Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Le Donne, Gli Uomini, Il Sesso" è stato scritto da Laura Costantini .
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Per sgombrare il campo da eventuali pregiudizi metto subito in chiaro che non sono religiosa e quindi non aderisco alla morale cattolica, che anzi ritengo uno dei motivi cardine del rapporto malato con la sessualità che caratterizza l’Occidente. Inoltre sono una estimatrice del sesso e di tutte le gioie che comporta. E, per finire, sono una sostenitrice del diritto delle donne (e degli esseri umani in generale) ad autodeterminarsi in qualunque aspetto dell’esistenza.
Però…

Quella che esprimo è una mia personalissima opinione, non cerco proseliti almeno quanto non cerco detrattori. Sto semplicemente riflettendo con le dita sulla tastiera e dico che una donna è profondamente diversa da un uomo e che questa diversità è una ricchezza che va tutelata. L’emancipazione femminile, ad un certo punto, ha imboccato un bivio e questo bivio ci sta portando a imitare pedissequamente degli atteggiamenti maschili che fino a poco tempo fa stigmatizzavamo. Uno di questi è l’approccio con il sesso.
- Ogni lasciata è persa
- Una scopata non si nega a nessuno
- Una botta e via
Tre frasi che appartengono/appartenevano al dialogo tra maschioni al bar. Tre frasi delle quali oggi alcune/molte donne si sono appropriate e lo hanno fatto con un certo orgoglio, come rivendicando un passo avanti verso… verso cosa? Io personalmente non l’ho capito. La sessualità femminile è un pianeta oscuro e misterioso rispetto a quella maschile. Si nutre di stimoli che travalicano il corpo esibito ed erotizzato. Soprattutto la sessualità femminile è accoglienza, è apertura nei confronti dell’altro, è fiducia, ospitalità, generosità, ricovero.
Nessuna di noi, credo, aprirebbe la porta del proprio appartamento ad uno sconosciuto, al primo venuto, ad un estraneo. Se lo facesse, metterebbe in pericolo la sicurezza stessa di quell’appartamento, ne danneggerebbe la dignità, si sentirebbe colpita nel luogo in cui si è più inermi ed indifesi: il nido. Ma se siamo disposte a riconoscere una sacralità al nostro rifugio, alla nostra casa, come possiamo negare quella stessa sacralità al nostro corpo?
Leggo di ragazzine impuberi che regalano sesso orale a coetanei scelti a caso nei gabinetti delle discoteche.
Leggo di ragazzine adolescenti che si fanno riprendere mentre, nelle aule scolastiche, si lasciano palpeggiare dai compagni di scuola.

Leggo di bambine che, bombardate di stimoli sessuali da una società che svilisce la donna molto più di quanto possa aver fatto qualunque medioevo, maturano sessualmente come giovani piante esposte a cataclismatichi cambiamenti di clima.
Leggo di una ragazzina di tredici anni che ha dato alle stampe un romanzo autobiografico dove racconta di come un sessantenne amico di famiglia l’abbia iniziata alle più trasgressive pratiche sessuali.
Leggo di una sorta di roulette russa del sesso orale nel bestseller di Melissa P.
Leggo.
E non capisco come tutto questo venga accettato. Non capisco perché le donne non si ribellino a questa ennesima discriminazione che, per farle uguali agli uomini, le vuole superficiali, esibizioniste, immature.
Essere donne non è questo, io non voglio che sia questo. Non lo voglio per me, che sento profondamente la dignità della mia persona in ogni sua parte. Non voglio che lo sia per le mie nipoti che presto si affacceranno sulla soglia della sessualità e potrebbero venirne travolte, sconvolte, soprattutto deluse.
Più di qualcuno ha detto di quella ragazza che si è fatta riprendere con tre partners contemporaneamente che era nel suo diritto divertirsi. Ma siamo sicuri che si sia divertita? Non ho visto il video e non lo vedrò. Ho visto tre film porno in tutta la mia vita e tutte e tre le volte il disgusto e il senso del ridicolo mi hanno travolta. Quel genere di fantasie non appartengono alla sessualità femminile che è molto più raffinata di un’ammucchiata caotica, di un dondolio meccanico, di un’esibizione di fluidi corporei. Il sesso è una delle forme di comunicazione più alte che ci siano state date in sorte, una porta verso il trascendente, un’astronave verso mondi che restano sconosciuti a chi non sa come manovrare i comandi. E dovremmo essere noi donne ad insegnarlo agli uomini, non accettarne la guida verso lo svilimento del nostro corpo.
