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Le Ambizioni Femminili

26 agosto, 2007 di controcopertina  
Archiviato in La diversa Opinione, Vere Donne



canalistim.jpgQualche settimana fa, leggendo le notizie del giorno sulla pagina web del Corriere della Sera, una in particolare riesce a strapparmi un sorriso. C’è scritto infatti che il Financial Times accusa l’ Italia di essere il paese delle donne nude. Ci accusano in pratica di utilizzare donne affascinanti in pose provocanti e maliziose, di utilizzarle dovunque, nei programmi televisivi e negli spot, con l’ unico scopo di eccitare gli uomini, e quindi di aumentare lo share, di incrementare le vendite, di pubblicizzare un prodotto. Donne oggetto insomma.

Per cui gli inglesi si chiedono se: ” Davvero le italiane ritengono accettabile “vendere” quiz in prima serata stimolando i genitali maschili invece del cervello? “.
Siamo pure accusati di aver dimenticato il femminismo.
La realtà è che sono le giovani generazioni le prime a considerare come modelli da raggiungere le ragazze seminude che, per apparire in televisione, indossano abiti quasi invisibili, sorridono inevitabilmente senza dire mai niente, e che, come scopo nella vita, hanno quello di mettersi insieme al ricco di turno, facendosi possibilmente fotografare o intervistare dal primo giornalaccio che le scova. Donne che ambiscono a posare per un calendario. Però.

canalis.jpg

E sono sempre le stesse giovani donne che girano per le strade con indumenti che a definirli abiti viene ormai da ridere, cercando di mettere il più possibile in mostra il proprio corpo, che in televisione non si perdono una puntata dei Reality Show, i quali propongono come modelli di successo donne stupide, sexy, disposte a svendersi…
Sono questi i modelli propugnati dalla televisione, dai giornali, dalle riviste, dalla società, dalla moda.

La cosa più grave è che sono le stesse donne che, non solo accettano questi modelli, ma addirittura li approvano. Quando ragazzine di dodici o tredici anni si vestono nello stesso modo di donne che la sera per vivere battono il marciapiede, quando le scuole si trasformano in bordelli, qualcosa certamente non quadra; hanno il coraggio di chiamarla libertà di espressione. Se essere libere significa girare nude, sembrare stupide, essere un oggetto… d’ accordo. Bisogna però accettarne le conseguenze.

melita-toniolo.jpg

L’ Italia è un paese maschilista? Forse. E forse no. Qualche giorno fa su un quotidiano locale c’ era pubblicata una lettera molto interessante. Di una donna. Diceva che in Italia il 52% della popolazione è di sesso femminile e che se si volessero più esponenti femminili in politica basterebbe organizzarsi il minimo indispensabile. Ma forse sono proprio le donne a non avere fiducia in loro stesse. Credo che in parte sia vero.

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Comments

85 Risposte a “Le Ambizioni Femminili”
  1. Francamente scrive:

    E’ un serpente che si morde la coda.
    La televisione propina dei modelli che la gente segue perchè li vede in televisione e siccome sono seguiti la televisione continua a propinarli.
    Il giro vizioso va interrotto imparando a ragionare con la propria testa.
    Scuola, scuola dove sei finita?

  2. VOLTaire scrive:

    E poi dicono che l’uomo moderno è in crisi… Ma vogliamo parlare della donna moderna? Oh my God… Salvaci

  3. MenteCritica scrive:

    @Franca
    la scuola è finita in uno speciale che MC le dedicherà a settembre :-)

  4. GdA scrive:

    “Ci accusano in pratica di utilizzare donne affascinanti in pose provocanti e maliziose, di utilizzarle dovunque, nei programmi televisivi e negli spot, con l’ unico scopo di eccitare gli uomini, e quindi di aumentare lo share, di incrementare le vendite, di pubblicizzare un prodotto. Donne oggetto insomma.”

