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Laicità: Credenti, Cristiani, Cattolici, Anche Noi Stiamo Sbagliando Qualcosa?

5 marzo, 2008 di Luna  
Archiviato in Border Zone, Diritto di Replica



Questione delicata, intorno alla quale intendo ragionare con la convinzione che pensare e discutere serva sempre a qualcosa. Tema ricorrente del quale si dibatte, per delineare confini e ruoli, soprattutto quello della Chiesa come istituzione ed il suo peso nella dimensione civile e politica.
Ha le sue ragioni la laicità, ragioni che, in ambito politico e intellettuale, lanciano una sfida al dogmatismo cattolico contrapponendovi la libertà di coscienza che le connota.

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Bella sfida. Interessante confronto se non si riducesse, come sovente accade, ad un:
“Se tu non vuoi non puoi impedire a me di potere/volere!”
cui segue la risposta:
“Il vostro perno concettuale è la libertà, intesa e vissuta come assenza di limiti e mai come promozione di valori!”.
Fine del dibattito.
Assenza di progettualità.
Stretta di mano, “arrivederci e grazie”, se si è riusciti a mantenersi calmi, e ognuno per la propria strada fino al prossimo round!

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E’ estenuante, mortificante, se guardiamo all’immagine scadente che ne emerge del mondo cattolico: “Credenti aggrappati alle superstizioni, abbarbicati su posizioni religiose ed ideologiche che limitano libertà e qualità della vita, prigionieri di una istituzione che ragiona per loro, gode di privilegi pubblici (che uno Stato laico non dovrebbe concedere…)e pretende di dettare la “sola verità” e l’unica morale giusta..”
Desidero riflettere a partire da questa immagine. Ciò che mi colpisce maggiormente è l’inquietudine dei laici. Perché, mi chiedo, la discussione sulla laicità è sempre improntata, partendo da un impianto accusatorio che disdegna qualsiasi tipo di spiegazione, sul rifiuto e la difesa ad oltranza? Possibile che Dio faccia così paura? Il messaggio d’amore di Cristo è frainteso, la “buona novella” anziché rallegrare spaventa, opprime, fa inorridire?

Cristo intendeva liberare l’uomo da ogni tipo di schiavitù e il suo messaggio, oggi, risuona come una minaccia di costrizione? Cosa infastidisce? Il progetto di salvezza che Dio avrebbe su di noi?
Non credo che un Dio che suggerisce Valori sia incompatibile con una società libera e umana! Non vedo contrapposti progetti alternativi di società: il bene comune è il fine da perseguire!

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Quindi? Il laico guarda alla chiesa non tanto come ad una istituzione invadente (è legittimo che esprima il suo pensiero), piuttosto come ad una istituzione politicamente influente, tanto da “dettare legge” nella determinazione dell’etica pubblica, svincolandosi dalle dinamiche democratiche. Considera la chiesa come una lobby che esercita pressioni politiche e avanza pretese irragionevoli al di fuori dall’attuale realtà pluralista.

Cari credenti, cristiani, cattolici (e non) dobbiamo preoccuparci! Da questa percezione emerge il nostro ritratto: Succubi, creduloni, soggiogati da una gerarchia che si esprime e conduce.
Siamo questo? Questa è la Chiesa? Dobbiamo fare i conti con quanto dagli altri è percepito, con le conclusioni, le distorsioni, gli effetti collaterali.
Dobbiamo tenerne conto per rivedere i modi della “presenza e dell’annuncio”. La voce non è solo quella della gerarchia, la voce della chiesa è soprattutto la nostra. La testimonianza è il mezzo di cui disponiamo, una vita vissuta all’insegna dell’amore “autenticamente cristiano” fa la differenza!

La Chiesa è l’insieme degli uomini al “servizio degli uomini”, il popolo pellegrino nel mondo, comunità di testimoni.
La Chiesa è il volto del Christus Patiens, del Buon Samaritano che si china sui bisogni degli ultimi.. In noi vedono “altro”…
Forse è giunto il momento di chiederci se stiamo, anche noi, sbagliando qualcosa?

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Luna
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Comments

34 Risposte a “Laicità: Credenti, Cristiani, Cattolici, Anche Noi Stiamo Sbagliando Qualcosa?”
  1. ilBuonPeppe scrive:

    Condivido totalmente.

