Le Benedizioni di Benedetto
28 gennaio, 2009 - 8:10 di Daniela Tuscano
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In questi giorni non posso dedicarmi al blog come vorrei. Ed è un vero peccato, perché di cosette interessanti ce ne sarebbero parecchie, e sarebbe anche il caso di soffermarvisi un poco. Dacché, appunto, non mi è del tutto possibile, mi limito a qualche lapidario commento.
Innanzi tutto sul neopresidente Barack Hussein. Il quale, per aver semplicemente manifestato di voler rispettare la volontà delle donne che abortiscono (ché questo è il VERO senso dell’abolizione delle norme oscurantiste del suo predecessore W.) si è beccato le infiammate .

Conosciamo tutti a menadito la strenua battaglia d’un pugno di maschi celibi, misogini e saccenti contro le esecrande assassine che osano violare la legge divina e, soprattutto, la potestà dell’uomo sul loro corpo-contenitore. In nome della Vita, certo. Forse dovremmo rettificare con “integrità della stirpe”. Già. Perché non è forse ozioso ricordare che l’aborto era considerato un reato abominevole anche presso i fascisti e i nazisti. Quanto questi regimi proteggessero la vita umana è, o meglio dovrebbe, risultar chiaro a chiunque, comunque di questi tempi pare sia diventato opportuno ricordarlo.
Ma è evidente che qui si cerca, per parlar come si mangia, di “ciurlare nel manico”. L’aborto non è che un pretesto.
Il Vaticano è fortemente irritato per l’elezione di H., malgrado i verdi e ipocriti sorrisi. Tifavano per il repubblicano, antiabortista, antigay, antieutanasia, ché questi per la Chiesa di Ratzinger (non dico cattolica) sono gli autentici nemici da combattere. E, si badi bene: con questo atteggiamento i papisti non fanno altro che impedire fin dall’inizio ogni dibattito sereno e approfondito sui temi in questione. Ma, in verità, non gliene importa nulla.
Conta qualcosa se Barack Hussein vuol chiudere Guantanamo? Anche lì sono state stroncate vite umane, ma sembra che ai loro lamenti il Vaticano sia molto meno sensibile. Per non parlare degli altri argomenti toccati nel , dalla disoccupazione ai rapporti con l’Islam, che meriterebbero ben altra attenzione da quella che sto prestandovi io.

Ad ogni modo: all’approssimarsi della Giornata della Memoria, la Chiesa di Ratzinger (non dico cattolica) ha pensato bene di compiere, come ha scritto l’”Osservatore Romano”, un “atto di misericordia”. Strano atto davvero, perché per ottenere misericordia occorre quantomeno un pentimento, altrimenti il perdono è impossibile, “per la contradizion che no ‘l consente”.
Questi perdonati non pentiti sono i seguaci dell’ex scomunicato arcivescovo Marcel Lefebvre. Su Wikipedia qualche suo adepto ha stilato un’agiografia del sant’uomo(1), ma non è difficile reperire notizie “serie” sul suo conto. Il sig. Lefebvre (fra poco lo canonizzeranno sul serio, ma io continuerò a reputarlo scismatico), in nome della Tradizione pietrificata nel passato, era un fondamentalista. Considerava il Concilio Vaticano II opera del diavolo. Rifiutava l’ecumenismo, considerava “false” le altre religioni, perché tutti dovevano (devono: i suoi successori la pensano ancora così) convertirsi al cristianesimo. Tacciava d’eresia tutti i Pontefici dopo Pio XII. Ovviamente, da arcivescovo di Dakar, non mi risulta rifiutasse il colonialismo (tutt’altro); quanto agli ebrei, è altrettanto ovvio che si oppose con tutte le sue forze alla revoca della maledizione contro di loro, in quanto “deicidi”. E due anni prima di essere scomunicato, nel 1986, ricordo bene che orde di lefebvriani invasero Roma per contestare chiassosamente l’incontro di Giovanni Paolo II con l’allora rabbino capo della città, prof. Elio Toaff. Sorvolarono i cieli della capitale in elicottero gettando volantini nei quali si leggevano le seguenti parole: “Papa fermati, non andare da Caifa”.
E ricordo bene pure Ratzinger, i giorni immediatamente successivi alla scomunica di Lefebvre. “Quest’uomo ha molti meriti”, rifletteva sconsolato con la sua voce bianca, flebile, quasi aerea. Si capiva chiaramente che, fosse stato per lui, non avrebbe mai e poi mai cacciato da Santa Romana Chiesa questa perla d’uomo.
Ci ha pensato un po’, poi, diventato Papa, ha ritirato quella scomunica. Di sabato (il giorno sacro degli ebrei). Tra i “graziati” i vescovi Williamson, Fellay e don Davide Pagliarani. Ciò che soprattutto Williamson pensa sulle camere a gas e, in genere, sulla Shoah è degno di menzione. “Al massimo – ragiona Williamson – duecentomila o trecentomila ebrei morirono nei campi di concentramenti nazisti, ma le camere a gas non sono mai esistite“. Al massimo. Due o trecentomila, cosa volete che siano? Alla fine, si tratta solo di ebrei! Ma non è finita: secondo il giornalista di “Repubblica” che ha riportato la notizia, Williamson avrebbe fornito spiegazioni tecniche dettagliate, facendo notare l’ altezza e la forma secondo lui inadeguate dei camini e le porte che secondo lui non erano stagne, cioè non a prova di gas.
Altra perla: “L’antisemitismo può essere cattivo solo quando è contro la verità, ma se c’ è qualcosa di vero non può essere cattivo. Non sono interessato alla parola antisemitismo”.