E del loro.
Foto di Volpe1981
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Avevo già letto qualcosa di questo articolo….
E’ confermo che la sessualità femminile la si sta portando a quella maschile…Donne che pur di credere di essere accettate cedono a qualunque situazione sessuale.
Io di film porno ne ho visti un po’ più di tre ma non arrivo a dieci… Alcuni sono fatti bene, con una trama una storia e non mi disgustano più di tanto, se poi visti in compagnia del compagno, diventa anche un bel gioco….
Ma il sesso quello dato per amore, non ha bisogno di films o attrezzi vari…
Il mio approccio alla sessualità, non è stato fantastico, dal non saperne nulla se non cose lette o viste in quel che a suo tempo era la tv ed il ritrovarsi ad averlo fatto mio malgrado in giovanissima età, è stato un po’ traumatico ed onesamente mi ha fatto pensare male del mondo maschile, ma anche di quello femminile…. Di quel mondo femminile dove le donne raccontano di loro del loro aver avuto la loro bella fetta di sessualità in sintonia ed in armonia perchè magari hanno fatto questo ansichè quello o perchè magari si sono comportate in tal modo ansiche in quell’altro ecc. osannando se stesse e ponenondosi come modelli… Facendo sentire altre donne uno schifo e facendo aumentare in loro il senso di colpa per ciò che alcune volte o anche una sola volta hanno sessualmente vissuto…..
E’ terrificante per una donna sentirsi esclusa dal mondo maschile ed anche da quello femminile, ci si sente perse, sole, ed alcune volte si commettono cose che magari non si vorrebbe ma si crede che solo così si possa essere accettate… Forse chissà magari una sorta di ora di femminiltà annzichè ora di religione o storia delle religioni, a scula non farebbe male, sta solo a decidere se fare o meno anche l’ora della maschilità o chissà in che modo chiamarla.
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Tempo fa scrissi questo post, non è un granchè di scrittura confrontato ad altri, ma ringrazio chi mi ha dato l’opportunità di posarlo, così come ringrazio MC che in un altro commento tempo fa ho espresso le stesse cose più o meno, non so se è fuori tema, ma anche queste cose fanno parte del sesso donne e uomini.
http://semidiceviprima.ilcannocchiale.it/2009/07/03/donneby_micica.html
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Riprendo l’ultimo paragrafo del commento precedente
“E’ terrificante per una donna sentirsi esclusa dal mondo maschile ed anche da quello femminile, ci si sente perse, sole, ed alcune volte si commettono cose che magari non si vorrebbe ma si crede che solo così si possa essere accettate.”
Rispecchia in pieno la sensazione che sento, e che non vorrei sentire. E’ vero, culturalmente qua in italia siamo tutti profondamente segnati dalla mentalità restrittiva del cattolicesimo, purtroppo, anche se poi ci si risveglia e ci si accorge che il mondo va in altre direzioni, e che gli stessi preti, pur portando ipocritamente avanti i principi di una Chiesa ancorata a concetti mediovali, si fanno vanto di imprese degne dei playboy (non che abbia esperito dal vero, ma gli esempi verificabili ci sono dappertutto di questo). E’ allora ti rendi conto che è proprio così, è una discesa negli abissi: nel mondo del “ma cosa vuoi che sia una scopata” e del “ogni lasciata è persa” molte donne, non tutte, si sentono sperse, strumentalizzate, usate come oggetti di merce sessuale e continuamente comparate e soppesate in una vetrina dove quello che conta è l’esteriorità, il valore apparente. A volte, confesso, ho provato invidia per le donne che sapevano mimare i comportamenti maschili di conquista e di disinvolta promiscuità. Ma tutto questo va contro, appunto, alla tendenza tutta femminile di approfondimento delle conoscenze, di rifiuto della della superficialità, di valorizzazione e ascolto dei sentimenti e costruzione della fiducia. Se proprio non ti vuoi mettere in mostra in questo mercatino … dell’usato… spesso devi accettare che la persona che si suppone ti stia accanto e di cui tu ti dovresti fidare in realtà è completamente contaminata dall’andazzo generale e si senta menomata nella propria virilità se non collabora attivamente nella riproduzione di questo stato di cose.
