L’Appello di Eugenio Scalfari: il Senso 54


Scriveva, tra l’altro, domenica 23 maggio su “La Repubblica”, Eugenio Scalfari:

“Il problema dei democratici è quello di mobilitare gli elettori che hanno lasciato il Partito democratico e si sono rifugiati nell’area dell’astensione. Se c’è un momento in cui non ha senso astenersi è questo. Non ha senso criticare Berlusconi e astenersi. Non ha senso proclamarsi di sinistra e astenersi. Non ha senso avvertire sulla propria pelle l’imbarbarimento sociale e astenersi. Non ha senso temere una svolta autoritaria che è sotto gli occhi di tutti e astenersi.
…L’altra sera, in una trasmissione televisiva, mi sono imbattuto prima di cambiar canale in Borghezio e nella Santanché. Dico la verità: dopo averli ascoltati m’è venuta la voglia di espatriare.

Poiché Scalfari usa una parola a me molto cara: senso, e da persona che non si proclama di sinistra ma crede nel libero pensiero e nella virtù profonda e unica dell’esercizio del spirito critico, andiamo di senso.
Tralascio di discernere sul concetto di sinistra. Mi limiterò a due banali domande: c’è ancora la sinistra? cos’è la sinistra?

Che senso ha votare per il PD – perché è questo ciò che chiede Scalfari dietro al suo panegirico dialettico sul senso se, da un anno e più dalla sua costituzione, non è stato capace di partorire idee, progetti concreti, che dessero il senso e la misura di un modello alternativo al berlusconismo.

Modello del berlusconismo che, come Scalfari persona matura e acuta dovrebbe sapere, esisterà e sopravviverà a Silvio Berlusconi perché vi è una parte del paese, una parte di società che in quel modello si riconosce. Contrariamente, Berlusconi sarebbe stato quanto meno ridimensionato da tempo. E’ altresì vero, e Scalfari persona matura e acuta dovrebbe saperlo, che se il posseduto dal delirio di onnipotenza: l’attuale presidente del Consiglio, non è stato ridimensionato ciò è demerito anche della sinistra. E qui chiudiamo il cerchio. C’è ancora la sinistra, che è la sinistra? Sarà il caldo e quindi l’idiosincrasia nel trattare del pressoché nulla che non attendo risposta alla domanda.

Sempre per parlare di senso.
Io ritengo che non abbia senso votare per il PD. Non per colpe specifiche di Dario Franceschini, che, anzi, vista la gatta da pelare che si è presa, sta cercando di tamponare e attutire gli urti mediatici del presidente del Consiglio ma, è come l’allenatore in seconda messo lì all’ultimo a sostituire il primo e che si sa che a fine campionato torna ad essere il numero due o ad allenare i ragazzini.
Gli errori, la mancanza di identità sono innanzitutto da imputare a Walter Veltroni; certo non l’unico responsabile ma il principale. Colui nel quale Eugenio Scalfari aveva riposto tante speranze.
Non posso e non voglio certo negare ad uno dei più autorevoli ed efficaci analisti della politica italiana di esprimere il suo parere su cosa dovrebbe o non dovrebbe fare un elettore, in primis quello di sinistra, ma un po’ di autocritica, un po’ di riconoscimento di inadeguatezza da parte del candidato precedentemente sponsorizzato renderebbe più credibile il suo appello: votate PD per ridurre al minimo il successo di Berlusconi.
Capisco benissimo che Eugenio Scalfari non voglia morire con Berlusconi ancora al potere, con una democrazia sempre più snaturata e a rischio, ma, perché questo obiettivo umano-politico si realizzi, caro Scalfari, il PD deve diventare un partito socialdemocratico. Non ha ancora iniziato. Si occupi e si preoccupi di questo caro Scalfari. Neanch’io, che sono parecchio più giovane di lei, vorrei morire con il modello del berlusconismo imperante (perché il punto della questione è il modello sociale-politico non solo e tanto il Cavaliere) ma se la sinistra o centro-sinistra che dir si voglia è quella conosciuta negli anni, non solo quella dell’ultimo anno, morirò prima io di quel modello.

Quanto alla considerazione che vedendo Borghezio e la Santanchè, gli verrebbe voglia di espatriare, a me la voglia di spostare la residenza all’estero mi viene ogni volta che constato l’assenza di una politica che sappia pensare e attuare un modello alternativo al berlusconismo. Borghezio e Santanchè sono due essere inutili che in una società nella quale se vi fosse una reale e sana – e sensata – contrapposizione di progetti politici e non un regime di delirio di onnipotenza nessuno inviterebbe in un programma televisivo. Al massimo, potrebbero avere un tocco di visibilità filmandosi con una webcam per ficcarsi in rete. Qualche imbecille cronico disposto a commentarli ed approvarli lo troverebbero. Con tutto il rispetto che ho per il mezzo che sto usando: un blog in internet.


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54 commenti su “L’Appello di Eugenio Scalfari: il Senso

  • Marinella

    Che dirti? non posso non concordare visto che il mio pensiero è questo.
    Dal testo però emerge una realtà interessante,cioè l’enorme importanza attribuita al “Candidato Premier”…so di cadere nell’utopia, ma un “partito democratico” può davvero portare avanti il modello di appiattimento intorno ad un’unica persona di spicco,così come avviene palesemente nel PDL e in troppi partiti,magari in misura minore,prima di esso? A mio parere no. Altrimenti, vada a cambiar nome, si tolga di mezzo e lasci che l’elettorato di sinistra si riorganizzi intorno ad un’altro polo. In realtà è sconcertante come il PD puntualmente si riproponga di contrastare Berlusconi utilizzando le sue stesse armi, facendo al suo partito esattamente da ombra,portando avanti gli stessi principi,con l’unica differenza di dichiararsi “alternativo”,”in opposizione” a Berlusconi stesso. Questo è il motivo per cui mi sono ripromessa che alle prossime elezioni non voterò PD, ma non mi rifugerò nell’astensionismo,questo no,non brucerò il mio diritto di voto. Chi si riempie la bocca di espressioni come “voto utile” smetta di dichiararsi democratico o peggio ancora comunista(si,sotto casa mia campeggia un manifesto-abusivo-con su scritto “vota comunista,il vero voto utile a sinistra”)perchè questa non è democrazia, questa non è uguaglianza,questa è solo l’antica legge del più forte,il principio in base al quale Berlusconi è ancora al governo e non in galera.

