Le Difficoltà di Crearsi Un’Opinione
6 maggio, 2009 - 9:00 di Gilda
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Oggi mi sono sentita ostacolata su tutti i piani.
Avevamo da fare una ricerca per casa (su cui poi impostare un saggio breve) sulla democrazia. Io ho pensato subito di incentrarla sui difetti di quest’ultima, visto che parlare delle origini e degli ideali mi sembrava banale e scontato. Uno degli unici due articoli decenti che ho trovato su quest’argomento, si trova proprio su questo sito.
Inizio col dire che secondo me queste ricerche sono una totale perdita di tempo… non per la ricerca in sé, ma per il modo in cui vengono richieste e svolte: l’insegnante arriva in classe e tira fuori un argomento importante come la democrazia. Bene, sappiamo tutti cosa sia la democrazia in termini generali. La ricerca riguarda il concetto, le origini, le evoluzioni. In poche parole: la democrazia in generale. Non un approfondimento, non una dritta su come impostare il lavoro, nessun margine di personalizzazione.
Ora, solitamente lo studente la sua ricerca la svolge così: cerca su wikipedia “democrazia”, copia tutto su word e poi stampa; forse se gli va il giorno dopo, prima della lezione, legge qualcosa di quello che ha portato, altrimenti ci pensa direttamente quando lo chiama l’insegnante.
Alla fine dell’interrogazione (posto che venga realmente interrogato) lo studente rimuove tutto e ritorna alla vita di tutti i giorni.
the student - by porcelain jackal
Non trovate anche voi che una ricerca fatta così non abbia alcun senso? Non sarebbe forse meglio che l’insegnante (soprattutto una brava come quella che ho io) si sforzi di trovare un libro che tratti di questo argomento (che peraltro è parecchio esteso e complicato), e ce lo dia da leggere a casa per poi farne una relazione su quello che ne pensiamo noi? Forse impiegheremmo più tempo nello svolgere il compito, ma almeno avrebbe un senso. Almeno rimarrebbe qualcosa di quello che si è letto. Almeno ci si fa un’opinione e si impara a ragionare con la propria testa.
Ma andiamo oltre… arrivata in classe, la professoressa mi chiede che materiale ho trovato, e io inizio a dirle incerta che la ricerca ho preferito impostarla sui difetti della democrazia. L’insegnante a quel punto (a metà tra lo scocciato e l’interessato sull’argomento che ho deciso di portare) mi chiede di esporre quello che ho trovato. Io inizio a parlare della democrazia, dei suoi difetti, di alcune lacune (venendo spesso interrotta) finché non mi rendo conto che oltre non posso andare, sia per mancanza di materiale, sia per mancanza di una mia precisa opinione. Cerco quindi di farle capire che non sono pronta ad esporre, che ho solo raccolto materiale per poi farne la relazione, che quello era solo l’inizio della mia ricerca, che ho bisogno di più tempo per un lavoro fatto bene. Lei subito mi fa notare seccamente che se la ricerca era per oggi, allora per oggi la dovevo saper esporre. Spazientita mi chiede quindi di leggerle un pezzo. Io (già sotto stress per fattori esterni) cerco di leggere al meglio quello che ho davanti, mentre tutta la classe mi osserva con un po’ di interesse e/o compassione negli occhi. Quando finisco di leggere il pezzo di ricerca, la professoressa mi chiede allibita se io credo in quello che c’è scritto sul foglio.
Homework – by xxxhitsuzen
Io tentenno un attimo (la professoressa è radicalmente democratica, e io non ho ancora un’opinione precisa), poi le dico che in parte concordo. Lei con la faccia scandalizzata mi chiede quindi di proporre un’alternativa alla democrazia, di tirare fuori idee così, sul momento, come se potesse riuscirci chiunque (figurarsi poi una povera diciassettenne colpevole solo di aver provato a migliorarsi).
Nel frattempo anche gli sguardi dei miei compagni di classe si sono fatti scandalizzati, alcuni persino divertiti della mia difficoltà. Con calma rispondo all’insegnante che io non ho mai detto di avere pronta un’alternativa migliore della democrazia, che sicuramente in futuro ci sarà qualcos’altro. Le dico che probabilmente al giorno d’oggi è il massimo che possiamo pretendere, nonostante le mie idee politiche differiscano palesemente dalla democrazia. A quel punto la professoressa mi chiede quale sia il mio orientamento politico. Io cerco di sviare (non sono nelle condizioni di parlarne, e so già che se rispondo si scatena il caos), cerco di farle capire che non è aria, ma la professoressa insiste. Alla mia dichiarazione di essere anarchica, si genera il pandemonio. Chi dice che è un’utopia, chi afferma che l’anarchia non esiste e non può esistere, chi mi attacca dicendo che se regnasse l’anarchia, finiremmo tutti ammazzati. Io rimango un po’ interdetta. Cerco di dire che un ideale politico rimane tale anche quando è sotto forma di utopia, in più questo mio pensiero è molto più che semplice politica… ma vengo ascoltata a stento.