    Non capisco chi è più stupido:
    Se la donna che si spoglia e ci “guadagna”..
    o l’uomo che, mosso da bassi istinti, guarda e “spende”…

    In quanto ai giovani, pur essendo convinta che ognuno è responsabile della propria crescita (io per prima punterei sulla responsabilizzazione dei giovani)in età preadolescenziale non si è abbastanza forti da resistere a certi messaggi e stimoli se non si hanno accanto figure che, collaborando tra di loro, indirizzano il ragazzo verso scellte di valori esistenziali, di cose sentite e desiderate come un bene per sé oltre che per gli altri.
    Avete presente la storia del giovane gambero e del congro?

    Tranquillo Mc non la racconto!

    I miei commenti da oggi non supereranno le 15 righe!
    Pena..l’autodistruzione! :)

  5. GdA scrive:

    …Quindi le ragazzine/i di 13 anni non hanno “grandi colpe” (non ancora)..

    Se essere libere significa girare nude, sembrare stupide, essere un oggetto… d’ accordo. Bisogna però accettarne le conseguenze.

    Di grazia, quali sarebbero le conseguenze?

    Luna

  6. Adetrax scrive:

    Articoli come quello del Times mi inebriano.

    Ci sono delle frasi da incorniciare che rivelano il paradosso italiano, in cui si mescolano un background medio-orientale, es. relegando la donna a ruoli volutamente subordinati, oppure solleticando la sindrome dello sceicco indeciso davanti a uno stuolo di favorite (in cui vince quella che rimane piu` “impressa”), con un background stile neopagano in cui l’ostenzazione volgare e aggressiva del corpo femminile e` usata quasi come antidoto a qualsiasi ingabbiamento e regola incluse quelle del primo background.

    “But the difference, says Sergio Rodriguez, group creative director at Leo Burnett Italy, the ad agency, “is that in Italy when you don’t have to use women, you use women”. (you have to use women anyway otherwise you don’t sell).

    “In the UK or US, such tactics might inspire anything from headshaking and irritation to clear outrage.”

    “The problem is evident in both parliament and the boardroom. Italy came above only Cyprus, Egypt and South Korea in 48 countries surveyed by the International Labour Organisation for female share of legislators, senior officials and managers.

    NOTA: se il numero 48 e` vero, allora vuol dire che l’Italia e` 45 esima ed e` esattamente la posizione che occupa in un’altra indagine (trasmessa lun. 20 c.m. alle 21.45 su RAI-1 SuperQuark) fatta – con metodi un po’ discutibili – da un ricercatore canadese (ovvero di quel paese in cui spesso si puo` evitare di blindare le porte di casa) per MISURARE il RISPETTO delle REGOLE dei funzionari ONU a NY: prima Norvegia, poi i paesi confinanti, 45 esima l’Italia (ultima in Europa), per finire con Egitto e Nigeria.

    “Pain and suffering, motherhood and pasta, shuttered banks.” (il martirio delle donne italiane).

    “Female politicians appear on television in short skirts because they want to show that they are well-preserved and beautiful.” (so they will last longer :-)

    Ah, ah, ah, come sono modesti, forse non hanno ancora visto la Brambilla (che avra` provato lo “spacco” 10 volte davanti allo specchio prima di andare in TV) e poi che tempismo, solo qualche giorno dopo la notizia che le “rosse” si stanno estinguendo :-)

    Ilvio di cosa si sta` preoccupando poi, se non di reclutare donne che appaiono come la Brambilla e la sellerona ? (Spero solo che alla fine – magari d’accordo con Veronica – lo metteranno a nanna come si fa con i nonnini).

    D’altronde tutto il mondo e` paese negli anni ‘70 e ‘80 la Tatcher (con stivali e frusta) era assolutamente presente nei sogni proibiti di molti manager e uomini di potere (che “stomaco” …).

    l’Italia cerca di non essere maschilista, ma nei fatti non sempre ci riesce,

    Il valore del 52% di donne e` dovuto solo al fatto che i maschi muoiono piu` frequentemente per incidenti in eta` giovanile e soprattutto hanno minori aspettative di vita quindi benche` sia sicuro che il partito delle nonne o delle bisnonne potrebbe avere numeri interessanti, non penso che questo sia sufficiente per incidere nella vita politica del paese senza che avvenga un cambiamento culturale della base.

