Visite: 2,223,644 Visite ultime 24 ore: 6,852

Primo Maggio, Su Coraggio!

Si, ci vuole coraggio a chiamarla ancora festa dei lavoratori.
Questa festività intende ricordare le battaglie operaie per la conquista di un diritto sacrosanto quale l’orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore e più in generale l’impegno del movimento sindacale ed i traguardi raggiunti in campo economico e sociale dai lavoratori. In virtù di questo e alla luce degli accadimenti degli ultimi anni è ancora giusto che ci sia? Lo spirito con la quale è nata viene ancora rispettato?

1demayopostal.jpg

Da quando nel 2003 è stata introdotta la cosiddetta Legge Biagi sono cambiate un po’ di cose nel mondo del lavoro. Questa riforma, di vasta portata, parte dal presupposto secondo cui la flessibilità in ingresso nel mercato del lavoro è il mezzo migliore per agevolare la creazione di nuovi posti di lavoro e che la rigidità del sistema crea solo alti tassi di disoccupazione. Secondo i sostenitori della riforma aumentando la flessibilità in ingresso nel mondo del lavoro si produce un aumento del tasso di occupazione mentre per i detrattori la legge riduce drasticamente diritti e tutele per i lavoratori.
A mio parere, nei presupposti era un valido strumento. Perchè parlo al passato? Perchè è stato usato solo per sfruttare alcune tipologie di contratto introdotte a discapito di altre, probabilmente meno adatte ad aiutare gli interessi di una ristretta e privilegiata minoranza del nostro Paese. In teoria funziona così: le aziende che decidono di introdurre le nuove tipologie contrattuali per le assunzioni beneficiano di sconti contributivi e fiscali nonché di un maggiore fattore di ricambio del personale, ove quello assunto non fosse giudicato adatto; i lavoratori hanno la possibilità di decidere di cambiare con più frequenza il posto di lavoro (con un alto tasso di ricambio crescono le probabilità di trovare un nuovo impiego), aumentando in questo modo il bagaglio formativo e di esperienza. In pratica invece funziona così: alla prevista flessibilità non ha fatto seguito una riforma parallela sugli ammortizzatori sociali, tramutando di fatto una situazione di lavoro flessibile in una situazione precaria; le aziende versano minori contributi e i lavoratori precari hanno un accantonamento pensionistico inferiore ai loro colleghi con contratti tipici.
Il contratto a progetto (co.co.pro.), ovvero il lavoro in nero legalizzato, è l’unica modalità contrattuale veramente sfruttata di tutta la riforma; i punti salienti previsti sono: il salario è legato al raggiungimento degli obiettivi e non al monte ore svolto, il contratto è legato ad un progetto (?) che prevede il pagamento se vengono raggiunti i risultati previsti nel contratto stesso, il datore di lavoro può determinare la periodicità della corresponsione del salario, può essere rinnovato infinite volte, il lavoratore viene “venduto” ad un’altra azienda in cui svolgerà la sua attività in modo differente dagli altri colleghi (con stipendio inferiore, maggiore mole di lavoro che i colleghi delegano a lui, nessuna garanzia di continuità, nessun orario fisso,  nessuna possibilità di fare carriera), in caso di fallimento del datore di lavoro i lavoratori con contratto a progetto non hanno accesso al fondo nazionale di garanzia con il quale vengono pagati fino a tre mesi di stipendi (lordi) arretrati e la liquidazione ai dipendenti, nessun negozio accetta pagamenti rateali da chi possiede questo tipo di contratto, nessuna banca permette l’apertura di un mutuo, il lavoratore a progetto deve pagare sempre tutto in contanti e subito.
