Le due Anime dell’11 Settembre 2001 23


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Di fronte ad una tragedia delle proporzioni di quella dell’attacco alle torri gemelle, è inevitabile che si creino visioni ed interpretazioni differenti.
Il dibattito più aspro è intorno alla veridicità o meno della versione ufficiale che parla di un attentato organizzato dai terroristi islamici al cuore economico e culturale del mondo occidentale.

Anche nella redazione di MC sussistono opinioni nettamente divergenti. Abbiamo pensato di proporvi una conversazione sull’argomento tra Lameduck e dellefragilicose. Il dibattito, uno dei tanti che si tengono nella noiosissima redazione di MC, si è tenuto in fase di preparazione dello speciale ed ha il vantaggio di fornire qualche spunto di riflessione ed una serie di elementi da approfondire per costruirsi la propria opinione. La forma e la sintassi sono quelle originali e non sono state alterate per preservare la freschezza della discussione. Vi saremo grati se ci fornirete degli spunti e delle opinioni nei commenti. Grazie e buona lettura.

Lame: Ricordo perfettamente quel martedì 11 settembre 2001. Ebbi le prime notizie dell’accaduto per radio, ero in ferie e le immagini in tv le vidi solo quella sera tardi.
Purtroppo la mia prima impressione, sentendo la ricostruzione solo radiofonica dell’evento, fu di trovarmi di fronte a qualcosa tipo “La guerra dei mondi” di Orson Welles (ricordi, il celebre episodio?) e immediatamente dopo di pensare che si fosse trattato di un colpo di stato. C’era un qualcosa di tremendamente falso in tutto quello che ci stavano raccontando. Stavo tornando da Gubbio ad Assisi. Ad Assisi sapevano già nome e cognome degli attentatori, la sera stessa, ma dai!

Dfc: E’ vero, anche a me è sembrato assurdo. In quel momento ho pensato che avessero già dei dati d’indagine che si sono correlati e resi evidenti a fronte dell’accaduto. D’altra parte mi chiedo: perché chi crea un piano così complesso per fare certe cose poi è così goffo nell’indicare il colpevole? Non sarebbe stato più intelligente e hollywoodiano scatenare una caccia planetaria al colpevole con conseguente aumento del pathos e rivelazione in diretta tv un paio di settimane dopo?
Parlando da soldato la guardia era bassa e le braghe calate. Punto. L’intelligence raccoglie quantità incredibili di informazioni sulle quali operare inferenza è immensamente difficile. E’ chiaro che di fronte al fatto compiuto è più semplice ricomporre il mosaico. Conclusione: i servizi segreti americani sono poco professionali e se è affidata a loro la tutela del mondo libero, meglio dire una preghiera ogni sera.

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Lame: Erano mesi che i servizi di mezzo mondo li avevano avvertiti che qualcosa stava per accadere. Perché John O’Neill è stato fermato in ogni modo, come si evince dal mio articolo?
La CIA sarà incompetente ma quando si è trattato di organizzare golpe come quelli in Cile e Argentina mi pare si siano dimostrati più che efficienti.
Non so quanto e cosa tu abbia letto sull’argomento 11 settembre. Sarebbe proprio impossibile pensare che una cricca di persone che ha preso il potere negli Stati Uniti grazie anche ai ai brogli elettorali della Florida nel 2000, abbia potuto architettare questa cosa facendoci entrare anche un ex alleato della resistenza dei mujaheddin contro i Russi in Afghanistan, Osama Bin Laden, che magari prima di morire ha dato il suo beneplacito all’operazione? Lui ci avrebbe guadagnato in propaganda presso i suoi seguaci e gli americani avrebbero avuto la loro Pearl Harbor per iniziare la serie di guerre previste dal PNAC dei Neocon. E’ già successo: esempi di attentati “false flag” vanno dall’attentato al Reichstag in Germania negli anni ’30 all’incidente nel Golfo del Tonchino. Pearl Harbor, secondo alcuni storici, fu “lasciata accadere” affinché gli USA avessero un argomento da portare al loro popolo per entrare in guerra. History repeating.

