Le Dimissioni del Papa e la casistica degli ultimi 50 anni 31


Non capita spesso di scrivere di un argomento del genere e non voglio perdere l’occasione. Per quanto riguarda i papi posso vantare un buon curriculum. Da quando sono nato ne sono morti 4. Due sono diventati santi. Uno è durato solo 33 giorni e c’è gente che ancora si lambicca il cervello cercando di capire se è morto naturalmente o se è stato eliminato. Uno ha subito un attentato e ha praticamente abbattuto il comunismo nel mondo con le sue mani. Un altro si è dimesso.

Diciamo che in quanto a casistica il pontificato non mi ha deluso. Se penso a quello che è stata in grado di fare la politica in analogo lasso di tempo mi viene da ridere.

Non so perché il papa si dimetta, ma i soliti bene informati ne parlano da tempo. Su repubblica, quasi esattamente un anno fa, si escludeva il complotto, ma si parlava già di dimissioni. Ferrara ci faceva la solita articolessa nel marzo scorso,  mentre a maggio il web cattolico cercava di far passare l’argomento come la solita polemica anticlericale.

E’ poco ma sicuro che la cosa fosse nell’aria da tempo, come è certo che non sapremo mai veramente perché Joseph Aloisius Ratzinger, Papa Benedetto XVI, si è dimesso. Per il bene della chiesa dice lui, è c’è da credergli. La Chiesa Cattolica è un’istituzione antica che conosce il valore della preservazione dell’istituzione nel tempo rispetto alla caducità degli uomini della rappresentano. Un approccio anacronistico e iniziatico che proietta la vita e le opere dei singoli su un arco temporale più ampio della vita.  Qualcosa che oggi molto hanno difficoltà a comprendere, ma che ricorda una devozione per la causa che, come soldato, non riesco a fare a meno di ammirare.

Mi spiace solo che un evento che sicuramente cela una scelta difficile e complessa  sarà ora patrimonio dei media che lo macineranno con la stessa indifferenza e gli stessi metodi con i quali stanno trattando le beghe infantili ed egoistiche della politica italiana e il festival di Sanremo. E’ questo il mondo di cui faccio parte e non riesco a rassegnarmene.

 


31 commenti su “Le Dimissioni del Papa e la casistica degli ultimi 50 anni

  • ilBuonPeppe

    Comandante, evidentemente questa notizia ci ha sconvolto entrambi.
    Tu nel titolo hai scritto “ultimi” con una M di troppo.
    Io ho scritto “un altro” con l’apostrofo.
    Neanche la grammatica è più quella di una volta…

  • Vittorio Mori

    Una volta l’avrebbero tenuto su con gli stecchini fino alla fine, adesso Ratz s’è preso la libertà di mollare il posto come se fosse l’amministratore di un cda qualunque. La vedo come un atto di secolarizzazione.

    • Adriana

      @Vittorio Mori
      Sono d’accordo. E’ anche pragmatismo della libertà, capire dove si può o si vuole arrivare e agire di conseguenza. Anche non identificarsi in tutto e per tutto col ruolo che si ricopre, quali che siano le reali motivazioni che verosimilmente non conosceremo mai.

  • Adriana

    Sentito il discorso grazie al link, il dimissionario mi diventa leggermente più simpatico perché pronuncia il latino all’italiana, con g e c come in gelato e cena e il suono z per ti più vocale.
    Non credo che siamo granché sconvolti, visto che facciamo disinvoltamente osservazioni linguistico-grafico-ortografiche.
    Anche se il personaggio non mi è mai piaciuto, gli auguro di cuore buon riposo e discreta salute tanto da continuare a coltivare a lungo gli
    interessi culturali che certamente ha.
    Che si sia stancato anche psicologicamente di tanti aspiranti a una successione a breve termine? Finora in questa monarchia gli aspiranti alla successione hanno avuta una chance solo e unicamente in seguito alla morte del sovrano, mentre le dimissioni – atto originalissimo – sembrano permettere l’avvicendamento in uno scenario più tranquillo.

    • Cesidio

      Brava Adriana, anch’io ho colto il latino di Benedetto all’italiana. per le sue dimissioni penso che in fondo gli stia pesando l’essersi rimesso a chi non ha mai voluto saperne del Vaticano secondo.

  • Gilda

    il papa meno apprezzato degli ultimi tempi, questa notizia non mi sconvolge.
    A dire il vero e’ da quando e’ entrato su twitter che mi chiedo quanto i suoi nervi avrebbero retto. la rete non e’ un posto per la religione, l’italia non e’ più posto per la religione: bestemmiatori e fedeli ateisti la schiacciano più di quanto lei riesce a fare con le coscienze. Twitter e’ l’opposto dell’ossequioso rispetto cui la chiesa e’ abituata, di sicuro non si e’ fatto del bene Ratzinger ad iscriversi. Ne’ a lui ne’ alla chiesa. Forse poteva farlo Wojtyla, a lui sarebbe andata meglio.

  • giancan

    tecnicamente ha abdicato, non ha dato le dimissioni. E poi, ad occhio e croce, mi sa mi sa che anche lui è affetto da parkinson e da chiare difficoltà motorie. Coglie al balzo l’occasione per attirare su di se l’attenzione, distogliendola da altre situazioni, tipo commistione Banca Vaticana-MPS, vescovi e preti pedofili, corvi e compagnia bella.

  • Alfonso

    Un capo di stato è sempre e comunque una “marionetta”, che occupi poltrona e sfera di potere o che ricopra l’esigenza di una continuità di quella guida spirituale tipica (lo dico perché me ne stupisco ogni volta che ci penso) dei bimbi di 3 anni.

    (Per chi non è papà: a tre anni, l’homo sapiens sapiens vive una fase di adolescenza terribilmente frustrante in quanto vissuta intrappolato in corpicino da gnomo che sembra rispondere sempre male ai propri comandi, la testa gli frulla per ore di pensieri coerenti che poi l’adulto in pochi secondi sotterra e scoraggia… e solo chi gode della sua stima ha davvero facoltà di veder considerati i propri consigli)

    Un re abdica per cause che la storia ci palesa. Poi può pure essere una “presa di coscienza” personale, ma non possiamo crederci davvero.
    Per chi ci crede, consideri quanto segue: non è che Dio ti FA Pietro col Co.Co.Pro. o a tempo determinato…

    C’è dell’altro. Ma io mi fermerei qui. Abbiamo un sacco di cose serissime con cui fare i conti. Chi ha tempo per cazzeggiare ci si arrovelli pure su…

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