Vi sembra poco? A me no. Tutti i giorni ci propinano le solite frasi: in Italia i ragazzi non si sposano più, non fanno figli, non vanno via da casa neanche a 40 anni! E mi spiegate come si fa con 500 euro al mese? Sono questi i diritti dei lavoratori per i quali hanno lottato i nostri nonni e i nostri genitori? Non credo proprio. E non parlo per partito preso ma con cognizione di causa.
Io ho un lavoro che ha tutto del pubblico e quindi doveri, responsabilità, oneri, rischiamo multe e denunce quotidianamente dai cittadini giustamente inferociti, possiamo incorrere in problemi per interruzione di pubblico servizio se per un motivo qualsiasi ci assentiamo (non potremmo neanche assentarci per i bisogni fisiologici senza avere una persona che ci da il cambio per non interrompere il servizio) ma dato in appalto ad una società privata. In poche parole doveri del pubblico e diritti del privato! E’ un lavoro temporaneo (contratto a progetto), dipendo da una società di lavoro temporaneo ma per conto di una cooperativa che ha l’appalto; il primo contratto è stato di 3 mesi, ora rinnovato per 6. Alla fine della proroga può succedere questo: 1) non mi rinnovano il contratto, 2) me lo rinnovano chissà per quanto alle stesse condizioni e poi sono punto e a capo, 3) divento socia della cooperativa (meglio o peggio??).
Oggi c’e’ stress sul lavoro, le persone si sentono minacciate, come si può lavorare così? Oggi lavori e domani non si sa. Umiliati nella dignità e nelle legittime aspettative, sfruttati in tanti per il ritorno economico di pochi. Non sappiamo neanche se avremo una pensione o, peggio, se dovremo continuare a lavorare anche dopo rischiando di morire per arrotondare un po’, noi che oggi versiamo si e no per quella sociale e non riusciamo a risparmiare neanche un euro per i tempi bui che, certamente, arriveranno!
E più passa il tempo più mi rendo conto che in questa situazione siamo davvero in tanti. Sono stata convocata dal Centro per l’Impiego della mia zona per un “colloquio per la stipula del piano individuale di ricerca del lavoro” (si, ci contattano per conoscere la nostra situazione lavorativa e le nostre esperienze perchè non si risulta assunti da nessuna parte con il co.co.pro. e non si perde lo status di disoccupazione). Bene, chiacchierando un po’ con due impiegati (uno sulla quarantina e una sulla cinquantina) ho scoperto che sono nelle mie stesse condizioni e si lamentavano del fatto che non hanno nessun tipo di certezza! Neanche a cinquant’anni! Hanno tentato di rassicurarmi così: tranquilla, tanto siamo tutti sulla stessa barca…
Eh no, a me non sta proprio bene questa barca! Non voglio affondare insieme a tutti gli altri! Prendiamo esempio dai francesi e tiriamo fuori gli attributi!!

