L’avvoltoio che rinasce dalle ceneri ovvero se l’erba cattiva davvero non muore mai. 50


f2e4d2fec4d8d2845de1deef2efafb60_MGZOOMQuando la figura politica di Berlusconi, mai realmente scalfita dalle miriadi di inchieste che l’hanno colpito, iniziò a perdere popolarità e questo a riflettersi nei risultati elettorali, qualche comico si divertì ad ironizzare su una nuova strategia del Cavaliere: se non può vincere rimanendo a destra, si disse, allora diventerà di sinistra.

Che sia stata un profezia o un consiglio ben accolto, il risultato attuale non è troppo distante dalla comicità. Se è vero che una delle fondamentali capacità di un Leader è quella di saper rimanere in piedi nelle difficoltà, dobbiamo riconoscere al Silvio nazionale il possesso di un arsenale di assi nella manica da fare invidia al peggior baro da bisca clandestina.

Non è da tutti riuscire a governare pur essendo fuori dai palazzi del potere e trovare un giovane ambizioso da rendere al contempo facile alleato ed ancor più facile avversario da battere. Renzi si è prestato e si presta alla funzione splendidamente, così convinto delle proprie capacità (da bravo “ometto grande di casa”) da non ascoltare consigli, non prendere ordini da chi sarebbe legittimato a darne e, ovviamente, da non curarsi di quei vecchi bacucchi da rottamare che fino ad ora (anche se malamente) hanno mandato avanti il PD.

Del patto del Nazareno si è fatto un gran parlare quasi fosse qualcosa di unto e segretissimo che nessuno può nominare. In ciò, certamente, c’è del vero, ma più  vere ancora sono le conseguenze di questo incredibile spirito collaborativo tra leader.

Lo spauracchio della governabilità è stato per lungo tempo agitato da Berlusconi. Di riforme costituzionali, di idee stravaganti sul tema ne aveva già a suo tempo proposte a dozzine e tutte nell’ottica del rafforzamento dell’autorità del Presidente del Consiglio e della maggioranza: sostanzialmente una dittatura elettiva. Fino ad ora, le numerose legislature passate in vetta alla politica non hanno consentito la concretizzazione di questi sogni autoritari, ma dove un leader vetusto non è riuscito, può riuscire un giovane supplente (più interessato alla fama di ipotetico statista che alle necessità urgenti e reali del paese) appartente allo schieramento opposto.

 

In Renzi si percepisce quell’ansia di grandezza e quella certezza di infallibilità che trasudavano anche dal giovane Berlusconi. La sicurezza tipica di chi nella vita ha sudato troppo poco per credere di poter sbagliare, ma che porta a compiere spesso passi falsi. Con la propria ansia di riforme spiana inconsapevolmente la strada all’ennesimo ritorno al potere di quella Destra più clientelare che liberale. Condurrà il proprio partito a soccombere sotto il peso delle colpe che il suo stesso fondamentale alleato del momento gli riverserà addosso, giacché Renzi sarà si l’uomo delle riforme, ma anche quello della deriva autoritaria che per lungo periodo ha guadagnato a Berlusconi il disprezzo di una parte della popolazione.

Due risultati in un colpo: l’approvazione di quei disegni di legge da sempre agognati e la perdita di consensi da parte degli avversari politici.  Con gli esponenti del M5S coattamente ridotti a minoranza innocua ed il PD vuotato dai consensi per mezzo dell’assolutismo alla fiorentina, la coalizione di Destra potrà raccogliere voti e frutti e riprendere in mano le redini del paese. Il rischio è che a guidarlo sia ancora qualcuno che già per 20 anni ha condotto il carrozzone come fosse un taxi personale. Cavaliere un tempo, ma ancora pericoloso e formidabile giocatore di scacchi.

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50 commenti su “L’avvoltoio che rinasce dalle ceneri ovvero se l’erba cattiva davvero non muore mai.

  • Gilda

    Dubito. Però aspetto con crescente ansia il giorno in cui lo metteranno nel culo a Matteo come ha fatto lui con Enrico. C’è un solo ostacolo: parlando con i familiari simpatizzanti, sono arrivata alla conclusione che renzi è la ‘speranza laica’, l’eden a cui può credere anche colui che si è sempre professato laico. Brutta storia. E poi c’è la boschi. Mi sa che dovremo aspettare ancora un po’…
    Per inciso: che torni la destra non mi incute affatto timore, e anche se finisco nel ridicolo e quasi banale sono certa che preferivo berlusconi: lui almeno aveva degli avversari mediatici e le battute comiche venivano meglio, e almeno lui non è un voccapè…

    • Mumon89

      Sul fatto che il caro Matteo rappresenti la “speranza laica” purtroppo devo essere d’accordo con te. Soprattutto rappresenta una qualsiasi speranza che per l’italiano rappresenta la possibilità di essere salvato da se stesso. Non so se riesco a spiegarmi. Per il resto, il mio non è timore della destra, al massimo della gastrite essendo io donna razionale si, ma anche molto di pancia. Semplicemente non tollererei un ritorno diretto o indiretto di certa gente al governo.

    • Django

      Concordo con Gilda nel non temere il ritorno della destra per due motivi:1) se dovessi temere la dx vorrebbe dire che nutro speranze nella sin. (ahahah), 2)tanto peggio, tanto meglio. A volte funziona. Per il resto giudico Berlusconi sopravvalutato, come Napolitano, d’alema, Licio Gelli… in questo Paese sono sopravvalutati tutti quelli che prima o poi occupano le pagine della politica. Altrimenti non saremmo in queste acque. O no?

