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Laicità: Credenti, Cristiani, Cattolici, Anche Noi Stiamo Sbagliando Qualcosa?

5 marzo, 2008 di Luna  
Archiviato in Border Zone, Diritto di Replica

Questione delicata, intorno alla quale intendo ragionare con la convinzione che pensare e discutere serva sempre a qualcosa. Tema ricorrente del quale si dibatte, per delineare confini e ruoli, soprattutto quello della Chiesa come istituzione ed il suo peso nella dimensione civile e politica.
Ha le sue ragioni la laicità, ragioni che, in ambito politico e intellettuale, lanciano una sfida al dogmatismo cattolico contrapponendovi la libertà di coscienza che le connota.

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Bella sfida. Interessante confronto se non si riducesse, come sovente accade, ad un:
“Se tu non vuoi non puoi impedire a me di potere/volere!”
cui segue la risposta:
“Il vostro perno concettuale è la libertà, intesa e vissuta come assenza di limiti e mai come promozione di valori!”.
Fine del dibattito.
Assenza di progettualità.
Stretta di mano, “arrivederci e grazie”, se si è riusciti a mantenersi calmi, e ognuno per la propria strada fino al prossimo round!

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E’ estenuante, mortificante, se guardiamo all’immagine scadente che ne emerge del mondo cattolico: “Credenti aggrappati alle superstizioni, abbarbicati su posizioni religiose ed ideologiche che limitano libertà e qualità della vita, prigionieri di una istituzione che ragiona per loro, gode di privilegi pubblici (che uno Stato laico non dovrebbe concedere…)e pretende di dettare la “sola verità” e l’unica morale giusta..”
Desidero riflettere a partire da questa immagine. Ciò che mi colpisce maggiormente è l’inquietudine dei laici. Perché, mi chiedo, la discussione sulla laicità è sempre improntata, partendo da un impianto accusatorio che disdegna qualsiasi tipo di spiegazione, sul rifiuto e la difesa ad oltranza? Possibile che Dio faccia così paura? Il messaggio d’amore di Cristo è frainteso, la “buona novella” anziché rallegrare spaventa, opprime, fa inorridire?

Cristo intendeva liberare l’uomo da ogni tipo di schiavitù e il suo messaggio, oggi, risuona come una minaccia di costrizione? Cosa infastidisce? Il progetto di salvezza che Dio avrebbe su di noi?
Non credo che un Dio che suggerisce Valori sia incompatibile con una società libera e umana! Non vedo contrapposti progetti alternativi di società: il bene comune è il fine da perseguire!

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Quindi? Il laico guarda alla chiesa non tanto come ad una istituzione invadente (è legittimo che esprima il suo pensiero), piuttosto come ad una istituzione politicamente influente, tanto da “dettare legge” nella determinazione dell’etica pubblica, svincolandosi dalle dinamiche democratiche. Considera la chiesa come una lobby che esercita pressioni politiche e avanza pretese irragionevoli al di fuori dall’attuale realtà pluralista.

Cari credenti, cristiani, cattolici (e non) dobbiamo preoccuparci! Da questa percezione emerge il nostro ritratto: Succubi, creduloni, soggiogati da una gerarchia che si esprime e conduce.
Siamo questo? Questa è la Chiesa? Dobbiamo fare i conti con quanto dagli altri è percepito, con le conclusioni, le distorsioni, gli effetti collaterali.
Dobbiamo tenerne conto per rivedere i modi della “presenza e dell’annuncio”. La voce non è solo quella della gerarchia, la voce della chiesa è soprattutto la nostra. La testimonianza è il mezzo di cui disponiamo, una vita vissuta all’insegna dell’amore “autenticamente cristiano” fa la differenza!

La Chiesa è l’insieme degli uomini al “servizio degli uomini”, il popolo pellegrino nel mondo, comunità di testimoni.
La Chiesa è il volto del Christus Patiens, del Buon Samaritano che si china sui bisogni degli ultimi.. In noi vedono “altro”…
Forse è giunto il momento di chiederci se stiamo, anche noi, sbagliando qualcosa?

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Comments

32 Risposte a “Laicità: Credenti, Cristiani, Cattolici, Anche Noi Stiamo Sbagliando Qualcosa?”
  1. ilBuonPeppe scrive:

    Condivido totalmente.

    La voce non è solo quella della gerarchia, la voce della chiesa è soprattutto la nostra

    Questo è il punto fondamentale. La gerarchia è fatta di uomini, e come tali soggetti all’errore. I credenti sono chiamati prima di tutto a testimoniare con la propria vita (più che con le parole) quello in cui credono, valutando liberamente anche quello che arriva dalla gerarchia; e contestandolo, se lo ritengono.

    [Rispondi a questo commento]

  2. unduetrestella scrive:

    @ Luna

    Il tuo scritto è destinato solo ai credenti/cristiani/cattolici o anche al resto del mondo? Be’, in attesa di una tua risposta, mi permetto di scrivere ugualmente le mie opinioni in merito all’argomento trattato; in caso ce ne fosse bisogno potranno essere “moderate” in seguito.

    >>>Questione delicata, intorno alla quale intendo ragionare con la convinzione che pensare e discutere serva sempre a qualcosa.>>>

    Si, pensare e discutere serve sempre a qualcosa se chi ti sta davanti non tiene le mani sulle proprie orecchie (inoltre, alcuni, le mani si permettono di metterle anche sulle orecchie altrui)

    >>>Ciò che mi colpisce maggiormente è l’inquietudine dei laici. Perché, mi chiedo, la discussione sulla laicità è sempre improntata, partendo da un impianto accusatorio che disdegna qualsiasi tipo di spiegazione, sul rifiuto e la difesa ad oltranza? Possibile che Dio faccia così paura? Il messaggio d’amore di Cristo è frainteso, la “buona novella” anziché rallegrare spaventa, opprime, fa inorridire?