    • Oris

      Ho riletto ora il tuo commento e condivido fortemente le motivazioni di fondo del tuo ragionamento.

  • anna

    francamente a pochi giorni dal voto non so ancora cosa è meglio fare. L’astensione non mi è mai piaciuta, ma inizio a ricredermi. A votare adesso si rischierebbe:
    calcando poco di far cambiare la crocetta,
    votando il proprio scheramento: se è piccolo di non superare la soglia di sbarramento, se è grande di veder deluse le aspettative,
    se si vota scheda bianca o annullarla: non si risolve nulla e si rischia lo stesso di veder cambiato il proprio voto
    Se non vado a votare olre che a non perdere tempo:
    dimostro che non ho venduto il mio voto a nessuno
    che non accetto i candidati imposti
    che voglio dare un segnale: smettetela di litigare e di spendere per votazioni differite quando si sarebbero potute raggruppare
    ma anche che:
    sono un rassegnato o un menefreghista,
    che ho bruciato l’unica possibilità che ho.
    Qualunque decisione che prenderò all’ultimo momento, non sarà quella giusta.

    • pacatoegentile

      se si vota scheda bianca o annullarla: non si risolve nulla e si rischia lo stesso di veder cambiato il proprio voto

      Non vedo come farebbero a cambiare il tuo non-voto se la scheda e’ nulla, cioe’ piena di ghirigori e di x su tutti i candidati.

      • anna

        cambiano la scheda pasticciata con una già votata Solo il mio certificato elettorale senza timbro può provare che non ho dato il voto che dicono loro.
        Non so se è successo o no. prove non ne ho, ma i dubbi ci sono

          • Anna

            appunto.
            provo a fare il tuo gioco, e penso che lo facciano anche gli altri elettori, di destra e di sinistra. Togliamo il PD o il PDL, ci accorgiamo che si vota uno per escludere l’altro, e allora analizziamo i programmi degli altri partiti. Dopo everci chiesto perchè si siano spezzettati al posto di coalizzarsi, scegliamo e incrociamo le dita.
            Andiamo a votare e troviamo nei dintorni i notabili della nostra città tutti sorrisi e inchini, che improvvisamente si preoccupano di come stiamo. Entriamo nell’aula dove si vota e sulla lavagna ci accorgiamo che il totale dei votanti non corrisponde al totale dei votanti donne + uomini. Ci accorgiamo che dobbiamo calcare bene, perchè la matita potrebbe essere cancellabile. Calchiamo bene. Guardi gli scrutinatori: quasi sempre gli stessi, ma non puoi dire nulla perchè anni passati anche a te avevano proposto di fare la scrutinatrice: ma con un figlio piccolo e un’attività appena avviata come potevi accettare? Poi viene in mente anche la leggenda metropolitana sui cinesi: questa volta qualcuno ha visto le urne elettorali nel cofano della macchina di un cinese, ma sembra che l’abbiano raccontata solo a te. Ti ritorna in mente la polemica dei brogli, che se lo diceva Deaglio era per turbare la stabilità del paese, se lo diceva Berlusconi il governo Prodi aveva vinto solo per pochi voti, e la certezza è stata la scoperta delle irregolarità del voto all’estero, in cui c’entra De Gregorio, guarda caso, quello che occupa due poltrone, a destra e a sinistra, ma solo per problemmi di sovrappeso. A questo punto preghi che San Gennaro faccia la grazia:
            San Gennà fà che gli italiani votino il partito migliore!
            Figlia mia, fatt’!
            San Gennà fà che vada al potere!
            Figlia mia, quante grazie aggia fà? Aggia fatt’ trovà persino N. a 18 anni ancora illibata! Mi si sta squagliando non solo il sangue, pure il cervello!
            Ecco perchè rimango incerta, non su chi votare, anche se non vincerà ma se poter dimostrare che non ho votato chi vogliono loro o se rischiare e dargli la possibilità di cambiare il mio voto.

  • pacatoegentile

    proviamo un gioco:
    1) fingi per un momento che berlusconi non esista e non esista il suo pdl
    2) ripeti il punto 1
    3) ripeti il punto 1
    4) guarda il resto dei partiti che ci sono
    5) analizza per bene il pd e il suo programma lo voteresti ?

    Questo giochino serve a far capire come – da molte discussioni che ho avuto con amici e conoscenti – molti voti del pd esistano unicamente perche’ voti di protesta contro B. o in generale il pdl; il ragionamento, di solito, e’ il seguente:
    – non posso rischiare che SB venga rieletto
    – se voto qualche partitino piccolo il mio voto verra’ perso e non servira’ alla lotta contro SB e il pdl
    – voto l’unico partito che so avere qualche probabilita’ di vittoria sul pdl (e qui si potrebbe discutere per anni su quali siano le prove che cio’ e’ vero o ci si fida di quello che dice la tv?)

    Anche il discorso di scalfari e’ interessante: fondamentalmente ti pone in un bivio di scelte (scelte che ha deciso lui) : o voti il pd oppure ti astieni dal votare; il tuo cervello si focalizza tra le due scelte e perde di vista tutte le altre, ecco allora che la scelta viene fatta solo tra due “finte” scelte, e per il resto del tempo prima dell’elezione, l’elettore non si focalizzera’ su quale partito scegliere, ma sul crearsi delle motivazioni/scuse per cui la scelta fatta (voto pd o astensione) e’ la migliore.

    • anna

      ma gli altri partiti non PDL, NON PD sono divisi, ecco il punto. Non si sono ancora riorganizzati.

