Le Nuove Crociate: Il Giornale Riscrive la Storia a Proprio Uso e Consumo. Quando la Mala Informazione Diventa Mistificazione
11 gennaio, 2008 - 12:01 di doxaliber
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Conoscere la storia è importante, perché gli eventi del passato ci aiutano a comprendere ed analizzare al meglio il quadro socio-politico odierno. Ovviamente la storia dell’umanità è un campo di studio decisamente vasto ed è difficile riuscire a memorizzare, fin nei minimi dettagli, gli eventi storici che hanno portato alla formazione di così tante nazioni, così tante lingue e così tante culture diverse.
Probabilmente è anche per questo motivo che di solito ogni popolo cerca principalmente di ricordare ed esaltare la propria storia personale a discapito di quella delle altre nazioni che, viceversa, viene spesso sminuita o trattata in modo piuttosto superficiale.
Per fortuna, soprattutto nell’italico stivale, gli individui desiderosi di approfondire la conoscenza della storia e della cultura di altri popoli possono contare sull’apporto di giornali, televisioni e riviste che, con articoli puntuali e precisi come quello che sto per segnalarvi, aiutano a comprendere al meglio il mondo che ci circonda.
In particolare oggi vorrei segnalare alla vostra attenzione apparso su “Il Giornale”, versione online del 10/01/2008, titolo: “Non scordiamoci che loro vogliono dominare il mondo“; autore: “La redazione“; un lavoro di gruppo quindi, forse perché nessuno voleva prendersi la responsabilità, ovvero il merito, di cotanta divulgazione informativa.

Leggiamo:
L’islam è un’ideologia che persegue il controllo del mondo. Non è solo una religione, è una dottrina politica imperialista. Ha tentato di conquistare l’Europa due volte. La prima volta fu respinto da Carlo Martello a Poitiers nell’anno 732, la seconda volta nel secolo XVII fu sconfitto già alle porte di Vienna. La nuova ambizione di conquista dell’islam è rinata in Egitto nel 1920, e per molti leader islamici il momento attuale è propizio per un terzo tentativo.
Vero. Il è un obbligo morale per gli islamici, ma per inciso lo è anche per altre religioni, incluse molte confessioni di origine cristiana, come ad esempio quella cattolica. Vero anche che i mussulmani hanno cercato di invadere l’Europa in due periodi distinti:
- La prima espansione verso l’Europa avvenne durante la dinastia degli che, dopo una serie di incursioni ad opera di Berberi islamici originari del Marocco, presero il controllo dell’attuale Andalusia spagnola creando il califfato di . Da ciò che ricordo dei miei studi scolastici, con il supporto dell’ormai onnipresente Wikipedia e, visto che Wikipedia non è ritenuta da tutti una fonte “affidabile”, della mia Enciclopedia cartacea, posso affermare che quello fu un periodo tutt’altro che oscuro per la regione Spagnola. In quel periodo la città di Cordoba divenne la cittadina più popolosa d’Europa, raggiungendo la ragguardevole cifra di 500.000 abitanti. Naturalmente, come d’altronde fanno tutti i conquistatori, anche gli Ommayyadi non si risparmiarono in spargimenti di sangue e violenze, tuttavia coloro che non cercavano di destabilizzare il califfato non venivano in alcun modo perseguitati. Così i cristiani e gli ebrei (questi ultimi appoggiarono gli Ommayyadi contro i Visigoti, cosa che oggi parrebbe incredibile) erano liberissimi di praticare il loro credo senza rischiare alcun tipo di persecuzione. Possiamo quindi affermare che i mussulmani erano sicuramente propensi alla guerra ed alla conquista ma non avevano l’abitudine di bruciare al rogo quelli che, in ambito teologico, non la pensavano come loro. Questo perché gli islamici hanno l’obbligo morale di fare proselitismo, ma nei confronti di atei e pagani, non verso ebrei e cristiani, che sono ritenuti figli dello stesso Dio, anche se possessori di una verità incompleta su Allah.