Minty Green Classmates – by eralastiel
Mi riprometto di non fare mai più un’affermazione del genere in classe: non ne vale la pena. Intanto la professoressa (da brava insegnante quale è) cerca di mantenere la calma, ma il dibattito in classe continua. Io mi spazientisco e le faccio notare che c’era un preciso motivo per cui non volevo parlare, ed il motivo è proprio davanti ai suoi occhi. La campanella che segna la fine della giornata scolastica suona così, in mezzo a quel putiferio, mentre alcuni mi accusano che se sono anarchica è solo perché non accetto il confronto con gli altri, e mentre la professoressa sminuisce il mio ideale dicendo che alla fine siamo tutti anarchici, perché tutti vorremmo la libertà assoluta.
Mentre tornavo a casa qualche lacrima ha rigato la mia faccia. Sì, mi è venuto da piangere per questa cosa. Forse sarà considerata banale, insignificante…
Ma resta il fatto che io mi sono impegnata nel cercare materiale, ho dovuto fare tutto in un pomeriggio perché gli altri giorni non ho avuto tempo, avevo anche iniziato a farmi un’opinione che però è stata buttata giù in classe, prima ancora che io provassi a esporla. Mi sono impegnata per cercare di fare un lavoro alternativo, interessante e costruttivo per vedermelo criticare ancora prima di aver iniziato a costruirlo. Tutto questo fa davvero passare la voglia di lavorare. Io questa relazione per la prossima lezione la farò solo per il mio interesse, perché se quello non ci fosse, dopo una lezione del genere di certo non avrei avuto la voglia di continuare.
Namine in a dark room – by_Fihonix
Adesso ci ripenso a mente fredda, e mi sorge spontaneo osservare… un insegnante come può pretendere che a quest’età si sappia esporre un pensiero politico riguardante, peraltro, un argomento così delicato e “inattaccabile” come la democrazia? Secondo me non basta una vita intera a farsi un’idea precisa, soprattutto se ogni cosa che si prova a costruire viene irrimediabilmente distrutta sotto i propri occhi.
E allora mi chiedo, a questo punto, come una democrazia possa funzionare se quelli che saranno i futuri elettori, vengono istruiti in questo modo: tra accuse insensate, critiche distruttive e continui attacchi a sottovalutare il modo di pensare di una persona, ostacolando la formazione di un’opinione che in questo mondo diventa così importante per le sorti del proprio paese.
Wake Up – by Starvart
Le Difficoltà di Crearsi Un’Opinione è di

Sfruttando l’indirizzo di posta di Gilda, ho fatto qualche piccola ricerca su di lei ed ho scoperto anche il suo sito. Siccome lei non lo ha indicato, per rispetto della sua volontà, non lo faccio nemmeno io.
E’ proprio così. Gilda è una ragazza, giovane, carina ed impegnata. Non diversa da milioni di altri giovani del nostro paese che, io per primo, spesso consideriamo persi nelle nebbie catodiche che occludono il futuro della nostra nazione.
Invece ecco che, improvviso ed lucente, Gilda ci regala un raggio di sole in questa fredda e scura mattina di primavera.
Mi piacerebbe che la mia bambina, un giorno non lontanissimo, possa avere la stessa determinazione e la stessa pertinacia di Gilda.
Ed è questo, Gilda, il segno di approvazione più esplicito che da vecchio comandante riesco a dare.
Ciao.
Gilda, vai tranquilla.
Io credo che hai fatto paura. E’ difficile sgretolare certezze e la costruzione di un nuovo modello è sempre molto ma molto più difficile dello smantellamento del vecchio.
Unico suggerimento, quando esponi una cosa e sai di preciso che hai trovato delle incongruenze poni la questione in maniera dialettica.
E’ ovvio che a volte essere capaci di avere un buon dibattito è necessario avere dei buoni relatori, dei buoni argomenti e dei buoni moderatori.
Tutte cose che richiedono tempo ed esperienza.
