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	<title>Commenti a: Lavoro e Alitalia: I Sindacati Italiani Oggi quale Ruolo Hanno?</title>
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	<description>Non Esistono Questioni di Principio</description>
	<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 20:36:05 +0000</pubDate>
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		<title>Di: lupoalburnino</title>
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		<dc:creator>lupoalburnino</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 May 2008 10:40:40 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Oris, sì, ti è venuta proprio bene, soprattutto per l'onestà intellettuale con cui l'hai scritta. Vedi, per essere onesto fino in fondo, desidero dirti che ho insegnato nella scuola elementare, che è molto diversa dagli altri ordini di scuola e che conosco molto bene. Pensa che la nostra scuola elementare è stata sempre tra le prime in graduatoria dello stesso ordine di scuola in Europa e nel mondo al contrario della media inferiore. Ora sta perdendo qualche colpo per i continui interventi, non so quanto opportuni, che si vogliono apportare su di essa a cominciare dalla legge Moratti con l'isegnamento della storia, della seconda lingua (inglese per lo più), per le attività motorie da ridurre o annullare completamente. Molte altre cose bollono in pentola, non sempre migliorative, per cui i genitori vadano di più nelle classi e ascoltino di meno le sirene di turno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Oris, sì, ti è venuta proprio bene, soprattutto per l&#8217;onestà intellettuale con cui l&#8217;hai scritta. Vedi, per essere onesto fino in fondo, desidero dirti che ho insegnato nella scuola elementare, che è molto diversa dagli altri ordini di scuola e che conosco molto bene. Pensa che la nostra scuola elementare è stata sempre tra le prime in graduatoria dello stesso ordine di scuola in Europa e nel mondo al contrario della media inferiore. Ora sta perdendo qualche colpo per i continui interventi, non so quanto opportuni, che si vogliono apportare su di essa a cominciare dalla legge Moratti con l&#8217;isegnamento della storia, della seconda lingua (inglese per lo più), per le attività motorie da ridurre o annullare completamente. Molte altre cose bollono in pentola, non sempre migliorative, per cui i genitori vadano di più nelle classi e ascoltino di meno le sirene di turno.</p>
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		<title>Di: Oris</title>
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		<dc:creator>Oris</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 May 2008 08:46:34 +0000</pubDate>
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		<description>Sì, hai ragione.

Però ti assicuro che della scuola me ne fregavo (nel senso che pensavo ad altro) prima di avere un figlio che la frequentasse.

In ogni classe però, su 20-25 ragazzi,l'80% va male (questo nel istituto comprensivo del quale parlo).

A parere mio si usa un metodo di insegnamento vecchio per ragazzi bruciati cresciuti troppo in fretta, soli, a internet e televisione.Faccio il mea culpa per il fatto che sto troppo in ufficio, torno a casa in media alle 21 e le energie scarseggiano, dovrei essere più "sul pezzo" :) , dovrei fare metà del lavoro che dovrebbe fare la scuola, oggi secondo me purtroppo è così (ripeto, per l'esperienza che sto vivendo, mio figlio è adesso in 3° media).
Però quando torni sei a pezzi spesso e hai 0 energie..

Cmq è vero, dovrei prendere esempio dal fatto che anche la mia categoria (Agenti immobiliari) è vittima di pregiudizi e contare fino a dieci prima di scrivere qualcosa sugli altri.


P.S:
Perchè nessuno può dire nulla contro gli agenti immobiliari, vero? :mrgreen:

Azz, questa mi è venuta proprio bene.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, hai ragione.</p>
<p>Però ti assicuro che della scuola me ne fregavo (nel senso che pensavo ad altro) prima di avere un figlio che la frequentasse.</p>
<p>In ogni classe però, su 20-25 ragazzi,l&#8217;80% va male (questo nel istituto comprensivo del quale parlo).</p>
<p>A parere mio si usa un metodo di insegnamento vecchio per ragazzi bruciati cresciuti troppo in fretta, soli, a internet e televisione.Faccio il mea culpa per il fatto che sto troppo in ufficio, torno a casa in media alle 21 e le energie scarseggiano, dovrei essere più &#8220;sul pezzo&#8221; <img src='http://www.mentecritica.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> , dovrei fare metà del lavoro che dovrebbe fare la scuola, oggi secondo me purtroppo è così (ripeto, per l&#8217;esperienza che sto vivendo, mio figlio è adesso in 3° media).<br />
Però quando torni sei a pezzi spesso e hai 0 energie..</p>
<p>Cmq è vero, dovrei prendere esempio dal fatto che anche la mia categoria (Agenti immobiliari) è vittima di pregiudizi e contare fino a dieci prima di scrivere qualcosa sugli altri.</p>
<p>P.S:<br />
Perchè nessuno può dire nulla contro gli agenti immobiliari, vero? <img src='http://www.mentecritica.net/wp-includes/images/smilies/icon_mrgreen.gif' alt=':mrgreen:' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Azz, questa mi è venuta proprio bene.</p>
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		<title>Di: lupoalburnino</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/lavoro-e-alitalia-i-sindacati-italiani-oggi-quale-ruolo-hanno/informazione/il-bello-della-politica/lupoalburnino/3595/comment-page-1/#comment-16684</link>
		<dc:creator>lupoalburnino</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 May 2008 06:03:48 +0000</pubDate>
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		<description>Io sono come voi. Non cambio facilmente idea, nè voglio cambiare la vostra sulla scuola. Ho illustrato solo una situazione dal mio punto di vista. Solo qualche precisazione:
- credo di non aver mai detto che nella scuola tutti fanno il loro dovere;
- si può licenziare come in tutti gli altri settori;
- i sindacati sono utili, devono difendere anche i singoli iscritti, se necessario (anche nella scuola esiste il mobbing!), e non devono preoccuparsi solo di contratti e tutela dei lavoratori. Devono preoccuparsi anche della qualità del lavoro. Devono stare più vicino ai lavoratori e non sedersi nei loro eleganti uffuci, paghi di quello che hanno fatto o non hanno fatto il più delle volte.
Cari saluti a tutti con l'augurio, rivolto anche a me stesso, di saper "cambiare idea" qualche volta e non vivere di pregiudizi. Sulla scuola ce ne sono troppi!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io sono come voi. Non cambio facilmente idea, nè voglio cambiare la vostra sulla scuola. Ho illustrato solo una situazione dal mio punto di vista. Solo qualche precisazione:<br />
- credo di non aver mai detto che nella scuola tutti fanno il loro dovere;<br />
- si può licenziare come in tutti gli altri settori;<br />
- i sindacati sono utili, devono difendere anche i singoli iscritti, se necessario (anche nella scuola esiste il mobbing!), e non devono preoccuparsi solo di contratti e tutela dei lavoratori. Devono preoccuparsi anche della qualità del lavoro. Devono stare più vicino ai lavoratori e non sedersi nei loro eleganti uffuci, paghi di quello che hanno fatto o non hanno fatto il più delle volte.<br />
Cari saluti a tutti con l&#8217;augurio, rivolto anche a me stesso, di saper &#8220;cambiare idea&#8221; qualche volta e non vivere di pregiudizi. Sulla scuola ce ne sono troppi!</p>
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	<item>
		<title>Di: Oris</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/lavoro-e-alitalia-i-sindacati-italiani-oggi-quale-ruolo-hanno/informazione/il-bello-della-politica/lupoalburnino/3595/comment-page-1/#comment-16677</link>
		<dc:creator>Oris</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2008 20:23:35 +0000</pubDate>
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		<description>Comunque, a parte le visioni romantiche che abbiamo (con me che credo che l'impegno vero potrebbe cambiare le cose e tu che dici che fanno tutto il possibile)..