Dfc: No hai ragione lame, non è impossibile. Ma non vedi quanto è complesso?
Per esperienza personale ti dico che il segreto è un concetto teorico. Una informazione è segreta quando non esiste. Mantenere il segreto su un’operazione di questa portata sarebbe stato un incubo. Fidati. In ogni caso non sarebbe stato possibile realizzarla senza l’appoggio di altri servizi quali quello israeliano e quello russo che hanno un’eccellente penetrazione negli ambienti coinvolti. Questo vuol dire mettersi alla mercé di uno che può sputtanarti e ricattarti senza preavviso. Quella che tu citi come verità storica, il lasciar accadere Pearl Harbor intendo, non lo è affatto. Ne abbiamo discusso molto ampiamente su MC, peccato che tu fossi in vacanza credo. Vortexmind ha espresso a riguardo un’opinione che io condivido senza riserve e che ti invito a leggere.
Da persona informata dei fatti ti dico che, dal punto di vista militare, inscenare la provocazione è una prassi consolidata e ampiamente utilizzata. Ha una definizione tecnica, nell’ambiente si chiama maskirovka. Inizialmente utilizzata dai sovietici come sistema per paventare forze inesistenti, si è lentamente trasformata in una prassi di disinformazione le cui regole sono studiate in tutte le scuole militari. Sarebbe bastato denunciare un attacco proditorio ad un’unità navale. Con morti feriti e prigionieri. Orchestrare una campagna stampa, campo questo nel quale gli americani eccellono veramente e attendere che la macchina si mettesse in moto.

Lame: Mi riprometto di leggere l’articolo con più calma. Non esistono segreti? Sappiamo chi e perché ha ucciso Kennedy? Chi ha fatto le stragi in Italia e perché? Tu sai chi ha messo la bomba alla stazione di Bologna o chi ha tirato giù l’aereo di Ustica? Come dicevo nel precedente intervento, forse lo sappiamo benissimo ma chi l’ha fatto, solo perché detiene un Potere, non ci permetterà mai di dimostrarlo. Il segreto si autosostiene quando la struttura è omertosa. La mafia tradizionale, ad esempio, riesce benissimo a conservare i suoi segreti e così anche le varie mafie bancarie e armaiole. Lo sai benissimo cosa succede a chi parla in una struttura mafiosa e omertosa.
Comunque, ho notato in alcuni articoli che stanno uscendo in questi giorni che si stanno paragonando i contestatori della versione ufficiale ai negazionisti della Shoah. Se dovesse passare quest’idea capiresti anche tu che si instaurerebbe il tabu dell’11 settembre, intoccabile e indiscutibile a priori. Una catastrofe democratica.

Dfc: Si lo capirei addirittura io. Comunque non c’è rischio. Ritengo questo paragone storicamente e metodologicamente inaccettabile e destinato a sgonfiarsi.

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Lame: Anch’io credo per formazione di avere una visione scientifica ma non tengo assolutamente chiusa la porta alle ipotesi che sembrano impossibili. Mi hanno insegnato che un evento può avere una probabilità bassissima di verificarsi ma che non è detto non si verifichi mai. Tirare fuori il Rasoio di Occam, come si fa di solito, è mettersi i paraocchi, secondo me. La spiegazione più semplice sarà anche la più probabile ma non escludiamo l’imprevisto e la complessità.

