltrettutto ha altrettante norme di diritto canonico, più una massa di circolari esplicative, attuative, ecc.
Che poi il catechismo di Cristo preveda 2 comandamenti, ecc. è relativo … dipende con che ottica parametriamo il tutto: ottica divina o ottica terrena?
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Vedi, mstatus, è più facile per me spiegare in cosa non credo, piuttosto che dire in cosa credo, almeno in termini che non vengano fraintesi. Ma ci proverò comunque.
Sì, credo in Dio, perché ciò che vedo non è sufficiente a spiegare tutto, neanche portando l’immaginazione ai livelli più estremi.
Da antico appassionato di fantascienza, oltre che di religioni, e di storia, ho avuto modo di leggere innumerevoli versioni di ciò che potremmo chiamare “incarnazione”, da tanti punti di vista diversi. Ipotesi che fanno pensare che ciò che per alcuni è fede, per altri è superstizione e ignoranza.
Basti pensare all’ingresso di una civiltà più “avanzata” nel mondo di un’altra civiltà, precedentemente isolata dalla prima.
Ciò che è nuovo porta meraviglia, se poi non è spiegabile porta timore, e poi superstizione.
Basti pensare soltanto all’invasione dell’america da parte dei conquistadores spagnoli: bianchi apparentemente onnipotenti venivano a prendere il posto di divinità attese per millenni. Salvo poi rivelarsi umani della peggior specie.
In realtà la mia è una ricerca che è ancora in corso, non sul “chi” o “in che cosa” credere, ma piuttosto sul “cosa” di contorno.
Nel tempo questa ricerca mi ha portato a demolire molte cose che ho scoperto essere accessorie o addirittura superflue o perfino contrarie al concetto di religione che ho imparato da bambino.
Ho indagato con passione non solo quella che è la religione in cui sono cresciuto, quella cattolica, ma anche tante altre, dalle “eresie” cristiane alle principali religioni del mondo, passate e presenti.
Questo mi ha portato ad incontrare molti dei vari miti di cui parli (Mithra, Horus e via dicendo), e in tutti i casi ho cercato di scoprire cosa ci fosse di vero, o di condiviso.
Credo ancora in Gesù Cristo, come persona storicamente esistita, come profeta di immensa saggezza, e come Figlio di Dio.
Ma credo che non sia ancora completamente chiaro cosa intendesse lui con “essere Figli di Dio”.
Francamente, piuttosto che seguire la sua divinità seguo molto di più i suoi princìpi, su cui ho basato e baso tutte le mie azioni, perché trovo che siano assolutamente giusti e non negoziabili.
A costo di scandalizzare qualcuno, va ricordato che Gesù ha usato il suo essere “divino” solo marginalmente: non è venuto con lo scopo di fare miracoli, anzi si lamentava che la gente glieli chiedesse invece di ascoltare le sue parole e la Buona Novella che portava.
E’ per me un punto di riferimento non solo per la sua saggezza e per gli insegnamenti, come potrebbe essere un grande scienziato come Leonardo o un grande genio come Mozart, ma per il fatto che ciò che insegnava lo ha anche vissuto in pieno, dimostrandone la veridicità e fattibilità.
Ecco: io seguo il Vangelo, il Messaggio.
Sebbene taoismo, induismo, buddismo, filosofie e religioni di tutti i tempi abbiano i propri grandi princìpi (il che testimonia che l’uomo non è poi così idiota come dimostra di essere in tante occasioni), non ho trovato nulla di più alto. Che poi abbia radici, risonanze, influenze nella narrazione prese da altre fonti, separare queste dal nucleo fa parte della mia ricerca.
Disse qualcuno: è meglio avere dubbi e diffidare di chi ha solo certezze, perché i primi portano al dialogo, le altre al fondamentalismo.
Rigetto invece tutte le strumentalizzazioni che sono state fatte nel tempo.
Gesù non ha mai chiesto il culto di sé, né il culto della propria madre, né il culto degli uomini in generale (santi, sant’uomini e via dicendo).
Ha cambiato persino l’idea che gli ebrei avevano del rapporto con Dio: da timore ad amore. Da “divinità” a “papà” (Abbà).
Per questo non ho alcun tipo di devozione, come quelle che vedo invece intorno a me, che spesso sono al limite della superstizione, se non vera e propria superstizione.
Ritengo che sia una cosa alquanto meschina, più propriamente umana e interessata, rivolgersi devotamente a questo o quel santo per ottenere che ci risolva i piccoli o grandi problemi quotidiani, per poi fare nella propria vita tutt’altro rispetto all’esempio portato dal “protettore”.
Ho dei modelli a cui ispirarmi, oltre Gesù Cristo che resta il più alto: Francesco d’Assisi, don Bosco… E alcune persone non altrettanto famose, ma di notevole saggezza e bontà, che ho avuto modo di conoscere di persona e apprezzare nella mia vita. A nessuno di loro, però, accendo lumini o chiedo intercessioni.
Ritengo che se un “uomo”, duemila anni fa, aveva ben chiari princìpi che ancora oggi noi con tutta la scienza, la globalizzazione, la conoscenza, le tradizioni di civiltà, non riusciamo neanche lontanamente a raggiungere, ma che dentro di noi sappiamo essere profondamente giusti e veri, questa conoscenza gli derivi da qualcosa che va oltre la nostra esperienza.
Magari tra mille o diecimila anni (se non ci distruggeremo prima) avremo raggiunto un livello di conoscenza che ci porterà a mettere nella giusta luce anche il concetto stesso di “divinità”.
Per il momento, è quello che più corrisponde a ciò che io vedo in Cristo.
Spero di non essere stato troppo confuso nella mia risposta.
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No risposta chiara. Anche io sono un appassionato di fantascienza. “Ma credo che non sia ancora completamente chiaro cosa intendesse lui con “essere Figli di Dio”. Concordo!
Ti ringrazio per l’onestà della risposta ad una domanda che oltre a curiosità, forse era un tantinello provocatoria….
Ciao, e buona serata
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Grazie a te della provocazione!
Ecco un film che mi piacerebbe vedere, e credo interesserebbe anche te:
Centochiodi di Ermanno Olmi.
E una perla dall’articolo, che esprime bene ciò che penso:
La sintesi è un dono, e c’è chi ce l’ha (io no…
).
Ciao!
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Ti ringrazio per la segnalazione.
Ciao e buona giornata!
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Mstatus e Demetrio, è un piacere leggervi.
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