    La voce non è solo quella della gerarchia, la voce della chiesa è soprattutto la nostra

    Questo è il punto fondamentale. La gerarchia è fatta di uomini, e come tali soggetti all’errore. I credenti sono chiamati prima di tutto a testimoniare con la propria vita (più che con le parole) quello in cui credono, valutando liberamente anche quello che arriva dalla gerarchia; e contestandolo, se lo ritengono.

  2. unduetrestella scrive:

    @ Luna

    Il tuo scritto è destinato solo ai credenti/cristiani/cattolici o anche al resto del mondo? Be’, in attesa di una tua risposta, mi permetto di scrivere ugualmente le mie opinioni in merito all’argomento trattato; in caso ce ne fosse bisogno potranno essere “moderate” in seguito.

    >>>Questione delicata, intorno alla quale intendo ragionare con la convinzione che pensare e discutere serva sempre a qualcosa.>>>

    Si, pensare e discutere serve sempre a qualcosa se chi ti sta davanti non tiene le mani sulle proprie orecchie (inoltre, alcuni, le mani si permettono di metterle anche sulle orecchie altrui)

    >>>Ciò che mi colpisce maggiormente è l’inquietudine dei laici. Perché, mi chiedo, la discussione sulla laicità è sempre improntata, partendo da un impianto accusatorio che disdegna qualsiasi tipo di spiegazione, sul rifiuto e la difesa ad oltranza? Possibile che Dio faccia così paura? Il messaggio d’amore di Cristo è frainteso, la “buona novella” anziché rallegrare spaventa, opprime, fa inorridire?

    Cristo intendeva liberare l’uomo da ogni tipo di schiavitù e il suo messaggio, oggi, risuona come una minaccia di costrizione? Cosa infastidisce? Il progetto di salvezza che Dio avrebbe su di noi?>>>

    Vedi, quel che infastidisce il resto del mondo non è “Il progetto di salvezza che Dio avrebbe su di noi” (indipendentemente sia da quel che vorrebbe significare questa frase quanto da cosa dovremmo essere “salvati”) o che il tuo piuttosto che qualche altro ectoplasma faccia “paura”.
    Ciò che infastidisce o può anche far paura, almeno a me, è il fatto che in nome di tutta questa collezione di fantasie, più o meno contradditorie, più o meno stravaganti, più o meno “buoniste”, un certo gruppo di persone si arroghi il diritto di decidere per tutti gli esseri umani cosa è giusto e cosa non lo è.
    Ciò che infastidisce o può anche far paura, almeno a me, è il fatto che in nome di tutta questa collezione di fantasie, più o meno contradditorie, più o meno stravaganti, più o meno “buoniste”, un certo gruppo di persone, dalle nostre parti, si arrogava fino a ieri il diritto di bruciare o mettere la mordacchia a chi non la pensava come loro.
    Se questi hanno smesso di farlo alle nostre latitudini, non è certo stato per il fatto che siano improvvisamente diventati più “buoni” per loro iniziativa…

    Basti pensare che ad altre latitudini, gente molto molto molto simile a loro, discendenti dallo stesso ceppo di superstizioni, si permettono di lapidare le persone sulla base di una serie di leggi derivate dritte dritte dalle loro fantasie teologiche.

    Io non voglio che il mio paese si trasformi in un neo Iran o un neo Afganistan e per questo combatto, ma con le parole, non con i roghi.

    Bene, detto questo mi permetto di dire anche che a questo mondo esistono persone che non hanno bisogno di favole per dare un senso alla propria esistenza e vorrebbero essere libere di continuare a pensare con la propria testa, in pace.

    Quindi, fino a che i superstiziosi non capiranno queste semplici cose, non ci sarà mai nulla su cui discutere.

  3. Franco scrive:

    unduetrestella for president! Sottoscrivo in pieno.

    Passi l’aspetto religioso — ciascuno puo’ credere in quello che vuole, finche’ non cerca di impormi la sua fede — ma il Vaticano in se’ non e’ tollerabile. Qualche esempio? [vado off-topic, ma non si puo' parlare solo di fede e tralasciare gli effetti collaterali]

    Perche’ il Vaticano non paga ICI e IRPEF sugli immobili a scopo di lucro (scuole, pensioni, etc.)? Perche’ in Vaticano non pagano l’IVA? mentre io che vivo 100 metri piu’ in la’ ho tutti i prezzi maggiorati del 20%.