Cmq, bel lancio e bel coraggio. Salutoni
grazie gilda per la preziosa e molto ben esposta testimonianza, mi piacerebbe essere tua allieva.
mmm… Gilda: la prima donna con il nome di un sindacato…
Scusa, non sono riuscito a trattenere la battuta.:-)
Alla fine della giostra, però, onestamente non capisco dove sia il problema.
La tua prof mi sembra se la sia cavata alla grande, date le circostanze. Tu hai potuto esprimere le tue idee, e tra l’altro scatenare un putiferio. Gli altri hanno fatto altrettanto sia pure, mi par di capire, con una certa vivacità.
Insomma, una bella lezione di democrazia reale. Se dai un occhio al parlamento, vedrai che va praticamente uguale; anche se lì manca il prof in gamba…:-)
“tra accuse insensate, critiche distruttive e continui attacchi a sottovalutare il modo di pensare di una persona, ostacolando la formazione di un’opinione che in questo mondo diventa così importante per le sorti del proprio paese.”
E’ appunto il bello (…:-) della democrazia.
Benvenuta nel reale, baby!
Detto tra noi, ti sei scontrata con l’arma più potente di una democrazia: il suo mito.
Forse dovremmo farlo tutti un po’ più spesso.
una cosa che ho imparato nella mia vita è che una opinione, non si crea, bensì si apprende e per quanto la si puo fare propria, non è mai solo la nostra ma di molti altri.
compreso chi è fautore o “creatore” di un pensiero o un ideale, lo è semplicemente perchè è il primo che lo ha scritto e saputo divulgare, ma non per questo all’inizio era l’unico.
(questo ovviamente è solo, appunto, un modo di vedere la cosa)
sono certa che gilda comunque, non farà l’errore che ho fatto io….
farsi fregare da chi vuol mettere alla prova la tua tenacia.
io ho mollato per visiccitudini…. all’epoca amici come questi di mente critica ed altri non c’erano…
scusate, per quanto anagraficamente, magari per il modo in cui si usa questa affermazione, non è ancora tempo, io sto vivendo una seconda adolescenza.
grazie.
Dolcissima Gilda, mai nome fu più vero. Nella sua etimologia più certa proviene dal latino “gildus” che lo si può tradurre con “che ha valore” oppure “che unisce”, che “tiene insieme”, da cui nel medioevo “corporazione” e ai giorni nostri sigla sindacale di insegnanti arrabbiati.
Ma, nome a parte, vorrei averti avuto come studentessa!
Avrei avuto un’insperata felicità che mi è toccata solo pochissime volte. Una mente pensante!
Che meraviglia e che onore sarebbe stato per me averti in aula, accompagnare le tue peregrinazioni intellettuali con qualche accesa discussione, magari suggerendoti, con tutto il tatto e l’umiltà che si addice ad un serio professore di filosofia, alcuni autori anarchici, e altri non anarchici, che ahnno avuto in un modo o nell’altro un posto nella storia dell’evoluzione della cultura sociale.
Di ricerche fatte in quel modo fasullo e truffaldino che hai descritto ne ho viste a quintali. E vada quando, fatte per me, servivano a tirare a campare sull’orario di lezione, ad “accontentare” il prof. che “ci tiene tanto” che noi si sia informati… Il vero problema è che gli esami di maturità venivano fatti partendo proprio da simili insulsaggini fatte passare per capolavori, soprattutto da presidenti di commissione che non avevano voglia lacuna di creare problemi. E ancor meno di capire a chi avrebbero affibbiato il titolo di “maturo”.
Oggi che sono molto più stagionato, disincantato e refrattario alla condiscendenza ipocrita ho lasciato la scuola al passato della mia precedente vita. Faccio altro. Ma, con inimmaginabile contentezza rispondo alle lettere di alcuni di quegli studenti e di quelle studentesse che ancora si ricordano e passano alcuni minuti a scrivere al loro vecchio prof. Anarchico illuso nello spirito se non più nella mente, nel pensiero se non nelle azioni.
Devi imparare ad essere forte Gilda.
Hai tutta la mia ammirazione.
Il grandissimo pregio di questo post non è in ciò che dice ma in come lo dice.
Che poi a ben vedere fanno un tutt’uno.
Mi ha ricordato “Il giovane Holden” e di questo ti sono debitore.
Grazie a tutti per i complimenti e per i consigli, li terrò ben stretti!
Mario… il problema non è nella professoressa, che come ho scritto secondo me è una bravissima insegnante… io ho semplicemente voluto raccontare un momento in cui ho trovato davvero difficile mantenere le mie idee. Il problema non è tanto nelle critiche che mi sono arrivate (quando sono costruttive, anzi, sono molto più importanti degli elogi), ma quanto nel fatto che la formazione del mio pensiero è stata bloccata in partenza, prima ancora di nascere.