    Cristo intendeva liberare l’uomo da ogni tipo di schiavitù e il suo messaggio, oggi, risuona come una minaccia di costrizione? Cosa infastidisce? Il progetto di salvezza che Dio avrebbe su di noi?>>>

    Vedi, quel che infastidisce il resto del mondo non è “Il progetto di salvezza che Dio avrebbe su di noi” (indipendentemente sia da quel che vorrebbe significare questa frase quanto da cosa dovremmo essere “salvati”) o che il tuo piuttosto che qualche altro ectoplasma faccia “paura”.
    Ciò che infastidisce o può anche far paura, almeno a me, è il fatto che in nome di tutta questa collezione di fantasie, più o meno contradditorie, più o meno stravaganti, più o meno “buoniste”, un certo gruppo di persone si arroghi il diritto di decidere per tutti gli esseri umani cosa è giusto e cosa non lo è.
    Ciò che infastidisce o può anche far paura, almeno a me, è il fatto che in nome di tutta questa collezione di fantasie, più o meno contradditorie, più o meno stravaganti, più o meno “buoniste”, un certo gruppo di persone, dalle nostre parti, si arrogava fino a ieri il diritto di bruciare o mettere la mordacchia a chi non la pensava come loro.
    Se questi hanno smesso di farlo alle nostre latitudini, non è certo stato per il fatto che siano improvvisamente diventati più “buoni” per loro iniziativa…

    Basti pensare che ad altre latitudini, gente molto molto molto simile a loro, discendenti dallo stesso ceppo di superstizioni, si permettono di lapidare le persone sulla base di una serie di leggi derivate dritte dritte dalle loro fantasie teologiche.

    Io non voglio che il mio paese si trasformi in un neo Iran o un neo Afganistan e per questo combatto, ma con le parole, non con i roghi.

    Bene, detto questo mi permetto di dire anche che a questo mondo esistono persone che non hanno bisogno di favole per dare un senso alla propria esistenza e vorrebbero essere libere di continuare a pensare con la propria testa, in pace.

    Quindi, fino a che i superstiziosi non capiranno queste semplici cose, non ci sarà mai nulla su cui discutere.

    [Rispondi a questo commento]

  3. Franco scrive:

    unduetrestella for president! Sottoscrivo in pieno.

    Passi l’aspetto religioso — ciascuno puo’ credere in quello che vuole, finche’ non cerca di impormi la sua fede — ma il Vaticano in se’ non e’ tollerabile. Qualche esempio? [vado off-topic, ma non si puo' parlare solo di fede e tralasciare gli effetti collaterali]

    Perche’ il Vaticano non paga ICI e IRPEF sugli immobili a scopo di lucro (scuole, pensioni, etc.)? Perche’ in Vaticano non pagano l’IVA? mentre io che vivo 100 metri piu’ in la’ ho tutti i prezzi maggiorati del 20%.

    Perche’ i vari ostelli religiosi che fanno pensionato per studenti, anziani,
    infanzia, non pagano le tasse. Mentre io se voglio aprire un bed&breakfast circa nella stessa zona vengo dissanguato dal fisco?

    Perche’ le antenne di Radio Vaticana, benche’ di proprieta’ di uno stato straniero, possono violare le norme europee sull’inquinamento elettromagnetico?

    Perche’ la Città del Vaticano si e’ rifiutata di firmare il Protocollo di Kyoto?
    (che vuol dire che ha impatto serra quasi zero!? e’ ovvio bisogna guardare all’inquinamento in proporzione al numero di abitanti!)

    Perche’ nessuno parla, in Italia, della lettera a Papa Benedetto XVI dal Brasile, in cui i preti cattolici chiedono a gran voce di potersi sposare? (cosa che tra l’altro molti gia’ fanno, e la Chiesa lo sa e finge di non vedere)

    Perche’ in Italia quasi nessuno ha parlato del video della Bbc sui preti e la pedofilia? [questo a casa mia si chiama controllo dei mezzi di informazione] Ne hanno parlato solo dopo la diffusione su internet.

    Perche’ permettiamo che a parlare di altruismo e umilta’ sia un tipo vestito di velluto rosso porporato?

    Come si fa a dialogare con i quadrupedi che scrivono in blog come
    ratzingerpapa.splinder.com ? Avete provato a leggere i commenti? Alcuni sono piu’ deliranti persino di quelli sul blog di Beppe Grillo.

    Come si fa a dialogare con gente che crede ancora nel Creazionismo, nonostante tutte le prove scientifiche lo smentiscano?

    E ancora, se un invasato in mondo visione grida che non vogliono farlo parlare, non vi suona strano? Mi riferisco alla vicenda della mancata visita del Papa a La Sapienza. Come fa a dire che gli e’ negata la possibilita’ di parlare, uno che ha a disposizione televisioni e radio, un pulpito a p.za San Pietro, e che manovra politici come marionette?

    E per finire, quando vedremo le figurine Panini dei “papaboys”?
    E se i “papaboys” dovessero combattere con i “grillini” chi vincerebbe?
    Ma soprattutto, dove stanno le “papagirls”?

    [Rispondi a questo commento]

  4. Neottolemo scrive:

    D’accordo con il post di Luna anche se io, da non credente, mi sentirei anche di togliere il punto interrogativo dal titolo. Altrettanto d’accordo con il buon Peppe.

    Il commento di unduetrestella invece non mi piace proprio, mi spiace. dico anche il perchè.

    Inizio contraddicendomi:
    “Ciò che infastidisce o può anche far paura, almeno a me, è il fatto che in nome di tutta questa collezione di fantasie, più o meno contradditorie, più o meno stravaganti, più o meno “buoniste”, un certo gruppo di persone si arroghi il diritto di decidere per tutti gli esseri umani cosa è giusto e cosa non lo è”

    su questo sono d’accordo, anche se nel mezzo c’è il termine “fantasie” che mi infastidisce un pochetto. Credenze suona meglio, e magari dentro c’è anche qualcosa da mangiare, alle volte non si sa mai.

    Poscia:

    “Ciò che infastidisce o può anche far paura, almeno a me, è il fatto che in nome di tutta questa collezione di fantasie, più o meno contradditorie, più o meno stravaganti, più o meno “buoniste”, un certo gruppo di persone, dalle nostre parti, si arrogava fino a ieri il diritto di bruciare o mettere la mordacchia a chi non la pensava come loro.”

