Visite: 2,223,488 Visite ultime 24 ore: 6,808

Le Chiacchiere e il Volano

18 settembre, 2007 di Johnny  
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani, Sul Web

Esattamente 10 anni fa, il 15 Settembre 1997, due studenti di Stanford : Larry Page e Sergey Brin, registravano il dominio “google.com”, che poco meno di un anno dopo, l’8 settembre ‘98 sarebbe diventata una società (Inc.) a tutti gli effetti.

Il termine Google è una variazione di Googol, un termine reso popolare dal matematico statunitense Edward Kasner che significa dieci alla centesima potenza.

La loro creatura, grazie a quello che è ormai uno degli algoritmi matematici più popolari al mondo, in dieci anni non solo è riuscita a cambiare il mondo della tecnologia, ma anche quello dell’economia, con una crescita del valore economico che non ha eguali nel passato recente.
Google oggi capitalizza infatti 164 miliardi di dollari: una crescita di valore superiore al 600% in soli 3 anni, con un capitale che supera abbondantemente i principali colossi automobilistici statunitensi messi insieme, e si avvicina a giganti della distribuzione come WalMart.

volano.jpg

Davanti a questi numeri si possono fare tante riflessioni, una di queste è che nella nostra italietta - 10 anni dopo - è difficile anche solo immaginare che una cosa del genere sarebbe potuta nascere qui, in un paese dove la scienza è frustrata e bistrattata su tutti i fronti, dove c’è un laureato in materie scientifiche ogni 1000 in decine di inutili facoltà-parcheggio: dove la percentuale di PIL investita nella ricerca è la più bassa di tutti i paesi industrializzati.

In una situazione del genere non meraviglia che i nostri politici - impegnati da ogni parte solo a garantirsi la benedizione del parroco - debbano accapigliarsi su mezzi punti percentuali di PIL atteso, mentre stanno a discutere su come sia meglio impiegare i 3 centesimi del tesoretto, dimenticando completamente quale sia stato fino ad oggi l’unico vero driver di sviluppo economico e progresso sociale nel mondo.

Articolo originale del 15 settembre 2007

Articoli collegati:

  1. Un Nuovo Modo di Vedere le Cose Il 23 novembre 1936 nasceva un nuovo modo di vedere...
  2. Caro Google ti Scrivo Oggi non sapevo proprio come scrivere questo post, per fortuna...
  3. Un Grande Fratello di nome Google e Web 2.0 E’ innegabile che Google si sia affermato negli ultimi anni...

Johnny
Fa SchifoMi piace (Vota questo Articolo!!11!!)
Loading ... Loading ...
Stampa questo Articolo Stampa questo Articolo

Lo stesso giorno gli anni scorsi

2008

Chi siamo?
Aiutaci
Scrivi per noi
Sostenitori
Contatta MC
Feedaci Fave us
Disclaimer
MC? Aiutaci Tu su MC Amici Contatti Feed Fave Disclaimer

Contatti - MC Disclaimer Leggere con Attenzione Sito fondato l’11 marzo 2007

Comments

15 Risposte a “Le Chiacchiere e il Volano”
  1. leo scrive:

    Io mi sono fatto l’idea che in Italia piu’ il tuo skill è elevato e meno capacità di contrattazione lavorativa hai. Tanto è vero che abbiamo ricercatori in bioingegneria a 1000 euro al mese in co.co.pro.

    [Rispondi a questo commento]

  2. Doxaliber scrive:

    Leo, la mia impressione è che in Italia, skill elevato o no, lo stipendio sia sempre lo stesso. Tra l’altro le professionalità sono confuse: uno deve essere un po’ webmaster, un po’ webdesigner, un po’ programmatore di applicazioni client, un po’ web-developer ed anche un po’ spazzino. Basta dare un’occhiata alle offerte di lavoro per farsene un’idea.