Poi la cosa di per sè non sarebbe nemmeno troppo importante, se non fosse che i ragazzi che oggi vanno a scuola, un domani voteranno quelli che saranno i nostri rappresentanti… e, beh, a mio giudizio se ogni volta che uno prova a pensare diversamente viene bloccato in questo modo, è difficile che una persona si faccia una sua opinione che la renda all’altezza di votare per un paese.
Wee ti sostengo anche io!
vai avanti con quello che pensi e l’opinione formatela piano piano, cambiala anche quando ritieni sia necessario, ma non annullarla mai.
Provengo da una classe dove la maggioranza è gente di paesino dalla mentalità ristretta che ti ridacchia e commenta dietro qualsiasi cosa fai/dici. Capisco un po’ la tua situazione.
Un consiglio: non farti fregare da questa gente
Grazie per il bel post Gilda. Come ho scritto anche in privato: “quando leggo ‘ste cose penso che valga veramente la pena di portare avanti un sito come MC, nonostante tutto.”
Ciao
Come DiabolicoMarco anch’io ho apprezzato moltissimo il tuo pezzo. Purtroppo certi argomenti sono tabù. Forse il tuo unico errore è stato quello di approcciarti alla professoressa ed agli altri alunni con troppo ottimismo: ti sarebbe bastato leggere i commenti apparsi nei due pezzi di MC che parlano del fallimento della democrazia per capire che ti stavi coraggiosamente imbarcando in una discussione molto difficile da sostenere. Come Marco e CN ritengo che pezzi come il tuo siano motivo di vera gioia per i gestori di questo sito.
Guarda, i commenti all’articolo li avevo letti tutti… ma io sono testarda, e quando mi metto in testa una cosa non cambio idea, ormai la ricerca era imbarcata! Che poi alla fine sono importanti anche questi momenti di scontro, portano sempre a delle riflessioni che tornano utili.
Cara Gilda, ho 21 anni e ancora sono pure io nella categoria dei giovani. Da “collega” quindi posso capire molto la situazione in cui ti sei trovata, perchè mi sono trovato pure io in situazioni simili. Un fattore che le persone considerano in maniera sbagliata è proprio l’età. Danno quasi tutto per scontato che una 17enne o nel mio caso un 21enne, non possano essere in grado di ragionare al loro livello. Si viene trattati come bambini dai “grandi” e magari invece dai nostri coetani veniamo visti con un occhio critico (nel senso negativo).
Quello che ti posso dire io non è il solito “ignora le critiche, tira avanti”, ma quello di continuare ad informarti e a dimostrarti preparata. Devi mettere in “difficoltà” chi ti sta davanti e devi fargli capire che non stai parlando di un pensiero che ti è venuto tra una puntata delle Winx e Amici, ma di una riflessione che secondo me è giusto che ci sia nel paese in cui ci ritroviamo.
Abbiamo (almeno io, ma penso un pò tutti) bisogno di persone sveglie ed attive che desiderano conoscere, sapere e non fermarsi solo a quello che si sente in giro. Ricordati che l’unica forza degli ignoranti è il numero.
eheheh
anche noi siamo stati giovani chettecredi!
I compagni di classe deficienti sono sempre esistiti e sempre esisteranno.
Siete vecchi! Lasciateci spazio che ci pensiamo noi
tsk tsk se io sono “vecchio” a 32 anni allora il Comandante che cos’è?
Eh lo so che bisogna farglielo capire, ma questo è un mio grande problema… purtroppo ognuno ha le proprie carenze…
Per il fatto dell’età, ci convivo da anni ormai, ho smesso di farci caso… anche se ogni volta che ci penso mi viene il latte alle ginocchia!
Bellissima testimonianza, complimenti!
Mi ha colpito, tra l’altro, il fatto che ci si possa ancora commuovere e versare qualche lacrima (di rabbia, immagino) per il fatto di non aver potuto compiutamente fare qualcosa in cui si credeva.
Ti auguro, Gilda, che il tempo non soffochi la tua vivacità intellettuale scolorendola in rassegnazione.
Gilda carissima,
Io non ti dirò se hai torto o ragione, a te il compito di continuare la ricerca, certo che forse non ti sei resa conto della cosa importante che hai ottemuto in classe “LI HAI TOLTI DAL LETARGO LETALE” almeno per un po’.
Vai, continua a tenerli svegli.
Ciao.