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Lavoratoooriii!



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Per descrivere il modo con il quale certe storie si concludono sarebbe necessario ricorre a parole antiche e dal significato recondito: onta, ignominia, infamia, fellonia. Io ne farò a meno perché voglio parlare chiaro e farmi capire da tutti.
Mi chiedo cosa resterà nella mia memoria di questi ultimi anni. Cercando di non pensare alla rissa da ubriaconi a base di sputi e di minacce, sarà banale e me ne scuso, ma le prime cose che mi sono venute in mente sono: la crociata (persa) contro i tassisti, il cretino che usa l’ambulanza come fosse un taxi, quello che per consolarsi della distanza dalla famiglia si fa di coca e tromba due puttane, plis visit Itali con la faccia da pirla e quello che va a trans con la Lancia Y. Full stop.

Ciò nonostante, mi piace pensare che, ieri sera, quando alla fine hanno spalancato le porte di quell’aula sordida dove si sono consumate le ultime ore di una vicenda da farabutti, appena il fetore ha incominciato a disperdersi, qualcuno di loro, mentre si incamminava nell’aria fresca e limpida della sera, abbia iniziato a sentire il disappunto di aver avuto comunanza con tale canaglia e si sia risoluto a cambiare vita, una volta e per sempre.
Perché, anche se ora sarebbe il tempo della recriminazione, dell’”io lo avevo detto“, in fin dei conti e nonostante tutto, mi sento un uomo positivo, un idealista. Adesso voglio pensare all’unica cosa veramente importante: il futuro.

Non vi dirò cosa fare perché, se siete qui a leggere MenteCritica, siete persone che sanno trovare la strada da sole e non avete bisogno di nocchieri che vi traccino la rotta.
Vi dirò quello che farò io e lo dirò perché ormai sono due anni che parliamo in rete e ci sono moltissime persone con le quali ho quotidiana frequentazione fisica e minor confidenza intellettuale.

Ho detto da tempo che non voterò alle prossime elezioni politiche. Ma io sono un uomo di scienza e, per me, non esistono questioni di principio. Ho cambiato idea e voterò. Voterò, e mi impegnerò per fare in modo che anche altri votino, una qualsiasi formazione politica che si impegni formalmente sui seguenti punti:

  1. Modificare la legge elettorale nel senso che sia possibile indicare la preferenza individuale e ci sia uno sbarramento percentuale in modo che partiti con dimensione ed organizzazione da cosca mafiosa non abbiano accesso al parlamento.
  2. Intervenire in maniera radicale in modo che il lavoro temporaneo sia retribuito almeno tre volte più del lavoro a tempo indeterminato a parità di ruolo e prestazione.
  3. Redigere una legislazione organica che regoli la procreazione medicalmente assistita, il divorzio ed le unioni tra persone dello stesso sesso con criteri laici, lasciando libere di regolarsi secondo la propria coscienza le persone di etica cattolica .
  4. Dare in outsourcing la lotta all’evasione fiscale reclamando allo stato una percentuale dei recuperi.

Niente contratti con gli italiani, niente papielli di 300 pagine. Quattro semplici cose.

Se non troverò nessuno in grado di offrirmi queste cose, mi regolerò secondo un vecchio proverbio russo che recita: “Non sono sufficientemente ricco da potermi permettere cose che valgono poco” e non voterò.

Non votare non vuol dire andare al seggio e disegnare un cazzetto sulla scheda. Non votare vuol dire non partecipare alla cerimonia, perché, se uno non è cattolico, alla messa non ci va proprio anche se non dice amen.

Anzi, visto che probabilmente si voterà in primavera, la domenica delle elezioni telefonerò a qualche amico che so essere intelligente ed onesto e che, come me, avrà deciso di non votare. Lo inviterò a fare una scampagnata in qualche luogo pittoresco della mia bella terra.

Lì, mentre i bambini giocheranno e noi saremo di fronte a un piatto appetitoso e profumato, parleremo di quello che vogliamo per il nostro futuro e di quello che possiamo fare per il nostro amatissimo paese. Cercheremo una strada da percorrere insieme. Mi piace pensare che questa sarà l’ultima elezione alla quale non parteciperò.