    Non ricordo se l’avevo già fatto qui su Mentecritica, per cui segnalo nuovamente questo articolo:
    Il cimitero dei consulenti

    Un altro ottimo articolo, sempre sull’argomento “Google sarebbe mai potuto nascere in Italia?” è questo:
    No! Google Non Sarebbe Mai Potuto Nascere in Italia

    [Rispondi a questo commento]

  3. leo scrive:

    Non mi parlare di web-developers che mi vengono le paturnie !!
    L’ultimo sito che ho fatto mi hanno dato 325 euri compreso il carrello in ajax per la vendita tramite paypal.
    Non bestemmio solo perché so che akismet mi bloccherebbe il commento !! ;-)

    [Rispondi a questo commento]

  4. Emanuele scrive:

    non posso non quotare la frase sulle 1000 facoltà parcheggio.
    ne sento così tante che mi vien voglia..di lasciar perdere

    [Rispondi a questo commento]

  5. Alessandro scrive:

    Ma come ti piace parlare male dell’”italietta”, fai paragoni che neanche mio figlio di 8 anni farebbe mai. Pensa solo che la tua cara italietta, ha perso l’ultima guerra, è stata spogliata di tutto e di più, nonostante ciò, si è risollevata, siede al tavolo dei G8 e se non ha una MICROSOFT o una GOOGLE etc., non l’avrà mai neanche una Francia, una Inghilterra ed una Germania. Certamente con gente come te che sparge veleno invece di studiare, studiare e studiare non andremo certo avanti.

    [Rispondi a questo commento]

  6. Doxaliber scrive:

    Errato, in Francia esistono LaCie, Mandriva, DailyMotion (che è uno dei siti più visitati, 16milioni di pageviews al giorno) , in Germania c’è SAP, che è una multinazionale nel settore ERP, in Finlandia c’è Nokia, in Svezia Ericson, Telefonica (azienda di telefonia spagnola) è un colosso mondiale nel suo settore, per non parlare di FON, un’idea molto innovativa nata in Spagna. In Italia avevamo Olivetti, che ha avuto le carte in regola per diventare un colosso mondiale, pensa che è stata l’unica azienda Europea a produrre hard-disk negli anni ‘80. Gli M20 ebbero un successo enorme negli USA. Inutile che ti ricordi la fine che i nostri grandi “prenditori” hanno fatto fare all’olivetti vero?

    Evito poi di parlare della situazione infrastrutturale in cui versa il nostro paese, un disastro su tutti i fronti. Tu Alessandro poi pure metterti il prosciutto davanti agli occhi e continuare a credere che l’Italia fa parte del G8 e che qui va tutto bene, purtroppo le cose non stanno così.

    [Rispondi a questo commento]

  7. Johnny scrive:

    Alessandro per fortuna che ci sei tu che hai studiato più di me :-) Grazie alle persone come te tuo figlio di 8 anni potrà vivere in una Italia migliore, nonostante abietti esseri carichi di malvagità come il sottoscritto: evidentemente.

    Aspetto con ansia ulteriori osservazioni di pari intelligenza del tipo “nell’unione sovietica bisognava fare la fila anche per comprare la carta igienica, avresti dovuto vivere lì”, “l’evasione non esiste”, oppure “perchè non te ne vai a vivere dai mangiaranocchie, pero’ il mondiale l’abbiamo vinto noi”, e cose del genere.
    _____
    Sarcasmo a parte, nonostante le volgari contumelie che mi hai vomitato addosso tento di rispondere in maniera serena: la mia breve riflessione non mi sembra “sparga veleno” su nessuno, ma nasce da un banale anniversario per richiamare - attraverso presupposti tutti molto semplici e documentabili - l’attenzione su un solo concetto: la crescita economica di un paese è legata a doppio filo con gli investimenti in sviluppo e ricerca in senso lato.

    Tante cose sono nate in altri paesi e non in Italia perchè qui si persegue solo una logica di breve periodo e non si punta assolutamente su ricerca scientifica e innovazione, se escludiamo qualche esempio illuminato.

    L’italia ha la percentuale di PIL investito in educazione e ricerca più bassa di tutti i paesi industrializzati.

    E infatti l’italia perde lentamente competitività (siamo seduti al G8 non perchè ce lo meritiamo, sono numerosi i paesi che ormai hanno superato da tempo la nostra forza economica, ma ormai solo per motivi di opportunità politica, chissà per quanto ancora), e l’unica cosa che riesce a trainarla sono quelle poche medie aziende coraggiose che riescono a innovare e esportare nonostante un euro così forte.