      • pacatoegentile

        rifai il punto 1, 2 e 3 non li hai seguiti bene 🙂

        E allora ? fintanto che rimani in questo labirinto logico dove sacrifichi il tuo voto per l’unico possibile avversario (perche’ cosi’ ti hanno inculcato in testa i media) alla lotta contro berlusconi (cioe’ l’incrocio tra il diavolo, darth vader, valdemorth e il barone ashura) si fara’ il gioco dei politici

  • Marinella

    Per l’appunto:se tutti credessimo,come vogliono farci credere,che l’unico voto utile sia quello per il PD, e sia utile non nella misura in cui ci siano idee valide portate avanti dal partito, ma solo per ottenere un momento di grazia,una pausa nel sistematico lavoro di smantellamento democratico a cui, impotenti, ci tocca assistere quando al governo è Berlusconi e i suoi ministri-specchio (l’unica,opprimente,figura che ne viene fuori è lui e solo lui,attorniato da uno stuolo di burattini),l’unica alternativa possibile sarebbe questa,votare il PD.Ma ora,non credo davvero che l’elettorato di sinistra dal PD si senta rappresentato,e qui ci si spiega come mai l’astensionismo.
    Ad Anna vorrei rispondere che l’attuale classe dirigente B&co poco se ne importa dei segnali derivanti dall’elettorato,specie se l’elettorato in questione,qualora votasse,voterebbe in segno opposto,mettendo a rischio la certezza che essi stessi possano risalire. Il tuo ragionamento tornerebbe solo nel caso in cui essi davvero fossero democratici,se davvero governassero perchè mossi da senso civico,senso del dovere,filantropia o anche solo da mero nazionalismo,o un ancora meno probabile senso della giustizia, che,conoscendo i soggetti…
    Se loro, se SB,vuole vincere le elezioni NON è nel pubblico interesse, quindi l’astensione sic rebus stantibus sarebbe solo CONTROPRODUCENTE,sarebbe uno spianargli la strada,nulla più.
    Il mio consiglio per l’elettore deluso è quello di tornare alle urne, di scegliere tra uno dei tanti partiti schierati a sinistra, e ce ne sono, e di idee ne hanno,e di votare,così,pensando semplicemente a quello da cui si sente più rappresentato.Certo,così facendo non vincerebbe il PD,probabilmente vincerà di nuovo SB,ma avremmo dato un segnale:il voto e il libero arbitrio sono un diritto e vanno dati a chi,in coscienza,crediamo ne sia più meritevole (o meno immeritevole,fate voi). Se ogni astensionista ragionasse così si potrebbe anche essere talmente fortunati da trovare che il più rappresentativo di questi partiti è lo stesso per molti…e chissà,si potrebbe tornare a sperare,a decidere,senza che per noi lo facciano altri che hanno tutto l’interesse a farlo…a nostro danno.

    • Oris

      non accetto il meno immeritevole, sono stufo e sono stufo di chi lo propone, questo è il vero male italico, il compromesso a tutti i costi sempre e comunque.
      Ci sono cose per cui vale la pena essere categorici, una appunto è il voto.

  • ilBuonPeppe

    Scalfari sbaglia.
    Astenersi ha senso. E’ inutile, questo sì, ma ha senso.
    Ha senso se chi si contrappone all’imperatore usa gli stessi metodi (senza neanche saperlo fare).
    Ha senso se la stragrande maggioranza dei politici non è altro che opportunismo e caccia alla poltrona.
    Ha senso se non c’è un partito (uno!) capace di proporre un modello veramente alternativo.
    Ha senso se partiti e politici non applicano ciò che propongono prima di tutto a sè stessi.
    Peronalmente ritengo che sia meglio annullare la scheda (magari scriverò qualcosa in merito) ma l’astensione ha senso. Purchè non sia disinteresse, ovviamente; in tal caso sarebbe disprezzabile.

    • Oris

      Sì, anche io dopo anni di astensionismo schifato da referendum mdisattesi e da idee vecchi e stantie prive di qualsiasi concretezza, sono giunto alla conclusione che la scheda annullata o nulla sia la vera risposta, la vera battaglia di democrazia di un uomo che abbia ancora una coscienza libera, priva di squadrismi che non hanno senso di esistere.,,
      oggi ero a pranzo con rappresentanti del PD delle mie parti, gente che ci crede col cuore… ho fatto le mie domande da uomo della strada, che sono:
      “Come mai nonostante denunciate questi disagi (ne denunciavano tanti, delusioni, guerre intestine, mancanza di possibilità di fare del bene alla gente) siete ancora in politica?”

      La risposta che ho avuto è passata da un “O satai così o fuori, e fuori non puoi far nulla” a “la vecchia classe dirigente deve sparire” a un sorriso di rassegnazione complice…

      La politica oggi non ha i mezzi per fare il suo dovere, signori, non ce l’ha, parlate con i vostri candidati, io che ho la possibilità di farlo spesso (che scoperta eh? non ve l’aspettavate che un qualunquista aveesse frequentazioni politiche assidue) vi dico che la delusione che spesso denuncio io ce l’hanno anch etutti quelli che fanno politica con pasione.

      Mi viene detto ch echi fa poloitica con passione difficilmente raggiunga posizioni elevate…
      Anzi la risposta mi è stata data dopo aver chiesto:
      “Ma secondo voi, quante sono le persone in politica che lo fanno per passione e spirito di servizio in percentuale?”
      Mi è stato detto un 50%.
      Al che io ho detto, e nessuno di questi arriva mai a poter fare qualcosa di concreto?
      “No” è stata la risposta, “devi sottostare a logiche di partito dall’alto”.

      Altra domanda: “quanto secondo voi la politica lavora per i cittadini e quanto per cleientele e interessi particolari?”.

      La risposta non ve la dico.

      Quindi, scheda nulla, lo dobiamo fare per aiutare i politici che lo fanno per passione.

      Qualsiasi altro metodo alimenterà ancora una voltsa il carrozzone degli interessi attuali.

      • pacatoegentile

        Anche io sono per la scheda nulla: vado a votare quindi dimostro che sono interessato al futuro del mio paese.
        non lascio in bianco la scheda, casomai qualcuno la usasse per favorire un qualche schieramento
        la metto chiaramente nulla, poi voglio vedere che cosa succede quando il numero di voti nulli diventa tangibile che cosa succede.