    Perche’ i vari ostelli religiosi che fanno pensionato per studenti, anziani,
    infanzia, non pagano le tasse. Mentre io se voglio aprire un bed&breakfast circa nella stessa zona vengo dissanguato dal fisco?

    Perche’ le antenne di Radio Vaticana, benche’ di proprieta’ di uno stato straniero, possono violare le norme europee sull’inquinamento elettromagnetico?

    Perche’ la Città del Vaticano si e’ rifiutata di firmare il Protocollo di Kyoto?
    (che vuol dire che ha impatto serra quasi zero!? e’ ovvio bisogna guardare all’inquinamento in proporzione al numero di abitanti!)

    Perche’ nessuno parla, in Italia, della lettera a Papa Benedetto XVI dal Brasile, in cui i preti cattolici chiedono a gran voce di potersi sposare? (cosa che tra l’altro molti gia’ fanno, e la Chiesa lo sa e finge di non vedere)

    Perche’ in Italia quasi nessuno ha parlato del video della Bbc sui preti e la pedofilia? [questo a casa mia si chiama controllo dei mezzi di informazione] Ne hanno parlato solo dopo la diffusione su internet.

    Perche’ permettiamo che a parlare di altruismo e umilta’ sia un tipo vestito di velluto rosso porporato?

    Come si fa a dialogare con i quadrupedi che scrivono in blog come
    ratzingerpapa.splinder.com ? Avete provato a leggere i commenti? Alcuni sono piu’ deliranti persino di quelli sul blog di Beppe Grillo.

    Come si fa a dialogare con gente che crede ancora nel Creazionismo, nonostante tutte le prove scientifiche lo smentiscano?

    E ancora, se un invasato in mondo visione grida che non vogliono farlo parlare, non vi suona strano? Mi riferisco alla vicenda della mancata visita del Papa a La Sapienza. Come fa a dire che gli e’ negata la possibilita’ di parlare, uno che ha a disposizione televisioni e radio, un pulpito a p.za San Pietro, e che manovra politici come marionette?

    E per finire, quando vedremo le figurine Panini dei “papaboys”?
    E se i “papaboys” dovessero combattere con i “grillini” chi vincerebbe?
    Ma soprattutto, dove stanno le “papagirls”?

  4. Neottolemo scrive:

    D’accordo con il post di Luna anche se io, da non credente, mi sentirei anche di togliere il punto interrogativo dal titolo. Altrettanto d’accordo con il buon Peppe.

    Il commento di unduetrestella invece non mi piace proprio, mi spiace. dico anche il perchè.

    Inizio contraddicendomi:
    “Ciò che infastidisce o può anche far paura, almeno a me, è il fatto che in nome di tutta questa collezione di fantasie, più o meno contradditorie, più o meno stravaganti, più o meno “buoniste”, un certo gruppo di persone si arroghi il diritto di decidere per tutti gli esseri umani cosa è giusto e cosa non lo è”

    su questo sono d’accordo, anche se nel mezzo c’è il termine “fantasie” che mi infastidisce un pochetto. Credenze suona meglio, e magari dentro c’è anche qualcosa da mangiare, alle volte non si sa mai.

    Poscia:

    “Ciò che infastidisce o può anche far paura, almeno a me, è il fatto che in nome di tutta questa collezione di fantasie, più o meno contradditorie, più o meno stravaganti, più o meno “buoniste”, un certo gruppo di persone, dalle nostre parti, si arrogava fino a ieri il diritto di bruciare o mettere la mordacchia a chi non la pensava come loro.”

    …ancora? Ieri è 200 anni fa, non sarebbe il caso di leggere gli eventi nella loro epoca (ricordo che l’inquisizione si è conclusa più o meno a fine ‘700). Teni poi conto che in 200 anni di inquisizione (‘500-’700; oltretutto c’è un 200 ricorsivo… attenti che non lo scopra dan brown altrimenti sono cazzi) non si accendevano falò come oggi ad andare di notte sulla salaria. A campo de fiorni non si bruciavano psicolabili uno si ed uno no (si, l’ho chiamato psicolabile, e non per questioni partigiane, ho già detto che non credo). Ma se anche questo non fosse vero, ripeto che l’inquisizione “dura” è roba del ‘500, è passata.
    Se piace poi rivangare il passato, come è stato già fatto notare (dal papa, tanto per dirne uno), la rivoluzione francese, trionfo della laicità, ha dapprima fatto rotolare teste e poi ha portato a quello che tutti sanno. Io mi spingo anche oltre, la rivolzione francese è stata anche causa delle due guerre mondiali (lettura ardita, ma credibile). Che noia quando recito la parte dello storico…
    Comunque se si gioca a rimpiattino non se ne esce mi sembra.