Don Davide Pagliarani, rappresentante della Comunità qui in Italia, incalzato su Williamson ha così risposto al Tg2 di sabato sera: “Io non sono uno storico e delle camere a gas non mi sono mai interessato”.
Mons. Fellay, dal canto suo, afferma che lui alla Shoah crede, del resto “non si è trattato dell’unico genocidio della storia”, e si sa che per la Chiesa uccidere anche una sola persona è atto estremamente malvagio, ecc. Si può scommettere che un aborto farebbe fremere di orrore mons. Fellay molto più di sei milioni di luridi deicidi.
Questi sono i nuovi pastori d’anime della Chiesa ratzingeriana (non dico cattolica). Da sabato scorso “antisemitismo” non è più sinonimo di male assoluto; ne esiste infatti anche una versione buona. E non vengano a ciarlare che l’opinione “politica” (?) d’un singolo vescovo non conta nulla: conta, invece, e il Vaticano ha sempre dimostrato di badarvi moltissimo, specie quando si è trattato di schiacciare i teologi della liberazione e di lasciar solo mons. Romero (forse vale la pena di puntualizzare che nei confronti di questi ultimi non sono previste né riconciliazioni, né misericordia, né pubblici abbracci, ecc.).
Post scriptum. Barack in arabo significa “Benedetto”. Ma le analogie tra il presidente americano e il papa tedesco si fermano qui. Grazie a Dio (che naturalmente, in tutto questo discorso, non c’entra nulla).
Le Benedizioni di Benedetto è di
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Note
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Giusto per curiosità
di può essere perplessi bei confronti dell’aborto senza essere considerati “cattolici romani, misogini, saccenti, fascisti o nazisti”?
grazie
Certo che si può esserlo, infatti avevo aggiunto: “E, si badi bene: con questo atteggiamento i papisti non fanno altro che impedire fin dall’inizio ogni dibattito sereno e approfondito sui temi in questione”.
Ma, naturalmente, sono subito stata scambiata (da un maschio, of course) per un’allegra sostenitrice dell’aborto “a prescindere”, quando la mia palese intenzione era far notare lo scandaloso divario tra la severità incrollabile con cui si colpiscono le donne che commettono questo “omicidio” (contento?) e la grande, grandissima indulgenza con cui si riaccolgono, senza pentimento da parte loro, antisemiti convinti, si onorano di funerali religiosi i mafiosi (per cui non esiste neppure un documento di scomunica, mentre per chi abortisce sì), i vari dittatori (Pinochet, ecc.), ma li si nega a Welby, si continua a tenere sepolto in San Pietro il boss della Magliana.
Precisato quello che era inutile precisare, faccio presente che intendo soffermarmi solo sul REALE contenuto del mio articolo, non sulle querimonie aborto sì/aborto no, donne assassine e preti alfieri della Vita, ecc.
QUI SI STA PARLANDO DI UN ALTRO TEMA. INTENDO AFFRONTARE QUESTO. E TROVO ALLARMANTE CHE QUALCUNO, ANCHE DA QUI, INTENDA SPECIOSAMENTE POLEMIZZARE SU ARGOMENTI SECONDARI IN UN’ORA COSI’ GRAVE PER IL NOSTRO VIVERE CIVILE.
Grazie
Calma,
era una curiosità e non una polemica.
Quando si usano toni così determinati ci si deve aspettare delle reazioni di perplessità.
Il post è molto interessante, ma fare una domanda non è un peccato e non può essere scambiata per polemica a prescindere.
Per la precisione l’account di “staff” è utilizzato genericamente da uomini e donne. Partire dal presupposto che a scrivere quella cosa sia stato un maschio potrebbe essere considerato pregiudizievole.
Non ti allarmare, per favore. Nessuno vuole speciosamente polemizzare, ma solo parlare con te.
da donna dico che nn si puo essere calmi dopo secoli di oppressione maschilista, che ancora serpeggia abbondantemente nella nostra società, anche se in linea di principio sono contraria all’aborto in alcuni casi mi sembra proprio necessario e nn venitemi a raccontare che un embrione è già vita, io ci credo ma siamo certi che ogni giorno facciamo qualcosa che nn ferisca la sensibilità nn danneggi la vita di un nostro vicino? tutto e vero, tutto e il contrario penso che ogni uno debba scegliere in propria coscienza, il resto del mondo impari a farsi i fatti propri, dato che questo mi sembra proprio un tempo fatto solo per impiccioni e spioni, cerchiamo solo di essere civili ed educati quando usciamo di casa(anche dentro possibilmente), e pensiamo che una donna se decide x l’aborto forse e la cosa migliore io stessa, nn sarei dovuta nascere , x un tentato aborto fallito, sono nata ma ogni giorno x mille ancora sceglieri di nn nascere x tutte le difficolta che la vita mi ha dato, x un conto che sembra nn avere mai fine, xche sono nata in un posto sbagliato era molto meglio nn esserci nn bisogna essere attaccati alla vita a tutti i costi e da stupidi, la vita è effimera fuggevole, e breve poi tutto torna nell’oblio, nel silenzio solo questo e reale……………..e ancora sembra nn voler esserne consapevoli
Post scriptum. Per la cronaca, io sono cattolica. So che questo sconvolgerà qualche anima bella, potete sempre farmi scomunicare dai lefebvriani se volete.
beh, ora che lo hai detto credo proprio che ci metteremo in contatto con il pio consiglio lefebvriano di scomunica. Sempre che esista …
Bellissimo articolo. Grazie
Eccellente articolo, a mio avviso. Complimenti
La cosa che mi strabilia è che, da parte dei quattro (ex?) vescovi lefebvriani, ancora oggi, dopo tutte le polemiche, non si sia spesa una sola parola di scuse al popolo ebraico, anche fossero stati SOLO due o trecentomila quelli morti nei lager (dove – come noto – non esistevano camere a gas ma solo docce per l’igiene personale dei detenuti).