  • Gunnar

    Delusione. Doppia e tripla delusione.
    Ma questo non è MenteCritica? E tutto quello che a MC si riesce a raccogliere è un poco edificante “annulliamo le schede”?, oppure un “non voto che tanto fa tuttio schifo e diamo un segnale”?
    Ditemi che è uno scherzo. E’ un “tanto per parlare”.
    Non importa per chi si voti. Proprio non importa. Non importa cosa venga fuori dalle urne.
    Ciò che conta, veramente molto, è il fatto di poterci andare alle urne.
    Quello è il luogo in cui resta l’ultima scelta. Al di fuori delle urne non c’è scelta. Si torna ad essere solo dei sudditi e a pagare il dazio.
    Qualcuno, vediamo se ho capito bene, ragiona in questo modo: “Berlusconi e il berlusconismo mi danno il voltastomaco ma andare a votare per il PD mi fa schifo uguale, quindi non voto…”
    Devo dire che in quanto a brillantezza e acume intellettuale ce n’è da vendere. E’ come dire che “dal momento che devo soffrire tanto vale soffrire alla grande!” (Così poi posso continaure a dare la colpa al PD e a Veltroni e ai comunisti e ai radicali e ai verdi e a tutti gli altri che mi possono venire in mente e che sono responsabili dei guai dell’italica gestione. Nonè Berlusconi il responsabile, non sono i leghisti, non i fascisti sdoganati da Fini, non anni di democrazia cristiana e di socialismo craxiano, non decenni di sottobosco politico affaristico e di governo clericale fantasma e sempre presente… No. la responsabilità è del PD. Ma tu pensa!
    Come ragionamento non è male. A me sembra che sia un comportamento molto simile a quello di chi vede uno che ammazza un altro e continua a guardare senza intervenire: tanto non ci riesco a fermare l’assassino, tanto non cambia il risultato, tanto quello se l’è cercata, e poi quando arriva la polizia posso descrivere i fatti… e poi è meglio che io mi preoccupi dei fatti miei…. ecc.
    Ma che ragionamento è? Dunque siccome i politici sono tutti lì a fare i furbi e i mangiapane a ufo e ognuno si cura solo del proprio campo coltivato allora “io” non vado a votare e posso a mia volta preoccuparmi del “mio” micro campetto privato e vivere tranquillo dicendo a tutti che sono sano e politicamente illibato.
    E magari approfitto e mi prendo un po’ di vacanza che ne ho tanto bisogno.

    Cercate un parrocchia, un referente, un qualsiasi candidato che vi ispiri qualche forma di credibile pragmatica efficienza e votate da quella parte.
    Andate a votare. Le colpe della sinistra sono anche e soprattutto le colpe di quelli che hanno saputo solo criticare la sinistra e non si sono mai opposti alle sue sbandate. La licenza berlusconiana passa attraverso l’obliterazione delle critiche di sinistra alla sinistra stessa. Non è una questione di nomi o di etichette. E’ una questione di coraggio.
    E a bruciare le schede non vedo proprio che coraggio ci sia.
    Un saluto.

    • Darsch

      Sono d’accordo. Piuttosto che non votare o annullare la scheda, votate uno dei partiti cosiddetti “minori”, in base al loro programma. Ce ne sarà almeno uno che rispecchia le vostre idee, no?
      Tra l’altro il sistema è proporzionale, quindi il voto non sarebbe affatto sprecato, perché potenzialmente vedrebbe comunque una rappresentanza di quel partito (piccola o grande, dipende da noi) al Parlamento. E avere dentro qualcuno che la pensa come noi, anche se in piccola parte, non è cosa da poco, secondo me. Il problema è che se 10 persone la pensano cosi’, e altre 20 invece dicono che è inutile votare per i partiti minori, ecco che quella rappresentanza si volatilizza…

      • Oris

        Inutile votare un’idea inun sistema malato.

        Cosa te ne fai?

        Le logiche di partito sono diverse, comanda il partito e gli interessi sono altri, non quelli del programma…
        Ma ci parlate con i politici?
        O vi limitate a leggere gli slogan?

        • Darsch

          E’ una questione di compiti. Il mio compito, da cittadino, è quello di valutare le scelte che mi si presentano dinnanzi, in base alle idee, ai propositi, alle azioni, alla coerenza e agli ideali di chi dovrebbe rappresentarmi in Parlamento, e poi votarlo, dargli la mia fiducia. Il compito di chi sta dall’altra parte è accollarsi la responsabilità di avere persone che contano su di loro, rispettare le promesse fatte e agire per difendere gli interessi di chi ha riposto fiducia in loro. Se questo non succede, benissimo, ammetterò di aver sbagliato, di essermi fidato di chi non la meritava. Affermare che il sistema è tutto malato, e che è inutile votare visto che i partiti non fanno mai gli interessi di chi li vota, vuol dire aver perso la speranza che ci sia anche solo una persona sincera e dai buoni propositi in mezzo a quel calderone. Vuol dire però anche smettere di cercare quel “50% che lo fa per passione” cui ti riferivi in un commento precedente. Ci sarà un solo misero candidato che ispira la tua fiducia più degli altri, che ti sembra lo faccia per passione sincera. Vota lui, no? Magari fa parte di quel 50%… magari, guarda un po’, gli serve proprio la nostra spinta per uscire dal mucchio, per “arrivare a poter fare qualcosa di concreto”.

          • Oris

            A parere mio non conosci le meccaniche di partito, perchè se le conoscessi, sapresti che chi non sia allinea è escluso.

            Quindi, la buona volontà non serve.

            Se vuoi veramente difendere n diritto non devi nasconderti dietro il dito del dovere civico, devi sapere come questo diritto è violentato e cominciare una lotta vera per difenderlo.

            Il votare significa solo fare il gioco di chi ha le regole in mano, e le regole sono chiare: prima gli interessi del partito, se avanza poi, quelli del cittadino, se no ciao.

            Certo ti può rimanere il dubbio che le mia siano parole vuote o dettate da una esperienza parziale, ma la domanda ch eti faccio è:

            Se invece tu sapessi per certo che è come ti dico, sentiresti ancora i aver fatto il tuo dovere civico semplicemente votando? 😉

          • Darsch

            Sicuramente non conosco alla perfezione le meccaniche di un partito. E visto che mi sembra un argomento parecchio importante, magari potresti approfondire la questione (con un articolo sarebbe il massimo). A me interessebbe. 🙂

            In merito alla tua domanda: le meccaniche di cui parli sei sicuro che valgano per TUTTI i partiti? E i candidati indipendenti non sono forse (almeno in larga parte) esclusi da queste meccaniche?