    Concludendo, quando si arriva alla compravendita del corpo vuol dire che si e` messi male; d’altronde finche` si usera` la TV come babysitter e come fonte informativa per bambini e adolescenti non ci si puo` aspettare che “questo”, e` una questione di “imprinting”.

  7. Serpico scrive:

    Non credo che le conseguenze che intenda siano “quelle” che intendi tu..
    Solo non essere considerate nient’altro che donne oggetto, tutto qui.

    Mhh. L’articolo è ottimo, però non credo che la causa siano le pubblicità con le donnine nude..
    Ma anni e anni di trasmissioni del moglio di CiccioBaffo, GF e di Mtv..
    Secondo me l’articolo andrebbe ampliato visto che di materiale ce ne.. purtroppo.. Non ultimo Corona e le gemelle K aka lo Sciacallaggio che si sta facendo di un omicidio.. Oppure la scuderia di Lele Mora alias L’Homino Bianco.. o trasmissioni come Buona Domenica e Lucignolo che portano alla ribalta personaggi come la Varone, la Gregoraci, Fiorani e Ricucci..
    Se per un\a giovane sono questi i modelli da seguire..
    Secondo me di materiale su cui discutere e ampliare l’argomento ce ne davvero tantissimo

    Anche noi nel blog di OdioStudio ne avevamo discusso..
    Infatti non a caso in una puntata di Lucignolo “approfittando come solo loro sanno fare” dello scandalo avevano risposto con un servizio sugli strip club di Londra.. Praticamente hanno travisato l’articolo in pieno..

    http://odiostudioaperto.blogspot.com/2007_07_01_archive.html

  8. Adetrax scrive:

    Aggiungo che non credo che le donne in genere NON abbiano fiducia in loro stesse, almeno fino a 20 – 25 anni sono “mediamente” piu` impegnate nello studio e piu` determinate dei maschi nel raggiungimento dei loro obiettivi.

    Le forze e il tempo a disposizione pero` non sono illimitati quindi alla fine accettano qualche compromesso. Credo che in questi casi la cosa importante sia quella di riuscire a fare piccoli ma mirati miglioramenti che possano essere adottati e utilizzati con profitto in tempi relativamente brevi.

    Ad esempio, quali sono le cose che mettono in difficolta` le donne quando diventano mamme ?

    1) La mancanza di condivisione dei carichi di lavoro famigliari con il marito / compagno.

    2) La mancanza di asili nido a breve distanza da casa o al limite dal posto di lavoro e soprattutto a prezzi accessibili (es. 50 euro al mese non 200, 300 o perfino 400).
    In questo senso solo qualche grande banca o industria (soprattutto estera) ha cominciato a creare – nelle nuovi sedi – degli spazi dedicati ai figli delle dipendenti.

    3) La mancanza di posti di lavoro part-time (5-6 ore gg.) con orario flessibile che si adattino alle esigenze di una famiglia con figli.
    Spesso sarebbe preferibile rinunciare a qualche centinaio di euro al mese piuttosto che condurre una vita frenetica e stressante.

    “Lavorare tutti per lavorare meno e meglio (con meno stress).”

    Se ci fosse piu` fiducia magari anche il telelavoro, ove possibile, potrebbe essere utilizzato piu` diffusamente di adesso.

    4) ecc.

    E` chiaro che finche` persisteranno questi ed altri problemi, quelli della presenza femminile svestita nelle pubblicita` resteranno problemi assolutamente irrilevanti o per meglio dire saranno anche il naturale effetto indiretto dei sopracitati problemi.

    @Serpico + autore articolo
    Per quanto riguarda il materiale extra, posso aggiungere ulteriori spunti “sui generis” sotto-forma delle seguenti associazioni mentali causa-effetto.