    …ancora? Ieri è 200 anni fa, non sarebbe il caso di leggere gli eventi nella loro epoca (ricordo che l’inquisizione si è conclusa più o meno a fine ‘700). Teni poi conto che in 200 anni di inquisizione (’500-’700; oltretutto c’è un 200 ricorsivo… attenti che non lo scopra dan brown altrimenti sono cazzi) non si accendevano falò come oggi ad andare di notte sulla salaria. A campo de fiorni non si bruciavano psicolabili uno si ed uno no (si, l’ho chiamato psicolabile, e non per questioni partigiane, ho già detto che non credo). Ma se anche questo non fosse vero, ripeto che l’inquisizione “dura” è roba del ‘500, è passata.
    Se piace poi rivangare il passato, come è stato già fatto notare (dal papa, tanto per dirne uno), la rivoluzione francese, trionfo della laicità, ha dapprima fatto rotolare teste e poi ha portato a quello che tutti sanno. Io mi spingo anche oltre, la rivolzione francese è stata anche causa delle due guerre mondiali (lettura ardita, ma credibile). Che noia quando recito la parte dello storico…
    Comunque se si gioca a rimpiattino non se ne esce mi sembra.

    Per concludere poi, meglio non correre troppo avanti e parlare di neo Iran o neo Afganistan.. Qui da noi le ingerenze della chiesa nello stato sono grosse, ma da qui alla shari’a ce ne passa eh. Io ci andrei piano, il neo Iran mi sembra altrettanto strumentale quanto un “poi vai all’inferno”.

    [Rispondi a questo commento]

  5. Neottolemo scrive:

    @ Franco: a mio avviso, nel contesto, il tuo mi sembra un attacco gratuito.

    A volte mi chiedo se si voglia il papa penzoloni ad una forca oppure uno stato -finalmente- laico.

    Per esempio questa

    “Perche’ permettiamo che a parlare di altruismo e umilta’ sia un tipo vestito di velluto rosso porporato?”

    mi spaventa..

    [Rispondi a questo commento]

  6. Sara scrive:

    @Peppe: completamente d’accordo con te!

    Penso che alcuni cattolici sbaglino quando non sono liberi di capire la strategia del clero, confondendo la sua “strategia” attuale (che si manifesta soprattutto in Italia) col volere divino, e penso che alcuni laici sbaglino quando considerano tutti i cattolici così e quando confondono la “strategia” del clero con la fede individuale, che è indiscutibile.
    Penso che quindi come al solito si sbaglia quando non si è tolleranti e disposti all’ascolto, ma questo non è un problema di religione, è un problema che sembra riguardare la natura umana.

    [Rispondi a questo commento]

  7. Franco scrive:

    @ Nettolemo: non volevo spaventare. Forse ho usato toni un po’ accesi. Secondo me pero’ quello da te citato e’ il classico esempio di ipocrisia delle alte sfere ecclesiastiche. Non a caso le mie critiche erano rivolte al Vaticano, non alla Chiesa intesa come insieme di credenti.

    Tu dici: “a mio avviso, nel contesto, il tuo mi sembra un attacco gratuito.” Questo e’ vero, nel mio commento ho premesso che sarei andato un po’ off-topic. Ma era un commento fuori tema, non gratuito.

    Poi tanto fuori tema non e’, visto che nel post si dice
    “Credenti aggrappati alle superstizioni, abbarbicati su posizioni religiose ed ideologiche che limitano libertà e qualità della vita, prigionieri di una istituzione che ragiona per loro, gode di privilegi pubblici (che uno Stato laico non dovrebbe concedere…) e pretende di dettare la “sola verità” e l’unica morale giusta..

    Io non mi sognerei mai di dire che una religione e’ un insieme di superstizioni, perche’ in genere non e’ cosi’ (se escludiamo Scientology). Ma i privilegi di cui gode il Vaticano sono un fatto, e di questo ho parlato nel commento. E non dico che non dovrebbero godere di tali privilegi in quanto religiosi in uno stato e’ laico. Dico che non dovrebbero avere privilegi perche’ SIAMO TUTTI UGUALI DAVANTI ALLA LEGGE. Anche se poi qualcuno e’ piu’ uguale degli altri, come diceva Orwell.

    Tu dici che non bisogna rivangare il passato. Io, neanche a farlo apposta, ho citato esempi contemporanei e — credo — pertinenti.

    In un paio di punti forse ho provocato troppo. Sui “papaboys” ad esempio. Saranno mossi da nobili intenzioni, ma a me sembra fanatismo religioso mascherato da buonismo. Non vedo grandi differenze fra papaboys, grillini o gruppi di tifosi: sono mossi dal desiderio di far parte di un gruppo. Punto. Niente a che vedere con la vera fede.

    Infine, io diffido sempre di chi si sente unico depositario della verita’. E questa, permettimi, e’ una caratteristica di piu’ o meno tutte le religioni.

    A parte questo, una nota sul metodo. Qui siamo su mentecritica. Io ho posto delle domande (ok, lasciando stare quelle ironiche). Se qualcuno vuole puo’ smontare le mie idee con argomenti razionali e basati sui fatti. Ma ribattere accusandomi di volere il Papa a penzoloni, cosa che non ho mai detto, non e’ degno di questo blog. Non vorrai mica accusare tutti quelli che non la pensano come te di essere dei terroristi
    (come fanno in regime totalitario) ?

    [Rispondi a questo commento]

  8. Franco scrive:

    @ Nettolemo: rettifico la prima frase. Con “il classico esempio di ipocrisia delle alte sfere ecclesiastiche” mi riferivo alla frase “parlare di altruismo e umilta’ vestito di velluto rosso porporato”, che tu hai quotato dal mio commento.

    [Rispondi a questo commento]

  9. unduetrestella scrive:

    @Neottolemo

    Avrei anche potuto parlare di crociate se ti fa piacere, il senso di quel che ho scritto non cambia certamente e non è finalizzato solo a rivangare un passato vergognoso.
    Quello che hai citato dal mio post lo devi leggere col resto di quel che ho scritto attaccato ad esso e senza tagliarlo, ovvero, così:

    “Ciò che infastidisce o può anche far paura, almeno a me, è il fatto che in nome di tutta questa collezione di fantasie, più o meno contradditorie, più o meno stravaganti, più o meno “buoniste”, un certo gruppo di persone, dalle nostre parti, si arrogava fino a ieri il diritto di bruciare o mettere la mordacchia a chi non la pensava come loro.
    Se questi hanno smesso di farlo alle nostre latitudini, non è certo stato per il fatto che siano improvvisamente diventati più “buoni” per loro iniziativa…”

    In più, rivendico il diritto di scrivere “fantasie” nel mio precedente post, poichè tecnicamente non sono altro, nonostante a te questo dia fastidio.