            Ad ogni modo è abbastanza ovvio che se sapessi per certo che è come dici per tutti i partiti e tutti i candidati, sarebbe abbastanza inutile votare. Il punto è proprio questo: io non credo che lo sia al 100%. Anche se lo fosse al 99, varrebbe la pena continuare a cercare, secondo me. 😉

          • Oris

            effettivamente NON posso garantirti che TUUTE le realtà locali (perchè di quelle parlo) siano come quelle 4 o cinque delle quali sono certo dei meccanismi.

            La riflessione che ti ponevo io era diversa.

            Qui si pone la scelta di uno che ANNULLA la scheda come non ponderata, io la trovo una certezza risibile perchè si basa su ALTI VALORI che poco purtroppo sono rappresentati dalla realtà delle cose.

            Io con la politica ci lavoro, le lottizzazioni, l’urbanistica, il territorio sono cose delle quali mi interesso.

            e quindi prima o poi sono negli uffici di quello o di quell’altro, sono amico di molti per altri motivi che non ti sto a spiegare… ho rapporti di conoscenza in diversi ambiti.

            Quindi le cose che avvengono dietro le quinte, i discorsi di partito, le campane le sento tutte, DX,SX,DSXSD ecc.

            E sono a conoscenza di come avvengano le esclusioni o le cancellazioni di chi non è in “linea”.

            Questo per la prima parte del tuo discorso.

            Per la seconda parte del tuo sdiscorso invece dissento.

            Sono un pratico, quindi se il 99% del sistema è corrotto io non cis to, affatto, a perdere del tempo, perchè trovo che il mio dovere sia cambiarlo quel sistema non mantenerlo in piedi.

            Io ritengo che questo sia il vero dovere civico.

            Io sono convinto ch ci voglia una rivoluzione, la politica oggi NOn è la risposta, se non si cambiano le regole CANCELLANDO i politici di mesitiere.

          • Darsch

            E non pensi che quei meccanismi perversi si metterebbero in moto anche per far fronte ad un ipotetico astensionismo unanime totale? Cioè, parliamoci chiaro: abbiamo un Presidente del Consiglio che si è auto-immunizzato per farsi gli affari suoi, pensi davvero che non rimarrebbero tutti al loro posto, facendosi grasse risate?
            Ed è lo stesso discorso da cui siamo partiti: se tanto tutto e’ marcio e corrotto, allora non ha neanche senso tentare di cancellare i politici di mestiere, perché non si farebbero cancellare.

          • Oris

            Tu dici?

            Quindi mi proponi di continuare fare lo schiavo muto e alimentare il sistema perchè anche la mia soluzione sarebbe inutile quanto la tua….

            interessante. 🙂

            No no mi hai convinto, schiavo si, ma contro il mio volere.

          • Darsch

            Guarda idealmente anche io penso che se una grossa fetta di noi annullasse il voto, sarebbe una bella botta, e molto probabilmente vorrebbe dire anche togliere potere decisionale a chi non dovrebbe averlo. Ma in questo paese, e in questo momento, mi viene il dubbio sinceramente, perché sto vedendo cose veramente fuori dal mondo.
            In quest’ottica preferisco reagire in altro modo, e indirizzare il mio voto verso qualcuno che ritengo possa quanto meno far valere quelle che credo siano buone ragioni all’interno del Parlamento Europeo. Io non credo che questo voglia dire essere schiavi…

            Sono d’accordissimo quando dici, qui sotto, “Poi ci dobbiamo preoccupare di non tenere questi nuovi politici toppo a lungo in posti di potere, perchè il potere corrompe chiunque, è comprovato, quelli non corrotti sono eccezioni, rare tra l’altro”.

            Senti, e invece, tanto per discutere, che ne pensi delle Liste Civiche? Quelle non sono appoggiate a nessun partito (almeno direttamente), sbaglio? Anche lì vale il meccanismo marcio di cui parlavamo?

          • Oris

            Assolutamente sì, per la mia esperienza spesso raccolgono il peggio, che dopo le elezioni spesso va a sostituire i non allineati di cui sopra, entrando quasi sempre nella maggioranza.

            HO già due o tre nomi di farabutti ( che lo sono stati almeno con me o con persone che conosco) che si sono presentati in liste civiche dalle mie parti….anche aspiranti a ruoli importanti…

            La mia sfiducia non viene da una presa di posizione per fare il ganzo, viene dall’esperienza, i sofismi e i linguagi forbiti, la snobbismo e la neo-salottoneria da utopista politico mi sono molto familiari.
            Ma io sono un pratico, e ausiliaro del commercio, in un secolo dove chi vende un prodotto dice anche che è il migliore ho imparato a giudicare dalle azioni delle persone non da quello che dicono.

            Utopia per utopia, la mia la trovo, sinceramente , più coraggiosa e nobile di quella di chi si piega pediquessamente al ennesimo rito del vuoto voto.

            L’urna è il simbolo della morte della democrazia in italia, purtroppo.

            Lo ridico, ancora una volta, hanno preso un diritto e l’hanno trasformato in una prigione.

            Io almeno il bicchierino sulle sbarre lo voglio sbattere, voi prendetevi pure l’ora d’aria.

          • Darsch

            “La mia sfiducia non viene da una presa di posizione per fare il ganzo”

            Personalmente, non l’ho pensato nemmeno per un attimo. Però non mi hai convinto ancora in pieno, specialmente perché, per quanto vasta possa essere, l’esperienza che hai avuto non può per forza di cose abbracciare tutto e tutti. Sarà l’ingenuità di chi non ha ancora avuto modo di toccare con mano “le azioni” piuttosto che le parole. Però il tuo discorso mi ha fatto e mi farà riflettere parecchio, e ti ringrazio.

          • Oris

            la diversità di opinione è una ricchezza, anche tu mi hai fsatto rifletter e molto ma non l’ammetterò mai 😀

          • Oris

            Se si toglie potere a questi sistemi, si romperanno.

            sono sistemi basati sul potere deisionale di alcuni, se questoi perdono forza tutto si può ridiscutere.

            Sono decine di anni che hanno istaurato il potere sul voto.