Lasciamo la scuola.

Parliamo di sindacati.

I sindacati servono, servono davvero.

Ma non questi sindacati.

Una soluzione, qualcuno ha una idea di come dovrebbe essere rregolato il mondo del lavoro?

Si può licenziare?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Comunque, a parte le visioni romantiche che abbiamo (con me che credo che l&#8217;impegno vero potrebbe cambiare le cose e tu che dici che fanno tutto il possibile)..</p>
<p>Lasciamo la scuola.</p>
<p>Parliamo di sindacati.</p>
<p>I sindacati servono, servono davvero.</p>
<p>Ma non questi sindacati.</p>
<p>Una soluzione, qualcuno ha una idea di come dovrebbe essere rregolato il mondo del lavoro?</p>
<p>Si può licenziare?</p>
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		<title>Di: Oris</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/lavoro-e-alitalia-i-sindacati-italiani-oggi-quale-ruolo-hanno/informazione/il-bello-della-politica/lupoalburnino/3595/comment-page-1/#comment-16676</link>
		<dc:creator>Oris</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2008 20:19:30 +0000</pubDate>
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		<description>I docenti fanno tutti il loro dovere...

Non è vero.

Non so in che percentuale siano ma a parere mio sono molti che non lo fanno, e non solo nelle scuole.

Non ci sono soluzioni?

Mah.

Ritorno a dire che preferisco di gran lunga quelli che si mettono in gioco che quelli che dicono "nun ce sta niente da fare, e non tocca ame".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I docenti fanno tutti il loro dovere&#8230;</p>
<p>Non è vero.</p>
<p>Non so in che percentuale siano ma a parere mio sono molti che non lo fanno, e non solo nelle scuole.</p>
<p>Non ci sono soluzioni?</p>
<p>Mah.</p>
<p>Ritorno a dire che preferisco di gran lunga quelli che si mettono in gioco che quelli che dicono &#8220;nun ce sta niente da fare, e non tocca ame&#8221;.</p>
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		<title>Di: Fully</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/lavoro-e-alitalia-i-sindacati-italiani-oggi-quale-ruolo-hanno/informazione/il-bello-della-politica/lupoalburnino/3595/comment-page-1/#comment-16672</link>
		<dc:creator>Fully</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2008 18:58:30 +0000</pubDate>
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		<description>@Lupo
"I sindacati - per rispondere a Fully - si sono preoccupati e si preoccupano, anche giustamente, dell’aspetto retributivo e occupazionale della categoria che rappresentano. E’ sacrosanto, sia chiaro. 
Sul versante della qualità spesso hanno demandato agli altri, ai soloni della pedagogia o dell Ministero dell’Istruzione, che non sono mai entrati in un’aula scolastica, sbagliando a parer mio".

Non credo che spetti ai sindacati il controllo della qualità dell'insegnamento. Spetta ai sindacati la tutela dei lavoratori. Quello che mi preoccupa è quando questa tutela si spinge a difendere tutti allo stesso modo, i lavoratori che si impegnano e gli scansafatiche, mettendosi di traverso a qualunque soluzione che premi i meritevoli. 