Ed è così che trascorrerò il giorno delle prossime elezioni. Perché il giorno delle elezioni è quello nel quale si costruisce una nuova nazione e questo lo farò con le persone in cui credo. Non certo con loro.

Voglio che chi verrà eletto alle prossime, vincitori e vinti è lo stesso, si senta solo e lontano dalla gente del cui futuro si è impossessato. Voglio che dietro i vetri oscurati della sua macchina blindata inizi a temere che la pacchia è finita e che la resa dei conti si avvicina. Voglio che capisca che io non ci sono cascato e non ci cascherò più. Voglio che tema i volti senza occhi che hanno rifiutato di mettersi in fila e celebrare, ancora una volta, l’ossequio al suo cerimoniale. Voglio che di me abbia paura, perché ormai non sa più nemmeno ciò che penso.

Se andremo al ristorante, sarà necessario prenotare. Chi vuole venire lo faccia sapere in tempo.

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Comments

43 Risposte a “Lavoratoooriii!”
  1. Oris scrive:

    Sono concorde su quasi tutto, tranne per un punto che trovo mancante: rendere la pressione fiscale sostenibile prima, poi fare l’outsorcing.

    Non voglio ritrovarmi solo con multinazionali anche per prendere il caffè.

  2. tusaichi scrive:

    l’unico appunto: due c in cascherò.
    per il ristorante due posti.
    grazie

  3. mc scrive:

    due posti. ok. grazie per la correzione.

  4. Doxaliber scrive:

    Secondo me potrebbe uscire una bella tavolata. :mrgreen:

  5. mattions scrive:

    Secondo me vanno aggiunti altri due punti:
    5. Creare un piano energetico serio, puntando sia su una ridifinizione delle tecnologie di base, quali il solare, l’eolico ed il geotermico, l’ecosostenibilita’ dei nuovi edifici che devono essere sostenibili nello stesso momento in cui vengono costruiti. Prima o poi scrivo un post su questo…
    6. Investire nella ricerca scientifica, creare le opzioni per un’immigrazione massiccia di studiosi e scienziati con conseguente creazione di un network di eccellenze a livello mondiale.

    Questo lo voto anche io, altrimenti vengo a pranzo. Seriamente.

  6. mc scrive:

    Sicuramente di punti ce ne sono molti da aggiungere, ma io non voglio fare il difficile. Ho indicato quello che considero assolutamente inderogabile.
    Chiaramente, tutti abbiamo le nostre priorità e le cose che dici tu sono fondamentali.
    Però voglio fare un discorso realista, altrimenti viene fuori un altro libro dei sogni e abbiamo visto che fine ha fatto il precedente.

  7. Oris scrive:

    Ok, allora vada per il pranzo, sperando di potercelo permettere anche poi…

  8. mattions scrive:

    Io sono realista. Andiamo a pranzo.

    Io sono idealista, ed ecco spiegati perche’ quei punti.

    Piano energetico nazionale il cui scopo finale sia quello di abbassare le emissione di CO2 in italia in maniera veloce ed efficente. Se questo non verra’ fatto si dovranno pagare tantissime multe e quei verranno gettati via

    Questo creerebbe anche un nuovo mercato, che se ben sfruttato, potrebbe darci un serio slancio.

    L’ultimo punto e’ determinante per l’economia. Se non viene effettuata ricerca scientifica non viene mai inventato niente di nuovo e niente verra’ costruito. Tutti i prodotti verranno comprati dall’estero con conseguente danno.

    Il tessuto sociale italiano e’ composto da piccole e medie imprese che non possono permettersi ingenti investimenti in R&S. La soluzione potrebbe essere utilizzare le eccellenze dell’Universita’ per creare una rete a guadagno condiviso che porti beneficio ad entrambi.

  9. mc scrive:

    Io faccio un mix di idealista/realista.
    Andiamo a pranzo e mettiamoci d’accordo su come realizzare i punti. Nel senso che bisogna ripartire dal basso, soprattutto da noi stessi. Senza aspettare che le cosa arrivino dall’alto.

    Capisco anche Oris che vuole che le tasse siano abbassate prima. Sono d’accordo, l’importante è essere certi che chi poi non le paga passa i guai seri.
    Ma certi. Certi veramente.