A proposito dei lager, ho scoperto solo ieri un documento a mio avviso eccezionale, che mi permetto di segnalare a coloro che non lo conoscessero.
Grazie, ho sparso la voce.
ratzinger sta uscendo allo scoperto in maniera decisamente convinta.
fino ad ora pensavo di avere a che fare “solo” col peggior papa degli ultimi 60 anni; però devo ricredermi, è molto peggiore di quanto pensassi.
grazie daniela per questa testimonianza
E’ di cattolici come Daniela che c’è bisogno. Dentro la chiesa cattolica come fuori.
Faccio una precisazione. Nel post sembra di capire che i vescovi lefebriani siano tornati nella chiesa cattolica, ma non è così. Anche molti media hanno riportato la notizia in questi termini, ma non è così. Togliere la censura della scomunica non equivale a considerare questi personaggi dei vescovi cattolici, infatti continuano a non esserlo. Appartengono ad una Fraternità che non è in comunione con la chiesa cattolica. D’altra parte la stessa cosa vale anche per i protestanti, gli anglicani e gli ortodossi: si appartiene a confessioni cristiane diverse, ma non c’è alcuna scomunica. Le dichiarazioni di Williamson non lasciano alcun dubbio: è un antisemita. Williamson non è un vescovo della chiesa cattolica, ma della Fraternità San Pio X.
Grazie per la precisazione. In effetti il modo con cui è passata la notizia lasciava intendere diversamente le cose.
In un certo senso, però, pur con il massimo rispetto per il perdono che è parte integrante del messaggio cristiano, rimane una certa perplessità per l’opportunità politica di una scelta di questo tipo in questo preciso momento.
Questo sapendo benissimo che tempi e modi vengono sempre scelti da Roma con grandissima attenzione.
Già. La notizia è cascata in un momento inopportuno. Questo per certi versi potrebbe dimostrare la buona intenzione del Papa, che, se avesse fatto un vero calcolo politico, non avrebbe ritirato la scomunica. La sua preoccupazione non è politica ma di natura intraecclesiale (e nella nota vaticana viene detto che per una vera comunione è necessario che la Fraternità debba ora fare dei passi in avanti, accettando il Vaticano II e temi come il rispetto della libertò di coscienza che il Concilio ribadì).
Certo chi doveva dare dei buoni consigli non l’ha fatto. Peraltro, questo ha permesso di ascoltare ieri una nuova precisazione del papa contro il negazionismo e il riduzionismo.
Aggiungo un dato, certamente opinabile. I rapporti con Israele da qualche settimana sono molto tesi per la situazione di Gaza. Non sono piaciute le parole del Papa, ma ancora di meno la dichiarazione del Cardinal Martino che ha parlato di Gaza come di un campo di concentramento a cielo aperto.
Qui c’è una questione politica.
Ora, io credo che nessuno di noi se critica il comportamento dello stato di Israele sulla questione di Gaza sia per questo contro Israele o ancora peggio contro gli ebrei. Personalmente credo che l’olocausto sia la più grande tragedia che abbia mai ferito l’Europa. Allo stesso tempo soffro moltissimo per la situazione mediorientale, sentendomi paradossalmente vicino (ma in fondo perchè?) sia a chi vuole uno stato palestinese autonomo sia alla libertà di esistere di Israele. E ci sono palestinesi e israeliani (inascoltati) di buona volontà che lavorano per questo.
Grazie per lo spazio dato!
Fandonie. Williamson è tornato in seno alla Chiesa CATTOLICA. Non meniamo il can per l’aia. Non è un ortodosso né un protestante, non confondiamo rispettabili confessioni religiose con questa setta antisemita (il problema non è solo Williamson, quante volte devo ripeterlo?). Esistono diverse confessioni cristiane: quelle sopra menzionate, appunto (i protestanti hanno miriadi di “costellazioni”), quella cattolica (anche di rito orientale), gli anglicani, i quaccheri, ma la “confessione San Pio X” non s’è mai sentita da nessuna parte, semplicemente perché NON ESISTE. E del resto non è chi non veda come affiancare questi individui a quelli che un Papa dimenticato (e dai lefebvriani considerato scismatico) come Paolo Vi chiamava “fratelli separati” sia a dir poco una vergogna.
Ma, dicevo: il punto non è Williamson. Quest’ultimo è stato soltanto più esplicito. Tanto è vero che oggi ne è saltato fuori un altro: il prete di Bossi e di Karatossidis, per giunta di origine ebraica come Weininger, secondo cui le camere a gas sono sì esistite, ma servivano “PER DISINFETTARE” . Fra l’altro dalle pieghe del suo pensiero sono riuscita a scorgere un messaggio diabolico: “…Ma bisogna capire che tutto il tema dell’Olocausto si colloca a un livello di molto superiore rispetto alla questione di sapere se le vittime sono morte a causa del gas o per altri motivi”. Cosa intende il prete con “livello molto superiore”?
Questo: secondo la teologia preconciliare, gli ebrei sono gli assassini di Gesù Cristo. Di conseguenza, le persecuzioni cui sono stati soggetto non possono essere interpretate che come segno dell’ira divina. Tale era la convinzione di molti religiosi anche di gran prestigio del passato, tra cui il celebre padre Gemelli.