    Per concludere poi, meglio non correre troppo avanti e parlare di neo Iran o neo Afganistan.. Qui da noi le ingerenze della chiesa nello stato sono grosse, ma da qui alla shari’a ce ne passa eh. Io ci andrei piano, il neo Iran mi sembra altrettanto strumentale quanto un “poi vai all’inferno”.

  5. Neottolemo scrive:

    @ Franco: a mio avviso, nel contesto, il tuo mi sembra un attacco gratuito.

    A volte mi chiedo se si voglia il papa penzoloni ad una forca oppure uno stato -finalmente- laico.

    Per esempio questa

    “Perche’ permettiamo che a parlare di altruismo e umilta’ sia un tipo vestito di velluto rosso porporato?”

    mi spaventa..

  6. Sara scrive:

    @Peppe: completamente d’accordo con te!

    Penso che alcuni cattolici sbaglino quando non sono liberi di capire la strategia del clero, confondendo la sua “strategia” attuale (che si manifesta soprattutto in Italia) col volere divino, e penso che alcuni laici sbaglino quando considerano tutti i cattolici così e quando confondono la “strategia” del clero con la fede individuale, che è indiscutibile.
    Penso che quindi come al solito si sbaglia quando non si è tolleranti e disposti all’ascolto, ma questo non è un problema di religione, è un problema che sembra riguardare la natura umana.

  7. Franco scrive:

    @ Nettolemo: non volevo spaventare. Forse ho usato toni un po’ accesi. Secondo me pero’ quello da te citato e’ il classico esempio di ipocrisia delle alte sfere ecclesiastiche. Non a caso le mie critiche erano rivolte al Vaticano, non alla Chiesa intesa come insieme di credenti.

    Tu dici: “a mio avviso, nel contesto, il tuo mi sembra un attacco gratuito.” Questo e’ vero, nel mio commento ho premesso che sarei andato un po’ off-topic. Ma era un commento fuori tema, non gratuito.

    Poi tanto fuori tema non e’, visto che nel post si dice
    “Credenti aggrappati alle superstizioni, abbarbicati su posizioni religiose ed ideologiche che limitano libertà e qualità della vita, prigionieri di una istituzione che ragiona per loro, gode di privilegi pubblici (che uno Stato laico non dovrebbe concedere…) e pretende di dettare la “sola verità” e l’unica morale giusta..

    Io non mi sognerei mai di dire che una religione e’ un insieme di superstizioni, perche’ in genere non e’ cosi’ (se escludiamo Scientology). Ma i privilegi di cui gode il Vaticano sono un fatto, e di questo ho parlato nel commento. E non dico che non dovrebbero godere di tali privilegi in quanto religiosi in uno stato e’ laico. Dico che non dovrebbero avere privilegi perche’ SIAMO TUTTI UGUALI DAVANTI ALLA LEGGE. Anche se poi qualcuno e’ piu’ uguale degli altri, come diceva Orwell.

    Tu dici che non bisogna rivangare il passato. Io, neanche a farlo apposta, ho citato esempi contemporanei e — credo — pertinenti.

    In un paio di punti forse ho provocato troppo. Sui “papaboys” ad esempio. Saranno mossi da nobili intenzioni, ma a me sembra fanatismo religioso mascherato da buonismo. Non vedo grandi differenze fra papaboys, grillini o gruppi di tifosi: sono mossi dal desiderio di far parte di un gruppo. Punto. Niente a che vedere con la vera fede.

    Infine, io diffido sempre di chi si sente unico depositario della verita’. E questa, permettimi, e’ una caratteristica di piu’ o meno tutte le religioni.

    A parte questo, una nota sul metodo. Qui siamo su mentecritica. Io ho posto delle domande (ok, lasciando stare quelle ironiche). Se qualcuno vuole puo’ smontare le mie idee con argomenti razionali e basati sui fatti. Ma ribattere accusandomi di volere il Papa a penzoloni, cosa che non ho mai detto, non e’ degno di questo blog. Non vorrai mica accusare tutti quelli che non la pensano come te di essere dei terroristi
    (come fanno in regime totalitario) ?

