L’anno prossimo a Gerusalemme


Ci vedremo l’anno prossimo a Gerusalemme.

Tu arriverai di fretta, con piccole gocce luminose sulla fronte sudata, la gonna svolazzante e un fiocco rosso nei capelli. Io starò ad attenderti, con la schiena appoggiata al muro, masticando il bastoncino del caffè. Quella brutta abitudine che non riesco a togliermi.

E ci prenderemo per mano, guardandoci tutti seri negli occhi, mentre il cielo si farà scuro e i primi lampi solcheranno le nubi.
E allora cominceremo a camminare velocemente, parlando sottovoce, e tu riderai mentre io farò finta di essere serio. Nell’aria ci saranno le foglie agitate da veloci turbini d’aria e la prima pioggia bagnerà la strada polverosa.

E un sibilo potente sorgerà dal sottosuolo, come se un’antica creatura si fosse risvegliata. E le cime degli alberi fiammeggeranno nella scossa del vento. E le saracinesche si abbasseranno l’una dopo l’altra mentre i bambini correranno tra le braccia delle loro madri. E dallo Yam HaMelah arriverà l’odore acro della salsedine e della putrefazione. E sulla pelle si disegneranno piccoli ghirigori bianchi, come minuscoli fiumi di sale.

E gli uccelli si leveranno tutti in volo, i cani incominceranno ad abbaiare e le sirene a suonare. E per strada la gente inizierà a scappare e un rumore sordo farà tremare la terra. E un caccia passerà a bassissima quota, mentre qualcuno griderà ad alta voce di mettersi al riparo. E io ti strapperò le catene e ti prenderò vicina come se tu fossi la mia spada.

E allora lì, proprio nelle strade di Gerusalemme, fra le schegge e l’acre odore dei gas, sotto la grandine della mitraglia, tra le luci dei traccianti, mentre il fuoco inizierà ad ardere, tra il fumo e gli scoppi, col vento che squasserà le finestre e la pioggia così fitta che ci impedirà di vedere, lì nel buio profondo dell’ultimo giorno, col cuore che scoppierà di paura, con la mente che correrà all’impazzata, io e te, finalmente, ci troveremo.


Informazioni su Comandante Nebbia

Scrittore, scienziato e soldato di fama internazionale. E' un grande socializzatore. Ama i gattini, i cagnolini e l'umanità senza riserve. Con la trilogia "I Tostapane della Mia Vita", "La Millimetrica Precisione" e "La Dettagliata Descrizione dei miei Attrezzi" vende novecento milioni di copie tradotte in seicento lingue. E Saviano e Dan Brown si mangiano il limone.