Leggi anche il primo maggio di Lameduck e di Miriam161.

Articoli collegati:

  1. Ladri di sogni Da disoccupato professionista - e sono pure bravo - spesso...
  2. Qual è la Differenza tra Flessibilità e Precariato? Lo Stipendio! Qualche giorno fa un amico mi raccontava del cugino.. questo...
  3. Flessibilità? No! Solo Sfruttamento. Cancelliamo l’Abuso Fatto Usando il Nome di un Morto. La legge 30 del 2003, universalmente ed inopportunamente conosciuta come...

spes74
Fa SchifoMi piace (2 Punti, 2 voti)
Loading ... Loading ...
Stampa questo Articolo Stampa questo Articolo

Lo stesso giorno gli anni scorsi

2008

Chi siamo?
Aiutaci
Scrivi per noi
Sostenitori
Contatta MC
Feedaci Fave us
Disclaimer
MC? Aiutaci Tu su MC Amici Contatti Feed Fave Disclaimer

Contatti - MC Disclaimer Leggere con Attenzione Sito fondato l’11 marzo 2007

Comments

16 Risposte a “Primo Maggio, Su Coraggio!”
  1. Lameduck scrive:

    Bellissima analisi. Sai qual’è il problema? Che chi pensa queste leggi non dovrà subirle sulla propria pelle. Ci scommetterei qualunque cifra che i fautori del liberismo economico e della flessibilità hanno dei robusti contratti a tempo indeterminato. Loro e i loro figli, s’intende, magari assunti nel pubblico.
    Questi contratti servono a dividere la forbice ancora di più tra chi fa parte della classe privilegiata oligarchica e chi ne deve restare al di fuori.
    La dico la parolaccia? La dico? Ma si, oggi è il Primo Maggio. Lotta di classe.
    Che consiste nel mantenere il privilegio e limitare gli accessi esterni al medesimo. Pensa all’articolo “Cenerentola a progetto”, lì si è favorita la parente a scapito di chi “non faceva parte del giro”.
    Tornando alla grande Legge Biagi, una sindacalista mi spiegò che questi contratti sarebbero andati benissimo se applicati a liberi professionisti ad alto reddito.
    Per esempio chiamo un arredatore e gli faccio un contratto a progetto che consiste nell’arredarmi la villa a Portofino. Ci mette un paio di mesi e alla fine gli sgancio 8.000 euro di compenso. Lui, guadagnando grosse cifre, non si sentirà mai un precario, è padrone di sé stesso e avrà probabilmente l’agenda fitta di impegni per i prossimi cinque anni.

    Invece hanno pensato di utilizzare questa idea non per la mobilità, il liberismo e cazzate del genere ma per il caro vecchio sogno di ogni padrone che consiste nel pagare il meno possibile il lavoratore e non avere obblighi con lui.

    [Rispondi a questo commento]

  2. spes74 scrive:

    Si è proprio così Lameduck, chi fa le leggi non le vive sulla propria pelle. Lo dissi anche tempo fa parlando del ticket fisso sulle impegnative: cosa saranno mai per loro 10 euro su ogni impegnativa? Tanto loro non pagano nulla!
    Così è anche per il lavoro, il posticino fisso a tempo indeterminato (e pensione sostanziosa) per loro e tutta la discendenza se lo sono assicurato per benino.

    [Rispondi a questo commento]

  3. Alfio scrive:

    Questo utente utilizza account diversi in funzione dei post. Pesate la sua opinione anche in funzione di questo comportamento.

    Ciao a tutti, spero di non causare la chiusura anche si questo blog come è successo riguardo al blog di spes74 “sei donna niente lavoro”, purtroppo capita spesso quando si cerca di far luce su determinate problematiche.
    Comunque riguardo i contratti precari e la riforma biagi c’è da dire che la liberalizzazione del mercato del lavoro l’ha iniziata il governo di centro-sinistra con Treu, e poi il centro-destra (l’altra faccia della stessa medaglia) ha continuato l’opera.
    Perchè avviene questo? Perchè tutte le conquiste del secolo scorso vengono spazzate via inesorabilmente dai nostri politici moderni?
    Semplice perchè una volta la gente era unita, gli operai, gli studenti lottavano uniti per i propri diritti. Oggi la gente è divisa, le comunità frammentate, italiani, marocchini, bengalesi, nigeriani, e come si può in un contesto così frammentato fare una lotta concordata di lavoratori?
    Non è possibile, e questa è sempre la solita logica imperiale del DIVIDE ET IMPERA, la guerra tra poveri, che si estende anche nella lotta tra sessi col femminismo e nella guerra di religione cristiani-musulmani.
    Scusami MenteCritica ma gli omini verdi o incappucciati che hai tirato in ballo nel blog “sei donna, niente lavoro” non c’entrano proprio niente.
    Poi dipende il livello di serietà con cui si affrontano determinate problematiche, se sono conversazioni da bar allora si è meglio stigmatizzare le loggie massoniche, le confraternite, l’opus-dei, i servizi segreti, la commissione trilaterale come omini verdi o incappucciati.
    Se invece si fanno commenti seri sull’evoluzione della società il potere, la sinarchia non si può ignorarla dicendo sono solo omini verdi.
    Basta fare una ricerca su interner su wikipedia e vedrai che sono organizzazioni reali di cui fanno parte le persone più importanti del mondo.
    Guardate gli iscritti al Bilderberg (Rockfeller, Rothschild, Agnelli, Tremonti, Padoa-Schioppa ecc….), guardate la confraternità skulls and bones di Bush e Kerry (rivali alle elezioni ma membri della stessa confraternità), guardate l’opus dei di cui fanno parte numerosissime figure istituzionali legate a partiti cristiani, la P2 creata dalla CIA di cui facevano parte tutte le figure più importanti delle istituzioni italiane.
    Se nonostante tutto pensate ancora che quando andate a votare scegliete il futuro del vostro paese, che viviano in un occidente democratico, che il lavoro precario è colpa della legge Biagi, be evviva la libertà di pensiero e parola, fincheè non ci tolgono anche queste e vi garantisco che è un futuro molto prossimo.