  10. tritumbani scrive:

    eccomi qua, aggiungi un posto, ma io insisterei almeno ad aggiungere 5 e 6 perchè senza formazione e seria ricerca non si va da nessuna parte;
    senza arrivare a 300 pagine un decalogo si può fare.
    E se come nuovo arrivato me lo posso permettere: 7. una seria interdizione dai pubblici uffici dei condannati, mi dispiace ma CUffaro non l’ho digerito proprio, altrimenti al ristorante dovrò prendere riso in bianco.
    saluti a tutti.

  11. Oris scrive:

    Esatto, il problema si sa non sono le regole, ma applicarle. :)

  12. mauro scrive:

    Una sola formazione politica che si impegni formalmente sui quattro punti da te indicati credo che sia poco probabile. Troveremo certamente quattro partiti, ognuno impegnato formalmente su un punto da te descritto, uniti a formare una coalizione. Al potere questa coalizione, come è accaduto, approverà solo i punti per i quali non era stata presa in considerazione, e il partito che non avrà rispettato il patto con il proprio elettorato avrà a chi dare la colpa.
    Se si organizzasse una bella tavolata non sarebbe male.

  13. mc scrive:

    Ma guarda
    se diventiamo un bel po’ possiamo organizzare un bel picnic.
    Facciamo che ciascuno porta una cosa cucinata, un formaggio, un salame, una bottiglia di vino.
    Da ciascuno secondo le proprie possibilità, a ciascuno secondo le sue necessità :-)

  14. Emanuele scrive:

    Mi sa che se continuiamo cosi dobbiamo occupare un bel parco giochi per il pic nic. Per pasquetta magari

  15. Malash scrive:

    mi spiace regà.. io sono d’accordo su tutto, ma non andare a votare non ce la faccio

  16. Cima scrive:

    Due adulti e due bambini. Va bene una pastiera?

    P.S. per la regione, però, devo soffonnare Totonno… ;-)

  17. mc scrive:

    @Malash
    :mrgreen: Dicci per chi e perché! Stiamo qui per trovare la strada giusta. Magari tu hai ragione.

  18. ilBuonPeppe scrive:

    Punto 1: se i partiti con dimensione e/o organizzazione da cosca mafiosa non devono avere accesso al parlamento, allora mi sa che abbiamo trovato il modo di ridurre drasticamente il numero dei parlamentari. La legge probabilmente la faranno, con tutta l’attenzione necessaria per garantirsi la propria sopravvivenza politica.
    Punto 2: già portarlo alla pari sarebbe un buon risultato, ma non faranno nemmeno questo.
    Punto 3: scordatelo, siamo in Italia. Non lo farà mai nessuno.
    Punto 4: zitto, che se ti sente qualcuno, c’è il rischio che questo lo facciano davvero. Siamo matti?

    Caro comandante, mi sa tanto che sei destinato a farti una bella scorpacciata.

  19. mc scrive:

    @Cima
    4 persone una pastiera? Ci vuole almeno una una uantiera di babbà e sfogliatelle in aggiunta.

    Totonno alla regione non si appresenta più. Andrà a fare il guru nel PD

  20. mc scrive:

    @Peppe
    e che ti devo dire. Meglio stare con gli amici.

  21. mattions scrive:

    @Malash.. chi voti, sono curioso anche io!

  22. pH 3/ D scrive:

    Posso aggiungermi? Con baba’ e sfogliatelle (di Attanasio , le preferisco) al seguito , ovviamente! Volevo fare una considerazione per quanto riguarda il punto 6: anche secondo me la ricerca e’ alla base di uno sviluppo economico..ma visto “come” si fa ricerca, ora, in questo paese penso che “investire” non farebbe cambiare nulla , arricchirebbe i soliti . E non sempre con un conseguente benefit per il paese.

  23. spes74 scrive:

    Alle sfogliatelle ci penso io: quelle che fa la mia pasticcera di fiducia sono spettacolari!! ;-)

  24. Luky scrive:

    Oh fermiiiii !io posso portare solo un paio di kg. di parmiggianoreggiano, purtroppo, le ultime (?)salasate hanno notevolmente ridotto il mio potere d’acquisto.
    Detto questo credo si potrebbe VERAMENTE creare un momento d’incontro.