Nel mio ufficio ho vissuto qualche anno fa (sarà stato intorno al 1998-2000) questa illuminante esperienza: si doveva attribuire il premio di produzione e il dirigente dell'epoca aveva avuto la brillante idea di differenziarlo a seconda dell'impegno profuso dai singoli. Era 1.100.000 di lire per i migliori (la maggior parte), 1.000.000 per quelli - diciamo così - "meno migliori" (una decina di soggetti notoriamente assenteisti). 
Nonostante la differenza fosse di solo 100.000 lire (annue) successe il finimondo. I "meno migliori" vennero "difesi" dal sindacato e dopo estenuanti trattative il risultato fu che tutti quanti presero 1.070.000 lire. 
A volte i danni che si fanno alla motivazione di coloro che vorrebbero impegnarsi di più valgono molto più di 30.000 lire annue.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Lupo<br />
&#8220;I sindacati - per rispondere a Fully - si sono preoccupati e si preoccupano, anche giustamente, dell’aspetto retributivo e occupazionale della categoria che rappresentano. E’ sacrosanto, sia chiaro.<br />
Sul versante della qualità spesso hanno demandato agli altri, ai soloni della pedagogia o dell Ministero dell’Istruzione, che non sono mai entrati in un’aula scolastica, sbagliando a parer mio&#8221;.</p>
<p>Non credo che spetti ai sindacati il controllo della qualità dell&#8217;insegnamento. Spetta ai sindacati la tutela dei lavoratori. Quello che mi preoccupa è quando questa tutela si spinge a difendere tutti allo stesso modo, i lavoratori che si impegnano e gli scansafatiche, mettendosi di traverso a qualunque soluzione che premi i meritevoli. </p>
<p>Nel mio ufficio ho vissuto qualche anno fa (sarà stato intorno al 1998-2000) questa illuminante esperienza: si doveva attribuire il premio di produzione e il dirigente dell&#8217;epoca aveva avuto la brillante idea di differenziarlo a seconda dell&#8217;impegno profuso dai singoli. Era 1.100.000 di lire per i migliori (la maggior parte), 1.000.000 per quelli - diciamo così - &#8220;meno migliori&#8221; (una decina di soggetti notoriamente assenteisti).<br />
Nonostante la differenza fosse di solo 100.000 lire (annue) successe il finimondo. I &#8220;meno migliori&#8221; vennero &#8220;difesi&#8221; dal sindacato e dopo estenuanti trattative il risultato fu che tutti quanti presero 1.070.000 lire.<br />
A volte i danni che si fanno alla motivazione di coloro che vorrebbero impegnarsi di più valgono molto più di 30.000 lire annue.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: lupoalburnino</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/lavoro-e-alitalia-i-sindacati-italiani-oggi-quale-ruolo-hanno/informazione/il-bello-della-politica/lupoalburnino/3595/comment-page-1/#comment-16670</link>
		<dc:creator>lupoalburnino</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2008 18:47:06 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Iniquo, mi sono limitato alla scuola perchè è il settore che conosco un pò meglio. Il discorso, come dicevo in altra parte, è più lungo e complesso e tu lo hai affrontato bene. Per ritornare alla scuola, in Inghilterra, qualche tempo fa, fu istituito un incentivo sostanziaso a quelle scuole in cui gli studenti avevano i voti più alti. Sorpresa delle sorprese i voti nelle scuole diventavano sempre più alti. Nelle autorità preposte nacque qualche perplessità e ci furono i controlli a sorpresa. Cosa succedeva? Erano i professori a preparare domande e risposte ai propri studenti. Mica erano fessi! Vogliamo fare la stessa cosa anche noi? La scuola è una realtà molto complessa che tra l'altro varia da territorioa a territorio. Non è mai risolvibile nè con le magie, nè soluzioni da bar sport, nè con interventi dall'alto, nè con i compiti a casa, nè con la scorpacciata di scartoffie, ma con interventi mirati che riconoscano  pari  dignità ai docenti, agli studenti, ai dirigenti, al personale non docente e riconoscendo alla scuola una funzione insostituibile nella crescita culturale, civile e umana della società. Altrimenti ci giriamo intorno, ma i nodi rimangono sempre aggrovigliati.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Iniquo, mi sono limitato alla scuola perchè è il settore che conosco un pò meglio. Il discorso, come dicevo in altra parte, è più lungo e complesso e tu lo hai affrontato bene. Per ritornare alla scuola, in Inghilterra, qualche tempo fa, fu istituito un incentivo sostanziaso a quelle scuole in cui gli studenti avevano i voti più alti. Sorpresa delle sorprese i voti nelle scuole diventavano sempre più alti. Nelle autorità preposte nacque qualche perplessità e ci furono i controlli a sorpresa. Cosa succedeva? Erano i professori a preparare domande e risposte ai propri studenti. Mica erano fessi! Vogliamo fare la stessa cosa anche noi? La scuola è una realtà molto complessa che tra l&#8217;altro varia da territorioa a territorio. Non è mai risolvibile nè con le magie, nè soluzioni da bar sport, nè con interventi dall&#8217;alto, nè con i compiti a casa, nè con la scorpacciata di scartoffie, ma con interventi mirati che riconoscano  pari  dignità ai docenti, agli studenti, ai dirigenti, al personale non docente e riconoscendo alla scuola una funzione insostituibile nella crescita culturale, civile e umana della società. Altrimenti ci giriamo intorno, ma i nodi rimangono sempre aggrovigliati.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Iniquo</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/lavoro-e-alitalia-i-sindacati-italiani-oggi-quale-ruolo-hanno/informazione/il-bello-della-politica/lupoalburnino/3595/comment-page-1/#comment-16659</link>
		<dc:creator>Iniquo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2008 16:40:06 +0000</pubDate>
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		<description>E` dagli anni Ottanta che è cominciata la crisi di rappresentatività di CGIL CISL e UIL, acuita nei Novanta con l'avvento dei parasubordinati sottotutelati e sottorappresentati. Nel frattempo le confederazioni storiche si sono fossilizzate ed inquinate con clientele oscene soprattutto nel settore della pubblica amministrazione.  
Nel suo discorso di insediamento Fini ha sostenuto che si deve eliminare il conflitto capitale-lavoro (avvenne con il corporativismo fascista, con i sindacati unici e commissariabili dal governo), come se gli interessi del dipendente non fossero uno stipendio più alto e condizioni lavorative migliori ma un utile maggiore per l'impresa e la speranza di qualche premio produzione gentilmente concesso dal donatore di lavoro. Il rischio di impresa è dell'imprenditore. E basta.
Si avvicinano tempi bui, speriamo che la triade l'abbia capito e che i soliti simpaticoni di CISL e UIL non ripetano l'errore compiuto nel 2002 quando firmarono il Patto per l'Italia che prevedeva, tra le altre cose, la possibilità di sospensione dell'art. 18 dello Statuto dei lavoratori (che portò 3 milioni di persone in piazza) e la definitiva istituzionalizzazione del precariato.