La sensazione di isolamento nasce proprio dalla consapevolezza che vorresti vivere dei valori di intimità,appartenenza e fiducia in un mondo che sta diventando sempre più precario in tutte le sue manifestazioni.
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* Ogni lasciata è persa
* Una scopata non si nega a nessuno
* Una botta e via
Si, questa è la modalità maschile di approcciare il sesso, e c’è un motivo preciso, scolpito nei nostri geni.
L’obiettivo di ognuno, inconscio, ma potentissimo, è quello di far sopravvivere, di rendere perpetui i propri geni. Nei maschi la strategia perfetta per farlo è distribuire il proprio seme, i propri geni, quanto più sia possibile, generando il maggior numero di figli. Non ha molta importanza la qualità dei geni con cui il maschio si accoppia, la strategia è il numero.
Nelle femmine questa strategia non può essere fisicamente utilizzata, al contrario il numero di figli che si possono avere con i propri geni è estremamente limitato, quindi è assolutamente necessario, indispensabile, scegliere con la massima accortezza la qualità dei geni dell’individuo o degli individui coi i quali si genereranno figli. Le femmine “scelgono”, devono scegliere, e di fatto lo fanno, in tutte le specie di mammiferi con i quali condividiamo questo modo di essere.
Questo meccanismo è scolpito profondamente in noi, ma nel mondo moderno sono subentrati meccanismi che rendono parzialmente inutili alcuni comportamenti risultanti da queste forti pulsioni. Ad esempio gli anticoncezionali rendono possibile anche per una donna un approccio al sesso “maschile” senza perdere le prerogative di scelta nella riproduzione.
Il problema però a questo punto nasce quando le “femmine”, coinvolte nella modalità “maschile” del sesso, dovessero perdere quell’innata capacità e pulsione alla selezione… sarebbe la fine della nostra specie…
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Bello lo studio antropologico della cosa…. Non hai citato le gestazioni plurigemmelari naturali…. Potremmo noi donne generare più di un figlio a gravidanza… Non so se è scentifica la cosa, ma come avviene nei cani della specie femmina,ad esempio, potremmo mettere al mondo in contempoaranea un figlio di ogni uomo con cui avviene l’accoppiamento seriale…. Hai anche dimenticato l’uso del profilattico da parte dei maschi, che è più antico della pillola, benchè già dagli antichi egizi si sapeva che le donne avevano i loro metodi e le loro porzioni anticoncezionali.
Ho conosciuto un uomo che dopo avermi tradita l’ennesima volta mi disse: ma è nella natura dell’uomo comportarsi così, è naturale è storico….
Divertente, molto divertente.
Scusa!
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Non sono sicuro per i cani, per i gatti invece è certo che le femmine volutamente si accoppiano con più maschi, sempre scelti non a caso, in maniera estremamente selettiva, proprio per aumentare le possibilità che la prole sopravviva (ma qui subentrano altri motivi molto più pratici, i maschi dei felini uccidono i cuccioli di altri maschi, l’accoppiamento multiplo protegge i cuccioli della nidiada da ogni singolo maschio con cui la femmina si è accoppiata, ci siano o meno effettivamente discendenti di quel maschio tra i piccoli).
Per il resto, su fedeltà e infedeltà di coppia ho una posizione neutrale, nel senso che tutto è accettabile purchè condiviso e concordato. Ho il massimo rispetto per le coppie “aperte”, ammesso che ce ne siano veramente, ma sono un felice e convinto monogamo.
Quel che ho scritto deriva da varie letture, ma soprattutto dall’etologia di Richard Dawkins, che considero, personalmente, molto convincente. Ovviamente, ma forse lo era solo per me, non era mia intenzione giustificare comportamenti maschili che personalmente non approvo, noi siamo qualcosa di più che bestie, credo… come dicevo i rapporti di coppia si basano sempre su un “accordo”, che sia formale o meno poco importa, il cui rispetto è necessario per mantenere in piedi il rapporto.
Capire però i meccanismi “animali” che ancora oggi governano fortemente i nostri istinti è sempre stato per me una cosa molto interessante, e rende spesso molto più chiari certi comportamenti altrimenti incomprensibili. Non li giustifica, ma aiuta a capire.
Tornando al tema, quel che volevo sottolineare è che una cambiamento del comportamento femminile, meno selettivo nei confronti del sesso di quanto la natura vorrebbe, può provocare effetti che vanno al di la degli aspetti morali.