    Saluti.

    [Rispondi a questo commento]

  4. MenteCritica scrive:

    Guarda Alfio,
    il post di Spes è stato chiuso perchè ti sarai trascinato appresso qualche “antifemminista” dai forum che frequenti e dove qualcuno deve aver postato il link di Spes.
    Costui ha iniziato a dire cose offensive e quindi ho dovuto chiudere i commenti.
    Io non sono d’accordo con quello che dici. Citare a sostegno delle proprie tesi wikipedia non è il massimo.
    Anche io sono convinto che si utilizzi il divide et impera (scritto minuscolo va bene lo stesso) ma credo che se ci fossero delle società segrete che governano il mondo sarebbe meglio.
    Ci sarebbero dei nemici in carne e ossa da combattere, col cappuccio o senza, e tutto sarebbe più chiaro.
    Le cose sono molto più complesse perchè, secondo me, non sono alcuni uomini a governare il mondo, ma il desiderio di possedere che c’è in ognuno di noi.
    Se uno compra le azioni di un’azienda e in modo diretto o indiretto lo facciamo tutti, lo fa per guadagnare, vuole che le sue azioni aumentino di valore.
    Quando un consiglio di amministrazione decide di impiantare una fabbrica in africa per inquinare lì e pagare una miseria gli operai, le azioni aumentano di valore e tutti sono contenti, anche quelli che della fabbrica in africa non sanno nulla.
    In questo caso gli incappucciati del consiglio di amministrazione hanno fatto felici se stessi e i loro azionisti, cioè noi.
    Il problema è culturale, pensare che tutto si riduca a società segrete è riduttivo e semplicistico.

    Ora, hai detto la tua e io ho detto la mia, in totale parità.
    Ti prego di non continuare a parlare delle stesse cose in tutti i post. La gente si annoia. Quelli che sono interessati alle tue tesi hanno i riferimenti per approfondire. Grazie.

    [Rispondi a questo commento]

  5. Davide scrive:

    Quotone per Lame:

    Questi contratti servono a dividere la forbice ancora di più tra chi fa parte della classe privilegiata oligarchica e chi ne deve restare al di fuori.

    e per Spes:

    a me non sta proprio bene questa barca! Non voglio affondare insieme a tutti gli altri! Prendiamo esempio dai francesi e tiriamo fuori gli attributi!!

    Magari Spes, come disse tusaichi da qualche parte, siamo un popolo di platinati e veline. Aggiungo io, meritiamo l’estinzione (nel senso di estinzione civile e sociale dal resto del mondo); di attributi non ce ne sono abbastanza, non ancora. Scusa ma oggi di ottimismo non se ne parla, questione di maree, ieri euforico e oggi così.

    Cia’

    [Rispondi a questo commento]

  6. Alfio scrive:

    Questo utente utilizza account diversi in funzione dei post. Pesate la sua opinione anche in funzione di questo comportamento.