Dfc: Corretto. La domanda da porsi però è sulle priorità. Su cosa vale la pena di attivarsi e di agitarsi? Su quello che sembra racchiudere un mistero o su quella che è palesemente un’ingiustizia?
Io non ho bisogno di sapere che dietro l’11 settembre c’è una volontà imperialista della classe politica americana. Lo so già e lo so da molto prima dell’11 settembre. La scomparsa dei pericolo rosso ha aperto la strada ad una conquista planetaria che è culturale ed economica molto prima che militare.
E’ una cosa reale, tangibile e contro la quale attivarsi senza alcun dubbio. Perché chiedersi cosa ci sia dietro l’11 settembre? Gli americani stanno imponendo la loro visione del mondo all’intero pianeta a prescindere da eventuali complotti. L’aver subito l’attacco alle torri è una loro responsabilità politica, non una prova a discarico. La tensione del pianeta deriva dal non aver saputo gestire la vittoria nella guerra fredda. Altri 10 attentati a New York servirebbero solo per confortare questo mio pensiero.

Lame: E’ necessario sapere cosa c’è dietro l’11 settembre per sapere se per caso il popolo americano non abbia subìto un crimine contro l’umanità da parte del suo stesso governo. Non mi pare poco. Se mi dici che è improbabile che sia stato un “inside job”, io ti rispondo, “e perché no?” Del resto secondo la versione ufficiale i terroristi devono aver pure pianificato il tutto. O pensi che siano andati là una mattina con dei taglierini, abbiano dirottato quattro aerei e abbiano giocato ai kamikaze? In quel caso, perdonami, perché nessun caccia si è alzato in volo per intercettare quattro aerei che avevano spento i trasponder e che è procedura standard intercettare obbligatoriamente? Perché il Norad dormiva? Perché proprio quel giorno un’esercitazione prevista sui dirottamenti aerei? Perché sono stupidi? A loro piacerebbe che lo pensassimo tutti.

Dfc: Lame la preparazione militare americana è un mito alimentato e propagandato con straordinaria profusione di mezzi. Gli americani sono pessimi soldati. La loro preparazione è approssimativa ed accademica, non hanno tradizione di disciplina e sono incapaci di prendere decisioni non previste dalle procedure. Il segreto militare degli Stati Uniti è il dollaro e l’immensa capacità produttiva che gli consente di mettere in campo una quantità enorme di equipaggiamento. In qualsiasi teatro nel quale l’equipaggiamento e le dotazioni non giocavano un ruolo chiave, gli americani sono usciti sconfitti.
L’efficienza del sistema di difesa americana è una favola per allocchi. Gli Stati Uniti sono il paese dell’occidente dove è più facile scatenare un attacco a sorpresa. Non mi dilungo, ma prova a pensare all’estensione del territorio ed alla frequenza dei controlli che, in una società industriale evoluta, sono forzatamente blandi. “Gli americani so’ forti” è solo una battuta di Sordi.

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Lame: Su questo non ci piove, però un aereo che spegne il trasponder è un segnale inequivocabile, anche nella Repubblica di San Marino.
L’unico modo per opporsi al Potere che non vuole la verità fino in fondo è salvaguardare la libertà d’espressione. Accettando anche chi propugna tesi che a noi sembrano impossibili da accettare e senza sentirsi in colpa se lasciamo a costoro libertà di esprimersi. Siamo grandi e vaccinati per farci ognuno la propria opinione sui fatti del mondo.

Dfc: Non ho mai detto che non le accetto, ma mi sento libero di non condividerle. Ci mancherebbe altro che per garantire la libertà di espressione altrui io debba rinunciare al diritto di farmi un’opinione.

Lame: Se coloro che contestano le versioni alternative sull’11 settembre hanno nella cartucciera solo Paolino (Attivissimo) e la versione americana di “Sistema Pratico“, allora stanno messi proprio male.