Per vari motivi che non riesco ad elencare in questo spazio, già alcune fette dell’umanità hanno limitato di molto i meccanismi di selezione evolutiva, la perdita della selettività femminile in questi stessi strati di popolazione umana, può peggiorare ulteriormente la situazione.
Non che la cosa sia realmente preoccupante, un po di sana immigrazione risolve facilmente i problemi di questo tipo, ma era per vedere un altro aspetto, un altro effetto, di quel fenomeno che hai descritto.
Aggiungo un’ultima cosa, forse più in tema col tuo messaggio. Non so se voi donne ve ne rendete conto, ma ANCHE il mondo maschile sta subendo forti cambiamenti, in questo caso verso quello femminile. Basta sedere un’ora su una panchina di un centro commerciale ed osservare i ragazzi che passano. Il loro modo di vestire, la depilazione, le acconciature… Basta guardare i prodotti di cura della persona che vengono oggi venduti per gli uomini.
Quel che sta accadendo credo è semplicemente la convergenza di maschi e femmine verso un modello unico, apparentemente distinto in due modalità espositive, maschile e femminile, in forte divergenza esteriore (mai come oggi le adolescenti sono state cos’ “femmine”, mai come oggi i maschi così “machisti”) eppure al di la dell’involucro, cle modalità operative stanno convergendo.
Così da una parte abbiamo la globalizzazione, così che una ragazzina argentina pubblica foto su facebook che sono identiche a quelle di una sua coetanea italiana o americana, o giapponese, salvo dettagli, e dall’altra questa forma di integrazione maschio/femmina rende i sessi sempre più esteriormente divergenti e invece simili sul profilo delle modalità di consumo, azione, comportamento.
Ai posteri dire se tutto questo è un bene o un male.
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Ti chiedo scusa per la precedente, ma alcune volte alcuni argomenti mi fanno tornare in mente situazioni che non ancora riesco a controlare del tutto, ed essendo questa forma di comunicazione… internet.. una forma che cmq si relaziona con altri ma ne il ricevente ne il trasmittente si vedono, spesso e come se parlassi con emozioni e non con altre persone….
Non so cosa penseranno i posteri di quanto usiamo e osiamo fare indistintamente uomini e donne, ma credo che fondamentalmente, se non a livello di luce del sole o di facebook o di riflettori, o anche di numero che esprime e fa ciò che fa, non ci siamo inventati niente di nuovo sotto questo aspetto,
Per quanto riguarda l’uomo curato e depilato, è solo una questione di moda, come 20 o 30 anni fa, andava in voga l’uomo sudato, virilmente peloso, senza esagerare e con abbigliamento da “manovale comune” ed in passato le calzamaglia e le parrucche…
E’ solo sotto la forma religiosa, ad ogniuno la sua forma che le cose magari non sono mai cambiate e forse prese troppo alla lettera e mal interpretate.
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Paradossalmente c’era molto più femminismo cinquant’anni fa, rispetto a oggi.
Le ragazze non si ribellano, perchè dovrebbero? Questa discriminazione parte direttamente da loro, sono le loro scelte… dovrebbero ribellarsi a se stesse, che senso avrebbe?
Inoltre, non tutto è come sembra dalla televisione… io ci vivo in mezzo al mondo degli adolescenti, e al contrario di come si pensa conosco situazioni ben diverse da quelle descritte, sia che si parli di maschi, sia che si parli di femmine. Ora non so se sono io che frequeto semplicemente la gente giusta o se è un meccanismo che vuole far vedere solo un lato della medaglia (sapere certe cose dai telegiornali fa spesso venire curiosità e fa sorgere la domanda “perchè non dovrei anch’io?”), ma anche molte ragazze che magari ancora giovanissime vertono su un comportamento del genere, col passare del tempo si rendono conto da sole di stare facendo una grandissima cazzata. E lo stesso vale per i ragazzi che crescendo maturano un po’ di rispetto per il corpo femminile.
Secondo me, comunque, sta diventando un argomento troppo complicato da affrontare. Nel senso che se ne parla talmente tanto, da renderlo troppo contorto rispetto a quello che in realtà è: un semplice istinto naturale radicato alla base della nostra esistenza. Insomma, credo che non si dovrebbe stare lì a pensarci troppo, dovrebbe essere la cosa più semplice e naturale di ogni essere vivente, un istinto da consumare (appunto) istintivamente… adesso è diventata una specie di “tattica di gioco”, nemmeno stessimo parlando di una partita di calcio o di una strategia di guerra. Quanto è naturale tutto ciò?