    Devo dirti che io non mi sono portato dietro nessuno, visto che oggi non ho frequentato altri forum oltre a questo e non ne frequento altri a parte molto occasionalmente i blog di libero e dell’ADUC.
    Che altro dire MenteCritica, wikipedia penso sia la principale enciclopedia on line a livello mondiale, ma se non la ritieni attendibile ripeto ognuno è libero di pensare quello che vuole. Quelle informazioni comunque le trovi in un’infinità di libri oltre che in altri siti. Poi se ritieni che dare un volto la sinarchia sia semplice, ti faccio i complimenti visto che penso nessuno lo abbia ancora capito con esattezza. Ci sono dei nomi, gruppi ecc… ma chi realmente gestisca le sorti del pianeta e con quali gerarchie e accordi è molto molto difficile da capire, un governo criptocratico.
    Io ho postato quello che so con la speranza di ricevere altre informazioni e opinioni. Di certo lasciami dire al governo vanno persone stabilite a priori, se succede un inghippo e va al potere la persona sbagliata come Allende in Cile, la sinarchia lo fa fuori. E se il politico eletto non si comporta come stabilito dagli accordi prima delle elezioni fa la fine dei Kennedy.
    Riguardo al tuo messaggio hai parlato di delocalizzazione fenomeno esploso negli ultimi anni. Se ci fossero governi che fanno gli interessi del popolo e dei cittadini a questi capitali italiani verrebbe impedita l’uscita, invece escono liberamente e importiamo masse di disperati. La legge basilare della domanda e dell’offerta cosa ci dice? Più lavoratori e meno lavoro= stipendi più bassi. Quindi nei nostri paesi “democratici” la maggior parte dei cittadini avrà salari sempre più bassi e condizioni di vita sempre peggiori.
    Tutto ciò avviene in democrazia? A me sembra che non siano tutelati i diritti dei cittadini-elettori. Il capitale e capitalisti con la globalizzazione tutelano solo i loro interessi. A questo punto la gente dovrebbe ribellarsi ma non riesce perchè è frammentata da lotte interne italiani-stranieri, uomini-donne, cristiani-musulamani.
    Tu mi dici che tutto questo è casuale? Io penso di no. Secondo me questi devastanti fenomeni sociali disgregativi non sono casuali ma pilotati.
    E per pilotare tutto questo ci vuole una rete globale, stessa rete che pilota le fazioni avverse in Iraq e che mette in piedi l’11 settembre, attentato che prevede l’accordo di tutti i componenti, come l’attentato ad Allende in Cile sai in che data? Indovina l’11 settembre del 1973, evidentemente quella data ha un valore simbolico.
    Tra un pò ci sarà la guerra con l’Iran, e tra alcuni anni, spero tanti, la terza guerra mondiale contro presumibilmente la Cina e/o una coalizione di paesi islamici, tutto come da programma, peccato che dovremmo essere in democrazia.

    Saluti.

    [Rispondi a questo commento]

  7. miriam scrive:

    Brava Spes…analisi lucida. Quotone per Lameduck…hai messo in parole ciò che nel mio intimo ho sempre sospettato…

    [Rispondi a questo commento]

  8. marco il buono scrive:

    Si ma i sindacati dove sono? che fanno? da bolire immediatamente, o quantomeno da azzerare per ricominciare tutto dall’inizio.

    [Rispondi a questo commento]

  9. Giorgia scrive:

    Oi hai ragione Spes, dovremmo fare qualcosa.. il problema è: cosa? Dovremmo organizzare una manifestazione autonoma, senza alcun sostegno dai partiti, così da dimostrare che la protesta è super partes?
    Hum.. ok, forse può essere un segnale (francesi docet, e mettiamolo da parte ’st’orgoglio calcistico, che ormai i mondiali son passati)..
    Dobbiamo solo decidere la data! ;)

    [Rispondi a questo commento]

  10. Alfio scrive:

    Questo utente utilizza account diversi in funzione dei post. Pesate la sua opinione anche in funzione di questo comportamento.