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23 commenti su “Le due Anime dell’11 Settembre 2001

  • p@ll@volo

    sono passati 6 anni…e credo che quell'11 settembre abbia cambiato la nostra vita e la nostra storia…l'ha sconvolta…l'ha riempita di immagini orrende…di morti che non dovevano esserci…

    …non posso dire con certezza se dietro tutto ciò nel lontano(ma così vivo) 2001 l'America c'entrasse qualcosa…ma di certo si poteva fare qualcosa per evitare questo massacro…

  • tusaichi

    …pizzosissimi, pubblica anche qualcosa della sezione cazzeggio oppure perdiamo pubblico 🙂

    (serve dire che scherzo e son fiero di far parte di una squadra che ha voi come componenti?)

    un saluto

  • Demetrio De Sio

    Un altro bel confronto è questo:

    Questo blog è gestito da Paolo Attivissimo, giornalista informatico e studioso della disinformazione nei media digitali (curriculum), insieme ad altri ricercatori, esperti in vari campi, che per poter lavorare serenamente preferiscono per ora l'anonimato e sono quindi identificati qui soltanto con il loro nickname:

    – John è un ufficiale di polizia giudiziaria con esperienza ventennale nel settore dell'intelligence investigativa e autore del libro digitale Crono911;

    – Henry62 è un esperto di balistica teorica e sperimentale, con significative esperienze nel settore armiero e della balistica forense e nelle tecniche di demolizione e bonifica con esplosivi, e consulente tecnico di Raiuno;

    – Mastrocigliegia (la grafia "gl" è intenzionale) è un perito chimico e laureato in chimica, con esperienza di laboratorio nella sintesi organica e nel calcolo statistico;

    – Hammer è un laureato in ingegneria informatica;

    – Airone76 è un chimico;

    – SirEdward è un laureato in traduzione e interpretazione;

    – Altair è un laureato in fisica;

    – ZeusBlue è un'artista grafica non digitale.

    Fanno parte di Undicisettembre anche piloti di linea italiani, piloti istruttori e numerosi esperti di altri settori che preferiscono mantenere riservata la propria identità anche a livello di nickname. Inoltre, come qualsiasi debunker (sbufalatore), Undicisettembre può contare sul fatto non trascurabile che tutti gli esperti di settore (ingegneri strutturisti, demolitori professionisti, vigili del fuoco) concordano che gli eventi dell'11 settembre non hanno alcun elemento implausibile. Anzi, la ricostruzione degli attentati è confermata da migliaia di articoli tecnici nelle riviste di settore, mentre le teorie cospirative non hanno neppure un esperto di settore che le sostenga."

    Dal blog Undicisettembre di Attivissimo.

    “In questi anni, è stato possibile accumulare una tale massa di dati, di immagini, di analisi da poter affermare senza ombra di dubbio che la “versione ufficiale” è un falso. Abbiamo sfidato il tabù, spinti dalla necessità di ricercare la verità, ben sapendo che essa non è celata in un posto solo. Meno che mai in qualche grotta afgana. Lo abbiamo fatto perché sappiamo che la verità sull'11 settembre è importante, anzi essenziale: per sopravvivere.”

    (…)

    (…) abbiamo raccolto un'enorme mole di dati, fatti, analisi, immagini e li abbiamo posti sotto il vaglio rigoroso di verifiche che hanno coinvolto un gran numero di specialisti di provata competenza nei diversi campi dell'indagine. Sono quelle verifiche a confermare i sospetti, a suggerire ipotesi ben più realistiche e a darci un'assoluta certezza: non è, proprio non può essere andata come ci hanno raccontato. Per avvicinarci alla verità, siamo ripartiti da zero.

    Gli autori

    GIULIETTO CHIESA – È uno dei più noti giornalisti italiani. Esperto di politica internazionale, fondatore di Megachip – Associazione per la democrazia nell'informazione e parlamentare europeo, ha pubblicato tra l'altro La guerra infinita , La guerra come menzogna e Le carceri segrete della Cia in Europa .

    GORE VIDAL – Scrittore, saggista, caustico commentatore della società americana contemporanea, è considerato uno dei più rilevanti intellettuali del nostro tempo.