Per quanto riguarda la categoria insegnanti penso che sia parecchio ingiusto e superficiale sparare a zero dimenticando che sono persone con la laurea che prendono quanto un operaio con la terza media.
Lo stipendio va adeguato magari anche introducendo un controllo sull'operato dei docenti che però sicuramente non va effettuato in base ai voti dei discenti, perchè in tal caso tutti magicamente diventerebbero bravissimi e la preparazione effettiva passerebbe in secondo piano. I voti sudati aiutano gli studenti, quelli regalati livellano al ribasso e frustrano i virtuosi.
Situazioni complesse non possono avere soluzioni da bar sport.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E` dagli anni Ottanta che è cominciata la crisi di rappresentatività di CGIL CISL e UIL, acuita nei Novanta con l&#8217;avvento dei parasubordinati sottotutelati e sottorappresentati. Nel frattempo le confederazioni storiche si sono fossilizzate ed inquinate con clientele oscene soprattutto nel settore della pubblica amministrazione.<br />
Nel suo discorso di insediamento Fini ha sostenuto che si deve eliminare il conflitto capitale-lavoro (avvenne con il corporativismo fascista, con i sindacati unici e commissariabili dal governo), come se gli interessi del dipendente non fossero uno stipendio più alto e condizioni lavorative migliori ma un utile maggiore per l&#8217;impresa e la speranza di qualche premio produzione gentilmente concesso dal donatore di lavoro. Il rischio di impresa è dell&#8217;imprenditore. E basta.<br />
Si avvicinano tempi bui, speriamo che la triade l&#8217;abbia capito e che i soliti simpaticoni di CISL e UIL non ripetano l&#8217;errore compiuto nel 2002 quando firmarono il Patto per l&#8217;Italia che prevedeva, tra le altre cose, la possibilità di sospensione dell&#8217;art. 18 dello Statuto dei lavoratori (che portò 3 milioni di persone in piazza) e la definitiva istituzionalizzazione del precariato.</p>
<p>Per quanto riguarda la categoria insegnanti penso che sia parecchio ingiusto e superficiale sparare a zero dimenticando che sono persone con la laurea che prendono quanto un operaio con la terza media.<br />
Lo stipendio va adeguato magari anche introducendo un controllo sull&#8217;operato dei docenti che però sicuramente non va effettuato in base ai voti dei discenti, perchè in tal caso tutti magicamente diventerebbero bravissimi e la preparazione effettiva passerebbe in secondo piano. I voti sudati aiutano gli studenti, quelli regalati livellano al ribasso e frustrano i virtuosi.<br />
Situazioni complesse non possono avere soluzioni da bar sport.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Oris</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/lavoro-e-alitalia-i-sindacati-italiani-oggi-quale-ruolo-hanno/informazione/il-bello-della-politica/lupoalburnino/3595/comment-page-1/#comment-16658</link>
		<dc:creator>Oris</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2008 16:11:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mentecritica.net/lavoro-e-alitalia-i-sindacati-italiani-oggi-quale-ruolo-hanno/il-bello-della-politica/lupoalburnino/3595/#comment-16658</guid>
		<description>Impasse?

Tutti dobbiamo riempire scartoffie.

Anche inutili il più delle volte.

Non va bene una cosa, la si camia in prima persona.

Qualcuno lo deve fare.

Lo si può fare anche non combattendo il sistema, semplicemende mettendoci del proprio, quello che si può.

Sono un romantico, forse, può darsi, ma non credo che aspettarsi qulcosa dalle istituazioni , dai sindacati, dalla politica sia la risposta: non lo è stata e non lo sarà a breve.

Quando voglio cambiare, semplicemente cambio, a volte riesco, avolte no.

NOn mi danno l'aiuto che mi serve?

mi mettono i bastoni tra le ruote?

Cerco di rimediare.

Non ho ancora letto nulla che mi impedisca di pensare che persone responsabili, con la passione e la presa di coscenza di qeullo che fanno, possono cambiare e fare meglio.
Pure senza sindacati.

Io nel mio settore lo faccio, per quanto mi è possibile, se lo facessimo in dieci saremmo una potenza.

All'inizio non ci sono guadagni, sacrifici e basta e ingratitudini, tante.

Ma credo ce qualcuno lo debba fare.

Nella scuola e nella sanità, pur con tutte le difficoltà che anche io rconosco e vedo, sono convinto che si può fare molto meglio di così.

Sì, anche in questa situazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Impasse?</p>
<p>Tutti dobbiamo riempire scartoffie.</p>
<p>Anche inutili il più delle volte.</p>
<p>Non va bene una cosa, la si camia in prima persona.</p>
<p>Qualcuno lo deve fare.</p>
<p>Lo si può fare anche non combattendo il sistema, semplicemende mettendoci del proprio, quello che si può.</p>
<p>Sono un romantico, forse, può darsi, ma non credo che aspettarsi qulcosa dalle istituazioni , dai sindacati, dalla politica sia la risposta: non lo è stata e non lo sarà a breve.</p>
<p>Quando voglio cambiare, semplicemente cambio, a volte riesco, avolte no.</p>
<p>NOn mi danno l&#8217;aiuto che mi serve?</p>
<p>mi mettono i bastoni tra le ruote?</p>
<p>Cerco di rimediare.</p>
<p>Non ho ancora letto nulla che mi impedisca di pensare che persone responsabili, con la passione e la presa di coscenza di qeullo che fanno, possono cambiare e fare meglio.<br />
Pure senza sindacati.</p>
<p>Io nel mio settore lo faccio, per quanto mi è possibile, se lo facessimo in dieci saremmo una potenza.</p>
<p>All&#8217;inizio non ci sono guadagni, sacrifici e basta e ingratitudini, tante.</p>
<p>Ma credo ce qualcuno lo debba fare.</p>
<p>Nella scuola e nella sanità, pur con tutte le difficoltà che anche io rconosco e vedo, sono convinto che si può fare molto meglio di così.</p>
<p>Sì, anche in questa situazione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: lupoalburnino</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/lavoro-e-alitalia-i-sindacati-italiani-oggi-quale-ruolo-hanno/informazione/il-bello-della-politica/lupoalburnino/3595/comment-page-1/#comment-16655</link>
		<dc:creator>lupoalburnino</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2008 15:30:34 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Oris, mi dispiace dirtelo, ma qui non è questione di responsabilità, nè di missione. Neppure il prete fa più il missionario. Questa è una visione romantica e, scusami, arcaica della vita. Vorrei invitarri ad entrare in una scuola e ti accorgeresti che i docenti, nella stragrande maggioranza dei casi, fanno tutto il loro dovere, mettendoci impegno, professionalità e passione. Certamente ci sono delle incompetenze come ci sono dappertutto, anche nelle famiglie. Non ho attribuito colpe ai dirigenti, ai genitori, nè a chicchessia, ma non puoi negare che il sistema scolastico funziona male e non per colpa dei docenti, ma per decisioni prese dall'alto. Lo sai quante scartoffie deve compilare oggi un insegnante? Quante tu non immagini neppure, togliendogli spesso il tempo per attività più utili. E guai se non le scrive le scartoffie...La valutazione avviene sulle scartoffie a posto e molti dirigenti questo vogliono, perchè sono queste che vengono lette, non i compiti degli alunni. Nè puoi non ricoscere che spesso i genitori, questi sì, si comportano da sindacalisti non dei doveri dei figli, ma dei loro diritti, soltanto. Ma lo sai che se un insegnante si permette di rimproverare un alunno negligente (non ce ne sono?) può incorrere in sanzioni disciplinari molto forti? Perchè poi un docente non dovrebbe essere retribuito adeguatamente? Dove sta scritto che dopo tanti anni di studio, di preparazione ai concorsi, di precariato il docente debba accontentarsi delle briciole? La sua vita non deve essere dignitosa al pari di quella dei dirigenti e degli altri del pubblico impiego di pari grado, ossia con la laurea? Che discorsi mi fai? E per finire queste non sono giustificazioni, sono fatti. Potrei sparare colpi più forti sulla scuola e sui suoi operatori per farmi bello ai tuoi occhi e a quanti la pensano come te. Sono in pensione, ormai. Che me ne importa della scuola! E che che te ne pare non la sto difendendo. Sto solo cercando di far prendere coscienza di come vanno le cose. Bisogna essere onesti ed io credo di esserlo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Oris, mi dispiace dirtelo, ma qui non è questione di responsabilità, nè di missione. Neppure il prete fa più il missionario. Questa è una visione romantica e, scusami, arcaica della vita. Vorrei invitarri ad entrare in una scuola e ti accorgeresti che i docenti, nella stragrande maggioranza dei casi, fanno tutto il loro dovere, mettendoci impegno, professionalità e passione. Certamente ci sono delle incompetenze come ci sono dappertutto, anche nelle famiglie. Non ho attribuito colpe ai dirigenti, ai genitori, nè a chicchessia, ma non puoi negare che il sistema scolastico funziona male e non per colpa dei docenti, ma per decisioni prese dall&#8217;alto. Lo sai quante scartoffie deve compilare oggi un insegnante? Quante tu non immagini neppure, togliendogli spesso il tempo per attività più utili. E guai se non le scrive le scartoffie&#8230;La valutazione avviene sulle scartoffie a posto e molti dirigenti questo vogliono, perchè sono queste che vengono lette, non i compiti degli alunni. Nè puoi non ricoscere che spesso i genitori, questi sì, si comportano da sindacalisti non dei doveri dei figli, ma dei loro diritti, soltanto. Ma lo sai che se un insegnante si permette di rimproverare un alunno negligente (non ce ne sono?) può incorrere in sanzioni disciplinari molto forti? Perchè poi un docente non dovrebbe essere retribuito adeguatamente? Dove sta scritto che dopo tanti anni di studio, di preparazione ai concorsi, di precariato il docente debba accontentarsi delle briciole? La sua vita non deve essere dignitosa al pari di quella dei dirigenti e degli altri del pubblico impiego di pari grado, ossia con la laurea? Che discorsi mi fai? E per finire queste non sono giustificazioni, sono fatti. Potrei sparare colpi più forti sulla scuola e sui suoi operatori per farmi bello ai tuoi occhi e a quanti la pensano come te. Sono in pensione, ormai. Che me ne importa della scuola! E che che te ne pare non la sto difendendo. Sto solo cercando di far prendere coscienza di come vanno le cose. Bisogna essere onesti ed io credo di esserlo!</p>
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	</item>
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		<title>Di: Oris</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/lavoro-e-alitalia-i-sindacati-italiani-oggi-quale-ruolo-hanno/informazione/il-bello-della-politica/lupoalburnino/3595/comment-page-1/#comment-16652</link>
		<dc:creator>Oris</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2008 13:18:39 +0000</pubDate>
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		<description>Beh, si e no.