    Giorgia ricordi cos’è successo a Genova nell’estate del 2001 poche settimane prima dell’attentato alle torri gemelle? Ricordi la protesta dei no global? Tu cosa sai del movimento no global? Penso quello che ti raccontano i media, e cosa ti raccontano i media? Che sono un gruppo di teppisti che va in giro nelle città a far danni e attacca la polizia. Be ti dico, se si facesse una protesta super partes come hai detto tu, i media dipingerebbero la manifestazione allo stesso modo di come dipingono le manifestazioni no global e pacifiste. Ci sarebbero degli infiltrati come avviene in tutte le manifestazioni e la polizia avrebbe così il pretesto per reprimere la manifestazione, e sai chi ha subito pestaggi dalle forze dell’ordine a Genova? Te lo dico perchè c’ero, non chi faceva danni alla città, ma chi correva meno degli altri. Perchè quando la polizia carica e lancia i lacrimogeni tutti iniziano a scappare e chi resta indietro, spesso persone di una certa età, finisce per pagare per tutti. Questa è la realtà, ma quando si parla di Genova a cosa pensa la gente? Pensa a Carlo Giuliani, che nell’occasione ha sbagliato e pagato con la vita, con l’estintore in mano che viene freddato da un poliziotto, fatto tragico, ma le ragioni della protesta finiscono per passare in secondo piano. Quindi sappi che se organizzi una manifestazione di protesta pacifica e super partes rischi la tua salute anche se ti comporti bene e civilmente e nei media non finiranno mai le vere argomentazioni della protesta ma solo gli inevitabili scontri con la polizia di qualche infiltrato che c’è in tutte le manifestazioni. Il sistema è abituato a queste proteste e anche se per caso tu riuscissi a mettere insieme un gruppetto di persone più motivate e unite della media moderna, che è davvero sotto zero, sai quello che rischi.

    Saluti.

    [Rispondi a questo commento]

  11. Giorgia scrive:

    Oi Alfio, il mio era un commento un tantino provocatorio.. volevo dire che le soluzioni possono partire anche da noi, basta avere l’idea giusta, come le manifestazioni lo sono state ai tempi dei miei nonni.
    Il cambio di mentalità che proponeva Demetrio, ad esempio, può essere un grande passo avanti.
    Di certo non posso mettermi io ad organizzare una manifestazione della portata adeguata, non ne avrei le giuste competenze, ma credo che già il fatto di stare qui a parlarne, avendo modo di condividere e discutere le proprie idee, sia qualcosa di buono.. forse si può fare ancora di più..
    tutto qui.

    Saluti anche a te.

    [Rispondi a questo commento]

  12. Alfio scrive:

    Questo utente utilizza account diversi in funzione dei post. Pesate la sua opinione anche in funzione di questo comportamento.

    Si probabilmente hai ragione Giorgia, il fatto di parlarne è sicuramente una cosa positiva. Parli di cambio di mentalità e sicuramente c’è stato rispetto ai tempi dei nostri nonni. Peccato sia stato in negativo e quindi non so se nei grandi numeri sia possibile che ci siano cambiamenti in positivo nel prossimo futuro. Basta vedere come vengono su le nuove generazioni, chi le cresce, chi le modella? Aimè la televisione, perchè i genitori inpegnati entrami a lavorare per arrivare a fine mese non hanno molto tempo da dedicare ai figli, quando poi il genitore è uno solo, a causa della crescita esplosiva dei divorzi, la situazione è doppiamente negativa, e le generazioni moderne pagano sulla loro pelle i drammi sociali che stiamo alimentando senza neanche accorgercene.
    Quindi per concludere guardiamo il lato positivo, almeno ne possiamo parlare, e forse i posteri di un futuro lontano quando vedranno quello che si trova scritto in qualche disco fisso sparso tra le macerie, e descriveranno la nostra società come la Babilonia, la Sodoma, la Gomorra del XXI secolo, scriveranno che nonostante la totale perdizione dei sui abitanti, ancora qualcuno non accecato da falsi miti aveva la speranza che in futuro le cose sarebbero potute e dovute cambiare.