    Il problema è che la ricerca e l’innovazione non possono essere lasciate in mano a pochi imprenditori coraggiosi, ma devono diventare la base condivisa di una nuova cultura imprenditoriale.

    E con la mancanza totale di cultura scientifica - basti pensare che abbiamo i monsignori in tv a metterci bocca ogni giorno - che c’è in italia questo è impossibile.
    Questo tra le altre cose è dovuto anche al fatto che la scuola è sottofinanziata e l’università ha bisogno di sfornare stupide lauree parcheggio per attrarre studenti sempre più ciucci, al posto di inculcare negli studenti - come avviene in altri paesi - l’interesse per le facoltà scientifiche, che restano il vero motore dell’innovazione.

    Insomma l’effetto della riforma universitaria è figlio di questa situazione.

    Una società tecnologica non può che marginalizzare le attività per essa irrilevanti, per quanto su di esse si concentrino le attenzioni dei media, e capitalizzare invece su quelle sostanziali, nonostante il disdegno che esse sollevano o l’oblio nel quale sono confinate.

    Quindi il tuo invito a “studiare studiare studiare” per andare avanti, lo faccio mio volentieri. Pero’ possibilmente non studiare quello che hai studiato tu, se il risultato è partorire le tre sciocchezze che hai detto.

    _____

    Per inciso anche la Germania la guerra l’ha persa, stava in una situazione molto peggiore dell’italia: eppure oggi da sola produce circa la metà del PIL dell’ intera unione europea, investe di più in ricerca e ospita una società civile sicuramente più avanzata della nostra.

    Ti faccio un esempio ancora più lampante che spazza via qualunque giustificazione storica, paesi come Israele investono in ricerca percentuali assurde del pil (credo addirittura più del 4%) e in poche decine di anni sono riusciti a creare un sistema di innovazione e di università e una crescita economica che noi ce le sogniamo.
    _____
    Infatti, e qui concludo, i nostri politici stanno a discutere di stronzate, del genere come dividersi il tesoretto, al posto di avere il coraggio di investire.

    [Rispondi a questo commento]

  8. Alessandro scrive:

    X Jonny
    A parte il fatto che non vedo contumelie contro di te in quello che ho scritto (e questo la dice lunga su quello che scrivi), tu, come tutti coloro che non hanno argomenti validi, la butti prima in politica, poi passi ai confronti con paesi (senza citarli) che non hanno libertà economiche (Cina, India etc.), ed infine metti al pari una Google a dei carrozzieri (Nokia, lacie). Comunque, ti consiglio di studiare, studiare ed ancora studiare. Poi vedrai che anche qui nella nostra Italietta nasceranno delle Microsoft.

    [Rispondi a questo commento]

  9. alien8 scrive:

    …spero proprio nn nasceranno delle Microsoft o delle Google in Italia!!!.. sarebbe ankora una volta un appiattimento della creativita’, una forzatura nell’ imposizione dei loro standard chiusi, del loro modo di ragionare… fomentando sempre piu’ quella che e’ l’ ignoranza collettiva sul tema informatica.

    Piu’ ricerca!!!.. fatta bene!!.. da parte delle Universita’. E anke alle Universita’ via tutti capoccia ke vivono commentandosi e approvandosi tra di loro gli articoli e i paper inutili… o ke cmq nn portano mai a un risultato.

    Google e Microsoft nn sono sicuramente esempi da seguire… ma da aver presente per non CONTINUARE a SBAGLIARE..!!!

    [Rispondi a questo commento]

  10. alien8 scrive:

    Nokia carrozzieri?… ti sei mai chiesto cosa produce di tangibile Google?… stai proprio facendo paragoni sbagliati… nn puoi metter a confronto Nokia(ke nn fa solo cellulari per ki nn lo sapesse, ma mille altre cose) e una Societa’ che nn vende nulla di reale(se nn le nuove GoogleAppliance)…

    [Rispondi a questo commento]

  11. Johnny scrive:

    Io non ho mai buttato niente in politica. Mi sono limitato a riflettere su un un unico argomento incontrovertibile e dimostrato su tutti i testi di politica economica e macroeconomia almeno degli ultimi 40 anni.

    La percentuale di prodotto investita in innovazione, cultura e ricerca scientifica è un driver importante - leggi, incide in maniera lineare - dello sviluppo sociale ed economico dei paesi. Meno si investe in ricerca, meno c’è sviluppo.