- La seconda ondata “islamica”, se così si può chiamare, ebbe inizio con l’ascesa dell’Impero Ottomano, il quale espanse i suoi domini su tutta l’area balcanica, Grecia inclusa. L’Impero Ottomano, al massimo della sua potenza, arrivò a comprendere: i Balcani, il nord del continente Africano, l’Iraq, la Siria, l’Iran (ma non il resto della penisola araba) e pezzi di Europa. Ma non bisogna dimenticare che l’Impero Ottomano fu fondato dai Turchi, popolo la cui nazione è membro dell’ONU fin dalla sua fondazione (1945), nonché membro della NATO dal 1951; parliamo di un nazione in cui, pochi mesi fa, centinaia di migliaia di persone scesero in piazza per salvaguardare la laicità dello Stato e che, a dispetto dei suoi detrattori, non può certo considerarsi un “pericolo per l’occidente”, al massimo può esserlo per i Curdi e gli Armeni.
- La redazione de “Il Giornale” sostiene anche che l’ambizione per la conquista dell’Islam sarebbe rinata in Egitto nel 1920. Non voglio mettere in dubbio la conoscenza che hanno della storia i redattori del quotidiano milanese, tuttavia io non conosco elementi storici a riprova di tale affermazione, posso però assicurarvi che fino al 1922 l’Egitto era in tutto e per tutto una colonia inglese e che rimase “ufficiosamente” tale fino al 1952, anno in cui, in seguito ad un Golpe militare, fu proclamata la Repubblica Egiziana.

A proposito di Colonie e di “ideologie che perseguono il controllo del mondo”, mi sembra superfluo ricordare che le dinastie europee furono a lungo in lotta fra loro proprio a causa del loro desiderio di conquistare il mondo, che tali “pruriti” da conquista sfociarono in due Guerre Mondiali, vari regimi di stampo nazista ed antisemita, e che il tutto si concluse con un’Europa spartita a metà tra Russi ed Americani. Mi sembra anche superfluo ricordare che i popoli Europei hanno colonizzato e schiavizzato praticamente mezzo mondo, torturando, uccidendo, perseguitando e rinchiudendo in riserve gli indigeni di molti continenti e che durante queste “colonizzazioni” fu fatto anche molto proselitismo, raramente incruento, con l’intento di cristianizzare i “selvaggi” abitanti dei luoghi conquistati; non credo valga nemmeno la pena ricordare le numerose guerre sante fatte in nome del “nostro” Dio proprio nei territori in cui la religione dominante, ritiene “Il Giornale”, avrebbe come obbiettivo la conquista del mondo. Ma questo credo sia lapalissiano, per cui, anche per non dilungarmi, eviterei di entrare nei dettagli e proseguirei oltre.
L’islam è ipocrita per principio. È legittimo mentire in certe circostanze, quando si servono gli interessi dell’islam.
Non sono un teologo, non posso confutare né confermare l’affermazione de “la redazione” de “Il Giornale”, che sicuramente è più colta ed esperta di me e che sicuramente, come è nel dovere di ogni buona testata informativa, avrà certamente consultato qualche esperto di Islam a riprova delle proprie convinzioni. Mi chiedo quindi, a titolo puramente esemplificativo, fino a che punto si può “religiosamente” spingere l’ipocrisia degli islamici? Fino al punto di inventare riguardo all’esistenza di armi di distruzione di massa (principalmente di tipo chimico) in una nazione sovrana al solo scopo di aggredirla militarmente e quindi conquistarla e soggiogarla al proprio potere? Fino al punto da spingersi ad utilizzare armi chimiche sulla popolazione della Nazione preventivamente attaccata proprio con l’accusa di possedere tali armi e di essere quindi un pericolo per il resto del mondo?
Mi chiedo: possono questi islamici, per pura concessione religiosa, essere Ipocriti fino al punto da arrivare a definire una chiara operazione militare di invasione e conquista una: “missione di pace”?
Naturalmente ci sono imam e Stati e cittadini musulmani che non appoggiano la violenza, ma non sono la maggioranza.