  25. Annalisa scrive:

    Ci sono anch’io. E molto volentieri.

  26. Cosimo scrive:

    Caro Nebbia,
    il primo punto tra quelli da te elencati è aggirabile all’italiana, gli altri (che avallo in blocco) vanno contro le uniche due entità depositarie di potere praticamente illimitato in questo stivale venuto male, le due che hanno potere di veto in questa Repubblica Pontificia di Confindustria esattamente come il “Consiglio dei Guardiani” in quella che noi chiamiamo, a ragione, dittatura, nella Repubblica Islamica dell’Iran.

    A quel pranzo io ci sarò come ci sono sempre stato negli ultimi 15 anni.

  27. Cima scrive:

    La pastiera della mia signora sa essere, volendo, monumentale, e può bastare ad una ventina di normali assaggiatori. Se poi siete soliti scofanarvi fette da 250 grammi, non so che dirvi.
    Vabbè, aggiungiamo pure due casatielli ‘nzogna e pepe… :-)

    P.S. lo so che Totonno non si appresenterà più, ma innanzitutto non voglio correre rischi che salga qualcuna della sua cricca e poi, vuoi mettere la soddisfazione di essere tra quelli che lo hanno mandato a fare il guru?

  28. Adetrax scrive:

    Prodi era la migliore soluzione che questo paese potesse sperare dall’attuale panorama politico, e lo dico con cognizione di causa.

    So che molti lo hanno sostenuto anche e soprattutto per il suo “decisionismo” responsabile volto a concentrarsi su obiettivi realistici e quindi sui risultati “raggiungibili” momento per momento, mentre molti altri si sono comportati come adolescenti viziati o peggio deviati, che vogliono tutto ora e subito e anche a modo loro.

    Invito tutti a rivedere l’ultima intervista fatta da Fabio Fazio a Prodi il 16/12/2007 in cui l’intervistato mi era sembrato particolarmente “sveglio” e realista, spero di non doverlo rimpiangere troppo ma so che non sara` cosi`, quindi anch’io chiudo questa micro commemorazione e vado avanti.

    Sul punto 2) lavoro precario, 3 volte la retribuzione del lavoro a tempo indeterminato e` un po’ tantino, probabilmente qualcuno cercherebbe di remunerare meno il lavoro stabile; 1.5 – 2.5 volte sarebbe sufficiente.

    A questo aggiungerei anche un ulteriore sconto dell’1% – 2% del costo del lavoro per le imprese in modo da facilitare ulteriormente la ripresa del sistema.

    Il punto 4) “recupero fiscale in outsourcing” potrebbe essere pericoloso, gia` oggi l’onorata societa` si occupa del recupero crediti; ogni volta che in Italia un servizio pubblico e` privatizzato, c’e` il forte rischio che si verifichino abusi e inciuci tramite sistemi clientelari; in ogni caso i riscossori dovrebbero essere assolutamente integerrimi e inflessibili.

    Come punto 5) aggiungerei, in ambito politico, la selezione di nuove persone capaci, interessate alla soluzione ottimale dei problemi e soprattutto manifestamente disinteressate ai vantaggi personali e alle manovre clientelari (inclusi gli accoppiamenti con personaggi assolutamente equivoci, per non dire di peggio).

    La cosa importante sarebbe di averne parecchie di persone del genere, con l’obiettivo di sostituire quelle ormai invischiate negli attuali sordidi meccanismi di gestione e compravendita del potere.

  29. F.Maria Arouet scrive:

    “Voglio che di me abbia paura, perché ormai non sa più nemmeno ciò che penso.”
    Questo s’era capito, ma siamo sicuri che LUI/ESSO avrà paura, non sapendo come tu la pensi? E se non gliene importasse nulla, com’è accaduto finora?
    Non per rovinarti la scampagnata, ma per ricordarti che la schiera dei non votanti non ha fatto che aumentare, da un po’ di tempo in qua, senza che la politica se ne sia spaventata, al di là delle chiacchere.
    Non ti sembra un’atteggiamento un tantino romantico, più prossimo a una nobile ripulsa, tipo “ingrata patria non avrai le mie ossa”, che a un atto politico?