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Quella tra i sessi è sempre stata una partita con dei vincitori e dei vinti. I ruoli sono cambiati nel tempo, ma resta una partita che da una parte vede l’affermarsi della coscienza di sé delle donne, dall’altra vede la pulsione genetica a seminare figli in giro degli uomini (poco moderata dalla consapevolezza, direi). Quindi io credo che se ne debba parlare perché la crescita, se è possibile una crescita in questa battaglia dei sessi, passa attraverso il confronto.
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Ma è dall’antichità che sappiamo di come le donne facciano uso del proprio corpo, magari per ottenere qualcosa… Credo che sia cambiato quel qualcosa per cui le donne fanno uso del loro corpo, pur restando intatto nel tempo e nei modi, il propinare il proprio corpo come causa effetto….
E le donne sotto questo aspetto, sono state sempre più perfide degli uomini, che per via di situazioni ormonali e fisiche il più delle volte cede, senza pensare ne a conseguenze e a cosa sta cedendo…. Forse è questo ultimo punto che mentre scrivo, mi viene in mente che forse le donne hanno appunto perso di vista ciò che realmente vogliono ottenere…
O forse come mi succede spesso, sto solo farneticando…
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Vorrei aggiungere una mia personale, idea sulla sessualità,non volendo assolutamente essere intesa come legge di vita, partendo dal presupposto che noi essere umani siamo piu vicino agli animali che a Dio(per chi ci crede), secondo me stiamo sopravvalutando l’importanza del sesso nella nostra vita, ne facciamo un uso smodato,(in fondo e solo un “gesto” naturale che la natura ci ha fornito per renderci diversi e migliorarci….)nel senso che o lo edulcoriamo troppo, o lo si banalizza in maniera eccessiva, la strada giusta stà nel mezzo,e questo penso sia valido sia per maschi che per femmine.Per l’uso smodato che si fa del corpo femminile,non mi sembra una novità,nei paesi intregalisti chiudono le donne in casa, qui le spogliano e ne fanno oggetto,la colpa e di noi donne che non ci facciamo rispettare,bisognerebbe insegnare alle nostre figlie ad avere dignità e rispetto del proprio corpo, ma nanche vivere con gioa e spontanieà il sesso,viverlo con leggerezza,essere se stesse,non come ci vorrebbero gli uommini Questa è una mia personale opinine sui fatti,tengo a precisarlo. Baci a tutti.
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Ciao Valeria,
hai proprio ragione. Sono d’accordo con te.
Baci anche a te.
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Il fatto che le donne da sempre usino il proprio corpo per ottenere qualcosa certifica il predominio di un’idea maschile del sesso. Un maschio è pronto a concedere quasi tutto in cambio di sesso. Una donna quasi niente. Per questo le donne, che hanno dovuto fare di necessità virtù, hanno imparato a vendersi per ottenere ciò che il predominio maschile nella società non concederebbe loro in altro modo. Come vedete, questo concetto apre ben altri scenari, con donne che si adagiano sulla carriera a base di lenzuola e donne che, soprattutto oggi, riescono a farsi valere con altri mezzi. Resta il fatto che il sesso è terreno di scontro più spesso di quanto non ci piacca pensare. Colpa degli ormoni, dell’istinto e, diciamola tutta, di una distorta morale cattolica imperante (qui, altrove la distorta morale è quella di altre religioni con un dio maschio che impone le proprie decisioni alle femmine, tanto per cambiare).
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Due cose. La prima. Molte le donne che partecipano a questa discussione e molto pochi gli uomini.
La seconda. La forma conta, spesso, molto più dei contenuti.
Parlare di sessualità tra donne è un’esperienza alquanto complessa. Farlo tra soli uomini è solo demenziale e, direi, anche riduttiva (ma naturalmente è un eufemismo).
Partiamo dalla seconda. Le donne hanno la sessualità da raccontare. Gli uomini hanno da raccontare sole delle loro scopate. Le donne sanno cos’è il godimento e il piacere, sanno qualcosa che non è esprimibile, neppure con la penna del più raffinato e sagace narratore.
Ma esse sanno. Gli uomini no. Ed è difficile che possano sapere. Ma qualcosa essi la intuiscono. Gli uomini intuiscono, vagamente certo, ma a volte ci riescono, di essere solo uno strumento di riproduzione. Essi servono solo in quello. La loro opera si esaurisce in quel preciso istante in cui riescono a compiere l’unico atto creativo (in senso genetico) che sanno fare con una certa destrezza, anche quando si esprimono con brutalità e ciò accade il più delle volte.
