L’Avvenire, i Vescovi ed il Concordato
26 aprile, 2007 - 18:30 di mstatus
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1984 questa volta non è il romanzo di Orwell, ma l’anno in cui lo stato italiano modificava il concordato del 1929, con un accordo firmato da Bettino Craxi e dal cardinal Casaroli, ove in cambio dell’abolizione della “religione di stato”, veniva introdotta nelle scuole materne l’ora di religione, e stabilito il meccanismo dell’8X1000 in sostituzione della vecchia congrua. Un compromesso insomma. Per quanto riguarda la Costituzione italiana vi sono tre articoli in particolare, che regolano la questione “religiosa”, e precisamente:
Articolo 7: «Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale».
Articolo 8: «Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze».
In questi giorni in cui si parla di “palese ingerenza” della Chiesa negli affari di stato italiani, a norma dell’art.11 del Trattato (vigente), non è previsto il principio di reciprocità, infatti tale articolo recita: «gli enti centrali della Chiesa cattolica sono esenti da ogni ingerenza da parte dello Stato italiano». Per cui l’ingerenza della fondamentalista CEI va bene, ma se lo stato italiano va a “ficcanasare” in Vaticano non va bene!
Vedi: “” (L’Avvenire)
Ai porporati non va tanto bene che si parli di modificare il concordato o addirittura di eliminarlo. Anche se ciò è una operazione alquanto complicata! La dottrina giurisprudenziale in buona parte ritiene che il concordato si possa modificare in due modi:
- di comune accordo con la Chiesa, ove la Chiesa rinuncia ai suoi privilegi (ma quando mai?);
- attraverso l’abrogazione dell’art. 7 della Costituzione con apposita modifica costituzionale con tutto il relativo iter disciplinato dall’art. 138 della Costituzione, con l’equiparazione della Chiesa Cattolica alle altre religioni.
Ho scritto più volte che per una modifica costituzionale in tal senso i “numeri” non ci sono. Non si preoccupi la CEI, il Gattoparo insegna, tanto fumo, tanto caos, ma poi nulla cambia. Tutto resta più o meno uguale.
Per la memoria storica tanto cara ad Orwell, ricordo che per abrogare il concordato nel 1977 i Radicali raccolsero le firme per un referendum abrogativo, ma la Corte Costituzionale lo ritenne innamissibile in data 02/02/1978, in quanto “trattato” con uno stato estero. Quindi di referendum abrogativo non se ne parla proprio.
Lo scorso 19 febbraio 2007, all’ambasciata italiana presso la Santa Sede, vi è stato il ricevimento ufficiale per l’anniversario della firma dei patti lateranensi. C’erano un po’ tutte le alte sfere, ed alla fine si è commentato da entrambe le parti, che tutto è andato bene su Repubblica si fa la cronologia degli eventi.
Peccato che i festeggiamenti siano stati turbati da qualche contestazione. Infatti I rappresentanti della Santa Sede al loro arrivo all’ambasciata italiana in Vaticano, sono stati accolti da una sonora contestazione da parte di un gruppo di atei e agnostici e di alcuni militanti radicali. I manifestanti si erano radunati di fronte alla sede dell’ambasciata per contestare.
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Mstatus, per tranquillizzarti ti rimando al mio commento del post precedente.
Ottimo articolo, in ogni caso. Dà l'idea della morsa in cui mussolini e craxi hanno messo 'sto paese
ti dimentichi che in mezzo ci sono stati i padri costituenti, che recependo il concordato, evidentemente non lo hanno giudicato in contrasto con gli altri articoli della costituzione.
in sostanza, per l'articolo 7, il Concordato è ciò che garantisce, non ciò che ostacola, l'indipendenza e la sovranità dello Stato e della Chiesa cattolica, e per l'articolo 8 tale concordato non fa venire meno la eguale libertà delle altre confessioni religiose.
ora questi padri costituenti saranno stati anche tutti coglioni, ma se lo dice mstatus: "Per cui l’ingerenza della fondamentalista CEI va bene", ci possiamo fidare, no?
Capisco, il discorso è più complesso, la costituzione è frutto di un compromesso storico, gli equilibri ed il peso specifico della cei e della religione cattolica sono cambiati. Si tratta di dinamiche naturali in un paese, ed in questo – imho – si stanno forzatamente rallentando, quasi in maniera innaturale. Bart, è ovvio che il concordato non può contrastare la costituzione, che diamine
Più volte ho specificato che la Chiesa, compresa la fondamentalista CEI, ha tutto il diritto legale di dire la sua (art.21 della costituzione), mi pare che nessuno l’abbia vietato né lo voglia vietare, cosa diversa è se qualcuno lo ha ascoltato. Sorvolo sul pretendere ed obbligare anche con pressioni sui parlamentari cattolici e sorvolo sulla questione morale del diritto a dire la sua di cui abbiamo già discusso. Poi il concordato essendo un trattato con stato estero già esistente (1929), è stato inserito nella costituzione. Dando per scontato che la Chiesa difficilmente rinunci di comune accordo agli attuali benefici del concordato, per poterlo trattare in modo ordinario è necessaria l’abrogazione dell’art.7 (Almeno così sembrerebbe dalla giurisprudenza, anche se un lettore in un altro post diceva che esisteva una sentenza della corte costituzionale di cui non si ricordava gli estremi e che ho invitato a cercare che già ora equiparava la religione cattolica alle altre, cosa che con l’art.7 demandando al concordato con relativi benefici, la Chiesa risulterebbe in posizione privilegiata rispetto ad altre religioni).
Chi parla di abrogazione del concordato, e chiede petizioni, lo fa impropriamente, anche perchè per via referendaria non è possibile.
In sostanza di fatto abrogando l’art.7 della costituzione accadrebbe che cadrebbe l’obbligo di far riferimento al concordato per regolare i rapporti tra stato e vaticano, come avviene per le altre religioni (mica hanno il concordato).
non lo è per quelli che dicono che i vescovi, in quanto tali, non possono parlare di politica.