    FRANCO CARDINI – È il più noto medievalista italiano. Studioso delle relazioni tra musulmani e cristiani, il suo ultimo saggio è Europa e Islam: storia di un malinteso .

    GIANNI VATTIMO – Filosofo, saggista, esponente politico, insegna Estetica all'università di Torino ed è visiting professor in importanti atenei americani.

    LIDIA RAVERA – Scrittrice, giornalista e saggista, collabora con L'Unità e Micromega .

    ANDREAS VON BÜLOW – Già ministro della Ricerca nell'amministrazione Schmidt ed esponente di spicco della SPD tedesca, ha scritto saggi e articoli sui servizi segreti europei ed USA.

    STEVEN JONES – Fisico, già professore all'università dello Utah, è membro fondatore di “ Scholars of 9/11 Truth ”.

    CLAUDIO FRACASSI – Giornalista, saggista, ex corrispondente e poi direttore di Paese Sera , ha fondato e diretto la rivista Avvenimenti .

    JURGEN ELSAESSER – Giornalista, ha scritto rilevanti saggi sulla Bosnia e sul terrorismo di matrice musulmana in Europa.

    WEBSTER G. TARPLEY – Storico, saggista, si è occupato dei rapporti tra Brigate Rosse e loggia P2. Ha pubblicato recentemente 9/11 Synthetic Terror .

    THIERRY MEYSSAN – Giornalista, il suo libro L'incredibile menzogna è stato un bestseller internazionale tradotto in ventisette lingue.

    ENZO MODUGNO – Economista e giornalista, è noto per i suoi articoli sui principi keynesiani e la loro rilevanza sul modello economico militare-industriale.

    DAVID RAY GRIFFIN – Filosofo, teologo e saggista, è autore di The 9/11 Commission Report: Omissions and Distorsions .

    BARRY ZWICKER – Giornalista, documentarista e attivista politico, ha realizzato il documentario 9/11, The Great Conspiracy .

    MICHEL CHOSSUDOVSKY – Professore di economia all'università di Ottawa, si è occupato della guerra in Jugoslavia ed è autore di America's War on Terrorism.

    Dal sito di Giulietto Chiesa.

    "Ben poche cose accadono al momento giusto, e il resto non accade affatto: lo storico coscienzioso correggerà questi difetti." (Erodoto)

    Da parte mia, mi limito a ricordare che per la stupidità umana l'11 settembre sono morte quasi 3.000 persone (civili) in un macabro show, per rispondere al quale gente con ancor meno scrupoli dei presunti terroristi ha causato ormai più di 1 milione di vittime, nella stragrande maggioranza civili.

    Terrorismo? Imperialismo? Capitalismo? Ottusità?

    In tutti i casi, una vergogna per l'umanità.

  • Demetrio De Sio

    MC, mi è sparito un commento: è in coda di moderazione (ma "nascosta" in qualche modo) oppure per WordPress sono diventato uno SpamPuro? 😉

  • Doxaliber

    Mentecritica, proprio l'altro giorno hanno fatto uno spettacolo di Plauto nel teatro romano di Lecce, non avessi lavorato ci sarei andato! èé

  • chit

    Noi italiani abbiamo aspettato più di vent'anni per una verità (poi solo sussurrata) su Ustica, stiamo aspettando ancora quella (credibile) su Bologna

    bè, aggiungiamo anche questa all'elenco dei "grandi misteri".

    Poi siamo bravi a farci le nostre verità, quelle che reputiamo le più verosimili ma nel frattempo l'unica cosa certa rimangono solo quei morti e cui va il mio pensiero.

  • Demetrio De Sio

    Eccoli tutti e due, i miei commenti: uno dei due può tranquillamente sparire… 😛

    Redazione di MC: il commento doppio è stato eliminato. Chiediamo scusa ai lettori per gli inconvenienti, abbiamo avuto dei problemi con l'hosting del sito.