  30. Comandante Nebbia scrive:

    Bella domanda Arouet, e non escludo nemmeno che tu abbia ragione. Quello che mi viene da chiederti è quale sarebbe l’alternativa.
    Mettersi in fila per ricevere l’ennesima ostia e inghiottirla ancora una volta senza masticare perché se no si fa peccato?

    Ezechiele 22:30 calza a perfezione.

    E lascia Diliberto a casa, per favore. Con tutto il rispetto per lui e le persone che lo seguono, siede allo stesso tavolo di Mastella e con esso ha diviso pane e sale. Anche a Diliberto questa legge elettorale fa comodo.

  31. Silent Enigma scrive:

    io ne porto 3, più il sottoscritto.
    vino di qualità eccelsa e l’impareggiabile tiramisù di mamma.

    non ridete, quello di mamma silent è il più fenomenale tiramisù del sistema solare.

    portiamoci pure le tessere elettorali, le mettiamo una sopra l’altra e proviamo a sfidare la tour eiffel

  32. Oris scrive:

    Io l’ho gettata dal referendum sul finanziamento pubblico, e quella nuova che mi hanno mandato ultimamente non so dove sia… posso sedermi lo stesso?

  33. F.Maria Arouet scrive:

    Comandante Nebbia
    Ezechiele 22:30- “Ed io ho cercato fra loro qualcuno che riparasse la cinta e stesse sulla breccia davanti a me in favore del paese, perché io non lo distruggessi; ma non l’ho trovato.”
    A leggere il passo che citi par di capire che la cosa importante sia riparare la cinta e stare sulla breccia… se si vuol convincere il Dio Creatore a risparmiare il paese. O no?
    P.S
    Non so a cosa tu alluda quando parli di Diliberto. Forse mi scambi con un altro. Io Diliberto lo lascio a casa volentieri.

  34. Comandante Nebbia scrive:

    Stare sulla breccia non mi interessa. E’ da tempo che ho superato queste debolezze. Riparare la cinta è un’alata metafora per dire che senza cinta il pantalone non si regge e casca.

    Sì, ti ho scambiato per un altro.

    Grazie per le critiche, sono sempre bene accette. Ora attendo le alternative alla mia proposta.

  35. F.Maria Arouet scrive:

    Se parliamo di desideri ognuno di noi ha i suoi. I miei quattro sarebbero questi:
    a) Azzerare i costi della CHIESA, sulle spalle dei cittadini in virtù di tradizioni, patti, accordi, concordati palesi ed occulti, stipulati e/o mantenuti in virtù di una sostanziale diseducazione della popolazione. Mi riferisco all’8 per mille, agli stipendi degli insegnanti di religione, alle esenzioni ICI, alle rendite, decime, prebende, benefici, congrue che ci tiriamo dietro dalla notte dei tempi.
    b) Ridimensionare i costi della POLITICA.
    Sia diretti (drastica riduzione del numero di addetti (50%?), da conseguirsi attraverso l’abolizione/riduzione degli enti inutili (es. provincie), del numero e dello stipendio dei consiglieri comunali e regionali, dei deputati e dei senatori, l’abolizione delle sovvenzioni, eccetera, eccetera.
    Sia indiretti, sottraendo ai partiti il controllo delle nomine nelle aziende pubbliche statali e locali, nella Sanità, ….
    c) Investire nel MERIDIONE, nel senso di dotare gli organi dello stato degli strumenti legislativi, di polizia e di intelligence, in grado di riconquistarlo attraverso un’azione che porti allo sradicamento drastico, duro, definitivo, della MALAVITA organizzata.
    d) Ridistribuire tra i cittadini i vantaggi conseguiti, sotto forma di una riduzione delle aliquote IRPEF.

    Non mi aspetto un partito che faccia suo il mio personale programma, voterò per quello che ci si avvicina di più.

  36. tasti scrive:

    Ecco, 4 punti facili facili e vieni eletto invece di 300 pagine di “tutto per tutti!”