Non vedo prese di responsabilità ma giustificazioni (non me ne volere).

La colpa è dei dirigenti, la colpa èè dei genitori, la colpa è di qualcun altro...

Sembra che il personale docente sia vittima, ma le vere vittime sono i ragazzi.

Tutti facciamo un lavoro e dobbiamo farlo tenendo conto delle regole e delle leggi che ci regolano.

Molti lavori non hanno il pane garantito: se fai bene campi se no mori, senza nessun aiuto da chicchessia.

Altri lavori sembra siano intoccabili.

Il lavoro dei dottori e degli insegnanti, secondo me, non sono lavori nel senso stretto ma missioni, che puoi fare solo con la passione e la volontà di non accettare compromessi: devi farli al meglio.

Io non vedo passione, vedo un orda di lamentosi (a torto o a ragione) che nulla fanno per migliorare la loro situazione lavorativa, nel senso di efficacia, ma pronti ad andare in piazza la minimo accenno di minaccia.

E aggiungo, molti non sono nemmeno all'altezza del loro compito, specie nelle materie "minori", penso a musica, ad aeducazione fisica ... perfino a religione (brrr..)

E questo lo vediamo in tutti i campi, nessuno si fa avanti, tutti zitti a sperare che i problemi tocchino agli altri, si tira a campare.

I sindacati in questo clima campano alla grande: gli basta fare causa appena un lavoratore si rivolge a loro e la loro attività (quella vera) si ferma li.

Ogni tanto a discutere di una aumento di 100 euro, per tenere boni i loro clienti.

In pratica fanno il lavoro di mister prezzi.

Oggi i sindacati sono l'ombra di quello che sono stati purtroppo, e i meccanismi che hanno generato con le loro scellerate gestioni (o non gestioni) hanno fatto sì che tutti i lavori perdessero di qualità (parere mio).

La meritocrazia non è la panacea, certo, ma lo stato attuale delle cose è sicuramente il male.

Chi deve sistemare le cose?