Per le donne è diverso. Esse riconoscono all’uomo questa dote e sanno di averne bisogno. Ma sanno anche che non c’è altro. Dopo. al massimo occorre difendere la prole. Si tratta del vecchio e mai distrutto elemento fondante della storia evolutiva della specie.
Le donne invece non hanno altri bisogni concreti dal punto di vista della conservazione della specie. Esse possono bastare a se stesse, e ai loro figli.
Sopravvivono e fanno sopravvivere la specie. Gli antropologi lo sanno bene, ma meglio di loro lo sanno gli etologi, i naturalisti e, in genere, tutti coloro che on attribuiscono alla cultura della tecnologia moderna maggior peso di quello che merita nella casella della crescita evolutiva dell’umanità.
Ma a fronte di queste semplificazioni (so bene che lo sono) c’è una profondisssima inquietudine negli uomini. Il loro ruolo, tolte le appendici rituali della morale religiosa che impone condizioni di gerarchia fisica e di ideologismi guerreschi, nonè un gran ché, anzi è quasi nulla.
Oggi, nella cultura occidentale, nella globalizzazione assoluta, dopo alterne conflittualissime vicende, nulla è cambiato tranne il fatto che le donne sanno di non doversi troppo preoccupare per la sopravvivenza della specie che è abbondante e anche ammalata di autodistruzione perpetua. Dunque hanno incominciato a fregarsene un po’ e a fere come gli uomini. Cercano altre strade. Ma non ce ne sono molte in un mondo costruito soprattutto dagli uomini per gli uomini e quindi in parte si adeguano.
Gli uomini non sanno fare molto di più oggi di quanto non siano stati ingrado di fare in passato.
Occorre, credo, aspettare che l’evoluzione faccia il suo corso. Il prossimo gradino evolutivo sarà diverso.
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Gunnar, la tua analisi e’ molto interessante. Ed e’ bello constatare che sia un uomo a farla (sei un uomo, vero?). La lucidita’ delle tue posizioni mi fa sperare che prima o poi quel prossimo gradino evolutivo possa rendere tutto migliore. Grazie
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Bella l’analisi si!
Ma ci hai tolto l’amore che un uomo può provare per una donna, beate coloro che lo hanno avuto e che lo hanno, e l’amore che una donna può provare per un uomo!
E l’amore, non è imposto ne dagli antropoligi e ne dai religiosi, ci è stato solo dato in dotazione dalla natura.
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Gentili Signore, vi devo delle risposte. La prima è facile. Sono un maschietto che ha visto passare molte lune ormai. No, non ho voluto togliere alcun amore.
Sotto il complimento di Laura c’è, credo di capire, un poco di meraviglia e una richiesta di aiuto (in senso filosofico). La meraviglia che sia un uomo a fare alcuni tipi di ragionamenti e la possibilità che, così stanti le cose, la scala evolutiva possa riservare positive sorprese.
Mi piacerebbe avere la possibilità di vederle queste sorprese. In quanto al fatto che sia un uomo a fare tali ragionamenti non deve stupirti troppo. Ho conosciuto molti uomini che sanno ragionare così e non ne hanno timore, non si vergognano, non si sentono defraudati da chissà quale potere sottratto e neppure serbano rancori verso la vita (la natura) che li ha generati così.
Certo non sono molti e alcuni si nascondono perché si lasciano soffocare dall’ambiente in cui vivono e lavorano. Ma la loro coscienza è ancora abbastanza pulita da far avere al loro sguardo un’aria pulita e disincantata.
L’amore è un altro problema. Ho amato con insospettabile forza una donna. Molto tempo fa. Ma lei si comportò come avrebbe fatto un qualsiasi uomo. Quando si stancò, o si annoiò, o si pentì o chissà cos’altro, mi disse che aveva altro per la testa, che non sapeva più che farsene del mio “amore” e che se proprio ci tenevo potevo considerarla una “cara amica”…
Divertente. Un paio di lustri dopo un’altra donna, si pose sulla mia strada tanto da farmi riflettere sulle possibilità che si aprivano sul mio futuro. Ma questa volta mi guardai bene dal lasciarmi trasportare dall’emozione, non ho mai più consentito al mio intimo essere di lasciarsi trasportare dall’emotività condizionante del piacere e del desiderio, Condizioni che sono alla base di ciò che di solito chiamiamo amore.