Speriamo che a causa degli ipocriti di cui al punto sopra i cittadini di queste nazioni “ipocrite” non siano vittime dell’odio generico, cieco e decontestualizzato di chi, magari con l’appoggio di certa stampa connivente, considera tutti gli abitanti di una nazione come un unico ammasso di barbari incivili.
Cioè si vede alla ricerca di zone che sono pronte ad essere conquistate, come la Francia, il Belgio, il Regno Unito, l’Italia. Gli studiosi più illuminati spiegano che è stato proprio il dialogo euro-arabo a portare alla graduale ma inesorabile trasformazione del continente europeo in una strana poltiglia asservita alle esigenze e alla cultura del mondo arabo.
Mi spiace per gli islamici, per quanto riguarda l’Italia temo sia ormai prossima da parte di altra confessione religiosa, inoltre, viste le aperture di Sarkozy proprio verso e considerato che la Francia appena 3 anni fa ha approvato a larga maggioranza una legge , ritengo improbabile che “il feroce Saladino” possa cavalcare con cavallo e scimitarra attraverso i ; in quanto al Regno Unito è bene che gli islamici sappiano che prima di ogni altra cosa è necessario far decadere la Monarchia. Per gli Anglicani infatti il capo della Chiesa è il monarca regnante. Fossi invece al posto degli islamici nutrirei qualche speranza per la riconquista della Spagna, paese in cui si discute della possibilità di legalizzare una qualche forma di . Certo, visti i tempi che corrono, poter convivere con più donne non è forse l’obbiettivo primario degli islamici, ma bisogna sapersi accontentare.
Tutto, per esempio secondo Bat Ye ’or, la grande scrittrice di Eurabia, che ispirò l’ultima Fallaci, avrebbe avuto inizio con la crisi petrolifera del 1973 e con il progetto ambizioso di costruire un asse geopolitico e ideologico alternativo a quello americano e atlantico.
Uhm, e se tutto invece fosse iniziato prima? Facciamoci aiutare dalla storia:
- Afghanistan: conobbe un periodo di pace durante il governo del re , poi ci furono una serie di colpi di Stato, probabilmente avvenuti con l’appoggio dei Sovietici, i quali decisero, nel 1979, di intervenire militarmente ritenendo che l’allora leader fosse troppo vicino agli USA e troppo poco comunista. L’intervento militare sovietico diede l’inizio ad una guerra lunga 10 anni che vide, da una parte i Russi e dall’altra i guerrieri Mujaheddin, addestrati dagli Stati Uniti e dal Pakistan. Una volta cacciati i Russi dal loro territorio i Mujaheddin iniziarono una guerra interna per la spartizione dell’Afghanistan, guerra che fu vinta dai Talebani, ancora una volta con l’appoggio di Pakistan e Stati Uniti.
- Iraq: è rimasto sotto il controllo formale di Londra fino al 1968 (era uno Stato Monarchico a sovranità limitata), anno in cui il potere fini nelle mani del Baʿth, partito di ispirazione socialista che nel 1979 appoggiò l’ascesa del dittatore Saddam Hussein. Nel 1980 e per circa 10 anni gli Stati Uniti ed altre nazioni europee appoggiarono l’Iraq nella guerra contro l’Iran, armando il regime del dittatore iracheno e fornendo a Saddam sostegno economico e strategico. Nel video qui sotto il dittatore stringe la mano a Donald Rumsfield, fino al 2006 segretario alla Difesa dell’attuale Presidenza Americana.
– Iran: ricopio direttamente da Wikipedia;
Durante la Seconda Guerra Mondiale il nord del Paese subisce l’occupazione dei Sovietici, mentre al sud si stabiliscono i Britannici e gli Statunitensi, che obbligano l’Iran a dichiarare guerra alla Germania. Scontenti della scarsa propensione dello Scià verso le loro politiche, Statunitensi e Britannici lo costringono ad abdicare in favore del figlio Mohammad Reza Pahlavi. Da quel momento il Paese entra nel novero degli Stati filo-occidentali e si afferma, anche grazie all’efficiente organizzazione militare, come la principale potenza del Golfo Persico.
