Grandi Classici di MenteCritica: Cenerentola a Progetto. Buon Primo Maggio a Tutti
1 maggio, 2008 di settantasette
Archiviato in Cronache Italiane, Il Lavoro degli Italiani, i Classici
Riproponiamo uno dei pezzi più belli che abbiamo avuto modo di leggere sugli aspetti deteriori della flessibilità nel mondo del lavoro giovanile. Ancora un grazie a settantasette che se riuscisse a scrivere di più, aiuterebbe tutti noi ad essere migliori.
(favoletta moderna, assolutamente vera, sullo sfruttamento del lavoro precario)
C’era una volta…
… anzi, c’è anche adesso, una ragazza magrolina e piuttosto timida, che vive in una piccola città del Nord-Est. La signorina in questione, che chiameremo Cenerentola, sta finendo i suoi studi universitari. Si mantiene da sola, come è giusto quando si cominciano ad avere 25-26 anni, con mille lavoretti da incastrare tra una lezione e un esame. Diverso tempo fa, però, sembrava che ci fosse stata una svolta: l’occasione di collaborare, pagata poco ma pagata, con uno studio professionale la cui attività è la medesima del corso di studi che sta ultimando. Bello: praticamente uno stage remunerato. Co.co.pro., ovviamente, ma un contratto è sempre un contratto. E poi la possibilità di fare curriculum nello stesso settore dei suoi studi. Cenerentola era decisamente contenta.

Tutto bene per il primo periodo. Poi il lavoro si fa più impegnativo, lei è brava, le vengono affidati compiti sempre più complessi, le ore lavorate diventano molte, superando abbondantemente il part-time. Ma a Cenerentola il suo capo, che chiameremo StregaCattiva, dice che ne vale la pena, certo l’università rallenta un po’, però la prospettiva di una futura assunzione e di un percorso anche post-laurea nello studio è sempre più probabile, sono tanto contenti di lei. Dice lui. E se magari potessi fermarti qualche sabato, sai siamo alle strette con le scadenze, e anche qualche domenica, tanto non hai mica lezione il week-end, no?

E avanti così, per oltre un anno. Di rinnovo in rinnovo, alle medesime condizioni economiche, ma con una quantità di ore di lavoro ormai pari a un full-time. Cenerentola tiene duro, certo a questo punto da’ solo un esame ogni tanto, quando riesce, ma ci crede ancora. Finchè un giorno StregaCattiva, al momento di stipulare l’ennesimo co.co.pro., le dice che va tutto bene, ci mancherebbe, ma ci sono degli aggiustamenti che è necessario fare. Era ora, pensa Cenerentola, sto cominciando veramente a far fatica ad arrivare alla fine del mese, pagata meno di un part-time ma lavorando 40 ore alla settimana.
Sai, fa StregaCattiva, ci siamo resi conto che ci stai mettendo troppo tempo a finire l’università. E qui ci sarà presto bisogno di una persona nel tuo ruolo, però laureata, serve la firma, chiaro, no? Allora si pensava di rinnovarti il contratto, per correttezza, ma purtroppo per l’ultima volta. Giusto il tempo perchè tu trasferisca le tue competenze e la tua esperienza, aiutandoci a formarla, alla ragazza che arriva lunedì. Ti avevo parlato della nipote del mio socio? Ha finito l’università il mese scorso, è bravissima. Oh, s’intende, da noi avrai sempre referenze ottime, eh! Mi pare il minimo.

Ed è a quel punto che Cenerentola ha fatto qualcosa che quasi nessuno ha più le palle di fare: si è alzata in piedi, minuta com’è, eppure immensa, e ha detto la VERITA’. Ossia:
StregaCattiva, sei un miserabile disonesto figlio di puttana. Mi hai presa in giro sfruttandomi per un anno, promettendomi cose che sapevi benissimo essere già destinate ad altri, e facendomi perdere un bel po’ di terreno all’università per niente. Quindi il tuo contrattino del cazzo ficcatelo nel culo. E se ne sei capace, vergognati, tu e tutti i pezzi di merda come te. Addio, fottiti.
(Testuale, confermato dalla segretaria dello studio. La quale ha raccontato che StregaCattiva è rimasto senza parole per due ore, poi è andato via nervosissimo).
La storia di questa strepitosa ragazza, purtroppo, è comunissima. C’è un mondo intero, in particolare negli studi professionali, di maledetti bastardi che spremono senza pietà l’opportunità legale di tenersi quelli che praticamente sono degli schiavi. Contando sul fatto che davanti al bisogno si accetta tutto. Non è facile, si sa. Ma se ci fossero più giovani che hanno il coraggio di chiamare meschinità e sfruttamento con il loro nome, e di trattare come si meritano i piccoli stronzi che ci mangiano sopra, forse… forse. Chissà.

Cenerentola adesso spina birrette tre giorni alla settimana in un pub molto carino. E per questo viene pagata regolarmente, ben più di prima, contributi compresi. Ha quasi finito gli esami. Alle volte ripensa a quello che ha fatto, chiedendosi se era il caso. Una sera, a un certo momento, si è aperta la porta, ed è comparso StregaCattiva. L’ha guardata, l’ha riconosciuta, ha fatto retromarcia senza dire niente, ed è sparito a testa bassa. Lei ha sorriso. Nell’aria, per un momento, c’è stata come una sensazione di giustizia.
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Che dire, questa favola ha un lieto fine ma mi domando quanti invece non hanno il coraggio di mandare affanculo le varie StregaCattiva al momento opportuno?
P.S. Il lieto fine mi ha ammorbidito un pò ma dopo averti letto mi sento ancora come il macchinista ferroviere della locomotiva di Guccini.
già lessi nel tuo blog, e mi sento sempre orgogliosa di lei senza conoscerla, pensa
“minuta eppure immensa”…hai detto bene 77. Orgogliosa pure io e…anche davvero IN…(dignata). Che a tutte le “streghecattive” (non meritano maiuscole essendo piccole piccole) vada di traverso la mela!!!!
c’è da innamorarsi di questa cenerentola
Altroché.
Ti amo Cenerentola
Consapevolezza e dignità.
Buon Primo Maggio a tutti.
Spero che Cenerentola ora sia più felice.
Magari fosse una favola! Di Cenerentole oggi ce ne sono tante che ti viene il voltastomaco quando ne vieni a conoscenza. Sapete che nelle scuole private, da queste parti, dalle mie parti, le docenti lavorano completamente al nero, ricevendo la busta paga per poche ore, mentre ne prestano tante, ma nella busta non c’è neppure l’odore dei soldi, anche se “pecunia non olet”? E devono stare zitte zitte, altrimenti l’anno successivo l’incarico senza soldi se lo sognano. Solo per il punteggio si lavora. Non si sa mai, potrebbe servire. E questo è un paese civile?
Buon primo maggio? A chi? Alla speranza!
“L’ha guardata, l’ha riconosciuta, ha fatto retromarcia senza dire niente, ed è sparito a testa bassa. Lei ha sorriso. Nell’aria, per un momento, c’è stata come una sensazione di giustizia.” il motivo per fare i baristi