Ma gli altri, no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, si e no.</p>
<p>Non vedo prese di responsabilità ma giustificazioni (non me ne volere).</p>
<p>La colpa è dei dirigenti, la colpa èè dei genitori, la colpa è di qualcun altro&#8230;</p>
<p>Sembra che il personale docente sia vittima, ma le vere vittime sono i ragazzi.</p>
<p>Tutti facciamo un lavoro e dobbiamo farlo tenendo conto delle regole e delle leggi che ci regolano.</p>
<p>Molti lavori non hanno il pane garantito: se fai bene campi se no mori, senza nessun aiuto da chicchessia.</p>
<p>Altri lavori sembra siano intoccabili.</p>
<p>Il lavoro dei dottori e degli insegnanti, secondo me, non sono lavori nel senso stretto ma missioni, che puoi fare solo con la passione e la volontà di non accettare compromessi: devi farli al meglio.</p>
<p>Io non vedo passione, vedo un orda di lamentosi (a torto o a ragione) che nulla fanno per migliorare la loro situazione lavorativa, nel senso di efficacia, ma pronti ad andare in piazza la minimo accenno di minaccia.</p>
<p>E aggiungo, molti non sono nemmeno all&#8217;altezza del loro compito, specie nelle materie &#8220;minori&#8221;, penso a musica, ad aeducazione fisica &#8230; perfino a religione (brrr..)</p>
<p>E questo lo vediamo in tutti i campi, nessuno si fa avanti, tutti zitti a sperare che i problemi tocchino agli altri, si tira a campare.</p>
<p>I sindacati in questo clima campano alla grande: gli basta fare causa appena un lavoratore si rivolge a loro e la loro attività (quella vera) si ferma li.</p>
<p>Ogni tanto a discutere di una aumento di 100 euro, per tenere boni i loro clienti.</p>
<p>In pratica fanno il lavoro di mister prezzi.</p>
<p>Oggi i sindacati sono l&#8217;ombra di quello che sono stati purtroppo, e i meccanismi che hanno generato con le loro scellerate gestioni (o non gestioni) hanno fatto sì che tutti i lavori perdessero di qualità (parere mio).</p>
<p>La meritocrazia non è la panacea, certo, ma lo stato attuale delle cose è sicuramente il male.</p>
<p>Chi deve sistemare le cose?</p>
<p>Ma gli altri, no?</p>
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	<item>
		<title>Di: lupoalburnino</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/lavoro-e-alitalia-i-sindacati-italiani-oggi-quale-ruolo-hanno/informazione/il-bello-della-politica/lupoalburnino/3595/comment-page-1/#comment-16648</link>
		<dc:creator>lupoalburnino</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2008 11:26:01 +0000</pubDate>
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		<description>Pensavo di essere stato più chiaro, invece, a quanto sembra, ho complicato le cose. Vedete, il sistema dirigistico che io contesto non solo nel metodo, ma anche nel merito, comporta per certi versi prorprio quello che lamentate voi. Il dirigente, oggi, non dà voti, ma detta solo leggi che gli derivano proprio dalle ordinanze ministeriali complicate e dirigistiche anch'esse. La meritocrazia, cui io non credo e che moltissimi  considerano la panacea di tutti i mali, si acquista sul campo, nell'attività quotidiana, nell'epserienza, soprattutto nella scuola. Nella scuola, per ripetermi, non è sufficiente l'entusiasmo, occorrono capacità e competenze. Ma se il docente, come oggi lo percepisce l'opinione pubblica, è considerato meno di niente, non si possono pretendere miracoli. Chi lavora a certi livelli, didatticamente ed educativamente, va incentivato in tutti i sensi. La scuola non è una fabbrica di bottoni: si lavora sulla mente e sulla psiche. Non mi sembra un lavoro da poco. Dicevo in altra occasione che nella scuola elementare in particolare passano tutti, dall'operatore ecologico al presidente della Repubblica, e tutti si ricordano sei loro maestri, che, guarda caso, oggi sono tutti laureati. Ma non è la laurea, 110/110 e lode, a creare la meritocrazia, è l'impegno. I sindacati, a parte che siano o meno diventati casta, non sono andati in questa direzione. Nella scuola non si entra per essere "amico dell'amico". Solo per concorso e per servizio. La Moratti aveva in mente di assegnare al dirigente il compito di scegliersi i propri docenti. Vi figurate come funzionerebbe il metodo degli"amici degli amici"? Per quanta riguarda i compiti a casa: è un falso problema. Caro Oris, guarda piuttosto i compiti fatti in classe e vedi se rispondono alle esigenze dei tuoi figli, non tue. I compiti fatti a casa da chi vengono svolti il più delle volte? O dai genitori o da qualche ripetitore: in classe sono gli alunni a lavorare. I sincatati per rispondere a Fully si sono preoccupati e si preoccupano, anche giustamente, dell'aspetto retributivo e occupazionale  della categoria che rappresentano. E' sacrosanto, sia chiaro. Sul versante della qualità spesso hanno demandato agli altri, ai soloni della pedagogia o dell Ministero dell'Istruzione, che non sono mai entrati in un'aula scolastica, sbagliando a parer mio. Un ultimo aspetto mi sembra importante da sottolineare: il numero di alunni per classe eccesivo, si parla da 25 in poi, non favorisce una buona attività educativa e didattica, perchè gli stimoli dei bambini di oggi vanno oltre la semplice sperienza scolastica come sapete meglio di me. Vanno "seguiti" più da vicino, si dice insegnamento personalizzato o individualizzato. Mi sapere dire come ciò sia possibile con "un'orda" di bambini, in senso buono sia chiaro, che ti tirano da tutte le parti? Sono stato un pò più chiaro? Ma il discorso è molto più lungo...Cari saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pensavo di essere stato più chiaro, invece, a quanto sembra, ho complicato le cose. Vedete, il sistema dirigistico che io contesto non solo nel metodo, ma anche nel merito, comporta per certi versi prorprio quello che lamentate voi. Il dirigente, oggi, non dà voti, ma detta solo leggi che gli derivano proprio dalle ordinanze ministeriali complicate e dirigistiche anch&#8217;esse. La meritocrazia, cui io non credo e che moltissimi  considerano la panacea di tutti i mali, si acquista sul campo, nell&#8217;attività quotidiana, nell&#8217;epserienza, soprattutto nella scuola. Nella scuola, per ripetermi, non è sufficiente l&#8217;entusiasmo, occorrono capacità e competenze. Ma se il docente, come oggi lo percepisce l&#8217;opinione pubblica, è considerato meno di niente, non si possono pretendere miracoli. Chi lavora a certi livelli, didatticamente ed educativamente, va incentivato in tutti i sensi. La scuola non è una fabbrica di bottoni: si lavora sulla mente e sulla psiche. Non mi sembra un lavoro da poco. Dicevo in altra occasione che nella scuola elementare in particolare passano tutti, dall&#8217;operatore ecologico al presidente della Repubblica, e tutti si ricordano sei loro maestri, che, guarda caso, oggi sono tutti laureati. Ma non è la laurea, 110/110 e lode, a creare la meritocrazia, è l&#8217;impegno. I sindacati, a parte che siano o meno diventati casta, non sono andati in questa direzione. Nella scuola non si entra per essere &#8220;amico dell&#8217;amico&#8221;. Solo per concorso e per servizio. La Moratti aveva in mente di assegnare al dirigente il compito di scegliersi i propri docenti. Vi figurate come funzionerebbe il metodo degli&#8221;amici degli amici&#8221;? Per quanta riguarda i compiti a casa: è un falso problema. Caro Oris, guarda piuttosto i compiti fatti in classe e vedi se rispondono alle esigenze dei tuoi figli, non tue. I compiti fatti a casa da chi vengono svolti il più delle volte? O dai genitori o da qualche ripetitore: in classe sono gli alunni a lavorare. I sincatati per rispondere a Fully si sono preoccupati e si preoccupano, anche giustamente, dell&#8217;aspetto retributivo e occupazionale  della categoria che rappresentano. E&#8217; sacrosanto, sia chiaro. Sul versante della qualità spesso hanno demandato agli altri, ai soloni della pedagogia o dell Ministero dell&#8217;Istruzione, che non sono mai entrati in un&#8217;aula scolastica, sbagliando a parer mio. Un ultimo aspetto mi sembra importante da sottolineare: il numero di alunni per classe eccesivo, si parla da 25 in poi, non favorisce una buona attività educativa e didattica, perchè gli stimoli dei bambini di oggi vanno oltre la semplice sperienza scolastica come sapete meglio di me. Vanno &#8220;seguiti&#8221; più da vicino, si dice insegnamento personalizzato o individualizzato. Mi sapere dire come ciò sia possibile con &#8220;un&#8217;orda&#8221; di bambini, in senso buono sia chiaro, che ti tirano da tutte le parti? Sono stato un pò più chiaro? Ma il discorso è molto più lungo&#8230;Cari saluti.</p>
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	<item>
		<title>Di: Oris</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/lavoro-e-alitalia-i-sindacati-italiani-oggi-quale-ruolo-hanno/informazione/il-bello-della-politica/lupoalburnino/3595/comment-page-1/#comment-16641</link>
		<dc:creator>Oris</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2008 09:14:54 +0000</pubDate>
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		<description>Non vorrei dire cose ovvie, ma non è che per favorire il propro potere, il sindacato ha dimenticato di svolgere la propria funzione in un modo "maturo"?
Mi spiego.
Se devi essere il garante de diritti, avendo un potere forte, devi anche fare in modo di prenderti la responsabilità adeguata.