Nel 1951 la CIA organizza un primo colpo di Stato contro il Primo Ministro Mohammad Mossadeq (Musaddiq) che aveva nazionalizzato la compagnia petrolifera Anglo-Iranian Oil Company: i Britannici impongono un embargo al Paese, impedendo l’esportazione del petrolio, mentre nel 1953 Mossadeq viene rovesciato e Mohamed Reza, fuggito dal Paese verso l’Italia, sale nuovamente al trono dove resterà fino al 1979, data in cui sceglierà la via dell’esilio in seguito al successo della cosiddetta Rivoluzione islamica.
Un’ultima analisi merita l’Arabia Saudita, nazione mai citata come pericolo per l’occidente dagli Usa e dai paesi Europei alleati degli americani nella guerra al terrorismo; eppure l’Arabia Saudita, a differenza dei tre Stati sopracitati che invece sono considerati “pericolosi”, è l’unica Monarchia Assoluta ad indirizzo islamico ad esistere fin dal tempo degli Ottomani. L’attuale dinastia governa il territorio praticamente dagli inizi del ’900. Una buona parte dei terroristi dell’11 settembre erano Sauditi (nessuno era Iracheno, Iraniano o Afghano), sempre su Wikipedia è scritto:
La scoperta del petrolio nel marzo del 1938 ha trasformato economicamente il paese e ha dato al Regno l’autorevolezza di cui gode, malgrado la struttura integralistica delle sue istituzioni giuridiche e sociali (l’Arabia Saudita è ufficialmente wahhabita) e il suo gigantesco finanziamento per l’edificazione, nel mondo islamico e non, di moschee e centri culturali di orientamento fondamentalista e di partiti e movimenti politici che al Wahhabismo direttamente o indirettamente si richiamano (il caso più vistoso è la Fratellanza Musulmana). Diversi miliardi di dollari che non hanno impedito all’Arabia Saudita di mantenere strette relazioni con le molte nazioni occidentali che comprano il suo petrolio e, in particolare, con gli Stati Uniti d’America, alla cui politica estera il Regno è da sempre fedelmente allineato.
Qualcosa non quadra nella ricostruzione fatta da “La redazione” de “Il Giornale”, non credete anche voi?

Concluderei questo lungo pezzo con l’unica affermazione dell’articolo che sento di poter parzialmente condividere:
Qualsiasi donna, qualsiasi ragazza che, educata secondo i principi europei, abbia tentato la sorte, ha rischiato la vita, torture, botte, e qualche volta è stata ammazzata.
Si, è vero. Fossi donna preferirei non essere islamica, a dirla tutta preferirei sicuramente vivere in un paese laico, tuttavia i recenti fatti di cronaca e le statistiche ci dicono che le donne non possono certo stare tranquille nemmeno nella tranquilla, moderna ed occidentale Italia.
Che conclusioni trarre quindi da questo chef-d’oeuvre approntato per noi dalla “redazione de “Il Giornale”? In primis che forse “loro” (gli islamici) vogliono conquistare il mondo, ma certamente noi occidentali, in questo sport tanto amato da molti leader mondiali, non siamo secondi a nessuno; solo che per un fatto culturale preferiamo chiamare il nostro poco divertente Risiko con termini diversi, come ad esempio: “esportazione di democrazia” o, (variante buonista di tipico stampo cattolico/italiano) “missione di pace”.
Le Nuove Crociate: Il Giornale Riscrive la Storia a Proprio Uso e Consumo. Quando la Mala Informazione Diventa Mistificazione è di

Bellissima analisi.
Per citare De Gregori:
ma tutto questo "il Giornale" non lo sa.
concordo pienamente con Lameduck (semel in anno licet insanire …
)
Peccato che la menzogna richieda poco tempo e poca energia mentre per un'analisi documentata e condotta con metodo ci voglia lavoro e tempo.
Alla fine il crimine paga, eccome.
Cercate "il giornale" con google.