    Saluti.

    [Rispondi a questo commento]

  13. Davide@home scrive:

    Alfio, da Genova in giù hai - giustamente - il dente avvelenato. Mi viene in mente unoslogan ancora in voga per quei fatti:
    La memoria è un ingranaggio collettivo.
    Va oliata, e tutti dovrebbero fare la loro parte. Ad esempio, il fatto che tu sia passato di qui a renderci la tua testimonianza, è un fatto. E non lo dimenticheremo. Grazie Gio’, grazie Alfio

    [Rispondi a questo commento]

  14. Alfio scrive:

    Questo utente utilizza account diversi in funzione dei post. Pesate la sua opinione anche in funzione di questo comportamento.

    Hai ragione Davide la memoria è un ingranaggio collettivo, ma bisogna fare attenzione però che nella società mediatica potrebbe diventare un inganno collettivo. Come al solito i media concentrano la loro e di conseguenza la nostra attenzione su fatti secondari, armi di “distrazione” di massa, tralasciando i fatti principali. Con l’11 settembre del movimento no global, etichettato in passato come popolo di Seattle, se n’è parlato sempre meno. Un movimento internazionale di protesta che a Genova aveva segnato l’ennesimo successo di partecipazione di cittadini di ogni parte del mondo. Movimento destinato a crescere ancora, il più grande movimeto di protesta dai tempi della guerra del vietnam, ma poi c’è stato l’11 settembre che ha oscurato il movimetnto oltre alle altre cose utili che ha portato alla sinarchia, limitazioni delle libertè individuali e della privacy (anche se col sistema Echelon che controlla ogni nostra conversazione parlare di privacy forse ha poco senso), economia americana in ripresa dopo circa un anno di recessione, maggior controllo mediatico e censura su argomenti scomodi in nome del patriottismo americano, oltre al controllo progressivo del medioriente e altre innumerevoli ragioni.
    Insomma nell’era mediatica e del revisionismo storico bisogna stare molto attenti e capire quanto importanti siano stati alcuni avvenimenti e come è giusto ricordarli. Nella società mediatica putroppo non siamo noi a decidere come ricordare certi avvenimenti e che peso dare a questi avvenimenti. Il sistema ci ricorda quello che gli fa comodo ricordarci, per esempio sull’olocausto ebraico se ne parla in continuazione anche se nei campi non morirono solo ebrei e i rapporti fra gli USA e la germania nazista erano ben diversi da come li conosciamo, compresi i rapporti del nonno dell’attuale presidente degli USA, Prescott Bush. Chi favorì e finanziò l’ascesa di Hitler? Di questo i media non parlano ovviamente, forse capiremmo da che gente siamo governati.
    Dello sterminio degli indigeni americani (i pellirossa) neanche di quello si parla mai, mentre si parla delle pulizie etniche di Milosevic e dei gas usati da Saddam Hussein in Iraq. Gli agenti chimici che invece usano gli USA in Iraq, come il fosforo bianco a Fallujah, di quello non si parla.
    Quindi attenzione a ritenenere la storia e l’informazione come qualcosa di vero, perchè come diceva Orwell chi controlla il presente controlla il passato, la verità storica è tutta un’altra storia.

    Saluti.

    [Rispondi a questo commento]

  15. Davide@home scrive:

    Se mi posso permettere, MC è nata proprio per non accettare la disinformazione dilagante che l’associazione a delinquere chiamata “società” ci propina. Benvenuto! ;-)

    [Rispondi a questo commento]

Trackbacks

Su questo articolo gli altri siti web hanno scritto....
  1. [...] Iscriviti al feed « Primo Maggio, Su Coraggio! [...]



Apri la Tua Mente

Esprimi il tuo pensiero...
ah, se vuoi essere riconoscibile dagli altri utenti procurati un gravatar!

Visite: 2,223,645 Visite ultime 24 ore: 6,854