    A me sembra che quello che continua a rispondere per frasi fatte senza portare argomenti veri sei tu, e continui a farlo peraltro dicendo cose false.

    Ad esempio Cina e India - che io non ho mai citato, ho infatti parlato di altri due paesi esplicitamente - hanno libertà di iniziativa economica, e l’India per inciso ha una storia e una cultura democratica molto più radicate di tanti altri paesi.

    Ridurre tutto a “studia studia studia” (guarda che io i miei studi li ho fatti, e di certo non scienza della comunicazione!) non capisco che senso abbia.

    Comunque penso di aver chiarito in maniera sufficiente cosa intendevo, poi ognuno ci puo’ leggere quello che vuole e fare le sue osservazioni.

    [Rispondi a questo commento]

  12. Silent Enigma scrive:

    Scusate se intervengo vestito da guardia.

    Argomenti e nient’altro, niente attacchi personali, grazie.
    Vale per tutti e non mi riferisco a nulla in particolare.

    Le persone che vogliono farsi un’idea devono essere messe nella condizione di non essere annoiate dagli screzi.
    Tutto questo imho.

    [Rispondi a questo commento]

  13. Doxaliber scrive:

    #Alessandro, hai fatto confusione, a citare Lacie e Nokia sono stato io, non Johnny, tra l’altro non sono state le uniche società Europee che ho citato. Mi sembra che la mancanza di argomenti sia più da parte tua che di Johnny, l’Italia non investe nulla in ricerca e sviluppo è un dato di fatto incontrovertibile (se hai dati diversi forniscili).

    @Alien8, dire che Microsoft e Google non producono nulla è un po’ limitativo. La prima produce software, applicando scelte discutibili, ma pur sempre di software si tratta. Molte di queste scelte discutibili vengono perpretate anche da aziende ben più piccole di Microsoft. Ho visto software di pessima qualità venduti a cifre spaventose, ho visto addirittura piccole software house che vendevano gestionali con database criptati, impedendo di fatto al cliente l’estrazione e la gestione dei dati su software della concorrenza… ce ne sarebbero di cose da raccontare…

    Google invece è una società si servizi, se non esistesse internet molto probabilmente sarebbe un’agenzia di servizi e marketing. Dire che google non produce niente è limitativo, non è necessario produrre cose tangibili per produrre ricchezza.

    Sul fatto che l’Italia debba trovare una sua via e non imitare modelli esteri concordo, ma temo che qui non ci siano i mezzi per diventare leader nel settore tecnologico/informatico.

    [Rispondi a questo commento]

  14. Alessandro scrive:

    x Doxaliber
    Non ho fatto confusione, ho portato la tua citazione (anche se non l’ho scritto) perchè il mio discorso partiva dal fatto che viene esaltato un indiscutibile successo a scapito della nostra italietta dando spiegazioni raffazonate (secondo il mio punto di vista) e non vedendo che bravi che siano e certamente migliori di noi, anche nei paesi leader in Europa (vedi GB, F e D) non potranno mai nascere realtà come quelle che sono in USA. L’italiano medio sa di informatica solo per spedire SMS ed alcuni anche MMS, e si sentono “tecnologici” per questo, oppure molti altri come ALIEN8 che non accettano il lavoro e la genialità di ragazzi americani. Non è ridicolo? Dunque, l’Italia, si merita di essere agli ultimi posti in tecnologia più o meno avanzata e la colpa non è solo degli investimenti più o meno alti, ma anche della cultura del lavoro e del rispetto delle regole. Per il resto sono certamente d’accordo che dobbiamo investire più in ricerca e meno in materie letterarie.

    [Rispondi a questo commento]

  15. AndyCapp scrive:

    Curioso che il mio artico “Il cimitero dei consulenti” dopo migliaia di letture e molti mesi venga ancora letto e citato…
    Evidentemente qualcosa di vero devo averlo scritto ;)

    [Rispondi a questo commento]

Apri la Tua Mente

Esprimi il tuo pensiero...
ah, se vuoi essere riconoscibile dagli altri utenti procurati un gravatar!

Visite: 2,223,489 Visite ultime 24 ore: 6,810