Il difendere il lavoratore a priori, ha favorito nei datori di lavoro la sfiducia e nei lavoratori solerti, per paradosso, la mancanza di un riconoscimento adeguato, specie nelle grandi strutture o nel sociale, a favore dell'appiattimento verso il basso di tutto.

Non voglio aggiungere i meccanismi clientelari e gli "amici degli amici" che tutti conosciamo e che sono come radicati nel dna italico (e dire che ne abbiamo di miscugli di genie addosso), ma venendo alla scuola, come genitore, non posso che segnalare un appiattimento verso il basso della qualità... anzi.. dell'impegno degli insegnanti: niente più compiti scritti, non correggono a casa, non c'è entusiasmo.

Non conosco i meccanismi che hanno portato a questo sfacelo, se fosse per me pagherei uno stipendio agli insegnanti minimo con i premi a seconda della qualità delle classi (ma queste cose l'italiano medio le aborrisce, meritocrazia? Non è giusto!).

Il mio sospetto, in soldoni, come per molte altre cose in italia è lo stesso: tutti abbiamo diritti, ma ci ricordiamo solo quelli.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non vorrei dire cose ovvie, ma non è che per favorire il propro potere, il sindacato ha dimenticato di svolgere la propria funzione in un modo &#8220;maturo&#8221;?<br />
Mi spiego.<br />
Se devi essere il garante de diritti, avendo un potere forte, devi anche fare in modo di prenderti la responsabilità adeguata.</p>
<p>Il difendere il lavoratore a priori, ha favorito nei datori di lavoro la sfiducia e nei lavoratori solerti, per paradosso, la mancanza di un riconoscimento adeguato, specie nelle grandi strutture o nel sociale, a favore dell&#8217;appiattimento verso il basso di tutto.</p>
<p>Non voglio aggiungere i meccanismi clientelari e gli &#8220;amici degli amici&#8221; che tutti conosciamo e che sono come radicati nel dna italico (e dire che ne abbiamo di miscugli di genie addosso), ma venendo alla scuola, come genitore, non posso che segnalare un appiattimento verso il basso della qualità&#8230; anzi.. dell&#8217;impegno degli insegnanti: niente più compiti scritti, non correggono a casa, non c&#8217;è entusiasmo.</p>
<p>Non conosco i meccanismi che hanno portato a questo sfacelo, se fosse per me pagherei uno stipendio agli insegnanti minimo con i premi a seconda della qualità delle classi (ma queste cose l&#8217;italiano medio le aborrisce, meritocrazia? Non è giusto!).</p>
<p>Il mio sospetto, in soldoni, come per molte altre cose in italia è lo stesso: tutti abbiamo diritti, ma ci ricordiamo solo quelli.</p>
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	<item>
		<title>Di: Fully</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/lavoro-e-alitalia-i-sindacati-italiani-oggi-quale-ruolo-hanno/informazione/il-bello-della-politica/lupoalburnino/3595/comment-page-1/#comment-16632</link>
		<dc:creator>Fully</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2008 07:28:12 +0000</pubDate>
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		<description>Ti ringrazio della precisazione. 
Ti dirò, non era quello che avevo capito. 

Tu contesti il sistema "dirigistico", dici che gli insegnanti andrebbero considerati di più (presumo anche come rapporti di retribuzione) rispetto alla dirigenza scolastica. Su questo potrei anche convenire.

Ma non confermi quella che è la mia impressione, ovvero che non vi sia (nella scuola come in altre espressioni dell'amministrazione pubblica) una adeguata valutazione del merito, della capacità e dell'impegno del singolo docente. Cosa che, alla lunga, porta alla disaffezione di chi è più bravo che non sente adeguatamente valorizzato il suo lavoro anche (ma non solo) in termini economici.