            Il non voto è l’unica via possibile alternativa alla rivoluzione armata, arrivare a scalzare la sicumera e la forza creata col loro potere semplicemente perchè i servi, i cleintelati e tutto il cucuzzaro ha il vizio di abbandonare subito la barca che affonda…

            Allora quei politici di buona volontà potranno alzare la testa.

            Poi ci dobbiamo preoccupare di non tenere questi nuovi politici toppo a lungo in posti di potere, perchè il potere corrompe chiunque, è comprovato, quelli non corrotti sono eccezioni, rare tra l’altro.

  • Gunnar

    SI continua a parlare di “me” che sto qui e del “politico” che sta lì. In mezzo il nulla. Che si abbai a che fare con i politici tutti i giorni oppure no poco cambia. Il fatto è che i politici non sono politici “prima di essere eletti”. Lo sono dopo.
    Berlusconi ha capito che senza quelli che fanno annullare le schede e quelli che non vanno a votare per protesta e quelli che “tanto non cambia un cazzo” sarebbe un uomo finito politicamente parlando. Egli sa per certo ( e la storia recente lo dimostra) che se esistesse un pensiero politico alternativo al “suo” modello aziendale affaristico sarebbe anche un pensiero vincente e dovrebbe fare le valigie oppure dovrebbe attuare il progetto GLADIO.
    E cosa fa il Berlusconi? sguinzaglia tutti i suoi ometti ammaestrati a diffondere l’idea che a sinistra non c’è altro che chiacchiera e confusione e che sono comunisti che vogliono aumentare le tasse, osannare i giudici e mandarlo in galera (povero martire…)
    E i suoi ometti cosa fanno? Niente! Nulla fanno perché quando arrivano (nelle assemblee, nelle commissioni, nei luoghi dove si decide, insomma, trovano già tutto pronto: trovano i “progressisti” che litigano che discutono che si dividono che si mandano affanculo ecc.. e allora tornano dal capetto mafioso e gli raccontano che “quelli di sinistra” si scazzano tra loro e il capetto gongola, talvolta è tanto contento che va in giro facendo fesserie anche a livelli sublimi ma poi tanto smentisce e chi se ne frega.
    Il problema vero è l’incoerenza degli elettori ( o sedicenti elettori) di sinistra.
    E non volete votare il PD e allora votate i verdi, votate Di Pietro che almeno è il solo che dice le stesse cose (inascoltato) da quando fece mettere le manette a Chiesa. Almeno un’idea ce l’ha ben chiara e senza tanti fronzoli: smantellare il berlusconismo e tutto ciò che vi gira intorno. Votate i rifondaroli, magari non arrivano al 4%… Inventatevi un altro tipo di organizzazione, proclamate la rivoluzione…insomma qualcosa da fare di seriamente opposto allo strapotere del denaro berlusconiano.
    Invece sento ancora discutere di cosa fanno di serio e di cosa non fanno i politici di equesto e di quel partito… Deprimente.
    Ed è deprimente anche andare alle urne per fare ghirigori sulle schede. Anzi è semplicemente infantile.
    I signori che governano possono essere controllati. Occorre dare forza alla stampa libera, occorre appoggiare la magistratura contro il potere dell’esecutivo corrotto, e occorre ricostruire un pensiero progressista che indichi la via della multiculturalità, della tolleranzaa e dell’universalità dei diritti inalienabili dell’individuo e si badi bene che è un diritto dire ciò che si crede e ciò che si vuole ma non lo è parcheggiare in seconda fila… voglio dire che i politici hanno preso da anni l’abitudine di coltivare le più proterve perversioni dei loro elettori facendo a gara a chi ritiene di avere più diritti degli altri…
    Un Buon Politico non sta solo dalla parte del proprio elettorato ma progetta una società complessiva e coerente nel suo insieme. L’elettore invece non solo cura solo il proprio eletto ma ne osserva i comportamenti virtuosi premiandoli e non semplicemente criticando ciò che non gradisce.
    Sono interamente cittadino, non solo quando devo farmi curare o quando devo avere un servizio pubblico qualsiasi.

    • Oris

      Punti di vista.
      Per adesso, dopo anni, l’unica teoria che ha più probabilità di essere sbagliata, i quanto ampiamente sperimentata è la tua.
      In italia siete in tanti a “votare”, purtroppo per quelli come me.

      Io non giudico mai i fatti con sentimento se posso e le chiacchere stanno a zero.

      In italia la politica non è ancora oggi stata la risposta, purtroppo e la gente a votare ci va…

      Quindi se permetti, sono discorsi già sentiti e a me i complotti da spauracchio fanno solo ridere, scommetto che molti che parlano di storie e di plutarchi o di ordini mondiali nuovi non sanno manco di cosa parlano, davvero.
      Ogni ragionamento o opinione può essere ben motivato, perfino i nazisti o i comunisti potevano motivare i loro ragionamenti e farli sembrare correttti e giusti in nome di principii altissimi.

      io sono umanista, me ne frego dei principii e dei doveri quando diventano prigioni per la gente.

      Occhi aperti gente, occhi aperti.

      • fma

        Credo che neppure io andrò a votare.
        Ma semplicemente perché non ho un partito per cui votare, in quanto questa volta il meno peggio mi sembra troppo peggio, forse perché mi sono stancato.
        Tuttavia non penso che serva a qualcosa, se lo pensassi m’ingannerei a bella posta.
        La soluzione del non voto non è nuova, è stata sperimentata tanto quanto la teoria del voto per il meno peggio.
        Stringi stringi, da che si vota, una parte ha sempre votato per il meno peggio di destra, un’altra per il meno peggio di sinistra, la terza si è astenuta.
        Delle tre, per regolamento, solo le prime due hanno titolo per contare.
        Il non voto, comunque se la infiori, non ha mai contato nulla, nè pare avere migliori chances per il futuro.
        Così sembrano dire i fatti.

        • Oris

          Le percentuali sono sempre state risibili, il problema è che si cancella i diritti (di fatto, alimentando il sistema corrotto) in nome dei diritti! 😀

          Se il non voto cominciasse a essere altrettanto sostenuto con altrettanta convnzione alla fine il problema della politica verrebbe a galla, a cominciare dalle elezioni locali.