    Per quel che hai qui scritto:
    “Per concludere poi, meglio non correre troppo avanti e parlare di neo Iran o neo Afganistan.. Qui da noi le ingerenze della chiesa nello stato sono grosse, ma da qui alla shari’a ce ne passa eh. Io ci andrei piano, il neo Iran mi sembra altrettanto strumentale quanto un “poi vai all’inferno”.”

    basta solo dire che l’altro ieri le femministe di un tempo sono state costrette a ritirare fuori slogans e cartelloni per scendere in piazza. In Italia. Non in Arabia Saudita.
    L’Italia o qualunque altro paese non diverrà un neo Iran fino a quando ci saranno persone a cui questo non sta bene e lo manifestano apertamente. In più, tra dire “il nostro paese si trasformerà in un neo Afganistan” e dire “poi vai all’inferno” ci passa la stessa differenza che sta tra “possibilità” e “superstizione”.

    Infine mi dichiaro d’accordo con Franco, il quale lo è di nome e di fatto :D

    [Rispondi a questo commento]

  10. Alfonso scrive:

    Io devo dire che apprezzo il lavoro di molti cattolici, impegnati nel sociale molto più di altri menefreghisti che inneggiano alla laicità. La spiritualità è una “sfera” molto personale, presente in tutte le cose che esistono. E’ pericolosa, qui siamo TUTTI d’accordo, quando la si vede strumentalizzare. Nel caso di noi italiani, poi, c’è da mettere in conto la serie di tradizioni cristiane e cattoliche con le quali siamo venuti su’, cresciuti e diventati adulti. In queste fasi, ci sono le classiche tre posizioni: adesione, rigetto e la più gettonata “via di mezzo” e cioè l’essere “cristiani a metà”, quindi credere che Gesù dica cose buone, la religione del “volemise bbene” e non essere d’accordo con le cose che ci fanno meno comodo.
    Gli italiani sono anche un popolo di predicatori e noi, diciamocelo, razzoliamo malissimo.
    Quelli che razzolano peggio (sorry per l’off topic) sono i giornalisti, che hanno di recente montato tutta una storia sulla libertà del papa di parlare all’università, veramente di cattivo gusto. Non è un torto ne’ una menzogna affermare che il Vaticano “pontifica” in materie che poco hanno a che fare con la sfera dello spirito. Cose come Tasse o Aborto sono cose che tutte le società che si dicono evolute debbono avere e, “paradossalmente”, votare in favore dell’aborto non significa “abortire senza se e senza ma”. Quindi c’è poco da intervenire dall’alto di un fastosissimo palazzo in merito a questioni non inerenti le cose religiose.

    Ciò che si rimprovera al cristiano di oggi, a mio avviso, non è il fatto di credere nel Cristo (e di non vederlo nei volti degli astanti) ma che per accondiscendere il successore di Pietro sceglie di tenere una linea che contribuisce ad annebbiare la strada che la società in cui vive percorre verso la libertà.

    [Rispondi a questo commento]

  11. unduetrestella scrive:

    “Nel caso di noi italiani, poi, c’è da mettere in conto la serie di tradizioni cristiane e cattoliche con le quali siamo venuti su’, cresciuti e diventati adulti. In queste fasi, ci sono le classiche tre posizioni: adesione, rigetto e la più gettonata “via di mezzo” e cioè l’essere “cristiani a metà”, quindi credere che Gesù dica cose buone, la religione del “volemise bbene” e non essere d’accordo con le cose che ci fanno meno comodo.”

    Sono d’accordo su questo ma anche un po’ su tutto il resto devo dire… Eccetto forse solamente per la prima riga del post di Alfonso

    [Rispondi a questo commento]

  12. GdA scrive:

    …Il mio scritto è destinato a chi ha la pazienza e la gentilezza di leggerlo, apprezzarlo se è il caso o criticarlo..
    Il mio scritto è il mio pensiero, frutto del mio impegno della mia ricerca interiore e del desiderio di incontro giammai di scontro.

    Detto questo, sorrido.

    Sorrido a chi “rimprovera al cristiano cattolico di accondiscendere al successore di Pietro contribuendo così ad annebbiare la strada che la società percorre verso la libertà..”
    Sorrido a chi, di fronte al cristiano che non vuole essere una “via di mezzo”, muove accuse di acattolicità,opportunismo se non addirittura di eresia non riconoscendogli la facoltà, in quanto essere pensante/credente, di esercitare una libertà che, per fede, riconosce come dono di Dio. Libertà che gli consente di rigettare quei meccanismi, tipici di tutte le religioni teoetotomiste,per intraprendere un cammino che lo avvicini a quell’idea di Verità suggerita, eventualmente, da Cristo e ribadita da S. Agostino “Ama e fai ciò che vuoi..”
    ..

    Sorrido all’intransigenza con cui si critica (condanna) l’intransigenza della chiesa cattolica…

    Sorriso “dis-armante” che spero, prima o poi, possa essere condiviso…

    Luna

    [Rispondi a questo commento]

  13. Adetrax scrive:

    @Franco

    Perche’ in Italia quasi nessuno ha parlato del video della Bbc sui preti e la pedofilia?

    Del filmato della BBC ne hanno parlato parecchi giornali e il caso e` approdato anche in TV, ad es. la trasmissione Anno Zero lo ha trasmesso durante la puntata, senza contare la diffusione capillare che ha avuto in Internet.

    Come si fa a dialogare con i quadrupedi che scrivono in blog come
    ratzingerpapa.splinder.com ? Avete provato a leggere i commenti? Alcuni sono piu’ deliranti persino di quelli sul blog di Beppe Grillo.

    Quel blog e` fermo al 2005 e si riferisce solo all’elezione del papa.

    Come si fa a dialogare con gente che crede ancora nel Creazionismo, nonostante tutte le prove scientifiche lo smentiscano?

    Secondo me il creazionismo puo` convivere con l’evoluzionismo; nessuno ha stabilito che una cosa per essere creata deve essere fatta in meno di 1 secondo; e se fossero necessari migliaia o milioni di anni, dove sarebbe il problema ?
    Dopotutto l’enorme durata del tempo impiegato potrebbe essere benissimo una strategia di Dio, utile anche per conformarsi alla regola del “natura non facit saltus”.

    [Rispondi a questo commento]

  14. Neottolemo scrive:

    Innanzitutto mi scuso con franco, io non volevo dare del terrorista a nessuno. La mia è solo un’iperbole di quello che a volte mi sembra sia diventato il pensiero laico, certo dettato da una certa esasperazione.

    Detto questo faccio un rassunto del mio pensiero, tanto per essere chiaro.