  8. Franco scrive:

    @ Nettolemo: rettifico la prima frase. Con “il classico esempio di ipocrisia delle alte sfere ecclesiastiche” mi riferivo alla frase “parlare di altruismo e umilta’ vestito di velluto rosso porporato”, che tu hai quotato dal mio commento.

  9. unduetrestella scrive:

    @Neottolemo

    Avrei anche potuto parlare di crociate se ti fa piacere, il senso di quel che ho scritto non cambia certamente e non è finalizzato solo a rivangare un passato vergognoso.
    Quello che hai citato dal mio post lo devi leggere col resto di quel che ho scritto attaccato ad esso e senza tagliarlo, ovvero, così:

    “Ciò che infastidisce o può anche far paura, almeno a me, è il fatto che in nome di tutta questa collezione di fantasie, più o meno contradditorie, più o meno stravaganti, più o meno “buoniste”, un certo gruppo di persone, dalle nostre parti, si arrogava fino a ieri il diritto di bruciare o mettere la mordacchia a chi non la pensava come loro.
    Se questi hanno smesso di farlo alle nostre latitudini, non è certo stato per il fatto che siano improvvisamente diventati più “buoni” per loro iniziativa…”

    In più, rivendico il diritto di scrivere “fantasie” nel mio precedente post, poichè tecnicamente non sono altro, nonostante a te questo dia fastidio.

    Per quel che hai qui scritto:
    “Per concludere poi, meglio non correre troppo avanti e parlare di neo Iran o neo Afganistan.. Qui da noi le ingerenze della chiesa nello stato sono grosse, ma da qui alla shari’a ce ne passa eh. Io ci andrei piano, il neo Iran mi sembra altrettanto strumentale quanto un “poi vai all’inferno”.”

    basta solo dire che l’altro ieri le femministe di un tempo sono state costrette a ritirare fuori slogans e cartelloni per scendere in piazza. In Italia. Non in Arabia Saudita.
    L’Italia o qualunque altro paese non diverrà un neo Iran fino a quando ci saranno persone a cui questo non sta bene e lo manifestano apertamente. In più, tra dire “il nostro paese si trasformerà in un neo Afganistan” e dire “poi vai all’inferno” ci passa la stessa differenza che sta tra “possibilità” e “superstizione”.

    Infine mi dichiaro d’accordo con Franco, il quale lo è di nome e di fatto :D

  10. Alfonso scrive:

    Io devo dire che apprezzo il lavoro di molti cattolici, impegnati nel sociale molto più di altri menefreghisti che inneggiano alla laicità. La spiritualità è una “sfera” molto personale, presente in tutte le cose che esistono. E’ pericolosa, qui siamo TUTTI d’accordo, quando la si vede strumentalizzare. Nel caso di noi italiani, poi, c’è da mettere in conto la serie di tradizioni cristiane e cattoliche con le quali siamo venuti su’, cresciuti e diventati adulti. In queste fasi, ci sono le classiche tre posizioni: adesione, rigetto e la più gettonata “via di mezzo” e cioè l’essere “cristiani a metà”, quindi credere che Gesù dica cose buone, la religione del “volemise bbene” e non essere d’accordo con le cose che ci fanno meno comodo.
    Gli italiani sono anche un popolo di predicatori e noi, diciamocelo, razzoliamo malissimo.
    Quelli che razzolano peggio (sorry per l’off topic) sono i giornalisti, che hanno di recente montato tutta una storia sulla libertà del papa di parlare all’università, veramente di cattivo gusto. Non è un torto ne’ una menzogna affermare che il Vaticano “pontifica” in materie che poco hanno a che fare con la sfera dello spirito. Cose come Tasse o Aborto sono cose che tutte le società che si dicono evolute debbono avere e, “paradossalmente”, votare in favore dell’aborto non significa “abortire senza se e senza ma”. Quindi c’è poco da intervenire dall’alto di un fastosissimo palazzo in merito a questioni non inerenti le cose religiose.

    Ciò che si rimprovera al cristiano di oggi, a mio avviso, non è il fatto di credere nel Cristo (e di non vederlo nei volti degli astanti) ma che per accondiscendere il successore di Pietro sceglie di tenere una linea che contribuisce ad annebbiare la strada che la società in cui vive percorre verso la libertà.

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