  • silvio

    Quando alla radio sentii la notizia del primo aereo la cosa non mi colpì affatto. Pensai che fosse un incidente comune, come il cargo israeliano che si schiantò su un condominio di Amsterdam o il velivolo militare che cadde su una scuola di Casalecchio.

    La notizia del secondo aereo invece fu data con tono assai più allarmato, e fui preso da una sincera inquietudine (per non dire strizza). Credo che se un "incidente" del genere si fosse prodotto ai tempi del dualismo USA/URSS avrei valutato la possibilità di buttarmi subito dalla finestra.

    Alla notizia del terzo aereo, malgrado i fantasmi di poco prima e il crescente sgomento del radiocronista, cestinai il tutto come una inopportuna riedizione della celeberrima "Guerra dei mondi" (citata da Lameduck).

    Poi qualcuno accese un televisore e pensai "ma guarda che casino allucinante hanno montato per far dimenticare l'imbroglio dell'elezione di Bush".

  • silvio

    Domanda per Lameduck (leggermente fuori tema).

    Leggo da anni gli articoli di Attivissimo perché nel campo informatico ha il pregio di esprimersi in modo rigoroso quanto comprensibile (oltre al fatto apprezzabile che è rimasto uno dei pochi a utilizzare decentemente la lingua italiana). Tuttavia ho letto pochissimo della sua deriva undicisettembrina, principalmente perché l'argomento è un pozzo senza fondo, quindi non capisco se nel citarlo come "Paolino" hai voluto manifestare un confidenziale apprezzamento o una malcelata disistima.

    (Non che la cosa sia importante, però sono curioso).

  • Adetrax

    Continuo a stupirmi di come le guerre e le distruzioni sono come benzina sul fuoco del progresso economico.

    Larry Silverstein (proprietario del WTC): ha chiesto 7 miliardi di dollari come risarcimento per la distruzione del WTC (un lavoro di demolizione perfetto, da manuale, di certo non frutto dell'impreparazione); le torri gemelle + il terzo edificio sono stati demoliti in poche ore senza tante storie e precauzioni per lo smaltimento dell'amianto.

    La zona intorno al WTC si e' sfoltita, migliaia di persone hanno avuto notevoli problemi respiratori nei mesi e negli anni successivi all'attacco.

    Industrie belliche: non una ma due guerre gratis con le quali hanno ricevuto commesse per somme stratosferiche dal governo degli Stati Uniti.

    Compagnie di supporto bellico e servizi: idem come per le industrie belliche, una vera botta di vita.

    Esercito americano: sperimentazione e messa a punto in ambienti reali di nuove armi tecnologiche, verifica strategie e procedure di attacco e difesa, gestione psicologia dei soldati, molta materia di studio per i prossimi 50 anni.

    Petrolieri: un bell'aumento del prezzo del petrolio, raddoppiato proprio nel momento in cui India e Cina stavano aumentando a dismisura il relativo consumo interno (il prezzo sarebbe salito comunque ma forse piu' lentamente).

    Governo degli Stati Uniti: un mostruoso trasferimento di soldi dalle casse pubbliche (che erano state portate all'attivo sotto l'amministrazione Clinton) a decine se non centinaia di aziende private che hanno partecipato alle forniture e ai servizi di supporto all'esercito americano; risultato: deficit cronico del bilancio pubblico.

    Chissa' perche' molti degli uomini chiave dell'attuale governo americano hanno legami con parecchie delle aziende che ci hanno guadagnato.

    Aspiranti e/o potenziali terroristi islamici: ingaggiati e usati come kamikaze in tutti i sopracitati conflitti (tipo carta moschicida).

    Concludo con una mia teoria (ovviamente campata in aria – NOTA: nel seguito usero' l'acronimo STA come sostituto di Stati Uniti d'America).

    Il terrorismo internazionale ha i suoi seguaci, in particolare quello islamico che si e' evoluto negli ultimi 60 anni di scontri con Israele; negli anni '80 e '90 sono stati sicuramente compiuti molti attentati terroristici come mezzo di pressione per i governi (e non dimentichiamoci le stragi della vicina Algeria, quasi 300.000 morti in 15 anni).