Ho ripiegato sull’affetto, sul rispetto, sul riconoscimento. Ho imposto a me stesso di abbandonare ogni idea di “possesso”: lei non è “cosa mia”, come io non sono cosa sua. Lei non mi appartiene, ha scelto di vivere con me ed io non appartengo a lei ho solo scelto di vivere con lei. E’ cosa assai diversa dal dire “mia moglie”, o “la mia donna”, o la “mia compagna”. Si sottintende quasi sempre un’idea di possesso che se va bene per gli oggetti non va bene per niente con le persone. Le persone appartengono a sé stesse e sono sempre libere di decidere e di scegliere.
Certo che che antropologi e religiosi non impongono amore di sorta ma ne stabiliscono le condizioni di esistenza e costruiscono regole. categorie e incasellamenti che solo loro capiscono ma a cui molti tendono a credere. Ed è quello il problema vero. Gentile Maria, quello che tu provi per un uomo a cui vuoi regalare per scelta un po’ della tua esistenza è cosa che appartiene a te solo e solo in parte puoi rendere partecipe il fortunato. E questi è tanto più fortunato quanto più percepisce in te l’assoluta generosità che spinge il tuo desiderio. E quanto più evita di imporsi nella tua esistenza lasciando che sia tu a dargli alcuni spazi quando lo vuoi. (Vale anche al contrario il ragionamento).
E’ solo questo che divide l’animale dall’essere umano.
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Non a caso ho un blog sul pensiero positivo ( cliccare sul nome ), che piano piano sta mutando in auto aiuto e aiuti in delusioni d’amore!
Cosa c’entra? C’entra eccome. L’articolo quì scritto spiega bene ciò che sta succedendo alle donne in generale, ed anche io sono relativamente in accordo
con quanto detto. Sarà che sono adoratore dell’Amore.
Credo comunque che dietro ci sia anche il lasciarsi andare al sentir dire che tanto “gli uomini son tutti stro…” e di conseguenza la donna preferisce adattarsi che conitnuare a cercare una persona a modo. E questo fino a quando un giorno non si fa male ed inizia a capire che codesta facilità “di darsi” non è propriamente una gran bella cosa.
Sono in accordo con te che dici che la donna non è questa. Che l’amore così rischia di glissarsi e mai più sentimento è bello proprio dell’amore. In questo modo molte donne neanche mai lo troveranno. Eppure è così bello. Fai bene tu a mettere in risalto queste condizioni, certo è che così, anche le soluzioni, sono impresentabili…
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Sarebbe il caso di smetterla di dire che la società svilisce la donna.
Semmai ci sono donne che si fanno svilire per soldi.
Nel mondo del lavoro conosco molte donne precise e professionali,
nessuna di loro viene sminuita,
nussuna di loro è trattata diversamente dato che spesso
svolgono normalmente ruoli di digenti, gestione o capi del personale.
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Beato/a te Free Tech, io assisto ogni giorno al dato di fatto: a parità di capacità e professionalità, una donna ha almeno un terzo di possibilità in meno di procedere nella carriera. E ho intenzione, insieme ad una collega cheè del mio stesso parere, di scriverci su un bel saggio. Serve a un beneamato, ma almeno davanti ai numeri e ai fatti, qualcuno rifletterà. Forse.
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Concordo in pieno su tutto!
http://www.mentecritica.net/le-donne-gli-uomini-il-sesso/meccanica-delle-cose/vere-donne/laura-costantini/14626/
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ma non dormi!
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?
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Anche io sono d'accordo
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Concordo in pieno su tutto!
http://www.mentecritica.net/le-donne-gli-uomini-il-sesso/meccanica-delle-cose/vere-donne/laura-costantini/14626/
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non cambio il commento scritto su twitter ma posso dire solo, affermare che siamo solo noi stesse che ritorniao “indietro”perchè abbiamo bisogno di una scusante per fare sesso …ma dove c’è empatia e complicita nel sentimento a volte abbiamo bisogno di esere domate inquanto cmq sia noi abbiamo una cavita dove essere domate e questo ci paice .. se prendiamo la storia noi stavamo nella caverne mentre gli uomini erano fuori a caccia per assicurarci un pasto…. cmq molto bello e molto veritiero per l 13° secolo
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