Troverete come tagline "Versione online del giornale fondato da Indro Montanelli e di proprietà della famiglia Berlusconi".
Cristo. Il vecchiaccio si starà girando nella tomba come una trottola. E questi hanno il coraggio di usare il suo nome per darsi una parvenza di autorevolezza.
Brividi di fastidio.
Far passare gli americani della guerra in medioriente come dei conquistadores non è che sia molto più corretto dell'articolo de Il Giornale
Oggi sono troppo polemico, per fortuna tra poco devo uscire così non rompo più.
Neottolemo, secondo te qual'è il ruolo della coalizione occidentale inviata in Iraq? Perché sono state fabbricate false prove nel tentativo di convincere l'ONU che l'attacco in Iraq era giusto e necessario? In linea di massima ho cercato di descrivere i fatti per come alla fine la storia ce li ha presentati, ma ovviamente versioni diverse sono ben accette, anzi, desiderate, siamo qui per discutere e confrontarci.
Sei fortunato che ancora non esco
Quello che dici è giusto, io mi riferisco solo all'aggettivo "di conquista" e al parallelo con l'imperialismo ottocentesco ed il colonialismo del '500.
Storicamente gli americani hanno sempre avuto problemi con la guerriglia. Iniziarono con i pellirossa, fino ad arrivare in Vietnam. Ora sembrerebbe che alle prese con nuovi guerriglieri la situazione si ripeta. però ci sono delle forti differenze.
Innanzitutto dal tempo delle guerre indiane e dal vietnam, i progressi in tecnologia bellica sono stati enormi. Ci sono differenze spropositate tra la potenza bellica americana e quella dei guerriglieri mediorientali. Sebbene gli USA non sono mai stati questi grandi strateghi contro i guerriglieri, è esagerato pensare che la guerra in questione sia un esempio di incompetenza. 6 anni di guerra sarebbero stati sufficienti a piegare la resistenza e a conquistare i paesi attaccati. Ma lo scopo della guerra è un altro: è destabilizzare la zona, quindi destbilizzare i principali produttori mondiali di petrolio che nel 2001 stavano iniziando a fare i loro conti in Euro. L'attacco a Saddam era già previsto prima dell'11 settembre, l'attentato è stato un ottimo pretesto. Su questo non voglio aprire nessuna parentesi. Oltretutto l'Iran è diventato il pericolo maggiore per l'america da quando ha deciso di aprire la sua nuova borsa del petrolio a Kish. Bosa che ovviamente tratterà il petrolio in euro. Motivo in più per far continuare la guerra civile nella zona con la speranza di attaccare l'Iran prima o poi.
Tutto questo va letto alla luce dell'odierna situazione economica a mericana che non è delle più rosee. Se si vuol essere proprio pessimisti si potrebbe pensare ad un crollo degli USA come potenza mondiale. Il che ovviamente creerebbe una situazione non da poco in tutto il mondo.
Insomma, la questione è articolata ma se interessa c'è un libercolo che la spiega abbastanza bene e senza troppi tecnicismi: Euroil di Conti e Fazi edito dalla Fazi editore. Sono 14€ spesi bene per farsi un'idea della situazione geopolitica attuale.
Una cosa una e poi finisco. Gli islamici non squartavano i popoli assoggettati, ma è pur vero che gli "infedeli" erano per la maggior parte privati dei diritti civili (ma si possono chiamare così nell'alto medioevo?) quando non diventavano direttamente schiavi. Di contro l'islam dell'epoca era il più grande centro culturale del mediterraneo e prima di Poitiers l'Europa a confronto era una cacchetta. Cacchetta che s'è rialzata quasi esclusivamente grazie alla chiesa e ai vescovi (il papa all'epoca contava poco).
Chiedo scusa ma faccio storia, è più forte di me
Neottolemo, sulla prima parte: non era assolutamente mia intenzione paragonare periodi storici così distanti fra loro. Volevo solo evidenziare il fatto che le guerre per la conquista di nuove terre sono sempre state fatte e non sono certo di esclusivo appannaggio degli islamici, tutt'altro. Ovvio però che il colonialismo del '500 è differente dall'imperialismo ottocentesco periodo storico che forse, e qui eventualmente mi correggerai, può dirsi concluso con la prima guerra mondiale ed i cui strascichi hanno posto le basi per lo scoppio della seconda guerra mondiale.