    Mi sembra che la chiesa sia presa un pò come pretesto per la situazione odierna. Certo ha senz’altro le sue colpe, ma c’è un punto per me fondamentale: la chiesa non è lo stato. Per farla breve è il papa che interferisce troppo o è lo stato che è troppo debole?
    D’accrodo per la laicità dello stato (e sarebbe ora), ma stare continuamente a fare le pulci alla chiesa credo che non faccia altro che rafforzare questa (assurda) divisione tra cattolici e laici.

    Mi dispiace se prima ho alimentato tooni accesi, non era mia intenzione, ero rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C’era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C’è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia!.

    [Rispondi a questo commento]

  15. Fully scrive:

    Intervengo solo per sottolineare l’originalità dell’approccio di Luna ad uno dei temi più sentiti del momento. Mi pare che Luna ci inviti tutti a riflettere, e si rivolga specialmente ai credenti affinché della loro fede facciano più testimonianza concreta e meno vuota dichiarazione.
    E’ uno dei pochi inviti all’autocritica che ho letto in giro. Anzi, a pensarci bene, non mi pare di averne letto alcun altro.
    Penso che sia questo il messaggio da cogliere nel post, e la sfida da raccogliere. Del resto il primo insegnamento di Cristo non è forse l’amore verso il prossimo? E come si può seguire questo insegnamento se non si è per tolleranti, anzi amorevoli, verso coloro che la pensano diversamente?
    Troppo spesso, mi pare, i credenti sono soliti dimenticare questo insegnamento, che è poi - a mio avviso - la vera rivoluzione del Cristianesimo:

    “Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto.
    Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo”
    (Vangelo di Luca)

    [Rispondi a questo commento]

  16. Alfonso scrive:

    @GdA
    sorrido insieme a te, e mentre sorridiamo c’è un mondo che va avanti ed una serie di verità in costante aggiornamento, in un assurdo equilibrio tra intransigenza ed universalità.
    I cristiani “cristiani” purtroppo sono pochi (io, come ho detto prima, li preferisco perché li vedo più liberi, felici e meno opportunisti, sanno cosa li aspetta ma ne sono lieti e non cercano scappatoie).
    Credo che si debba tacciare di acattolicità proprio il cristiano CHE VUOLE essere una “via di mezzo”. Il “cattolico” che bestemmia e che battezza il figlio e che si sposa in chiesa perché è figo NON E’ CATTOLICO, è solo un italiano con le sue tradizioni.
    Poi, senza entrare troppo nel merito, sant’Agostino sarà stato santo ma di sicuro non ha scritto libri sacri. E “ama e fai ciò che vuoi” non è un comandamento. Il Cristo ha detto a tutti di amare ma non ha mai detto a nessuno di fare ciò che vuole, ANZI, semmai ha ribadito il concetto che siamo i pennarelli con cui il Padre disegna gli eventi sulla Terra. Peraltro il suo “ama il prossimo tuo come te stesso” (che tra parentesi è il tipico messaggio dei messia solari) è davvero preferibile. Ma, esattamente come i più dettagliati comandamenti, si tratta di utopie. Il cattolico, dopo essersi definito tale, dimostri anche di ESSERE tale e si comporti seguendo i dettami che il suo Signore gli ha donato. Esistono, cattolici così, dotati di incredibile coraggio, e sono quelli che io dico “veri”.
    Poi, per carità, si fa per parlare… e non ho ancora avuto occasione di fare i complimenti a Luna per l’articolo, che offre spunti interessanti di riflessione.

    [Rispondi a questo commento]

  17. Alfonso scrive:

    ah, volevo dire anche una cosa a Franco:

    non abbiamo raggiunto un livello di scienza che ci consenta di smentire la teoria della Creazione della Terra (non tanto dell’universo poiché si sa che non c’è traccia nella Bibbia della creazione dell’universo e benché sia noto ormai da moltissimi anni che la Terra possedeva tutti i meccanismi e tutte le “carte in regola” per arrivare ad essere com’è oggi) ne’ siamo in grado ancora di confermare la teoria dell’Evoluzione delle specie.

    [Rispondi a questo commento]

  18. Sant-Just scrive:

    C’è una confusione pazzesca nel dogma cristiano, che deriva da secoli e secoli di stratificazioni culturali:
    - quello che ha detto Cristo non lo possiamo sapere e si può essere certi che, essendo un falegname quindi mediamente ignorante, non fosse avvezzo a sottigliezze metafisiche
    - il dogma è stato formato da Paolo (uomo politico della peggior specie); da Agostino (grandissimo filosofo e mia cara GdA non ammetteva la libertà assolutamente); da Tertulliano (il più onesto: credo perchè è assurdo!, eroina ante litteram) e da tantissimi altri…
    - ora, citando Spinoza, posso mai dar valore scientifico ad un libro scritto millenni fa, ovvero scritto con le conoscenze dell’epoca (e non si parlava ancora di evoluzionismo ovviamente all’epoca di Spinoza!) e rivolto a gente di una determinata cultura? Se si metyte in discussione l’evoluzionismo: siamo rovinati…

    Poi la Chiesa, in quanto ha detenuto il potere temporale per secoli, in quanto ha prodotto papi che erano geniali condottieri e statisti ma non certo uomini di fede, in quanto cerca di controllare le anime dei fedeli (sì! creduloni proprio!) attraverso quella magnifica disciplina del Concilio di Trento, e oggi con le disperate battaglie di un Giuliano Ferrara che non sa più a cosa credere e a cosa appigliarsi per non mettersi a dieta.
    non può piàù dirci nulla!

    Riassumendo: Cristo non sappiamo se esistito e cosa abbia detto o fatto: possiamo intuire che fosse un profeta ignorante ma molto carismatico; la Chiesa è invenzione di Paolo; il dogma cristiano è un insieme di contraddizioni per le quali le persone si ammazzavano; ha contribuito sicuramente a creare lo spirito europeo e occidentale: cioè la civiltà che più di tutte ha prodotto omicidi, efferatezze, genocidi, oppressioni.

    Per ultimo: oggi il cristianesimo è fai da te: mi prendo quello che mi piace ma secondo te dovrei aspettare il matrimonio per spupazzarmi la mia tipa e non dovrei usare contraccettivi così, dopo anni che aspettavo ogni volta che me la spupazzo devo fare un figlio? Sono cristiano mica scemo…
    (in questo ha ragione Ratzinger: in Occidente non si crede più a queste “fantasie”, cito il termine volontariamente!, mentre perlomeno nell’Islam i capi religiosi possono essere contenti: anche il più moderato islamico rispetta il Ramadan: noi lo faremmo? Fossi scemo, voglio magnà!)