    Gli STA hanno preso consapevolezza negli ultimi 60 anni di essere una superpotenza garante degli equilibri mondiali; gli STA seguono in maniera particolare le vicende di Israele e gia' questo e' sufficiente per creare insofferenza fra tutti coloro che non lo riconoscono come stato.

    Gli STA hanno partecipato a molti conflitti noti (Corea, Vietnam, Jugoslavia, Guerra del Golfo, ecc.) e a innumerevoli altri meno noti, di certo hanno uno degli eserciti piu' organizzati ed equipaggiati del mondo che divora una quantita' spaventosa di risorse (economiche, umane, ecc.).

    Nella guerra del golfo del 1990 in Irak gli STA mantennero un profilo relativamente basso, pero' colsero l'occasione per installare nuove basi militari sul "sacro suolo islamico" e questo scateno' certamente l'interesse di Bin Laden.

    Nel successivo conflitto Jugoslavo (Kosovo) gli STA furono coinvolti per fermare i conflitti etnico-territoriali, in realta' una volta preso il comando della situazione colsero la palla al balzo per svuotare i magazzini di bombe ed esplosivi, per poi sperimentare nuove armi (proiettili all'uranio impoverito, ecc.).

    In seguito a quei conflitti fu chiaro a molti quale vortice di profitti poteva generare una guerra moderna e tecnologica.

    L'unione di interessi economici legati all'industria bellica, con quelli petroliferi e militari includenti la teoria dell'attacco preventivo contro obiettivi potenzialmente pericolosi (es. "stati canaglia", "basi terroristiche", ecc.), possono effettivamente aver portato all'elaborazione di un piano (ovviamente non perfetto) per scatenare liberamente tutte queste forze sulla base del consenso implicito di migliaia di persone.

    A tutto questo aggiungerei anche qualche non trascurabile interesse mafioso / edilizio sul suolo americano (come aggiungere all'utile il dilettevole).

    Infine, dopo aver implicitamente ricordato nei miei post precedenti il saluto "romano" o forse alla sieg heil di Bush non posso non citare le consolanti certezze di Edward Luttwak, consulente del ministero della difesa americana, membro del dipartimento della difesa americano, ecc., spesso piacevole e stimato ospite di molti dibattiti televisivi nostrani.

    Sei (6) anni fa, con incredibile tempismo sugli eventi in oggetto, ho letto in anteprima e per intero un suo piacevole libro "La grande strategia dell'impero romano" ("The grand strategy of the roman empire"), che consiglio a tutti di prendere in considerazione per rinfrescare antichi ricordi scolastici e per tenere presente che anche il passato remoto (ancorche' obsoleto) puo' essere un'ottima fonte di ispirazione.

    Gli ultimi consigli di Luttwak (che per inciso era contrario alla guerra in Irak, ecc.) all'esercito americano sono:

    1) non aumentare e se possibile ridurre gradualmente il numero di militari presenti in Irak;

    2) concentrare i militari in pochi campi fortificati fuori dalle citta' Irakene;

    3) utilizzare i militari solo quando necessario come aiuto esterno, per reprimere con decisione eventuali scontri con terroristi o destabilizzatori in cui siano coinvolte forze regolari Irakene.

    Tutto questo per limitare ed evitare inutili esposizioni dei soldati nell'attuale situazione di stallo determinata dal fatto che non si possono (per vari motivi) condurre delle decise repressioni delle forze avverse.

    Peccato che qualcuno stenti a convincersi della bonta' della fase 1 di una possibile "strategia di uscita".

    Sogni d'oro.

  • Demetrio De Sio

    @Adetrax
    Certo, se distruggere è considerato progresso, allora le guerre sono una… benedizione!