    Poi però l’eletto, per dirla alla D’Alema, potrebbe trovarsi ad avere responsabilità di Governo… (cosa che D’Alema evidentemente credeva non capitasse a tutti gli eletti ma queste sono storie vecchie)… e quindi i tuoi 4 punti facili facili li tagliuzza un po’ di qui e un po’ di lì e vien fuori che sono diventati 8 i punti e 7 ti fan abbondantemente schifo.

    Che si fa? Si spera che qualcuno faccia di nuovo cadere il Governo per riavere indietro il voto? Eh, no, bastaaaaa

    ….quale sarebbe questa splendida terra che vedrà il picnic più partecipato della storia dei picnic?

  37. marco scrive:

    Ognuno si fa il programma che vuole, però mi permetto di suggerire due spunti di riflessione:
    Quanto al punto 2), non si può fare. Non così. Per un sacco di motivi tecnici, giuridici ed economici che sarebbe lungo spiegare, e che però non si possono ignorare. Accenno solo che da noi i salari non sono stabiliti da nessuna norma imperativa. Sono stabiliti solo i *minimi* salariali, e nel medio periodo (vista l’incredibile rapidità con cui l’effetto euro ci ha dimostrato che si può spostare potere d’acquisto da una “classe” all’altra), questo fa tutta la differenza del mondo.
    Allora, meglio, molto meglio, semplicemente abolire il precariato. Se uno lavora per più di tre mesi (o sei, va’) per lo stesso datore di lavoro, è automaticamente convertito a tempo indeterminato. Com’era prima (del pacchetto Treu, che non ho mai capito tutta st’acrimonia contro la legge Biagi che non si è inventata niente), insomma.

    Quanto al punto 4), è un legittimo modo di immaginare una riforma. A guardare i numeri, però, il problema non sembrerebbe davvero quello di trovare gli evasori. Ne vengono trovati tantissimi. Il problema è di incassare davvero i soldi che dovrebbero versare. E, in effetti, per almeno 20 anni il sistema degli “incassi” è stato delegato in outsourcing a privati, i quali incassavano qualcosa come lo 0,4% di quel che avrebbero dovuto.
    Una specie di “conflitto di interessi” ante litteram.
    Non mi illuderei che mettere in mano a privati sia la soluzione in quel settore.
    Ma qui, al contrario che nel caso precedente, è questione di opinioni.

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  1. [...] certa propensione a credere ai fatti che alle idee/simbolini/nomi penso che questa idea epsosta su mentecritica sia molto ben [...]

  2. [...] Qui ci si dimentica troppo presto – come sempre – che la politica dovrebbe esistere per risolvere i problemi dei cittadini, che sono tanti e sempre più gravi, e per far giocare al nostro paese un ruolo anche in ambito internazionale, per non restare al palo in questi tempi in cui la globalizzazione obbliga a muoversi. Insomma, io ne ho le palle piene di dare cambiali in bianco ad un tizio che si alza la mattina e dice “I care”, e un’altra e dice “We can” perché lo ha sentito in giro e gli è piaciuto. E mi sono stufato pure di cercare di capire per quale strano marchingegno Berlusconi dovrebbe rinunciare a vincere le elezioni. A me di questo non interessa nulla. Voglio scoprire il bluff. Voglio vedere, nero su bianco, il programma di governo di questi signori. E non mi basta che scrivano volumi di programmi fumosi ed ambigui che poi nessuno rispetterà, o che vadano in TV a siglare contratti con gli italiani. Io voglio vedere se Berlusconi avrà davvero il coraggio – come ha dichiarato – di far stampare dieci, quindici disegni di legge siglati da tutti i maggiorenti della sua parte politica da far approvare in Parlamento nei primi cento giorni del suo (eventuale) governo. E se Veltroni, che di coraggio ne ha già dimostrato – di questo bisogna dargli atto – farà altrettanto. E poi voglio scegliere, non sulla base di slogan, ma di impegni precisi, per chi votare. Sempre che mi piaccia uno di questi programmi. Altrimenti meglio un picnic. [...]

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  5. [...] a casa o fare una gita il giorno delle elezioni. Non astenersi, in cabina a o pubblicamente. Non votare scheda nulla o, peggio, votare a cazzo. [...]

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