    Saluti a tutti

    [Rispondi a questo commento]

  19. Sant-Just scrive:

    ah un ultima cosa:
    ma è così brutto un mondo senza dio?
    è così brutta l’evoluzione?
    è così disperante cercare i valori in se stessi?

    mah!

    [Rispondi a questo commento]

  20. Franco scrive:

    Per cominciare, mi complimento anch’io con l’autrice del post (nella foga a volte si dimenticano le buone maniere). Non è facile trovare - tra gli atei/agnostici come fra i cattolici - persone disposte a dialogare con chi la pensa diversamente da loro.

    @Adetrax: sulla critica al creazionismo, io parlavo della “versione originale”. Non critico tentativi di conciliare evoluzionismo e creazionismo, l’idea ad esempio “che l’universo è il risultato di un progetto ordinato ad uno scopo” o che “l’evoluzione è guidata da Dio” (queste sono cose che non posso smentire, e non avrei neppure motivo di farlo). Io critico chi vuole negare le evidenze sperimentali, non chi cerca di conciliarle con la religione. Ad esempio l’idea (in alcuni paesi degli USA, non in Italia) di togliere l’evoluzionismo dai programmi scolastici: questo per me è un ritorno al medio evo, puro e semplice. Soprattutto se si considera il fatto che l’evoluzionismo è stato riconosciuto ufficialmente da parte del Concilio Vaticano.

    Del filmato della BBC ne hanno parlato dopo che la gente ne aveva preso coscienza tramite internet. Ma questo era solo un esempio. Che volevo usare soltanto per criticare l’abitudine, non solo del Vaticano, di manipolare i mezzi d’informazione. Mentre agli atei critico il fatto di usare eventi particolari, e.g. un prete pedofilo, per prendersela con l’intera categoria. Questo chiaramente è stupido.

    In generale, critico il modo in cui le alte sfere ecclesiastiche, ed in particolare questo Papa, rappresentano il mondo cattolico. Per fare un esempio stupido, io non avrei permesso a Giuliano Ferrara di baciarmi la mano, o almeno lo avrei intimato a non usare la religione come scusa per ottenere consensi politici.

    @Alfonso: quello che dici è vero, ma non deve essere frainteso. Ci sono evidenze schiaccianti sulla validità della teoria di Darwin, anche se non sufficienti a dire quali siano i meccanismi esatti che regolano tale processo. Il problema è che alcuni usano il primo punto qui sopra per negare la teoria dell’evoluzione, e sostenere alcuni aspetti del creazionismo “duro e puro” che sono in evidente contrasto con i fatti.

    @Sant-Just: la Chiesa cattolica non esprime una posizione ufficiale riguardo alla teoria dell’evoluzione, anzi la accetta dicendo che è “più che una teoria”.

    Per quanto riguarda il “cristianesimo è fai da te”, sono d’accordo. Io mi rifiuto di considerare cristiana l’80% della popolazione solo perché ha preso i sacramenti. E’ un fatto di coerenza: se uno non è mai stato ad una messa, è entrato in chiesa soltanto il giorno della prima comunione/cresima, non ha mai fatto un’opera di bene. In cosa è cristiana una persona del genere?

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  21. ilBuonPeppe scrive:

    Non voglio riaprire la discussione sui cristiani alla “come ce pare”, già trattata in altri post.
    Alle tre domande di Sangiustino ;-) rispondo semplicemente “NO”.
    Voglio invece cogliere l’ultima provocazione di Franco per rispondere ad una domanda latente: “cosa è il cristiano?”
    La risposta, solo apparentemente banale, non può essere che una: il cristiano è colui che condivide gli insegnamenti del cristo. Insegnamenti di cui, vale la pena sottolinearlo, il fondamentale è “ama il prossimo tuo come te stesso”.
    Può sembrare curioso, ma questo non implica affatto la chiesa, la gerarchia ecclesiastica, i dogmi e tante altre menate che poi sono quelle su cui erroneamente ci si concentra. E la cosa che più ancora colpisce è che se anche si prescindesse dal concetto di dio, gli insegnamenti del cristo restano tutti validi ed attuali.

    [Rispondi a questo commento]

  22. Franco scrive:

    x ilBuonBeppe: quello che dici è vero. Ma secondo me sono molte le persone che non credono né conoscono gli insegnamenti di Cristo, e prendono i sacramenti o si dicono cristiani solo per adeguarsi a quella che in Italia è la norma. Ma questa è solo una mia sensazione.

    Io ho fatto le medie in una scuola cattolica, dove fra le altre cose era possibile fare la cresima. Gran parte degli studenti si è cresimata a scuola invece che in parrocchia soltanto per evitare di dover andare a catechismo, e la principale preoccupazione dei ragazzi era fare a gara a chi avrebbe ricevuto il regalo più bello. Su 28 studenti della mia classe, la quasi totalità il giorno della cresima esibiva con orgoglio un nuovo orologio d’oro (a quanto pare considerato uno status symbol come le auto blu dei politici). No comment!

    [Rispondi a questo commento]

  23. Alfonso scrive:

    @ilBuonPeppe:
    sono d’accordo in parte. A mio avviso solo alcuni degli insegnamenti del Cristo restano validi nel tempo (nonché secoli e secoli avanti alla società del suo tempo). Posto poi che gli insegnamenti del Cristo fossero davvero quelli riportati dagli evangelisti. La sua intera vita, così come c’è stata riportata, si basa sulle distanze dai dogmi fino ad allora assunti e su nuovi dogmi sui quali si è riflettuto nei secoli a venire.

    In tutto questo la Chiesa era fondamentale, anche se si escludono i cosiddetti “vangeli apocrifi”. Così i dogmi. D’altra parte la stessa natura divina del Cristo è un dogma definito a posteriori. Non poteva essere altrimenti, visto che anche nei secoli seguenti (per fare un parallelo non troppo inerente) si sono riconosciuti titoli di “genio” e “santo” a persone già nella tomba da tempo.

