L’Appiccicosa Melassa di Twitter 14


Deluso ferocemente da Facebook, al quale mi ero avvicinato consapevole della vacuità dello strumento, ma speranzoso di poter ritagliare una fetta di interesse per gli argomenti che mi stanno a cuore, da qualche giorno sto cercando di usare twitter dove le foto sono in secondo piano, non esistono gli eventi e il limite dei 140 caratteri impone una certa disciplina mentale.

Stamattina scossa di terremoto e parte la cascata di miele. Appelli per sospendere parate e visite del papa allo scopo di destinare i quattrini ai terremotati, come se nessuno sapesse che i soldi si spendono per organizzare un evento e non per tenerlo. Ripetizione a mitraglietta e a pappagallo dello stesso numero di telefono a cui chiamare “per soccorsi” e dell’appello ad aprire le reti wifi domestiche in sostituzione dei telefoni scarsamente funzionanti come se le wifi domestiche viaggiassero via satellite.

Ma a che pro aprire le reti? Forse per consentire ai terremotati di poter richiedere la sospensione degli eventi per destinare i soldi ai terremotati, ripetere a mitraglietta lo stesso numero di telefono a cui a cui chiamare “per soccorsi” e lanciare appelli ad aprire le reti wifi in sostituzione dei telefoni scarsamente funzionanti. Una versione ricorsiva e vuota del buonismo più becero, ipocrita e inutile.

Tutti disponibili ad aiutare se si tratta di premere un bottoncino “retweet”, senza applicare nemmeno un milligrammo di inferenza, nessuno che dice “voglio cacciare 50 euro ditemi dove versarli” oppure che chiede dove andare a dare una mano con pala e piccone. Retweet e il gioco è fatto, la coscienza è salva e l‘anidride carbonica si disperde nell’atmosfera in una invisibile, nuvola inodore di stupide ed ipocrite cazzate che avvelena l’ambiente, corrompe i cuori e anticipa la fine del mondo che già aspettare dicembre 2012 è diventato pesante.

p.s.: a scanso di equivoci e con grande trasparenza, non voglio cacciare i 50 euro (nemmeno 10) e non ho nessuna intenzione di avviarmi con pala e piccone da qualche parte. Io, lo ammetto apertamente.


Informazioni su Comandante Nebbia

Sono stato un uomo mediocre. Ho avuto mille paure segrete e le ho tenute nascoste sotto una coltre di ruvida violenza. Ho camminato a caso e qualche volta mi sono fermato quando non dovevo. Ho muti rimpianti, una rabbiosa rassegnazione e vivo di severi silenzi.
Ho amato i pigri pomeriggi d’estate, le stanze ombrose con gli scuri abbassati e i giorni cupi dell’inverno più freddo, quando il cielo grigio minacciava pioggia e i primi lampi squarciavano l’orizzonte.