Sulla seconda parte: le motivazioni della guerra e degli scarsi risultati finora ottenuti. Sinceramente non concordo, gli americani (ma io parlerei più propriamente di occidentali) hanno a disposizione ben altri metodi per destabilizzare le sovranità delle nazioni nemiche. La storia dell'Africa, di molti stati sudamericani ed anche mediorientali ci insegnano che le Intelligence dei nostri paesi sono maestre nel creare il caos in altre nazioni. Non sempre ci riescono, ma questo è un altro discorso. I Russi prima degli americani si sono impantanati in Afghanistan, eppure potevano contare su una potenza bellica non indifferente, ma sulla questione afghana secondo me pesa anche lo scarso impegno profuso in quella guerra. Il numero di uomini stanziato in Afghanistan è francamente ridicolo, soprattutto se paragonato a quello stanziato in Iraq. In Iraq gli americani hanno invece profuso un impegno fuori dal comune, l'idea secondo me era quella di ricreare uno Stato Iracheno sotto il controllo indiretto di Washington, ma la situazione è sfuggita al controllo ed ora è davvero complicata. In ogni caso le reali motivazioni della guerra non sono il fulcro dell'articolo, che si concentra piuttosto su quanto scritto dal Giornale e sulle motivazioni "di facciata" che, spero concorderai, non sono mai state troppo credibili.
Correggimi. Le popolazioni assoggettate non erano schiave come lo erano gli Ebrei in Egitto, piuttosto erano assoggettate come lo erano le popolazioni sotto l'Impero Romano. Ma è uno scendere nei particolari che poco c'entra con il fulcro dell'articolo, in fondo la mia non era una lezione di storia, quanto il tentativo di smontare la tesi de "Il Giornale".
Io avrei qualcosa da ridire su questo. La chiesa era un "potere", ed in quanto tale ha finanziato opere, splendidi monumenti, Chiese, gli amanuensi hanno salvaguardato grandi opere. Ma l'umanità ha fatto balzi in avanti man mano che si è affrancata dalla dittatura teologica e temporale della Chiesa, dal Rinascimento fino all'Illuminismo, che a sua volta ha prodotto la Rivoluzione Francese, probabilmente madre delle democrazie moderne. Comunque siamo decisamente OT, magari per parlare del ruolo della Chiesa nella crescita dell'Europa è necessario un articolo ad hoc!
Lameduck, Mc, 77, grazie..
Sia il pezzo che i commenti che ne sono scaturiti sono decisamente interessanti. Almeno per me.
Grazie
Il Giornale: un ossimoro
Sulle motivazioni di facciata siamo d'accordo. Mio padre direbbe che è offensivo darci a bere certe storie sperando che ci si caschi. Ma d'altronde Mario Giordano è già un'offesa a se stesso. Per il resto mi sono fatto prendere la mano, chiedo vena per l'OT come disse il trasfusionista.
E sul fulcro non t'ho risposto…rimedio.
Gli "infedeli" non venivano trattati come gli ebrei in antico egitto (ad ogni modo poi gli ebrei non erano trattati tanto male all'epoca, la manodopera pesante era una merce preziosa e da conservare). Allo stesso tempo non avveniva un processo di assoggettazione di fattura romana ma c'era una certa pressione psicologia che spingeva gli "infedeli" a convertirsi per potersi emancipare. Violenza fisica non ce n'era.
Se parliamo della chiesa altomedievale non era affatto un potere. Era solo un organismo minacciato di scismi da ogni dove. La sua unica forza in Europa è stata quella di essere in pratica l'ultima classe istruita a cui ci si potesse affidare per coaudiuvare il governo.
Bon, la smetto di fare il saccente seccante.
Ma quando mai! Anzi, mi sembra che tu ci abbia fornito buone informazioni aggiuntive e le dovute correzioni.