    Per essere cristiano, per come interpreto io la religione (e qui è doveroso un bel “purtroppo”), è necessario quantomeno credere che il Cristo sia il salvatore e che faccia parte di una trinità che ha creato l’universo (da qui fare proprie le idee del giudizio universale e credere quindi nella resurrezione della carne), che abbia ricostituito l’alleanza tra Dio ed i popoli della terra, a loro volta separati per lingue e culture dall’Avversario… Insomma… essere cristiani comporta un sacco di cose :)

    Purtroppo la figura del cristiano “come me pare” ritorna spesso poiché pare che tra le tipologie di cristiani questi siano quelli che risaltano maggiormente, facendo fare una magra figura a quelli (che io considero) “veri”, che davvero (scusate se insisto) “combattono” per cambiare le cose.

    @Saint-Just
    anche per me i 3 NO sono l’unica risposta, solo che poi queste idee bisogna tenersele per se’, non andare in giro a predicarle :)

    @Franco
    I miei nipoti hanno redatto, per la loro cresima, una specie di “lista di cresima”. A 10 anni, e devi vedere che scrivevano: computer, cellulare, macchina fotografica digitale… non c’è da biasimare loro. E’ il nostro stile di vita che è pieno di cose davvero assurde.

    [Rispondi a questo commento]

  24. Sant-Just scrive:

    Non si possono ridurre duemila anni di cristianesimo a:
    “ama il prossimo tuo”! mio caro buonpeppone…

    sarebbe come ridurre 2700 anni di pensiero filosofico alla sola categoria di “curiosità razionale”…

    Concordo con Alfonso che essere cristiano implica parecchie cose…e ribadisco che se molte persone si prendessero sul serio, ammeterebbero di non essere cristiani (ciò non toglie la possibilità di credere in un ente superiore ovviamente…) senza nascondersi dietro al fatto che l’uomo è imperfetto, che l’uomo è di natura peccatore e quindi non fa niente se si spupazza una tipa a sera, che non è andando a messa che uno dimostra la sua fede, che Cristo è importante sentirlo nel cuore etc. etc.

    [Rispondi a questo commento]

  25. F.Maria Arouet scrive:

    Ogni volta che assisto ad una discussione tra credenti e non credenti sono portato a considerarla poco più che inutile. Come se la distinzione tra gli uni e gli altri fosse frutto di una diversità a priori, non ricomponibile attraverso un ragionamento successivo.
    Così come la fede é frutto della grazia, che é un dono di Dio e dunque non può essere conquistata attraverso l’intelletto, (sarebbe come pretendere di mettere il mare in un secchiello), così la mancanza di fede può essere considerata nient’altro che il frutto della mancanza di grazia, che a sua volta può dipendere dal fatto che Dio non c’é, o che non ha ritenuto di elargirla.
    A chi avesse obiezioni sul criterio distributivo usato dall’Ente Assoluto, si può sempre rispondere che le vie del Signore sono infinite. Al ragionamento del cristiano secondo cui la testimonianza dei credenti é la miglior prova dell’esistenza di Dio, é sufficiente opporre che la testimonianza dei non credenti é una prova altrettanto evidente della sua inesistenza. Due discorsi ad efficacia zero, che traggono origine dallo stesso malinteso, secondo cui i comportamenti dell’uomo starebbero a dimostrare un’Esistenza diversa dalla mera esistenza dei bisogni che li hanno generati.
    E di argomenti di questo genere se ne potrebbero affastellare a iosa, in modo più o meno gradevole, a seconda della qualità degli interlocutori, che sostanzialmente, in assenza di ulteriori elementi di contrasto, a parte l’elemento ontologico, potrebbero lasciarsi con un onorevole nulla di fatto.
    Ognuno resta della propria opinione e buonanotte.
    Ma il punto di contrasto c’é ed é un altro, concreto, grosso come una montagna, non di tipo ontologico ma politico.
    Quel che interessa veramente non é cosa sia la fede e da dove tragga origine ma se, in quanto convinzione religiosa che nel corso dei secoli ha acquisito corpus di comportamenti e di regole, possa e debba influire nella determinazione della morale pubblica, cioè nella formazione delle regole che governano la vita della collettività.
    Il vero snodo sta nel riconoscere, o nel non riconoscere, se quell’insieme di istanze che la chiesa cattolica chiama morale naturale, debba avere un ruolo e quale, nella genesi del diritto che regola la vita della comunità in generale, compresa la comunità dei credenti.
    Detto in altri termini, se il diritto debba, o non debba, essere considerato materia scientifica, soggetta al metodo empirico. Se le norme enunciate debbano essere considerate relative, o assolute. Se debbano essere sottoposte a verifiche di riproducibilità e falsificabilità, come qualsiasi altra ipotesi scientifica, oppure se possano essere assunte direttamente da una morale preesistente di origine divina.
    Questo é il vero problema, che non é un problema religioso, ma di filosofia del diritto.

    [Rispondi a questo commento]

  26. Sant-Just scrive:

    E’ interessante il contributo di F. Maria Arouet ma la questione non è solo da ridurre a filosofia del diritto:
    - l’argomento che utilizzi sul credere o non credere e del relativismo di entrambi può essere riferito non solo a Dio ma a qualsiasi oggetto di cui non abbiamo conoscenza empirica: ragioniamo, allora, sull’esistenza o meno dell’ “asino che vola” ad esempio
    - concordo sul problema politico: ma non è solo riducibile a questioni di filosofia del diritto bensì è un intreccio di norme, consuetudini, modus vivendi, relazioni di potere che eccedono da ogni lato la questione meramente giuridica: vedi il tema “obiezione di coscienza” per i medici nell’articolo di Comandante Nebbia e anche altre questioni…

    [Rispondi a questo commento]

  27. ilBuonPeppe scrive:

    Sono d’accordo con Voltaire: il problema non è il Vaticano, ma noi e il modo con cui ci poniamo nei suoi confronti.
    Ho invece da ridire su questa affermazione:

    la fede é frutto della grazia, che é un dono di Dio e dunque non può essere conquistata attraverso l’intelletto … così la mancanza di fede può essere considerata nient’altro che il frutto della mancanza di grazia, che a sua volta può dipendere dal fatto che Dio non c’é, o che non ha ritenuto di elargirla

    Vera ma incompleta la prima parte, falsa la seconda.
    La fede (nella dottrina cattolica) è senz’altro un dono di Dio, ma viene elargito a tutti e non solo ad alcuni. Poi però questo dono, perchè produca frutti, deve essere accolto dal singolo, che è e rimane libero di accettare o rifiutare la fede.
    L’uomo è chiamato ad una “partecipazione attiva” al disegno di Dio, e non a subire passivamente i voleri di un burattinaio. Il libero arbitrio è anche questo.

