Le Fucilate di Bossi non Fanno Paura, ma…
10 aprile, 2008 di lupoalburnino
Archiviato in Cronache Italiane
Elezioni: Bossi, armi? Forse ho un po’ esagerato
Le fucilate che Bossi vorrebbe sparare contro Roma ladrona non fanno paura, perché, come dice Berlusconi, sono solo una metafora. Di che genere, però, ancora non si capisce. Certamente non sarebbe Bossi ad imbracciare un fucile, non per la sua “malattia” verso cui esprimo tutta la mia solidarietà, ma perché a “sparare” manda sempre la sua “soldataglia” (mi scuso per il termine un po’ pesante!) che spesso le spara grosse e le fa anche grosse come Calderoli, che è poi l’autore della legge elettorale contro cui oggi si scaglia Bossi.

Quanta coerenza! Come si fa a credergli e a seguirlo? Sono veramente perplesso e stranito! Ma dove ci troviamo? In un paese del terzo mondo, verso cui nutro molta più simpatia di un paese come l’Italia, in cui ci si può far offendere senza problemi da chi non ha stima e rispetto per i propri concittadini? Anche senza la metafora di Berlusconi non ho paura delle fucilate di Bossi, che non sa sparare: non ha fatto neppure il servizio militare! Ne ho paura per altri motivi che mi sforzerò di spiegare, se ci riesco. In una campagna elettorale così complessa e delicata usare espressioni così forti non giova alla distensione e alla comprensione delle proposte politiche, anzi esaspera gli animi e il voto viene dato più che alla bontà dei programmi presentati dai vari partiti al linguaggio colorito usato. Gli slogan, si sa, sono l’anima del commercio. A che serve la qualità del prodotto se a colpire la fantasia è la pubblicità? A parer mio il problema più serio è un altro. In Italia e nel mondo esiste una violenza perenne che viene scatenata per un nonnulla. A volte basta dire ad un automobilista che non ha rispettato il codice stradale per trovarselo contro addirittura con un coltello ed una pistola che spesso usa.

Se a pronunciare parole di fuoco, e i fucili fanno fuoco, è un capopopolo come Bossi, che tipo di input viene dato a chi già per natura è violento? Non dico che Bossi incita alla rivoluzione o, in tono minore, alla violenza, ma a star dietro alle sue minacce mi riesce difficile non immaginare che qualcuno non lo possa seguire. Il tema della sicurezza non è solo quello del lavoro, pur importante e non rinviabile, ma anche quello delle strade e dei comportanti singoli e collettivi. Se i tifosi di una squadra di calcio, gli ultras come vengono chiamati, si comportano in modo violento ci sarà stato pure qualcuno che ha soffiato sul fuoco e che davanti o dietro tira le fila. Bossi è dietro sicuramente, ma la spinta la dà. E da un uomo politico, a qualsiasi colore appartenga e di qualsiasi statura sia, non ci si aspetta un incitamento alle armi per una “ca…ta” elettorale, creata proprio dai suoi. Io ho una certa età e sentirmi dire che mi potrei confondere quando andrò ad esprimere il mio voto è un’offesa, se non addirittura un’ingiuria. Credo proprio che non sbaglierò, perché prima di apporre il mio segno sulla lista che voterò, guarderò bene i vari simboli e sceglierò senza tema di impappinarmi quello che mi darà più garanzie di rispettare le mie idee politiche. Non c’è bisogno che dietro ci sia il fucile di Bossi a impormi la sua scelta. O è questa la sua paura?
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Attendo ancora l’imputazione per istigazione a delinquere…
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esatto, mannaggia al demonio
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Caro Iniquo, essendo un pò tardo di comprendonio, non ho capito se il tuo commento è serio o ironico. In ambedue i casi la mia risposta è semplice: non si può scherzare su problemi così complessi e delicati! Ho sul groppone tanti di quegli anni quanti tu non immagini neppure e ne ho viste tante che ho paura anche delle bazzecole in termini di provocazioni e conseguenti violenze. Quindi, le metafore, come dice Berlusconi, usiamole per cose meno serie e importanti.
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