  • fma

    Fin qua Renzi ha semplicemente enumerato una serie di cose da fare per uscire d’impasse.
    L’enunciazione gli ha fruttato un largo consenso, a dimostrazione che si trattava di cose condivise dai più.
    Dunque di cose da fare, in un paese democratico.
    Adesso si tratta di farle. Cosa per la quale Renzi e la sua squadra mi sembrano poco attrezzati. Così com’erano Berlusconi e i suoi.
    Né l’uno né l’altro mi sembrano dei grandi giocatori di scacchi.
    Tuttalpiù dei bluffeurs, banali giocatori di poker. E’ questo il nostro rischio.

    • Mumon89

      Ciao FMA ! Quanto tempo!
      Sul giocatore di scacchi, tutto dipende da di quale partita si sta parlando. Non credo che la partita giocata da gente mediatica come Renzi e Berlusconi sia l’attuazione di riforme volte alla riorganizzazione dello stato, bensì a quella di ego e portafogli. In quest’ottica, credo che la ventennale esperienza di Silvio lo renda un giocatore migliore di Matteo. Allo stato attuale, molte promesse, poche attuazioni e comunque nulla che personalmente ritenga utile alla risoluzione dei problemi immediati del paese. Permane solo la continua tendenza a minimizzare.

      • fma

        Mi piacerebbe sapere com’è andata la partita ieri, tra Draghi e Renzi.
        Tra un giocatore di scacchi e un bluffeur.
        Coppia di sette?

          • Mumon89

            Se provi a vincere con un poker a scacchi sei solo uno che non c’ha capito niente del gioco però 😉 o che, più probabile, gioca una partita diversa da quella di tutti gli altri.

        • Gilda

          Tu dici che Renzi bluffa anche con Draghi? Io piuttosto sarei curiosa di vedere com’è andata per vedere chi è realmente costui (il primo, intendo), ovvero che carte ha realmente in mano…
          Ah, peccato che i giornali d’un tratto non fanno una piega quando gli incontri politici avvengono in gran segreto (solo pochi mesi fa sembrava quasi un delitto di Stato!)

  • Django

    Ecco grazie a Mumon un ritorno coi piedi per terra. Alcune domande:
    “Con la propria ansia di riforme spiana inconsapevolmente la strada “, da dove ricavi l’impressione di inconsapevolezza? Lo vedi un leader giovane e quindi sincero e quindi ingenuo?
    “Non prendere ordini da chi sarebbe legittimato a darne”, chi sarebbe costui il quale è abilitato a dare ordini ad un presidente del consiglio?

    • Mumon89

      Ciao Django! Credo che non sia ingenuità, bensì irruenza. Riguardo agli ordini, mi rendo conto di non essere chiarissima, ma facevo riferimento al “non prendo ordini dall’Europa” che su buona parte degli ambiti è legittimata a darcene “per contratto”.

  • Vittorio Mori

    Peccherò di ingenuità, non credo che il nanastro abbia ancora voglia di infilarsi in quel bordello che è il governo del paese. Per ora temporeggia e cerca un qualche escamotage per salvarsi i capitali, magari farli sparire, e mantenere un certo status quo. Non penso stia nemmeno troppo bene fisicamente. Renzi è una cortina fumogena di “ggiuovani” al governo, tanto c’è da mettercela potentemente nelle chiappe con qualche misura drammatica, tipo patrimoniale: invece del viso torvo del professor Monti e di quello ebete di Letta, ci becchiamo lo spacconcello fiorentino (che trovo insopportabile da sempre, da quando faceva il “rottamatore”), così perdiamo tempo in proclami e divertissement. Intanto il debito pubblico rimane fuori controllo, e si fa la scarpetta nel piatto finché ce n’è, fino a farlo pulito-pulito (c’e rimasto solo un velo di sughetto). Poi arriverà la Troika, finirà la ricreazione, e ci troveremo un 500.000 dipendenti pubblici per strada, in prepensionamento con la minima (Renzi non può minimamente toccarli, sarebbe la sua morte politica istantanea, il famoso 41% sta tutto lì). Il super-capo-boyscout ha scommesso da biscazziere su una ripresa che non c’è. Hai voglia ad Expo.

    • Mumon89

      Su quanto hai detto riguardo a Renzi in fin dei conti sono d’accordo. Riguardo al vecchio satiro non riesco ad essere cosi ottimista. Sarà per la fretta con cui cerca di riottenere la piena agibilità politica, sarà per il “bisogna dare una frustata al governo Renzi”. È datato, non è in forma, rappresenta un dramma umano e la sete di gloria fa parte di quel dramma tanto quanto quella di leggi ad personam.

      • Vittorio Mori

        Concordo sul fatto che rappresenti un certo tipo di dramma umano. Che l’italianità sembra apprezzare – oddio adesso non vorrei fare troppo il superiore, più vado avanti con l’età e più vorrei avere un 4/5 veline ventenni sempre a disposizione… Una cosa dell’arcoriano che mi ha sempre impressionato è il mausoleo che si è fatto fare da Pietro Cascella. Lo trovo inquietante.

  • Antonello Puggioni

    Forse stiamo tutti aspettando Godot. Non sappiamo bene chi sia né cosa può portarci.
    Sappiamo solo che non verrà mai.

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