Ultim'ora: Al Giornale è stata recapitata contenente due proiettili e minacce a Paolo Berlusconi e Silvio Berlusconi per la loro politica "anti-islam" (pure Paolo fa politica ora?). Meno male, i due c'erano rimasti male perché a Natale nessuno aveva pensato a loro.
A questo punto, vista la densità delle tue argomentazioni, questo pezzo NON PUO' restare solo qui, su MenteCritica.
Io propongo che formi oggetto di una replica formale alle affermazioni de "Il Giornale", per la quale chiedere le opportune smentite.
Che ne pensate?
L'articolo del Giornale rappresenta una piccola parte di verita`, pur con qualche insinuazione generalista valida piu` per singoli gruppi o fasce socio-culturali di persone (sparse su molti stati da sud-est a centro-ovest) che per l'intero fenomeno di espansione islamica.
Un'altra parte e` stata presentata attraverso quest'articolo e i relativi commenti, ma il quadro non e` ancora completo.
Sul rapporto Islam – resto del mondo non mi dilungo perche` il discorso e` troppo complesso, dico solo che le persone si dovrebbero giudicare per la loro coerenza e per il loro valore etico-morale e con questo riporto il senso di una frase detta da madre Teresa di Calcutta a gruppi di indu` e musulmani che non erano particolarmente felici delle sue attivita`: "ognuno deve professare il suo credo con coerenza secondo la sua coscienza senza pero` fare del male agli altri, ma anzi facendo, se possibile del bene".
Tralasciando gli approcci sincretisti, bisogna considerare anche che ogni gruppo religioso ritiene di possedere una verita` maggiore degli altri, ad esempio gli islamici considerano ebrei e cristiani come delle specie di eretici e viceversa, cosa che dal punto di vista storico e` un po' piu` giustificata.
Fermo restando che troppo spesso i confronti sono fatti a livelli qualitativi non eccelsi (secondo la preparazione delle persone, ecc.), ritengo che tutti i discorsi su ragionamento e fede non dovrebbero mai e dico mai scadere (come troppo spesso accade) nella violenza pubblica e/o privata.
Quasi sempre chi gestisce il potere dice di aderire a determinate norme etico morali, per il bene comune, ecc., nella realta` spesso usa il potere per ottenere vantaggi personali e/o limitati ai gruppi di persone che lo fiancheggiano e gli sono utili; da Stalin a Saddam, da Bush a Berlusconi la tendenza e` quella.
Io sinceramente non accetterei mai di sottostare ad una ideologia islamica, questo indipendentemente dalla storia. Rispetto tutte le altre religioni e gli altri ideali, qualunque essi siano finchè non violino i diritti umani. Se controlli scoprirai che gli stati islamici rifiutano i diritti umani perchè antepongono la religione agli stessi diritti. Nella stessa redazione dei diritti umani gli islamici, al contrario dei buddisti, cattolici, taoisti, scintoisti etc. non hanno riconosciuto quelli che sono le basi per la formazione di una società che si possa, a mio modo di vede, definire "umana". Anzi hanno voluto riscrivere da par loro l'intera dichiarazione. Non condivido il loro pensiero ma rispetto profondamente le loro idee ed ho avuto il grande privilegio di conoscere dei veri mussulmani, pronti a dimostrare quello che si è perso in italia, ossia la lealta'. Rispettare non significa pero' essere obbligati ad accettare le loro imposizioni esistenti nei loro paesi come il chador, il vietare i cani come amici fedeli, il mangiare carne di maiale etc.
io sinceramente, di tutte le religioni preferisco il buddismo, ovvero l'unica religione che non e' stata MAI scusa per una guerra di religione, al contrario di tutte le altre.
il giornale è una fonte di parte, ma anche lui una porzione di verità la dice, certo che leggerla con gli occhi di un antiberlusconiano e/o antiamericano risulta tutta carta straccia.
Per concludere, seguendo l'unica logica a me possibile, sono apartitico ed agnostico, e me ne vanto