Le Ministre 8


Il problema più grosso, urgente e importante, la vera emergenza di questo paese mutilato è il distacco dalla realtà, la dissociazione, che vive la classe dirigente. Questo problema però, non vedrà soluzione, perché è simile a una psicopatologia. Nessun malato di mente – arrivato a uno stadio così grave della patologia – sarà in grado di riconoscerlo autonomamente, e di conseguenza scegliere di essere curato.
Una volta si diceva “Potere al Popolo.” Oggi bisognerebbe esigerlo in maniera più decisa, senza troppi strilli, senza perdere la voce. Aggredire la Fornero ricordandole che la figlia è stata la vincitrice di due preziosissimi e illusori “posti fissi” è quasi banale. Obbligarla ad infilarsi le nostre scarpe, per farci dentro un giretto lungo qualche anno, sarebbe una giusta condanna. Credo che arrivati a questo punto di non ritorno non sia più sostenibile che si lasci parlare della nostra fame, chi è gonfio di cibo, chi gira satollo ruttandoci in faccia il suo “troppo pieno”.

Non è più tollerabile l’insulto dell’ipocrisia, l’arroganza dell’ignoranza, intesa proprio come non conoscenza. Non è più pensabile che si possa restare in attesa del domani, ponendo fiducia in chi vive benissimo l’oggi. E meno che mai – da donna e madre – posso tollerare che ad oltraggiarmi sia un’altra donna e madre.
Di solito, quando si resta allibiti davanti all’arroganza del potere ignorante, si tende ad augurarle, le cose. Ma l’augurio è come un sogno che non si avvera mai. La maledizione è lanciata per consolare noi stessi, per sfogare la rabbia, per rimetterci in pace. Non è più tempo di auguri: dovrebbe essere davvero quello delle condanne, migliori di un carcere più o meno comodo a seconda di quanto si possano pagare le guardie, o gli arresti domiciliari nei superattici del centro di Roma. Una di quelle condanne alla vita reale, una di quelle che dice: “Benvenute nel mio mondo, signore ministre!”

Ho visto mia figlia partire quando era poco più alta della valigia che si portava appresso, l’ho vista sparire tra la folla di un aeroporto, e io quell’immagine non me la scordo mai, dopo che aveva studiato e faticato in quest’Italia che si era scordata di dirle che la sua fatica valeva meno di nulla, perché l’Università italiana non prevedeva di poterle dare davvero una laurea. Così è dovuta andare dall’altra parte del mondo anche per finire i suoi studi, e non vicino a una madre che un giorno sarebbe diventata ministra, e che si sarebbe arrogata il diritto di oltraggiare tutte le madri come me, che prima ancora di veder sparire le figlie, hanno dovuto partire loro stesse, per provare almeno a prendersi il diritto alla vita.

L’altro giorno ho sentito la Fornero rivendicare il fatto di aver gettato solo una lacrimuccia, e di non essere – come certa stampa l’aveva definita – una fontana di lacrime. Ecco, scrissi in tempi non sospetti che quella lacrima era un oltraggio, e mi spiace non essermi sbagliata. Se fosse eseguita la condanna, la Fornero piangerebbe eccome. Come ho pianto io, così tanto da averle finite le lacrime, svegliandomi ogni giorno, e andando a dormire ogni giorno, pensando a mie figlie che avevo lontano.
Questa gente non conosce vergogna e non conosce pudore. Traducono la vita in numeri, in fantasia. Come sempre e meglio di sempre, fingono di pensare come svedesi, ma governano l’Italia nella piena tradizione dell’italianità più becera e amorale.

Soltanto in Italia è lecito sputare addosso a chi fatica per respirare. Soltanto in questo paese corrotto peggio di un paese latinoamericano o dell’Europa dell’est, puoi sentirti dire che è giusto che il padrone licenzi a patto però che trovi un altro lavoro al licenziato.
E tutta questa imbecillità, alla fine è lecita perché nessuno dirà mai alle signore ministre che sono idiote quanto i loro predecessori, e quanto loro impresentabili, vergognose e urticanti.
Io le condannerei davvero alla vita. A vita.
(Io non riconosco questo stato. Io non riconosco queste istituzioni.)


Informazioni su Rita Pani

Rita Pani è nata a Carbonia (CI) il 4 Ottobre 1964. Ha collaborato nella redazione giornalistica di una piccola televisione sarda. Ha partecipato a diversi laboratori di scrittura creativa e collettiva prediligendo il racconto breve, ed ottenendo la pubblicazione di alcuni di essi e di alcune poesie, su qualche rivista tematica e in un’ antologia. Ha lavorato presso l’ufficio stampa di una Onlus, impegnata nella promozione e nella divulgazione informativa sulle energie pulite e rinnovabili, e tutt’ora collabora con la Casa Editrice di musica classica “ClassicaViva”, come addetta stampa. Nel 2007 ha pubblicato il primo romanzo “Luce” con la Gammarò Editori di Sestri Levante, nel 2008 il secondo “Vite di vetro” e nel 2009 “Quell’amore alla finestra – Storia di Tello e Dora”, con la stessa Casa. Con la Epika Edizioni "Lo sguardo di Hermes". Da dieci anni scrive il Blog R-ESISTENZA, molto seguito, prediligendo le tematiche politiche, da cui ha tratto una Raccolta scaricabile da Web. Da novembre disponibile l'ultima pubblicazione "Quattro alberi di magnolia" di Epika edizioni.