Tale è pure la convinzione del prete lefebvriano, e non solo di costui, ma di TUTTA la cosiddetta “fraternità” (dove mai si va a cacciare la fraternità!) San Pio X. Puntando sull’ignoranza di cose religiose e cercando di far presa con un linguaggio al tempo stesso arcano e sacrale, costoro mirano a trasmettere un simile messaggio. E ci riusciranno, grazie all’appoggio papale e al fatto che la società non è più cristiana da molto tempo, ma soltanto clericale. Ed ecco i risultati. Loro sono furbi ma io non sono scema.
Però sono sola. E ho paura. Loro mi fanno tanta paura. D’altro lato, ieri il presidente della Camera ha definito “abominevole” il negazionismo, ancor di più se proveniente da religiosi. Indubbiamente Ratzinger ha compiuto un miracolo impensato: far apparire Gianfranco Fini, l’erede diretto d’un partito fascista, un perfetto democratico. In effetti, più a destra di Ratzinger è impossibile immaginare alcunché.
@ Daniela
Cito direttamente dal Decreto:
“Con questo atto si desidera consolidare le reciproche relazioni di fiducia e intensificare e dare stabilità ai rapporti della Fraternità San Pio X con questa Sede Apostolica. Questo dono di pace, al termine delle celebrazioni natalizie, vuol essere anche un segno per promuovere l’unità nella carità della Chiesa universale e arrivare a togliere lo scandalo della divisione. Si auspica che questo passo sia seguito dalla sollecita realizzazione della piena comunione con la Chiesa di tutta la Fraternità San Pio X, testimoniando così vera fedeltà e vero riconoscimento del Magistero e dell’autorità del Papa con la prova dell’unità visibile.”
qui il lnk dove trovare il testo completo:
I vescovi di questa fraternità non sono dentro la chiesa cattolica. E’ semplicemente un fatto canonico. Ripeto: si può assolutamente dissentire con Williamson e tutti gli altri che hanno posizioni aberranti. E capisco il malumore di molti credenti e non per la scelta del papa.
Starei attento però a non trarre delle considerazioni troppo dirette sulle posizioni di Ratzinger in materia. Ad es. in alcuni siti tradizionalisti non è piaciuto per niente il tono che Benedetto XVI ha usato nei confronti del nuovo Patriarca di Mosca (com’è noto per i tradizionalisti spesso l’ecumenismo è fumo negli occhi) nel telegramma di augurio inviato ieri (qui il link: ). Nel telegramma il Papa esprime intenzioni di collaborazione che fanno già rabbrividire gli ultrapapisti. Alcuni pregano perchè non ci sia mai alcun incontro sereno tra il Patriarca di Mosca e il Papa (sarebbe una cosa troppo di sinistra?)
Ah beh certo don Mario, i “tradizionalisti” (curioso eufemismo, se fossero di fede islamica come li chiameremmo?…) vorrebbero tornare ipso facto alle Crociate e al rogo delle streghe, vietare alle donne persino il miserrimo lettorato in chiesa, ecc. (lo insegnava proprio il loro amatissimo Pio X: che la piasa, che la tasa, che la staga in casa). Lo desidererebbe tanto anche Ratzinger stesso, solo che non può farlo tutto d’un colpo – ma le cose stanno procedendo con molta velocità -. Cosa significa, scusa? D’accordo, non sono dentro la Chiesa cattolica. Allora dove stanno? Non si tratta d’una domanda retorica, voglio proprio capire. Dove stanno? Posto che non possono esser considerati né ortodossi né protestanti ecc., dove stanno?
Se li si definisce una setta, allo stesso modo di Scientology o di qualsiasi altro gruppuscolo non cristiano che non mi pare sia scomunicata, va bene. Oddio, mica mi va tanto bene, visto che questi sono stati perdonati PRIMA che si pentissero e ancora non hanno dato il benché minimo segno di ravvedimento (non a caso ho citato il famoso verso di Dante a proposito di Guido da Montefeltro). Ma mi va “bene” nel senso che se si tratta di ritenerli una delle innumerevole accozzaglie di svitati contenti di blaterare idiozie fra di loro, liberi di farlo (finché sono su questa terra; poi ci penserà il diavolo).
Ma, per questo, non occorreva alcuna revoca della scomunica, alcun gesto di pace, alcun sorriso o atto di fiducia. D’altra parte, e anche di ciò parlavo nell’articolo, perché il Papa non ha mai revocato la scomunica ai teologi della liberazione, alcuni anche ammazzati dai regimi dittatoriali di destra apertamente sostenuti dal Vaticano?
Questo “Papa” che fa una cosa di sinistra? Verrebbe proprio da ridere, se non ci fosse invece da piangere! Ma non è una questione politica, naturalmente.
Ha parlato col patriarca di Mosca! Che conquista, che progresso! Non gli ha dichiarato guerra, non si è ricreato lo scisma del 1054. Ha auspicato collaborazione! Che apertura mentale, che inaudito prodigio! Davvero, voi preti siete impagabili nei sofismi. Impagabili. (Fra l’altro si sa benissimo che l’intesa col patriarcato verte soprattutto a un’alleanza contro quelli che per Ratzinger sono i veri nemici, omosessuali, relativismo, aborto, ecc. ecc. Il mio linguaggio non è paludato. Io dico ciò che penso, posso ancora farlo, credo.)
Se penso a Giovanni XXIII… se penso al suo carisma profetico… se penso a quel Concilio rinnegato, cassato, cancellato, schiaffeggiato, e proprio nel suo anniversario… Noi ci eravamo fidati di voi preti, ancora una volta… e ancora una volta ci avete ingannati. Mai avrei pensato, alle soglie del 2010, di occuparmi ancora di Lefebvre, un lemure del Medioevo che ululava al cielo quando io ero poco più d’una bambina.