          Se i capetti di partito, cominciassero a non poter garantire più nulla, perchè i sistemi di voto che oggi sono basati sul voto di scambio (si contano i voti prima) considerando il fatto che una grande percentuale non li vota allora la stradaserebbe aperta a tutti coloro che vorrebbero uttarsi in politica, prescindendo dalle logiche dei partiti che sono MAFIE sgnori, MAFIE.

          Andare a votare sapendo questo sarebbe da incoscenti.

          • fma

            Se mi fosse dato di scegliere preferirei avere un partito per cui votare.
            Dunque, se mi chiedessero cosa si potrebbe fare, risponderei che dovremmo darci da fare per costruirlo.

          • Oris

            MA non avresti speranze in un sistema con questi poteri così radicati.

            Vedi le liste civiche, sai come funziona davvero?

            No, perchè qui c’è una marea di gente che si riempe la bocca co discorsi altisonanti, ma per me affrontare un argomento significa conoscerlo e sperimentarlo.

            Le liste civiche, come saprai, di norma hanno più o meno successo, ma finiscono quasi sempre per confluire nella MAggioranza di turno, o nell’opposizione.

            Bene, una volta che questo processo è completato, ecco che tutto si riallinea, i poteri forti (partiti) entrano in campo e coloro che magari più credevano nell’alternativa vengono isolati e buttati fuori.

            Et-voilà

            Fagocitato il “nuovo”.

            Questo accade perchè hanno a disposizione sacche di voti stabili, specie tra i pensionati, che per motivi che non conosco difficilmente cambiano voto.

            Sai quanti sono coloro che votano come viene loro indicato in italia?

            Solo il cominciare a rendere il emccanismo meno metematico potrebbe scalzare il loro potere, e guarda che “loro” non sono massoni o plutaschi o gladio ma gente comune, politici, che fanon i loro più o meno sporchi interessi, gente che magari conosci, gente con la quale vai a cena fuori.

            Il sistema permette solo a chi si piega a questi meccanismi di continuare, e piegarsi significa o guardare altrove mentre accadono o fare parte del gioco, quello sporco.

            No mi credi?

            Scoprilo da solo, non andare dove si discute di politica, vai dove la politica agisce, dove decide.

            E poi fammi sapere se andare a votare sotto questo sistema sia dovere civico o vigliaccheria.

          • fma

            Se mi fermo alla realtà del posto in cui risiedo constato che fanno politica quelli che non sanno fare di meglio.
            Nel senso che chi eccelle in una professione non la fa, nè vuole entrarci.
            Chi ci entra e lo fa per spirito civico, ce n’è, spesso non ha i fondamentali per far bene.
            Chi ha la preparazione sovente non è animato da spirito di servizio e si comporta come la volpe nel pollaio.
            Bene.
            Se così è e così resta non vedo soluzioni praticabili.
            Il non voto, al quale mio malgrado penso che finirò per aderire, per il prossimo futuro non ha alcuna possibilità di cambiare le cose.
            Mentre per un futuro meno prossimo saremo tutti morti, penso.

          • Oris

            Purtroppo sono concorde con te.

            Per questo, conscio del problema, all’ora d’aria complice preferisco sbattere per adesso la mia ciotola sulle sbarre, sperando un giorno che tutti i miei colleghi detenuti facciano altrettanto.

  • Furio Detti

    credo che tu sia stato troppo “cerimonioso”.
    il senso dell’appello di Scalfari è chiaro: lui è un politico. lui è stato un giornalista.

    ora fa l’unico mestiere redditizio e sicuro che c’è in Italia. prima faceva l’unico mestiere utile ai politici, visto che tutti i quotidiani – di partito e non – sono foraggiati con danaro pubblico. consiglio la visione dell’inchiesta di Report in merito.

    ovvio che ci chieda di mantenere la Casta col voto.
    ne ha fatto parte prima come utile propagandista e ne fa parte ora.

    hanno una TALE strizza che il popolo smetta di andargli dietro quando e SOLO quando a loro fa comodo: alle elezioni; dove e SOLO dove per questa gente i cittadini contano qualcosa: dentro un seggio. si svegliano sempre 5 minuti prima delle elezioni. prima fanno finta di non vedere né sentire. poi tutti si accorgono che i fessi esistono, ci sono.

    ma solo da quando aprono le urne a quando chiudono.

    poi noi di nuovo fuori a crepare di cassintegrazione, precarietà, incertezza e carovita.
    e loro dentro con le chiappe al caldo!

  • Furio Detti

    inutile dire che non voto un europarlamento che si vota la costruzione di una palestra e centro fitness da 3 milioni di euro e pippa coca nei bagni di Bruxelles.

    votare loro l’ennesimo assegno in bianco? MAI PIÚ.

    non a nome mio. non cambia nulla, ma almeno la dignità è salva.

  • Oris

    HO letto da qualche parte che il parlamento europeo sarebbe molto “vuoto” di poteri decisionali a favore di altri.. poteri.

    HO letto anche che ci sono protezionismi e roba varia che al confronto il lodo alfano è un permesso di soggiorno … di un giorno 😀

    Qualcuno che se ne intende, può chiarire?

  • Furio Detti

    quoto Oris e aggiungo: c’è un solo vero potere in Europa capace di influenzare la vita dei cittadini, influenzando l’economia (inutile dire che l’Europa Unita è una realtà praticamente economica e per nulla politica).

    questo ente è la BCE la Banca Centrale Europea.

    è lei che decide il costo del danaro, i tassi di sconto, in una parola è lei che influisce su TUTTE le economie dei paesi membri. Un potere sovrano superiore a quello dei parlamenti nazionali che hanno abdicato sul fronte della politica monetaria. Per giunta parecchi liberisti economici desiderano ampliare ulteriormente i poteri della BCE (basta leggersi ogni tanto il sole 24 ore, non occorre essere degli analisti finanziari).

    la BCE è un organo per giunta senza alcun controllo ed è per statuto INDIPENDENTE dal controllo politico. Il che vuol dire che prende le decisioni senza tenere conto del Parlamento di Strasburgo.

    il che vuol dire molto banalmente che tutte le nostre vite: l’accesso al credito (per intendersi: mutui, prestiti), l’economia, i beni e i servizi NON sono più nelle mani neppure dei cosiddetti rappresentanti che eleggiamo. La politica economica non è più decisa dai cittadini della UE ma è all’arbitrio sovrano e assoluto di un monarca finanziario libero da ogni controllo, ma che può al contrario controllare TUTTO. perché se l’economia assume un certo assetto, la politica e la società sono costrette giocoforza a venirle dietro.

    e allora le elezioni europee servono a votare un organo inutile e in grado solo di influenzare aspetti men che secondari. in breve è solo un PARCHEGGIO DI LUSSO PER TROMBATI, che per legge non ha modo di intervenire nelle decisioni del vero motore e signore dell’Unione, la BCE.

    basterebbero solo queste banali e logice considerazioni per mandarli affanculo.