    Ci sono tanti ruoli che si possono svolgere in TV: comparsa, velina, cantante, spalla, intrattenitrice, giornalista, conduttrice, ecc. e il bello e` che si possono anche fare tutti nella propria carriera, basta scegliere i ruoli adatti per ogni eta`.

    Nel mondo della TV girano tanti soldi. Chi compare regolarmente in TV e` pagato tanto. I personaggi dello spettacolo che compaiono nelle pubblicita` sono sicuramente pagati bene; se un’azienda paga tanto per una pubblicita` allora si assume che sia o prossima al tracollo o assolutamente sicura del suo prodotto: noi siamo “buoni” e scegliamo sempre la seconda assunzione.

    Ragionamento aziendale-pubblicitario: l’italiano medio mediamente capisce poco o niente di comparazioni oggettive, di valori tecnici, di sicurezza, di durata, ecc. (almeno non inizialmente), perche` e` pigro, ha mille cose per la testa (il lavoro, il calcio, ecc.), le riviste specializzate di settore sono poche e costano, pertanto tutti i parametri che esulano dalla forma, dal colore, dagli accessori, dal peso e dal prezzo lo mettono a disagio; per lui la mia azienda e il mio prodotto sono come una delle “tante” in un harem con migliaia di possibilita`.
    Invece ecco qua l’associazione facile fra “gnocca” e prodotto (perche` tanto e` “lui” quello che ha piu` soldi e che decide): hei, la cosa interessante e` qui in questa direzione, non puoi non guardare e quindi gia` che ci sei memorizza anche quello che sta` intorno; la mia azienda, il mio prodotto sono come questa qui rispetto alle altre, ecc.; su non e` difficile, le proporzioni le hai imparate alle elementari, no ?

    La prima figura dell’articolo puo` essere utilizzata come pubblicita` per il telefonino, perche` la donna e` vestita da sera con posa “affettuosa” ma non volgare e indica “possibilita` d’uso, utilita` dell’oggetto”, quindi il messaggio e` recepibilie da un pubblico eterogeneo compreso fra 12 e i 102 anni.

    Nella seconda figura, la possibile pubblicita` e` un mistero: probabilmente e` relativa alla sicurezza (antifurto, ecc.).

    Nella terza figura dell’articolo, e` evidente che la modella sta comprimendo le “breasts” per renderle “debordanti”, il mento sembra appoggiato alla mano destra chiusa a pugno (in atteggiamento “pensoso”) la sua mano sinistra e` ad “artiglio”, ecc. (sorvolo sul resto) ed e` ovvio che questo e` un messaggio “stile pre-marital-status” per soli “uomini”; puo` comparire in un calendario, in una rivista tipo PB o anche in riviste specializzate / di settore come pubblicita` per tanga, marmitte di scarico, materiale idraulico, vetri / infissi isolanti, ecc.

    Qualcuno ha altre idee ? Secondo voi sono efficaci queste forme di pubblicita` ?

  9. Serpico scrive:

    Quoto in pieno. Però alla fine anche l’italiano medio finisce col trovare questi spot ridicoli e patetici, sopprattutto perchè vengono mandati in onda all’infinito, ma su questo bisognerebbe fare un altro discorso.

    “Aggiungo che non credo che le donne in genere NON abbiano fiducia in loro stesse, almeno fino a 20 – 25 anni sono “mediamente” piu` impegnate nello studio e piu` determinate dei maschi nel raggiungimento dei loro obiettivi.”

    Qui non bisogna fare generalizzazioni ne in un senso ne nell’altro. Anche se mi trovi perfettamente d’accordo nel discorso successivo.

  10. Juan scrive:

    Sono daccordo con Serpico, anche secondo me a volte le pubblicità sono talmente ridicole/patetiche e aggiungo fastidiose, vedi telefonini e i loro gingle, che potrebbero ottenere l’effetto opposto.

    (@Adetrax: la seconda foto la vedo bene come pubblicità di un profumo. )

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