    [Rispondi a questo commento]

  28. Sant-Just scrive:

    al BuonPeppone:
    “Il libero arbitrio è anche questo.”

    Sant’Agostino non sarebbe d’accordo… ;-)

    Il libero arbitrio è stato un adattamento necessario alle rinnovate esigenze del mondo moderno ma ti assicuro che Agostino (di solito lo chiamo senza il “santo” perchè è innanzitutto un filosofo!) ha detto esattamente l’opposto… (come tanti tanti altri padri della Chiesa…)
    Leibniz che ha provato a costruire l’ultima metafisica che prevedesse ancora al suo vertice Dio e neanche, pur dannandosi per tutta la vita, è riuscito a dimostrare la possibilità del “libero arbitrio” conciliabile con l’assolutezza e e la necessità di Dio e del suo effetto: il creato…

    Tertulliano diceva: “credo quia absurdum est”
    Oggi si dice: credo in quello che mi fa comodo…

    Questa lezioncina pedante e noiosa per dimostrare:
    - il credo cattolico è frutto di secoli di trasformazioni perciò non mettiamo sempre in mezzo la parola di Cristo che non conosciamo…
    - il Cristianesimo, in generale, è diventata nel suo connubio con il capitalismo e i dispositivi disciplinari tra il XVII e il XVIII secolo il fondamento di un modo di pensare alla “come je pare” cioè fondata sulla utilità che ha prodotto l’Occidente (della colonizzazione, degli stermini di massa etc. etc.) fiore all’occhiello della nostra pretesa superiorità e necessità di esportare il nostro modello (il nostro Dio è sicuramente migliore degli altri…)

    Io, fossi cristiano (ma forse proprio per questo non lo sono!), non mi vanterei del fatto che il Cristianesimo è un elemento fondamentale della coscienza occidentale…

    [Rispondi a questo commento]

  29. ilBuonPeppe scrive:

    La lezioncina sarà pure pedante ma niente affatto noiosa. Anzi, mi piacerebbe approfondirla ma evidentemente non è questo il “luogo” in cui si possa fare adeguatamente. Tuttavia…

    il credo cattolico è frutto di secoli di trasformazioni perciò non mettiamo sempre in mezzo la parola di Cristo che non conosciamo

    Delle due l’una.
    O ci rifacciamo alla parola del Cristo, che (almeno per ciò che riportano i vangeli ufficiali) parla di libertà e responsabilità dell’uomo, oppure, se tutto è trasformazione, le interpretazioni di Agostino e di Leibnitz valgono quanto le mie (ovviamente prescindendo dai contenuti).

    [Rispondi a questo commento]

  30. F.Maria Arouet scrive:

    Mi spiace non essere d’accordo con il BuonPeppe, né quando lui è d’accordo con me (non ho mai detto che il problema non sia il vaticano e mi guardo bene dal solo pensarlo), né quando dice di non esserlo.
    A proposito della grazia un fugace cenno sul perché non posso essere d’accordo con lui.
    La Grazia non é cosa concreta, che si possa confezionare su misura (a ciascuno la sua a seconda del giro pancia), ma un concetto teologico che regge gran parte dell’impalcatura cattolica, elaborato da Agostino in disputa con Giuliano nella prima metà del quinto secolo, come ricorda l’ottimo Sant.Just.
    Prendere o lasciare.

    [Rispondi a questo commento]

  31. Alfonso scrive:

    Dai commenti fin qui riportati pare lunghissima e tortuosa la vita di un cristiano cattolico :) Io non penso comunque che per essere tale si debba ristudiare e rivedere minuziosamente tutta la storia dei singoli dogmi dagli albori dell’umanità ad oggi. E’ giusto approfondire, ma sarà davvero raro veder citare Agostino per comprovare una tra le tante interpretazioni della storia dell’uomo e le ipotesi sul sovrannaturale (ad esempio) in politica. C’è però la “religione cattolica” che nei secoli s’è trasformata ed oggi è a nostra disposizione se combacia con le nostre idee in risposta ai dilemmi universali (ma non solo, anche a quello che sentiamo quotidianamente). E ci sono i libri sacri, che nella nostra epoca sono così raccolti (tramandati o recentemente scremati che fossero). Magari in futuro assisteremo davvero al “Cristo compagnone” e a dogmi differenti, ma non si può chiedere al cristiano di rivedere tutto alla luce dell’ultima dichiarazione del Vaticano. E la Fede è una cosa seria che non si cambia con le parole.
    Tornando all’articolo (ma credo che Luna abbia già smesso di leggerci), quello che secondo me si chiede al cristiano oggi è di RISCHIARE. Rischia, amico cristiano, se in treno mi vedi con lo sguardo triste, mettimi una mano sulla spalla e parlami; se mi vedi camminare sul Grande Raccordo Anulare con una tanica di benzina in mano, fermati e dammi un passaggio; se mi vedi che barcollo perché ho bevuto troppo, fermami e prenditi cura di me. Ti rapino? Ti aggredisco? Ti uccido? Rischia, amico cristiano. Se il Papa CHE NON TI DIRA’ MAI COME VOTARE ti dice che l’aborto è un omicidio (sempre per fare il solito esempio) tu fai di tutto affinché nella tua vita non ci sia aborto. Essere contrari a qualcosa ma concedere ad altri di poterla fare non sarà mai una contraddizione, come invece lo è senz’altro dirsi “cristiani” e darsi alle più eloquenti manifestazioni di egoismo.
    Ci sono alcuni, i cristiani “veri”, ma anche non cristiani, che già rischiano in questo modo. Dove sono? Non è che importi poi molto. Ecco secondo me dove non sono (o sono estremamente in sottonumero): nel traffico, nei luoghi di lavoro, nelle vie del centro delle grandi città e dei comuni più grandi, nei grandi condomini e nei pubblici uffici…

    [Rispondi a questo commento]

  32. ilBuonPeppe scrive:

    Essere contrari a qualcosa ma concedere ad altri di poterla fare non sarà mai una contraddizione, come invece lo è senz’altro dirsi “cristiani” e darsi alle più eloquenti manifestazioni di egoismo.

    Sembra una cosa scontata, ma non lo è affatto. Bravo.

    [Rispondi a questo commento]

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