8 commenti su “Le Ministre

  • Vincenzo Rauzino

    Ci vogliamo andare a rileggere qualche risoluzione strategica delle Brigate Rosse (si, ho detto proprio Brigate Rosse)?
    Saranno stati pure degli agenti al soldo della Cia, ma quello che dicevano 30 anni fa, oggi è la desolante realtà.
    Già dai tempi di Craxi ci dicevano che non bisogna più cercare un posto fisso, ma che bisogna inventarselo, e intanto ne creavano di posti fissi, per sé e per parenti e amici, e banchettavano, e banchettano tuttora, solo che ora ci ruttano anche addosso.
    Non ci resta che canalizzare la violenza.

  • Tic

    Cara Rita, purtroppo questa classe dirigente esiste perché il popolo italiano non ha mai vissuto una rivoluzione alla francese infatti nonostante gli errori commessi in passato vedo con tanta tristezza che non è cambiato niente. L’Europa ci chiede questo, l’Europa ci chiede tanto, l’Europa desidera cambiamenti etc etc, queste sono le frasi più gettonate dai politici italiani ma arrivati a questo punto credo che il momento di ragionare sia “finalmente” terminato, credo – inoltre – che gli italiani saranno costretti a fare una scelta: noi ( popolo) o (loro). Punto. Non esistono alternative. Se lasciamo questi politici al potere noi scompariremo, viceversa saranno loro a soccombere. E’ una guerra, l’hanno voluta loro, quando arriveremo ai livelli della Grecia (o anche peggio) TUTTO sarà lecito, loro ci massacreranno con l’esercito ( state tranquilli, lo faranno, la costituzione è stata stuprata parecchie volte, una volta de più una de meno poco cambia) e gli italiani cominceranno a contraccambiare assediando le sedi delle istituzioni.

  • Luca

    Appoggio pienamente.
    Anch’io all’inizio ci ho creduto… probabilmente per la sbornia del dopo silvio… ma mi possono fare fesso una sola volta, non di più…
    Dico, ma che c’è di male a lavorare vicino la propria famiglia, nel luogo dove si è nati e cresciuti, se si può che c’è di male… o dobbiamo diventare tutti emigranti in cina???
    Ma almeno se ne stessero zitte!!! Perchè cazzo parlano?!?! Ci vogliono pure prendere per il culo!!!

  • Rita Pani

    Mi spiace di non poter seguire tutto, e di non poter partecipare alle discussioni. Non è alterigia la mia, ma solo mancanza di tempo. 🙁

  • Luigi Cervino

    Gran bell’articolo, sig.ra Pani. Io sono un libero profesisonista, e ringraziando iddio mi arrangio e lavoro abbastanza da sopravvivere. I miei colleghi purtroppo non trovano molto, e dobbiamo assistere allo spettacolo di queste persone che vanno a teatro, che ci parlano dai loro scranni come se volessero darci lezioni di vita.
    I loro figli hanno il posto fisso, io non ce l’ho e mi arrangio arrampicandomi alla vita, con le unghie, che ormai mi si stanno consumando, visto che non ho amicizie politiche, nè parenti influenti. Ogni lavoro che faccio poi alla fine non so se mi pagheranno o no, e quindi bisogna anche spendere i soldi dall’avvocato per decreti ingiuntivi vari.
    Credo che presto o tardi lascerò questa italia, ho 38 anni, e spero che non sia tardi. Mia moglie ed io non abbiamo comprato casa, perchè non vogliamo metterci sul groppone una condanna all’ergastolo che è il mutuo bancario a 30 anni. Stiamo in affitto, anche perchè sappiamo benissimo che prima o poi andremo via. io sto aspettando fi finire i miei lavori (per non lasciare a piedi i miei clienti) e lei ormai sta aspettando che appena rimarrà incinta, il suo datore di lavoro la licenzierà. Ecco, da moderni schiavi, siamo diventati moderni migranti.
    E’ assurdo che in uno stato come l’Italia, patria di Garibaldi, di Galileo, di Colombo, di Giulio Cesare, di Brunelleschi, di Raffaello e Michelangelo…. un’Italia ricca, forte… in un’Italia così, noi dobbiamo emigrare. pazzesco.
    Voglio solo far riflettere tutti… l’Italia potrebbe essere l’economia più forte del mondo se solo avessimo i giusti governanti. Lo dico perchè ho riflettuto sulla composizione dell’italia. L’Italia ha 8000 comuni, è piena di aziende e fabbriche, è zeppa di gente che lavora… che si ingegna.. non esiste in nesusna parte del mondo una Nazione così piena di aziende come l’Italia, da nord a sud. la Russia che è enorme, funziona bene solo a Mosca, il resto è una landa desolata… la Russia è Mosca, e gli USA sono solo east coast e west coast. La nostra italia ha migliaia di aziende, che se solo crescessero potrebbero mangiarsi tutto. Guardate il giappone… siamo molto simili a loro.
    Sapete come sono arrivato a questa considerazione? pensando: “ma se stiamo così inguaiati, e siamo ancora la 7^ potenza economica mondiale e la 3^ economia europea, nonostante tutta la corruzione politica e gli sprechi dello Stato….la burocrazia asfissiante…siamo la 7^ potenza economica al mondo.. ma allora se queste 3 piaghe non ci fossero, e tutto funzionasse benissimo a livello pubblico … dove staremmo nella classifica economica mondiale?”.

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