Un’altra cosa. Il Vaticano, con un gesto di misericordia infinita negato a tanti altri poveri Cristi, ha riaccolto quella setta antisemita auspicando però una piena comunione con la Chiesa. Che finora non c’è, evidentemente. Però li si è perdonati ugualmente. Allo stesso modo, se un semplice fedele non crede all’infallibilità papale in materia di fede e di costumi (e di altro), sono certa che verrà atteso pazientemente e paternamente dal Santo Padre. Se un semplice fedele non riconosce il Vaticano I, che emise quelle disposizioni, non importa nulla. Quindi va benissimo non crederci. O il perdono preventivo è un privilegio spettante solo ai meritori lefebvriani?
Be’ Daniela, il tuo pensiero è molto lucido. E si sente che parli anche con il cuore.
Dopo di che credo che le nostre argomentazioni siano avvantaggiate dalla chiarezza e dalla precisione.
I lefebriani sono un gruppo scismatico.
Non mi risulta alcuna scomunica di teologi della liberazione (ad es nel caso del teologo sobrino vengono condannate alcune sue tesi, ma non c’è una scomunica del teologo).
Non capisco perchè leggi la possibilità di una distensione dei rapporti con il patriarcato di Mosca come una sorta di macro alleanza nel segno del potere. Veramente solo questo?
Grazie per questo scambio di idee. A presto!
Insomma, don Mario, giochiamo a non capirci. Se i lefebvriani sono un gruppo scismatico (e lo sono, per me sono pure peggio, ma lo sai già) che bisogno c’era di perdonarli impenitenti? Non potevano restare dov’erano? E’ tollerabile condividere la stessa casa con degli antisemiti notori? Voi preti, per la maggior parte, evidentemente sì. Ma la cosa non mi stupisce. Non mi fido più di voi. Ho paura di voi, l’ho detto. Certo, qualche eccezione c’è, e la riporto qui sotto (ti risponderà lui per me, se noterai le argomentazioni sono le stesse mie, pur se lui si spiega meglio, per forza, è un biblista…) ma io parlo appunto della maggioranza. Ma dài! E’ contro ogni logica (“…forse tu non pensavi ch’io loico fossi!”) condividere la stessa casa con dei filonazisti. Lo capisce anche un bambino. Per me il discorso è chiuso. Lascio la parola ai cristiani di base (e che si svegliassero!!!), e a don Paolo Farinella.
P.S.: Visto che i lefebvriani si ostinano a rifiutare e anzi considerano demoniaco il Vaticano II, ti avverto che io non accetto il Vaticano I. Non penso affatto che il “Papa” sia infallibile in nulla, specie in materia di fede e di costumi (dove, peraltro, ha dimostrato di sbagliare molto spesso, però continua a fare di tutto per impedire agli Stati di darsi una legislazione più civile, l’ultima “sparata” – è proprio il caso di dirlo – è stata l’empia e odiosa perorazione contro la depenalizzazione dell’omosessualità, accampando poi pretesti ancor più assurdi e detestabili). Naturalmente sono da considerare una cattolica a tutti gli effetti, perché, se ognuno fa il cavolo che vuole, e crede ciò che gli pare – come i lefebvriani – ebbene, lo faccio anch’io. Anche se, per voi, figlia di Eva tentatrice, sono comunque (ancora) libera di decidere con la mia testa. E, rispetto a quegli zitelloni repressi che mi vorrebbero sul rogo, sono pure più bella – non ci vuol molto, in verità -.
Il papa, i lefebvriani, il concilio
di don Paolo Farinella
Il papa è ancora cattolico?
Dovrei provare soddisfazione nel dire «lo avevo detto», invece provo amarezza e rabbia. Il 14 settembre 2007, opponendomi con tutte le mie forze all’introduzione della Messa preconciliare voluta dal papa attuale, scrissi in 24 ore un libretto (Ritorno all’antica Messa, Gabrielli Editore) in cui mi dichiaravo obiettore di coscienza e mentre tutti giocavano sul folclore della «Messa in latino» dimostravo che l’obiettivo esplicito del papa era l’abolizione del concilio ecumenico Vaticano II. Qualcuno parlò di esagerazione. Oggi gli increduli di allora ne hanno la prova provata e spero che nessuno riduca ciò che sta accadendo a meri fatti interni alla Chiesa che non interessano il mondo laico.
a) Il ritorno all’anticoncilio
L’abolizione della scomunica ai quattro vescovi scismatici lefebvriani è uno stupro compiuto dal papa contro la Chiesa perché di sua iniziativa sancisce e definisce che il concilio Vaticano II non è mai esistito. Il papa infatti non chiede ai lefebvriani un atto previo di adesione al magistero del concilio come condizione per l’abolizione della scomunica, ma li riammette semplicemente come se niente fosse successo, schierandosi contro due papi che li sospesero a divinis (Paolo VI) e li scomunicarono come scismatici (Giovanni Paolo II). O i lefebvriani erano scismatici o il papa che li scomunicò compì un atto illecito, visto che le condizioni della scomunica non sono mutate.