E' su questi aspetti che ti chiedo, da "persona informata sui fatti":
a) è solo una mia impressione, che non corrisponde alla realtà? 
b) se è come la vedo io, quale ruolo in tutto ciò ha (avuto) il sindacato?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ti ringrazio della precisazione.<br />
Ti dirò, non era quello che avevo capito. </p>
<p>Tu contesti il sistema &#8220;dirigistico&#8221;, dici che gli insegnanti andrebbero considerati di più (presumo anche come rapporti di retribuzione) rispetto alla dirigenza scolastica. Su questo potrei anche convenire.</p>
<p>Ma non confermi quella che è la mia impressione, ovvero che non vi sia (nella scuola come in altre espressioni dell&#8217;amministrazione pubblica) una adeguata valutazione del merito, della capacità e dell&#8217;impegno del singolo docente. Cosa che, alla lunga, porta alla disaffezione di chi è più bravo che non sente adeguatamente valorizzato il suo lavoro anche (ma non solo) in termini economici.</p>
<p>E&#8217; su questi aspetti che ti chiedo, da &#8220;persona informata sui fatti&#8221;:<br />
a) è solo una mia impressione, che non corrisponde alla realtà?<br />
b) se è come la vedo io, quale ruolo in tutto ciò ha (avuto) il sindacato?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: lupoalburnino</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/lavoro-e-alitalia-i-sindacati-italiani-oggi-quale-ruolo-hanno/informazione/il-bello-della-politica/lupoalburnino/3595/comment-page-1/#comment-16630</link>
		<dc:creator>lupoalburnino</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2008 07:12:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mentecritica.net/lavoro-e-alitalia-i-sindacati-italiani-oggi-quale-ruolo-hanno/il-bello-della-politica/lupoalburnino/3595/#comment-16630</guid>
		<description>Bella domanda! Premetto che io ormai sono in pensione e le mie idee valgono meno di un soldo bucato. Volevo e voglio intendere che nella scuola, come succede in tanti altri settori della pubblica ammnistrazione, la sanità per esempio, è scarsamente considerato il lavoro di chi sta effettivamente a contatto con il "la materia prima": alunni, pazienti, ecc., mentre è sovradimenzionato quello dei vertici. Voglio significare che il docente che "lavora" con e per bambini e studenti sia economicamente sia come soggetto culturale non fa alcun passo avanti. Se paragoni lo stipendio di un dirigente scolastico a quello di un docente c'è un abisso, mentre il contatto diretto con l'"utenza" è unilaterale. Insomma, chi "produce" effettivamente nella scuola viene quasi messo ai margini della società e del mondo del lavoro, mentre viene sempre più incentivato economicamente, socialmente e culturalmente chi sta "accanto alla scuola", non dentro come i docenti. Io anche da sindacalista avevo stilato una sorta di piramide: prima gli alunni, poi i docenti, poi tutti gli altri. I sindacati si oppongono? Non ho detto proprio questo. Ho detto che non si sono impegnati assolutamente in tal senso perchè molti dirigenti anche sindacali sono dirigenti scolastici o forse perchè la mia teoria è stata considerata un'utopia. Per essere ancora più preciso, per esempio la gestione democratica della scuola,  introdotta nel 1974 con i Decreti Delegati, è già stata messa in soffitta. Infatti gli organismi scolastici, scaturiti da una lunga e forte volontà popolare, rimangono sulla carta perchè chi decide monocraticamente è il capo d'istituto nelle singole unità scolastiche, mentre a livello regionale è il dirigente scolastico regionale, nominato politicamente come il manager della sanità, come il manager delle Ferrovie, come il manager dell'Alitalia...Insomma, la nostra società è una società verticistica, piramidale, come sostiene anche Gheraro Colombo, magistrato ormai in pensione. Non voglio i dirigenti scolastici? Non ho detto questo. Vorrei più democrazia e più uguaglianza economica e sociale...In tempi non sospetti, portavo avanti la tesi che i direttori didattici nella scuola elementare e i presidi nelle scuole medie di I e II grado dovessero essere eletti dai docenti per non più di tre anni. Fui preso per pazzo e deriso. Avevo evidentemente torto. Le cose si sono evolute in modo diametralmente opposto. I sindacati, che tengono a sottolineare la democrazia interna ed esterna, dove sono stati e dove sono? Sono diventati casta amch'essi!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bella domanda! Premetto che io ormai sono in pensione e le mie idee valgono meno di un soldo bucato. Volevo e voglio intendere che nella scuola, come succede in tanti altri settori della pubblica ammnistrazione, la sanità per esempio, è scarsamente considerato il lavoro di chi sta effettivamente a contatto con il &#8220;la materia prima&#8221;: alunni, pazienti, ecc., mentre è sovradimenzionato quello dei vertici. Voglio significare che il docente che &#8220;lavora&#8221; con e per bambini e studenti sia economicamente sia come soggetto culturale non fa alcun passo avanti. Se paragoni lo stipendio di un dirigente scolastico a quello di un docente c&#8217;è un abisso, mentre il contatto diretto con l&#8217;&#8221;utenza&#8221; è unilaterale. Insomma, chi &#8220;produce&#8221; effettivamente nella scuola viene quasi messo ai margini della società e del mondo del lavoro, mentre viene sempre più incentivato economicamente, socialmente e culturalmente chi sta &#8220;accanto alla scuola&#8221;, non dentro come i docenti. Io anche da sindacalista avevo stilato una sorta di piramide: prima gli alunni, poi i docenti, poi tutti gli altri. I sindacati si oppongono? Non ho detto proprio questo. Ho detto che non si sono impegnati assolutamente in tal senso perchè molti dirigenti anche sindacali sono dirigenti scolastici o forse perchè la mia teoria è stata considerata un&#8217;utopia. Per essere ancora più preciso, per esempio la gestione democratica della scuola,  introdotta nel 1974 con i Decreti Delegati, è già stata messa in soffitta. Infatti gli organismi scolastici, scaturiti da una lunga e forte volontà popolare, rimangono sulla carta perchè chi decide monocraticamente è il capo d&#8217;istituto nelle singole unità scolastiche, mentre a livello regionale è il dirigente scolastico regionale, nominato politicamente come il manager della sanità, come il manager delle Ferrovie, come il manager dell&#8217;Alitalia&#8230;Insomma, la nostra società è una società verticistica, piramidale, come sostiene anche Gheraro Colombo, magistrato ormai in pensione. Non voglio i dirigenti scolastici? Non ho detto questo. Vorrei più democrazia e più uguaglianza economica e sociale&#8230;In tempi non sospetti, portavo avanti la tesi che i direttori didattici nella scuola elementare e i presidi nelle scuole medie di I e II grado dovessero essere eletti dai docenti per non più di tre anni. Fui preso per pazzo e deriso. Avevo evidentemente torto. Le cose si sono evolute in modo diametralmente opposto. I sindacati, che tengono a sottolineare la democrazia interna ed esterna, dove sono stati e dove sono? Sono diventati casta amch&#8217;essi!</p>
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