L’Amore con la ‘A’ Maiuscola

Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "L’Amore con la ‘A’ Maiuscola" è stato scritto da Fully

Amore, amore, amore, amore, amore, amore, amore,….

Forse la parola più usata, sicuramente una di quelle più pronunciate, quasi certamente la più scritta in assoluto. Un sentimento che mille poeti, letterati, sociologi, filosofi, psicologi hanno provato a descrivere e decodificare. Eppure è un’alchimia di cui nessun chimico ha saputo fino ad oggi definire la formula.

Capita spesso di leggere cose tipo “Amore con la A maiuscola” per distinguerlo da un altro tipo di amore (con la a minuscola) che – evidentemente – ne costituisce una sottomarca. Io credo che la tendenza a distinguere nasca dall’esperienza di vita di coloro che hanno creduto (credono e crederanno) all’esistenza dell’Amore sognato, accarezzato, finalmente incontrato e poi vissuto intensamente ed eternamente e che invece, alla fine, si sono ritrovati (si ritrovano, si ritroveranno) a scoprire che quell’Amore non esiste, perché l’esperienza vissuta davvero è lontana da quella immaginata. Oppure di coloro ai quali non è mai capitato di trovare quel tipo di Amore che hanno idealizzato ed allora declassano ad amore di serie B il sentimento che la vita gli ha dato in sorte di vivere.

Ma insomma, esiste? E cos’è mai questo Amore ‘bello e impossibile’ (e perfino un po’ passato di moda)?

Nessuno sa davvero cosa sia l’Amore, quello vero, assoluto. Io credo sia un insieme fatto di complicità, seduzione, tenerezza, empatia e di tante altre cose, differenti per ciascuno di noi. La sua ricetta ha ingredienti dai sapori contrastanti: passione e serenità, eccitazione e amicizia, eros ed abitudine, brucianti emozioni e tranquille affinità elettive.

E’ quello che ci accende alla vita e per il quale ci sembra che la vita valga la pena di essere vissuta. E’ quello che ci fa perdere nell’essere amato, ma nell’essere amato ci fa anche ritrovare al nostro meglio, tanto da farci sentire di poter dire “In te io vivo”, percependo nell’altro la condizione ottimale dell’essere se stessi. Perché l’amore sembra arrivare da fuori, invece è un’energia che parte da dentro e promana verso l’altro.

I poeti e gli scrittori (che sono quelli più adusi a maneggiare la materia di cui sono fatti i sogni) lo descrivono come destabilizzante, un qualcosa capace di destrutturarti, per cui si può perdere la pace, il sonno, la ragione, tutti i punti di riferimento. Ed, in effetti, i punti di riferimento cambiano e le priorità (perfino la paura della morte) vengono riordinate in funzione dell’altro.

Talvolta ci chiediamo se quell’amore che abbiamo perso quando non abbiamo avuto il coraggio di viverlo forse era l’unica irripetibile occasione per lasciare dentro di noi la traccia indelebile di quella “A” maiuscola. Oppure se quello che crediamo non sia mai successo è passato inosservato perchè eravamo troppo impegnati a vivere noi stessi per accorgercene. O, ancora, ci riteniamo così sfortunati da non aver davvero mai incontrato l’Amore e questo ci ha lasciato inariditi e convinti di non meritarlo.

C’è chi sostiene che l’Amore con la A maiuscola sia per definizione “eterno”. Io credo che sia un’illusione che crea solo equivoci. Le persone che si amano al tempo T=0 di un amore vero, sincero, profondo, assoluto, poi cambiano. Perché il tempo ti cambia, e non solo fisicamente (anche, certo) ma soprattutto cambia le cose in cui ti ritrovi, cambia le tue priorità, i tuoi punti di vista, le cose che ti aspetti dalla vita che ti resta da vivere,… Quindi dopo 10 (o 20, o 30 anni) ci si ritrova accanto a persone che sono diverse da quelle che erano anni prima. Allora, se questi due cambiamenti sono avvenuti in modo coerente, compatibile, l’Amore che ti ha legato è ancora lì intatto. Se no, probabilmente non c’è più Amore, ma solo affetto, consuetudine, quando non addirittura sopportazione o mera convenienza dello stare insieme.

Di Andrew Matthews

Dipendesse da me, la coppia la farei come la patente: a scadenza fissa, rinnovabile. Ad una certa data devi passare un esame, che si supera solo se i due componenti sono stati capaci di cambiare in modo da restare compatibili. Altrimenti niente rinnovo, e che ciascuno se ne vada per la propria strada.

Con questo non mi spingo a sostenere che l’Amore con la A maiuscola non esista. Dico solo che è un miracolo che accade raramente. Il fatto è – mi sembra – che più che un sentimento “reale”, per moltissimi sia un’aspettativa di sentimento che si costruisce intorno all’aspirazione di vivere la propria vita come coloro che si reputa baciati dal privilegio di aver vissuto un grande Amore.

In questa aspettativa di immaginario ci si fa influenzare dalle struggenti espressioni della poesia e dalle grandi storie d’amore di cui ci parla la letteratura: Giulietta e Romeo, Abelardo ed Eloisa, Paolo e Francesca,… giù giù fino a Rose e Jack, gli innamorati del Titanic.

E’ curioso: quasi sempre i grandi amori con la A maiuscola finiscono male e, quando va bene, l’eternità dell’Amore è quella che si perpetua oltre la morte di almeno uno dei protagonisti. In fondo la cosa deve confortarci: nessuno potrà mai sapere come sarebbe stata la prosecuzione di questi grandi Amori se fossero stati sottoposti all’usura del tempo e del convivere quotidiano. E così possiamo tutti continuare a sognare.

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