Oppure sbaglia, e alla grande, il papa di adesso. Lo stesso giorno dell’abolizione della scomunica (24 gennaio 2009), il capo degli scismatici, Fallay in due distinti comunicati ai suoi seguaci scrive:
«Noi siamo pronti a scrivere col nostro sangue il Credo, a firmare il giuramento anti-modernista di Pio X, facciamo nostri e accettiamo tutti i concili fino al Vaticano I. Nello stesso tempo non possiamo
che esprimere delle riserve riguardo al concilio Vaticano II, un concilio «diverso dagli altri». In tutto ciò, noi manteniamo la convinzione di restare fedeli alla linea di condotta indicata dal nostro fondatore, Monsignor Marcel Lefebvre, di cui ora aspettiamo la pronta riabilitazione … Allo stesso modo, nei colloqui che seguiranno con le autorità romane, vogliamo esaminare le cause profonde della situazione presente e, nel trovare il rimedio adeguato, giungere a una restaurazione solida della Chiesa. … La nostra Fraternità desidera potere aiutare sempre di più il papa a porre rimedio alla crisi senza precedenti che scuote attualmente il mondo cattolico … Siamo anche felici che il decreto del 21 gennaio 2009 ravvisa come necessari «incontri» con la Santa Sede; questi incontri permetteranno alla Fraternità Sacerdotale San Pio X di esporre le ragioni dottrinali di fondo che ritiene stiano all’origine delle difficoltà attuali della Chiesa. In questo rinnovato clima, noi abbiamo la ferma speranza di giungere presto al riconoscimento dei diritti della Tradizione cattolica» (Menzingen 24 gennaio 2009. Bernard Fellay).
b) Qualcuno mente spudoratamente
Coloro che parlano, come la Sala Stampa vaticana e il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, di gesto di clemenza e di magnanimità del papa, mentono sapendo di mentire, perché sanno troppo bene che i problemi sono dottrinali e riguardano una sola questione: «Il concilio Vaticano II è un concilio almeno come gli altri, la cui accettazione è essenziale per essere cattolici, oppure è ad libitum, a discrezione cioè della sensibilità di ciascuno, essendo solo un conciliabolo per pochi intimi?». Come conciliare le affermazioni del capo dei lefebvriani che lo stesso giorno dell’abolizione della scomunica dichiara pubblicamente che non accetteranno mai il concilio Vaticano II e il suo magistero per «ragioni dottrinali di fondo»?
Non vi sono alternative: o mente il papa o mente il capo dei lefebvriani o mentono tutti e due. Se i lefebvriani possono archiviare e disprezzare un concilio ecumenico, è lecito ad un cattolico, restando cattolico, rifiutare per motivi dottrinali il magistero di Benedetto XVI ritenuto lesivo per la fede cattolica?
Se i lefebvriani possono essere riammessi nella Chiesa cattolica senza dovere contestualmente accettare il magistero di un concilio ecumenico, perché il papa non compie lo stesso «gesto di misericordia» verso quei cattolici che sono stati buttati fuori dalla Chiesa per «eccesso di progressismo», colpevoli di considerare il concilio un’assise incompiuta? Che posto occupano nella chiesa i teologi e teologhe della liberazione perseguitati, vilipesi e cacciati? Se il concilio non è determinante, perché usare due pesi e due misure?
Posso esigere che le mie posizioni teologiche diametralmente opposte a quelle dei lefebvriani debbano avere la stessa cittadinanza nella chiesa ponendo fine così ad un ostracismo ed isolamento che dura da oltre un quarto di secolo? Dal momento che si stanno avverando tutte le «profezie» che scrissi nel 2007 e ancora prima, non è il caso che il vescovo chieda scusa e mi restituisca quella dignità di cattolico a tutto tondo che io credo di meritare?
Dal mio punto di vista anticipo e prevedo (come si suole dire in diritto: nunc pro tunc) che la prossima mossa di Benedetto XVI sarà la dichiarazione che la Messa tridentina dovrà considerarsi «forma
ordinaria» e la Messa riformata di Paolo VI «forma extraordinaria» per giungere nel ragionevole tempo di una decina d’anni alla sua abolizione e ripristinare il clima tridentino per andare alla riscossa del mondo moderno con le truppe cammellate dei tradizionalisti, combattenti fidati per restaurare la Christianitas medievale.
c) L’antisemitismo come fondamento teologico
Uno dei vescovi scismatici e sospesi a divinis, tale Richard Williamson ha avuto l’ardire di negare l’olocausto la vigilia della sua riammissione nella comunione cattolica che per gentile concessione del papa, coincideva con la vigilia della giornata della memoria della Shoàh. Nulla avviene per caso e tutto ha un senso e una simbologia.
Dopo le reazioni dentro e fuori la Chiesa, il Vaticano, la Cei e chi più ne ha più ne metta, si sono arrampicati sugli specchi per tentare di fare quadrare il cerchio, senza rendersi conto che chi nasce quadrato non può morire rotondo. Per i lefebvriani l’antisemitismo è una nota caratterizzante la loro teologia per la quale gli Ebrei sono «deicidi» e lo sono per l’eternità, a meno che non si convertano e riconoscano Gesù Cristo come loro Messia e Dio. Nella lettera di scuse inviata al papa dall’altro compare e capo dei lefebvriani, Bernard Fellay, si chiede perdono al papa, ma non al popolo giudaico e a tutti i morti ebrei nei campi di concentramento e per mano nazi-fascista. La pezza è stata peggio del buco. I lefebvriani rifiutano di sana pianta il documento conciliare «Nostra Aetate» in cui al n. 4 si parla della religione ebraica in termini positivi e si rifiuta per la prima volta il concetto di «deicidio» come colpa di tutto il popolo d’Israele, ma lasciandone la responsabilità solo alle «autorità ebraiche con i loro seguaci» del tempo di Gesù (n. 4/866).
d) I papi sbagliano
Nella Chiesa cattolica, da un punto di vista cattolico, non possono coesistere i lefebvriani e il concilio Vaticano II. Se entrano i primi deve uscire il secondo e se resta il secondo, non possono entrare i primi. A mio avviso, infatti, i nodi dovranno ancora venire al pettine e questa riconciliazione porterà molta più frattura di quanto si possa immaginare. Prego che il papa torni suoi passi e riprenda la fede cattolica che ha abbandonato consapevolmente sulla soglia della Fraternità lefebvriana. Diversamente ci sentiamo dispensati dal riconoscere la sua autorità, come i lefebvriani hanno rifiutano e rifiutano l’autorità di Giovanni XXIII, Paolo VI e in parte di Giovanni Paolo II. Tutto ciò dimostra che la confusione regna ai vertici della Chiesa cattolica e la prova che spesso anche i papi infallibilmente sbagliano. Enormemente.