    • fma

      Tu hai presente quante lire valeva il dollaro nel 1975?
      Valeva 650 lire.
      E quante ne valeva alla fine del 2001, quando entrò in vigore l’euro?
      Ne valeva 2196.
      Quante lire varrebbe oggi un dollaro, tenuto conto che l’euro è stato fissato una volta per tutte a 1936,27 lire e che il cambio odierno euro/dollaro è di 1,3967?
      Ne varrebbe 1386.
      Ti dicono niente i due trend in termini di vantaggi/svantaggi per gli stipendi e le pensioni, cioè per la stragrande maggioranza degli italiani?

      • Furio Detti

        si, che adesso siamo pagati praticamente in dollari, ma con stipendi da Bosnia. Anzi, mi sa tanto che con gli aiuti internazionali in Bosnia adesso stanno meglio di noi.

        e mi dicono anche che i tempi d’oro per il dollaro a cui fai riferimento tu sono finiti da un pezzo, peccato che a guadagnarci non siano né stipendi, né pensioni mai solo le rendite di speculatori finanziari, banchieri e squali.

        e mi dice anche che una moneta forte non serve a un cazzo se le regole che presiedono alla creazione e alla distribuzione di ricchezza sono inique. l’unica cosa buona dell’Euro è che all’estero ora un viaggio costa meno, come ho sperimentato in Giapppone.

        solo che i miei genitori, con due stipendi da impiegato di basso livello, e con la lire del 75 risparmiando all’osso sono riusciti a comprarsi TRE CASE: la loro, un appartamento al paese di mio padre e la casa a mio zio, orfano di entrambi i genitori. io riesco a farmi una vacanza all’estero e poi le domeniche e sabati tutti a casa.

        io non sono ancora riuscito a comprarmi una casa. ho trovato un lavoro fisso come dipendente alla bella età di 35 anni (sai che vuol dire in termini di contributi e pensione?) dopo dieci anni di precariato merdoso e disoccupazione. altro che comprarmi tre case. e vivo come un asceta, Internet e libri i miei soli lussi. ho un’auto del ’93 che ancora regge.

        • Oris

          E qui torna il mio quesito: siamo i meno pagati come stipendi… come mai le aziende fuggono a gambe levate dall’italia?

          • Furio Detti

            chiaramente siamo i meno pagati d’Europa.
            per fortuna non siamo ancora a livello della Cambogia, del Congo o della Cina e soprattutto qui c’è uno straccio di controllo che in Cina non c’è.

            da precario anni fa ho incontrato industriali di tutti i tipi che ci raccontavano di come le ditte in cina verniciassero a cielo aperto. altro che filtri, altro che depuratori. per nn parlare dei diritti sindacali.

            ma diamoci un po’ di tempo con questi farabutti che forse ce la facciamo a essere più disperati di un cambogiano.

            senza contare che proprio l’Europa “ciula” i nostri soldi per avviare imprese nell’Est europeo. come coglioni facciamo concorrenza alla manodopera nostra, nazionale.

          • Oris

            NO, ti sbagli, giorni fa ho posto una domanda proprio sul perchè aziende di livello internazionale CHIUDANO gli stabilimenti in italia mantenendo USA, Germania, Spagna e altri….

            Se siamo cosi sotto pagati, e visto che i servizi nostri e il livello dovrebbe essere leggermente più alto di quelli da te citati, come mai scelgono di andarsene?

          • Furio Detti

            non è che la Germania se la passi tanto bene? lette le ultime notizie? i Tedeschi non sono come gli Italiani che si incazzano se gli togli la Velina del Mese o gli retrocedi la squadretta miliardaria…. la Merkel non è calata perché l’economia tedesca voli. anzi…….. e la Spagna? le ha prese pure Zapatero, che pure ha governato bene….

          • Oris

            A maggior ragione, quelle che ti do io come indizio sono notizie di questi giorni… multinazionali che avendo sedi nel mondo, chiudono SOLO quella in italia… se costiamo meno, perchè?

        • fma

          Ma tutte le disgrazie che ti affliggano non potrebbero dipendere dal mestiere che fai, piuttosto che dall’euro e dall’Europa?

          • Furio Detti

            attualmente è proprio il mestiere che faccio (che per fortuna mi piace molto), per quanto sottopagato rispetto alle competenze e alle responsabilità, che mi ha salvato dallo schifo. ora almeno ho le garanzie di un impego da dipendente e di un’entrata regolare.

            ora sto praticamente da dio, rispetto a come stavo due anni fa, precario, senza diritti e senza tutele e pagato persino molto meno.

            certo che se il carovita è quello che è a meno di non essere un Dentista nullodichiarante al fisco o un Notaio o un politico, o non sono Lele Mora (pur con la causa fallimentare in corso, ma quelli se la cavano sempre….) o Briatore, o che so la puttanella a rimorchio di qualche settantenne con carice istituzionali, non è che alla fine del mese io possa scialare. fortuna che non ho vizi più costosi di qualche libro, videogioco, internet.

            non è quello. è che è evidente: questo è un modello di sviluppo e di società madornalmente ingiusto.

  • Furio Detti

    e poi, diciamocelo: dove lo trovate un parlamento in cui la priorità sia un centro fitness da 3 mln di euro. almeno ….non il salame sugli occhi.

  • oobounds

    Geniale, piuttosto, sarebbe stato iscriversi al PDL

    Guarda oltre le colonne d’Ercole:
    immutata littera, Osama > Obama.

    È ‘dentro il nemico’ che si vince davvero.

    Sapias

    Scusa per il ritardo [scil. Grillo]

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