    E’ utopia, lo so, ma se tutti quei soldi invece di distruggere ed inquinare fossero stati destinati a costruire, o meglio migliorare, risanare, purificare, reingegnerizzare…

    Al posto di un milione e passa di morti (diretti) e chissà quanti morti indiretti (intossicati, impoveriti, terrorizzati), forse oggi avremmo un passetto in più verso una civiltà più sana.

    Ma tant’è: “Chi ha l’animo avido fa nascere contese” (Proverbi).

  • Adetrax

    @Demetrio
    Colgo l’occasione per confermare che il mio post era velatamente ironico; riguardo allo spreco di soldi e di distruzione della vita delle persone e` ovviamente tutto tragicamente vero.

    @Lameduck
    Ogni tanto ho la sensazione che il tranquillo Bush sia un po’ pilotato da altri (quanto meno dal padre 83 enne).

    Per quanto riguarda le elezioni in Florida, era in ballo il suo fratellino minore e quindi non si poteva andare tanto per il sottile; infine nel periodo pre-attentati, Bush era chiaramente in modalita’ di attesa degli infausti eventi (la calma piatta prima della tempesta).

    @Dfc
    Concordo che a una prima valutazione l’ipotesi complottista possa apparire pazzesca, tuttavia bisogna anche considerare che per come sono andate le cose, sono state evidenziate parecchie incongruenze considerate incompatibili con la versione ufficiale e con i dati oggettivamente rilevati e che quindi l’intero eventuale complotto non e` stato sicuramente eseguito in maniera perfetta / verosimile.

    Ultimamente mi sono convinto che gli scenari coinvolti in questo supposto complotto sono veramente tanti e anche parecchio complessi, per cui aggiungo un paio di ulteriori considerazioni.

    Che gli americani (intesi come governo) non la prendano per nulla bene quando sono attaccati, e` cosa nota.

    La novita` su cui non tutti sono d’accordo e` che ultimamente si prendono un po’ troppa liberta` nel seguire la strategia degli attacchi preventivi, ecc.;
    voglio dire che si sono talmente immedesimati nel ruolo di guardiani del globo che qualsiasi serie di attentati nei loro confronti viene intesa come un attacco alla civilta` e all’ordine costituito (e su questo possono anche avere un minimo di ragione, almeno fintanto che non iniziano a giocare “sporco” anche loro).

    Nel caso in oggetto, temo che anche i reiterati (e finora insanabili) attriti fra il mondo medio-orientale e l’ultra-protetto Israele abbiano facilitato l’ideazione di un simile possibile piano interno (e tanto per restare in tema, Silverstein “potrebbe” anche avere origini ebraico-tedesche).

    Ricordo inoltre che dopo l’invasione dell’Irak Sharon disse che ora si poteva iniziare a parlare di pace con piu` tranquillita` (come dire: adesso che abbiamo ristabilito un po’ di equilibrio e una maggiore sicurezza per Israele, possiamo ragionare meglio).

    Infine la ventilata ipotesi che Bin Laden possa essere un’agente CIA sotto copertura mi pare veramente pazzesca, ma se davvero non e` questo il caso, non si puo` non notare che Bin Laden compare ogni volta che Bush ha bisogno di sostegno per mantenere la sua politica (es. adesso, quando tutti chiedono il ritiro delle truppe dall’Irak); secondo me sotto sotto vanno a braccetto.

    Concludendo: ci sono vie che sarebbe meglio non seguire; forse il mondo ha bisogno che tutti riflettano un po’ di piu’ e facciano un passo indietro piuttosto che un’avventato passo in avanti.

  • Silent Enigma

    “barbe finte”…..

    Secondo me di binladen ne abbiamo visti più d’uno. L’ultimo poi è clamoroso, si è tinto la barba! (??)
    C’è qualcuno dalla regia che avrà pensato: “se credono a questo possiamo fargli credere di tutto”.

    ….e ha funzionato.

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