Paolo Farinella, prete
Ciao Daniela
sinceramente questo passo non mi è chiaro
Essere cattolici non vuol dire accettare acriticamente una serie di dogmi tra i quali l’infallibilità papale?
Non è più corretto definirsi cristiani? Che cosa è il cattolicesimo senza il riconoscimento dell’autorità del Papa e dei Vescovi?
Grazie in anticipo
No. Cattolico significa “universale”, non “pecorone”. Io non lo sono mai stata, ma ho sempre cercato di capire e di approfondire il discorso sull’insegnamento del Magistero, evitando gli opposti estremismi di chi si aggrappava a ogni singola lettera (un mio precedente scritto contro il fondamentalismo lo dimostrava) e di chi rifiutava per partito preso, senza nemmeno conoscere con precisione l’argomento in questione.
In quel passo, comunque, non alludevo al mio specifico caso, ma seguivo la semplice, pura logica. Poiché i lefebvriani sono rientrati nel seno di Santa Romana Chiesa (e vi sono rientrati, malgrado i bizantinismi di don Mario vogliano far credere l’opposto) sbattendosene altamente di quel Magistero, anzi dichiarando in molteplici occasioni che il Vaticano II è sbagliato – il loro fondatore lo definiva “demoniaco” -, conseguenzialmente io asserivo che, da questo momento in poi, anche gli altri cattolici possono strainfischiarsi delle ingiunzioni “papali”, dei suoi anatemi, delle sue ingerenze in campo politico (e a quelle avrebbero dovuto opporsi da subito, in verità), delle sue discettazioni sul preservativo, sull’aborto, sul sesso degli angeli e altre amenità di cui amano molto occuparsi questi maschi solitari e ringhiosi.
Quanto all’ultima domanda, certo che sarebbe più corretto definirsi cristiani. Ma io insisto sul cattolico, e il perché era contenuto nell’ultima frase del mio articolo: Dio, in tutta questa faccenda, non c’entra proprio nulla. Figurarsi quel povero ebreo (perché era ebreo, ebreo, EBREO, non tedesco o francese o ARIANO come amano concepirlo questi pastori ciechi, sepolcri imbiancati!) di Gesù.
Questa gente non è cristiana. Infatti li stanno seguendo degli atei, per non dir miscredenti, che dell’uomo di Nazareth e del suo messaggio non sanno che farsene, però provano grandissima simpatia per la Chiesa intesa come struttura gerarchica per mantenere l’ordine costituito. La Chiesa di Ratzinger (e dei lefebvriani) va bene a Pera, a Ferrara, alla Binetti – bigotta ed estremista, non religiosa -, a individui di questa buccia.
Sai cosa affernava un altro miscredente devoto, Benito Mussolini? “Io non sono cristiano, sono cattolico”. E quinci sian le nostre viste sazie.
di non essere più cattolica proprio non se ne parla neanche?
Ci ho pensato e tuttora ci sto pensando, Charlie. In effetti, ti confesso che questa è la più grande tentazione che sto attraversando.
Domani, a Messa, il prete reciterà, dopo l’elevazione, la formula “…in comunione col nostro ‘Papa’ Benedetto XVI…”. Ma io non mi sento in comunione con lui. Per me è ora insoffribile andare a inginoocchiarmi in una Chiesa dove il suo rappresentante supremo ha riammesso dei bestemmiatori antisemiti.
Ho, sì, pensato di cambiare confessione religiosa. Il fatto, però, è che se chiedo di diventar p. es. valdese non sarei sincera, perché pur rispettando e apprezzando tutte le confessioni (quelle VERE, non la “fraternità” Pio X), ai cui riti ho spesso partecipato, nella cattolica sono cresciuta e alla cattolica sono legata per convinzione (provengo da una famiglia laica).
Andarmene? Loro lo vorrebbero, certo. Di sicuro, a me non ne mangiano da molti anni. L’otto per mille lo destino ai valdesi da quando c’è Ratzinger. Posso evitare la Messa, seguire altri riti cristiani, e molto probabilmente è quello che farò per non essere confusa coi lefebvriani. Ma uscire dal cattolicesimo… Perché? Non sono io che mi sono posta al di fuori. No?
è vero, sono i “fraterni” ad essere stati scomunicati, non tu.
capisco il tuo pensiero, quand’ho attraversato la mia fase critica verso il cattolicesimo non ho cercato un’altra religione semplicemente perché non sarei stato coerente (tu dici, più efficacemente, “sincera”). Perciò ho detto tanti saluti e a mai più, per coerenza.
l’ateismo e l’agnosticismo consapevolmente definiti sono arrivati dopo, moooolto dopo
Sul mio blog ho parlato diffusamente della Palestina e dei pacifisti israeliani e palestinesi. Non l’ho fatto qui perché il tema era UN ALTRO. Non cerchiamo quindi di dare una giratina al discorsoe far passare gli israeliani come mostri feroci e senza scrupoli, servi degli americani, ecc. Il presidente Napolitano è stato molto chiaro. Qui non si sta affrontando un argomento diverso. Si resti su quello.
@ Daniela
Ancora oggi arrivano dichiarazioni scandalose da parte di personaggi lefebvriani. Che dire? Ne sono nauseato. Il mio primo intervento nasceva dal bisogno di fare alcune precisazioni. Credo che la precisione di un discorso permetta di mettere a fuoco un problema, dando maggiore lucidità ad un ragionamento. I 4 lefebvriani, pur essendo ritirata la scomunica, rimangono sospesi a divinis. E spero che ci rimangano. Tu argomenti ampiamente il tuo urto verso il papa. Don Paolo Farinella fa una profezia. Spero non si realizzi e credo che non si realizzi nella misura in cui i battezzati si impegnano per la ricezione del Concilio. Dici di aver paura e mi spiace. Ci tenevo a dire che questi non sono vescovi cattolici. Per me, prete cattolico, non è cosa di poco conto. Ritengo senza dubbio che non potrebbero essere ammessi in seno alla chiesa cattolica personaggi che rifiutino il concilio, la questione della libertà religiosa o che sostengano posizioni antisemite.
Detto questo, se ti faccio paura eviterò di rompere le scatole nei tuoi post.
Stammi bene!
Prete moderno…. internet e linguaggio molto “street” pur se educato… mi fai rimettere in discussione molto del mio personale giudizio sul clero.
Complimenti per vivere il tuo tempo in maniera completa.
Riporto le parole di mons. Fellay citate nella denuncia di don Farinella (che invito tutti a leggere, l’ho inserita più sopra):
“…noi manteniamo la CONVINZIONE di restare fedeli alla linea di condotta indicata dal nostro fondatore, Monsignor Marcel Lefebvre, di cui ora aspettiamo la PRONTA RIABILITAZIONE”.
Non è pertanto vero quanto asserisce don Mario, secondo cui i quattro lefebvriani “rimangono sospesi a divinis e spero ci rimangano”. Ci rimarranno il tempo utile per sopire il polverone mediatico, magari non si abbandoneranno più a certe uscite, se ne staranno buoni buoni (ma in combutta col “Papa”) a riparare, pian piano, a quegli “errori” di cui a sentir loro soffrono oggi la Chiesa e la società, naturalmente per colpa del Vaticano II e di quella maledetta libertà di coscienza, opinione, espressione, relativismo, modernismo (oh Dio! Ancora di modernismo siamo costretti a occuparci!) che tanto preoccupano sia loro sia Ratzinger.
Poi, proprio come auspicano, verranno pienamente riabilitati, assieme al loro successore, ché se così non fosse l’annullamento della scomunica sarebbe inutile. Lo ripeto, è di un’evidenza tale, che chiunque lo capirebbe, tranne chi non vuol capirlo. Il ritiro della scomunica non è un punto d’arrivo, ma l’inizio d’un percorso che porterà molto lontano.
(Va da sé che, mentre costoro sono stati perdonati senza nessun pentimento, resta la scomunica “latae sententiae” per le donne che abortiscono, e NON per i mafiosi. Che le sciagurate peccatrici quindi rammentino: il loro crimine è peggiore del nazismo e di chi scioglie i bimbi nell’acido, ma che poi sfila devoto alla processione in onore di Sant’Agata. Tanto, mica è una femmina…)
E per finire, ecco l’ultima chicca, le “scuse” del “vescovo” Williamson. Al “Papa” e al suo superiore. E leggiamo cosa dice:
Williamson chiede scusa a Vaticano per “sofferenze inutili”
Reuters – da 11 ore 3 minuti
CITTA’ DEL VATICANO (Reuters) – Richard Williamson, il vescovo lefebvriano che ha fatto scalpore con dichiarazioni negazioniste riguardo l’Olocausto, si è scusato oggi con Benedetto XVI per aver causato “inutili sofferenze e problemi”.
Non ha tuttavia ritrattato i suoi commenti, che ha definito “imprudenti” in una lettera pubblicata oggi sul suo blog e inviata al Vaticano due giorni fa. Williamson aveva detto in un’intervista a un’emittente televisiva svedese di pensare che “le camere a gas non sono mai esistite” e che nei campi di concentramento nazisti non hanno perso la vita sei milioni di ebrei, bensì meno di 300.000. L’intervista, registrata in novembre, ha dato il via un’ondata di polemiche tra le comunità ebraiche e i cattolici progressisti, molti dei quali hanno dichiarato che queste dichiarazioni minavano un dialogo 50ennale tra Chiesa ed ebrei. Nella lettera indirizzata al cardinale Dario Castrillon Hoyos, incaricato per i rapporti tra la Santa Sede e il movimento scissionista tradizionalista, Williamson ha scritto: “In mezzo a questa tremenda bufera mediatica mossa dalle mie imprudenti dichiarazioni, Vi prego di accettare … il mio sincero rammarico per aver causato a Voi e al Santo Padre cotante inutili sofferenze e problemi”. Williamson, britannico, non ha menzionato l’Olocausto e non ha ripudiato i commenti, come richiesto da molti ebrei. Papa Ratzinger ha espresso la sua “piena e indiscutibile solidarietà” agli ebrei lo scorso mercoledì, cercando di smorzare le tensioni.
(Cioè: come se si permettesse a un ladro di rubare, di tenersi il malloppo ma poi lo si ammonisse amorevolmente che no, rubare è un reato. E, se proprio si vuol farlo, lo si faccia di nascosto, in modo PRUDENTE, che diamine! – nota mia).
Williamson è uno dei quattro vescovi riabilitati dalla scomunica lo scorso sabato dal pontefice. L’anatema, risalente a 20 anni fa e lanciato perché i quattro vescovi erano stati ordinati senza il permesso di Giovanni Paolo II, causò il primo scisma nella Chiesa della storia contemporanea, e la decisione di Benedetto XVI mirava a sanare le divisioni con il movimento lefebvriano.
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Chi si è posto fuori del cattolicesimo: io?…